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La soluzione alla crisi globale: Cambia te stesso per aggiustare il mondo

Domanda: Non capisco in che modo differisce il futuro dal passato, cosa ci rende incapaci di controllarlo e di trovare una soluzione per la crisi e per il corso corretto dello sviluppo?

Risposta: L’uomo ha sempre sperimentato dei cambiamenti (si è evoluto in maniera egoistica) e quindi, in base a questi cambiamenti ed in accordo ad essi, cambiava l’ambiente affinché questo si “adattasse” a lui. Oggi però, ha smesso di evolversi in maniera egoistica; lo sviluppo egoistico graduale dell’uomo si è concluso. Pertanto l’uomo smetterà di cambiare il mondo che lo circonda.

Da questo punto in avanti, il movimento sarà “inverso”. Nel presente, la natura, l’ambiente circostante, sta cambiando: ci si presenta come un sistema globale, integrale e ci forza ad adattarci ad esso, a connetterci con tutto il mondo come una sua parte integrante.

In altre parole, la fase nella quale siamo entrati non è di trasformazione involontaria dell’egoismo umano che impone all’uomo di cambiare la natura affinché questa si “adatti” a lui. Al contrario, è l’uomo che deve cambiare per allinearsi ad una nuova situazione, nella quale la natura cambia “davanti ai suoi occhi”. Ciò significa un cambiamento di modello: se precedentemente non partecipavamo alle nostre trasformazioni interne e continuavamo a cambiare l’ambiente affinché questo si adattasse al nostro egoismo (facevamo in modo che servisse alle nostre necessità), oggi è il mondo che ci circonda che si sta trasformando e ci sta forzando a cambiare per combaciare ad esso.

Il movimento è al contrario: non dall’uomo verso il mondo che lo circonda, ma dal mondo che lo circonda all’uomo. Cioè il mondo, l’ambiente naturale, sperimentando un cambiamento, farà in modo che la persona e tutta l’umanità cambino di conseguenza.

L’umanità dovrà cambiare, ovvero correggersi per essere in accordo con la natura; questo non è mai successo prima. L’uomo non ha mai preso in considerazione la natura, ma l’ha alterata: “Il nostro scopo è prendere dalla natura tutto quello di cui abbiamo bisogno”, cioè fare in modo che serva il nostro ego.

Adesso, l’umanità dovrà cambiare, invece di cambiare la natura che la circonda. Così l’uomo deve cominciare a raggiungere la natura, deve prima “vederla” e dopo pensare a come essere in armonia con essa. La Natura è di fatto il Creatore. Pertanto, arriviamo alla necessità di realizzare tutta la natura, cioè il Creatore, cambiando noi stessi per “armonizzarci” con Lui.

Questo è il punto di non ritorno che chiamiamo “crisi”, e non ne saremo fuori fin quando non capiremo cos’è questo nuovo modello della nostra esistenza: non cambiare il mondo affinché si adatti a noi, ma cambiare noi stessi per adattarci al mondo.

Se continueremo a fare dei tentativi di alterare la natura affinché ci serva, ci metteremo in opposizione ad essa ed alla fine, questa ci “schianterà” facendoci passare attraverso orribili sofferenze.
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Esperti, fatevi sentire!

Domanda: E’ molto difficile spiegare alla gente che la soluzione ai problemi spinosi di oggi sta nell’interconnessione tra gli uomini.

Risposta: No, non lo è. Infatti, siamo aiutati da molti specialisti – non solo in senso teorico, ma da scienziati che fanno ricerca sui problemi attuali e sulla natura, inclusi gli economisti, i politici, i sociologi, gli psicologi, i banchieri e i rappresentanti delle grandi società.

Oggi tutti parlano di economia perché rappresenta la connessione che c’è tra di noi: quanto mi devi e quanto ti devo. Non si tratta di cultura, arte, religione o etica. Si tratta di soldi, un preciso strumento di misurazione della nostra reciproca dazione. Rappresenta la rete di una connessione corretta, egoistica, salutare e solida tra di noi. Noi l’abbiamo rovinata con le nostre “speculazioni”, ma di per sé era perfettamente adeguata.

