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Quando l’occulto diventa rivelato

Domanda: Nel libro Una visione di bontà è scritto: “E adesso quel uomo deve studiare i quattro livelli di PARDES: Pshat, Remez, Drush, Sod e reincarnarsi finché non li soddisfa” Dobbiamo per forza passare per tante reincarnazioni finché impariamo l’intero PARDES (la semplice spiegazione, l’allegoria, l’indizio ed il segreto) per poter arrivare alla fine della correzione?

Risposta: Dobbiamo raggiungere “Pshat”, la semplice spiegazione della Torà. Fino ad ora abbiamo studiato Sod, il significato segreto, occulto. Sod significa che io sto studiando, ma che non capisco niente; è un segreto per me.

Quando il segreto diventa leggermente più chiaro diventa Remez, (un indizio), dopo diventa Drush (una spiegazione allegorica, un’allegoria) e dopo in Pshat (una semplice spiegazione). Ci sono quattro mondi: Assiya, Yetzira, Beria ed Azilut. Adesso io sto studiando l’ ingresso al Mondo di Assiya; ancora non capisco niente, e questo significa che sto studiando il segreto, Sod.

Una volta che io passerò dal Mondo di Assiya verso un altro mondo ancora più alto, il Mondo di Yetzira io studierò Drush. Nel Mondo di Beria io stuierò Remez, e nel Mondo di Azilut, Pshat.

“Pshat” è la più alta realizzazione, quando non c’è nessun tipo di occultamento, e tutto è chiaro, aperto, semplice ed ovvio. Tutte le Luce riempiono tutti i Kelim (vasi), io so e capisco tutto!

Tutte le persone devono raggiungere questo nelle loro anime, ma nel proprio livello, fino alla completa correzione.
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Abbiamo scoperto Faraone; il prossimo è il Creatore

Domanda: Perché il Creatore non ha passeggiato con Mosè attraverso il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità) nell’ ultimo Congresso e ha lasciato il Faraone ad accatastare sedie?

Risposta: Quando è stato il nostro Mosè, quando abbiamo avuto il motivo per uscire dall’ Egitto? Dove era il nostro grido verso il Creatore? Non c’era nessuno se non il Faraone.

Non chiedemmo al Creatore di rompere il muro tra di noi. Tutti erano in attesa: “Quando Egli si rivelerà sulla terra? Io voglio essere riempito!” Noi eravamo ancora governati da Faraone. Inoltre, abbiamo avuto modo di vedere che cosa c’era nel nostro cammino, cosa blocca la nostra unità.

Non è un caso che ho subito buttato in mezzo al pubblico la parola sulla necessità di pensare alla nostra connessione reciproca, sommergendolo, e cercando le corde strappate al fine di legarle insieme. Non ballando, non parlando, lasciando che ognuno cercasse dentro di sé e pensasse esclusivamente a come unificarsi con tutti gli altri.

E quale fu il risultato? Siamo rimasti bloccati. Si è scoperto che non siamo stati in grado di farlo. Ed è un bene perché ho avuto modo di vedere qualcosa di importante: sono totalmente slegato dagli altri, non vi è alcun collegamento. Tutte le stringhe e i canali sono tagliati. Non c’è neppure un piccolo impulso. Io non faccio niente, ma mi unifico con gli altri, assorbo i loro pensieri e desideri in modo che essi, Dio non voglia, diventino come il mio.

Questo è il potere di Faraone. Ma dove è il grido? Sì, siamo tagliati fuori, isolati gli uni dagli altri. Ma dove è la nostra richiesta per farci unire? Perché Tu non sei venuto ad unirti a noi?!

Non abbiamo la necessità di un tale motivo ancora. Noi continuiamo a pensare che possiamo unirci con la nostra volontà: “Faremo uno sforzo per riuscire.” Ma come è possibile raggiungere questo obiettivo con le nostre qualità egoistiche?

