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Il Giornale Maariv sul Congresso

Uno dei più letti quotidiani israeliani ha pubblicato un lungo articolo sul recente Congresso:

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Dall’articolo:
Roberto dal Messico sale sul palco in fondo all’enorme sala, gremita di migliaia di partecipanti. Stà lacrimando e non riesce a parlare.

Improvvisamente prorompono le parole, quasi avesse trovato la giusta corda. “Voi siete la mia famiglia – dice – io non posso vivere senza di voi”.

La gente piange e continuerà a piangere anche quando Alexander dalla Russia proporrà a tutti di riunirsi nel buono dentro di loro e anche quando Ruben dagli USA chiede di chiudere gli occhi e pensare a questo giorno particolare.

Corrispondente:
Non riesco a capire perché la gente piange. Tu lo capisci ?

Sasha Demidov:
Perché non si aspettavano tanto calore, né che qui ci fosse tanta comunanza e tanta autenticità. E’ come se ti rendessi conto di avere un figlio. E tu non lo sapevi che lui c’è, che è così simpatico, che lui è il più bello e il più forte.

Ecco cosa provo io, quando vedo qui gente dal Giappone e dalla Turchia, gente che dice che noi siamo i più vicini a loro. Io non ho pianto perché non sono così sentimentale, ma ho sentito che mi veniva a mancare il respiro.
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Il muro interno

Al Congresso abbiamo acquisito una nuova sensazione, adesso dobbiamo svilupparla. Percepiamo che c’è un muro davanti a noi e noi dobbiamo romperlo con l’aiuto della Luce Superiore, il Creatore. Egli è precisamente la nostra mancanza. Lasciamo che Lui dica:”Andiamo dal Faraone”.

Per fare questo è necessario capire, e ancora più importante essere d’accordo sul fatto di rompere il muro per dare piacere a Lui e non per noi stessi. Ci dimentichiamo dei due aspetti più importanti del percorso:

  1. L’unica via per avanzare avviene per mezzo della Sua forza.
  2. Stiamo avanzando verso la dazione al Creatore.

Tutto ciò mi elude. Per ora sto pensando a me stesso invece di dare al Creatore. Provo ad attraversare il Machsom con le mie forze piuttosto che con le Sue. In questo modo, lo scopo e i mezzi sono ancora chiusi dentro il mio egoismo.

Nonostante tutto, questo è un buon stato perché incominciamo a capire i principi fondamentali per l’avanzamento spirituale. Sta emergendo un confine davanti a noi e dobbiamo fare qualcosa. Non esiste per se stesso, ma costituisce una barriera psicologica dentro di noi. Se ci indirizziamo correttamente, essa sparirà.

Il pensiero del beneficio del Creatore è opposto alla mia natura e neanche gli amici lo posseggono. Esso giace precisamente all’interno della nostra unità. Ecco perché dobbiamo lavorare su tre aspetti:

  1. Sono unito al gruppo.
  2. Insieme agli amici devo trovare la giusta ispirazione che ci renderà capaci di attraversare il Machsom . Unendoci, susciteremo la forza del Creatore.
  3. Tutto questo sarà per dare piacere a Lui, o, in altre parole, conseguire l’unità con Lui.

La comune e costante cura e preoccupazione deve risvegliare tutti. Questa è la garanzia mutua; il gruppo non è l’insieme dei volti degli amici, ma una comunità spirituale che permea ogni persona con il pensiero sullo scopo. Improvvisamente incominciamo a pensarci e a desiderarlo. Quando ogni persona prova a costruire il proprio desiderio in una linea allora esso si espande e attraversa tutto il mondo in cerchi, senza essere limitato da confini o distanze.

Garanzia mutua significa che sono responsabile dell’intero sistema in cui mi ha posto il Creatore. Se non mantengo il giusto pensiero, allora in quel momento tutti saranno scaraventati fuori dal giusto pensiero. Disconnettendomi, smetto di provvedere all’intero organismo. Possono il fegato o i reni andare in vacanza?

