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L’Unità come metodo di risoluzione della Crisi, Parte 3

L’Opinione: (Yuri Yakovets, Professore, Accademia Russa della Pubblica Amministrazione; dal rapporto alle Nazioni Unite): “Nella prima metà del XXI secolo il mondo civilizzato affronta nuove sfide della prossima spirale del progresso storico, era colpito da un’ondata di crisi globali – economico-finanziaria, energetico-ecologica, delle derrate alimentari, tecnologica, socio-culturale – ed è ora ad un bivio.

Il mondo multipolare è divenuto una realtà. Una scelta strategica viene fatta tra i suoi due modelli: mondo multipolare basato sul confronto e sullo scontro di civiltà o sul loro dialogo e collaborazione.
Per il momento, la strategia predominante e’ di adattarsi alle nuove condizioni, prolungando così l’agonia del vecchio regime ed esacerbando il conflitto globale. Ma avendo delineato una società futura, è necessario sviluppare e implementare la strategia per diventare una civiltà integrale, le fondamenta della quale nascono sotto i nostri occhi, cosi’ alleviare i dolori della nascita della transizione a un nuovo stadio del nostro sviluppo.”

Il mio commento: Lo stadio dello “sviluppo fetale” e la sua nascita sono già stati descritti; Noi dobbiamo solo farli circolare e metterli in pratica. Gli eventi dovrebbero dispiegarsi come in un film di Hollywood che mostra come gli abitanti della Terra si preparano per l’arrivo degli alieni dallo spazio. Anche noi dobbiamo affrettarci per essere pronti per l’arrivo del nuovo mondo. Noi percepiamo la sua manifestazione e la nostra mancanza di preparazione come una crisi. Questa crisi è in noi, ma se iniziamo a cambiare, le nostre sensazioni amare muteranno nel loro opposto.
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Le proteste crescono attorno al Globo

Nelle Notizie (dal The New York Times): “Centinaia di migliaia di Indiani disillusi acclamano un attivista agricolo in uno sciopero della fame. Israele vacilla davanti alle più grandi dimostrazioni di piazza della sua storia. Giovani infuriati in Spagna e Grecia si impadroniscono delle piazze da un capo all’altro dei loro paesi.

“Le loro lamentele vanno dalla corruzione alla mancanza di alloggi accessibili e alla disoccupazione, rimostranze comuni ovunque. Ma dal Sud dell’Asia al cuore dell’Europa ed ora persino a Wall Street, questi dimostranti condividono qualcos’altro: diffidenza, anche disprezzo, verso i politici tradizionali e il processo politico democratico che loro presiedono.

“Vanno in piazza, in parte, perché hanno poca fiducia nelle urne.

“’I nostri genitori sono grati perché loro votanò dice Marta Solanas, 27 anni, riferendosi ai decenni spagnoli precedenti passati sotto la dittatura di Franco. ‘Noi siamo la prima generazione a dire che votare non serve a niente.’

“L’alienazione corre particolarmente in profondità in Europa, con boicottaggi e scioperi che, a Londra e ad Atene, sono sfociati in violenza.

“In misura crescente cittadini di tutte le età, ma particolarmente i giovani, stanno rifiutando le strutture convenzionali come i partiti e i sindacati a favore di un sistema meno gerarchico, più partecipativo modellato in molti modi sulla cultura del Web.

“I dimostranti hanno creato on-line il loro proprio spazio politico, che è freddo, qualche volta apertamente ostile, verso le istituzioni tradizionali dell’élite.

La crisi del debito si aggrava

Opinione (V. Putin, il primo ministro della Russia): La prospettiva di risolvere il debito della crisi in Europa e negli USA è nebbiosa. Chiarimenti a riguardo non c’è ne sono. La crisi dei debiti sovrani dei paesi sviluppati richiede il ripensamento degli approcci tradizionali. Il modello dello sviluppo che si appoggia sulla crescita dei debiti non funziona.