E così, dobbiamo spiegare alla gente che questa rete non funziona più. E lo dobbiamo spiegare con degli esperti a cui ci rivolgeremo – migliaia di uomini che si trovano ai vertici del mondo: direttori di banca, analisti societari, e così via. Facciamoli parlare mentre noi ce ne stiamo in disparte. Dopo di loro la parola dovrà essere data agli scienziati, e poi ai rappresentanti del sistema educativo. Diamoci dentro —usiamo quello che c’è a disposizione.

E’ così che vedo succedere le cose oggi.

Domanda: L’uomo medio sarà incuriosito di ascoltarli nel suo tempo libero, ma si tratta di faccende molto lontane dal suo personale interessamento e dai problemi che può avere nella vita.

Risposta: Non c’è altra soluzione. Dobbiamo dare il tempo alla fase iniziale di manifestarsi, fino a quando non avremo convinto l’uomo che qui è dove si trova il problema. Al fine di capire i guai del mondo, è necessario studiare cosa sta succedendo. E’ come un uomo ammalato che “entra” in internet per cercare delle informazioni sulla sua malattia e per trovare i mezzi per curarsi. Dunque, dobbiamo soltanto dare agli uomini un “aggancio”, una fune che li colleghi tra ciò che sta succedendo oggi e la soluzione.

Questo compito incombe sugli scienziati, e noi dobbiamo agire in questa direzione senza ulteriori ritardi.

Metteremo in pratica e divulgheremo le loro, non le nostre, spiegazioni, che sono importanti e ben fondate. In linea di principio, dobbiamo diventare una “macchina pubblicitaria” che diffonde velocemente il flusso di informazioni dagli esperti alle masse. Senza farci conoscere, daremo loro grande importanza, li pubblicheremo sui siti, e li promuoveremo nei mezzi di comunicazione.

Non abbiamo neanche bisogno di un nostro sito. Non vogliamo “portare gli uomini dalla nostra parte” ma li lasceremo dove sono abituati a stare. Questo è il vero lavoro di divulgazione.

Domanda: Cosa dovrebbe capire una persona da poco di tutto questo, una persona che non capisce niente e prende per buono tutto quello che le si dice? E’ sufficiente dargli il messaggio che insieme è il bene mentre divisi è il male?

Risposta: Sì. E anche una “persona che conta” deve capire proprio questo. Non stiamo realmente programmando di parlare loro dell’intenzione altruistica Lishma, non è vero? Queste persone non sono ancora mature interiormente per questo concetto. E’ scritto, “Alleva un ragazzo per come è fatto”

Domanda: Ciò significa che dovremmo fare come la gente che usato Facebook per costringere i produttori ad abbassare i prezzi dei loro prodotti, così dovremmo semplicemente spingere i governi ad unirsi?

Risposta: Sì. Cerchiamo degli esperti, coloro che non solo capiscano il concetto, ma che siano in grado di mettere insieme un campo di lavoro e poi di farlo funzionare. Ci sono parecchi milioni di uomini nel mondo a cui piacerebbe e che sono in grado di unirsi in questo lavoro che dovrà essere realizzato. Questo “esercito” deve essere solamente organizzato per mettere in pratica questo compito.

Nel frattempo, noi resteremo dietro le quinte. Oggi non abbiamo più bisogno della televisione. Infatti, tutta l’umanità, oggi, è su internet. E questo sarà l’unico modo in cui riusciremo ad organizzarci ed è ciò che la nostra azione di divulgazione farà parallelamente. Questi sono i cambiamenti che dobbiamo incominciare a fare adesso, senza ulteriori ritardi.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “Arvut”)

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Il nostro mondo sta andando a pezzi?