Ecco il perché ho chiesto al gruppo mondiale di pensare continuamente allo scopo della creazione, alla dazione al Creatore. In questo modo non perdo la connessione in qualsiasi luogo mi trovi.
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La vita nel flusso della luce infinita

Tutta la nostra storia è evoluzione in questo mondo in un corpo fisico, ma adesso noi dobbiamo costruire il nostro corpo spirituale, e costruirlo da soli !

Nel nostro mondo mi hanno generato padre e madre, mi hanno fatto crescere, mi hanno procurato l’istruzione, fino a quando non sono stato in grado di fare da solo.

Nel mondo spirituale bisogna fare lo stesso, Anche li abbiamo un padre e una madre spirituali (Aba ve Ima), e un ambiente spirituale circostante che ci aiuta nello sviluppo. Ma noi dobbiamo anticipare tutto ciò col nostro desiderio.

Il problema è dove trovare questo desiderio?! A questo scopo ci viene fornita la scintilla spirituale ( “il punto nel cuore” ), un piccolo desiderio verso lo spirituale. E grazie a lui ci possiamo evolvere, e grazie a chi ci circonda, – il gruppo kabbalistico – e la forza superiore che si chiama – Aba ve Ima – (padre e madre).

Noi già li abbiamo, li stiamo scoprendo. Li possiamo anche chiamare “Creatore”, che agisce su di noi tramite due forze: “Hassadim” e “Chokhmà”, una forza di compassione, e una forza che ci appesantisce lungo il cammino, come facciamo noi coi bambini, dando loro dei compiti.

Queste due forze, “l’aiuto” e “l’aiuto contrario” ci vengono incontro e ci insegnano cosa bisogna fare per progredire. . Se noi organizziamo in tal modo il nostro sviluppo, possiamo avanzare velocemente, e ciò dipende solo da noi, siccome nel mondo dello spirito non esiste il tempo !

Incominciamo a scoprire queste forze, attive nella natura – Padre e Madre – positivo e negativo. Quando ci innalziamo fino al “primo gradino spirituale”,allora incominciamo a sentirci immortali e completi.. Infatti non dipendiamo più dal nostro corpo! Incominciamo a comprendere tutto , restituendolo, al di fuori di noi. Io mi collego e riunisco con tutti, ed essi divengono il mio spirituale recipiente.

Se nel mondo fisico ricevevo tutto solamente dentro di me, quanto potevo, e quand’ero pieno non provavo più piacere, il piacere spirituale, invece, lo provo solamente quando e quanto do all’ altro! E l’altro ad un terzo.

E così ci doniamo vicendevolmente, e perciò questo flusso continuo non interrompe mai il godimento. Questo si chiama il sentimento della vita eterna.

Luce eterna

In ognuno di noi entra tutta la luce dell’ Infinito, ed ognuno prende da Lui solo l’indispensabile per la propria esistenza e ridà questa luce infinita ad altri. Se noi esistiamo in questa forma, allora ci sentiamo nel mondo dell’Infinito, senza limiti, e riempiti di tutta la luce del Creatore.

A questo vuole portarci la “scienza della Kabbalah, che perciò si chiama così (“kabbalah” significa ricevere ). Essa c’insegna come ricevere il tutto e come percepire la vita infinita e perfetta qui e adesso, durante questa vita.
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(Dalla prima lezione del Congresso 09.11.2010)

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Il Creatore più delizioso

La domanda, perché vivo? È l’inizio del desiderio di rivelare il Creatore. Voglio sapere Chi mi ha generato, dove sono le mie radici e Chi mi governa. Chi ha creato tutto questo e perché Lui mi ha creato “avvolto” in questo immenso mondo? Cosa vuole da me in ogni momento, senza darmi un momento di tregua e spingendomi verso l’ignoto?

Quando queste domande nascono in me, avvelenano tutta la mia vita, e non posso più vivere senza scoprire il Creatore. È così che sono strutturato, poiché sono stato creato dalla Luce che si è impressa in me ed in tutti i miei desideri.

