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Una nuova grande depressione minaccia l’economia globale

Opinione (i capi del Fondo Monetario Internazionale FMI, K.Lagard al telecanale Skynews): L’economia mondiale rischia di entrare in una nuova fase di caduta, paragonata alla grande depressione degli anni trenta del secolo scorso.

Al momento nel mondo non esiste un’economia che possieda l’immunità alla tendenza di rinforzo che ha l’attuale crisi, né tra i paesi con un basso livello di profitti, né tra i governi sviluppati, né trai i paesi con nuovi mercati, né tra i poteri industrialmente sviluppati.

Io metto in guardia dal protezionismo, l’isolamento e da altre decisioni economiche sbagliate, cioè da tutto ciò che è capace di creare le condizioni economiche mondiali analoghe a ciò che esisteva negli anni ’30 del secolo scorso.

Il mio commento: Si va depositando gradualmente un parere giusto, cioè che il mancato avanzamento dell’integrazione minaccia con le sue conseguenze imprevedibili. Questo dà qualche speranza al fatto che l’umanità gradualmente riconosce la necessità, contrariamente all’egoismo, di accettare il bisogno della comunità.

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L’architetto della valuta unica: “Il progetto euro è crollato”

Opinione (Jack Delor, l’autore dell’Euro, ex presidente dell’UE nel Daily Telegraph): Il progetto euro era fallimentare dall’inizio. Gli errori ammessi durante la creazione dell’euro hanno condannato la valuta unica alla crisi del debito.

I leader hanno fatto troppo poco e troppo tardi per il sostegno della valuta unica, la crisi del debito presenta in sé una minaccia del ruolo internazionale dell’Europa e dei valori democratici occidentali.

Il mio commento: Ma come sarebbe stato possibile creare un mercato senza l’integrazione di tutti in un’unica Europa. Questa presa in giro della parte “progredita” dell’umanità è quando gli autori del progetto di un’Europa unita considerano che sia sufficiente spingere un po’ in avanti gli standard e i mercati. Ma dov’è l’unione? Non è una tasca comune, senza parlare dell’integrazione culturale, dell’educazione integrale, dell’avvicinamento al di sopra delle differenze nazionali e culturali, del superamento del disprezzo e dell’odio.

E’ ovvio che il progetto sia crollato, ed è chiaro che la sua fine senza gloria fosse già inclusa dall’inizio! L’integrazione per prima cosa è nelle persone, non nel mercato globale.
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L’ONU minaccia il mondo con un’altra crisi economica mondiale

Opinione: Il grande rischio è il fatto che il mondo si scontri con un’altra crisi economica globale. Questa conclusione è contenuta nel nuovo decreto del Dipartimento dell’ONU sulle questioni economiche e sociali (DESA).

Nel documento si dice che la crescita dell’economia mondiale consista nell’anno a venire soltanto del 2,6% paragonandola al 4% del 2011, però anche se questa cifra possa sembrare esagerata, nel caso in cui il problema dei debiti in Europa non venga risolto, i paesi sviluppati continueranno la politica della restrizione dei costi pubblici.

Il mio commento: Chi ha detto che la crescita dell’economia significa crisi? Dove deve crescere ancora? Crescere significa qualitativamente, ma non quantitativamente! Per non produrre in maniera insensata, vendere e comprare e poi buttare per far di nuovo produrre, comprare, comprare e ancora una volta buttare! Bisogna organizzare l’economia del pianeta soltanto sulla produzione del necessario per soddisfare tutti e non di più.

Non dobbiamo considerare una crescita le percentuali in aumento della produzione, ma quanto soddisfano i bisogni necessari di ciascuno e cioè cibo, medicine, riscaldamenti, sicurezza, abitazione. Liberare tutti dal lavoro inutile e dannoso. Il tempo liberato bisognerebbe dedicarlo obbligatoriamente allo studio dell’integrazione, delle nuove regole di convivenza mondiale nella garanzia reciproca, altrimenti scopriremo non una seconda crisi, ma una crisi ininterrotta, finché non diventeremo più intelligenti.
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La soluzione consiste nel cambiare il gioco globale

Opinione (D. Selente, fondatore di Trends Research, analitico mondiale dei trend nel Summer Trends Journal): I giorni felici non torneranno tanto presto, nessun trucco dal Federal Reserve, non potranno ripristinare l’economia, costringere, fare sparire i deficit di mercato e quelli del bilancio, ripristinare al dollaro la gloria persa oppure ripristinare i posti di lavoro. La politica di salvataggio dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale), della BCE (Banca Centrale Europea) e dell’UE ha dimostrato la sua inefficacia come quella americana.

Ma in una prospettiva a lungo termine ci sono le basi per delle speranze. Il potenziale del “cambiamento del gioco” sta nel continuo riconoscere il fatto che il pensiero di una rivoluzione industriale e politica non può e non farà lavorare nel XXI secolo.

