La correzione è avvicinarsi gli uni agli altri
È scritto che “La Torah, il Creatore e Israele sono uno” (Baal HaSulam, Shamati 78); tutte queste tre componenti devono essere unite. Baal HaSulam spiega che Israele è ogni persona che desidera tornare alla sua radice come unità, nell’uguaglianza di forma, cioè nell’amore reciproco con il Creatore.
La Torah rappresenta le fasi che si attraversano nel prepararsi alla necessità di essere uniti in un gruppo, in un desiderio comune, in una richiesta. Poi arriva la luce, che si manifesta in un vaso totalmente saldato.
Ma per quanto riguarda un vaso rotto che desidera divenire integro, questa luce è chiamata luce circostante che ritorna alla fonte. Essa corregge i desideri il più possibile, al livello in cui si trovano gli amici, cioè al livello della nostra connessione. Quindi la loro azione è chiamata l’adempimento dei 613 precetti, la correzione dei desideri.
Essi eseguono queste correzioni ogni volta che si presenta loro l’occasione, quando la luce li risveglia allo stato successivo. La luce giunge dall’infinito al loro livello e li porta ogni volta un po’ più in alto. Se agiscono in questo modo, col tempo raggiungono lo stato finale, lo scopo della creazione.
Ma qui non c’è altro che l’adempimento della legge di amare il prossimo come se stessi. A ogni stadio, quando chiediamo la luce che riforma, la luce che ritorna alla fonte, essa giunge (cioè si risveglia dentro di noi), ci corregge e ci unisce. Questa è chiamata la Torah: le sue 613 luci che correggono 613 desideri egoistici convertendoli tutti in dazione.
In seguito, la rivelazione del Creatore si riveste in loro; è la luce generale che è rivelata nella luce di Hassadim, nella luce della dazione.
Cioè, tutto il nostro lavoro consiste da un lato, nell’annullamento di noi stessi, dall’altro, nella nostra crescita, per poter influenzare gli altri, e nella connessione tra di noi, realizzata dalla luce che ritorna alla fonte.
È già tra di noi; dobbiamo solo rivelarla! Dopotutto, non percepiamo la forza della correzione, ma solo noi stessi quando diventiamo un po’ più corretti.
Diventare più corretti significa avvicinarsi interiormente gli uni agli altri e connetterci, internamente, non esternamente! Grazie a questa vicinanza interiore, iniziamo a percepire il significato della connessione, la forza della dazione.
Conoscendo la forza della dazione, raggiungiamo il Creatore e iniziamo a comprendere lo scopo della creazione, il suo programma, la sua ragione e l’intero processo che attraversiamo nel rivelare le azioni del Creatore. Nel rivelare le azioni del Creatore verso le creature risiede il piacere che possiamo darGli, affinché tutte le creature Lo riconoscano come datore e portatore di bene.
Per coloro che vogliono progredire e considerano questo l’obiettivo principale, nulla funzionerà se non immaginare uno stato corretto e cercare sempre di avvicinarsi ad esso.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 20/07/2011, Scritti di Rabash “Secondo quanto spiegato riguardo a ‘Ama il tuo amico come te stesso'”
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