Tutti i miei desideri sono come un reparto, l’impronta inversa della Luce, e fino a quando non dirigo la Luce e mi riempio con essa, non riposerò, fino al punto in cui questa vita sarà peggiore della morte. Sarò pronto a fare qualsiasi cosa, fosse anche solo per una goccia di questa realizzazione.

Pertanto, il mio compito è decifrare come rivelerò il Creatore, la Luce e la forma nella quale io possa riempirmi con essa. Di fatto, questo non è un compito semplice ed è per questo che la saggezza della Kabbalah è chiamata Chockmà HaKabbalah (saggezza della ricezione).

Non è come nel nostro mondo, nel quale abbiamo solo bisogno di aprire la nostra bocca per placare la nostra sete. Un desiderio spirituale non può essere saziato direttamente. Al contrario, deve essere prima chiarito, poiché il Creatore non mi da un desiderio già pronto per la Luce. Lui vuole che io verifichi che è questo quello che desidero, che è la Luce, che io capisca che è la più grande di qualsiasi realizzazione possibile. Egli vuole che io provi tutti i desideri e tutte le realizzazioni, che verifichi per conto mio e che dica “No, io voglio solo questo!”.

Il Creatore è estremamente geloso e cauto. Lui vuole che io ami solamente Lui e nient’altro e verifica questo rivelando in me qualsiasi cosa possibile. Si suppone che io risponda: “No, tu continui ad essere la più grande delle realizzazioni, di tutti i piaceri! Tu sei il più delizioso!”. È scritto: “Prova e vedi che il Signore è buono”, perché questo tipo di realizzazione si chiama sapore.
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(Dalla settima lezione dell’11 Novembre 2010 del Congresso Mondiale di Kabbalah)

La scelta del dolce-amaro della verità

Il bene e il male non sono stati definiti in base al piacere che ci procuriamo da loro. Ogni stato può essere buono o cattivo o basato su sensazioni o dal punto di vista della verità e della menzogna. Ogni persona che inizia a sviluppare il suo gene spirituale (la scintilla, Reshimo) percepisce ogni stato in entrambe le direzioni.

In base al suo desiderio, una persona percepisce lo stato sia come “dolce” che come “amaro” perché il desiderio è un “animale”, semplicemente questo. Tuttavia, secondo la scintilla spirituale, egli percepisce il suo stato come vero o falso.

Inoltre, tutto dipende da quanto sia importante per noi la verità o l’amarezza, può essere più importante per una persona, meno importante per un’altra. Il nostro progresso dipende dalla nostra capacità di tollerare l’amarezza per il bene della verità.

Diciamo che oggi posso prendere cinque chili di amarezza, ma persisterò nella verità. Questo significa che sono pronto ad andare avanti. Domani, sarò pronto a prendere anche quindici chili di amarezza. Amarezza significa che è contro la mia natura, il desiderio di ricevere piacere, come è successo durante la scorsa convention, quando abbiamo cercato la connessione, ma ho paura. “Qualsiasi cosa, ma questo!”

Tuttavia, quando sappiamo che la verità è in questa connessione e vogliamo che aumenti al di sopra della nostra amarezza, allora saremo in grado di farlo la prossima volta. Saremo in grado di effettuare un calcolo secondo verità e falsità.

Anche se non sono pronto a connettermi, e mi fa male e mi spaventa abbattere il mio ego e innalzarmi sopra di esso, continuo a vedere che è sbagliato e lo odio. Non posso più rimanere in esso.

Finora, non abbiamo avuto questo odio, ma apparirà. Poi romperemo il guscio impuro, Klipa, e andremo via. Abbiamo solo bisogno di tempo per farlo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah di 17/10/10, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

Ascendere al primo livello

Nella spiritualità, se non percorri tutto il cammino, allora non stai lavorando con il tuo desiderio completo. Cosicché questo non ha relazione con il tuo progresso spirituale. Tuttavia, non sai neppure dove finisce “tutto il cammino”, quale è il massimo. Puoi solo immaginarlo in qualche modo.

