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I leaders del G-20 hanno molto da temere


La domanda che ho ricevuto: Molto presto si terrà un’altra riunione dei “venti grandi” (G 20), in cui saranno presenti i capi dei paesi più sviluppati del mondo. Ed ognuno di loro nasconde un coltello nella propria tasca…

La mia risposta: Non credo che nascondano dei coltelli. Ognuno di loro è oberato da così tanti problemi nel proprio paese, che non hanno tempo per affrontarsi tra di loro. Hanno paura dei loro cittadini e hanno paura di essere dimessi. La paura di essere destituiti dall’interno è molto più grande della paura dei propri colleghi di governo. Perciò, questa volta arriveranno alla riunione con uno spirito diverso.

Fino ad ora, ogni leader era occupato a coordinare la vita nel proprio paese, ma oggi, tutti loro hanno semplicemente paura per loro stessi. Sentono letteralmente questa paura a livello animato, e si chiedono “Come posso salvarmi e risolvere questo problema?”

Molti paesi stanno sperimentando il fermento del popolo, e i loro capi di governo non possono fare niente per arrestarlo con i mezzi della pubblica sicurezza, e non possono farlo perché hanno a che fare con i propri cittadini. Inoltre oltre a tutti gli altri problemi, adesso costoro hanno anche paura per loro stessi e per le loro stesse vite, e perciò, i partecipanti al summit si riuniranno in una condizione personale completamente diversa. Stanno già pensando a come correggere la situazione e risolvere il problema, anche se solo per il loro interesse.

(Dalla lezione sull’articolo di Baal HaSulam, “One Precept,” del 08 marzo.2009)

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La domanda che ho ricevuto: Il 2 aprile si terrà il summit del G-20 per tentare di fare uscire il mondo dalla crisi. Che cosa possono fare questi uomini che si riuniscono?

La mia risposta: Queste persone possono fare molto, poiché hanno la capacità di diffondere le loro opinioni. Il mondo è in crisi, e molti di questi leaders capiscono che se tutti i paesi si prenderanno cura solo dei rispettivi problemi, questo causerà grandi sofferenze al mondo. Perciò, i paesi non dovrebbero separarsi tra di loro; devono invece unirsi. Tuttavia, nessuno sa come fare.

“Ci stiamo unendo per mettere a punto qualcosa, ma non siamo in grado di fare niente”- questo è ciò che questi leaders stanno dimostrando adesso al mondo. Essi si rendono conto che i paesi non si possono isolare tra loro, ma nessuno sa come risolvere il dilemma.

Essi realizzeranno certamente qualcosa, ma stando alla situazione attuale, qualsiasi cosa faranno fallirà velocemente e nessuno capirà dove finiranno questi tentativi. Accadrà la stessa cosa che è accaduta al piano di incentivi di Obama.

Perché succede tutto questo? Perché questi leaders non sono in grado di spiegare la legge globale della interdipendenza che c’è tra di noi, Arvut ( reciproco sostegno). Questa legge stabilisce che adesso dobbiamo creare una buona connessione gli uni con gli altri, e questo può avvenire solo con la comprensione che ognuno di noi è completamente dipendente dagli altri.

Venti persone potenti si riuniranno, ognuno di loro è capo di una nazione. Non possono più prendere in giro i loro popoli mentendo e provando a farli stare tranquilli perché questo causerebbe delle rivolte, povertà, e i peggiori tumulti. Perciò, essi devono offrire qualcosa al mondo.

Tuttavia, la regolamentazione e l’armonia non dovrebbero essere realizzate a livello corporale, ma piuttosto a livello interiore- il livello della connessione tra le persone. E’ qui che è avvenuta la rottura ( la rottura delle anime) ed in questo modo che l’egoismo è venuto alla luce. Perciò, qui è dove noi dobbiamo realizzare la connessione. Questa è la ragione per cui dobbiamo studiare il nostro stato attuale e lo stato verso il quale la Natura ci spinge. Dobbiamo imparare come vivere nel nostro nuovo mondo proprio come lo insegniamo ai nostri figli.

( Dalla lezione sull’articolo di Baal HaSulam’s article “The Freedom,” del 13-03-2009 )

Il programma per uscire dalla crisi


La domanda che ho ricevuto: Che programma suggeriresti ai leaders del G-20 per uscire dalla crisi?

