Padri in affitto

Commento: In Giappone si è presentato il caso di una bambina cresciuta in una famiglia monoparentale. Dopo aver iniziato la scuola, si è chiusa in se stessa. Si è scoperto che era vittima di bullismo perché i compagni di classe la prendevano in giro in quanto non aveva un padre.

La madre era profondamente preoccupata. Gli insegnanti non erano di nessun aiuto e allora si è rivolta ad un’agenzia che fornisce servizi tipo “affitta un eroe”. La madre scelse un candidato: un uomo gentile, ottimista e premuroso. In quanto attore, l’uomo assunse in pieno il ruolo di padre della bambina e l’ha portato avanti per 10 anni.

Durante i fine settimana andavano al cinema, al parco, a fare passeggiate, parlavano insieme e l’uomo partecipava anche agli incontri tra genitori e insegnanti. Nel corso del tempo, diventava sempre più chiaro che la ragazza, prima timida e chiusa, sbocciava e diveniva più sicura di sé.

Così emerse una nuova tendenza: i “padri in affitto” , falsi padri che, assumendo tale ruolo, forniscono sia ai bambini che agli adulti un senso di sicurezza e un ambiente di sostegno.
La mia risposta: Comprendiamo quanto questo sia importante per un bambino. Allo stesso tempo, può anche essere profondamente significativo per la donna, la madre di quel bambino.

È interessante notare che queste relazioni a volte possono essere più profonde e più strette dei legami familiari naturali. Quando qualcosa è “tuo”, spesso può portare all’autocompiacimento e alla negligenza. Chi presta davvero attenzione all’altro? Torni a casa, ti togli le scarpe, ti siedi al tavolo o sulla tua sedia preferita e la vita continua.

Ma qui, la distanza emotiva favorisce una vicinanza speciale, che non è solo monitorata, ma attivamente nutrita e rafforzata. Questa dinamica può essere molto più significativa delle relazioni in un tipico matrimonio.

Di conseguenza, tra loro può svilupparsi un rapporto molto interessante, non intimo, ma di sostegno puramente interiore, proprio per il fatto che non sono marito e moglie, ma semplicemente “collaboratori” per creare un rapporto familiare speciale.

Commento:Il finto padre ha detto alla ragazza di amarla, anche se dentro di sé capiva che si trattava di un conflitto, che in realtà non era così. Ma ciò che le ha detto emotivamente, essendo coinvolto in questo stato, ha aiutato non solo la loro relazione, ma anche lo sviluppo della bambina.

La mia risposta: Abbiamo il diritto di trattare così un bambino? Di mentirgli?

Commento: Sì, perché le conseguenze possono variare. Ha detto: “Sono passati dieci anni e capisco cosa potrebbe accadere se la verità venisse a galla. L’80% di me crede che la ragazza sarà grata per tutte le cure e le attenzioni che le ho prestato. Il 20% di me teme che si sentirà devastata, persa e distrutta”.

La mia risposta: Deve restare con lei finché non si sposa e viene “sostituito” da suo marito. Deve sostenerla finché non avrà un altro uomo nella sua vita perché, al momento, sta ricoprendo i ruoli di padre, uomo e marito: tutto. Non può semplicemente lasciarla.

Commento: Esiste un’altra tendenza secondo cui gli uomini anziani vengono assunti come tutori. Sono invitati ad accompagnare i giovani perché possano trasmettere esperienza e saggezza.

La mia risposta: Sono d’accordo. È qualcosa di cui la nostra società ha bisogno perché nessuno durante l’infanzia riceve una guida adeguata dai propri genitori. Questa è una metodologia, una filosofia di accettazione della vita e il corretto adattamento ad essa. I bambini moderni non hanno questa possibilità. Non hanno alcuna fonte né dalla televisione, né dai computer, né dalla scuola, né da nessun altro.

Domanda: Quali istituzioni dovrebbero aiutare una persona a diventare un individuo a tutto tondo?

Risposta: Hanno bisogno di un programma educativo chiaro e coerente condotto da insegnanti, mentori ed educatori capaci.
Quando la famiglia, la società, il gruppo dei coetanei e i media lavorano tutti in armonia, solo allora una persona può essere educata correttamente.

Domanda: Quali valori dovrebbero infondere?

Risposta: Il giusto comportamento all’interno del “branco umano”. Idealmente, questo dovrebbe essere insegnato a livello istintivo.

Domanda: Quali regole dovrebbero esistere in un “branco umano”?

Risposta: Homo homini lupus est, “l’uomo è un lupo per l’uomo”, solo il contrario.

Insegnare alle persone a vivere come un branco in cui tutti si sostengono a vicenda e comprendono l’importanza di ogni individuo. Ciascuna persona porta con sé una responsabilità sociale o familiare che la rende significativa. I lupi, ad esempio, vivono eccezionalmente bene all’interno dei loro branchi.

Domanda: Potremmo concludere dicendo: “Sii lupo per essere un umano”?

Risposta: Sì, essere un lupo è fantastico; sapresti come comportarti in branco. È una dinamica meravigliosa in cui c’è una chiara gerarchia, i genitori al vertice, i figli al livello inferiore, i nipoti al livello più basso e così via. Ma tutti si prendono cura gli uni degli altri, dal basso verso l’alto.

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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 22/12/18

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