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Passare la correzione al mondo

Baal HaSulam, “L’Arvut” (La garanzia mutua), [versione ridotta]: Ma la fine della correzione del mondo sarà nel portare tutte le persone del mondo sotto il Suo lavoro.

Infatti, il mondo sarà corretto quando raggiungerà la completa adesione con il Creatore. Questa fine è garantita.

Ma il ruolo di Israele verso il resto del mondo è simile al ruolo dei nostri Santi Padri verso la nazione di Israele: Inoltre, tocca alla nazione di Israele qualificarsi e a tutte le persone del mondo svilupparsi finché prendono su di se il sublime lavoro dell’amore degli altri, che è Dvekut con Lui. Quindi tutte e ogni Mitzva che compie ogni persona di Israele per portare contentezza al proprio Creatore, aiutano a un certo punto con lo sviluppo di tutte le persone del mondo, finché s’incrementa a tale grado che possa portare tutte le persone del mondo alla desiderata purezza “spostando l’equilibrio a virtù”.

La struttura generale della realtà è divisa in diversi livelli: gli antenati, i figli, Israele, e le persone del mondo.

Gli antenati, in base alla loro natura, agognavano il Creatore. Non avevano bisogno di essere popolo. Per loro era sufficiente essere un piccolo gruppo. Alcuni ce la facevano anche senza di esso, come Adam HaRishon, il primo Uomo, per esempio. Nel tempo di Abramo c’erano già dei gruppi, e i suoi studenti erano connessi come una famiglia. Comunque, era un lavoro personale e individuale.

Più tardi, dai tempi dell’esilio dall’ Egitto, era il turno dei figli. L’egoismo crebbe, e ora con esso richiedeva non un piccolo gruppo di persone, ma il popolo di Israele, che si corressero da sé con la Torà negli stati chiamati il deserto, la Terra di Israele, e il primo e secondo Tempio.

Poi le persone del mondo si unirono al processo con la parte frammentata di Israele che è incorporata in loro. Adesso siamo tutti insieme in questo livello, dovremmo fare la stessa cosa che i nostri Padri fecero per noi. Prima dobbiamo correggere noi stessi, e poi passare la correzione alle persone del mondo.

Dobbiamo ricordare che le persone del mondo non inizieranno a operare da se. Tutti gli altri che appartengono agli altri livelli, la parte frammentata di Israele e le persone del mondo mischiati a essa, si svegliano adesso verso la correzione. Le ultime dieci tribù perse, delle quali non sappiamo niente, sono anch’esse incorporate qui.

Quindi, le persone del mondo si avvicinano alla correzione da quelli che possono svegliarsi, quelli che hanno il punto spirituale accesso nel cuore. Non è il caso di sedersi e aspettare il risveglio generale delle persone del mondo. Non accadrà da sé, non adesso e non in futuro. È necessaria la nostra partecipazione: Correggiamo noi stessi e in base al nostro livello di correzione, la Luce passa a loro e grazie a essa sono corretti.

È una parte relativamente passiva dell’anima generale. È detto che le persone del mondo porteranno sulle loro spalle i figli di Israele a Gerusalemme, ma dobbiamo iniziare la correzione. Ci sono sempre due parti: la parte che corregge e la parte che è corretta dalle forze che vengono dall’Alto.

Senz’altro c’è bisogno di una grande preparazione per questo, che è fatta dalla divulgazione. Buona volontà passiva per ricevere aiuto e per fare parte del processo il più possibile è richiesto da coloro che sono corretti.

Ma la correzione in se viene dalle persone con il punto nel cuore che possono passare le forze necessarie attraverso di loro dall’alto verso il basso.

Quindi, non dovremmo aspettarci solamente “un risveglio dal basso”. Nemmeno le persone più sveglie e intelligenti riusciranno a farlo da se. Possono essere d’accordo fino a un certo punto, unirsi un poco al lavoro, ma passivamente.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011, “L’Arvut , la Garanzia Mutua)

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Prima della scalata critica

Tutte le correzioni sono eseguite secondo il principio “dalla più facile alla più difficile”, e questo è logico: all’inizio la luce corregge i vasi più puri, che le sono più vicini, e poi con il loro aiuto, passa a quelli più bassi e più complicati.

