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L’amore significa amicizia e concessioni

Nei vecchi film e in molte produzioni della Disney troviamo il classico formato di una storia d’amore: una bella principessa giovane si trova nei guai, di solito viene catturata da un cattivo, un coraggioso cavaliere arriva a salvarla, lei si innamora di lui, si sposano e vivono felici e contenti. Ahimè, nella realtà, la principessa non è né bella né regale, il cavaliere né coraggioso né nobile e il matrimonio né felice né lungo. L’amore non è un’infatuazione: non è una cosa che semplicemente succede.  L’amore è una relazione, un processo per costruire un legame un passo alla volta. Solo le persone che hanno stretto un’amicizia per tutta la vita e sono state presenti l’una per l’altra possono dire di amarsi.

Ci piace ricordare le farfalle nello stomaco quando pensiamo all’innamoramento, ma questo non è una base per una relazione duratura. Se sentiamo le farfalle nello stomaco è più probabile che sia un mal di pancia piuttosto che l’amore reale. Una conoscenza superficiale è proprio questo: superficiale.  Non ha senso scegliere una persona con cui condividere la propria vita solo perché ci siamo divertiti insieme a una festa. 

Ci si può incontrare ovunque, anche a una festa, ma l’amore è qualcosa che si costruisce. Quando si è insieme da tanto tempo e si arriva ad un punto dove ci si fida del proprio compagno e ci si aiuta nel bisogno, e il proprio compagno si fida nello stesso modo, allora si può iniziare a pensare che sia amore.  

Ci sono due livelli di amore: Il primo è quello che ho appena descritto, che è fondamentalmente un forte legame emotivo fatto di amicizia e fiducia. Il secondo, più profondo, è quello in cui chi ama vive per compiacere l’amato e trae gioia da questo piuttosto che da soddisfazioni egocentriche.

Raggiungere questo tipo di amore richiede più della fiducia; richiede concessioni, concessioni sempre più profonde. “L’amore”, diceva il mio maestro RABASH, “è un animale che si nutre di concessioni reciproche”. Quando due persone cercano costantemente di fare ancora più concessioni per compiacere la persona che amano, il loro amore reciproco crescerà continuamente.

Pertanto, il segreto di una vita felice è continuare ad alimentare l’amore che avete l’uno per l’altro con concessioni, mettendo il vostro partner al primo posto e voi al secondo, al limite. Se vivete in questo modo, trascenderete il tempo, il vostro amore sarà infinitamente più forte alla fine che all’inizio, e non vi stancherete mai l’uno dell’altro o della vita.

Come giocare al gioco della vita

Perché i bambini si svegliano con gli occhi spalancati, saltano giù dal letto, mentre noi li apriamo a malapena, giusto per vedere il telefono in modo da spegnere la sveglia? Perché i giovani sono energici e pronti a “conquistare il mondo” mentre gli anziani sono cauti ed esitanti?  E’ possibile  rimanere con lo spirito giovane in eterno? Dopo tutto, se la vita non è un gioco, non c’è entusiasmo. E se non c’è entusiasmo nella vita, qual è lo scopo della vita?

Se vogliamo continuare a divertirci, dobbiamo rendere la vita un gioco eterno. Questo gioco è molto diverso da quelli che conosciamo. Non si tratta di cosa possiamo ricevere, ma di cosa possiamo scoprire! Connettendoci con gli altri, scopriamo nuovi mondi, i mondi delle altre persone!

Come possiamo raggiungere questo obiettivo? Molto semplicemente, dobbiamo concentrarci sugli altri piuttosto che su noi stessi. Questo può sembrare semplice, ma se lo provate, vi renderete conto di quanto siete assorbiti da voi stessi.

Siamo tutti così. Anche coloro che sentono di essere generosi e gentili sono assorbiti dal loro dare e non vedono quanto lo fanno per il proprio interesse, come sono concentrati sul proprio tornaconto quando danno. Dare va bene, ma è importante l’intenzione. Se l’intenzione fosse sul ricevente, il donatore scoprirebbe innumerevoli rivelazioni che sono nascoste a un occhio egocentrico.

Affinché il gioco abbia successo, hai bisogno di compagni. È impossibile giocare al gioco della dazione senza persone a cui si può dare e da cui si può ricevere. Pertanto, ci deve essere un gruppo di persone, fino a una decina, che giocano insieme.

Per riuscire a scoprire i mondi degli altri giocatori, dobbiamo pensare bene di loro. Altrimenti, non avremo nessun incentivo ad avvicinarli, nessun desiderio di scoprire il loro mondo. Possiamo pensare bene gli uni degli altri se facciamo cose buone l’uno per l’altro. Possono essere le cose più semplici, ma devono farci sentire bene l’uno per l’altro. I pensieri positivi sull’altro ci avvicinano, e la vicinanza apre la nostra mente e il nostro cuore agli altri, così possiamo vedere il mondo attraverso i loro occhi.

Come in ogni gioco, più ci esercitiamo, più diventiamo bravi, e il gioco diventa più difficile, ma più gratificante. Ma a differenza di qualsiasi altro gioco, man mano che miglioriamo in esso, scopriremo che tutta la nostra prospettiva sulla vita cambia e si espande, e diventiamo più saggi e competenti.

Il gioco della vita, a differenza di qualsiasi altro gioco, ci rivela i segreti della vita, i segreti della realtà, perché quando puoi guardare qualcosa da tutte le angolazioni, niente ti rimane nascosto.