La necessità del Creatore deve nascere da un lavoro comune, quando il gruppo obbligherà tutti ad utilizzare questo metodo e li convincerà che il Creatore correggerà la situazione. Abbiamo bisogno del lavoro del Creatore, non di Bnei Baruch. Dobbiamo fornire solo il motivo. Quando raggiungiamo questa collettività, la domanda a livello mondiale per la Sua correzione su di noi, saliremo al grado successivo davvero.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 19/11/10, “Domande e Risposte”)

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Domande post-congresso dal Blog, Parte 2

Domanda: Nel recente Congresso, c’è stata una forte presenza della parte del Kli femminile. Hanno fatto numerose domande, e quello che ho udito e sentito da loro era che la metà maschile non esercitava uno sforzo sufficiente, e le donne desiderano ricevere anche loro la Luce che riforma.

Sto parlando di tutte le donne: quelle che sono sposate i cui mariti studiano la Kabbalah, quelle che non sono ancora sposate, o quelle i cui mariti non studiano la Kabbalah. E’ vero, la Luce proviene dal Creatore, non dal maschio o dalla femmina. E non importa se sei maschio o femmina, ma solo la realizzazione.

Non sarà che molte donne (e uomini, in quanto ognuno ha una parte femminile che è la sola con cui si possa lavorare) la utilizzano come guida per l’ azione? Essa potrebbe dividerci, non è così? Perché allora abbiamo bisogno di essere sposati, uomini e donne? Oppure le tue risposte sono solo per le donne i cui mariti non studiano ancora la Kabbalah?

Risposta: Una persona che si sposa non ricevere la Luce da sua moglie, ma il fine è di porsi in un ambiente il più vantaggioso per il progresso spirituale. Questo è ciò che consigliano i kabbalisti, e un uomo che ignora questo si priva della possibilità di avanzamento. Egli pensa di poter giustificare o smentire, con la logica, ciò che un livello spirituale superiore gli sta dicendo.

Una raccomandazione dei Kabbalisti è la “Segula“, una pozione magica che deve essere presa. Gli uomini sono obbligati a sposarsi, le donne no. E il lavoro spirituale rimane il lavoro spirituale per entrambi. C’ è un Kli mondiale, con le sue parti maschili e femminili, ciascuna delle quali deve lavorare per il bene della nostra unificazione e l’aspirazione al Creatore.
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L’ “io” ha due facce

Domanda: Come possiamo riassumere l’ aspirazione per la spiritualità dopo il congresso?

Risposta: Nel congresso avete sentito un ostacolo che sta entrando nel vostro cammino – il Faraone. Questa è stata la prima volta che lo avete incontrato e avete capito che le dieci piaghe sono: Vogliamo ottenere la connessione con gli altri, ma veniamo spinti indietro.

Adesso abbiamo bisogno di capire che in risposta al colpo che abbiamo ricevuto, dobbiamo sviluppare il nostro desiderio uguale alla forza di rifiuto. Questo arriva solamente attraverso l’unità con gli amici durante lo studio, dove il nostro studio diventa uno strumento per l’unità dei desideri.

Abbiamo già una deficienza e impressione dall’incontro con l’ egoismo (Faraone), l’ egoismo che mi separa dalla spiritualità. È come se io letteralmente colpissi un muro che si trova tra di me e il Mondo Superiore, e questo muro è una potente forza negativa che mi ha spinto indietro.

Ho ricevuto un colpo, e io devo discernere che io sono egoista, e se io sono capace di innalzarmi da questo colpo attraverso la fede oltre la ragione e sviluppare una forza opposta, allora io avanzerò in questa struttura, nel muro.

Dopo arriverà un altro colpo, e cosi via, ed è cosi che io passerò il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità), che ha cinque livelli di profondità (Aviut) o dieci sefirot, come qualsiasi altro fenomeno nella spiritualità.

