Pubblicato nella 'Congressi' Categoria

Oltre la ragione

Domanda: Come posso sapere per certo che mi sono elevato al di sopra della ragione?

Risposta: Elevarsi al di sopra della ragione significa entrare nella ragione del prossimo.

Noi esistiamo nel mondo dell’Infinito, ed io sono uno dei molti. Restando in me stesso, esisto all’interno della mia ragione: mi preoccupo per me stesso, penso a me stesso, in una corsa per il mio personale benessere. Questo è il nostro stato ordinario; inconsciamente e consciamente, pensiamo solo a questo.

Indubbiamente, i miei figli, mia moglie, i miei parenti ed amici e forse persino la mia nazione ed il paese in cui vivo sono anche parte della mia sfera. Questo è determinato da quanto dipendo dalla gente intorno a me e da che misura io sono soggetto alla loro influenza. In accordo a questo, li attribuisco al mio stesso Io.

Cosa significa ascendere al di sopra della ragione? Significa che mi muovo all’interno della ragione, dei desideri delle altre persone, invece di restare dentro di me. Io sono completamente al servizio di lui o di lei. Per me, l’altra persona è primaria, mentre io, il solo che esegue, sono secondario. Il prossimo è per me come un bambino amato, mentre io sono la madre di lui o di lei.

Questo è ciò che elevarsi al di sopra della ragione comporta. In altre parole è un cambio di priorità: adesso, per me il prossimo è più importante di me, come un bambino per sua madre. Questo è un vero segno del fatto che ho avuto successo.
[55000]

(Dalla 5° lezione del Congresso di Kabbalah di Toronto, del 17.09.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Amare il prossimo? Questo è facile!
Laitman blog: Costruire un ponte al di sopra dell’odio

Pensieri rapidi sull’articolo di Shamati “Che cos’è l’anima mia piangerà in segreto”, nel lavoro

Nel tempo dell’occultamento dovremmo piangere. Perché sono in occultamento? Perché i miei vasi non sono corretti. Come posso venire fuori dell’occultamento? Devo correggere i vasi. Come correggerli? Non chiedere all’occultamento di scomparire; al contrario, voglio che resti perché non voglio che il mio desiderio di ricevere si riempia. Vorrei scoprire gli attributi della dazione sopra l’occultamento e essere riempito in questi. Questo è chiamato “essere riempito con la luce superiore.”

Dovremmo comprendere che il nostro ego, il desiderio egoistico di ricevere, non sarà mai pieno di luce. C’è una restrizione su questo, divieto assoluto.

Solo se costruisco il desiderio di dare sopra il mio ego, nella misura in cui voglio dare indietro alla stessa origine, riceverò appagamento da esso in cambio. Questo è l’unico modo!

Non potrò mai ricevere alcun piacere nel mio ego, perche è sotto la restrizione. Esso non può essere riempito in modo diretto.
[57837]

Pensieri rapidi sull’articolo di Shamati “Cosa sono gli altri dei nel Lavoro”

Noi ci troviamo sotto l’autorità di “altri dèi”. Gli “dèi” sono le forze della natura che io adoro. Io adoro varie cose: le forze, i riempimenti, i fenomeni e le situazioni che mi fanno (al mio ego) sentire bene. Questo è chiamato “altri dèi”.

Il mio atteggiamento è sbagliato solo relativamente alla caratteristica della dazione che è opposta a me. Io non ne traggo piacere e non capisco come si possa dare e godere.

Vuol dire che ci troviamo sotto il controllo di altri dèi e ci impegniamo nell’idolatria, che significa adorare gli idoli: tutti i tipi di riempimenti egoistici. Dobbiamo cambiare il nostro sistema di valori e apprezzare la caratteristica della dazione che è opposta a noi.
[57198]

(Dalla sesta lezione del Congresso di Toronto del 18 Settembre 2011)

La sintesi dei pensieri nello Shamati “Non esiste nulla tranne Lui”

Dobbiamo sempre sapere una cosa: c’è una causa, una forza che ci influenza e ci governa. Questa ha un principio ed una fine e c’è un processo per mezzo del quale questa ci fa avanzare. Nessuno la può influenzare, nessuno può confonderla o cambiarla. Questa forza è assoluta.

Possiamo solo cambiare noi stessi per percepire la sua influenza in un modo migliore e più gradevole che sia anche più vicino a questa forza. In base alla misura nella quale ci identifichiamo con essa ed arriviamo ad essere come essa, capiremo, sentiremo ed agiremo di conseguenza, in armonia ed equivalenza della forma, alla qual cosa ci riferiamo come “adesione”.