Ogni vaso ha cinque categorie, o Dieci Sefirot, in altre parole la struttura di HaVaYaH che si divide in cinque parti secondo l’Aviut (spessore) del vaso: dalla parte zero alla quattro.

Il vaso è diviso in modo speciale: più sono elevate le sue parti, più queste si sentono basse, mentre le parti basse, al contrario, hanno subito minori cambiamenti. Ora l’ordine inverso delle luci e dei vasi determina la via della correzione. I vasi sono corretti dalla Luce che ritorna alla sorgente o luce circostante (Ohr Makif) la quale è attivata dalla stabile ed invariabile legge della similitudine delle qualità.

I vasi sono corretti un passo alla volta. I vasi, che suscitano verso la correzione le loro stesse luci (“Luci” vasi di dazione) non hanno bisogno di alcun sistema particolare e nemmeno di alcuna istruzione speciale; sono tirati naturalmente verso l’unità sulla quale è costruita l’intera correzione. Questi vasi del grado zero e del primo grado dell’Aviut sono detti i “Progenitori”.

Nel mondo del conseguimento spirituale, i vasi di secondo e terzo grado dell’Aviut richiedono una correzione più metodica e sono chiamati i “Figli”.

Infine i vasi del quarto grado dell’Aviut, che non possono ancora essere corretti, sono detti “Le Nazioni del Mondo”.

Come scrive Baal HaSulam, i Progenitori hanno avuto la necessità di un’ “approvazione preliminare dell’intera nazione”. Le loro anime non erano né basse né separate tra di loro, per questo per loro è stato sufficiente capire il bisogno di unità senza dover fare il difficile lavoro dell’auto correzione con le Luci.

Ma i figli sono dei vasi più bassi, che lavorano con l’egoismo. Hanno ricevuto il metodo detto la “Torà,” che permette loro di correggersi, prima nei vasi di dazione (“Vagarono per quarant’anni nel deserto”), e poi nei vasi di ricezione (“La Terra di Isarele”), poi quando furono a capo della “Terra di Israele”, si sono rotti due volte perché sono caduti dal livello del primo e del secondo Tempio. In altre parole, hanno creato i vasi con l’intenzione altruistica, ma non sono stati capaci di trattenerli.

Poi i figli si sono uniti con le nazioni del mondo che non facevano parte di questo processo, ed oggi è giunto il tempo per una correzione comune. Di conseguenza, chi si ridesta verso l’ascesa è chiamato “Israele”, secondo la sua aspirazione verso il Creatore (Yashar-El). Nel Passato, i Progenitori chiamavano se stessi “Israele”, visto che erano usciti dalla Babilonia ed erano fuggiti nella terra di Canaan, in altre parole erano saliti dal grado di egoisti al grado di dazione. Poi sono caduti ancora nello stato dell’Egitto e poi ancora risaliti dalla dazione, essendo passati dal Monte Sinai ed avendo continuato le correzioni nel deserto e nella Terra di Israele.

Dpo la rottura finale, è scomparsa la nozione di “Israele”, visto che nessuno aveva l’intenzione per la dazione, eccetto i Kabbalisti isolati, che sono vissuti in ogni generazione, le ultime isole in un oceano di egoismo.

Ai giorni nostri, ogni persona che si desta verso la correzione, è detto “Israele”, secondo il desiderio che il Creatore ha acceso in lui, il suo ruolo futuro. E per ora gli altri rimangono nella categoria delle “nazioni del mondo” perché per il momento non vogliono o non sono in grado di sentire il messaggio dell’unità. Dopo migliaia di anni di incroci, tutti sono in teoria in grado di ascendere spiritualmente.

Questa è in breve la panoramica del processo. All’inizio il genere umano si trovava nello stato comune di “Babilonia”, e poi tale modo di essere si è diviso in due parti “Israele” e le “Nazioni del mondo”. Poi Israele è discesa in Egitto, ovvero ha acquisito un’inclinazione al male, e da lì dopo cento anni è riuscita ad ascendere al livello della Torà, ha costruito un Tempio al livello della sua personale fine della correzione.