Pertanto, abbiamo raggiunto uno stato nel quale desideriamo rivelare completamente il mondo spirituale, tutto quello potevamo solo immaginare. Con questa massima intenzione arriviamo al Congresso. Vogliamo questo e niente di meno, in modo tale che il “cielo venga rivelato”.

Ma perché non si è rivelato nel suo luogo? Quanto siamo incapaci internamente di arrivare neppure un pollice più vicino di questo! Non possiamo accettare la necessità di unirci, di cancellare noi stessi.

Non appena abbiamo cominciato a parlare della connessione tra di noi e del lavoro interiore che dobbiamo fare, il nostro desiderio si è raffreddato immediatamente. Non siamo pronti per raggiungere il mondo spirituale a questo prezzo!

Ciò significa che abbiamo frainteso il Mondo Superiore e non ci siamo accorti che era la qualità della dazione al di sopra del nostro egoismo. Tuttavia, sentiamo questa necessità. Dopo tre giorni pieni di molte azioni interiori, ne usciamo delusi. Questa delusione proviene dal fatto che siamo incapaci e non desideriamo raggiungere la vera spiritualità. Vogliamo restare nella nostra definizione di spiritualità come qualcosa che è semplicemente buono, eterno e gradevole per i nostri attuali desideri egoistici.

Cosa abbiamo rivelato? La linea sinistra, la nostra inclinazione al male, il fatto che desideriamo ricevere la spiritualità all’interno dei nostri desideri egoisti come nel mondo materiale. Perché non la abbiamo ricevuta? Perché non è necessario ricevere niente nella spiritualità. È aperto, se vuoi dare, allora avanti. Tutto è permesso e tutto è possibile. Nessuno ti può rubare questo.

In altre parole, all’interno del nostro ego riveliamo che la nostra definizione di spiritualità è scorretta; e questo ci sarà rivelato in tutti i 125 livelli! Adesso ancora non vediamo che la nostra natura è opposta a quella spirituale, che siamo incapaci di raggiungerla e che ci resta una sola opportunità: solo di dolersi verso il Creatore per chiedergliela. Questa è già la linea corretta. Dobbiamo elevarci al di sopra di noi stessi e la linea media uscirà da questo. Tuttavia, abbiamo conseguito un grande lavoro. La disperazione che si è impossessata di noi, il dolore e la futilità che si sono rivelati in noi, ci hanno rivelato l’incapacità di raggiungere il mondo spirituale all’interno dei nostri desideri egoistici. In essenza, abbiamo chiesto che venisse rivelata la spiritualità proprio all’interno di questi desideri, invece che nei desideri di dare. Adesso, dopo aver fatto il male, entreremo nella linea destra, ci correggeremo e raggiungeremo la linea media.

Pertanto, quello che abbiamo ottenuto nel Congresso è una grande realizzazione. In realtà è già l’inizio del cammino spirituale. Questo non era mai successo su una così vasta scala e nel grande egoismo dell’ultima generazione. Baal HaSulam scrive: “Sono felice per i peccatori che si rivelano perché la ragione di questo è la “santità del giorno”.

Una grande Luce doveva spargersi dall’Alto per mostrarci che non lo vogliamo molto e quanto siamo incapaci, quanto siamo opposti alla spiritualità, fino a che punto non vogliamo pensare all’unità e all’amore tra di noi. Tutto questo è “la santità del giorno” perché ci uniamo e tuttavia desideriamo ascendere spiritualmente rispetto a qualcosa.

Riveliamo il grado o desiderio al di sopra del quale dobbiamo ascendere. Comunque, per il momento, siamo incapaci di farlo ma dobbiamo farlo per ascendere al primo grado della scala spirituale.

È per questo che sono molto contento dei risultati del Congresso ed ho grandi speranze che in un futuro prossimo riveleremo le tre linee e la linea media.
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(Dalla porzione settimanale della Torà del 12 Novembre 2010)

Accelera il tempo della liberazione

Dall’articolo di Baal HaSulam, L’Ultima Generazione: se tutte le nazioni del mondo sono d’accordo con questo, allora le guerre non ci saranno più nel mondo, perché nessuna persona si occupa del suo bene in assoluto, ma solo del bene degli altri.

