Pubblicato nella '' Categoria

New Life n.1013 – Compiacenza e mancanza di responsabilità


New Life n.1013 – Compiacenza e mancanza di responsabilità
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Nella misura in cui diverrò un canale tra la forza superiore e la società, potrò avere fiducia in un futuro positivo. Ogni persona dovrebbe sentirsi responsabile di attrarre la forza positiva sino alla società e sino ad uno stato in cui un potere superiore ne avrà cura. Questo richiede sensibilità interna verso gli altri e verso la società come se fossimo già un tutt’uno. Il cuore deve avere un valore supremo. Quando avviene una catastrofe, la responsabilità, in ultima istanza, ricade sulla società compiacente e negligente che non è riuscita ad educare adeguatamente la gente.

[227569]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1013 – Compiacenza e manca di responsabilità” 27/05/2018

Consigli sulla Kabbalah

Domanda: Se la donna ha un modo tutto suo di vedere il mondo, anche il significato della vita per lei è leggermente diverso?

Risposta: La donna desidera avere una famiglia, riuscire ad organizzare alla perfezione la sua vita e quella dei propri figli; è così che si sente realizzata.

Domanda: Nella saggezza della Kabbalah c’è una differenza tra significato della vita e scopo della vita?

Risposta: Il significato della vita è raggiungere l’adesione con il Creatore, mentre lo scopo della vita è portare a questo tutta l’umanità.

Domanda: Perché ci sono contraddizioni che non sono ancora state risolte nel nostro mondo materiale? Questi sono ostacoli che il Creatore ha posto ad ogni livello nel mondo?

Risposta: Certamente. È impossibile risolvere i problemi al loro stesso livello, nel nostro mondo. Per risolvere i problemi, è necessario salire al livello successivo, perché è da lì che provengono. Pertanto, nel nostro mondo possiamo solo rivelare i nostri problemi, ma non risolverli.

Domanda: Perché il Creatore ha dato alla gente la possibilità di sentirsi e aiutarsi reciprocamente se non c’è un significato superiore in questo?

Risposta: Si che c’è un significato superiore in questo! Attraverso questi problemi: la mancanza di comprensione, i conflitti, e sempre maggiore dipendenza reciproca nel nostro mondo globale, noi stiamo gradualmente raggiungendo la necessità di connetterci insieme in una sola unità. Quindi, all’interno di questo singolo insieme scopriremo l’unica forza superiore che ci ha creati come sistema unico, come una singola persona.

Domanda: C’era più sofferenza qualche migliaio di anni fa, oppure le persone erano meno sensibili?

Risposta: Può anche essere che le masse fossero più soggette alla sofferenza, ma la sentivano di meno.

Domanda: Gli uomini primitivi erano più felici?

Risposta: Sì, ogni cosa che avevano proveniva dalla natura ed era considerata un bene per loro.

Domanda: Il processo per cogliere il significato della vita dipende dal conoscere le leggi secondo le quali il mondo è stato creato dal Creatore?

Risposta: Certamente. In linea di principio impariamo tutte queste leggi attraverso l’unione tra noi. Quindi, non ci serve desiderare una conoscenza unica. Tutto ciò che ci serve è vedere ed imparare attraverso l’esperienza.

Domanda: La vita di ognuno è sempre accompagnata dalla sofferenza. Questo significa che il senso della vita può essere riassunto come adesione al Creatore, è questa la liberazione dalla sofferenza?

Risposta: La liberazione dalla sofferenza è inclusa nel senso della vita, anche se questo non è il suo significato. Questo perché il conseguimento del Creatore è accompagnato da enorme felicità e gioia, è una sensazione di eternità e completezza. Ma queste sono tutte sensazioni secondarie.

[227904]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 28/01/2018

Materiale correlato:
Consigli sulla Kabbalah
Consigli sulla Kabbalah
Consigli sulla Kabbalah

Newsmax: “Perché i social network ci rendono asociali”


Il più importante portale di informazione online, Newsmax, ha pubblicato il mio nuovo articolo “Perché i social network ci rendono asociali

Pensi che il social network che usi sia stato creato secondo le migliori intenzioni? Assolutamente no.

Una recente inchiesta della BBC ha analizzato il meticoloso lavoro che rende le applicazioni dei social network il più avvincenti possibile e riporta che approssimativamente un terzo della popolazione mondiale che utilizza i social network non si rende assolutamente conto di quale sia il problema: la loro involontaria esposizione alla manipolazione di una potente industria dedicata alla creazione di una dipendenza da droga per il proprio tornaconto finanziario.