In questo caso, siamo preparati ad accettare tutto quello che ci viene assegnato ed a riceverlo con il sentimento corretto, in piena collaborazione, agendo ad unisono con essa. C’è solo un governo, non c’è nient’altro che possa essere la nostra radice.
[55343]

(Dalla 6 lezione del Congresso di Toronto del 18.09.2011)

Una soluzione facile

C’è una soluzione facile: Cominciate a divulgare. Quando vi impegnate nella divulgazione, vi dimenticate di voi stessi. Anche le persone che non sono connesse tra loro cominciano a stabilire un contatto. Quanta più conoscenza sull’unità sarà generata nel mondo, tanto più avanzerete. Dimenticatevi di tutto quello che succede nella sfera personale, ad eccezione delle necessità basilari. Rivolgete tutto il resto all’esterno, questo impedirà la frizione e la discordia tra di voi.

È come quando i coniugi si dedicano al problema del loro figlio malato, si dimenticano di se stessi. La loro attenzione si sposta all’esterno ed è lì che si concentrano tutti i loro sforzi; questo problema comune vi unisce. Pertanto, cominciate ad aver cura del vostro “figlio malato”, del mondo.

Questo raffredderà i problemi tra di voi. Non ha senso sistemare la relazione in maniera diretta. Girate l’interruttore del tutto verso l’esterno, immergetevi davvero nel lavoro pratico ed allora, all’improvviso, vedrete il modo di organizzare le cose dentro di voi. L’attenzione sui fatti interni del gruppo, funzionerà solamente se è necessario lavorare con il mondo esterno. Solo allora organizzerete tutto e tutti. Che sia solo la necessità della divulgazione esterna a definire chi siamo e cosa facciamo. Allora lavoreremo realmente per dare.

Prendiamo l’esempio di Binà: la sua metà superiore è destinata a dare al Creatore, la sua metà inferiore è destinata a dare al mondo e lei stessa è il terzo medio di Tifferet, semplicemente la decisione di dividere se stessa in due parti. Pertanto, così dovete percepire voi stessi, ognuno di noi ed ogni gruppo.
[55271]

(Dalla lezione 7, del Congresso di Toronto del 18.09.2011 )

Materiale correlato:

Laitman blog: Costruire un ponte al di sopra dell’ odio

Fotografie dalla mia lezione ad Ashdod – 09.08.2011

Queste sono alcune fotografie dalla mia lezione ad Ashdod intitolata “La Garanzia di Sicurezza” 8 settembre 2011.

[nggallery id=29]

Quando i malati non sono pronti per essere trattati

Ci sono tre stati davanti a noi. Prima di tutto dobbiamo comprendere il male del nostro egoismo (1). Comprenderlo al punto di desiderare innalzarci sopra questo egoismo, di raggiungere la qualità di Binà (2). Dopodiché raggiungiamo Keter (3), cioè, utilizziamo il nostro egoismo per il bene della dazione.

Questo primo stadio è il periodo di preparazione, dopo, una volta raggiunto il grado di Binà, siamo in grado di percepire il mondo spirituale e veniamo inclusi nel mondo di Azilut. Dopo iniziamo a elevare tutto il nostro male al mondo di Azilut, convertendolo in bene, in dazione.

Siamo capaci di comprendere questi stati solamente grazie alla Luce. È scritto “Ho creato l’inclinazione al male (il nostro egoismo), e ho creato la Torà, poiché la Luce in essa riforma”. Il problema è che l’umanità non è consapevole della forza che può correggere il nostro egoismo, ed è per questo che le persone sono molto confuse e non sanno come andare avanti.

Il tempo critico che sarà seguito da un’ondata di problemi seri come rivolte massive, rivoluzioni e guerre tra le nazioni è arrivato. La Kabbalah ci avverte che la situazione potrebbe degenerare in una terza, e perfino in una quarta guerra mondiale. Le sofferenze continueranno ad aumentare finché l’umanità non troverà un sistema di correzione, il rimedio che può venire unicamente dalla Luce.

È per questo motivo che il metodo della Kabbalah fu rivelato nell’alba dei tempi, 5771 anni fa, quando l’egoismo iniziò a manifestarsi nell’uomo. Ha continuato a svilupparsi gradualmente nei tempi fino ad ora, il grado nel quale iniziamo a percepire il nostro egoismo come male. E adesso, le poche persone che stanno sviluppando questo metodo di correzione lo presentano come una cura.

