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Guardare telenovele porta alla depressione

Dr. Michael LaitmanMessaggio: Guardare le telenovele online negli ultimi anni non è solo diventato di moda. Questa funzione consente di catturare l’attenzione di molte persone e si riferisce già ad un nuovo tipo di dipendenza.

La rete globale moderna rende facile trovare molti film e altri programmi di intrattenimento. Nel weekend, si passano ore senza alzare lo sguardo dallo schermo durante la visualizzazione di programmi TV su Internet.

Questa tendenza minaccia lo sviluppo di depressione o di gravi disturbi psicologici e mentali.

Gli studi dimostrano che c’è un collegamento diretto tra la depressione e le trasmissioni che le persone stanno guardando in televisione.

Questo passatempo crea nell’individuo la sensazione di solitudine. Più le persone guardano teleprogrammi più sono inclini alla depressione e alla solitudine. Le telenovele hanno creato la dipendenza.

Il mio commento: Nel prossimo futuro, quando le persone avranno più tempo libero, quel passatempo diventerà l’unico accetato. Finché la sofferenza, non alzerà uomo dal divano e si butterà nelle braccia degli altri! Con la divulgazione del metodo di unione integrale prepariamo l’ambiente dove possono venire tutti coloro “che sono sempre sul divano”.
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Garanzia di Felicità

Dr. Michael LaitmanDomanda: E’ stato scoperto che i legami sociali della nostra vita hanno una forte influenza su quanto ci sentiamo felici nella vita. Se sono circondato da persone gioiose ed ottimiste, queste persone influenzano il mio umore e mi sento felice.

Più amici ho, più sto meglio. Questa cosa ha un effetto positivo anche sulla salute. E’ chiaro che nell’avere molti amici, un uomo può contare sul loro sostegno, come aiuto nel cercare un lavoro così come aiuto con il denaro. Però, perché le relazioni con gli altri occupano una posizione centrale tra tutti gli altri fattori che influenzano la felicità?

Risposta: Questa è la legge della natura. Tutte le sue parti – a partire dalle particelle elementari più piccole degli atomi fino alle enormi aggregazioni della materia, delle stelle, tutto il sistema ecologico integrato, la complessiva simbiosi della natura inanimata, vegetativa ed animata – vivono e si muovono solamente in una direzione: verso degli agglomerati sempre più sofisticati e complessi.

Un livello di connessione e di comunicazione tra tutte queste parti della natura determina il livello della vita, delle sensazioni, delle impressioni, e della capacità di sopravvivere e di proteggerci. Più la comunicazione è sviluppata nella società, maggiore è la nostra capacità di compensare e di correggere un problema presente in qualche settore a spese degli altri.

Lo facciamo un po’ come fa il nostro corpo, che è in grado di equilibrarsi e di superare i problemi, le malattie, e i virus, e tutto questo grazie ad un grande numero di collegamenti. In ogni cellula del corpo, non c’è nulla di speciale quando viene vista separatamente.

Poiché tutte queste cellule sono collegate insieme attraverso dei legami multilaterali e reciproci, sono sempre in grado di sostenersi a vicenda. Dentro il sistema c’è sempre l’opportunità di aiutare le parti del corpo che hanno dei problemi a superare la malattia ristabilendo l’equilibrio nel sistema.

Il corpo controlla costantemente tutte le sue parti e posiziona le risorse in base al livello di importanza di ognuna di queste parti e del bisogno che ne hanno per sopravvivere. Se potessimo trasferire queste stesse modalità alle relazioni nella società umana, si raggiungerebbe un completo equilibrio, un’economia sociale e psicologica ben equilibrata e una famiglia armoniosa.

Ma mancano le giuste connessioni per riuscire a farlo. E, d’altro canto, si può vedere di quali sistemi abbiamo bisogno per mettere insieme la massima armonia che sia basata sui legami che già esistono. In questo modo, le reciproche connessioni incominciano il loro lavoro che ci permette di sapere quali parti del sistema richiedono un maggiore sviluppo per migliorare il nostro ambiente, la società e la gente che c’è in essa.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 17.10.2013

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Dr. Michael Laitman3. La Forza fisica (Vigore)

Per condurre le consacrazioni nel Tempio sono richiesti moltissimi sforzi. Ad esempio, durante il giorno più duro di Yom Kippur “Il Giorno dell’Espiazione,” (Giorno del Giudizio) i Cohen dovevano digiunare.

