Esiste un gene associato alla tendenza al suicidio?

Uno dei miei studenti mi ha recentemente chiesto un parere riguardo al cosiddetto “gene del suicidio”.  Alcuni ricercatori sostengono di aver identificato un gruppo di geni, presumibilmente ventidue, legati alle tendenze suicide. Non sono un genetista e non posso dire con certezza se un gene del genere esista o meno. Tuttavia, quello che so è che esiste sicuramente una predisposizione al suicidio in alcune persone,  anche in alcune culture e persino in determinati periodi storici. È evidente, ad esempio, in Giappone, dove culturalmente il suicidio è stato a volte idealizzato o ritualizzato. Anche in altre nazioni l’impulso suicida è emerso nel corso della storia. Quindi sì, qualcosa dentro di noi può darci una predisposizione verso un atto così disperato.

Ma la domanda più utile è se esista qualcosa che possa superare questa predisposizione. A cosa possiamo aggrapparci quando la vita ci sembra insopportabile, quando tutto ci appare vuoto e privo di significato?

È il vero significato della vita stessa.

Non dovremmo distrarci, reprimere o sfuggire a questa domanda. Attraverso la scoperta del significato della vita, possiamo sollevarci da quel vuoto interiore. Oltre a fornirci un semplice sollievo, ci garantisce una nuova vita, anche prima che questa finisca. Quando iniziamo a comprendere lo scopo più profondo della vita, non abbiamo bisogno di immaginare un aldilà per trovare speranza. Il nostro “mondo futuro” può già dispiegarsi davanti a noi qui e ora. Tutto si riduce a come realizziamo la nostra esistenza.

Allora, qual è il significato della vita?

È trasformare la nostra natura interiore, passare dal ricevere al dare, dall’egoismo alla connessione, dall’odio all’amore, dal rifiuto alla vicinanza. In altre parole, il significato della vita richiede un cambiamento percettivo profondo. Quando iniziamo a vivere per gli altri, a soddisfare gli altri invece che noi stessi, cominciamo a sperimentare una realtà completamente diversa: un mondo superiore, opposto a quello attuale, che opera secondo leggi completamente diverse: leggi spirituali.

Non possiamo rimanere delusi in quello stato perché l’atto del dare, quando è autentico e disinteressato, è di per sé appagamento. Non inseguiamo la soddisfazione, ma la soddisfazione fluisce attraverso di noi mentre ne diventiamo la fonte.

Anche se può sembrare un sogno lontano, non lo è. È proprio verso questo che l’umanità si sta dirigendo, lentamente, dolorosamente, ma inesorabilmente. Arriverà un tempo in cui la trasformazione dell’essere umano renderà naturale una connessione armoniosa e pacifica tra le persone.

Allora la questione del suicidio, del vuoto e della disperazione non si porrà più, perché la vita stessa sarà piena di significato e felicità.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 giugno 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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