Questo insegnamento dell’equivalenza della forma è l’insegnamento del Messia … Si dice allora “e trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci”.

Il Messia è la Luce più grande di Yechidà che corregge tutto quando discende. Quando otteniamo un desiderio forte di raggiungere la correzione finale (Gmar Tikun), questa Luce appare con tutto il suo potere e corregge tutti i desideri.

Anche luci molto più piccole di quelle che riceviamo adesso creano una connessione tra di noi e ci permettono di organizzare un Congresso enorme che è il risultato dell’aiuto dall’Alto invece della nostra propria realizzazione.

Tutto quello che vediamo intorno a noi, i nostri amici e tutto il mondo, è l’immagine del Creatore che è davanti a noi e si mostra attraverso questa immagine. Anche adesso, il potere che chiamiamo “Messia” è già qui, che trascina tutto il genere umano dal suo stato attuale alla fine della correzione. Questi processi sono chiamati “i dolori del parto del Messia”, e rappresentano la rivelazione del potere del Messia nel mondo, il primo stato nel processo della “nascita”.

In una maniera o nell’altra, passando attraverso le più grandi afflizioni e le guerre o attraverso la crescita della nostra comprensione e del desiderio di essere corretti, questa correzione deve essere completata verso l’anno 6000, in conformità al calendario di questo mondo. Questo termine è definito dalle sei Sefirot di Zeir Anpin (VAK) e si divide in tre periodi di 2000 anni ognuno, ciò che riflette l’influenza di ZA (Zeir Anpin) nei tre mondi: Berià, Yetzirà e Assiyà. Per tanto, siamo obbligati a raggiungere lo stato della correzione.

D’ora in poi, entriamo nell’era del Messia, e per tanto la saggezza della Kabbalah si sta rivelando. Questo ci da l’opportunità di essere corretti in questo momento, invece di continuare ad aspettare la fine del termine fissato.

L’esilio in Egitto è durato solo 210 anni, invece dei 400 “stabiliti”, allo stesso modo, non dobbiamo aspettare che il calendario indichi 6000. Nella spiritualità, possiamo accelerare il tempo e portare lo stato finale più vicino affinché possiamo implementarlo proprio adesso. Questo significa che “Isra-el” (colui che si sforza direttamente verso il Creatore) “accelera” il tempo e si muove in avanti. Questa è la ragione per la quale possiamo già (come abbiamo detto) essere presenti nel momento della liberazione, all’arrivo del Messia, tutto dipende da noi!

Il periodo della preparazione è terminato ed i geni dell’informazione (Reshimot) dello stato finale hanno cominciato a nascere, rivelando il metodo del loro utilizzo: la scienza della Kabbalah ed il Libro dello Zohar. Adesso tutto è nelle nostre mani.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7 Novembre 2010, Baal HaSulam, L’Ultima Generazione)

Nelle braccia del Creatore

Domanda: Il fatto di vivere nell’ultima generazione è una enorme e seria responsabilità?

Risposta: Per il contrario, vivere nell’ultima generazione non è una seria responsabilità: la vita è molto buona e semplice! Tutti si preoccupano di me, io sto bene, sono circondato dall’amore dei miei amici, ed il Creatore mi dona il bene attraverso di loro.

La rivelazione della faccia del Creatore significa che la vita inizia a andare bene, io sono sano, i problemi scompaiono, e mi sento bene e confortevole. Ed io vedo il resto del mondo nella stessa maniera: vedo che tutti hanno una buona vita! Io vedo l’intero Mondo Superiore rivelato davanti a me ed è eterno.

Io non posso contare i momenti della mia vita che mi sono stati donati fino al giorno della mia morte senza sapere quello che mi sarebbe capitato il giorno dopo; piuttosto mi sciolgo del Mondo dell’Infinito. Allora perché dovrei pensare che questo mi porti dei problemi? Non c’è male nel mondo; io “mi collego al bene!” è questo è precisamente quello che dobbiamo ottenere durante la nostra convenzione, in modo che questo sia una costante buona influenza su di noi.

