Perché non dovremmo avere paura di ammettere la nostra natura egoistica?
Le persone sono spesso affascinate da coloro che dicono apertamente ciò che tutti gli altri hanno paura di ammettere. Quando qualcuno dichiara che è la vanità a guidarlo, che si preoccupa principalmente della propria opinione o che usa gli altri per il proprio vantaggio, potremmo rimanere scioccati da tali affermazioni. Eppure, allo stesso tempo, c’è qualcosa di rinfrescante nella loro sincerità.
Prendiamo, per esempio, il famoso stilista Karl Lagerfeld, che riuscì a creare una propria immagine nel mondo della moda. Ha pronunciato diverse affermazioni molto celebri e decisamente egoistiche, come: «Sono una specie di vampiro, che succhia il sangue degli altri» (The Observer Magazine). «La vanità è la cosa più salutare nella vita» (BBC). «Odio le conversazioni intellettuali con gli intellettuali perché mi interessa soltanto la mia opinione» (Vice).
Perché? Perché la nostra natura è l’egoismo, cioè il desiderio di trarre piacere a spese degli altri e della natura.
Non dovremmo nascondere questo fatto a noi stessi. Il desiderio di elevarci al di sopra degli altri, di avere successo, di essere rispettati e di sentirci più importanti è profondamente radicato nella natura umana. Che cosa chiamiamo generalmente successo in questo mondo? In un modo o nell’altro, è il soddisfacimento della nostra vanità, la sensazione di aver raggiunto qualcosa, di esserci distinti o di esserci elevati al di sopra degli altri.
Non c’è motivo di fingere che questa natura non esista. Al contrario, riconoscerla è un passo essenziale nel nostro sviluppo.
La saggezza della Kabbalah non ci insegna a chiudere gli occhi di fronte all’egoismo o a ricoprirlo di belle parole. Dobbiamo rivelarlo nel modo più chiaro possibile. Alla fine, dobbiamo essere in grado di guardarci onestamente e dire: «Questa è la mia natura».
Questo viene chiamato «riconoscimento del male». In altre parole, significa riconoscere che ogni nostro desiderio è rivolto verso noi stessi, esclusivamente a beneficio personale.
Senza rivelare il male dentro di noi, non possiamo comprendere che cosa sia veramente il bene. Il bene e il male devono essere rivelati in relazione l’uno all’altro. Solo quando vediamo chiaramente le qualità egoistiche che operano dentro di noi possiamo cominciare a comprendere quale dovrebbe essere la loro forma corretta.
È come scoprire che un bellissimo abito è stato rivoltato al rovescio. Guardandolo, tutto appare rozzo, strano e sbagliato. Ma poi ci rendiamo conto che non dobbiamo distruggere l’abito. Dobbiamo semplicemente rivoltarlo nel modo giusto.
Lo stesso vale per la natura umana.
Non dobbiamo distruggere i nostri desideri egoistici. Dobbiamo rivelarli e poi imparare a utilizzarli correttamente. Per questo è scritto: «L’amore copre tutte le trasgressioni».
Le trasgressioni non scompaiono. L’amore non le cancella. Piuttosto, l’intera natura egoistica che è stata rivelata diventa la base sulla quale può essere costruito l’amore.
Pertanto, la verità deve venire prima di tutto. Non otteniamo nulla mascherando la nostra natura con espressioni educate, allusioni vaghe e belle apparenze. Se riveliamo sinceramente ciò che esiste dentro di noi, allora finalmente abbiamo qualcosa di reale da correggere.
Solo dopo che le trasgressioni sono state rivelate possiamo comprendere la necessità che l’amore le ricopra.
Questo è il corretto rapporto tra bene e male: non distruggere l’uno a favore dell’altro, ma permettere a entrambi di esistere insieme, con l’amore che si eleva al di sopra dell’egoismo e lo ricopre. È così che persino il male dentro di noi contribuisce allo sviluppo dell’amore.
Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 3 marzo 2025.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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