Opinion (Lester R. Brown, Il mondo sull’orlo dell’abisso: come evitare il collasso economico ed ambientale): Riusciremo a cambiare direzione prima di aver oltrepassato il limite? Il mondo è nei guai. Il piano A, o come si dice il mondo degli affari, non funziona. I cambiamenti devono essere realizzati velocemente, come in tempo di guerra, per evitare molteplici catastrofi a catena che si rovesciano una sull’altra come se fossimo su una strada senza ritorno.

Il mio commento: Questo signore ha scritto queste parole alcuni anni fa, ma nel frattempo nessuno lo ha ascoltato, sebbene sia un famoso giornalista. Evidentemente, solamente dei grandissimi shocks spingerebbero gli uomini a prestargli attenzione, ma non sarà troppo tardi – non per la totale distruzione della civilizzazione, ma per il raggiungimento della completa correzione in un modo pacifico?
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Gli Stati Uniti stanno diventando deboli e non c’è ancora un successore

Opinione: (Michael Mandelbaum, professore del programma Christian A. Herter della Politica Straniera e direttore del programma di Politica Estera Americana SAIS. Autore di un nuovo libro, La Superpotenza Frugale: La Leadership Mondiale degli Stati Uniti in un’epoca di carenza di fondi): L’unica superpotenza mondiale, oppressa dai debiti , si sta indebolendo. “La politica estera degli Stati Uniti è sull’orlo di importanti accomodamenti. Gli importi delle spese di servizio del crescente debito nazionale, combinati ai costi esorbitanti dell’Assicurazione Sociale e Medica, come quello dei 78 milioni di pensionati delle nuove generazioni, lasceranno meno denaro per le iniziative statunitensi sulla politica estera …

Il peso di questi obblighi verrà imposto agli americani, nella forma di imposte alte e meno benefici, esso indebolirà l’aiuto pubblico al ruolo espansionistico internazionale che gli Stati Uniti hanno giocato dalla Seconda Guerra Mondiale in poi.

Questo cambierà il mondo e non in meglio. La politica estera statunitense, a prescindere dalle sue carenze, si è basata sulla stabilità politica di tutto il mondo.

Il mio commento: Questo ruolo stabilizzatore “nell’epoca della mancanza di fondi” è stato ridotto e può scomparire. Il mondo diventerà imprevedibile. La partenza degli Stati Uniti dall’Irak, dal Pakistan e da altri paesi dell’Asia sarà piena di conseguenze (terrorismo, traffico di droghe) per tutta l’Europa e l’Asia.
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Per salvare l’euro, la crisi peggiorerà

Opinione: (Anatole Kaletsky, uno dei principali commentatori di economia, anteriormente editore economico e adesso anche editore di The Times: “Ci sono due soluzioni possibili per la crisi greca: La prima sarebbe che la Grecia facesse omissione dei suoi debiti e lasciasse la comunità…La seconda sarebbe che la Comunità Europea assumesse la responsabilità collettiva per almeno metà del debito greco…

Questa seconda soluzione è più verosimile poiché fare a pezzi l’euro sarebbe inaccettabile per i governi francese e tedesco – e alla disgregazione seguirebbe sicuramente la ritirata della Grecia. Se la Grecia si trova nell’incapacità di ottenere prestiti in euro e svaluta i risparmi dei suoi cittadini in una nuova moneta, gli irlandesi temerebbero un comportamento similare e trasferirebbero i propri risparmi nelle banche tedesche, distruggendo le banche irlandesi e forzandoli a uscire dall’euro. E questo metterebbe in pericolo mortale ai membri di Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e perfino Francia.

Alla fine gli altri membri con credibilità creditizia dovrebbero accettare la responsabilità collettiva per circa 500 miliardi dei debiti greci, portoghesi e irlandesi per assicurare la sopravvivenza della moneta unica…”

Ma l’egoismo è sulla strada “Le nazioni creditrici non vogliono accettare un addizionale peso sul debito, mentre le nazioni debitrici sono ancora più reticenti per la perdita della sovranità nazionale e l’auto-determinazione democratica….L’implicazione è, che sia le nazioni creditrici, sia le nazioni debitrici prenderanno l’unica soluzione alla crisi dell’euro finché avranno esaurito tutte le soluzioni alternative.