La mia risposta: Di seguito ci sono due punti fondamentali del nostro programma

1) Dare alle persone la chiara conoscenza del fatto che viviamo in un’epoca in cui non possiamo sopravvivere senza l’unione tra tutti i cittadini del mondo.

2) Spiegare i più importanti principi della Kabbalah a livello base: che cos’è l’unione, come possiamo unirci attraverso la reciproca dazione, che cos’è essenziale per noi, che cos’è l’equa distribuzione delle cose essenziali, e così via.

Gradualmente, passo dopo passo, le persone impareranno a costruire le nuove connessioni mantenendo nel frattempo tutta la produzione e le industrie. Il modo per realizzare questo è che le persone tengano per sé solo ciò che è loro necessario, e si distribuisca la parte in eccesso al mondo intero e in misura uguale.

Queste azioni dovrebbero cominciare ad essere messe in pratica in almeno una parte del mondo, e chi vorrà unirsi potrà farlo, e chi non vorrà non lo farà. Non appena l’umanità comincerà a muoversi in questa direzione, sentirà una certa risposta dalla Natura, perché ci si comporterà secondo le leggi della Natura. E poiché l’umanità interagirà armoniosamente con queste leggi, ogni impresa produrrà degli effetti positivi. Gradualmente, seguendo i nuovi sentimenti e la nuova conoscenza, il mondo avanzerà.

(Dalla lezione sull’articolo di Baal HaSulam, “One Precept,” dell’8 marzo 2009)

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La Kabbalah è qui per aiutarci a scegliere il sentiero della Luce

laitman_2009-02-03_6La domanda che ho ricevuto: Hai detto che la soluzione alla crisi globale si trova nello studio e nella divulgazione della scienza della Kabbalah, perché attraverso di essa cambieranno i desideri delle persone, dai piaceri corporali come il denaro, il potere, e la conoscenza, si passerà ai piaceri spirituali – appagamento dall’amore e dalla dazione. Questi piaceri spirituali non sono percepiti dentro il proprio egoismo e sono perciò eterni e perfetti. Ho capito giusto?

La mia risposta: La sola funzione della Kabbalah è di aiutarci a comprendere lo scopo del nostro sviluppo e di scegliere il percorso facile e veloce per compierlo, cioè il Percorso della Luce. Altrimenti, saremo obbligati a sceglierlo di forza, con tremende e infinite sofferenze (il Percorso della Sofferenza). La nostra sola scelta è: quale di questi due percorsi prenderemo per raggiungere il nostro obbiettivo predestinato?

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La domanda che ho ricevuto: Hai detto che ogni persona dovrebbe ricevere solo ciò che le è necessario. Tuttavia, sappiamo che un numero molto piccolo di persone detiene nelle proprie mani il grosso delle ricchezze del mondo. Come potranno queste persone rifiutare quello che hanno per condividerlo con gli altri?

La mia risposta: Queste persone non dovrebbero rifiutare nulla da loro. Già adesso sentono l’obbligo di farlo. Erano dei miliardari, ma adesso sono dei milionari. Ancora un po’ di tempo, e i loro capitali diventeranno sempre più piccoli. Non c’è bisogno che rifiutino nulla volontariamente. All’improvviso ogni persona sta scoprendo che nulla di quello che aveva valeva qualcosa.

E dove andrà a finire? Alla fine, come conseguenza di vari fattori, diventerà di proprietà della società. Lo vedremo accadere. Questa proprietà sembra essere acquistata dai paesi e dai governi, ma ne risulta che sempre di più sta diventando la proprietà della società invece che degli individui.

( Dalla lezione sull’articolo di Baal HaSulam, “One Precept,” del 05.03.2009 )

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I politici, gli scienziati e gli analisti sono preoccupati


Ho ricevuto delle nuove storie sulla crisi finanziaria:

Non sappiamo se si può dare l’allarme del disastro.