Aronne era incredibilmente forte. Durante l’iniziazione dei Leviti, Aronne sollevò ognuno di loro e li scosse avanti e indietro, su e giù.

Un giorno, lui sollevò ventimila uomini. Il vigore di Aarone era eccezionale; tutti i Cohanim erano noti per la loro forza.” (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor“).

“Sollevare i Leviti” significa elevare il desiderio al suo prossimo livello, per dare al desiderio tutte e due le linee, la linea di destra e la linea di sinistra, e poi metterle giù in modo che loro possano capire come salire i livelli per conto proprio.

La Bina superiore che è simboleggiata dai Cohen (sacerdoti) possiede una qualità molto interessante che si trova così in profondità all’interno della proprietà della dazione che nessuno sa come elevarsi ad essa, come affrontarla. È come se una mano si estende dall’alto ed eleva uno al suo livello.

Questo è esattamente ciò che i Cohen hanno dovuto fare durante Yom Kippur perché in questo momento tutti i cinque desideri egoistici sono già “respinti” e le persone diventano “vuote”, ad esempio; pronte ad arrendersi a tutto ciò che è essenziale per loro.

Dato che le persone sono pronte a “morire”, vale a dire, completare l’auto-correzione ad una certa fase che è simboleggiata dagli abiti bianchi che i Cohen dovevano  indossare il “Giorno dell’Espiazione.” In questo caso, il superiore poteva fare qualsiasi cosa con l’inferiore che si era annullato.

Per i Leviti, i Cohen sono il grado superiore. Loro li portano al livello più alto. Essi si fondono con i Cohen annullando se stessi. Dopo che sono passati attraverso questo stato, tornano indietro in modo che autonomamente chiedono il potere della dazione ed amore per innalzarsi di nuovo al livello dal quale scesero, a prescindere dall’egoismo che è tornato a loro dopo che Yom Kippur è finito.

Domanda: Chi è un Levita?

Risposta: Il Levita personifica un vincolo di connessione con le persone, la parte inferiore di Bina. Attraverso di loro, i Cohen contattano Israele.

Un Cohen è un gradino verso il governo superiore che è connesso al Creatore; considerando ciò, i Leviti sono “aggroviglaiti”, sia con i Cohen sia con il popolo di Israele.

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Da Kab.TV “I Misteri del Libro Eterno” 14.05.2014

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Colui che dimora, la divinità ed il gruppo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa “Io dimoro in mezzo alla mia gente” (Re II 4:13) e come ciò è collegato al nostro lavoro rivolto al pubblico?

Risposta: “Io dimoro in mezzo alla mia gente” significa che noi scopriamo il Creatore nella Divinità, in tutti i desideri che si accumulano al livello parlante e che vogliono somigliare al Creatore. Divinità è il collettivo, la comunità, tutta l’umanità che raccoglie in sé la natura dei livelli inanimato, vegetale e animale e che diventa il sostegno, la sostanza di un desiderio, nel quale il Creatore, la Luce Superiore, viene rivelato.

Attualmente noi agiamo come è indicato nel seguente disegno: in alto il Creatore, nel centro il gruppo e sotto la comunità. Noi usciamo al pubblico, assorbiamo le loro mancanze, le trasformiamo in mancanze nostre e le innalziamo al Creatore. La risposta ci arriva dal Creatore, MAD 1 (la Luce) e così abbiamo qualcosa da trasmettere al pubblico, MAD 2 (nel disegno).

Comunque, dopo avere lavorato per un po’, raggiungiamo la fase nella quale il gruppo inizia a lavorare con il Creatore che si trova tra il pubblico. Il vaso, la Divinità (Shechina), questo è il pubblico; e la Luce, la parte interiore del pubblico, è colui che vi dimora (Shochen), il Creatore, che si trova nell’umanità.

