Qual è il significato interiore degli eventi che si svolgono durante un matrimonio ebraico?
In un matrimonio ebraico, gli sposi si uniscono in matrimonio sotto il baldacchino nuziale (Chuppah). Questo baldacchino simboleggia l’unione tra lo sposo e la sposa. L’unica copertura sopra di loro, insieme agli altri elementi della cerimonia, rappresenta l’aspirazione all’unità.
La rottura del bicchiere allude al fatto che, inizialmente, non possediamo un recipiente comune, perché per natura siamo ciascuno frammentato, egoista e connesso soltanto a noi stessi. Eppure desideriamo crescere. Desideriamo elevarci insieme al di sopra dei limiti dell’egoismo e costruire un legame reciproco fondato sull’amore.
Lungo il cammino sorgeranno certamente delle difficoltà, ma ci impegniamo a coprire tutto con l’amore, come è scritto: «L’amore copre ogni colpa» (Proverbi 10:12).
Sotto il baldacchino nuziale, la Chuppah, viene recitato il versetto: «Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra», a indicare che l’unione tra lo sposo e la sposa simboleggia l’unità del popolo. Il nostro desiderio è ricongiungere il popolo d’Israele nella Terra d’Israele e fare di Gerusalemme la capitale dell’amore.
Il significato interiore di tutto questo è che desideriamo unire tutte le persone che custodiscono il desiderio che la forza dell’amore e della dazione dimori nella società; che esse si connettano attraverso questo desiderio comune e che lo trasformino nel canale attraverso il quale la forza superiore dell’amore e della dazione possa entrare nelle relazioni umane. Ciò dipende dalla nostra capacità di costruire, tra i nostri cuori, un luogo in cui possa rivelarsi la forza interiore della natura, le cui qualità sono l’amore, la dazione e la connessione. Questo è il significato del detto: «Quando un uomo e una donna sono meritevoli, la Presenza Divina dimora tra loro.»
La più grande benedizione per una giovane coppia è imparare a cedere l’uno all’altra. Due egoisti sono come l’olio e l’acqua: per natura si respingono. Solo quando ciascuno è disposto a fare un passo indietro, almeno in parte, per il bene dell’altro, possono realmente unirsi.
Una famiglia si costruisce attraverso la reciproca capacità di cedere. Ognuno deve imparare a fare spazio nel proprio cuore all’altro. Solo così è possibile entrare gradualmente sempre più profondamente nel mondo dell’altro, creando uno spazio comune nel quale i due diventano veramente uno.
Questo processo è tuttavia molto complesso, come dimostra chiaramente il crescente numero di divorzi. Non ci viene insegnato che cosa significhi realmente connettersi, che cosa voglia dire cedere, perché sia necessario e quali benefici possa offrire una relazione sana. Inoltre, le giovani coppie ricevono spesso un sostegno molto limitato da parte della società, sia prima sia dopo il matrimonio.
In un modo o nell’altro, arriveremo infine a comprendere che non abbiamo altra scelta se non imparare a connetterci positivamente gli uni con gli altri: nel matrimonio, nella società e nell’intera umanità. In un mondo sempre più interconnesso siamo tutti sulla stessa barca e, se non impareremo a creare relazioni armoniose, correremo il rischio di affondare insieme.
Basato su “Nuova Vita 167 – Cerimonie – Matrimoni” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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