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Il simbolo della realtà attuale: Il punto interrogativo

Dr. Michael LaitmanL’umanità deve prima conoscere se stessa sul livello dell’inanimato, vegetale, e poi a livello animato della natura. Pertanto, dobbiamo esistere prima come animali, e poi come persone in questo mondo, abbiamo cominciato a sviluppare le industrie, il commercio, la tecnologia, e la scienza, così eventualmente capiremo che tutto ciò non funziona e che non è possibile decifrare il senso della vita in questo modo.

Ci impegniamo in qualcosa quaggiù su questa terra, adulti, bambini, e animali. Viviamo in questo modo, ma che cos’è la vita? C’è qualcosa oltre questa vita? Cominciamo a chiederci questo quando iniziamo a crescere e ad attraversare alcune fasi dell’età evolutiva e non troviamo una risposta.

Eventualmente raggiungiamo una crisi che ci dà pressioni tramite difficoltà e problemi. Essa influisce non solo sulle persone e la società umana ma anche a livello dell’immobile, sull’ambiente, sulle piante, e gli animali. Tutti i problemi ci raggiungono tramite loro.

Raggiungiamo uno stato nel quale chiediamo del significato della vita, non per curiosità, o per un desiderio di scoprire la nostra fonte superiore – da dove siamo venuti e perché– ma semplicemente per la disperazione e il desiderio di ricevere piacere in questa vita vuota che non ci porta nessuna gioia.

L’umanità avanza e raggiunge una crisi generale che la pressa e la obbliga a porsi domande: Che cosa è questa vita? Perché viviamo in questo modo? Sappiamo tutti che quando la vita passa senza problemi o preoccupazioni, non ci facciamo tante domande. Però nel momento che ci imbattiamo in problemi, immediatamente cominciamo a chiedere.

Così ci rendiamo conto che non abbiamo scelta e che dobbiamo connetterci allo scopo di capire il senso della vita, proprio come la saggezza della Kabbalah ci dice. Se mettiamo i pezzi del puzzle insieme, capiremo cosa sta succedendo dentro e dietro l’immagine stessa, chi la gestisce e la supporta, e perché Egli fa tutto questo.

I Kabbalisti penetrano questa immagine e salgono al di sopra del tempo. Ci dicono che tutto dipende dal raggiungimento del Creatore. Unico problema in questa vita è raggiungere il Creatore, cercare Lui,entrare in contatto con Lui, scoprire Lui, comprenderLo, ed essere in dialogo diretto con Lui. Mi rivolgo al Creatore, Lui mi risponde, mi rivolgo verso di me, e capisco quello che Lui vuole da me.

Se raggiungiamo questo stato, tutti i problemi saranno risolti. Capiremo cosa sta succedendo e come gestire tutto. La cosa principale è che sappiamo come salire oltre questa vita al livello superiore. Però a questo scopo, dobbiamo rivelare il Creatore. Così la crisi attuale è solo destinata a rivelarci questo.

Pensiamo che sia una crisi, ma la parola “crisi” in Greco significa rinascita. Allora non dobbiamo prendere questa crisi così drammaticamente, ma piuttosto aspettare ciò per portarci ad un nuovo inizio, a patto di capire e riconoscere come rapportarci ad esso.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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All’ingresso della galleria

Progredire tramite “l’accelerazione del tempo” (Achishena) è possibile soltanto se si cammina come un uomo vecchio piegato che sta cercando qualcosa che apparentemente ha perso. Poi, quando voi rilasciate il male, il bene sarà rivelato immediatamente di fronte ad esso, perché ho già cercato difetti mentre ero in uno stato buono.

Tutto dipende dall’andamento dell’ avanzamento. Vedo una tavola apparecchiata davanti a me, poi mi interessa avere un buon appetito per godere del rinfresco, cioè, cerco una mancanza.

Se otteniamo abbastanza influenza dall’ambiente, poi non è importante ciò che ci accade. In questi giorni siamo seriamente coinvolti in chiarimenti su ciò che è la garanzia reciproca, è chiaro che in accordo con questo sperimentiamo colpi forti, problemi comuni, ma noi li superiamo velocemente e facilmente. Tutto dipende dall’andamento.