Innanzitutto io mi correggo rispetto al gruppo e poi lo devo immaginare nella sua forma perfetta, nel mondo dell’infinito, lo devo vedere come la Divinità. Se esso mi sembra frammentata, ciò è solo il grado della mia frammentazione. Quindi lo devo accettare come corretto e devo continuamente cambiare me stesso, per vedere il gruppo in uno stato sempre più avanzato, elevato, spirituale, sacro ai miei occhi, un luogo dove il Creatore si rivela sempre di più. E quando sono in discesa e guardo il gruppo in modo egoistico, allora mi dico che sono io a determinare tutto questo ed esso cambierà per il mio bene; cioè io non sono al suo servizio, piuttosto è il gruppo ad essere al mio servizio.

E quando ci prendiamo cura del pubblico e tramite esso (dentro il centro del gruppo) raggiungiamo il Creatore, allora il pubblico diventa prezioso per noi. Il Creatore è prezioso per noi ed il pubblico è prezioso. Così noi iniziamo a chiarire il rapporto tra la Luce ed il vaso. Per quanto riguarda il vaso, tutto dipende dal tipo di Luce che noi scopriamo in esso ed il modo in cui sentiamo che stiamo arrecando gioia al Creatore.

In questa Luce noi scopriamo l’identità superiore che viene espressa tramite la natura del mondo. Il Creatore non ha altra forma se non quella che noi Gli attribuiamo. Al momento non Gli attribuiamo alcuna forma, quindi Lui per noi on esiste. E nella misura in cui noi riusciremo a darGli una qualche forma di dazione all’interno del vaso, in quella misura Egli sarà rivelato.

Così è detto “Io dimoro in mezzo alla mia gente”. Al livello successivo il gruppo sarà come il nostro “punto nel cuore” e tutto il nostro lavoro consisterà nel vedere l’umanità come la giusta base per la scoperta definitiva della Luce Superiore.

Questo livello arriverà da sé, in base al nostro grado di avanzamento, ma è necessario capire quanto sia importante la divulgazione oggi. Non facciamo semplicemente qualcosa di buono per la comunità; piuttosto noi lavoriamo col nostro vaso spirituale per scoprire il Creatore.

Ai nostri giorni abbiamo bisogno di un gruppo, una persona non è sufficiente per questo lavoro. C’era un tempo in cui bastavano due persone per scoprire questo rapporto lavorando insieme. Ciascuno lavorava fuori da se stesso, all’interno della connessione, e questo era sufficiente, come è scritto: “Il minimo di molti è due”. (Yerushalmi Yoma 13)

Ma ora neppure un gruppo forte ed avanzato di un migliaio di persone è in grado di scoprire la Forza Superiore. L’inizio della Divinità è qui e quindi bisogna dare sempre più risalto al pubblico. E così scopriremo molto in fretta che il pubblico non è solo Israele ma tutta l’umanità.

Il vaso inizierà a reagire. Tutta l’umanità, all’improvviso, inizierà a reagire in tutto il mondo.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2014

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Congresso di Arava 6/8.03.2015

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Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 1

Dr. Michael Laitman“Per diventare un sommo sacerdote, un Cohen doveva possedere cinque qualità.

Quali sono le qualità che un Cohen dovrebbe possedere per svolgere le funzioni del Primo Sacerdote?

1. La Saggezza è la prima e la principale proprietà.

Conducendo i servizi nel Tempio, il Primo Sacerdote rappresentava l’intera nazione. A tal fine, doveva essere grande nella Torà. (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor”).

“Essere grande nella Torà, “significa utilizzare la Luce Superiore per correggere l’egoismo. Quando uno riceve la Luce di Hochma (Saggezza), non per il proprio bene, ma per il bene delle altre anime, egli si chiama “saggio”.

2. Aspetto piacevole.

Anche se sembra che l’aspetto esteriore non sia una qualità notevole, per rispetto al Creatore e al Tempio era richiesto che il Primo Sacerdote doveva essere di bell’ aspetto. “ (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor“).

“Bell’ aspetto,” significa che le sue proprietà esterne sono dirette a vantaggio degli altri.