Quindi, ironicamente, la minaccia di una crisi è una condizione necessaria per la stabilità finanziaria in Europa, anche temporanea. Come per il “salto quantico” al federalismo fiscale che Trichet ha giustamente identificato come la chiave per la crisi, il requisito logico perché questo accada è che la crisi deva ancora peggiorare.

I leader europei sperano, in contrasto, che la crisi possa essere risolta gradualmente, evitando il bisogno di misure drastiche, poiché le condizioni miglioreranno con il passare del tempo…Ci sono, tuttavia, altre due vie molto potenti in cui il tempo gioca contro la sopravvivenza dell’euro. Le nazioni debitrici sono consce della loro forza: la Germania, Francia e l’EU pagherebbero qualsiasi cosa, giusto per placare la Grecia o l’Irlanda, se minacciano di ritirarsi.

“Se i politici europei vogliono veramente salvare l’euro, devono fare il salto quantico verso una federazione fiscale – e farlo presto”.

Il mio commentario: Questi schemi appaiono di forma molto semplice se trasformiamo tutto quello che accade in due forze: le forze egoiste delle persone, nazioni e mondo, e la forza altruista del Creatore o Natura. Sono in conflitto, e la Natura insegna pazientemente alle persone l’irreversibilità del processo di sviluppo e la necessità di fare delle concessioni mutue e arrivare a un accordo, unità, garanzia mutua e amore.

Quindi, due campi, uno debole e l’altro forte, mostrarsi uno con l’altro altre concessioni, dimostrare come hanno bisogno uno dell’altro – fino al punto in cui decideranno di unirsi completamente, superando tutte le differenze. La natura gli costringerà a farlo!
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La necessità dell’unione sta raggiungendo un punto critico

Il tema del nostro Congresso è “L’unione – il futuro del mondo”. Sono molto commosso perché dopo molti anni di studio della Kabbalah, l’unione del mondo ed il bisogno di unirsi stanno finalmente incominciando ad essere visibili.

Lungo il corso di miliardi di anni dello sviluppo del mondo, così come lungo il processo di molti eventi prima del suo concepimento, ogni cosa è progredita precisamente verso questo punto – il punto in cui ci si rende conto della necessità dell’unione. Solamente oggi questa necessità sta incominciando a risvegliarsi, ad essere espressa, e a mostrare la sua urgenza. E voi ed io siamo al centro di questa attuazione.

Tutto è incominciato quando la singola forza della natura, la forza della dazione, o il Creatore, che sono la stessa cosa, ha incominciato ad agire, emanando e creando la material. Per prima cosa è stata creata la materia spirituale, cioè il desiderio: il desiderio di essere appagati, il desiderio di svilupparsi, il desiderio di percepire noi stessi e tutto ciò che ci sta intorno.

Questa desiderio si sviluppa sotto l’influenza della forza originaria, la forza della natura. Le fasi del suo sviluppo sono chiamate “le quattro fasi dell’espansione delle Luce Diretta”. L’intero scopo dello sviluppo della creazione, o del desiderio, consiste nel rendere la creazione simile a tutta la natura, nel fargli raggiungere la completa armonia o, in altre parole, nel raggiungere l’uguaglianza e l’adesione con il Creatore, perché l’adesione è raggiunta attraverso l’equivalenza della forma. E’ necessario che la materia, cioè il desiderio che si oppone alla Luce, si opponga alla qualità della dazione, per attraversare, in conclusione, tutte le fasi del suo sviluppo e rendersi conto che lo stato migliore e più elevato è la somiglianza alla Luce, l’uguaglianza alla natura perfetta, all’armonia e all’unione con essa.