Significa che non avrò mai fiducia nella mia forza e avrò sempre bisogno della garanzia reciproca. Non sarà mai sufficiente. Infatti, in questo momento, come io mi attrezzo con una qualche quantità di garanzia reciproca, immediatamente divento distante e vari disturbi sorgono, che posso trasformare nella linea mediana con l’aiuto della garanzia reciproca, trasformandoli in avanzamento.

Pertanto, dobbiamo sforzarci per la garanzia reciproca quanto più possibile, e questo causerà la nostra stanchezza, rifiuto, e sentimenti cattivi. Tutti questi ostacoli sono presenti nel lavoro di garanzia reciproca perché ci sono tre linee nella linea mediana, nella sinistra e nella destra. Con questo, sviluppiamo la nostra anima iniziando a lavorare con i nostri stati interni.

Ci sforziamo di ottenere la più forte garanzia reciproca possibile, e quando sentiamo che la nostra unità ha ottenuto abbastanza forza, poi noi stessi cominciamo a svegliare la linea sinistra, l’appetito, che è chiamato “svegliare l’alba” non aspettando finché “l’alba mi sveglia”. Abitualmente, questa opportunità viene tramite l’ambiente più ampio. Allora, abbiamo bisogno di lavorare sull’importanza del nostro gruppo concernente la società esterna.

Dentro il gruppo, io lavoro in modo che il gruppo sia più importante di me. Ora, devo lavorare con il mio gruppo, unito insieme, in modo che il resto dell’ambiente esterno sia meno importante di questo gruppo. Cioè, il gruppo è più importante di me e la società intera esterna (la società esterna non significa il nostro gruppo mondiale). In tal caso sarò in grado di trarre desideri nuovi da lì e aumentare la nostra garanzia reciproca.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi tranne la garanzia reciproca perché nella misura della forza dell’unità, Ie forze di rottura, un nuovo Reshimot sarà risvegliato. Cominceremo a lavorare con loro in modo da ottenere l’immagine umana, incollando tutti i pezzi insieme. Non dobbiamo preoccuparci del Reshimot che emerge dalla rottura ma soltanto del nostro combustibile ed energia. In garanzia reciproca, riceviamo la forza proprio come “materia grezza”. Disturbi vari che si rivolgono a noi ci aiutano a dare una forma concreta a questa garanzia.

La forza di garanzia non ha forma; la forma viene dal negativo, dai difetti. Se non incontro ostacoli, quindi non sento di esistere. L’aria mette pressione su di me, tutti i miei organi di senso ricevono effetti diversi senza i quali non sento che esisto. La stessa cosa succede con la forza di garanzia reciproca: se ho questa forza, ma non sento la resistenza, allora non sento di essere in un mondo spirituale.

Sentiamo che siamo in un mondo spirituale soltanto a causa delle forze del buio. La Luce da sé non attrae alcuna forma, la forma nasce dal buio.

Passiamo attraverso questi stati in un sentiero finché ci troviamo sul fascio diretto (Kav), lungo il quale continuiamo il nostro movimento verso l’obiettivo. Questo ingresso alla galleria nel “tubo”, la linea mediana, è molto importante e difficile. Per lungo tempo giriamo in cerchi all’ingresso, non osando entrare, facciamo un passo e ci ritiriamo. Però quando entriamo, grazie alle lezioni che abbiamo imparato, continuiamo ad avanzare in esso.
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(Dalla preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2014)

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Dobbiamo dare qualcosa alla gente

Dr. Michael LaitmanUna persona deve essere in un gruppo preferibilmente compreso di dieci persone, ma dieci è il numero ottimale. E’ necessario provare ad organizzare un gruppo da cinque a dieci amici che sono pronti a connettersi, a raggiungere l’obiettivo.

In aggiunta a questo, poiché viviamo in una crisi, è possibile avanzare verso l’alto solo a condizione che divulghiamo all’esterno.

