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Il Creatore in ogni oggetto del nostro mondo

Domanda: Com’è possibile arrivare a sentire che attraverso la cooperazione con un altro uomo io sto dando soddisfazione al Creatore?

Risposta: Perché succeda abbiamo bisogno di immaginare che dietro ad ogni amico, dietro al gruppo, si trovi il Creatore, che “non c’è nessun altro tranne Lui”, e che tutte le nostre relazioni sono infatti con Lui e non con nessun altro, è solo il quadro del mondo che mi confonde.

Adesso le persone sono sedute davanti a me. In questo io devo sentire che sono collegato a loro; sono collegato al Creatore. Più mi comporto rispetto a loro in una forma sempre più chiara e diretta, più intensamente io mi annullo davanti a loro, più intensamente mi annullo rispetto al Creatore. Dall’altra parte, più provo a donare loro correttamente, di portarli in questo stato, allora più sarò come il Creatore. Vale a dire, mi relaziono con loro sia come persone più grandi di quello che sono io (superiore) o come persone che sono più piccole di quello che sono (inferiore), ed io mi ritroverò sempre nel mezzo, tra questi e quelli.

In conclusione, sia con gli uni che con gli altri, questa è la mia relazione con il Creatore. E questo è ciò che mi viene dato in modo che io possa vedere il Suo rapporto rispetto a noi attraverso gli altri; è stabilito in questo modo affinché sia più facile per noi riuscire a lavorare con loro. Tutto dipende dalla nostra motivazione.
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(Dal Congresso di Stoccolma “Gioia ed Unione” 30.08.2013, Giorno Uno, Lezione 2)

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“Gli scienziati pregano? Einstein risponde alla domanda di una piccola bambina sulla Scienza vs. Religione”

Nelle notizie: (da Brainpickings): “Una piccola bambina di New York di nome Phyllis ha scritto una lettera al grande Albert Einstein nel 1936:

“‘La Chiesa Riverside

19 gennaio 1936

Mio caro dottor Einstein,

Abbiamo sollevato un dubbio nella nostra classe di scuola di Domenica: gli scienziati pregano? Abbiamo cominciato chiedendo se potevamo credere sia in scienza che nella religione. Stiamo scrivendo agli scienziati e altri uomini importanti, per cercare di avere una risposta alla nostra domanda.

Ci sentiremo molto onorati se risponderà alla nostra domanda: gli scienziati pregano, e se si, per che cosa pregano?
Siamo studenti del sesto grado, classe di Miss Ellis.

Distinti saluti,

Phyllis ‘

“Solo cinque giorni dopo, Einstein le scrisse – non è bello quando i giganti della cultura rispondono sinceramente alla curiosità dei bambini? – E la sua risposta parla della stessa qualità spirituale della scienza che Carl Sagan esaltava decenni più tardi e Tolomeo lo ha fatto millenni prima. Sei anni prima, Einstein aveva analizzato proprio quell’ argomento, in un linguaggio molto più complicato e con una flessibilità mentale retorica, nella sua conversazione con il leggendario filosofo indiano Tagore.

“’24 gennaio 1936

Cara Phyllis,

Cercherò di rispondere alla tua domanda nel modo più semplice possibile. Ecco la mia risposta:

Gli scienziati ritengono che ogni avvenimento, compresi gli affari degli esseri umani, è dovuto alle leggi della natura. Quindi uno scienziato non può essere incline a credere che il corso degli eventi può essere influenzato da una preghiera, che è, la manifestazione soprannaturale del desiderio.

Tuttavia, dobbiamo ammettere che la nostra attuale conoscenza di queste forze è imperfetta, quindi, alla fine, la credenza nell’esistenza di un finale, supremo appoggio spirituale si basa su una sorta di fede. Tale convinzione è ancora molto diffusa, anche con i risultati attuali della scienza.

Ma comunque, tutti coloro che sono seriamente coinvolti nella ricerca della scienza diventano convinti che un certo tipo di spirito si manifesta nelle leggi dell’universo, uno che è di gran lunga superiore a quello dell’uomo. In questo modo la ricerca della scienza conduce a un sentimento religioso di una specie particolare, che è sicuramente molto diverso dalla religiosità di qualcuno molto ingenuo.

