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Quali qualità dobbiamo sviluppare per reinventare noi stessi e vivere in armonia con la natura?

Ci mancano le qualità per reinventarci da soli. Quali sono queste qualità? Sono la sensazione di come causiamo uno squilibrio nella società, tra i cerchi più stretti e più ampi, fino a tutta quanta la natura e all’universo.

Dove si trova tale equilibrio? L’equilibrio esiste nei livelli inanimato, vegetativo e animale della natura. Essi funzionano secondo le leggi naturali di interconnessione e interdipendenza.

Noi esseri umani, tuttavia, ci sviluppiamo e cambiamo continuamente, e lo facciamo soprattutto nelle nostre relazioni. Viviamo molti problemi a causa del nostro ego, il desiderio di godere a spese degli altri, che cresce costantemente. Pertanto, dobbiamo imparare cos’è l’ego e come bilanciarlo per portarci a una vita equilibrata e pacifica.

In primo luogo, dobbiamo comprendere le esigenze della natura e temere di cadere in uno squilibrio con essa. Perché? Perché gli atteggiamenti e i comportamenti in disequilibrio con la natura comportano una serie di problemi a livello personale, sociale ed ecologico.

Dovremmo quindi cercare di andare d’accordo gli uni con gli altri in un modo che sia positivo per tutti. Ciò significa che dobbiamo superare il nostro ego e raggiungere uno stato in cui pensiamo e agiamo in modo positivo verso gli altri.

In questo modo, possiamo pensare alla natura come a una madre. L’ego dei suoi figli si accende sempre, provocando discussioni e litigi, ma lei continuamente ricorda a loro di smettere di litigare, di essere buoni, di giocare bene e di aiutarsi l’un l’altro. Dovremmo imparare da questo esempio e cercare di adottare un atteggiamento simile a quello di una madre tra di noi e nei confronti della natura. Così facendo, eleveremo la coscienza umana a un punto tale da entrare in equilibrio tra noi e con la natura, soddisfacendo così le condizioni per una vita armoniosa e pacifica.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Dai problemi personali a quelli globali

Domanda: La mia guarigione dipende dalla correzione dell’intera società? Avverrà pienamente solo quando avverrà la correzione finale?

Risposta: È corretto.

Domanda: Questo significa che devo diventare un guaritore o un medico per gli altri?

Risposta: No, devi semplicemente cercare di risolvere il tuo problema e capire che non si tratta solo di un tuo problema personale, ma di un problema globale.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27/9/24, Scritti di Rabash “La mancanza è il Kli [recipiente]”

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Risvegliare la gioia dentro di sé

Domanda: Per quale motivo alcune persone soffrono di depressione fin dalla giovane età e sembrano non trovare mai ciò che porta loro gioia, mentre altre vivono tutta la vita nella gioia senza sentire che manchi loro qualcosa?

Risposta: Questo dipende dalla radice della loro anima e può essere corretto solo attraverso un lavoro sistematico su se stessi.

Domanda: Se una persona non sente più piacere in questo mondo e le cose materiali non le portano gioia, cosa dovrebbe fare? Possiamo risvegliarci in qualche modo?

Risposta: Devi usare tutte le tue forze per risvegliare la gioia dentro di te. Rabash chiudeva spesso la porta della sua stanza e iniziava a cantare e ballare. In questo modo, uno stato d’animo negativo si trasforma in uno stato positivo.

Domanda: Ballare, purificarsi dalla negatività e passare alla gioia: anche questo stato è dato dal Creatore o è una mia scelta?

Risposta: È proprio una tua scelta. Ballare ogni giorno non è male.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8 ottobre 2024, Scritti di Rabash “Cos’è la gioia?”

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La società futura: le basi del comportamento umano

Domanda: Baal HaSulam scrive che le basi per la società futura non saranno l’istruzione e l’opinione pubblica, ma qualcosa di più serio. Dopotutto, l’istruzione e l’opinione pubblica da sole non saranno in grado di convincere gli egoisti a diventare altruisti. Cosa può essere?

Risposta: Non saranno solo l’istruzione e l’opinione pubblica. In un tale sistema, ognuno deve considerare quale contributo deve dare al fondo comune e ricevere da esso solo ciò che è assolutamente necessario per lui.

Intere organizzazioni lavoreranno su questo, assicurando che ogni persona dia la sua parte nel cosiddetto vaso comune.

