Che cosa accade alla coscienza umana dopo la morte?
La nascita è percepita come rinnovamento, come qualcosa di gioioso, mentre la morte è vista come triste, persino spaventosa. Esiste un modo per sconfiggere la morte, per continuare a vivere? Certamente non a livello del corpo fisico, che a un certo punto si decomporrà nella terra, ma forse a livello dello spirito, a livello della coscienza?
Innanzitutto, va detto che la morte fa paura perché non si sa cosa accada. Noi, che restiamo in questo mondo dopo la scomparsa di qualcuno, ci separiamo da lui e non sappiamo cosa gli succeda, se non che il suo corpo si decompone gradualmente nei suoi elementi.
In generale, ci sembra che la morte significhi perdere tutto il nostro io, la nostra indipendenza, tutto ciò che abbiamo costruito nella vita. Perciò, c’è qualcosa dentro di noi che si oppone all’evento della morte, una sorta di forza interiore che desidera vivere. Fin dalla tenera età, la consapevolezza che questa vita ha una fine solleva interrogativi: Perché viviamo? Perché moriamo? Qual è il senso di tutto ciò che facciamo e di tutta la sofferenza dell’esistenza?
Nel corso delle generazioni, ci sono state persone che non hanno messo da parte tali domande e le hanno indagate a fondo. Alcune di loro sono riuscite a svelare il segreto della vita e hanno scoperto un metodo speciale di sviluppo interiore, un metodo che eleva la persona a un livello superiore alla vita e alla morte fisica. Il metodo è stato tramandato di generazione in generazione e oggi è a disposizione di tutti.
Il metodo insegna come connettersi con gli altri e con la società in un modo speciale, per costruire una connessione integrale con il proprio ambiente. Eleva la persona dalla percezione naturale, egoistica e limitata per definizione, a una percezione che trascende i limiti di tempo, spazio e movimento. La persona passa dal percepire la realtà attraverso il proprio io privato al percepirla attraverso il collettivo. Inizia a vivere all’interno di una rete di connessioni che scopre, una rete che collega tutti i dettagli della realtà in un unico sistema. Anche quando il corpo fisico cessa di esistere, la persona continua a sentire la propria esistenza all’interno di questa rete eterna. Il suo spirito e la sua coscienza esistono al suo interno e l’evento della morte non la riguarda.
Questo è il quadro generale, e ora possiamo approfondire un po’ questo processo di sviluppo, che viene definito spirituale. Il processo inizia con il risveglio del desiderio di raggiungere l’essenza della vita, di progredire oltre obiettivi come l’acquisizione di ricchezza, potere, onore, conoscenza e istruzione. All’interno di un piccolo gruppo che funge da una sorta di laboratorio, la persona impara a connettersi con gli altri attraverso la responsabilità reciproca, la partecipazione e la dazione, fino al livello dell’amore.
Di conseguenza, la persona inizia a percepire ciò che esiste tra la gente. Acquisisce un nuovo cuore e una nuova mente collettiva, una consapevolezza esterna, una vita al di là del corpo. Si formano nuovi sensi interiori, insieme a un nuovo corpo spirituale composto dai sentimenti e dai pensieri condivisi da tutti. Man mano che questo processo si sviluppa, la persona non si sente più confinata nel proprio corpo, ma diffusa in tutti gli altri. Gradualmente, scopre che attraverso tale connessione con gli altri diventa simile a una forza universale presente in tutta la natura, una forza la cui qualità è la dazione, l’amore e il puro donare. La persona si immerge sempre più in questa forza e scopre che, così facendo, raggiunge la più alta forma di autorealizzazione. Non teme più la morte, ma piuttosto la possibilità di non cogliere l’opportunità che le è stata data di aiutare gli altri a intraprendere lo stesso percorso di sviluppo.
Oggi ci troviamo in una fase particolare, in cui emerge un bisogno generale di progredire verso un livello di esistenza più integrale. Il nostro mondo è sempre più interconnesso, eppure, allo stesso tempo, l’egoismo umano raggiunge livelli tali da impedirci di prendere in considerazione chiunque altro. Da ciò derivano tutte le difficoltà nelle relazioni, le crisi e le guerre, lo stress e le malattie, la disperazione e la depressione. Poiché la direzione dello sviluppo del mondo e quella dell’essere umano sono opposte, connettività contro egocentrismo, ci troviamo ad affrontare scontri estremamente pericolosi, senza precedenti.
Visto da una prospettiva evolutiva, ciò che viviamo oggi può essere compreso come le doglie del parto di un nuovo essere umano e di una nuova umanità. Attraverso sconvolgimenti globali, la natura costringe la specie umana a crescere, a passare da una percezione egoistica della realtà, in cui ogni persona esiste in se stessa, a una percezione integrale, comune e interconnessa, in cui tutti esistiamo come un tutt’uno con il collettivo. Così come l’intera natura è interconnessa, con le sue parti che formano un unico meccanismo integrato, allo stesso modo dobbiamo imparare a funzionare. Se lo faremo con consapevolezza e comprensione, non solo sopravviveremo sul pianeta Terra, ma ci eleveremo anche a un livello di esistenza al di là della vita e della morte, diventando parte integrante della forza perfetta ed eterna della creazione.
Basato su “Nuova Vita 104 – Vita e Morte, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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