Dal punto di vista spirituale, un uomo è considerato “bello”, quando lui si illumina di luce. Non è il corpo che conta, ma le sue proprietà che sono di reale importanza. La Kabbalah descrive le proprietà di entrambi i desideri corretti e corrotti e i gradi della loro correzione.
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Da Kab.TV “I Misteri del Libro Eterno,” 20.05.2014

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Il Linguaggio segreto del Creatore

Dr. Michael LaitmanNon c’è nessuno tranne Lui” è il concetto principale e più importante nella saggezza della Kabbalah e in generale nella vita di un uomo. Prima di tutto, è la base fondamentale di tutta la nostra visione della vita e della percezione della realtà poiché tutto deriva da una sola forza.

Spetta a noi sapere come rapportarci a ciò che Lui disegna dentro di noi, e a come Lui ci ha costruito in modo da farci pensare che è come se esistessimo dentro un corpo in una realtà esterna, come se i desideri e i pensieri fossero risvegliati in noi in ogni momento in modo che ci sembri che noi esistiamo mentre la realtà è qualcosa che abbiamo intorno.

Ma tutto questo è in complesso un disegno immaginario che non esiste veramente; è solamente a noi che sembra così. Attraverso il giusto atteggiamento verso la realtà e verso di noi, attraverso tutto quello che percepiamo dentro i nostri sensi, possiamo raggiungere la vera percezione del potere superiore. Scopriamo che Egli esiste e che di fatto è Lui che determina e modella tutto per noi.

“Non c’è nessuno tranne Lui”, significa che tutto ciò che percepisco arriva dal Potere Superiore, che disegna questo scenario per me. Spetta a me rapportarmi all’intera realtà che arriva da Lui.

Io me ne dimentico in ogni momento, ed ogni momento è un nuovo modo di percepire una nuova realtà come se io esistessi e l’ambiente circostante esistesse di per sé, senza derivare da alcuna sorgente esterna.

In ogni momento devo concentrare la mia percezione, la mia visione interiore, i miei pensieri e le mie sensazioni interiori, sul fatto che alla fine tutto questo si risveglia in conseguenza dell’influenza che la forza superiore ha su di me. Esiste un punto particolare dentro di me e questa forza disegna tutto il resto per me. Dentro questo punto io percepisco me stesso ed il mondo nel quale tutto ruota e si trasforma.

Io devo dire che tutto ciò che sento come un’interferenza che mi fa deviare dalla giusta percezione arriva dal Creatore e da “Non c’è nessuno tranne Lui”: solamente Lui crea questa realtà e mi confonde in ogni momento. Spetta a me dire che tutto questo è per il mio stesso bene. Il che vale a dire che tutto ciò che mi attira o che respingo, tutto ciò che entra nella mia strada, è Lui che organizza tutto in modo preciso affinché, in base a tutte queste interferenze, mi indirizzerò in ogni momento alla sola fonte che risveglia tutto dentro di me.

In questa guerra tra me ed il Creatore (che mi confonde sempre), incomincio a rapportarmi al mondo come se esistesse di per se stesso, per via delle varie persone che mi influenzano e che risvegliano in me varie impressione e oltre a questo io continuo a cambiare me stesso. In tutto questo, spetta a me vedere solamente Lui.

In questo modo chiarisco tutti i reshimot (i ricordi), nel senso dell’intera rappresentazione che compiono davanti a me e nella quale io partecipo. Se persisterò, chiarendomi al meglio possibile, mi sembrerà di avanzare. Ma non è vero; non avanzerò in questo modo.

E’ logico che se mi rapporterò al Creatore in questo modo, allora mi ritroverò in un conflitto, in opposizione a Lui; ci ritroveremo uno contro l’altro. E questo atteggiamento non è corretto. Infatti, il Creatore ha organizzato tutti questi stati per me di modo che io mi possa dirigere sempre verso di Lui. Sbaglierò, mi confonderò, e non ce la farò a restare sempre direzionato verso di Lui e sentirò che tutta questa immaginaria realtà esiste su qualche schermo tra Lui e me, e su questo schermo Lui proietta il mondo per me.