Tutti i problemi e le preoccupazioni attese devono essere cancellate e scartate, dato che non esiste niente di questo! Nel momento in cui sei in connessione con gli amici e desideri rivelare il Creatore in questa connessione, tu ti vieni a trovare sotto la migliore influenza della Fonte di tutto il bene. Non esiste un’altra forza oltre a questa che ci possa influenzare.

Attraverso il gruppo tu ti colleghi alla più forte e buona fonte di energia. Hai solamente bisogno di continuare a rafforzare questa connessione superando tutti gli ostacoli, ed ecco fatto! Cercheremo di fare questo durante i tre giorni della convenzione, e scopriremo che tute le cose nella vita possono essere organizzate ed ordinate nella stessa maniera. Tu acquisisci una forza fantastica attraverso questa connessione, che ti permette di ottenere successo in tutte le cose che tu faccia nella vita. Ma questo può accadere soltanto a una condizione: che tu voglia essere collegato a questa forza perché questa determina tutti i fatti ed eventi della tua vita.

E tu, chiara ed assolutamente lo rivelerai. Ti sentirai come un bambino afferrando la mano di un adulto e portando l’adulto ovunque egli voglia. Come un piccolo bambino, che prende per mano suo padre e sua madre e li tira in modo che facciano per lui quello che lui non è in grado di fare. E tu farai la stessa cosa con il Creatore. Lui vuole questo da te!

Cerchiamo di ottenere che Lui ci prenda nelle Sue braccia e ci aiuti a fare tutto quello che abbiamo bisogno di fare!

Un tempo per pensare e un tempo per sentire

Alcune persone mi scrivono dicendomi che con l’avvicinarsi della Convenzione, loro sono presi e preoccupati per le sensazioni interne diffuse, alcune delle quali gradevoli, ed altre sgradevoli. Vorrei dare un consiglio a tutti: Non lasciate che i vostri sentimenti vaghino liberi, ma piuttosto agite razionalmente e premurosamente.

Prima di tutto dobbiamo cercare di capire quello che si chiede da noi per poter stabilire un collegamento. Dopo, una volta stabilito il collegamento, sentiremo come la Luce Superiore splende su di noi. Per ora dobbiamo preparare completamente tutte le condizioni per l’imminente Convenzione, farlo razionalmente, con precisione, seguendo un piano, senza eccessive emozioni e panico.

La preoccupazione è una bella cosa. La faremmo venire fuori al momento opportuno e nel posto giusto una volta che siamo al lavoro. Comunque, per ora, nella fase di preparazione, dobbiamo seguire la nostra ragione, piuttosto che i nostri sentimenti, in tutto quello che facciamo. Tutto deve essere bilanciato.

Quando firmiamo un patto di mutua garanzia, lo facciamo con la ragione, essendo chiari in tutto quello che sta accadendo. Dobbiamo capire e accettare diversi principi che compongono la mutua garanzia. Non ce ne sono molti, e il nostro lavoro è stare attenti a loro, affermarli, ed effettuarli. Ed è allora che potremmo lasciarci andare alle emozioni.

Siamo stati collocati in un determinato stato dall’Alto, e alla fine dobbiamo accettare ed essere attenti a questo stato, ed attualizzarlo di conseguenza.

Dopo il Congresso: le prime conclusioni

Una mail che ho ricevuto: Caro Rav Laitman, credo di parlare a nome di molte persone se dico che sono preso da una grande delusione. Cosa ci posso fare?

La mia risposta: Nell’ultimo giorno del Congresso ho sentito molto spesso che molte persone speravano di fare un grande salto nel modo spirituale durante il Congresso, e adesso sono presi da una grande disperazione.