Commento: Comunque, finché non si infetta la crisi in tutta la sua potenza, quando si svelerà l’incapacità di controllare tutti i meccanismi governamentali, tranne le chiacchiere, noi da parte del governo non sentiremo niente, e loro fino allora non sentiranno noi!
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L’Economia dell’anima

Il sistema economico è una sorta di impronta egoistica del calcolo che noi facciamo nel “corpo” dell’anima quando noi la prepariamo per l’azione spirituale. In economia noi miriamo al massimo profitto con il minimo investimento e il minimo rischio. Questi sono calcoli pratici ed egoistici dove tutto e’ chiaro.

Persino se l’egoismo è formalmente represso, è solo perché noi non siamo capaci di rappresentarlo qualitativamente dal momento che appartiene alle sensazioni, alle connessioni famigliari, agli interessi di un paese, di una nazione e così via. In realtà tutto può essere elencato e se noi fossimo capaci di farlo, troveremmo noi stessi in un sistema preciso, analogo a quello che funziona nel mondo spirituale.

Tranne che là, i calcoli sono fatti nel “corpo” di un Partzuf, nell’aspirazione per la dazione. Quando si è sul percorso che porta alla dazione, si fa un calcolo preciso, come in un’economia ideale: quanto devo ricavare da ciascun desiderio, da ciascuna situazione, da ciascun fattore in questa azione o manovra per ricevere il massimo beneficio? Ma ovviamente, quel beneficio e altruistico.

Qui noi confidiamo nel ricevere, mentre là – sulla dazione, eppure il calcolo rimane. La sola domanda è come passare da una modalità all’altra. Anche spiegare lo stato finale non è semplice, tuttavia è rappresentato con precisione matematica. Gli attuali disastri economici stanno essenzialmente rivelando i tratti del nostro egoismo che abbiamo mancato di condurre con i più precisi calcoli.

“Amo questa persona. Odio quell’altra. Questa mi ripugna. Questa è lontana da me. Questa mi è vicina. Questa è più importante nel sistema generale. Questa è meno importante….” Come possiamo tenere in considerazione tutti questi parametri? E come potrà ogni persona agire individualmente conformemente ad essi, rinnovando i suoi calcoli ogni secondo? Questa sarà la vera economia che noi dovremo sostenere. In altre parole dovremo arrivare a conoscere il sistema corretto e prospero in cui l’egoismo lavora correttamente, usando due forze.

Oggi il nostro complesso economico è basato solo su una componente egoistica e perciò, senza conoscerne la seconda metà, non riusciamo a gestirlo. Tuttavia quando le forze della dazione si uniranno alle forze della ricezione, cominceremo a interagire con le persone intorno a noi in modo differente, compensando dazione e ricezione in conformità al nostro livello personale e al livello della società. Questo sarà il vero calcolo.

Dobbiamo misurare e considerare le nostre interconnessioni, che siamo incapaci di creare oggi. Dovremo considerare tutti i possibili fili che si estendono tra noi in pensieri e sensazioni, i livelli della nostra chiusura e il “coefficiente di dazione”, portando tutto ciò dentro il calcolo economico che avrà connotazione puramente matematica.

Se aggiungiamo le variabili quantitative ai suoi parametri, che riflettono le percezioni e gli stati dell’umanità come insieme, otterremo un risultato indiscutibile e affidabile. Lo stesso calcolo viene fatto nella testa del Partzuf: considero la Luce interna e circondante, le Reshimot, TANTOT, i miei desideri interni ed esterni e i metodi di lavoro con essi… Precisamente questa economia.

Nel desiderio si fanno solamente calcoli spirituali e perciò tutte le cifre sono precise e autentiche. Nel desiderio posso classificare fattori e dare loro dei valori, ricavando TANTOT da loro. In sostanza i libri dei Kabbalisti sono le scienze economiche dell’universo. Le Luci sono i “soldi”, che significano la vita, mentre i vasi, i desideri, e gli schermi ci permettono di acquisire appagamento, profitto. Il profitto interiore è la Luce interiore, e il profitto futuro è la Luce circostante. Noi sottoscriviamo prestiti reciproci: Per esempio, il superiore presta all’inferiore nel primo tipo di Gadlut, e nel secondo tipo di Gadlut l’inferiore riceve Luce dal superiore per trasmetterla….