Dev’essere spiegato all’umanità nello stesso modo nel quale un medico spiega al suo paziente la sua malattia, dicendoli di che malattia si tratti, quali cure siano opportune, e come tornare in salute giacché esiste un trattamento. Se ci sbrighiamo e portiamo al mondo questa cura, le persone non dovranno cercarla sotto la pressione dei problemi e dalla miseria che li forzeranno a trovare questa soluzione comunque sia.

Dopo l’assassinio di settanta persone in Norvegia, la televisione norvegese ha bandito la violenza e la crudeltà. Perché siamo capaci di imparare solo dopo che questi fatti accadono? Perché non siamo capaci di fare le cose in anticipo? Siamo cosi inconcludenti? Perché creiamo un ambiente cosi nocivo per i nostri bambini e li forziamo a imparare con ostilità e competitività? Perché i giochi per bambini gli insegnano a uccidere e avere profitto? Perché non gli portiamo il messaggio dell’unità? In realtà stiamo solo sparando addosso a noi stessi, stiamo tagliando il ramo sul quale siamo seduti.

Ci vorrà uno scenario similare a quello norvegese oppure una situazione di proporzione massiccia che minacci con una guerra mondiale per svegliarci? È questa l’unica maniera per farci capire che adesso basta, che non possiamo andare avanti cosi? Non vediamo ancora un miglioramento. Le persone non sono diventate sagge. Che altre disgrazie stiamo aspettando? Non possiamo aspettarle!

Dobbiamo andare incontro alle persone adesso, essere pazienti e buoni verso di loro, come se stessimo spiegando a un paziente che non sa ancora perché si senta male. Il dolore sta solamente coprendo ancora di più i suoi occhi e orecchie. Dobbiamo essere gentili e comprensivi. Anche se sono contrari, anche se ci maledicono e non vogliono sentire niente, dobbiamo continuare a cercare la maniera di avvicinarli amorevolmente e in maniera decisa e spiegare loro che non esiste un’altra soluzione.

Non neghiamo altri metodi, non rifiutiamo niente. Alla fine della giornata non ci opponiamo direttamente all’egoismo, ed è per questo che non intendiamo frantumare nessun movimento, approccio o partito. È impossibile, e non abbiamo bisogno di distruggere queste strutture egoiste, nella stessa maniera in cui non abbiamo bisogno di distruggere l’egoismo dentro di noi.

Abbiamo bisogno solamente di lottare per l’unità superando tutte le divergenze. E allora tutte le forme egoiste in noi e nel mondo esterno diventeranno dazione, amore e unità. Tutti porteranno il suo contributo in quest’unità, non con coercizione, ma gentilmente, in maniera positiva.
[50730]

(Dalla terza lezione della Congresso in Germania, 06.08.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Si tratta di qualcosa di più dell’economia?
Laitman blog: Evitiamo la prossima ondata della crisi

Si tratta di qualcosa di più dell’economia?

Ciò che gli economisti, i politici, i sociologi e gli scienziati politici oggi chiamano “crisi” in realtà non lo è. La vera crisi arriva quando l’uomo deve trovare una risposta per non morire. I Kabbalisti hanno scritto che a questa condizione arriveremo per dover rivelare il metodo dell’unione e della garanzia mutua per poi portarlo al mondo: il destino del popolo d’Israele.

Ecco perché il mondo intero incolpa gli ebrei per dei suoi problemi. Prima di tutto abbiamo bisogno di spiegare al popolo ebraico che dobbiamo raggiungere la mutua garanzia, che senza questo non risolveremo nemmeno un problema. Non si può esistere in una forma razionale perché questo è possibile solo al di sopra della natura, nella garanzia reciproca. La situazione attuale ci spinge verso questa situazione e la gente sta cominciando a sentirlo.

Non è ancora finita l’ondata di proteste, la quale è una reazione interiore della gente alla necessità di fare qualcosa. Le persone chiedono giustizia sociale, case, salari più alti e tutti i benefici possibili. Ma non è così nella realtà. Non è un caso che il capo della commissione del cambiamento sociale scriva che queste richieste contengono il desiderio di compensazione interna e non di soldi. All’uomo manca qualcosa dentro, infatti in genere egli non si lamenta dei problemi materiali. Alla fine, come ha concluso il capo commissione, alle persone manca l’amore e l’unione.