Al fine di raggiungere questo stato, è necessario per prima cosa percepire che siamo in una posizione totalmente opposta, vale a dire che dobbiamo vivere di persona in una condizione che è opposta alla Luce, vivere l’egoismo, la crudeltà, il desiderio di pensare solamente a noi stessi, di percepire solamente noi stessi, l’incapacità di percepire gli altri o di pensare agli altri a meno che non sia per un nostro interesse o per procurarci un vantaggio personale, o non significhi usare gli altri. Questo è il modo in cui le qualità che sono le più opposte alla Luce devono essere espresse nella creazione.

Nel nostro mondo questa creazione è l’uomo, che attraversa un grandissimo numero di fasi di sviluppo nel corso della storia, fino a quando non consegue la sensazione e, cosa più importante, non si rende conto di essere completamente opposto alla forza della natura. Si tratta di un processo molto lento e molto difficile. Nel corso di centinaia di migliaia di anni abbiamo fatto dei passi in avanti, e l’egoismo è piano piano diventato più forte dentro di noi. Esternamente noi vediamo come l’uomo si è sviluppato nelle aggregazioni sociali, fino a raggiungere lo stato attuale. Nel suo insieme, questo egoismo, questo desiderio, ci ha sempre spinto in avanti fino ad oggi.

Ed ora, come vediamo in questo stesso periodo, stiamo incominciando a convincerci che questo egoismo, che questa nostra natura è di fatto il nostro nemico, il nostro solo nemico. Separandoci dagli altri, l’egoismo ci priva letteralmente dell’opportunità di esistere normalmente, anche a livello di questo mondo materiale.

Ci stiamo sempre più chiudendo in noi stessi, stiamo diventando sempre più crudeli, divisi, e impauriti, e ci mettiamo sulla difensiva, privandoci di una vita normale e smarrendo il senso della vita. Ed infine: Perché dovremmo vivere? Solo per difenderci e proteggerci? Solo per fissarci dentro certi limiti, per viverci per un certo numero di anni, con un certo livello di comodità e di sicurezza? E questo è tutto?

Questo è il modo in cui l’uomo del nostro mondo si sente mentre, con il tempo, diventa sempre più crudele per natura Siamo noi a renderlo così. Il nostro egoismo lo spinge a questo.

Alla fine, tutto questo si sta esprimendo nei tratti di una crisi gigantesca. In alcuni paesi la crisi è sentita di più, ed in altri di meno, ma sta arrivando al culmine. Non importa quanto cerchiamo di nasconderla, non possiamo farci niente. Sta incominciando a farsi evidente nell’economia, nelle strutture sociali, nella diminuzione dell’importanza del ruolo delle famiglie, ed in tutti i problemi che stanno emergendo nella società, come la crisi dell’educazione, le droghe, il terrorismo, e così via.

In tutte le aree delle sue attività, l’uomo si sta scontrando con numerose crisi, ma, in sostanza, si tratta di una crisi sola che riguarda la nostra opposizione alla natura. E, naturalmente, può essere corretta solamente nella sua essenza.

Non possiamo realizzare alcuna correzione in nessun altro modo. Vediamo il modo in cui i rappresentati dei governi ci stanno provando, e vediamo come le autorità siano incapaci di fare alcunché, ed anche i tiranni, che usano il denaro e le armi che hanno a disposizione, non sono in grado di cambiare nulla. Il mondo si sta muovendo senza sosta verso un’enorme rottura. La forza ed il potere stanno ancora cercando di mantenere il mondo dentro i confini di un tempo, ma non sono più capaci di farlo.
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(Dalla 1.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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C’è lavoro per tutti!

Nelle News (L’Organizzazione Internazionale del Lavoro), organo specializzato delle Nazioni Unite che si occupa dei temi del lavoro: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro è preoccupata perché, a prescindere dalla ripresa dalla crisi e dal miglioramento della situazione dei mercati finanziari globali, la disoccupazione continua ad aumentare.