Non è un fatto accidentale che il colpo principale della crisi colpisca nient’altro che l’economia perché è per noi la cosa più importante. Non è stata la distruzione dell’unità della famiglia, un collasso dell’educazione o dell’ecologia, ma precisamente i problemi economici che ci hanno costretto a parlare seriamente della crisi. E questo corrisponde ai processi spirituali.

Con il tempo cominceremo a condurre un’economia fiorente, cominceremo a ricavarla conformemente al sistema spirituale e a percepire la transizione ad essa. Questa transizione diverrà possibile solo alla condizione che inseriamo nei calcoli la garanzia mutua, se la misuriamo, la pesiamo e la indichiamo numericamente. La considereremo quando faremo i conti in borsa perché diversamente sarà impossibile. Il successo di domani dipende da quanto la componente della garanzia mutua cresce nella nostra formula economica.
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La marcia degli indignati

Opinione: Circa centocinquanta attivisti del “movimento degli indignati” spagnolo si preparano alle azioni di protesta contro la politica economica della Comunità Europea.

Nella capitale europea Bruxelles, li hanno incontrati persone di vari paesi con il medesimo pensiero. Dopotutto il 17 e il 18 ottobre a Bruxelles ci sarà il Summit dei leader della Comunità europea. Il tema principale sarà la crisi del debito nella zona euro.

Gli attivisti partecipano contro le misure rigide dell’economia che vengono intraprese dai governi dei paesi europei, e chiedono la giustizia sociale. La mainfestazione degli “indignati” è programmata per il 15 ottobre.

Commento: Il mondo si abituerà a queste manifestazioni finché la crisi porterà a un tale svuotamneto che saranno obbligati a riguardare i rapporti tra di loro. Il mondo darà attenzione all’uomo dall’esterno all’interno – sul fatto che il motivo della crisi è dentro di noi, in mancanza di unione, come conseguenza di ciò la non corrispondenza alla natura.

Per adesso queste idee sembrano mistiche, idealistiche, troppo distaccate dalla materia e dalla realtà. Però ciò che non fa la mente fa il dolore, cioè acuisce la ragione e lui inizia a percepire i fenomeni più fini della nostra vita. L’accordo con l’idea kabbalistica verrà da una parte di dolore e da una parte dalla ragione (divulgazione dell’idea).
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Un Giudizio o una Farsa ?

Nelle news della (BBC News): “L’ex primo ministro islandese Geir Haarde si è presentato davanti ad un tribunale speciale, accusato di fallimento nella responsabilità ministeriale durante la sua direzione della crisi finanziaria del 2008”.

“Le tre principali banche del paese hanno collassato nel mezzo della crisi economica”.

Il signor Haarde ha denominato il caso una “farsa” e dice che vuole che sia estromesso.

Il signor Haarde che si è dichiarato innocente, ha detto uscendo dal tribunale: “La mia coscienza è tranquilla …”.

L’opinione pubblica è divisa, ci sono alcune persone che vedono il giudizio del Signor Haarde come una caccia al capro espiatorio ed altri argomentano che la responsabilità pubblica sia stata essenziale dietro il collasso finanziario del paese.

Il mio commento: tutti gli economisti e le banche si sono comportati in questo modo e continuano a farlo oggi perché non possono operare in maniera differente, anche se fossero stati onesti in tutto ed avessero messo da parte la politica e gli interessi personali. Loro non sanno come agire nel mondo delle nuove relazioni economiche integrali che stanno diventando sempre più obbligatorie.

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Bambini, non lottate, giocate amabilmente!

Opinione: (Gerard Schroeder, ex cancelliere tedesco): “La crisi attuale fa si che sia inesorabilmente chiaro che non possiamo avere una zona della moneta comune senza una politica economica, sociale e fiscale comune”, ha detto Schroeder.