Abbiamo già iniziato questo attacco e sarà sempre più chiaro per noi cosa dobbiamo ottenere e contro cosa dobbiamo lottare. Adesso devo capire lo sconforto, dolore, il colpo, ed il rifiuto in me, ed invece di relazionarli a me, relazionarli al Faraone che c’è dentro di me.

Quando sono unito al gruppo, questo colpo non mi ferisce, io sono sopra il rifiuto e delusione. Questo mi aiuta a distinguere i due “io“ che lottano verso il Creatore ed il Faraone (l’ ”io” in me).

Ma cosa dovrei fare della disillusione e sconforto? Chiedere aiuto al Creatore! Finalmente ho bisogno di Lui adesso, non prima. Prima pensavamo che potevamo ottenere l’unità con il gruppo, la garanzia mutua, e la rivelazione per conto nostro.

Non accettavamo il Creatore come la terza forza principale che fa l’ intero lavoro. È cosi che viene chiamato: Il lavoro del Creatore (Avodat Hashem). Noi soltanto lo evochiamo.
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Domande dopo il Congresso

Domanda: Nel secondo giorno del Congresso, ho cominciato a sentire che tutte le persone, tutti i “punti” erano in me e sentendoli come parte di me, posso davvero amarli come me stesso. È corretto percepire tutto il gruppo dentro di me?

Risposta: E’ proprio la maniera in cui comincia a formarsi il luogo dove più tardi, l’attributo della dazione, chiamato il Creatore, si rivela.

Domanda: Sono stato testimone di come durante il Congresso, le persone erano completamente devote al lavoro. Abbiamo davvero bisogno di queste azioni esterne? Forse in realtà ci distraggono dalla meta? Dopotutto, non sono esse vagamente relazionate alla verità?

Risposta: E’ possibile, dobbiamo distribuire compiti più provvisori, ma non c’è dubbio che dobbiamo del tutto servirci da soli.

Domanda: Supponiamo che cominciamo ad odiare gli amici; come distinguiamo da questo, che chiameremo “divino” odio che ostruisce la connessione dei vasi frammentati, il semplice odio causato dal carattere sgradevole o dall’incapacità mentale?

Risposta: Si, con il fine di rivelare il Creatore, una persona fa degli sforzi per connettersi con gli amici, di seguito, uno sforzo comune e forte espone l’odio verso l’obbligo di unirsi. Lo Zohar parla anche di questo; ma se una persona non compie uno sforzo per cercare di unirsi, non sentirà un vero odio.
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Impressioni del Congresso, Parte 1

Sto ricevendo molte lettere nelle quali le persone condividono le loro impressioni sul recente Congresso:

“Il congresso è stato incredibile, qualcosa di totalmente nuovo! Per la prima volta ho sentito che siamo realmente uno. In confronto ai precedenti congressi, nei quali ho sentito che eravamo coinvolti in qualcosa, questa volta ho sentito che tutti noi diventiamo questo qualcosa. Anche così, non tutto è totalmente chiarito e discernito: cosa è corretto e come farlo bene?

Non mi sono sentito deluso, anzi, ho sentito che il mio lavoro non era completo e che il luogo nel quale ci blocchiamo non era discernito.

Sono arrivato a sperimentare ed a rendermi conto (dopo le sue spiegazioni) che la meta della nostra unità era scorretta, per “il bene del Faraone”, per il nostro egoismo.

È assolutamente confuso il modo con il quale acquisire l’idea ed il punto verso il quale dirigersi per fare una richiesta corretta, anche quando sembra che una traccia ci sia stata fornita in maniera evidente, e deve solo essere scavata sotto l’agglomerato di tutto quello che abbiamo ricevuto. Ed è abbastanza possibile che riceveremo solo una traccia, però da differenti angolazioni e che per il momento, non siamo capaci di vedere la totalità e di capirla chiaramente”.