Paul Kanjorski, membro del Congresso degli Stati Uniti, 11° distretto della Pennsylvania ( da Daily Kos ): “ Nel settembre del 2008, gli Usa erano a 3 ore dal collasso economico e politico”. Molto denaro è stato gettato su questo problema, ma nel frattempo i problemi hanno continuato ad accumularsi. Spero che si possa dare l’allarme del disastro finanziario, ma a giudicare da ciò che ho visto fino ad ora, la speranza è totalmente muta. Qualcuno ci ha gettati nel bel mezzo dell’oceano atlantico senza una scialuppa di salvataggio e stiamo provando a capire qual è la spiaggia più vicina e se c’è qualche possibilità al mondo di riuscire a nuotare fino a lì. Non lo sappiamo.

Obama ha soltanto quattro anni per salvare il pianeta
Prof. James McCarthy ( da BBC News ): Il pianeta sarà in un “grosso guaio” a meno che Barack Obama faccia dei passi avanti nell’affrontare il problema del cambiamento del clima, così dicono gli scienziati più esperti. Il presidente americano ha soltanto quattro anni per salvare il pianeta, ha detto il prof. McCarthy, presidente dell’associazione americana per lo sviluppo delle scienze. Senza la guida degli Stati Uniti, di cui si è sentita la dolorosa mancanza, non arriveremo dove abbiamo bisogno di arrivare…adesso è il momento per cogliere l’opportunità di formulare delle politiche (globali) che possano essere efficaci nel combattere il cambiamento del clima.

Al mondo è stata data un’immagine del ““the day after tomorrow“”
Aanlisi di PwC: Una trasformazione finanziaria di questo genere non si è mai vista e mentre la crisi finanziaria si sviluppava è risultato chiaro che la sola cosa che ci si può aspettare è l’imprevedibile. Di conseguenza, i vecchi sistemi di intervento non possono più essere applicati.

Massima minaccia economica globale agli Usa.
New York Times: “Massima minaccia economica globale agli Usa, ha detto il presidente dell’ufficio degli agenti segreti. Il nuovo direttore dell’intelligence nazionale, Dennis C. Blair, ha detto giovedì al Congresso che il terremoto dell’economia globale e l’instabilità che potrebbe produrre aveva fatto considerare il terrorismo come la minaccia più urgente che gli Stati Uniti avrebbero dovuto affrontare.

Il mio commento: La causa della crisi è la nostra natura egoistica. La crisi è una dimostrazione della nostra opposizione alla Natura, alla qualità della dazione e dell’amore. La nostra diversità dalla natura si esprime nella forma della sofferenza al fine di influenzarci e di farci capire che dobbiamo raggiungere l’equivalenza con la Natura, la qualità dell’amore per il nostro prossimo. La Natura ci costringerà a farlo in un modo o nell’altro. Il fatto è che il mondo è già diventato un piccolo villaggio globale dove, ogni persona dipende dalle altre persona.

Lettera aperta di Rav Michael Laitman, Presidente e Fondatore dell’Associazione Bnei Baruch, al Presidente degli Stati Uniti D’America, Mr. Barack Hussein Obama

laitman_2009-03-02_wOggetto: valutazione dello Stato del Mondo

Caro Signor Presidente:

Il mio nome è Michael Laitman, e sono professore di Ontologia, ho un dottorato in Filosofia e Kabbalah, e una specializzazione in medicina Bio-Cibernetica. Sono il fondatore e Presidente di Bnei Baruch, un’organizzazione con sede in Israele che ha diramazioni in tutto il Nord America, il Canada, l’America Centrale e meridionale, e l’Europa (orientale e occidentale). Sul mio sito internet, www.Kab.info, offro lezioni quotidiane gratuite sulla Kabbalah e la spiritualità ad un pubblico di circa 2 milioni di persone in tutto il mondo; le lezioni vengono trasmesse e tradotte simultaneamente in 8 lingue: italiano, inglese, spagnolo, ebraico, russo, francese, turco e tedesco. Sono anche regolarmente presente su Channel 66 che è trasmesso dal canale televisivo satellitare israeliano, YES.

Le scrivo perché l’impegno che si è preso nel migliorare la vita degli americani coincide con la mia convinzione che un messaggio vecchio come il mondo sia adesso maturo per essere recuperato: la reciproca responsabilità porta ad una vita di pace, salute, e produttività.