Cordiali saluti

il tuo A. Einstein. ‘”

Il mio commento: Ecco qui una vista davvero kabbalistica della sussistenza di una forza superiore nel mondo, che non deve essere adorata, ma deve essere rivelata.
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Il modo per sentire l’anima collettiva

Domanda: Lo stato del mio gruppo è uguale a ciò che acquisiamo con lo “Schermo“? Lo stato del gruppo è lo “Schermo”?.

Risposta: Quando spingo il mio ego, il mio “io” lontano da me, e voglio prendere parte al gruppo con tutta la mia volontà, allora conseguo il mio stato corretto. Se ognuno di noi fa la stessa cosa, allora incominciamo a creare ciò che è chiamato un “gruppo”.

Questa intenzione condivisa che è la somma (?) delle nostre intenzioni (Kavana), è chiamata “Neshama” (Anima). E’ completamente nostra.

Con la divulgazione del metodo integrale, il 99% dell’umanità inizierà a percepire quest’anima attraverso di voi. Tutto ciò che si trova sopra di voi è il gruppo, compresi i Kabbalisti delle precedenti generazioni e tutti coloro che sono veramente più in alto di voi. E tutto ciò che si trova al di sotto di voi è il 99% dell’umanità. E voi diventate il canale, il conduttore, tra il livello superiore e quello inferiore.

Domanda: E’ possibile dire che nel preciso momento in cui inizio a sentire che le informazioni stanno passando da me a loro, il gruppo incomincia a formarsi? E’ come se io fossi responsabile per coloro verso i quali faccio divulgazione, ed essi entrano automaticamente nello stato di gruppo?

Risposta: Essi sono collegati a te, diventano parte del sistema generale del mondo, sebbene non consciamente, come dei bambini piccolini. E lentamente, nella misura della loro partecipazione a questo, essi raggiungono la consapevolezza, la sensazione dell’anima collettiva.
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(Dal congresso in Stoccolma “Gioia ed Unione” 1° giorno 30.08.2013, Lezione 2)

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“L’epidemia della solitudine”

Nelle notizie (da FBII.org): “I ricercatori statunitensi studiano la rapida svalutazione dei valori della famiglia negli Stati Uniti. I tradizionali rapporti tra uomo e donna, quando l’amore porta al matrimonio, rimangono indietro. Oggi, quattro americani su dieci credono che l’istituzione del matrimonio è obsoleta. Gli scienziati trovano difficile giustificare la situazione attuale, tuttavia, confermano che la società americana tende alla disunione.

“I giovani americani spesso indugiano al matrimonio. Questa è una tendenza tipica di molti gruppi etnici e razziali negli Stati Uniti, anche gli asiatici, che prima avevano i più alti tassi di matrimonio.

“Il divorzio è cosa comune nella moderna America. La ‘abitazione separata’ è consuetudine per le generazioni nate nella seconda metà del XX secolo. La percentuale di divorziati e allontanati, che hanno interrotto il loro rapporto, è molto più alta della percentuale di vedovi. E’ tipico per tutte le età, sia uomini che donne. La maggior parte dei divorziati e estraniati sono compresi tra 50-54 anni, gli uomini (17%) e le donne (21%).

“La stessa indagine ha mostrato che un nuovo matrimonio non è preferito dalla maggior parte degli americani. Solo il 29% dei divorziati vorrebbe sposarsi di nuovo. Tra i vedovi questo tasso è ancora più basso – 8%.

“Secondo gli studi, la disgregazione della famiglia non ha alcun legame con la grande recessione del 2008-2009.

“Come risultato, il tasso di fecondità totale (numero medio di figli per donna in età fertile 15-49 anni), è sceso al livello di riproduzione (tasso di sostituzione) – 2.1, e alla fine degli anni 2000, durante la recessione a – 1.9. “

“Inoltre, la percentuale di bambini nati fuori dal matrimonio è aumentata nel corso degli ultimi 50 anni fino a 8 volte – dal 5,3% del 1960 al 41% nel 2010. Il più alto tasso di nascite illegittime è tra le madri più giovani: l’86% dei bambini nati nel 2011 provengono da madri di età tra 15-19 anni, e il 62% dei bambini – da madri di età compresa tra 20-24 anni.

“Un record di 8% delle famiglie con figli minori negli Stati Uniti sono dirette da un unico genitore – il padre, contro poco più dell’1% nel 1960, secondo un analisi dei dati da parte del Centro di Ricerca e Analisi del Censimento Decennale e del Sondaggio della Comunità Americana. […] Gli uomini costituiscono una quota crescente di famiglie monoparentali.