“Le statistiche dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro dipingono un panorama fosco sulla situazione dell’attuale impiego mondiale, con 210 milioni di persone senza lavoro, il numero più alto della storia e più della metà della popolazione attiva mondiale con un lavoro precario. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nei prossimi dieci anni, saranno necessari più di 440 milioni di nuovi posti di lavoro per assorbire i nuovi facenti parte della forza lavoro, e ancora di più per invertire la disoccupazione causata dalla recente crisi. Mentre il mondo sta vedendo in alcuni paesi livelli significativi di crescita economica, la disoccupazione, specialmente per i giovani, si mantiene a livelli record in molti paesi, il che significa enormi sfide economiche e sociali a lunga scadenza, così come minacce per la coesione sociale”.

“La mancanza di lavoro decente espone i giovani a livelli alti di incertezza economica … Una generazione senza la speranza di un impiego decente può essere un problema per le famiglie, l’economia e la società in generale. L’impossibilità di trovare un impiego stabile crea un sentimento di frustrazione e di ozio tra i giovani”.

Il mio commento: Non c’è modo di dare lavoro a tutto il mondo. Le nuove tecnologie stanno cambiando la natura del lavoro, molte professioni scompaiono e nell’era dell’informazione non c’è bisogno di operai ed impiegati. È più facile e più economico mantenere un disoccupato piuttosto che inventare per lui un’occupazione. Tuttavia, nasce il problema di occupare le persone, il tempo di inattività conduce alla degradazione, al vuoto ed alla tensione nella società.

La Kabbalah spiega che il nostro sviluppo avviene in accordo al piano generale interno della natura: abbiamo raggiunto una nuova soglia nel nostro sviluppo tecnologico e sociale. Pertanto, la Kabbalah suggerisce che dobbiamo imparare a vivere nel nuovo mondo comune, integrale, che deve scoprire un nuovo stato della sua esistenza, ovvero lo stato spirituale.

Questo stato si può ottenere per mezzo dell’educazione delle masse, della formazione, dell’insegnamento delle nuove leggi della natura che ci circonda e del comportamento sociale e personale. Solo in questa maniera ci eleveremo al livello in cui cominceremo a controllare la natura, così la sensazione di comfort rimpiazzerà quella della crisi.

Il lavoro a tempo pieno ai giorni nostri è possibile solo nel lavoro spirituale, imparandolo e realizzandolo in se stessi e verso gli altri. Pertanto, noi costruiamo una nuova società dove tutti hanno il lavoro!
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Il manuale d’istruzioni del bene

Noi ci troviamo in una realtà sconosciuta e, oggi come oggi, mentre viviamo in questo mondo, continuiamo a non capire dove ci troviamo, in base a quale programma ci sviluppiamo, e verso quale traguardo ci stiamo muovendo. Non capiamo niente della nostra vita, ed essendo nascosti da una specie di scudo che si chiama occultamento, ci consideriamo svegli ed intelligenti, in quanto abbiamo la conoscenza, delle opinioni personali, ed il libero arbitrio.

Ma quando le avversità della vita e la sofferenza ci colpiscono, capiamo di non poter fare nulla, ci rendiamo conto di non comprendere nulla, e di non avere altra scelta che comportarci in modo intelligente. Specialmente adesso, in questo periodo di crisi, vediamo che non possiamo fare altro che avvicinarci alla realtà in modo corretto, e capiamo di non avere la minima capacità di comprendere i problemi che stiamo affrontando. Anche se a volte comprendiamo qualcosa con un minimo di anticipo sul tempo, questo non ci rende capaci di cambiare il nostro stato o di comportarci in modo diverso. Anche se decidiamo di dover necessariamente cambiare ed incominciamo a comportarci in modo diverso, non abbiamo la forza di cambiare il nostro comportamento. Allora, a cosa servono queste decisioni se non siamo in grado di cambiarci, influenzarci tra di noi, ed il mondo intero?

Anche quando vediamo che non ci facciamo altro che del male e che, di fatto, ci stiamo portando alla morte, siamo comunque incapaci di fermarci. Che cosa insensata, che spreco! Daremmo semplicemente fine alle nostre vite sprofondando nel nostro desiderio di godere, che ci ucciderebbe del tutto, se non ricevessimo la Torà, il mezzo per correggere il desiderio egoistico, per incominciare dal punto più basso possibile, il momento prima della morte, ad innalzarlo fino al massimo, al livello del Creatore, il punto più elevato possibile, che è la qualità opposta alla nostra: la volontà di donare.