L’America, che è nota per la sua leggendaria varietà di etnie, all’interno della sua popolazione ha i discendenti di ogni razza e nazionalità e, nel corso della sua giovane storia, ha dato al mondo degli esempi di come, indipendentemente dalle diversità, si può insegnare agli uomini come condividere un comune obiettivo da raggiungere e come utilizzare i mezzi disponibili per ottenere diritti civili, giustizia, e fratellanza. Non c’è bisogno che le dica che questa esperienza Americana, che è rimasta unica, è stata accolta come un faro di speranza da milioni di persone che vivono altrove e che vogliono che anche i loro paesi raggiungano una simile armonia e cooperazione tra le loro popolazioni.

Allo stesso tempo, non c’è bisogno che le ricordi che da otto anni, sfortunatamente, la grandiosità dell’esperienza americana, come esempio per il mondo della possibilità di queste cose, è scemata e si è offuscata al punto che l’America ha perso il suo primato di insegnamento offerto attraverso gli esempi. Io la prego, come “Maestro al comando”, di far sì che l’America assuma ancora una volta il ruolo della grande educatrice, e propongo che il messaggio si concentri principalmente sulla mutua responsabilità.

Dai miei studi in storia e filosofia, ho estratto la semplice cura per quei nostri modi di pensare e di comportarci che sono così distruttivi, ma che noi umani sembriamo voler seguire costi quel che costi.

La radice della crisi – l’ego indisciplinato

Se analizziamo la storia umana, è evidente che l’umanità ha fatto dei progressi attraverso i desideri egocentrici, che sono poi la conseguenza dei nostri istinti innati. Mentre un uomo abbandonato su di una isola deserta sa che la sua sopravvivenza dipende dalle sue sole capacità, le stesse capacità vengono poi utilizzate contro le persone che gli sono vicine, quando la stessa situazione si manifesta in un’organizzazione sociale moderna.

Inoltre, così come è diventato più facile soddisfare le nostre esigenze di sopravvivenza grazie alla moderna tecnologia, allo stesso modo, il nostro istinto di sopravvivenza, che è ancora presente, si è manifestato in modi sempre più sofisticati, che mascherano la capacità di distruzione delle nostre azioni, al punto che l’Egoismo è stato elevato, e di fatto celebrato, come un valore comunemente accettato.

Nel 21° secolo le regole del gioco sono cambiate.

Nel corso del tempo, e senza accorgersene troppo, l’umanità si è spostata dalla concentrazione sullo sviluppo personale e sulla ricerca di un posto all’interno della propria comunità locale, verso l’individuazione di un nuovo paradigma sociale ed integrato, nel quale tutte le parti sono interdipendenti. Il concetto di gruppo unito si è allargato dal nucleo familiare, al quartiere, alla comunità, al villaggio, alla Città e alla Nazione, ed è esploso un sistema singolare chiamato “UMANITÀ”.

Ora noi siamo, nel bene e nel male, tutti collegati gli uni con gli altri. Dal momento che siamo diventati un sistema completo ed integrato, come ogni altro sistema chiuso che c’è in natura, la nostra forza e il nostro sostentamento sono diventati dipendenti dalla reciproca responsabilità di tutti i membri dell’umanità. É come se tutta l’umanità fosse sulla stessa barca, e se un uomo facesse un buco sotto ai suoi piedi, tutti noi affonderemmo con lui.

Un problema si presenta: mentre le nostre relazioni si sono interconnesse, noi stiamo ancora provando a comportarci come individui e Nazioni separate, non come una sola Umanità, è di qui che parte la crisi.

La soluzione – Educare

Il sistema chiuso della civilizzazione ci spinge a riconoscere la nostra interdipendenza e a comportarci tenendo in considerazione gli altri. Molti di noi possono dedurre questo assioma da soli, perché è del tutto ovvio. Abbiamo dunque bisogno che il concetto venga divulgato e poi fatto crescere e rinforzato nella coscienza delle persone, perché ognuno di noi è un eccellente maestro nel convincersi che le azioni altruistiche sono responsabilità di qualcun altro, e che l’essere egoista come tutti sia di fatto un diritto.