“Mi piacerebbe descrivere solo alcune cose che ho sperimentato consciamente. La migliore fu giusto dopo il programma del secondo giorno di Congresso: eravamo seduti nella camera dell’hotel, e la mezzanotte era passata da molto e non volevamo andarcene; c’era una sensazione quasi fisica di un certo campo tra di noi, come una pasta che ci mantiene incollati e riempie lo spazio con amore. Una volta che si manifesta, si incrementa o praticamente sparisce, ma sentiamo chiaramente che esiste e c’è un’opportunità di scoprirlo. Questo, inoltre, ha portato molte domande sull’essenza di essere uno e su come possiamo incorporarci a questo campo se siamo totalmente incapaci di farlo”.
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Che la luce continui il suo corso

Lo studio della Kabbalah ci da la connessione coi mondi superiori. La frattura fra noi e il mondo spirituale è un abisso, una barriera, una parete di ferro che non si può rimuovere, solamente la luce superiore la può annullare. Per questo motivo non possiamo collegarci col mondo superiore, spirituale, salvo studiando alla loro vera fonte le opere del Rashbi, Ari, Baal HaSulam, Rabash. Solo grazie a questo lavoro ci viene la Luce proveniente dalle fonti.

Dobbiamo continuare a studiare le loro opere, dando modo così alla luce di continuare il suo lavoro.

E sentirete che quell’unità che abbiamo raggiunto durante il Congresso, si estenderà dal suo inizio fino alle 10 Sefirot, fino a raggiungere il massimo. Io mi aspetto che ciò avvenga molto presto, con ciascuno dei partecipanti al Congresso.

Noi ancora sentiamo l’ intensa fusione reciproca che siamo stati in grado di raggiungere: uomini, donne e persino bambini ! Ognuno di noi si è procurato un recipiente più grande e profondo, poliedrico e composito, nel quale può già predisporsi a ricevere la luce.

E se adesso, dopo il congresso, viviamo in una stessa tematica, studiando nelle lezioni le opere dei kabbalisti, saremo collegati a quella stessa luce ch’esse portano in sè. E, oltre a ciò, ci collegheremo con tutti i compagni che nello stesso giorno, nel corso delle stesse 24 ore, studiano insieme con noi quello stesso materiale.

Niente ci può unire di più che una presenza quotidiana alle lezioni.

Grazie al fatto che noi, ogni giorno, attiriamo sempre nuove e nuove parti dal mondo circostante – quello al quale abbiamo dato vita al Congresso, quella famiglia che noi abbiamo “gettato nella terra” – continua a svilupparsi, a darci le sue 10 Sefirot. E in esse percepiamo la Luce Superiore, la rivelazione del Creatore.

Noi ci troviamo ad un passo da tutto ciò. Questo processo di accumulazione, com’è scritto “soldo dopo soldo, si mette insieme un grosso capitale”, ed il fatto che al Congresso si sia creata quell’unità, quella grande connessione fra tutti noi, è proprio un grande risultato. Questo è veramente l’inizio di una nuova tappa del nostro sviluppo spirituale.
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Devi essere pronto per me

Il Creatore non può crearci completi, equivalenti a Se stesso. Piuttosto, attraverso i nostri sforzi noi possiamo promuovere gradualmente lo sviluppo, passo dopo passo, al Suo livello. L’anticipazione del Creatore è costante, il che significa che Lui si aspetta sempre che noi compiamo degli sforzi per essere similari a Lui, cosi come i bambini desiderano diventare adulti.

Ogni creazione è diretta allo stato finale dell’esistenza; tutta la creazione è la preparazione per questo. Tutto quello che attraversiamo ha lo scopo di prepararci per la rivelazione. Che cosa riveleremo? Troveremo un posto dove io e la Luce siamo sempre presenti, ma che attualmente ci è occulto per le nostre proprietà non corrette. È come se da un momento all’altro noi facessimo sparire la nebbia dal posto in cui ci troviamo.