Se un uomo vuole continuamente posizionare il Creatore dietro a questo intero scenario, raggiunge la disperazione assoluta perché non è in grado di reggerlo. Questa disperazione è utilissima, mirata dal Creatore. Infatti, quest’uomo inizia a sentire di avere bisogno di aiuto dall’alto, perché non è in grado di connettersi a questa sorgente, a questa singola causa che costruisce per lui la realtà che ha intorno a sé in ogni momento. E allora l’uomo si sfoga con una richiesta, con una preghiera, con un pianto, con un risentimento per avere sempre dentro di sé il desiderio ardente di essere in connessione con la sorgente, con la causa, con il Creatore, e per questo Egli gli sfugge. Una richiesta si viene a formare nell’uomo, la richiesta corretta affinché il Creatore lo aiuti. Significa che l’uomo interrompe il gioco, la competizione contro il Creatore, mente il Creatore aveva dato all’uomo la percezione del mondo in modo che egli potesse percepire se stesso. E l’uomo sente che questa è la realtà. Si rapporta ad essa senza connessione alla causa che la costruisce, che è la forza superiore. L’uomo vede che è sempre staccato dal Creatore e che si trova ad agire nello scenario di una realtà immaginaria.

Se la richiesta dell’uomo si avvicina ad essere sempre di più una richiesta interiore, l’uomo inizia a sentire di avere un dialogo con il Creatore sulla realtà, rivestita da interferenze, che egli non vede più come interferenze ma come aiuti. In questo modo egli si costruisce in modo da potere comprendere e percepire il Creatore. Inizia ad imparare il linguaggio, a come il Creatore si rivolge a lui attraverso tutta questa realtà e a come egli attribuisce tutta questa realtà al Creatore e sa come risponderGli.

E allora, dal suo lamento, dalla sua protesta contro il Creatore, l’uomo arriva a ringraziare. Inizia a comprendere che questo è il modo in cui il Creatore lo fa evolvere, crescere, lo educa. Egli gli insegna a comprendere il linguaggio superiore, che non passa attraverso le parole o le lettere ma attraverso il mondo circostante.

Il mondo intero, tutte le sensazione dell’uomo riguardo se stesso ed il mondo, tutte le sue percezioni diventano un linguaggio molto ricco, in quanto il mondo intero sta mostrando all’uomo come il Creatore si relaziona con lui e come l’uomo si relaziona con il Creatore in risposta.

Il mondo diventa uno schermo sul quale, attraverso varie forme, colori, suoni, attraverso tutte le differenziazioni nella percezione del mondo, l’uomo inizia ad identificare un codice assolutamente unico e nascosto. In conseguenza a tutto questo, l’uomo inizia a percepire e a comprendere il Creatore.

Invece di lamentarsi contro il Creatore per il fatto di non avere controllo sul mondo e per il fatto che non riesce ad identificare la sorgente, la forza superiore, la causa unica, egli inizia a ringraziare il Creatore per tutto quello che succede. A questo proposito è detto, “Il mondo intero è utile per lui”. Questo è il modo in cui un uomo avanza.

La domanda che incomincia a dipanarsi è, “Perché il Creatore ha fatto tutto questo?” Nella misura in cui l’uomo è pronto a ringraziare il Creatore, ad identificarsi con Lui, a staccarsi da se stesso, come se egli stesso non esistesse affatto, essendo invece pronto a penetrare nello scenario che il Creatore gli presenta e ad identificarsi con la forza superiore, allora egli inizia veramente a sentire, per mezzo di questo linguaggio, che è rappresentato dal mondo intero, di aver aderito al Creatore e che Egli procede insieme a lui attraverso i mezzi stessi delle interruzioni, dei cambiamenti, delle forme colorate, dei suoni, delle sensazioni e dei pensieri.

L’uomo si identifica con il Creatore e si cambia così tanto che inizia ad avanzare insieme al Creatore con lo stesso movimento. E non solo riceve delle impressioni dal Creatore, ma prova a reagire, ad aderire a questa forma, a questo mondo, a questo scenario. Non va dietro al Creatore come un bambinetto, ma insieme incominciano a lavorare con la stessa modalità, alla stessa velocità. E allora questo mondo scompare.