I social network sono stati deliberatamente costruiti per influenzare le nostre emozioni, preferenze, decisioni, impulsi, energia, capacità di attenzione e interazione. I leader esperti di tecnologia ora parlano di ciò che è diventato un processo consolidato per penetrare nelle nostre menti e nelle nostre tasche.

“È come se spargessero una cocaina comportamentale su tutta la vostra interfaccia e questo vi dà il piacere di tornarci, tornarci e tornarci ancora”, ha riferito un ex ingegnere della Silicon Valley, Aza Raskin, in un rapporto investigativo britannico.

Il presidente fondatore di Facebook, Sean Parker, ha ammesso pubblicamente che la società aveva l’intenzione di catalizzare il maggior tempo possibile dei propri utenti, “sfruttando la vulnerabilità della psicologia umana”. Questo è ciò che ha portato alla progettazione di caratteristiche auto-validanti come il “Mi piace”, il pulsante che dà ai suoi utenti, nelle parole di Parker, “un piccolo colpo di dopamina”, stimolandoli a pubblicare sempre più contenuti.

Un pollice in giù per la disconnessione

La cultura di oggi ci misura con la popolarità di ciò che carichiamo, come se definisse chi siamo e quanto valiamo davvero. Questo crea l’abitudine compulsiva di controllare continuamente i nostri smart phone e di ignorare le persone che si trovano di fronte a noi. In particolare, le giovani generazioni sono la prova vivente di questo collegamento che sta venendo a mancare nella comunicazione. La comunicazione verbale e parlata, con il contatto visivo e il linguaggio del corpo, si è attenuata ed è stata sostituita con il guardare giù, ai nostri telefonini, picchiettandoli continuamente con i pollici, inviando immagini e frasi brevi piene di faccine. Tale comportamento influisce negativamente sullo sviluppo sociale dei bambini e dei giovani, ed è stato collegato direttamente alla depressione, all’ansia, ad un’immagine negativa del corpo e alla solitudine.

È una situazione paradossale. I social network dovrebbero creare più interazione umana per alleviare la solitudine e la depressione ma, al contrario, le persone che passano molto tempo sui social come sostituti per una reale connessione personale, si sentono più isolate, depresse e ansiose.

Ci confrontiamo costantemente con gli altri, siamo pressati e ossessionati dall’idea di mostrare di noi la perfetta immagine di successo e realizzazione, mentre nella vita reale c’è un vuoto profondo che peggiora con questa realtà artificiale.

Cosa possiamo fare? Oggi c’è così tanta dipendenza dai social network che disconnetterli tutti in una volta sarebbe controproducente. Aumenterebbero i crimini, la violenza, l’abuso di droga e i suicidi poiché le nostre capacità umane sono state praticamente dirottate.

Ciò di cui c’è bisogno è un processo di riabilitazione sociale globale, che deve essere attuato gradualmente fino a diventare esso stesso un social network alternativo e positivo, che si rivolge adeguatamente alla natura umana e promuove relazioni calorose e di sostegno, invece di un luogo sempre aperto alla calunnia e ai commenti al vetriolo.

Troviamo il modem dei nostri cuori

Come possiamo trasformare i social network in uno spazio di vera connessione umana che unisce le persone senza competere per il maggior numero di “Mi piace” e “Condivisioni”? Possiamo farlo concentrandoci sul potere dell’amicizia e dell’unione, soprattutto se messe al centro di relazioni umane positive.

La natura opera già in un modo che equilibra tutte le sue interazioni. Ad esempio, le cellule e gli organi di un corpo umano si concentrano tutti sul benessere dell’intero corpo e ciascuno riceve solo quello di cui ha bisogno, per poi dare in cambio tutto ciò che può a beneficio dell’intero corpo. Anche noi possiamo collegarci a questo potere positivo di amicizia e unione se prendiamo in considerazione sia il beneficio degli altri che quello dell’intera rete umana di cui facciamo parte. Abbiamo solo bisogno di usare la tecnologia e tutti i mezzi a nostra disposizione in modo più saggio, per imparare e riuscire così a collegarci ad un sistema connesso positivamente.

Ma come possiamo raggiungere un obiettivo così elevato considerando che la natura umana è innatamente egoista, cioè mira a beneficiare se stessa a scapito degli altri? Dobbiamo renderci conto che qualsiasi innovazione tecnologica che non faccia progredire l’umanità verso una più grande connessione positiva, la danneggia. Le organizzazioni che possono influenzare la diffusione dei social network, compresi i governi, arrecherebbero un buon servizio alla società se conducessero indagini sugli effetti nocivi delle piattaforme social e le regolassero per prevenire ulteriori danni non solo alla nostra privacy, ma anche al nostro benessere generale.