Poi si è verificata una rottura ed i Figli di Israele sono caduti nei duemila anni di esilio, alla fine dei quali tutti noi arriveremo alla fine comune della correzione.

Il nostro semplice conto alla rovescia inizia nel punto di inizio della correzione, quando le qualità cadute di Binà si sono combinate alle qualità di Malchut. Chiunque si risveglia è pronto per il sentiero spirituale. La correzione avviene secondo il principio dal leggero al pesante, non per mezzo della Torà, che è il metodo delle generazioni passate, ma con l’aiuto della Saggezza della Kabbalah, che è in grado di portarci la Luce che ritorna alla sorgente (Ohr Makif), dalla fine della correzione. Ecco perché viene rivelata ai nostri giorni.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.11.2011, “L’Arvut (La Garanzia Mutua)”

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Amici inseparabili con i denti affilati

Domanda: Quale desiderio dovremmo rivelare quando ci connettiamo? Perché devo osservare i desideri di ricevere (AHP) se non sono in grado di usarli?

Risposta: Ognuno di noi è come una ruota dentellata e seghettata. I miei desideri di dazione, Galgalta ve Eynaim, sono dentro la ruota e i denti esterni sono i miei desideri di ricevere, AHP. Io mi connetto agli altri tramite questi desideri di ricevere.

Io desidero solo la dazione, Hafetz Hesed dentro il mio Galgalta ve Eynaim. In altre parole, non ho bisogno di nulla e non c’è nulla che io posso farci.

Il Galgalta ve Eynaim è la condizione della mia presenza nel sistema senza causare alcun danno. Io posseggo questa forza di resistenza contro il mio desiderio egoistico.

Il Galgalta ve Eynaim non sono solo piccoli desideri di una piccola forza (Aviut 0, 1, 2), ma sono i desideri che mostrano come posso provvedere a tutti i miei 620 desideri con un’intenzione con lo scopo di dazione, come Bina. Non lavoro con questi desideri e non desidero usarli per il mio bene.

Quando faccio un calcolo per il mio vaso intero, il desiderio, senza desiderare di ricevere per il mio bene, metto uno schermo di fronte a me, il Masach, e questo si riferisce all’essere all’interno del desiderio di dare, Galgalta ve Eynaim.

Questa non è una restrizione. Durante una restrizione, semplicemente rifiuto di ricevere e qui sento i miei 620 desideri e rispondo “no” ad ognuno, poiché preferisco unirmi al superiore. La connessione ed il gruppo, attraverso i quali raggiungerò il Creatore, sono più importanti per me. Comunque sento tutti questi desideri, e questo significa essere all’interno di Galgalta ve Eynaim.

Inoltre se posso lavorare con questi desideri e connettermi al superiore più fermamente, impiegare questi desideri per ricevere l’AHP, i denti, e usarli per aggrapparmi e connettermi a qualcuno, invece di  non intralciare semplicemente nessuno, significa che sto lavorando con i Kelim di ricevimento, l’AHP.

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(Da una Lezione del 23.12.2011, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Entrare nel sistema della dazione

Domanda: Quale sarà il sistema della dazione tra noi che vedremo una volta che ci sarà rivelato?

Risposta: Dovremmo vedere questo sistema tra noi adesso, dopo il congresso. Ogni persona deve vedere i punti nel cuore e capire che sebbene sia distante dagli altri, esiste una rete che connette i nostri cuori.

C’è una rete più interna, quella di tutti i nostri amici (ed al suo interno, il sistema più elevato di tutti i cabalisti del passato). Intorno vi è una rete più esterna: tutta l’umanità. I sistemi sono interconnessi e questa connessione non cambia ma è costante.  E’ stata danneggiata solo la nostra attitudine corretta.

Come diciamo nel nostro mondo, le relazioni si perdono, il che significa che erano buone e sono diventate cattive. Le relazioni esistono, ma si sono interrotte.

Dobbiamo scoprire il sistema nel quale siamo tutti connessi. È impossibile dividere queste connessioni o cambiarle, possono essere cambiate solo le relazioni all’interno delle connessioni e adesso dipende da noi il modo in cui scopriremo la vita all’interno di questo sistema.