“Come si può vedere, i valori della famiglia americana affrontano gravi disagi, che modificano la struttura della società e della coscienza sociale. Quasi non sorprende il fatto che la metà – il 45% – degli americani, per lo più giovani, approvano la decisione di votare da parte della Corte Suprema l’approvazione sulla perequazione dei gay ed etero. I conservatori rappresentano la minoranza – 40%.

“Il futuro della famiglia americana provoca allarme, dato che l’unione tradizionale tra uomo e donna, che è stata pianificata in anticipo e avere molti figli, probabilmente può essere classificato dalle future generazioni come uno scherzo.”

Il mio commento: I valori di tutti gli aspetti della società tradizionale sono in corso di riesame, e questo porterà ad una conclusione del tutto inusuale: la disponibilità ad accettare un nuovo tipo di relazioni familiari, proposti dall’educazione integrale. E si realizza quando il matrimonio non si basa sul desiderio sessuale, che ha già dimostrato di essere inefficace, ma sullo scopo finale della vita: l’unità con il Creatore e la possibilità di raggiungerlo con un partner particolare.
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Lo Zohar: Il programma di controllo del “Computer” della creazione

Il Libro dello Zohar, “La Notte della Sposa,” Paragrafo 145: La parola HaVaYaH è scritta sei volte, e ci sono sei versi da “i Cieli dichiarano” e fino a “La Torà del Creatore è perfetta” (Tehilim [Salmi], 19:2-8). E questo è il segreto della parola BERESHIT, che è composta di sei lettere: “IL CREATORE HA CREATO ET (I) CIELI E LA TERRA,” sei parole in tutto.

Lo Zohar spiega il programma: “C’è un programma davanti a te. Leggilo, parlane, e discutine. Coloro che ci riescono, lo ricordano, e coloro che non ci riescono, lo dimenticano; non importa. Lavoraci. In ogni caso non lo comprenderai. Ma, impegnandoti in questo programma, leggendolo e volendo conoscere di cosa si tratta e di cosa parla, lo stai piano piano mettendo insieme dentro di te, dentro i tuoi vasi, nei tuoi discernimenti.”

Questa è la ragione per cui leggiamo del programma di funzionamento. Esso si riveste in noi nella misura in cui noi vogliamo che lo faccia. Il testo stesso ci aiuta ad essere in qualche modo connessi a questo programma.

Ci sono anime differenti. Per la prima generazione il programma che è stato scritto nella forma della Torà era sufficiente, le generazioni che sono seguite hanno avuto bisogno di aggiunte, i Profeti, la Mishnà, Gemarah, e sempre più nuovi libri. Nel complesso, però, essi spiegano tutti il programma iniziale, i cinque libri della Torà, aiutandoci a desiderare di mettere insieme questo programma dentro di noi di modo che inizieremo effettivamente a funzionare in base a questo programma.

Domanda: Se seguiamo l’analogia del computer e del programma, allora l’hardware è il nostro desiderio di ricevere. Cosa fa il programma con il desiderio di ricevere, come lo fa funzionare in modi diversi?

Risposta: Nel nostro caso l’ hardware, il desiderio di ricevere, non cambia. Rimane lo stesso. A giudicare dall’Hardware il computer è perfetto. Tutta la differenza tra i programmi sta nelle connessioni, nei loro numeri, nella loro capacità di connettersi.

Il software connette solamente tutte le parti del computer, dà un numero ad ogni casella di memoria, in base alla sua importanza, e collega tutte le celle. Di conseguenza, ogni cella di memoria contiene alcune informazioni e sono tutte collegate in base ad un certo ordine. Questo ordine può anche cambiare, ma fa tutto parte dello stesso software.

Questo è ciò che effettivamente abbiamo. Tutte le celle adesso contengono uno e zero e tutto dipende dalla connessione tra queste celle. Questa è la vita, questo è tutto il software, tutto il programma di funzionamento, e tutto ciò che c’è. Non prendiamo in considerazioni le attuali celle di memoria, non lo zero e non l’uno in ogni cella. Cos’è importante e cosa determina le cose è l’ordine della connessione tra le stesse e la dinamica delle reciproche connessioni che cambiano costantemente, poiché questo è ciò che determina il flusso di informazioni che viene percepito in noi come il flusso della vita. La stessa cosa succede adesso nel nostro corpo.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Il Libro dello Zohar — Introduzione)

