In che modo l’automazione e l’intelligenza artificiale trasformeranno il futuro del lavoro?

Non c’è dubbio che lo sviluppo tecnologico abbia trasformato l’umanità. Ci ha avvicinati, resi più simili e più interconnessi.

Gradualmente si è formata una cultura internazionale, ormai accettata quasi ovunque nel mondo. In America, Europa e Asia troviamo gli stessi hotel turistici, le catene globali si sono diffuse in tutto il pianeta e le università insegnano materie simili. I canali di informazione riportano le stesse notizie internazionali. Organizzazioni e aziende hanno aperto filiali in diversi continenti.

Il mondo è diventato “rotondo”, ovvero l’umanità è diventata un’unica società interconnessa e integrata. In una società di questo tipo, se si verifica un cambiamento in una parte del mondo, l’intero sistema ne risente. Ad esempio, se una grande multinazionale fallisce, le sue filiali nei diversi paesi chiudono, si innescano reazioni a catena e molte persone in tutto il mondo ne soffrono. In questo modo scopriamo che siamo tutti interconnessi e dipendenti gli uni dagli altri.

Guardando al futuro, gli esperti prevedono che, con il continuo sviluppo tecnologico, sempre più persone saranno escluse dal mercato del lavoro. Inoltre, la crisi ecologica ci costringerà a ridurre l’industria e i consumi superflui.

Una simile realtà potrebbe lasciare miliardi di persone incapaci di guadagnarsi da vivere. Ciò richiederà un cambiamento del modello socio-economico e la garanzia che ogni persona e ogni famiglia nel mondo abbiano accesso ai propri bisogni primari: alloggio, vestiario, cibo, acqua, elettricità, gas e tutti gli altri beni essenziali per una vita normale. L’impegno principale del ventunesimo secolo sarà quello di costruire sistemi e organizzazioni globali in grado di fornire questi beni di prima necessità. Il concetto chiave sarà quello di “servizio”.

Oltre a garantire i bisogni primari di ogni persona, dovremo anche impegnarci a fondo per rimodellare l’istruzione e la cultura. Bisognerà costruire un ambiente globale positivo, supportato da sistemi di comunicazione potenziati. Il loro ruolo sarà quello di connettere le persone anziché dividerle e di creare un’atmosfera socio-educativa che incoraggi ogni individuo a costruire buoni rapporti con l’ambiente circostante.

Per quanto riguarda l’occupazione, è chiaro che se le persone restano a casa senza svolgere attività significative, sorgeranno seri problemi. Pertanto, sarà necessario istituire enti simili alle università per fornire a ogni persona un percorso e una struttura per lo sviluppo. La partecipazione a questi percorsi durante il giorno sarà una condizione necessaria per ricevere il sostegno economico di base dallo Stato. Questi diversi percorsi includeranno anche diverse ore di lavoro in settori richiesti dalla società.

L’apprendimento sarà esperienziale e si svolgerà in piccoli gruppi che funzioneranno come società in miniatura. L’obiettivo dello studio sarà quello di sviluppare una nuova visione del mondo: integrale, ampia e più avanzata rispetto alla naturale prospettiva ristretta ed egoistica.

Gradualmente, e secondo il metodo integrale che offre un approccio completo, ogni persona svilupperà la consapevolezza di far parte di un unico grande sistema in cui tutti gli individui si connettono tra loro in equilibrio e complementarità reciproca. La connessione integrale che si creerà all’interno di ciascun gruppo offrirà ai partecipanti un nuovo orizzonte di sviluppo, nuove sfide e un senso di scopo e realizzazione più elevato. Insieme creeranno progetti che promuovano la connessione tra le persone in ambiti a loro cari: comunicazione, media, arte, cultura, istruzione, comunità, ambiente e altro ancora.

Nel complesso, si tratterà di uno sforzo collettivo per costruire una nuova umanità e un nuovo tipo di persona, un essere umano integrale che trova appagamento in una profonda connessione con gli altri anziché cercare di sopraffarli per raggiungere la vetta. Questo condurrà l’umanità alla prossima fase evolutiva, come un sistema interconnesso le cui relazioni interne rispecchiano l’integralità che pervade tutta la natura.

Tutto ciò che è stato descritto qui accadrà prima o poi, perché le forze evolutive spingono verso l’integrazione. L’unica domanda è quante stangate dovremo subire, quanta sofferenza dovremo provare, prima di comprendere che per natura siamo tutti uno. Dopo la rivoluzione industriale e la rivoluzione digitale, la prossima rivoluzione sarà una rivoluzione della percezione: una rivoluzione sociale e integrale.

Basato su “New Life 121 – Il mondo del lavoro sull’asse del tempo” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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