Ci sono tre livelli: superiore, medio e basso. Noi siamo nel mezzo e dobbiamo salire. Nel superiore (1) c’è Luce; è complesso e perfetto. Questo è l’insegnante, il Creatore, tutto ciò che è sopra di noi. In mezzo (2) c’è il nostro gruppo. E in basso (3) c’è il pubblico esterno e la società. Per ricevere la Luce dall’altro, dal Creatore, tramite l’insegnante, ci devono essere quelli che vogliono riceverla sotto di noi. Allora dobbiamo diffondere la saggezza della Kabbalah o il metodo della connessione integrale, che è fondamentalmente la stessa cosa tranne l’insegnamento della fisica dei mondi superiori.

Senza l’inferiore che vuole uscire dalla crisi, è impossibile. Lui non capisce che cos’è la saggezza della Kabbalah e i pensieri sul senso della vita non lo riguardano, però lui ha un ampio disavanzo in banca, nella famiglia, con i suoi figli, e nella sua intera vita, la quale lo ha amareggiato, lo deprime, lo costringe a usare droghe; le cose vanno male per lui.

E basta che ci preoccupiamo di lui, ci prendiamo cura di lui, e innalziamo i suoi desideri fino a noi. E quando cominciamo a occuparci della gente, cominciamo ad essere immersi nei loro bisogni. Loro stanno aspettando di avere qualcosa da noi. Allora ci assale la paura di come fornire loro ciò di cui hanno bisogno.

Dopo tutto, non abbiamo nulla, e sentiamo la mancanza. Però, questa ci sveglia e ci spinge ad innalzarci ancora più in altro con questa mancanza, all’insegnante, e al Creatore, e domandare che loro ci diano l’adempimento che quelli in basso necessitano da noi il più velocemente possibile. Ci vergogniamo di non essere in grado di fornirlo.

Noi interiorizziamo i desideri del pubblico generale, per questo ci forziamo di rivolgerci verso il Creatore. Questo perché dobbiamo per forza portare qualcosa a loro. Dobbiamo metterci in questo posto stretto (Tsar), portare problemi (Tsarot) su di noi, e la gente inizierà a rimproverarci e a domandare ciò che gli è stato promesso da noi. Però questo è necessario perché poi vorremo andare dall’insegnante, chiedere, e lo riceveremo da lui.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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Cerchi del mondo spirituale

Dr. Michael LaitmanQuando cominciamo a connetterci fra noi sempre più saldamente contraendoci nel nostro cerchio, la nostra connessione diventa sempre più densa. All’interno della nostra prima connessione abbiamo già scoperto la caratteristica del Creatore, ma viene rivelato in una forma molto debole. Questo si chiama il mondo di Assiya.

Continuando a lavorare sulla nostra connessione, scopriamo il prossimo livello di connessione al suo interno, chiamato il mondo di Yetzira. Una connessione ancora più forte si scopre come mondo di Beria, e una connessione ancora più forte viene rivelata come mondo di Atzilut. Questa indica la fine della correzione. Scopriamo questo mondo spirituale all’interno della connessione fra noi nella misura in cui ci avviciniamo l’un l’altro più strettamente.

Dalla prima connessione all’ultima connessione ci sono 125 livelli di cinque mondi, in ognuno dei quali c’è un Partzufim spirituale con cinque Sefirot in ciascuno di essi. La saggezza della Kabbalah parla di tutto questo.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno”, Giorno Uno 9.05.2014, Lezione 1)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Una vita germoglia dal grano marcito

Il primo articolo di Rabash riguardo il gruppo comincia con le parole: “Siamo riuniti qui per stabilire una società…” siccome senza la società un uomo non può raggiungere l’obiettivo. Soltanto tramite essa uno può realizzare se stesso e soltanto a causa di essa può crescere.

La crescita spirituale di ognuno non ha niente in comune con la materia di sviluppo quando uno è nutrito dal gruppo e così ci sviluppiamo. Lo sviluppo spirituale avviene dentro il gruppo per l’estensione della connessione e unità fra gli amici, al grado della mia scomparsa nel gruppo, la mia dissoluzione in esso.

Una volta che una persona capisce che questa è la propria crescita spirituale si concentra solamente su questo e può considerare di essere sulla strada giusta.

Prima di allora, rappresenta se stesso come “un seme non piantato”: è immagazzinato da qualche parte, ma niente può crescere da esso, e nessuno sa se qualcosa potrà mai crescere da esso. E questo è il modo per il quale possiamo valutare una persona che appartiene alla nostra organizzazione e che viene a noi, studia al Centro di Educazione di Kabbalah, all’Academia di Kabbalah o intraprende qualsiasi altro corso di Kabbalah.