Non siamo progettati per elaborare dati come un computer o per memorizzare informazioni come un server cloud. Attivando il modem dei nostri cuori, consentendo una comunicazione più profonda e più significativa, sperimenteremo una connessione più positiva e una vita sociale molto più soddisfacente.

In poche parole, i social network, nella loro forma attuale, non riescono a connetterci in modo significativo. Tuttavia, ci rivelano le conseguenze delle nostre relazioni egoistiche. In questo modo possiamo imparare dai problemi della situazione attuale e iniziare a muoverci verso un cambiamento positivo. Questo risveglio delle coscienze umane è il primo fondamentale passo verso una vera trasformazione. Possiamo iniziare subito questo imponente cambiamento guardando al futuro e adottando in anticipo misure correttive per porre fine al sempre più profondo lavaggio del cervello dei social network e investendo i nostri sforzi in un profondo “lavaggio del cuore” globale.

[230000]

Qual è il mondo reale?

Domanda: E’ possibile che il mondo spirituale esista solo nell’immaginazione dei kabbalisti? Qual è la garanzia che sia reale?

Risposta: Nessuno può prometterti nulla o darti garanzie che il mondo spirituale esista in un modo più realistico del nostro mondo.

Tuttavia, il fatto che il nostro mondo terreno non sia reale è già stato rivelato dai kabbalisti. Essi lo sentono al di sopra del nostro mondo illusorio e capiscono che questo mondo è stato creato apposta in questo modo, così da allontanarcene e uscire fuori nel “mondo reale”.

Il mondo spirituale superiore è reale perché è in esso che raggiungiamo il Creatore, l’unica forza trainante, “Non esiste nulla tranne Lui”. Rivelando nel mondo spirituale la forza che governa tutto, noi stabiliamo che esiste davvero.

[229390]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/02/2018

Materiale correlato:
Perché dobbiamo correggere un mondo immaginario?
Le necessità del mondo immaginario, tutto per il vero mondo
Come avviene la percezione oggettiva del mondo?

New Life n.1017 – Una rivoluzione nelle coscienze


New Life n.1017 – Una rivoluzione nelle coscienze
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Ci evolviamo attraverso il nostro potere egoistico, cioè il desiderio di godere di tutto ciò che è possibile. Abbiamo bisogno di compiere una rivoluzione cosciente nella natura umana, passando dalla pura ricezione per noi stessi, alla dazione per gli altri. A differenza dei tentativi passati di cambiare la natura umana, attraverso il lavaggio del cervello forzato, questa rivoluzione si basa su un cambiamento nei nostri atteggiamenti verso gli altri e sulla scoperta della forza superiore. La forza superiore si trova nella natura ed ha il potere di aprire i nostri occhi in modo che possiamo vedere l’eternità nella nostra connessione.

[227740]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1017 – Una rivoluzione nelle coscienze”, 3/06/2018

Nel mondo a venire

Domanda: Che cosa si intende per “il mondo del futuro” o “il mondo a venire” nella Kabbalah?

Risposta: Il mondo a venire è quello che raggiungeremo attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah. E’ il prossimo mondo che ci attende, perché rappresenta il prossimo livello della nostra percezione.

Tuttavia, è un mondo reale. Devo solo cambiare le mie qualità, dalla ricezione alla dazione, e scorgerò questo “mondo capovolto”.

[228548]

Dalle lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/03/2018

Materiale correlato:
Kabbalah pratica: come si fa a sentire il mondo superiore? – Nell’unione del cerchio
Una mela nel giardino del Creatore
Saremo felici in questo mondo e nel mondo a venire

Che cosa c’entra il Creatore?

Domanda da Facebook: Tutto quello che insegni è pura psicologia delle relazioni fra le persone. Che cosa c’entrano il Creatore, la Luce e tutte le altre caratteristiche?

Risposta: Il fatto è che il Creatore viene rivelato fra le persone quando fra loro si crea una relazione speciale di dazione e amore. Non nella dazione terrena, nell’amore terreno, ma ad un livello superiore, cioè al di sopra del nostro egoismo.

Per salire al livello successivo, al di sopra del nostro egoismo, è necessaria la saggezza della Kabbalah, che, in linea di principio, si occupa solo di questo. Cioè, è sempre psicologia, ma al prossimo livello, quello più elevato.

Nella nostra psicologia terrena, in pratica, un essere umano non ha bisogno di cambiare se stesso. Qui invece deve ricevere la forza superiore, e la Kabbalah gli insegna come farlo. Ricevendo questa forza, costruisce sopra di sé un altro essere vivente completamente diverso che lavora in dazione e amore per gli altri, al di fuori di se stesso. Cioè, a livello materiale, “io sono dentro me stesso” , mentre sul piano spirituale, agisco “fuori da me stesso”.