Questo si riferisce a tutto il mondo. Per noi è un’azione interiore, la nostra divulgazione interna. In relazione al mondo è divulgazione esterna, quindi questi due sistemi cominceranno ad interagire.

L’uomo dovrebbe sentire internamente che è così e poi cominciare gradualmente a vedere che il nostro mondo è immaginario. Più l’uomo vede se stesso come parte di questo sistema e sente che ne dipende, più vedrà che tutto nella sua vita, anche nella sua vita esterna e fisica, al lavoro per esempio, dipende dall’intensità del suo sforzo in questo sistema.

Poi, tutte le azioni fisiche, le forme fisiche e tutto il mondo che vedete intorno a voi diventerà gradualmente un qualche tipo di forma esterna montata, come un burattino che si muove perché il burattinaio gioca con lui come se fosse vivo.

Invece che persone, vedrete semplicemente la loro connessione con il sistema generale. Capirete cosa le motiva, quali segnali ricevono dal sistema e la loro relativa reazione. Vedrete che in ognuno c’è la sua connessione con il resto del sistema che opera, e nient’altro che questo. Voi realizzerete che il corpo che riveste questa connessione è come un alone, una nuvola che non ha un’essenza indipendente.

Finché non vediamo questo sistema, ci vengono mostrati tutti questi corpi e questo mondo per dimostrarci che qualcosa esiste e ci da il libero arbitrio di penetrarlo, di cominciare a vivere nel vero mondo. È questo quello in cui dobbiamo entrare adesso.

Il congresso ci ha dato il punto di connessione con questo sistema e noi dobbiamo restarvi aggrappati in modo da poter cominciare a vederne il sistema. Questo è il nostro obbligo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25 Dicembre 2011, Gli Scritti del Rabash)

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La natura trionferà a qualunque costo

Domanda: Per quale motivo è detto che la nostra generazione è la più egoista? A me sembra che di non avere alcun egoismo perché abbiamo perso il desiderio per le cose. Non vogliamo più niente.

Risposta: La nostra generazione è la più egoista. Quando abbiamo iniziato il nostro sviluppo migliaia di anni fa, non avevamo egoismo. Adesso non sentiamo più l’egoismo poiché è finito all’incirca negli anni sessanta.

Sentiamo che l’egoismo è arrivato alla fine perché ha smesso di cambiare. Adesso viviamo con il pilota automatico senza il desiderio e l’entusiasmo delle generazioni precedenti. Dove sono i programmi di esplorazione spaziale e le scoperte scientifiche che ci hanno ispirato nel passato? Tutto questo è arrivato alla fine.

Tuttavia, questo non significa che non ci sia l’egoismo; semplicemente siamo arrivati al culmine. Non poteva svilupparsi ulteriormente nella sua forma precedente, quindi sta diventando globale. In precedenza l’egoismo era individuale, un impulso dentro ogni uomo.

Adesso sta diventando globale e abbiamo smesso completamente di sentirlo. Non devo correre dietro a niente perché il mio egoismo non è attirato da niente. Le persone sono contente delle loro vite animali finché nessuno li disturba. Non aspirano più a mete più elevate perché l’egoismo ha fermato il loro sviluppo.

Inoltre le cose si sono complicate all’improvviso poiché la globalizzazione rivela che siamo tutti collegati. In passato le persone non ci pensavano, semplicemente volevano essere lasciate in pace. È come se il mondo fosse in un sonno profondo w all’improvviso emergesse questo mondo integrale, dove siamo tutti interconnessi e questo ci impedisce di addormentarci.

Che cosa volevamo in quello stato di sonno? Volevamo di tutto in quantità: cibo, sesso, famiglia, soldi, onori, potere e sapienza e un telefono cellulare con le funzioni più innovative. Non cercavamo delle cose esaltanti, ma volevamo essere soddisfatti. Semplicemente non eravamo pronti per cercare e lottare per le cose, volevamo che le cose venissero a noi.

