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“Esseri umani: la vera minaccia per la vita sulla Terra”

Notizie (tratte da The Guardian): “La Terra è la patria di milioni di specie. Solo una domina. Noi. La nostra intelligenza, la nostra creatività e le nostre attività hanno modificato quasi ogni parte del nostro pianeta. In realtà, stiamo avendo un profondo impatto su di essa. Infatti, la nostra intelligenza, la nostra creatività e le nostre attività sono ora i piloti di ogni problema globale che abbiamo di fronte. E ognuno di questi problemi si sta aggravando mentre continuiamo a crescere verso una popolazione globale di 10 miliardi. In realtà, credo che possiamo giustamente chiamare la situazione in cui ci troviamo in questo momento di emergenza – un’emergenza planetaria senza precedenti.

“Noi esseri umani siamo emersi come specie circa 200.000 anni fa. In un periodo geologico, che è davvero incredibilmente recente. Appena 10.000 anni fa, eravamo all’incirca un milione. Nel 1800, poco più di 200 anni fa, eravamo all’incirca un miliardo. Nel 1960, 50 anni fa, eravamo in 3 miliardi. Ora siamo più di 7 miliardi. Ed entro il 2050, i vostri figli, o figli dei tuoi figli, vivranno su un pianeta con almeno 9 miliardi di persone. In qualche modo verso la fine di questo secolo, saremo almeno in 10 miliardi. Forse di più.

“Siamo arrivati a dove siamo ora attraverso una serie di civiltà e ‘eventi’ di adattamento della società, in particolare la rivoluzione agricola, la rivoluzione scientifica, la rivoluzione industriale e – in Occidente – la rivoluzione della salute pubblica. […]

“Da questo punto cominciano a venir fuori i primi segni delle conseguenze della nostra crescita. … Ora siamo più di 7 miliardi sulla Terra. Siccome il nostro numero continua crescere, continua ad aumentare il nostro fabbisogno di molta più acqua, molto più cibo, molto più terra, molti più trasporti e molta più energia. Come risultato, stiamo accelerando la velocità con cui stiamo cambiando il nostro clima. In realtà, le nostre attività non solo sono completamente interconnesse, ma ora anche interagiamo di più con il complesso sistema in cui viviamo: la Terra. È importante capire come tutto questo sia collegato. […]

“L’unica soluzione che ci resta è quella di cambiare il nostro comportamento, radicalmente e globalmente, a tutti i livelli.”

Il mio commento: E’ gratificante vedere come la consapevolezza riguardo a questo problema stia cambiando: la causa è sempre più ovvia, l’essere-umano deve cambiare il suo comportamento! Ma in che modo? Non esiste un altro metodo, solo l’educazione integrale e l’istruzione! Questo perché così facendo, una persona attrae l’influenza della luce superiore su di se, anche se non ha nulla a che fare con la Kabbalah. Con le sue azioni si eleva al di sopra della sua natura, e avanza verso le proprietà della luce. E così, attira la sua influenza su se stesso.
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E’ necessario essere “in tempo”

Domanda: Come uno studente che impara Kabbalah necessita di relazionarsi in un mondo nel quale ci sono molti problemi: terrore, la crisi economica e lo squilibrio ecologico? Cosa c’è bisogno di fare?

Risposta: La verità è che il mondo è in uno stato molto più difficile di quello che potessimo pensare, nel quale mancano consapevolezza e conoscenza. C’è un periodo di reazione dalla natura, che sta accumulando le nostre influenze negative, tutta la distruzione che le tiriamo addosso. La maggiore distruzione esiste nel livello umano nelle relazioni tra di noi da questo noi influenziamo direttamente il posto più vulnerabile, il sistema stesso.

C’era un tempo in cui il danno causato non era così grande. Questo era quando distruggevamo qualcosa nella selvaggia, meccanica parte della natura. Dopo questo abbiamo cominciato a distruggerla nei sistemi più sottili, tipo i meccanismi elettrici o elettronici che attivano l’intera natura. Abbiamo finalmente raggiunto il programma in se stesso, dove ogni piccolo infortunio porta a terribili e negative ramificazioni in tutto il sistema.

Questo è il problema. Oggi abbiamo sviluppato uno stato dove distruggiamo la natura a quel livello, il livello del programma della natura. Noi dobbiamo adattare noi stessi alla natura su questo livello: noi dobbiamo comprendere ciò, scoprire ed essere sensibili alla forza superiore ed assieme a lei, partecipare all’organizzazione di tutti i mondi. Ma ancora non stiamo facendo questo. Questo ritardo si accumula via via e ci esploderà addosso.