Il mondo è dunque il risultato della differenza tra l’influenza del Creatore sull’uomo e la reazione dell’uomo rispetto ad essa. Ma se essi iniziano ad essere uguali, a muoversi alla stessa velocità, e ad ogni passo e ad ogni movimento non c’è alcuna differenza tra l’azione che il Creatore inizia e l’azione che l’uomo finisce, e tutto succede insieme, allora la forma del mondo, lo scenario del mondo, scompariranno, (“Olam” [mondo] dalla parola “Halam” [nascosto]). Allora l’uomo ed il Creatore si connetteranno. Questo stato è chiamato “adesione”. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.
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Dal Congresso in Francia “Uno per tutti e tutti per uno”, 2° giorno 10.05.2014, lezione 2

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La causa di assuefazione è la solitudine…

Dr. Michael LaitmanMessaggio: Sono passati un centinaio di anni da quando sono state proibite le droghe. E durante questa lunga guerra alla droga i governi hanno creato la storia dell’assuefazione, che abbiamo adottato come verità. Ma la verità vera ci obbligherà a cambiare noi stessi!

Esperimento 1: Si è messo un ratto in una gabbia da solo, con due bottiglie d’acqua: una con acqua normale e l’altra con acqua ed eroina (cocaina). Il ratto, prova l’acqua con la droga, e ritornerà ad essa fino a quando non si uccide. Tuttavia, ciò si verifica solo se il ratto si trova in una gabbia da solo.

Esperimento 2: Si è costruito un parco per ratti: palline colorate, cibo migliore, gallerie che girano e alcuni amici. Insomma tutto ciò che il ratto può sognare. Tutti i ratti assaggiano l’acqua di entrambe le bottiglie. A questi ratti, con questo tipo di ambiente, l’acqua con la droga non è piaciuta!

Journal of Time: tra i soldati americani che hanno combattuto in Vietnam, l’eroina è stata usata spesso nella gomma da masticare. Inoltre, secondo l’Archivio di General Psychiatry, nella Seconda Guerra Mondiale il 20% dei soldati tedeschi erano eroinomani. Ma il 95% dei soldati tossicodipendenti ha smesso. Hanno preso la vita militare per piacevole. La droga non serviva più.

Esperimento 3: I ratti sono stati tenuti in isolamento e con forza riempiti di droga per due mesi, fino a quando ne sono diventati completamente dipendenti, il loro cervello si è impregnato di chimica. Successivamente vengono posti in un parco per ratti. Per un po’ di tempo hanno continuato ad utilizzare la droga, ma poi hanno smesso e sono tornati alla vita normale. La buona cellula li ha salvati.

Altresì, molte persone stanno prendendo diamorfina (nome medico dell’eroina) per alleviare il dolore. Ma quando si fermano, nonostante mesi di utilizzo, ritornano alla vita normale.

I tossicodipendenti di strada sono come i ratti isolati, soli, con l’unica fonte di conforto, la droga.

In ospedale il paziente è come il ratto nella seconda gabbia, quando torna a casa trova il buon ambiente.

Il contrappeso dell’assuefazione non è l’astinenza. È unione con le persone. La lotta contro la droga aumenta il numero di tossicodipendenti, dopo il carcere si trovano inabili e ciò garantisce un maggiore isolamento.

C’è un’alternativa. È possibile costruire un sistema che è progettato per aiutare i tossicodipendenti a recuperare il collegamento con il mondo ed essi lasciano la loro dipendenza.

Il Portogallo è il primo paese in Europa per consumo di droga, l’1% della popolazione utilizzava eroina. Hanno provato la guerra alla droga, ma il problema è peggiorato. Poi hanno depenalizzato le droghe e hanno stanziato denaro per la socializzazione dei tossicodipendenti in modo che abbiano uno scopo nella vita, per il quale si alzano la mattina.

Questo non vale solo per i tossicodipendenti. Questo vale per tutti noi, perché ci fa pensare in modo diverso. Gli esseri umani sono animali collegati. Hanno bisogno di comunicazione e di amore. Il detto più saggio del ventesimo secolo è: “Solo connessione”. Ma abbiamo creato l’ambiente e la cultura, che ha eliminato questo collegamento e ha offerto una parodia si chiama “Internet”.

La crescita della tossicodipendenza è un sintomo del nostro stile di vita, dobbiamo prestare più attenzione a questi esseri che vivono intorno a noi. Il 21 ° secolo è il secolo della solitudine. Tutti abbiamo bisogno di parlare di riabilitazione sociale per il recupero dalla malattia, ogni isolamento è come una fitta nebbia.