Uno può stare con noi per lungo tempo, ma soltanto quando comincia a guardare se stesso non soltanto come una parte del gruppo, ma come un seme che deve essere piantato nella terra, o non crescerà mai ~ quando uno comincia a sentire e valutare se stesso in questo modo, la sua preparazione spirituale è cominciata.

La serietà ed efficacia della nostra preparazione dipende dalla capacità del gruppo di assorbire le persone nuove e farle sciogliere letteralmente in esso e farle sentire come nel posto dove ognuno può essere inserito fisicamente, moralmente, materialmente e spiritualmente.

Dobbiamo inserirci nel gruppo come dei semi che in pratica spariscono mentre stanno crescendo e diventano “nulla e nessuno”. Dobbiamo consideraci una materia che origina una nuova entità qualitativa: il gruppo. Questo è ciò che significa la nostra crescita spirituale.

Dobbiamo misurare e valutare noi stessi in rapporto alla nostra crescita spirituale per quanto riguarda il nostro assorbimento nel gruppo. Pertanto, le nostre salite e discese, tutti i tipi di cambiamenti nei nostri capricci, sensazioni, comprensioni, e così via, devono essere percepiti non individualmente ma collettivamente.

Non importa quanto si sa, se uno può sentire spiritualmente, cosa capisce o realizza, o quanto profondamente conosce la materia di studio. Quelli non sono i limiti, ma le false idee di ciò che è la crescita spirituale, perché la crescita spirituale è misurata solo da una qualità e dalla misura della sua abilità a unirsi con gli altri.

E per questo la prima cosa che dobbiamo raggiungere è un livello zero, quando diventeremo come una goccia di sperma o un seme piantato nel terreno che diventa nulla.

In altre parole, tutto il nostro egoismo, la nostra intera vita, tutto ciò che è accaduto prima, non deve affatto essere considerato. Naturalmente, dobbiamo prenderci cura della nostra vita materiale. Sul piano materiale dobbiamo continuare ad essere la persona che eravamo prima, ma la cosa principale per noi è trasformarsi in una goccia di sperma che inizia la vita spirituale, lo sviluppo del feto. Dobbiamo visualizzarci in questo modo.

Soltanto quando uno ha sentito che ha appena raggiunto questo stato, continua ad aspirare ad esso, valutare se stesso soltanto tramite questo prisma, quando questo stato diventa lo scopo dell’uno, il sogno di uno, quando qualsiasi cosa che uno fa e si sforza allo scopo di raggiungere questo risultato, soltanto in quel momento uno si trova sulla strada giusta. Il resto dei presunti successi e dei risultati non sono più importanti di nessuno. Questa ricarica di base e rivalutazione di se stessi è il cambiamento che è più importante di qualsiasi altra cosa. Questo tipo di rivalutazione pone una persona proprio all’inizio della scala spirituale.

Così, quando uno diventa uno zero, cioè quando la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) accade, uno disegna una riga, e da questo momento in poi, il proprio apprezzamento per il gruppo e per l’ambiente continua ad incrementarsi. Una persona chiarisce se si pone soltanto all’interno del gruppo o se ne rappresenta la parte attiva che contribuisce pienamente ad esso ed è in grado di inserire i suoi amici e il gruppo intero come un elemento attivo non al di fuori del proprio passato, ma fuori dal proprio momento presente, quando uno lavora per gli altri come una madre per i suoi bambini, li serve e fa tutto ciò che può per l’ulteriore avanzamento.
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(Dal Congresso a San Pietroburgo 7.12.2013 Lezione 4)

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La vita eterna all’interno della connessione integrale

Dr.Michael LaitmanSiamo all’inizio della correzione della natura umana e della correzione del mondo. Il metodo di Abramo ci insegna che una persona deve salire oltre la sua natura e connettersi con gli altri in una forma tale in cui si crea un cerchio.

Se ognuno dovesse abbandonare se stesso e aderire al centro della connessione generale comune, con questo creeremmo un potere unico, un senso addizionale speciale. Come se indossassimo un paio di occhiali nuovi che consentissero di vedere il mondo tramite una visione integrale che non appartiene a me personalmente.