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I comportamenti imitativi colpiscono il tuo giudizio online

Notizie (tratte da ScienceDaily): Un nuovo studio co-scritto da un professore del MIT suggerisce che molte persone, infatti, sono fortemente influenziate dalle opinione positive che altre persone esprimono online – ma sono molto meno influenzate da opinioni negative pubblicate negli stessi siti. Certi argomenti, tra cui la politica, vede molto di più questo effetto “imitativo” degli altri[…]

Questo comportamento imitativo accade sistematicamente sui segnali positivi di qualità e di valutazioni,” afferma Sinan Aral, professore associato presso il MIT Sloan School of Management, e uno dei tre autori dello studio.

” ‘Le persone sono più scettiche dell’ influenza sociale negativa’, afferma Aral. ‘Sono più propense a “correggere” un voto negativo.”

“Mentre questo fenomeno di positività sociale suona abbastanza piacevole sulla superficie, Aral avverte che in esso ci sono insidie, come ad esempio la manipolazione di valutazioni online da parte di alcuni operatori politici, venditori, o qualcuno che sta per trarre profitto con la creazione di un aspetto esagerato di popolarità. […]

“A sua volta, Aral suggerisce, che dovremmo essere il più analitici possibile quando si tratta di sfruttare le decisioni collettive.

“Dobbiamo essere attenti riguardo la progettazione e l’analisi di sistemi che cercano di aggregare la saggezza delle Masse”

Il mio commento: Quindi, anche se la saggezza delle Masse è più vicina alla verità, ma in uno spazio egoistico, nessuno può essere sicuro che questa opzione non venga utilizzata da individualisti egoisti, e non dovremmo fidarci di questo indicatore su Internet fino a quando correggiamo l’egoismo e ci sbarazziamo dei truffatori.
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Tutti i problemi del Mondo

Il Creatore mostra un “performance teatrale” davanti a me in cui tutto, gli attori e tutti, sono pupazzi, tranne me. Quindi, cercando di avvicinarli a Lui, io in sostanza correggo me stesso. Tutto il mondo è una parte della mia anima, vasi rotti e dispersi, desideri che sono divisi oltre a me in direzioni diverse. E ora devo avvicinarli di nuovo insieme.

Se fossi abbastanza forte, il Creatore avrebbe potuto farmi sentire i dolori come miei. Tuttavia, per facilitare il mio lavoro, Egli mi manda la sensazione di “loro” problemi, così ci potrò lavorare. Comunque, se trascuro questo lavoro, sentirò che sono nei guai.

È per questo che ancora percepisco il mondo intero “di lato”, così è più facile per me lavorare. Anzi, se tutta la miseria delle persone che stanno morendo a causa della fame, delle guerre, e di altri disastri si manifestassero in me, se avessi concentrato tutti i miei vasi vuoti, anche sul piccolo grado del nostro mondo, non avrei potuto sostenere tale pressione.

Per evitare che questo accada, questi vasi sono stati alienati da me, e dati a me per sentirli come stranieri in modo che gradualmente, come divento più forte, io li porti più vicino a me. Allora, nel corso di questo approccio, trovo che non si trovano in difficoltà, che, al contrario, essi sono corretti e sperimentano il piacere. Baal HaSulam scrive su questo nel suo articolo “L’occultamento e la rivelazione del Creatore(*).

Non c’è atro modo, io non sono in grado di assorbire tutti i mali del mondo, anche se stiamo parlando dei miei vasi, desideri.

Noi non comprendiamo che la maggior misericordia è veramente nascosta nella rottura dei vasi. Alla fine, a causa di essa, ottengo un vaso capace di comprendere tutta la realtà, tutta la Luce del Creatore, tuttavia, non sento mai questo vaso vuoto così com’ è, perché questa sensazione è impossibile da sostenere.

Nella nostra piccola fase una persona può addirittura sopportare appena i suoi problemi. Così, cosa possiamo dire riguardo l’intera Malchut vuota del mondo dell’infinito? Alla persona, a volte, viene data una goccia di questo stato, l’ illuminazione di Malchut“, l’ orribile sensazione di un abisso spalancato…

Tuttavia, ci si è stata data la rottura dei vasi per aiutarci, e ora siamo in grado di superare una serie di stati, gradualmente li assembliamo insieme. E quando nel processo porto qualsiasi parte esterna più vicino a me, questo “frutto” amaro diventa dolce, e come risultato, li metto nel “cestino” fino a quando non è pieno di tutti i frutti dell’albero della conoscenza”
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.08.2013, Scritti di Baal HaSulam)

(*) Disponibile solo in inglese

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La terra come un sistema stabile

Nelle notizie (dall’ Università di Southampton): “I ricercatori dell’Università di Southampton hanno proposto una risposta al lungo dibattito su quanto è stabile il sistema Terra.