Ha aggiunto: “Dovremo rinunciare alla sovranità nazionale”.

“Della Commissione Europea dobbiamo fare un governo che sia supervisionato dal Parlamento Europeo e questo significa gli Stati Uniti D’Europa”.

“Nella crisi si trova una vera opportunità di ottenere un’unione politica in Europa”, ha detto.

Schroeder, il quale afferma che l’Unione Europea può rispondere alla crescente competizione con gli Stati Uniti e l’Asia solo restando totalmente unita, ha sempre segnalato la Gran Bretagna come un ostacolo per una maggiore integrazione dell’Unione Europea.

“La Gran Bretagna causa i problemi maggiori, non in relazione all’euro, ma i britannici, tuttavia, vogliono sempre partecipare quando si tratta di progettare uno spazio economico europeo”, ha detto. “Questo non funziona”.

Il mio commento: Il mondo si confronterà con la scelta tra l’integrazione e la rinascita per mezzo della soppressione degli interessi individuali egoistici o della disintegrazione in parti separate e della preservazione della “propria identità”. Anche se la disintegrazione sarà ovviamente svantaggiosa, si confronterà con l’unità in maniera egoistica, il che richiede che ci eleviamo al di sopra dell’egoismo personale. Così, nei dolori del parto, l’umanità arriverà alla realizzazione del piano della natura, alla sua piena unità.
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I miliardari hanno paura di rimanere affamati

Domanda: E’ mai possibile che sia necessario qualche colpo forte per cambiare la percezione delle persone, lo sguardo sull’economia e “la distribuzione equa”?

Risposta: Non è necessario che sia così distruttivo il colpo, come una guerra – questo può essere la caduta della borsa oppure qualcosa di simile.

Se avviene un problema serio nell’economia, allora questo toglierà soltanto “il grasso superfluo” agli strati più ricchi. Per loro si manifesterà nella scomparsa di qualche zero dal conto bancario. Invece, per un piccolo uomo questo significa qualche boccone di pane sul suo tavolo. Per questo i problemi economici colpiscono tutti e fanno diventare tutti più sensibili, anche se per i capitalisti perdere il loro milardi non è facile – poiché l’economia non è solo cifre, ma uno spazio sensibile. Presupponiamo che io abbia avuto 40 miliardi e che ne siano rimasti 20, quindi io mi sentirò nella paura di perdere il mio proprio pane! Io avrò paura che domani non avrò niente da mangiare.

Quindi sembrerebbe: perché mi devo preoccupare se io ho 20 miliardi in banca e invece qualcun’altro non ha neanche 20 dollari? Ma questo non ha importanza. All’uomo compare la sensazione di panico. Lui non sente che ha perso 20 miliardi, ma che glie ne sono rimasti ancora 20, lui trema dalla paura che domani rimarrà assolutamente povero.

Per questo davanti alla faccia dei problemi economici tutti cadono nel panico. Allora ognuno potrà spiegare che cosa accade, a tutti senza esclusione. E’ chiaro che manca semplicemente tirare ognuno verso un livello di vita normale, aggiungendogli dei soldi per farlo calmare. Tutto questo deve andare parallelamente all’educazione. Ma l’uomo è d’accordo con l’educazione soltanto quando lo colpiscono un po’. Adesso, quando per lui ancora è tutto a posto, ed ha il calcio nei giorni liberi, domani qualche matrimonio di qualcuno, dopodomani le ferie, allora dirà che non ha bisogno di nessuna educazione.

Ci sono alcuni ai quali basta prendere un po’ di pane e di frutta e passare tutto il giorno libero sulla spiaggia insieme a tutta la famiglia. Le persone vivono la loro vita in maniera semplice e sono contente. Per questo non mancheranno i colpi che li obbligheranno ad ascoltare un po’. Allora sarà possibile iniziare l’educazione.