Lo dirò di fronte: Personalmente sono molto sorpreso dai risultati ottenuti nel Congresso che è appena finito. E non sto parlando della quantità dei partecipanti ne della reazione positiva della stampa, ma dai cambiamenti interiori e dalla maturità dei partecipanti e di tutto il gruppo mondiale. Per la prima volta le persone hanno attraversato degli stati che sarebbero stati impossibili a livello individuale. Ci sono stati dei discernimenti estremamente importanti nella loro interiorità.

E per quanto riguarda le tue aspettative: Se il tuo desiderio è stato quello per la vera spiritualità, per la dazione e per l’amore del tuo prossimo, allora non devi sentire questa disperazione perché hai sempre l’opportunità di dazione e di amare. Nessuno te lo può dare o togliere.

La prima qualità spirituale, Bina, è una aspirazione per Hafetz Hesed (essere al di sopra dell’egoismo), la sensazione fuori dal tuo desiderio. Se tu hai aspirato a questo, allora non devi preoccuparti in quale stato ti trovi dato che tutto viene dal Creatore e soltanto Lui decide, d’accordo al Suo piano, quello che succederà a tutti ed ognuno di voi. La tua unica reazione dovrebbe essere di gioia ed il desiderio di essere sotto il potere del Creatore, la qualità di dazione. Il Machsom viene attraversato da quelli che sono scappati dal loro egoismo e che accettano tutte le condizioni di liberarsene, accettando la condizione di “tutti come uno” (come un uomo con un cuore o desiderio) e la garanzia mutua, “uno per tutti e tutti per uno”.

Nessuno di noi ha il potere di strapparsi dal proprio egoismo. Per ora ne abbiamo parlato, ma siamo incapaci di fare precisamente il discernimento interiore perché questa è precisamente la qualità che non ci permette di entrare nella spiritualità, la qualità di dazione. Siamo incapaci di distinguere di cosa si tratta e dove si trova al nostro interno. Si nasconde dentro di noi come un serpente e non possiamo identificarlo esattamente, confondendolo sempre con altre qualità.

Proprio come il dolore durante una malattia, solo il dolore della delusione ci aiuta a riconoscere il nostro egoismo e di scoprire che non è un bene, che è il cattivo che ci governa, il Faraone. Dobbiamo essere talmente delusi che lo odieremo al nostro interno, e desidereremo soltanto una cosa, separarci da esso. Comunque, per arrivare a tale grado di disperazione, dobbiamo aspirare a questo con tutto il nostro egoismo (Lo Lishma). Ho parlato di questo prima del Congresso, che “stiamo uscendo da Egitto”. E tutti erano sicuri che doveva accadere. Se non avessimo avuto questa convinzione, non avremmo avuto questa delusione e questo discernimento su questo male (Faraone) dentro di noi che non ci permette ascendere alla qualità di dazione.

Per poter svegliare questo male immediatamente, io ho dichiarato all’inizio del Congresso che siamo obbligati a raggiungere l’unità, che tutto il nostro lavoro nel Congresso deve essere fatto per mezzo di una ricerca profonda dentro noi stessi ed il nostro atteggiamento verso tutti gli amici. Tuttavia, invece della “rivelazione dei cieli”, che ci aspettavamo, ci ha portato una discesa, raffreddandoci. Con la mia supplica per cercare l’unità e di ascendere al disopra di noi, sopra il proprio “se stesso” io volevo mostrare ai partecipanti del Congresso che ancora non siamo pronti per questo, e come risultato di questo sentimento i partecipanti sono entrati in trance.

Da una parte ero molto contento di questa “rivelazione del male”. Ma dall’altra parte iniziai a temere che il gruppo non sarebbe stato capace di uscire da quello stato in un lasso breve di tempo. È similare a quando una persona malata scopre un dolore e deve capire che sta a indicare una malattia, dopodiché inizia a curarsi con l’aiuto di un dottore, il Creatore. Inoltre il 30, 40% dei partecipanti del Congresso erano nuovi alla Kabbalah e non capivano quello che gli stava succedendo. Perciò si è deciso di fermare d’un colpo il Faraone, le tue speranze egoiste e di ascendere al disopra da esse.