Il mio commento: Il ripristino della buona comunicazione reciproca tra le persone, a dispetto del nostro egoismo, è una panacea assoluta per tutti i nostri mali. E poi, attraverso la realizzazione dell’unità, andremo verso il mondo superiore, la perfetta esistenza eterna.
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Il valore dei Libri Santi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quindi di tutti gli oggetti che esistono al mondo e che ci servono in qualche maniera, ci sono anche i Libri Santi?

Risposta: Da tutte le cose hai aiuti psicologici, se vai in guerra, in battaglia e porti qualcosa con te ti sentirai più fiducioso ed avrai più successo, perchè associ tutto questo all’oggetto.

Domanda: lo so che questa è idolatria, ma funziona.

Risposta: Tra gli oggetti ci sono i Libri Santi, il loro obiettivo è portarci alla correzione, attraverso la Luce che riforma. Abbiamo una connessione attraverso il lavoro speciale nel gruppo e con la giusta intenzione abbiamo una connessione con la Luce che riforma, questo si chiama la Torà. La luce arriva e ci corregge ed attraverso questo noi alimentiamo la nostra vita fluendo in maniera differente.

Domanda: Quindi io capisco che i libri non si chiamano santi fino a che non li utilizziamo in maniera opportuna?

Risposta: Si veramente attraverso questo tu hai la santità che e’ la forza di Bina, in altra maniera cosa c’è di santo qui? un foglio, uno scritto che ci e’ arrivato dalla diaspora? da dove? e’ arrivato dalla Cina? è stato fatto con macchine che sono state costruite in Germania? o chissà dove li hanno stampati? tutto questo che importa non c’è nulla di santo qui.

Io posso baciare il libro come simbolo. Io so dentro di me che attraverso questo libro arrivo al Creatore, quindi questo è un mezzo importante per me, come la meta stessa, perchè senza libro non riesco a raggiungere la meta, però attraverso lui raggiungo la forza, ma non è lui la forza.

Domanda: Allora qui c’è un discernimento, cosa cambia la relazione con le persone?

Risposta: E’ un libro santo perchè attraverso questo io posso raggiungere la santità, solo questo, ma se non cerco di raggiungere il Creatore, allora per me questo libro non vale nulla e quindi è una saggezza della nazione. La Torà che tu impari è solamente perchè vuoi raggiungere la luce che riforma, “io ho creato l’inclinazione al male ed ho creato la Torà come spezia”, quindi attraverso questo libro tu ricevi; non hai altra scelta, vedi che odi gli amici, che non ti senti bene con loro, non ti senti bene con niente, sei distante dal Creatore, non sei capace di avere gusto in niente, ti brucia veramente lo sforzo interiore che fai. Quindi il libro si converte nel libro della Torà e per questo è scritto che “tutti e due studiavano dallo stesso libro, uno studia la Torà ed uno studia la saggezza”, entrambi stanno studiando dallo stesso libro. Come qui alcuni leggono e imparano la saggezza, altri imparano la Torà e quindi sia nella Torà che nella saggezza vi sono vari tipi di gradi.

Domanda:C’è scritto nell’introduzione al TES, che Dio non voglia, che tra quello che è lo studio della Kabbalah e la Torà non c’è nessuna differenza, ma tutte le estensioni sono nelle persone che se ne occupano.

Risposta: Diciamo che se due persone si occupano della Torà uno leggerà la Torà e sarà la Torà di Atzilut, e per l’altro sarà la Torà di Assiya.

Domanda: Quindi risulta che nel libro non c’è nessuna forza, ma è solo una questione psicologica, ossia come io mi relaziono con il libro?

Risposta: Si nel libro non c’è nessuna energia, è chiaro che è psicologico. C’è energia li, si lo puoi bruciare c’è un pò di olio, la carta questa è l’energia, ma non è come Harry Potter che vola nell’aria.

Domanda: Ma nel libro c’è la Luce Circostante?

Risposta: Nel libro??? tu puoi leggere e pensare che qualcosa esca da qui.

Domanda: Ma allora è tutto psicologico?

Risposta: Si è un libro, una storia e un autore, possiamo imparare da questo, parleremo di questo!