La cosa importante è la creazione del sistema del chiarimento, che spieghi come funzionano tutti i sistemi: che cosa sia il programma della natura e che noi non abbiamo scelta, che racconti dell’evoluzione, dell’economia, della natura dell’uomo che dia le conoscenze necessarie. Questa è la parte più iniziale che è necessario realizzare.

Ma la seconda parte è quella di creare sistemi di educazione che insegnino come dobbiamo realizzare e correggere i nuovi rapporti nella società, connettersi l’uno con l’altro. Cioè il processo si divide in due parti: istruzione, che è la ricezione della conoscenza del nuovo mondo, e l’educazione, che è l’insegnamento di come vivere in esso. Dopo di ciò noi passiamo alla realizzazione pratica, alle azioni concrete.

(Dalla lezione sugli articoli del libro Shamati)

Essere ricco significa essere maiale

Articolo: Lei stava davanti a me rabbrividendo, questo era un vero tremore fisico. “Fino a quando non uccidono qualcuno loro non si fermano”. Per lei era difficile riconoscere il fatto che, considerandosi un genio dell’economia, raccogliendo vari tipi di insegne regali fosse diventata un nemico comune e lei non è l’unica ad essere così. Lei è parte del settore crescente dei business man che hanno subito un feroce attacco. Loro si sentivano cacciati.

Quelli che non arrivano alla ricompensa, hanno tanti reclami verso i ricchi. Gli attaccati in allarme hanno scoperto che una nuova percezione sociale non è poi dalla parte loro. Essere ricco significa essere maiale. Loro sono pronti a tanto per conquistare l’amore. Loro vogliono che al popolo piaccia il loro successo, ma il popolo non li può amare. Come può lui amare quelli che vivono molto meglio di lui? Il pubblico non evita di considerare la figura del filantropo.

Lo strato dei milionari è crsciuto nell’ultima decina di anni. Come soggetto della nostra vita, loro sono diventati gli eroi della cultura. I racconti di grandi ricchezze e l’appariscente stile di vita è aumentato sempre di più, con questo loro hanno segnato il goal nella propria porta.

Dai tempi della protesta, Tel Aviv è diventata poco gradita ai magnati. Non c’erano dubbi che si sarebbero presi i soldi da loro. La strada avrebbe lottato contro di loro e il potere sarebbe stato contento che la strada indirizzava il fuoco sui magnati, creando sempre più problemi sul loro conto. Da allora tutti hanno cercato l’avvicinamento con i magnati, ma negli ultimi mesi, in alcuni di loro è cresciuto il senso di colpa.

Ma questa non è la fine della storia. Se il risultato della crisi è l’indebolimento degli investitori, Israele andrà in recessione e la disoccupazione diventerà un rompicapo oscuro, sarà la guerra non per i prezzi della ricotta, ma per i mezzi di sostentamento.

L’economista ha “prescritto” alle economie mondiali il “digiuno curativo”

Opinione: (A. Sugognako, il vicepresidente della Federazione bancaria del centro Eurasia): Il milgior modo di evitare la crisi economica finanziaria e le sue serie conseguenze, è di vivere con i mezzi di sostentamento. Noi viviamo in un mondo assolutamente diverso, e noi già non ritorneremo mai più al mondo che c’era prima della crisi.

Il primo compito deve diventare il risamanento dell’economia di tutti i paesi, l’economia di tutte le imprese e l’economia di ogni persona. Per questo c’è un metodo universale e cioè vivere con i mezzi di sostentamento, cioè trasformare i costi in profitto che voi ricevete. L’effetto curativo del digiuno, lo applicheremo anche nel campo economico.

Il mio commento: Pareggiare i costi con i profitti questo è la prima condizione. Invece la seconda è che loro siano ragionevoli, questo è possibile solo per una esistenza normale dell’uomo, famiglia. La terza condizione è che sia un livello ragionevole per tutti e di conseguenza anche delle necessità specifiche. A partire da questo scopo risulta che bisogna costruire un’economia dell’uscita dalla crisi, cioè una economia di consumo razionale.
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