Domanda: Baal HaSulam dice anche che un valore più elevato, la Forza Superiore, può diventare tale base. Come sappiamo dalla Kabbalah, la Forza Superiore è la qualità della dazione e dell’amore. Diventerà il massimo ideale per l’umanità e tutti saranno d’accordo. Come può accadere?

Risposta: È molto semplice, poiché le persone che sentono di voler donare perché vogliono aiutare gli altri, per appagarli, riceveranno a loro volta un appagamento spirituale, che li porterà a un livello superiore di esistenza.

E così, la società si eleverà gradualmente con tutti gli organi di controllo, tutti i conteggi e si riorganizzerà in modo tale che non ci sarà bisogno di polizia, supervisori o cose del genere. Invece, ci sarà una  volontaria e onesta valutazione da parte di ogni individuo.

In altre parole, l’umanità raggiungerà uno stato in cui sentirà la Forza Superiore. Lavorare per Essa, attraverso il lavoro per gli altri, diventerà sostanzialmente il carburante di una persona.

Domanda: Stai parlando di uno stato ideale nel quale  le persone provano questa sensazione.   Ma cosa succede se una persona non la sente?

Risposta: Se una persona è a un livello tale da non sentire affatto le azioni spirituali, allora ha bisogno di essere coinvolta in esse. La società deve abbracciarla e mostrarle che più fa del bene, più benevolenza la società le mostrerà; più fa del male, meno la società lo tollererà.

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Dal programma “Era dell’ultima generazione” di KabTV 8/8/24

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Fede e scelta

Domanda: C’è un precetto che impone di compiere una scelta. D’altra parte il Creatore è sempre prima di tutto. Qual è dunque la nostra scelta?

Risposta: La nostra scelta è di mettere la fede al di sopra della ragione, al di sopra della conoscenza, e di continuare ad andare avanti in questo modo.

Domanda: Come possiamo scolpire la qualità della fede nei nostri cuori?

Risposta: Dipende solo da quanto chiederemo che ciò accada davvero. Gradualmente gli esseri umani giungeranno alla completa conoscenza del Creatore.

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2/10/24, “Rosh HaShana

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Avvicinarsi al Creatore

Domanda: Quali stati polarmente opposti deve raggiungere una persona per giustificare il Creatore in essi, in modo da rimanere nello stato di “la terra è piena della Sua gloria” e non tornare indietro? Quali sono questi stati critici?

Risposta: Se sei in completa connessione con il Creatore e lo elevi al di sopra di tutto ciò che ti circonda, al di sopra di questo mondo e del futuro mondo spirituale, è allora che ti avvicini al Creatore.

Dobbiamo essere più sensibili nelle nostre percezioni, e allora attraverseremo tutto questo rapidamente.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/10/24, “Rosh HaShana”

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Dobbiamo imparare a unirci

Credo che ai giorni nostri il popolo d’Israele si rialzerà e si unirà. Dopotutto, la pressione esterna su di noi cresce giorno dopo giorno, stringendo sempre di più il cerchio attorno a noi. E sembra che le nazioni del mondo sostengano questa pressione, avanzando accuse contro di noi, affermando che non stiamo adempiendo a ciò che ci è stato assegnato.

Non abbiamo altra scelta se non quella di comprendere il motivo di questo atteggiamento nei nostri confronti, che va avanti da migliaia di anni e che recentemente è diventato assolutamente grave.

Non c’è mai stato un periodo in cui le altre nazioni abbiano incriminato il popolo d’Israele e abbiano manifestato la volontà di cancellarlo completamente. Dobbiamo iniziare a cambiare; non c’è più tempo per aspettare, perché tutto ciò di cui hanno scritto i profeti e i kabbalisti ci è già accaduto. Tuttavia, non è emersa alcuna unità tra il popolo. A quanto pare, è necessario un gruppo che riveli la necessità di questa connessione e guidi l’intero popolo d’Israele e, in seguito, tutte le nazioni verso la correzione.

Il popolo d’Israele ancora non è all’altezza di ciò che dovrebbe essere. Dovete impararlo. Il problema principale è che non comprendiamo la nostra missione, il senso della nostra esistenza o il nostro dovere verso tutte le nazioni del mondo, verso tutta l’umanità.

Dobbiamo studiare tutto questo, accettarlo come una legge della natura e adempiere al nostro destino. Altrimenti, non saremo in grado di continuare ad esistere qui. L’intera nazione è obbligata a unirsi come un solo uomo con un solo cuore; non esiste altra soluzione.