Tuttavia, per svegliarci da questo sonno, ci è stato mostrato questo mondo globale, e siamo forzati a svegliarci, e qui sorge un altro problema che il mondo non capisce ancora; il mondo vede questo nuovo fenomeno, ma non realizza che questo stato sia inevitabile e che dobbiamo esserne parte.

Siamo d’accordo di dover stabilire connessioni internazionali e culturali, così come le connessioni bancarie, commerciali e agrarie. Comunque quello che non capiamo è che dobbiamo creare connessioni tra di noi. Questa crisi ha lo scopo di portare questo messaggio a ognuno di noi e la nostra connessione deve essere interiore e non attraverso le banche, le industrie e gli altri sistemi esterni.

Sono le persone che devono riunirsi in una rete singola. La natura sta svegliando il bisogno della responsabilità reciproca attraverso la crisi, anche se ancora non lo comprendiamo. La natura ci sta costringendo ad arrivare a questo stato, com’è scritto: “Puoi arrivare a questo stato di tua volontà (nel percorso della Luce e della correzione) o questo sarà il suolo del tuo funerale”.

Vedrete che cosa succederà, la natura trionferà a qualunque costo.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Quando tutto il mondo chiederà

Domanda: In base alle profezie dei Kabbalisti, quando accadrà che la maggioranza della nazione di Israele inizierà a studiare la Saggezza della Kabbalah?

Risposta: Accadrà quando il mondo intero lo chiederà. Israele non si può risvegliare se il mondo non lo chiede, perché Israele non ha alcun bisogno di risvegliarsi a meno che non lo faccia per mettersi in funzione del mondo intero.

Questa è la ragione per cui noi, coloro che mantengono in vita il metodo e che sono consapevoli di ciò che sta succedendo, dobbiamo divulgare la Saggezza della Kabbalah il più velocemente possibile a tutto il mondo ed in tutti i modi, sia che citiamo la “Kabbalah” oppure no.

Dobbiamo spiegare i nostri stati, la correzione, e cosa possiamo conseguire attraverso le correzioni. Tutto questo risveglierà gli uomini e darà loro la capacità di capire come correggere la crisi e, come conseguenza di tutto questo, come è scritto nel libro dei Profeti: “Le Nazioni porteranno Israele nelle loro mani per costruire il Tempio”.

Senza questa pressione non ci sarà alcun progresso: la nazione di Israele non ne sentirà alcun bisogno. Prima delle dieci piaghe d’Egitto, l’uomo non poteva liberarsi dall’Egitto, ma noi abbiamo l’opportunità di convertire questa pressione da sofferenza ordinaria in sofferenza d’amore, che si ha quando si desidera ardentemente qualcosa che non si possiede.

Ma in ogni caso ci deve essere la pressione. La guerra alla fine dei tempi dovrà avvenire per farci nascere al livello successivo. Ma noi possiamo provocare i dolori del parto e la nascita per mezzo del nostro desiderio di uscire da questo mondo invece che attraverso i veri dolori del parto: guerre e sofferenze in tutto il mondo.

I profeti ci parlano dei colpi che ci aspettano da parte della natura, ma allo stesso tempo, abbiamo la Saggezza della Kabbalah per farci accettare questi colpi come l’aiuto necessario  per nascere.

Nel momento in cui mi connetto allo scopo, i colpi diventano un rimedio e non li sento più come dei colpi. Devo comunque attraversare tutte le forze e tutti gli stati, però se cambierò la mia comprensione e il mio atteggiamento verso questi colpi, li attraverserò con gioia.

Affronterò tutto consapevolmente, vedrò lo scopo e desidererò questi colpi; è come se stessi facendo nascere me stesso.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011 Lo studio delle dieci Sefirot)

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All’interno di un sistema unificato

Domanda: Se tutte le donne del gruppo mondiale si preoccupassero   dell’avanzamento degli uomini, sarebbero capaci d’influenzare integralmente i pensieri di tutto il mondo?

Risposta: Senz’altro, perché siamo parte del mondo, al quale siamo connessi  globalmente e integralmente da milioni di reti, che lo vogliamo o no.