Non l’abbiamo mai lasciato; ed il Creatore stesso non se ne mai andato. Abbiamo semplicemente perso l’abilità di sentirLo, e Lui è scomparso dalle nostre sensazioni, “sfumato nell’aria”. Adesso noi, noi stessi, ci stiamo preparando per sentire Lui, esplorando continuamente dentro di noi la qualità di dazione, e con ciò causando l’apparizione della Sua immagine “fuori dalla nebbia”. La nostra uscita e discesa dall’Infinito verso il mondo corporale ed il nostro ritorno a esso è la nostra preparazione per la fine della correzione (Gmar Tikkun) dei nostri organi sensitivi in modo di poter percepire il Creatore.

Tutto dipende dalla preparazione. Prendiamo per esempio l’esibizione di un’orchestra sinfonica. Un ascoltatore senza educazione si chiederà cosa ci fa li. Lui si aspettava di trovare qualcosa d’interessante, aveva anche portato le patatine ed una coca con se, ma al posto dell’atteso spettacolo si trovò con una “sinfonia B-piatta”.

Ed accanto a lui siede un grande conoscitore della musica che coglie ogni nota con incanto solenne. Quest’ultimo sperimenta una scala musicale indimenticabile ed il primo è incapace di addormentarsi solamente perché è molto irritato. Tutto dipende dalla preparazione. Quello che si è preparato gioisce, e quello che non si è preparato soffre.

Se sperimentiamo una sensazione negativa quando sentiamo che il fatto di riunirsi è assolutamente buono, è solamente perché non siamo sufficientemente preparati. Perciò, ora, prima del Congresso, dobbiamo concentrarci unicamente nella preparazione. Avendo rafforzato le parti del Kli collettivo, noi sperimenteremo il risultato del nostro sforzo in questo.

È come se il Creatore ci stesse dando una risposta lusinghiera, e noi dobbiamo essere molto seri su questo. Noi costruiamo l’intere fondamenta all’interno di noi, e da parte Sua non ci saranno dei cambiamenti dato che l’Infinito è invariabile. Allora, saremo capaci di sentire quello che già esiste?

Infine, dobbiamo mantenere i nostri cuori ben aperti, cioè dobbiamo correggere il desiderio con lo scopo della dazione reciproca. Speriamo di ottenere questo nei giorni a venire.
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Un oceano di amore

Domanda: Ho pianto di gioia durante la cerimonia di apertura quando i rappresentanti dei diversi paesi sono saliti sul palco tenendo le loro bandiere; mi sono sentito connesso a tutti, ho sentito i desideri delle altre persone, il loro amore e la loro attenzione. Cosa è successo, è una sensazione psicologica o spirituale?

Risposta: E’ stata una sensazione sincera e meravigliosa, ma non spirituale. La sensazione spirituale consiste nel raggiungere la radice dalla quale proviene tutto, la ragione per la quale tutto avviene ed il luogo nel quale ci troviamo.

Questa sensazione deve portarci ad uno stato nel quale esistiamo nell’oceano di una certa forza che ci connette in alto nel tempo e nello spazio e ci da l’esistenza. Allora perdiamo la sensazione del corpo. Ad ogni modo la persona si associa al corpo, ma considera che è di una natura più bassa. Allora percepiamo di appartenere a questa stessa forza, che siamo parte di essa e ci integriamo in essa.

Quello che abbiamo sperimentato nella cerimonia di apertura è stato il primo passo della percezione spirituale. Speriamo di ottenerla molto presto.
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(Dalla quarta lezione nel Congresso Mondiale di Kabbalah del 10 Novembre 2010)

Il permesso di rivelare la Kabbalah

Stiamo cercando costantemente il modo di migliorare la nostra vita e tutti i nostri pensieri e desideri sono diretti a questo. Il Creatore ci rivela costantemente nuovi desideri ed un vuoto interiore, in modo tale da inviarci nella direzione opposta e ci obbliga ad allontanarci da questo vuoto.