Questo significa che “la Torà” a cui ci si riferisce è la cosa più importante di tutte. Senza di essa non si ha la possibilità di conseguire nulla. Non ci possiamo sviluppare attraverso la sofferenza. L’influenza della sofferenza permette solamente al desiderio di godere di svilupparsi. I colpi e le disavventure ci fanno cercare questo desiderio con tutti i mezzi possibili pur di sbarazzarci dei guai e, alla fine, è questo stesso desiderio che ci porta alla morte per evitare la sofferenza. Quando il desiderio percepisce la sofferenza come insopportabile a causa della sua totale opposizione alla Luce, questo desiderio è disposto ad annullarsi completamente, è disposto a tutto tranne che a soffrire.

In questo caso, la Torà si presenta come il solo mezzo che ci conduce alla vita, alla correzione, e all’esistenza. Questa è la ragione per cui non c’è alcun cammino della sofferenza, e nessun cammino della Torà. La Torà deve essere rivelata all’umanità per permettere agli uomini di usarla. Ed essi la devono rivelare nel modo giusto – come la Luce che corregge. Ma se essi non usano la Torà correttamente, nel senso che non la mettono in pratica, ciò significa che stanno seguendo il percorso della sofferenza. Se la usano correttamente, allora seguono il cammino della Torà, il cammino della Luce. E se si trovano in mezzo tra uno e l’altro, avanzano secondo “il cammino terreno”.

Perciò, l’articolo di Baal HaSulam “la Rivelazione della Divinità (Matan Torà)” è molto importante, poiché ci dice il modo in cui possiamo ricevere la Torà. C’è una dazione della Torà dall’alto, e c’è una ricezione della Torà dal basso. Tutte le sofferenze ci arrivano perché non usiamo correttamente la Torà, la Luce che corregge, che ci fa uscire per portarci verso la fonte del bene. Tutto dipende dai nostri sforzi di diventare il bene. Perciò, non ci manca niente tranne che questo mezzo. Allora, scopriamo come ricevere la Torà ed arrivare al bene!

(Dalla 4.a parte cella lezione quotidiana di Kabbalah del 19.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)

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Un sistema eccessivamente complesso richiede una soluzione adeguata

Opinion (dott. Pavel Tsygankov, professore all’università di stato di Mosca): Le leggi dei sistemi internazionali che abbiamo scoperto finora non sono abbastanza rigorose per spingerci ad usarle come base per formulare un’accurata previsione.
I sistemi complessi hanno una loro vita, e anche un controllo sulle parti separate del sistema non fornisce di per sé un controllo su tutto il sistema nel suo insieme. Ogni azioni compiuta all’interno dello schema di un sistema del genere ha delle conseguenze che non si possono determinare, né prevedere, né delineare.

Se volessimo prendere in considerazione i differenti punti di vista dei sette milioni di abitanti che ci sono sul nostro pianeta, i duecento governi che li controllano, gli innumerevoli enti autonomi, le migliaia di organizzazioni non governative, le aggregazioni religiose, le società etniche, il mondo dell’economia, il sistema in espansione delle telecomunicazioni, ed il crescente volume di informazioni, sarebbe ovvio che l’area delle relazioni internazionali è il sistema più complesso che si trova al di fuori della natura stessa.

Il mio commento: Stiamo arrivando alla conclusione che solamente la totale reciprocità che ci riconduce ad ogni singolo organismo potrà creare un sistema sicuro e salutare per tutti i sette miliardi di uomini della terra. Ma, per arrivarci, abbiamo bisogno di un nuovo genere di educazione, cioè un’educazione per uomini integrati. Ognuno di noi deve diventare la particella di un unico organismo. Allo stesso tempo, ogni uomo non dovrà diventare un robot. Al contrario, gli uomini inizieranno a percepire tutto il singolo organismo come proprio, ed in questo modo scopriranno la natura perfetta ed eterna.
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Il mondo non vede la soluzione

Domanda: Nonostante la mia intenzione sia egoista, se inizio a pensare per il bene degli altri e il benessere del mondo, questo può già considerarsi un’azione?