Domanda: Cosa significa che il libro è una rivelazione della Luce attraverso la quale io raggiungo se lo leggo, qui c’è un tema e quando leggo, cosa ottengo da questo?

Risposta: Quando io leggo mi connetto all’autore, e l’autore e’ il Kli spirituale ed attraverso il libro, in qualche maniera, io voglio associarmi a lui, voglio sentire quello che sta sentendo lui. Quindi attraverso questo mi connetto a lui come al superiore, lui è in un grado superiore ed io studiando il suo libro voglio raggiungerlo, attraverso lui raggiungo il Creatore allora mi connetto a Lui, mi unisco, aderisco a Lui, non al libro, o allo scritto, ma a Baal HaSulam e quindi attraverso questo ottengo un’illuminazione, ma non con questa carta.

Domanda: Quindi è con l’autore che mi connetto o con quello che scrive ?

Risposta: No, non con quello che scrive, questo non importa , io ho trovato un libro di Baal HaSulam e mi ha detto che è veramente superiore e non si può apprendere, ho trovato un libro scritto in cinese!!

Domanda: Ma io non so chi è Baal HaSulam?

Risposta: Lui è il desiderio corretto che è in connessione con il Creatore, perchè lui mi ha dato qualcosa, il suo libro è venuto a me ed io posso attraverso questo libro, anche se non capisco quello che c’è scritto, senza dubbio posso, voglio sapere, voglio entrare in lui.

Domanda: Bisogna capire quello che lui scrive?

Risposta: Baal haSulam aveva studenti che erano sefarditi non erano yiddish, e questo è il punto che anche se non erano ebrei e non parlavano ebraico, gli si insegnava in ebraico e loro sedevano e dopo capivano. Subito non capivano niente, ma qualcuno mi ha detto: “vedrai quanto capiranno più di te, anche se ora non capiscono le parole”.

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.01.2015, “Scritti di Baal Ha Sulam”

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L’attuale produzione alimentare minaccia di causare carenze di cibo in futuro

Dr. Michael LaitmanNotizia (tratta da The Independent): “Il mondo è entrato nell’era della ‘massima produzione alimentare’, con un iniziale calo della crescita di un assortimento di alimenti base che va da mais e riso a frumento e pollo. Le conseguenze sulla nutrizione a livello mondiale sono potenzialmente disastrose.

Un nuovo studio ha rivelato che la produzione di 21 alimenti base, come uova, carne, verdura e soia, sta cominciando a rallentare, mentre la popolazione a livello globale continua ad aumentare.

La massima produzione è quel punto nel quale la crescita della disponibilità di colture, animali o altre fonti di cibo inizia a diminuire, non il punto in cui la produzione è effettivamente in declino. Comunque la si considera un chiaro segnale che si sta perdendo slancio produttivo ed è solitamente solo una questione di tempo prima che la produttività raggiunga una fase di stallo e, in alcuni casi, inizi a crollare, anche se non è chiaro quanto tempo potrebbe richiedere questo processo.

‘Sono solo 9 o 10 le piante che nutrono il pianeta ma è stato scoperto che vi è un picco massimo nella produzione di tutte queste colture. Anche le risorse rinnovabili non dureranno per sempre’, ha affermato Ralf Seppelt del Helmholtz Centre.

La massima produzione di colture e bestiame, contemporaneamente, si manifesta a fronte dell’aumento della popolazione mondiale, che si prevede raggiungerà quota 9 miliardi entro il 2050; questo richiederà un incremento almeno del doppio nella produzione di cibo entro questa data, in base ad un altro studio della California Academy of Sciences.

‘La necessità di raddoppiare la produzione alimentare non è un dato di fatto ma piuttosto un avvertimento. Significa che dobbiamo cambiare i nostri stili alimentari ed il modo in cui utilizziamo il cibo’, ha detto Jonathan Foley, direttore della California Academy of Sciences”.

Il mio commento: Quando c’è una sovrapproduzione di cibo nel mondo, e l’unico problema è una corretta distribuzione, la natura ci spinge verso la correzione del nostro egoismo con tutti i mezzi possibili: fame, clima, guerre, problemi sociali, terrorismo, crisi familiari e tutti gli altri generi di problemi. Si manifesteranno problemi che non avevamo nemmeno immaginato che potessero esistere.
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