Dunque la soluzione della crisi include uno spostamento della coscienza in quelle persone nel mondo che hanno la maturità e un sufficiente interesse nel futuro per riconoscere la catastrofe che sta arrivando, altrimenti non metteremo un freno alla nostra inclinazione a soddisfare i capricci del nostro egoismo. Ogni persona si deve rendere conto che, nel sistema integrato del nostro villaggio globale, il destino di ogni uomo dipende dal suo comportamento e dalle sue azioni verso gli altri.

Proprio come l’umanità ha stabilito molti modelli educativi che preparano i bambini alla vita, ora si dovrebbe stabilire un sistema globale che spieghi come le persone dovrebbero condurre le loro vite in questo nuovo mondo globalizzato – aderendo al principio, “ama il prossimo tuo come te stesso,” che è condiviso da tutte le religioni. Quando cominceremo a costruire un sistema così, sentiremo immediatamente che il processo di guarigione della società è cominciato, poiché solo con la consapevolezza le persone si relazioneranno tra di loro in una maniera completamente nuova – quella dell’attenzione, dell’amore e della cura reciproca.

Non abbiamo bisogno di ricostruire le infrastrutture politiche ed economiche, poiché sono naturali, e si aggiusteranno secondo l’intuito dei vari partecipanti. Quando gli uomini si renderanno conto della loro interconnessione globale, le infrastrutture rifletteranno automaticamente questa consapevolezza.

L’America è il solo paese che ha la credibilità e le risorse per guidare l’impianto dirigente del sistema globale dell’educazione di cui il mondo ha oggi così disperatamente bisogno.

Il piano di lavoro
Le chiedo pertanto di considerare i punti elencati di seguito:

Costituire un centro educativo internazionale e apolitico che raggruppi
i famosi scienziati di tutto il mondo delle scienze naturali e delle scienze politiche. Questi esperti svilupperanno una varietà di contenuti esplicativi circa la nuova fase che il mondo sta attraversando, e collaboreranno con i mezzi di comunicazione per far circolare le loro opinioni.

Costituire un’unità operativa che promuova dei progetti che aumentino la consapevolezza nell’era globale, anche questa unità operativa collaborerà con i mezzi di comunicazione.

Dovremmo iniziare una campagna sostenuta dal governo che fornisca un’informazione a 360 gradi sulla profondità della nostra interconnessione.

Rendere disponibile il materiale a tutti i provveditorati agli studi e per tutti i tipi di scuola.

Concedere borse di studio e altri benefici in denaro a lavori di letteratura, arte, teatro, cinema, e giornalismo sulla base dell’auspicabile beneficio che potranno portare alla società.
La mia preoccupazione riflette il pensiero di migliaia di studenti e membri dell’assemblea a cui insegno. Noi crediamo che il mondo sia in crisi, e che la frustrazione e il senso di confusione che questa crisi ha provocato avranno l’effetto positivo di indebolire la resistenza al messaggio sulla responsabilità collettiva, che resta invece forte in periodi di pace e abbondanza. L’Ego è temporaneamente con le spalle al muro, e adesso è il momento di domarlo.

Le confesso che la seguo con molta ammirazione sulla stampa internazionale e mi ha reso molto felice l’appello da lei lanciato durante il recente G-20 di Londra. Ricordo ancora molto bene le sue parole «Il mondo é alle prese con la “più grave crisi economica dalla seconda guerra mondiale” e i leader dei Paesi del G-20 “devono agire con un senso di urgenza”. “Sono assolutamente fiducioso che questa riunione rifletterà un enorme consenso sulla necessità di lavorare per affrontare questi problemi”.»
Condivido questo suo invito ai Grandi della terra perché si concentrino su “un terreno comune” e non sulle “differenze occasionali” per affrontare la crisi economica, perché tutti noi abbiamo la responsabilità di coordinare le nostre azioni.
So che lei pensa anche che sia improbabile che ci possa essere ״consenso su tutti i punti” e che ha ribadito la necessità di “respingere il protezionismo” per “accelerare gli sforzi a sostegno dei mercati emergenti mettendo in piedi una struttura che possa sostenere la cooperazione nei mesi e negli anni a venire”.
Ho anche letto la pronta replica del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che le ha scritto per dare il proprio assenso al vertice sul clima che si terrà in Italia il prossimo autunno. Anche il Premier italiano più volte ha auspicato che ci sia un accordo globale per il dopo Kyoto. E la prego di voler portare questa lettera con se durante quel futuro storico incontro perché sono pronto a mettere a sua completa disposizione tutte le mie risorse, se crede che le mie idee abbiano qualche merito, e se vuole tentare di metterne in pratica qualcuna.