La questione non consiste solo nel rimodellamento del vecchio modello economico, ma anche nel nostro atteggiamento verso l’educazione, la salute, la politica e le forze militari. Il proverbio “l’ultima guerra la fanno i Generali” è vero. Anche se le tecnologie cambiano, il pensiero no. La convinzione del fatto che la forza brutale possa dominare in un paese occupato che è difeso dagli insorti, trilioni di dollari e perdite di decine di anni hanno dimostrato la sua instabilità. Nonostante ciò, non concludendo le vecchie guerre, iniziano le nuove.

Il mio commento: Victor Hugo una volta ha detto: “C’è qualcosa che è più forte di tutte le armi del mondo, e questo qualcosa è l’idea”. Per rivelare questa idea è necessaria l’educazione delle masse. Questa è la cosa più importante, come considera la Kabbalah. Come scrive Baal HaSulam, tutti noi abbiamo bisogno di sederci ai banchi di scuola per qualche mese e uscire dai concetti del nostro mondo e dai nostri stati ed anche con l’idea di unione per il raggiungimento dell’uguaglianza e dell’equilibrio, cioè uguaglianza tra di noi ed equilibrio con la natura. Con l’adempimento di queste due condizioni noi raggiungiamo la perfezione e l’eternità.
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L’Eurozona è nello stadio attivo e sistemico della crisi

Opinione: La crisi finanziaria sistemica dell’Eurozona è arrivata. L’Italia, la terza come grandezza economica dell’Eurozona, già non è capace senza l’aiuto esterno di assicurare il deficit del suo budget di Governo. Prima di lei tre paesi, Grecia, Irlanda e Portogallo, si sono rivolti per crediti estremi alla comunità europea e al FMI (Fondo Monetario Internazionale), ma la Comunità europea non è in forze per stabilizzare l’Italia. Inoltre la Comunità europea non ha nemmeno gli strumenti necessari.

In queste condizioni la crisi porta un carattere incontrollato. Si allarga velocemente nei vari settori dell’economia, industria, politico/sociale, minaccia di allargarsi su tutta l’economia mondiale. La UE si trova in un processo di disintegrazione e si elaborano nuovi concetti di “Unione Europea”.

Il mio commento: In altre parole, se l’UE è capace di fare qualcosa, allora può farlo solo adesso. La questione è che nessuno prenderà in considerazione i motivi della crisi, come un’evoluzione dell’umanità, nessuno vuole prendere l’integrazione dell’umanità come dato di fatto e agire in corrispondenza a questo, cioè portare tutto il sistema dei rapporti reciproci ad una nuova realtà, ad un mondo integrato unito nella garanzia reciproca.

Ciò significa che più avanti, per raggiungere la stessa situazione con cambiamenti obbligati, ci aspetta il cammino delle sofferenze, al posto del cammino della consapevolezza e dei graduali cambiamenti volontari.

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La posizione finanziaria Giapponese peggiora di giorno in giorno

Opinione: S&P ha comunicato nell’intervista a Bloomberg che la posizione finanziaria del Giappone peggiora di giorno in giorno, di secondo in secondo, però finora il peggioramento della situazione è stato graduale, per questo la decisione dell’abbassamento del rating non sarà preso in un giorno solo.

Il debito del Governo giapponese crescerà più velocemente di quanto avesse previsto il Ministero delle finanze. L’anno finanziario passato si concluderà il 31 marzo 2012 e il prestito del paese supererà 12,8 trilioni di dollari. La grandezza nominale del debito del Governo giapponese è inferiore soltanto a quello degli USA, dove questo indicatore si avvicina a 15 trilioni di dollari. Riguardo al rapporto tra debito di Governo e grandezza dell’economia, il Giappone occupa ugualmente il secondo posto. Il suo debito di Governo arriva al 199% del PIL.

Il mio commento: Nel 2012 tanti paesi “strisceranno” verso il Giappone e gli Usa. La crisi comune obbligherà il mondo a riguardare il suo rapporto verso la vita, vivere in uguaglianza del “dare e ricevere”, vivere per riempirsi con il riempimento superiore, la rivelazione dell’esistenza al livello di Adamo, in dazione comune e ricezione in un desiderio comune. In questo l’umanità rivelerà il prossimo livello dell’esistenza: il mondo della verità e della perfezione.
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I tedeschi hanno provocato la crisi europea

Opinione (W. Schultz, Deputato del Parlamento europeo): La Germania non ricava grandi guadagni dall’esportazione e per questo è suo obbligo condividere le esportazioni del sovra consumo con i paesi problematici dell’UE.