Nella vita normale siamo costruiti in modo tale che io vedo quello che è utile o dannoso per il mio desiderio di ricevere. E quello che non incide sul mio ego non mi riguarda, quindi non vedo, non sento, e non scopro questo.

Intorno a noi ci sono creazioni intere di sistemi e mondi, ma non li sentiamo. I nostri sensi di vista, udito, olfatto e tatto non percepiscono questa realtà, perché si trovano su un livello completamente diverso.

Però quando ci connettiamo insieme, ognuno con gli altri, acquisiamo il senso integrale condiviso di uno per tutti. Questo senso è chiamato la Neshama (anima). E cominciamo a sentire la vita in un’altra dimensione che non dipende dal corpo o dalla sua vita e dalla sua morte.

Acquisisco un senso integrale che non si trova nel mio corpo, invece, io mi trovo in esso! E così non fa nessuna differenza se il mio corpo vive o muore. Nulla fa differenza per me, per davvero sono salito ad un altro livello di esistenza.

All’inizio ci siamo sviluppati sul livello dell’immobile, e dopo di questo, il livello vegetale. Poi abbiamo raggiunto il livello dell’animato e stiamo vivendo in quel livello attraverso i nostri corpi. Ora dobbiamo salire al livello del parlante, ma non sappiamo ancora che cosa è questo livello. Però salire ad esso è possibile solo a condizione che tutti ci connettiamo e ci uniamo. Questo rende possibile per noi uscire da noi stessi e alzarci oltre i nostri corpi.

Allora la saggezza della Kabbalah parla della nostra connessione generale nel punto centrale del nostro rapporto. Questo è il modo in cui ognuno di noi acquisisce il sesto senso.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Primo Giorno 09.05.2014, Lezione 1)

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Una richiesta di ritornare per la Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Com’è possibile correggere la connessione negativa tra le persone in una connessione positiva?

Risposta: L’intero problema consiste nel come correggere una connessione negativa tra di noi in una positiva. Se riuscissimo a sistemare e determinare una connessione positiva, allora sentiremmo il potere superiore tra di noi, ed invece della realtà che sentiamo oggi, vedremmo una realtà completamente riempita di Luce e Dazione. Questo sarebbe la vita in un’altra dimensione spirituale.

Ma siamo frantumati rispetto a questa condizione di unione, siamo in una forma opposta. Tutto il nostro lavoro è andare dallo stato rotto a quello di interezza.

All’inizio della Creazioen era stato creato un vaso pieno di luce. Questo stato è detto il mondo dell’Infinito. Ma quelli che erano in questo mondo non percepivano la loro esistenza perché la Luce sopprime tutte le differenze e non lascia sentire nulla. Per questa ragione è stata creata la frantumazione e tutti in questo scoprono che non c’è più nessuna Luce. La Luce è scomparsa da questo mondo; è stata tolta ed il mondo è stato lasciato vuoto; Ed ora tutte le parti della creazione sono diventate egoiste; e l’ego si rivela tra di loro!

Dobbiamo portare la luce indietro in modo tale che riempia di nuovo il mondo. Questo è il nostro fine e questo indicherà la fine della correzione (Gmar Tikkun). Ma per via della differenza tra questi due stati, passiamo da uno stato negativo ad uno talmente positivo che ci permette di comprendere e sentire il potere superiore, il Creatore.

Nel primo stato eravamo stati soppressi, e non sentivamo noi stessi per nulla, eravamo completamente riempiti dalla Luce Superiore, come un alcolizzato che ha bevuto al punto di perdere la consapevolezza e che non capisce quello che gli sta succedendo. Adesso siamo nel secondo stato e stiamo iniziando a sentire quanto ci manca la Luce, quanto ci manca la giusta connessione tra di noi. Questa è la crisi che il mondo sta attraversando al momento. La luce è gradualmente scomparsa e ora stiamo sentendo che stiamo affondando nell’oscurità.