L’intero sistema della creazione è così legato che ogni pensiero, ogni desiderio, è parte di questo sistema. Non si danno degli ordini per influenzare o no. Tutto nella nostra interiorità, tutti i nostri pensieri e desideri, i nostri cuori e le nostre menti si trovano in questo sistema, perciò senza dubbio, essendo una  parte interiore forte, influenziamo fortemente tutto il mondo esteriore.

Specialmente adesso che stiamo per raggiungere il mondo superiore, diventeremo migliaia di volte più forti di tutti quanti, quindi la stessa bontà, cooperazione, interesse e reciprocità permeeranno gradualmente il resto del mondo e tutte le persone ne sentiranno il bisogno. Inizieranno a capire che la natura è fatta in tal modo da essere tutti interconnessi e dovremmo unirci attraverso le forze positive, i pensieri e i desideri positivi.
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(Dalla serie di lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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La fine di un’illusione o il cambio di un paradigma

Tutto quello che riveliamo oggi nel nostro mondo si presenta sotto la forma corrotta della connessione che esiste tra di noi. In realtà non ci sono macchine, case o i livelli della natura, inanimata, vegetale ed animata, non ci sono uomini: non esiste niente di tutto questo.

Ci sono solo le cinque fasi dentro l’anima e le sue connessioni con le altre anime, e queste connessioni sono corrotte. Queste connessioni distorte danno al mondo la forma corrotta che vediamo, e poiché il mondo non può esistere in questa forma (poiché in definitiva è corretto), viene definito come un mondo artificiale, che per il momento esiste nelle qualità non corrette.

Non appena incominciamo a correggerlo, vediamo immediatamente un mondo ed uno stato corretto invece di un mondo e di uno stato non corretto, fino a quando non diventa il mondo dell’Infinito dove non ci sono limiti alla diffusione della Luce e tutto è corretto.

Alla fine o siamo dentro l’unica struttura dell’anima collettiva, o ci siamo come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi interconnessi. Quando questa struttura è unita, la chiamiamo infinito, completezza, questo è l’Infinito. E quando si presenta come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi e non viene percepita come un insieme, questa struttura la chiamiamo “mondo”, un certo livello di occultamento dell’Infinito. In sostanza vediamo sempre lo stesso Infinito, ma con una minore nitidezza e in una forma che è peggiore. Questi sono i mondi, i mondi dell’occultamento, ma vediamo sempre e solamente la connessione tra di noi.

Nel nostro mondo costruiamo delle cose diverse apparentemente artificiali: case, macchine e così via, e tutte queste cose sono anch’esse forme di connessione tra di noi. Al fine di aggiustare la separazione, la distanza, e la spaccatura tra di noi, dobbiamo costruire delle diverse connessioni artificiali. Invece di correggerci, siamo assorbiti con tutto ciò che riguarda l’esteriorità, e questa è la ragione per cui, da una parte, il nostro mondo si presenta sempre più corrotto e, dall’altra, straripa di cose che non servono.

Se avessimo l’intenzione di correggerci, non avremmo bisogno di tutta questa tecnologia, ma dobbiamo vivere in questo mondo nel modo in cui è organizzato per rivelare il fine, la spaccatura, la crisi e la mancanza di scopo che vi è e quindi prendere la direzione della correzione interiore. Questa è la rivoluzione che sta avvenendo nella nostra generazione, il cambiamento del paradigma.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

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La destra avvicina e la sinistra respinge

È scritto: “Non c’è nessuno tranne Lui”, che significa che non c’è altra forza nel mondo (non c’è altro potere, oltre la sola Forza Superiore, né nelle più piccole azioni, né nell’intero universo in generale), che abbia la capacità di fare qualcosa contro di Lui. E quello che l’uomo vede, che ci sono cose nel mondo che negano la Più Alta Sovranità (il potere del Creatore su di me), la ragione è che questo è il Suo volere.

Noi ci confondiamo quando presumibilmente pensiamo che a prendere decisioni ci siano amici, un gruppo, della gente, un grande mondo con i suoi presunti “governanti” e persino io. La Forza Superiore desidera che io la pensi in questo modo, che pensi di controllare le cose e che ci siano altre persone ed un altro potere a parte Lui.