Risposta: Senz’altro. Per caso credi che donare il pane ai poveri sia in realtà un’azione? Questo causerà solamente l’esistenza di più persone povere in questo mondo.

La tua azione è quella di attrarre la Luce. Questo  e nient’altro ti riporta alla Fonte. Allora, su quale altra cosa dobbiamo pensare? Soprattutto in tempi in cui il mondo si trova con problemi e pericoli. Abbiamo bisogno soltanto della Luce. La mancanza della Luce è il motivo delle guerre, crisi, catastrofi e altri problemi.

Precisamente la mancanza di buone azioni della Luce evoca problemi nelle quattro fasi dello sviluppo – inanimato, vegetale, animato e umano. Il male che incontriamo è la mancanza della Luce.

Le punizioni non vengono dall’alto. Se devo ottenere una determinata ricompensa, la rivelazione del Creatore, similitudine e adesione a Lui ed io non lo faccio, allora io sperimento la rottura che questo crea come punizione o mancanza di benevolenza. Viceversa, raggiungendo questo, io sentirò una ricompensa.

Quindi, io sento punizione e ricompensa negli stessi desideri. Se io ho corretto e riempito il mio desiderio, questa è una ricompensa, ma se io non riesco a correggerlo e a riempirlo, allora è una punizione. Non ci sono penalità dall’alto. Io non ricevo una briciola oltre a quello che infliggo a me stesso. Io stesso creo la mia punizione.

Perciò, abbiamo solamente un compito – attrarre la Luce. Specialmente oggigiorno, considerando tutto quello che sta succedendo e accumulandosi nel mondo. Non ci sono altri mezzi.

Sono costantemente in contatto con persone che “sanno”, leggo tutti i tipi di articoli, visito diversi siti nella rete e seguo i giornali, ma non vedo offrire delle soluzioni da nessuna parte. Non possono offrire niente e non vogliono nemmeno pensarci perché non hanno la minima connessione con la correzione.

Proprio ieri parlavo di questo con un famoso scrittore e lui non diceva nulla – evitava di rispondere. Questo indica la mancanza di sensibilità, la mancanza di comprensione delle correzioni.

“Il mondo è tondo e dobbiamo unirci” dico io alle persone. “Giusto, ci stiamo muovendo in quella direzione” rispondono. Non si rendono conto di andare nella direzione opposta. Dopo tutto, alla fine, tutte le persone stanno rafforzando le proprie linee e movimenti. Non c’è nessuno con cui parlare.

Quindi, dobbiamo creare le condizioni con i nostri mezzi per far emergere una forza positiva. Soltanto allora le nostre onde si propagheranno attraverso tutto il mondo.

Nient’altro sarà d’aiuto. Noi non dipendiamo dagli altri, ma dobbiamo aiutarli per far sì che più tardi le persone possano cogliere queste onde, comprendere il loro messaggio e sentire che provengono da noi.

I materiali devono essere divulgati prima del tempo, ma nell’ essenza, la fonte di quelle onde è in noi. Perciò, la cosa più importante è quella di unirci, fonderci uno nell’altro sempre di più.

Io nutro grandi speranze nei prossimi congressi. Sono il mezzo con il quale noi dobbiamo portare nella vita unità, consolidamento, e mutuo interesse per il mondo e per la nostra correzione, che aiuterà il mondo.

È arrivato il tempo per la rivelazione del Creatore nelle creature. Questo mezzo è semplice e nelle nostre mani. Tutto quello che dobbiamo fare è di usarlo. Chiediamo al mondo di svegliarsi, ma, ci stiamo svegliando noi stessi?
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.05.2011, “Pace nel mondo”)

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