“La terra, con il suo nucleo – guida del campo magnetico, gli oceani di acqua liquida, il clima dinamico e la vita abbondante è senza dubbio il sistema più complesso dell’universo conosciuto. La vita sulla Terra è nata oltre tre miliardi e mezzo di anni fa e sembra che, nonostante le calamità su scala planetaria, come i massicci impatti di meteoriti, il galoppante cambiamento climatico e l’aumento di luminosità del Sole, ha continuato a crescere, riprodursi ed evolvere da allora.

“Quarant’anni fa, James Lovelock formulò la sua Ipotesi Gaia sul controllo degli aspetti della vita del pianeta e sul mantenimento delle condizioni che sono adatti per la diffusione della vita, nonostante gli shock e perturbazioni. Questa ipotesi è stata e rimane controversa in parte perché non vi è alcun meccanismo comprensibile per cui un tale sistema auto-stabilizzante planetario potrebbe emergere”.

Il mio commento: La Kabbalah studia il sistema dell’universo, sia nella forma generale che nella particolare. Le leggi della natura che la Kabbalah rivela sono immutabili in tutti i mondi, che sono livelli del rapporto tra materia (il desiderio, la proprietà di ricezione) e dell’energia (la Luce, la proprietà di dazione).

Tutto è stabilizzato primariamente secondo gli stati iniziali e finali del sistema (il piano della creazione). Il sistema è statico. Il progresso della transizione dallo stato iniziale allo stato finale è relativa solo all’oggetto che gli raggiunge: l’essere umano.
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La radice del Lavoro Spirituale

La radice del lavoro spirituale sta nel trovare il fondamento delle azioni che il Creatore compie su di noi. Nel momento in cui riveliamo che il Creatore è ovunque, che Egli è alla base di tutto e che è Colui che sostiene tutto, di fatto iniziamo a lavorare nel capire e riconoscere tutto questo. La comprensione ed il riconoscimento sono al di sopra della ragione dentro dei nuovi vasi e non nei vasi che abbiamo adesso.

Quindi, la nostra ascesa lungo i livelli della rivelazione è la rivelazione della Provvidenza superiore e la comprensione che il Creatore ha preparato e predisposto tutti gli eventi ed è la causa di tutto quello che succede. Più in alto saliamo la scala del conseguimento, più profondamente scopriamo le nostre radici guardando indietro a tutta la strada compiuta per ascendere fino al mondo di Ein Sof (l’Infinito).

Ogni volta scopriamo che ogni ascesa ha una radice più profonda di quello che pensavamo. Ogni azione, anche la più piccola, ed ogni stato hanno migliaia di diverse ragioni che sono collegate a migliaia di altre importanti azioni che influenzano la precise fondamenta della creazione.

A noi sembra di attraversare diversi eventi e accadimenti personali nei nostri rapporti con gli amici, con il gruppo, con il mondo esterno, con la nostra famiglia, con noi stessi, ma improvvisamente scopriamo come tutto questo, anche i dettagli più piccoli, sono collegati a tutta la realtà, a migliaia di anni evoluzione del nostro mondo, ad altri cicli di vita, agli elementi dell’universo, di tutta la creazione, al di sopra di tutti i mondi.

In questo modo dal “davanti” percepiamo “ciò che è dietro”, e da “ciò che è dietro” percepiamo il “davanti”. Con questo reciproco aiuto – come si dice, ” Alle spalle e di fronte mi circondi” – riveliamo il Suo diretto ed indiretto controllo. Un uomo desidera ardentemente che il “davanti” e “ciò che è dietro” siano rivelati, allora il “davanti” è rivelato, ed in questo modo la Luce di Hassadim e la Luce di Hochmà gli vengono rivelate una dentro l’altra nei nuovi vasi, ed egli consegue le sue radici.

Dalle radici, egli già consegue Colui che le mette in azione, che le prepara e le aggiusta, che significa, il Creatore, come è detto: “Dalle Tue azioni noi Ti conosceremo“.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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