Lui mi rivela qualcosa di cattivo, e mi allontano da questo nella direzione opposta, verso qualcosa di buono. Tuttavia, a questo punto, Lui rivela un altro vuoto in me ed io mi giro e corro di nuovo. In questa maniera, siamo governati dall’Alto.

Ogni istante sperimentiamo un desiderio nuovo ed istintivamente cerchiamo di riempirlo al meglio delle nostre possibilità. In questo modo, il Creatore ci conduce alla meta per arrivare ad essere come Lui. Anche se una persona è totalmente opposta al Creatore (visto che il Creatore è l’amore e la dazione assoluta, e l’uomo è la forza dell’odio e della ricezione), tuttavia, gradualmente, le si permette di vedere la sua natura antagonista e di correggersi.

Pertanto, la saggezza della Kabbalah è il metodo per conoscere il Creatore. La proprietà della dazione è data all’uomo affinché lo assista in questa vita. Per ottenere questo, il Creatore seleziona le persone che desidera avvicinare a Lui, ma non tutte unanimemente. Comunque, tutto il mondo, ogni persona che vive su questa terra, dovrà venire a Lui ed essere come Lui!

Tutti noi abbiamo uno scopo, però ci stiamo avvicinando individualmente e gradualmente. C’è stata gente che ha cominciato ad avvicinarsi al Creatore migliaia di anni prima di noi, negli ultimi secoli ed al giorno d’oggi, e sarà di più nel prossimo futuro.

Al giorno d’oggi siamo nell’ultima tappa dell’evoluzione umana, quando tutta l’umanità deve conoscere il Creatore ed ascendere spiritualmente di nuovo per ritornare al Mondo dell’Infinito. Possiamo considerarci come la prima fila dell’ultima generazione.

L’uomo vive rifornendosi dei fatti del mondo materiale che sperimenta nel cammino della sua vita terrena, fino a che innalza una domanda nel suo interiore: “Perché ho bisogno di tutto questo? Mi piacerebbe sapere cosa succede “prima” e “dopo” la mia morte e ha senso vivere questa vita?”. Queste domande nascono dal grado Superiore, dalla fonte della vita in questo mondo. Pertanto, queste domande, elevano la persona al di sopra del suo viaggio evolutivo completo.

Una persona comincia a cercare le risposte e se le domande sono realmente al di sopra del nostro mondo materiale, incontra la saggezza della Kabbalah. Ciò è dovuto al fatto che, con la sua scintilla spirituale, “il punto nel cuore”, una persona è come un elettrone in un campo elettrico, una particella che porta una carica spirituale negativa. Lei sente questo “meno” e pertanto, continua a cercare il riempimento del suo desiderio nel campo che la circonda.

Non può trovarlo nel nostro mondo e questa è la causa della frustrazione che impregna il mondo d’oggi. Abbiamo perso la speranza in un “futuro migliore” (il comunismo o la società di consumo) e dobbiamo trovare la ragione per la quale stiamo vivendo. Al contrario, il mondo affogherà nell’abuso di droghe, nel terrore, nella disperazione e negli antidepressivi. Una persona non sa cosa fare di se stessa, visto che questo vuoto interiore esaurirà il suo desiderio di vivere.

Tuttavia, ci saranno coloro che scopriranno la saggezza della Kabbalah come l’unico metodo per trovare un significato più grande. Essi non troveranno conforto nella religione, nelle credenze, nel misticismo, nella “new age” o nella meditazione. In verità, tutti questi rimedi mirano all’auto rilassamento nel livello del nostro mondo, anche se le loro domande provengono dai regni di una dimensione superiore.

Pertanto, abbiamo ricevuto il permesso di rivelare e diffondere la saggezza della Kabbalah e siamo testimoni di come la gente di tutto il mondo abbia cominciato a svegliarsi e a gravitare intorno ad essa.
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(Dall’ottava lezione dell’11 Novembre 2010 del Congresso Mondiale di Kabbalah)