Comunque, precisamente questi processi che abbiamo sperimentato sono quelli che ci hanno preparato per il passaggio – che non sia egoista, aspirando di rivelare il riempimento, ma che desidera rivelare l’opportunità di dazione, di unirsi “come un uomo con un cuore” accettando la garanzia mutua. Il risultato della Convenzione è il primo colpo al Faraone – il nostro amor proprio, le nostre speranze egoiste di “attraversare il Machsom” e ricevere il Mondo Superiore cosi come questo mondo dentro di noi, dentro i nostri desideri, dentro il nostro riempimento.

Baal HaSulam scrive che quando una persona si avvicina alla frontiera spirituale, è convinto che il Mondo Superiore non gli appartenga, e soltanto allora lui attraversa la Klipa, la frontiera, ed acquisisce la qualità di dazione.

La rivelazione della nostra mancanza di volontà è venuta fuori subito, durante la mia prima lettura. Quando io dissi all’ inizio che al posto delle azioni esterne noi dobbiamo esplorare al nostro interno, nella connessione tra di noi, nella garanzia mutua. Immediatamente tutto si ghiacciò! Il nostro egoismo venne fuori, ma questa rivelazione del male dentro di noi è anche una grande conquista che ci è stata portata dalla nostra unità (la santità del giorno).

Nel corso del Congresso abbiamo scoperto che il Faraone è dentro di noi e non fuori. Ha ricevuto questo primo colpo attraverso il fatto che eravamo delusi dei risultati del Congresso. Abbiamo pensato (essendo Faraone) che avremmo ricevuto qualcosa all’interno di noi,ma non abbiamo ricevuto niente. Questo è il primo colpo al Faraone, il nostro egoismo. Abbiamo scoperto che non riceveremo niente all’interno del nostro desiderio egoista.

Adesso abbiamo un’abilità maggiore per dire in quale qualità deve essere rivelata la spiritualità dentro di noi. Abbiamo una comprensione migliore sul fatto che non succederà dentro il Faraone , e cosa significhi pensare all’Altissimo. Questo vuol dire non pensare a te stesso. A questo punto ognuno di noi tremava d’impazienza: Quando succederà il miracolo in modo che possiamo ricevere tutto in questo mondo insieme al mondo spirituale – dentro di noi?! Adesso abbiamo un nuovo sentimento sulla necessità di separarci da quello che ci porta questa delusione, e questo è l’inizio del rifiuto del egoismo.

Abbiamo pagato a caro prezzo questa lezione, ma il costo è molto più di questo. Precisamente la delusione, il colpo al nostro amore proprio, al nostro egoismo, le nostre speranze di ricevere, è il più grande acquisto che potevamo desiderare, ed io sono sopraffatto dalla gioia nel vedere degli egoisti che sono delusi.

Adesso devi solamente realizzare quello che è successo a te. In base alla preparazione di ogni persona, una parte di voi lo realizzerà mentalmente e un’altra parte continuerà a sperimentare delusione nelle proprie sensazioni, allora prenderete coscienza. In ogni caso, ci sarà soltanto una conclusione: Una persona non potrà più rimanere legata al proprio egoismo. Precisamente questo colpo alle nostre ingiustificate, speranze egoiste ci aiuterà ad iniziare ad allontanarci da lui (il Faraone).

È possibile che abbiamo ancora bisogno di sperimentare dei colpi, ma andranno sempre nella stessa direzione che abbiamo acquisito nel Congresso. Può anche darsi che dovremmo sperimentarli non soltanto nel Congresso, ma insieme nella nostra connessione quotidiana virtuale, nella sensazione che abbiamo acquisito insieme. Per ora dobbiamo solamente desiderare una cosa: rifiutare il nostro egoismo, che è il solo male che c’è e di ascendere oltre “noi stessi” nella qualità di dazione.

Il Creatore ci ha presentato questo grande regalo! Non esiste nient’altro oltre a Lui! Scrivetemi e fate le domande durante le lezioni. Io no ho mentito a voi, ma al vostro egoismo.

Per voi con amore,
Dr. Laitman
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