Ed il nostro prossimo stato è l’inizio della correzione dove portiamo la luce indietro sino al grado tale che le nostre anime saranno pronte ad accettarla ed ad attrarla nuovamente, sino al grado in cui chiederemo al Creatore di stare assieme a noi. Dobbiamo lasciare un posto per Lui, e per questo dobbiamo rimuovere l’ego che occupa tutto lo spazio vitale. E’ necessario sopprimerlo. Cosi tutti noi assieme entreremo nel centro del gruppo dove costruiremo relazioni gli uni con gli altri che sono come la Luce. E secondo questa somiglianza ed equivalenza, secondo la legge di equivalenza della forma tra la Luce ed il Vaso, la Luce ritorna nella nostra connessione. Tutto questo è molto semplice da capire ma incredibilmente difficile da fare.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per UNO” Secondo Giorno 10.05.2014, Lezione 2)

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L’umano è la parte interiore del sistema dei mondi

Dr. Michael LaitmanAll’inizio fu creato un grande vaso per mezzo delle quattro fasi della Luce Diretta, chiamato il mondo dell’Infinito. E poi questo mondo ha cominciato a estendersi verso il basso, fino al nostro mondo.

Prima di tutto, è apparso il mondo di Adam Kadmon dal mondo dell’Infinito, e dopo il mondo di Nekudim è stato creato, il quale è scomparso, è stato frantumato.

Dopo questa frantumazione dei mondi, ABYA (Atzilut, Beria, Yetzira, Assiya) fu creato e da essi nacque un sistema interno particolare, chiamato Adam HaRishon (Il Primo Uomo). I sistemi dei mondi si possono imparare dalle prime quindici sezioni del libro Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), e solo l’ultima, la sedicesima sezione parla dell’ Adam HaRishon in una forma molto limitata.

L’idea è che tutto ciò che succede con il sistema del mondo che si estende dall’alto verso basso, dopo succede anche con Adam HaRishon. Il sistema superiore si chiama il sistema dei mondi e la parte interiore si chiama Adam, un essere umano o Neshama (l’anima).

Il sistema di Adam HaRishon si evolve anche dall’alto verso il basso ed è frantumato come il mondo di Nekudim. Però noi stessi dobbiamo compiere la correzione di questo sistema intero, perché questo è il nostro lavoro.

Il sistema esterno dei mondi è già preparato, esiste e ci influisce, mentre dobbiamo correggere il sistema interno.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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Yeshivat Haverim
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In guerra con me stesso

Domanda: Ero costantemente in guerra con il Creatore e ho sempre sostenuto che esistevo soltanto io. E Lui, il buono e benevolo, mi permette di fare questo, e dopo che mi ha tolto tutto e mi ha portato al gruppo di Bnei Baruch.

Il fatto che ci sia un gruppo ed un insegnante è la prova che “Non c’è nessun altro tranne Lui.” Il Creatore mi insegna sempre ad annullare me stesso per quanto riguarda il gruppo e tutto ciò che ho lasciato è la paura e il timore che a causa di quest’annullamento potrei perdere l’azione chiamata “Io affretterò” (Achishena).

Risposta: Però è precisamente l’approccio verso il Creatore attraverso il gruppo che si chiama affrettare (Achishena).

Domanda: Allora perché sentiamo questa paura?

Risposta: Perché non siete in un patto, con il gruppo o con il Creatore. Non dovreste avere alcuna fede che cade nelle mani del gruppo, l’insegnante, e tanto più, il Creatore. Come si può annullare voi stessi se non avete una inclinazione come questa?

Domanda: Che significa che sento l’indicazione a non essere ancora pronto?

Risposta: L’indicazione cambia gradualmente, diventa più sottile, precisa, e stretta.

Il tempo sta scadendo, e tu hai bisogno di sentire per te stesso come stai avanzando in avanti. Stai mettendo te stesso nel modo giusto per quanto riguarda il gruppo o hai troppi pensieri filosofici che escono dalla tua mente egoistica? Non puoi avere fiducia in questo intelletto e fare affidamento su di esso; questo è impossibile.

Oggi, dovrai elevarti sopra di tutto all’interno di te stesso. La spiritualità è sul prossimo livello e tu vuoi salire verso essa usando i tuoi sentimenti e il tuo intelletto attuale. Non succederà.
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(Dalla Settimana dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Terzo Giorno 4.02.2014, Lezione 1)

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