La soluzione risiede solo nella corretta unificazione attraverso la quale ci eleveremo al di sopra di tutto e saremo in grado di mostrare a tutte le altre nazioni un esempio di quale dovrebbe essere l’unica forma corretta di esistenza per tutti. Questo è il tipo di unificazione di cui parlano i kabbalisti; cioè, un’unità completa come un solo uomo con un solo cuore, quando ognuno è amico di tutti gli altri e non ha altra aspirazione nella vita che essere un’unica nazione.

Quando più gruppi di questo tipo cercheranno di unirsi al loro interno, troveranno anche un modo per connettersi tra loro. Questo aiuto verrà dall’alto. E quando coloro che comprendono che l’umanità deve fare un passo avanti verso l’unificazione comune si riuniranno, saremo in grado di muoverci verso la correzione generale della creazione.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 10/7/24, Gli Scritti di  Baal HaSulam Il giornale “La Nazione”

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Un’anima che discende nel nostro mondo una volta ogni dieci generazioni

Perché è stato detto che un’anima come Baal HaSulam discende nel nostro mondo solo una volta ogni dieci generazioni?

Il fatto è che quest’anima è incredibilmente elevata, e il suo conseguimento richiede sforzi tremendi.

Perciò, scende nel mondo solo una volta ogni poche generazioni, quando ci sono molte anime pronte ad innalzarsi da un grado spirituale all’altro. Grazie al loro sforzo collettivo, possono raggiungere le altezze descritte dal Baal HaSulam.

Attraverso tutti i nostri sforzi nello studio della Saggezza della kabbalah e le nostre azioni verso l’unità, desideriamo includerci nella sua anima e, nella misura in cui riusciamo a raggiungere questa inclusione, possiamo toccare, anche solo leggermente, la sua grandezza. Tutto dipende dal nostro desiderio di elevarci al di sopra del nostro stato attuale e di raggiungere una maggiore unità, attraverso la quale possiamo conseguire la spiritualità.

Raggiunto un certo livello, dobbiamo cercare di rivestirci dell’abito spirituale di Baal HaSulam, che è eccezionalmente alto, sperando che il Creatore abbia pietà di noi e ci permetta di comprendere, sentire e, in qualche modo intravedere, questo stato.

Questo non dipende solo da noi, ma dal desiderio del superiore di rivelarsi in noi e, attraverso di noi, influenzare tutta l’umanità. Non dobbiamo dimenticarlo, affinché insieme possiamo sentire questa immensa responsabilità e impegnarci per avvicinare il mondo intero al Bore.

Il nostro gruppo è il risultato del lavoro dei grandi Kabbalisti che sono vissuti prima di noi, che hanno esteso fino a noi la fine del filo che ci connette al Creatore. Dobbiamo afferrare questo filo e usarlo per ascendere.

Attraverso la vicinanza reciproca, la connessione e la mutua inclusione, saremo in grado di sentire qualità più elevate e stati più alti e, così facendo, obbligheremo il Bore a elevarci a Lui. È un traguardo già vicino, speriamo di riuscire a realizzarlo.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

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Raggiungere il Creatore

Domanda: Come possiamo stabilire un dialogo con la decina simile a quello che abbiamo con il Creatore, che includa il mondo intero?

Risposta: Dipende dai tuoi stati all’interno e all’esterno della decina.

Domanda: Che cosa è più importante, il dialogo con la decina o con Lui?

Risposta: Certamente il dialogo con il Creatore è più elevato, ma senza passare attraverso la decina non sarai in grado di raggiungerLo.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2/10/24, “Rosh Hashanah”

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La differenza tra discesa ed esilio

Domanda: Qual è la differenza tra la discesa e l’esilio, e come possiamo evitare di confonderli?

Risposta: Una discesa è la perdita dell’importanza della spiritualità ai miei occhi. Sento che rispetto a ciò che avevo prima, ora sono caduto e non apprezzo più la spiritualità come una volta. La discesa è necessaria per portarmi a una successiva ascesa.

L’esilio è uno stato in cui non ho alcuna connessione con la spiritualità, né con le discese né con le ascese. Sono semplicemente disconnesso dalla spiritualità, il che significa che non mi sento, né in misura maggiore né in misura minore, connesso ad essa e non mi interessa.
Se invece mi interessa, se mi sento molto peggio di ieri, allora non si tratta di esilio ma di una discesa, grazie alla quale il Bore mi sta esortando a tornare a Lui.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/02/20, “Domande dal Kli Mondiale”

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