La psicologia materialistica non può occuparsene; non ha strumenti per questo, non esiste nessun potere della Luce che può cambiare inversamente una persona. Pertanto, la psicologia è psicologia e la Kabbalah è Kabbalah.

Domanda: E’ possibile dire che la psicologia materialistica ci adatta alla realtà terrena mentre la psicologia kabbalistica ci prepara per la realtà superiore?

Risposta: Naturalmente, mi adatto a un diverso sistema di relazioni costruito sulla completa disconnessione dal mio egoismo e al di sopra di esso.

[228596]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 10/04/2018

Materiale correlato:
La differenza fra la saggezza della Kabbalah e la psicologia
La Kabbalah e la psicologia Junghiana
Perché la saggezza della Kabbalah si focalizza sull’aspetto sociale

New Life n.1016 – L’evoluzione della coscienza umana


New Life n.1016 – L’evoluzione della coscienza umana
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

La saggezza della Kabbalah vede la realtà come lo sviluppo del desiderio di godere che assume forme diverse. L’umanità si sviluppa socialmente spinta dalla propria energia creativa, dal desiderio di essere simile al Creatore. La natura umana si evolverà, e passerà dall’essere egoisticamente dannosa, sino all’essere completamente altruistica. Diverrà quindi più importante e piacevole per noi dare piacere agli altri piuttosto che ricevere per noi stessi. Quando diverremo più simili alla natura, si apriranno per noi le porte di un mondo completo, illimitato ed eterno.
[227737]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1016 – L’evoluzione della coscienza umana”, 3/06/2018

Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Domanda: Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Risposta: Il kabbalista è un ricercatore proprio come lo è lo scienziato; l’unica differenza fra loro è che il kabbalista ha semplicemente più strumenti universali di conoscenza nelle proprie mani. Egli si eleva al di sopra della propria natura animale ed esplora ciò che viene chiamato “la natura spirituale”.

Gli scienziati studiano ciò che è dentro di loro sin dalla nascita e, quindi, percepiscono tutto all’interno del quadro del nostro mondo. La differenza tra un kabbalista e uno scienziato è solo nel campo della loro comprensione. Pertanto, un kabbalista è lo stesso tipo di scienziato, solo impegnato nel prossimo livello, nel mondo superiore.

Se nel nostro mondo uno scienziato deve sviluppare normalmente i propri sentimenti e la propria mente sia qualitativamente che quantitativamente, un kabbalista deve sviluppare completamente nuovi desideri, pensieri e caratteristiche intellettive, che non hanno nulla a che fare con il mondo fisico. Il mondo superiore viene percepito ed esplorato in questi nuovi desideri e pensieri, e questa è la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Sono stati creati vari strumenti come i microscopi e i telescopi per studiare questo mondo. Quali strumenti ha un kabbalista?

Risposta: Egli stesso è lo strumento! L’espansione della sua percezione interiore è il suo unico strumento.

[228665]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

Materiale correlato:
Come conoscere la saggezza della Kabbalah
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore
La Saggezza della Kabbalah e il Lavoro Scientifico

New Life n.52 – Curare gli interessi di tutti


New Life n.52 – Curare gli interessi di tutti
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Il successo della società si misura dalla forza della connessione sociale e dall’equilibrio. Come possiamo raggiungere questo equilibrio? In tutti i nostri piani e le nostre attività, è necessario che ci sia preoccupazione per ogni persona come parte integrante del pubblico. Anche i Ministri che ci governano dovrebbero essere guidati dall’idea di raggiungere il pareggio di bilancio, piuttosto che prendersi cura dei propri interessi personali. Inoltre, il Governo dovrebbe sorvegliare l’industria in modo che al pubblico non vengano venduti oggetti a prezzi eccessivi. Il Comunismo e il Socialismo hanno cercato di eliminare il dannoso ego umano ed hanno fallito. Il Capitalismo ha cercato di andare d’accordo con l’ego ed ha fallito. Ora ci troviamo ad affrontare un periodo molto speciale della storia, durante il quale possiamo intraprendere il sentiero dorato, la via di mezzo, ed imparare a usare correttamente l’ego umano in modo che sia in equilibrio con l’ambiente che lo circonda. Scopriremo un potere illimitato all’interno del sistema sociale, che darà ad ogni essere umano una grande sensazione di vitalità.

[88067]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.52 – Curare gli interessi di tutti”, 8/08/2012