Di conseguenza vediamo così tanti problemi nel mondo: terrore, disastri naturali e bancarotte di intere nazioni. Gli Stati Uniti stanno assorbendo duri colpi: proprio come la sua influenza sul mondo è enorme così è l’intensità con cui si sentirà la corruzione del mondo. Nel trattenere questo accadimento, i nostri amici negli Stati Uniti devono fare molti grandi sforzi per lavorare insieme con ciò.

In generale questo è qualcosa che tutti i gruppi del mondo dovrebbero fare. Il mondo intero affronta grandi colpi che possiamo prevenire. Noi possiamo specificamente aiutare in questo, nessun altro può fare niente, nemmeno un presidente. Tutto dipende dalla forza superiore e la nostra sistemazione con ciò. Più correggiamo noi stessi e raggiungiamo eguaglianza con questo, più bilanciamo e saniamo la natura.

In questa maniera noi possiamo trasformare ogni influenza negativa in positiva. Dopo tutto, ogni influenza negativa che scopriamo in questo mondo, dovuta alla nostra mancanza di sistemazione alla natura sarà ricompensata come la realizzazione del male che noi possiamo trasformare in bene. Quindi invece di un disastro che potrebbe arrivare se falliamo nell’ammorbidirla portando la Luce dentro ad essa, noi sentiremo l’opposto: una grande ascesa.

Il male ora si sta accumulando come risultato delle nostre opere. Il tempo è stretto, sta diventando critico. Tutto dipende da una domanda: Abbiamo abbastanza tempo per attirare la Luce verso questa carica negativa accumulata dall’umanità, trasformandola in positiva, oppure no? Questo è dove la decisione si prende sia che noi pieghiamo il mondo sulla scala della colpevolezza alla scala della giustificazione.

Centinaia di migliaia di tonnellate sono già state cumulate nel lato delle accuse, che possiamo trasferire al lato dei meriti, significa trasformare i peccati in meriti. Maggiore è una persona, maggiore è il suo ego. La cosa più importante è dirigersi verso la correzione. Io spero veramente che grazie ai congressi come questi, noi accumuleremo sufficiente potenza per attirare la Luce che Riforma quindi invece di accumulare energia negativa nel mondo, scopriremo il suo opposto: l’energia positiva.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.04.2013, Scritti di Rabash)

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Conta solo la preparazione

È molto importante il modo nel quale ci addormentiamo la sera, e anche di più, come ci svegliamo al mattino, come ci siamo allenati ad alzarci. Anche un corto tempo di risveglio prima della lezione del mattino potrebbe essere usato in maniera molto effettiva per risvegliare il cuore. Succede grazie a un desiderio comune condiviso da tutti, un tema, o una canzone che ci aiuta tutti quanti ad aspirare a un centro insieme.

Tale preparazione per la lezione è necessaria in modo che tutti si avvicinino a essa completamente pronti, come uno.

La prontezza è messa alla prova dal tuo desiderio, aspirazione per raggiungere qualche cosa di nuovo sia nel tuo cuore sia nella tua mente. Per ottenere la sensazione di essere chi dona, una persona dev’essere d’accordo nel inseguire la proprietà della dazione con tutta la propria devozione e di rifiutare qualsiasi profitto e ricezione. Lui deve “scaldare se stesso” un poco e sentire la differenza tra il suo stato desiderabile e quello reale, ad affinare la propria percezione e prontezza per cogliere i dettagli più profondi.

È molto importante preparare te stesso in questa maniera prima della lezione. Altrimenti starai ad ascoltare e non sentirai niente, come se ti stessi appena svegliando. E questa è una grande perdita. Una persona non preparata è come se non ci fosse alla lezione.

Dall’Alto viene presa in considerazione solo la preparazione, dato che è qui dove mettiamo avanti i nostri sforzi. Se mi siedo e mi sveglio a scapito della lezione stessa, allora accade non per i miei sforzi personali, ma grazie all’ambiente. Tale preparazione non è più attribuita a conto mio, e quindi è meglio per me che io lo faccia da me.
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(Tratto dalla Preparazione per la lezione del 23.04.2012)

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Trovate il vostro posto dove lavorare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 44: E tutti gli elementi spirituali dell’inanimato, vegetativo, ed animato nell’altro mondo, che corrispondono alla Sefira di Malchut di Assiya, servono e aiutano il Partzuf di Nefesh di colui che si è innalzato qui.

Domanda: Quali sono gli elementi spirituali della natura inanimata, vegetativa ed animata?