Ed è considerata una correzione, chiamata “la sinistra respinge e la destra avvicina”, il che significa che quello che la sinistra respinge è considerata correzione. In altre parole, anche le cose che ci appaiono cattive, il rifiuto della spiritualità, del cammino e del gruppo, quando mi dimentico dello scopo e non lo voglio, quando penso che il gruppo non mi voglia, tutti questi problemi vengono solo da una forza, che regna su tutto, non importa se io lo veda oppure no. Il Creatore controlla il mondo esterno ed il mio interno, tutti i miei pensieri e i desideri.

Io voglio avanzare, unirmi ad un gruppo e attraverso il quale raggiungere la Forza Superiore, voglio rivelarlo, aderire ai miei amici e rivelare con loro la Luce Superiore, la qualità della dazione; ma anche quando mi sforzo per farlo nella forma più diretta e sincera, con tutto il mio cuore, sperimento ancora le discese e la confusione nel punto più sincero, che raramente riesco a raggiungere attraverso il duro lavoro. All’improvviso cado dal mio cammino vero e diretto.

Lo potrei capire se andassi nella direzione sbagliata e fossi riportato al cammino diretto, ma no, devio e cado quando sono già nel cammino vero e diretto.

L’uomo viene spinto lontano dallo scopo e dal gruppo, all’improvviso si confonde e perde il desiderio. Pensa che i suoi amici non siano buoni, il cammino sia sbagliato e tutto il sistema non funzioni, e non è chiaro chi abbia mai raggiunto il mondo spirituale; ma è questo genere di rifiuto che lo aiuta ad acquisire un desiderio assoluto. La prossima…

Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Proprio adesso ho un piccolo desiderio per la spiritualità, ma non sento che non è abbastanza. Tutti pensano che il loro cuore stia per esplodere e che siano pronti a tutto! Ma in realtà, per raggiungere il potere spirituale, abbiamo bisogno di una pressione interiore, di un desiderio interiore e di una sete molto più forti.

E noi veniamo respinti per incrementare la nostra aspirazione verso il livello sufficiente, per acquisire un desiderio completo e capire che non c’è niente che possiamo fare senza l’aiuto del Creatore.

Abbiamo bisogno di raggiungere uno stato nel quale il nostro grido passi attraverso la nostra unità, la nostra connessione e sia diretto al Creatore, con la richiesta di una forza superiore, la Luce che riporti alla fonte, la forza comune della dazione, che avvolge tutta la natura e ci aiuti! Lascio correggere la mia sola parte egoistica nella natura e la tiro in avanti.

In altro modo vedo di essere condannato, in altre parole devo raggiungere uno stato nel quale vedo di aver fatto il massimo che avrei potuto fare per il bene della mia connessione nel gruppo, di aver messo tutto il mio sforzo nel raggiungimento dell’unità, della connessione con gli amici, quelli con i quali io volevo raggiungere una connessione con il Creatore, rivelare il potere della dazione, in modo che regnasse in noi e ci riempisse con questa unica qualità.

E qui manchiamo di un grido comune verso il Creatore, la forza superiore. Noi dobbiamo sentirci persi in modo tale da essere sufficienteche un nostro solo grido; ma deve realmente provenire da uno stato di disperazione, quando vediamo che non raggiungeremo mai il successo senza il Suo aiuto.

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(Dalla 4° lezione del Congresso Mondiale Arvut del 7 Dicembre 2011)

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Pazienza e tutto arriverà

Domanda: Dove posso prendere la forza per annullarmi davanti al gruppo in modo che ognuno si senta più piccolo rispetto agli altri?

Risposta: Se il gruppo si sviluppa correttamente e passa da uno stato all’altro, allora tutto il gruppo sarà nello stesso stato, completando gli altri. Di conseguenza, l’intero gruppo avanza.

Anche se alcuni degli amici possono sentirsi in discesa e alcuni in salita, e una parte percepisce con la mente e un’altra parte con le sensazioni, ma tutti insieme si stanno muovendo in avanti. Tutto questo richiede pazienza. Il timore spirituale comporta la volontà di resistere e perseverare. Abbiamo bisogno di capire che l’uomo non puo’ eseguire le azioni da solo, ma soltanto richiederle.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011)

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