Cosa significa per te la Pasqua (Pesach)?
Non esiste per noi uno stato interiore più importante o più elevato della Pasqua (Pesach). Essa segna una rivoluzione interiore che avviene dentro la persona, in cui riceviamo la forza della dazione e della connessione, che non possediamo fin dall’inizio. Tutti noi nasciamo e ci sviluppiamo con un desiderio di ricevere solo per noi stessi e quando arriva in noi una nuova forza, la forza della dazione, iniziamo a comprendere che sta avvenendo una rivoluzione interiore, che siamo davvero capaci di elevarci al di sopra di noi stessi, di connetterci gli uni con gli altri e di dedicarci agli altri. Questo è, in sostanza, ciò che è Pesach: un esodo dal dominio del desiderio di ricevere, chiamato “Egitto”, al desiderio di dare, chiamato “Terra d’Israele”.
Questo esodo è piuttosto complesso. Dobbiamo rimanere sotto il controllo del desiderio di ricevere per molto tempo, per prenderne consapevolezza, per capire che non siamo capaci di uscirne da soli. Solo dopo aver provato, compiendo varie azioni per liberarci, pregando, chiedendo e cercando, arriviamo infine ad accettare che vogliamo connetterci con gli amici, che abbiamo bisogno di una società alla quale possiamo dedicarci, attraverso la quale possiamo ricevere la forza della dazione. Di conseguenza, possiamo elevarci al di sopra del nostro ego verso un desiderio che è interamente rivolto a dare all’esterno, oltre noi stessi, attraverso gli altri e verso la forza dell’amore, della dazione e della connessione che è il Creatore.
Nella misura in cui immaginiamo questa transizione, visualizzando questa rivoluzione che deve avvenire dentro di noi, facciamo progredire il nostro sviluppo spirituale e accorciamo il nostro cammino spirituale. Questo è, in effetti, lo scopo della nostra vita, poiché non esiste altro beneficio alla nostra esistenza. Nasciamo per ricevere, viviamo per ricevere in ogni occasione e moriamo per ricevere. A meno che, durante il nostro tempo in questo mondo, non attraversiamo questa trasformazione, questo passaggio e questa rivoluzione interiore, in cui improvvisamente sentiamo che, dal desiderio di ricevere, in cui pensiamo solo a noi stessi, diventiamo capaci di pensare agli altri come a noi stessi. Vale a dire, uscire dall’intenzione di ricevere, smettere di essere centrati su noi stessi e iniziare a essere orientati verso gli altri.
Questa realtà è al di sopra della natura; per quanto ci sforziamo, non possiamo davvero immaginarla. Ma quando arriva, comprendiamo immediatamente che è ciò che i Kabbalisti intendono con l’esodo dall’esilio alla libertà. Questa forza che riceviamo, la capacità di pensare agli altri, di fare valutazioni per il bene degli altri e dell’intero mondo al di fuori di noi, è chiamata “forza della fede”, “forza della dazione” e “forza del Creatore”.
Nella misura in cui la attendiamo, avviciniamo a noi questa forza, finché alla fine si riveste dentro di noi e allora ci sentiremo esistere in qualcosa di completamente diverso da tutto ciò che abbiamo provato prima. Speriamo che questo accada a ciascuno di noi e a tutti noi insieme.
Basato sulla lezione quotidiana di Kabbalah tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 6 aprile 2023.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Laitman.it commenti RSS Feed
Metti "Mi Piace" sulla Pagina Facebook
Iscriviti al canale Youtube
Seguimi su Twitter