Rispettosamente,
Michael Laitman

La mobilitazione degli armamenti in russia è opposta all’ unione globale


Notizie giornalistiche ( da Your Nuclear News ): Nel 2009 la Russia continuerà a sviluppare e a modernizzare il suo comparto nucleare a dispetto dell’attuale crisi economica, così ha detto il vice primo ministro. Recentemente la spesa militare della Russia è in costante crescita, e si dice che il paese abbia pianificato di aumentare il budget di spesa di 40 miliardi di dollari che rappresenta il 50% suddiviso nei prossimi tre anni.

Il mio commento: In passato, iniziative del genere potevano essere usate per mobilitare un’industria, un paese, o una nazione, o per aiutare le popolazioni ad attraversare, o anche superare, una crisi. Tuttavia, oggi questo è un piano orribile e distruggerà il paese completamente, perché è opposto alla tendenza della Natura: unire tutte le sue parti in un insieme globale. Oggi, lo sviluppo e la vendita delle armi distruggeranno i costruttori e i venditori.

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Che cosa ci vorrà per far funzionare la nuova economia?

laitman_1373_wpDai giornali (dal The New York Times):Le perdite di posti di lavoro sono un indizio di un ampio Rifacimento dell’Economia”. La crescente disoccupazione può riflettere una brutale ristrutturazione dell’economia americana. Nelle industrie chiave, — produzione, servizi finanziari e rivendita — molte aziende stanno abbandonando interi settori commerciali. “Le aziende stanno decidendo di chiudere le proprie attività o di abbandonare certe linee di prodotto” è quanto dichiara Martin N. Baily, il presidente del Concilio dei Consiglieri Economici durante la presidenza di Bill Clinton ed ora un associato della Brookings Institution.
Il pacchetto di stimolo all’economia avviato il mese scorso include $4.5 miliardi per la formazione professionale. Questo è solo l’inizio per affrontare un’area di attività che per lungo tempo è stata trascurata, ci dice Andrew Stettner, direttore del Progetto per l’Agenzia Nazionale del Lavoro a New York. Sempre il Signor Stettner ci dice che “dobbiamo usare questa occasione per riqualificare i posti di lavoro”.

Il mio commento: Tutto ciò è vero, ma neanche una nuova economia sarà in grado di funzionare, a meno che il suo scopo non sia quello di essere globale e integrata, in sintonia con la produzione di bene e servizi per il beneficio di tutto il mondo. Il produttore dovrebbe ottenre solo quello che gli è necessario e versare il resto in un fondo comune. La formazione delle persone in nuovi lavori, dovrebbe includere la rieducazione delle persone su come vivere in un mondo globalizzato. In caso diverso, le persone non saranno in grado di compredere le leggi della Natura, e pertanto non potranno avere successo.

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Dai Giornali (dall’Economist): Cosa è andato storto”. Il Fondo Monetario Internazionale punta il dito sulle regolamentazioni inadeguate, piuttosto che sugli squilibri globali, per giustificare la crisi finanziaria. Secondo le loro argomentazioni, il “colpevole principale” era un’inadeguata regolamentazione del sistema finanziario, in combinazione con una mancanza di disciplina dei mercati.

Il mio commento: E questa è la gente che gestisce l’economia mondiale al giorno d’oggi! Semplicemente non capiscono che l’egoismo è cresciuto oltre ogni limite, al di là delle limitazioni di legge e del management. Invece vengono manipolati dalla loro cieca necessità di mantenere tutto sotto il proprio controllo.
Nel frattempo, il loro rigido modi di pensare e la riluttanza a comprendere la struttura del nuovo mondo stanno causando acnora più problemi. Perché si rifiutano di riconoscere che il mondo adesso è globale e integrato come un “piccolo villaggio”, con un mutuo “effetto farfalla” (l’influenza reciproca di tutti su tutti), ed i nuovi effetti della crisi stanno cominciando ad emergere in America – tendopoli.

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