La crescita con il marco avrebbe reso le merci tedesche molto costose sul mercato internazionale e avrebbe sottratto alla Germania una grande fetta di mercato. I pagatori di tasse tedeschi hanno il lavoro e la garanzia sociale a causa delle attività di esportazione. Noi stessi abbiamo provocato la crisi di debito della Grecia, Spagna, Portogallo per via di un’esportazione intensa. I tedeschi “li hanno spinti” ad utilizzare i prodotti tedeschi e adesso sono obbligati ad aiutarli a uscire fuori dai debiti.

La crisi non è la fine del mondo, ma una ricerca in divenire dello sviluppo di collaborazione reciproca. La crescita dei Governi nazionali nelle condizioni della globalizzazione sarebbe stato un errore. Per questo la nostra forza è nel consolidamento continuativo dell’UE. C’è bisogno di istituti nazionali forti capaci di superare lo sviluppo dell’UE come se fosse una regione unica.

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In Inghilterra per la prima volta hanno contato milioni di giovani disoccupati

Opinione (Fresh Business Thinking): Il numero dei giovani britannici (di età da 16 fino a 24 anni) che non hanno lavoro, per la prima volta nella storia del paese ha superato il limite di 1 milione di persone.

Il livello generale della disoccupazione nel paese ha raggiunto l’8,3% cioè il massimo degli ultimi quindici anni. 2,62 milioni di persone cercano lavoro. Il vice Premier della Gran Bretagna Nic Clegg, ha notato che il paese non potrà superare le conseguenze della crisi economica mondiale, se non risolverà il problema dell’occupazione dei giovani britannici.

Il mio commento: Ma poiché è sempre più chiaro a tutti che sempre più persone saranno senza lavoro, nel senso originale di questa parola, non bisogna pensare ad “inventare soluzioni per loro sotto forma di occupazione e di retribuzione”, l’unica occupazione utile diventa soltanto il lavoro dell’uomo su sé stesso e con la società! In questo per ciascuno c’è lavoro ed è la più grande, superiore ed eterna ricompensa.
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In discesa sulla pendenza

Messaggio: Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) e la Banca Internazionale sono sintonizzati pessimisticamente: la nuova recessione è in arrivo. Ogni decimo americano è per il sussidio da disoccupazione. Nella Casa Bianca hanno speso miliardi per non fare scoppiare le banche. Il sistema finanziario ha resistito. Ma togliendo il lavoro, le persone consumano di meno e la tesoreria non riceve le tasse. Le previsioni sono sempre più scure. Il rischio più serio: è rallentata la crescita economica, e la crescita semplicemente non è possibile se non appaiono posti di lavoro.

La Comunità Europea da sola crolla, perché è un fallimento. Il business fa girare la produzione, i paesi cercano di “chiudersi” dai vicini anche se l’economia è inestricabilmente collegata. Ognuno cerca di sopravvivere da solo e gli esperti finanziari lo vedono come il problema più grande.

Il mio commento: Due problemi:

1. Considerano che il buon futuro consista nella crescita economica, cioè la crescita di un sistema fallimentare e la mancata capacità di vedere un altro cammino, quanto e dove crescere viene considerato come non importante: più mercati, più crescita, compra – getta – guadagna, e di nuovo così. Ma la realtà annuncia nuove richieste: l’uguaglianza di tutte le persone, sistemi, istituti, in una connessione uguale per tutti e cioè il raggiungimento dell’armonia, dell’interazione reciproca completa. Si può provare parzialmente a convincersi che in questo caso tutto andrà verso la calma, il riempimento, la soddisfazione.

2. Considerare che oggi si possa sopravvivere in solitudine, che significa semplicemente sottomettersi ciecamente al proprio egoismo che ci spinge verso la tomba. E non solo per il fatto che non sia possibile ritornare ad una “naturale” economia in scala di Governo, ma perché la natura già ha lanciato su di noi la rete delle connessioni comuni, come il pescatore sul branco di pesci, e noi da sotto questa rete non scappiamo. Per questo il protezionismo, la tendenza di sopravvivere in solitudine, è un cammino verso la contrapposizione, verso la guerra mondiale.

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La disoccupazione: C’è la luce alla fine del tunnel?

Opinione (B. Bernanche, capo della FRS Federal Reserve System): Noi supponiamo che un livello alto di disoccupazione negli Stati Uniti bisognerebbe vederlo come una cosa ciclica. I tempi dello sviluppo del settore economico sono deplorevolmente lenti. Oltre al livello della disoccupazione cresce il livello di stratificazione della società dove, al momento attuale, ha raggiunto il massimo per i trentenni e continua a crescere.

Il mio commento: La disoccupazione e la stratificazione della società cresceranno continuamente – finché il sistema capitalistico socio economico non cambierà col sistema di garanzia mutua e con un consumo ragionevole. A questo noi possiamo arrivare con le guerre oppure con un cambiamento cosciente.
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