Ed è vero. Osservando le leggi della natura vedremo che ci viene richiesto proprio questo. La crisi attuale è sia globale che integrale. In altre parole scopriamo di essere collegati l’uno con l’altro, dipendiamo l’uno dall’altro e siamo collegati da innumerevoli legami tecnologici, virtuali, commerciali ecc., e sono così forti che è impossibile romperli. La nostra interdipendenza è diventata veramente totale.

Siamo fusi tra noi, ci odiano a vicenda, ci sentiamo insicuri e impotenti nella massa dei sette miliardi di persone che pretendono gli uni dagli altri, reclamano e mostrano di essere crudeli. Non c’è fine. La Natura “ci comprime” ogni momento di più e non sappiamo dove fuggire, come una coppia sposata che ha iniziato ad odiarsi, ma nel frattempo non può ottenere il divorzio e discute tra quattro mura.

E’ così che sentiamo la realtà di oggi. I Kabbalisti hanno scritto che questo è uno stato meraviglioso, che la necessità di trovare una qualche soluzione al problema si manifesterà definitivamente nella nazione e nel mondo. Prima di tutto ci sarà la soluzione economica, da cui dipende la nostra vita materiale. La natura comincia con i primi elementi spingendoci verso l’unione. Come risultato, dovremo unirci solo per salvare noi stessi, come nei tempi antichi i figli d’Israele dovettero fuggire in Egitto a causa della carestia. Nel nostro tempo sta avvenendo esattamente lo stesso processo.
[53395]

(Dalla prima lezione del congresso di Achziv, 1° Settembre 2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La rivoluzione interiore
Laitman blog: Cos’è la Garanzia mutua

“Noi siamo per il Mondo” – Congresso 2011 in Toronto – 16/17/18.09.11

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 1
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 2
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 3
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 4
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 5
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 6
Video / Audio

Congresso 2011 in Toronto, Lezione 7
Video / Audio

Sulla soglia dell’infinito

Domanda: Durante la lezione io penso costantemente al prossimo congresso ed è difficile che possa concentrarmi sulla lezione. Mi sto perdendo qualcosa, come risultato di questo?

Risposta: Certamente no. Sentiamo sempre la pressione nel processo di preparazione a questi eventi di massa. Una volta all’anno ci riuniamo in un congresso negli Stati Uniti e dobbiamo vederla come un’opportunità unica per unirci agl’altri. Non c’è altra opportunità per ricevere più Luce Circostante, appoggio e forza per avanzare che l’opportunità che abbiamo in riunioni come questa.

Questo è esattamente quello che io personalmente spero. Ricordo che quando cominciai a studiare con il Rabash, letteralmente, alcuni mesi dopo andammo insieme a Tzfat (Safed). Nel piccolo cortile di una piccola casa, tutti gli studenti del Rabash si riunirono, loro avevano studiato con lui in diversi momenti ed all’improvviso volevano unirsi a noi. Si riunirono all’incirca 40 persone; questo era un gruppo abbastanza grande, prima di portargli i nuovi studenti.

Vidi quanto era emozionato per questo viaggio e per essere lì. Io gli chiesi: “Cosa c’è di così speciale?”. Lui spiegò che queste riunioni sono il mezzo più efficace al mondo per l’avanzamento spirituale, alle quali la persona viene con il fine di unirsi agl’altri, di lavorare per questa causa, di fare degli sforzi e desiderare di ricevere le forze degl’altri per riunirle ed assorbirle nel suo interiore, per bere letteralmente questo potere e questo dipende solo da lei e dalla sua sensibilità.

Se mi preparo al congresso nella maniera corretta, allora quando arrivo lì ricevo tutto quello che posso. Tutto dipende da me; ciò si deve al fatto che siamo in piedi davanti all’Infinito. Posso arrivare al congresso e non ricevere niente, disprezzare gli altri ed uscire da lì ancora più freddo di prima, oppure posso andare lì ed essere impressionato, commosso ed ispirato. Io posso assorbire molta più forza e Luce Circostante di quelle che avrei potuto ricevere nel corso di molti anni di studio. Tutto dipende dalla mia preparazione.

Pertanto, dobbiamo già prepararci al prossimo congresso. Prima di un evento così grande, nel quale la persona ha l’intenzione di connettersi agl’altri, questa deve sperimentare la preoccupazione ed il timore, deve sentire che si trova sulla soglia di grandi cambiamenti interiori. Questa aspettativa piena di pressione e di preparazione si sente anche fisicamente.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3 Agosto 2011, lo Zohar)