Risposta: Tutte le cinque fasi, dalla fase basilare fino alla fase quattro, si collegano nello sforzo di un uomo. Sebbene ci sforziamo solamente rispetto all’intenzione, solamente rispetto alla natura umana che c’è in noi, ci sono anche altri strati nel desiderio, nel quale siamo gestiti, non avendo libero arbitrio. Questi strati del desiderio sono uguali ai nostri bisogni fisici e sono compresi nel nostro lavoro; lavorano su di noi mentre noi non possiamo influenzarli in alcun modo. Come dice Baal HaSulam in “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah“, gli elementi della natura inanimata, vegetativa ed animata, ascendono e discendono insieme agli elementi umani non avendo alcuna responsabilità propria.

Domanda: Ciò significa che nella spiritualità facciamo anche delle cose non per nostra scelta?

Risposta: Naturalmente. La stessa cosa succede anche nel nostro mondo poiché è un’esatta replica della spiritualità. Non devo lavorare sulla moltitudine delle forze spirituali che non appartengono al livello umano. A livello umano devo inoltre chiarire subito le cose e solo dopo compiere le correzioni. Primo, dovrei chiarire dove posso esattamente mettermi al lavoro in modo da fare dazione dove mi potrà portare a dei risultati concreti. Importantissimo è differenziare tra l’ “area di lavoro” e quella di “non lavoro”, ed impegnarsi di più nella prima.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Al di là del desiderio verso l’unione

Domanda: Prima di conseguire l’amore, è necessario arrivare all’avversione rispetto ad un amico? Che cos’è quest’avversione, quest’odio nella spiritualità?

Risposta: Noi non aspiriamo mai a scoprire l’odio. In nessun modo o maniera! Non nella famiglia, non a casa, con i nostri figli, con nessuno!

Non abbiamo bisogno di aspirare a niente di brutto! Solamente attraverso l’aspirazione per il bene possiamo comprendere la nostra vera natura. Cercando di amare un amico, incominciamo a scoprire che lo odiamo. Perciò, sul cammino verso “E amerai il tuo amico come te stesso”, scopriamo dei grossi problemi. E tutte le volte, dopo averli superati, cadiamo di nuovo nell’odio.

Se volete conoscere la vostra natura, vi dovete dirigere solamente verso l’amore, che vale a dire essere incorporati nella massima misura nell’altro: “Che cosa vuoi? Che cosa ti manca per conseguire lo scopo?” Provate a spingerlo verso questo scopo, anche se voi aspirate allo scopo per voi stessi. Non lo dovete fare in base ai vostri calcoli egoistici; ma perché è proprio lui che lo vuole.

Provando a fare tutto artificiosamente a vantaggio dell’amico, incominciate a scoprire che lo odiate: “Perché ho bisogno di aiutarlo?Quanto riesco a desiderare che egli ci arrivi? Dove sono io in tutto questo?” L’odio appare qui molto velocemente e noi abbiamo bisogno di lavorarci.

Ma questa prima scoperta del vero odio oltre gli sforzi che abbiamo fatto per avvicinarci reciprocamente, è già un odio spirituale. Non è come lo conosciamo nel nostro mondo. Nel nostro mondo non teniamo conto delle emozioni positive o negative.

Tutto quello che c’è nel nostro mondo giunge ad una persona attraverso il suo ego, quindi noi non lo prendiamo in considerazione nel mondo spirituale. E lavorando sul modo di avvicinarci agli amici del gruppo, nella misura del nostro sforzo di avvicinarli, di appagarli, e di elevarli, incominciamo a vedere quanto siamo completamente opposti a tutto questo; questo è il nostro lavoro. E l’avversione comparirà qui e sarà già spirituale. Tutta la spiritualità è conseguita solamente al di là dell’aspirazione per l’unione – solamente così – sia positivamente che negativamente.
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(Dalla Preparazione al Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

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Il lavoro delle donne su due linee

Domanda: Il nostro gruppo virtuale di dieci donne si riunisce dopo ogni lezione. Condividiamo le nostre impressioni, leggiamo uno Shamati insieme e si ha la sensazione di ricaricarsi l’un l’altra. C’è qualcosa di spirituale in questo oppure le donne sono esenti dal farlo?

Risposta: Prima di tutto le donne hanno bisogno di tutto ciò di cui gli uomini hanno bisogno. Secondo, la persona si trova dove si trovano i suoi pensieri, quindi state facendo un ottimo lavoro. Connettetevi e pensate che è molto importante.

Se voi non siete connesse non sarete in grado di impressionare gli uomini. Ogni donna è impotente da sola. Solo se siete connesse, almeno in un gruppo di dieci, sarete in grado di impressionare gli uomini. Loro inizieranno a sentire inconsciamente che li state facendo pressione, che gli state chiedendo proprio come una donna chiede al marito.

Questo è il modo in cui siamo fatti! Ed è molto importante! Quindi, incoraggiare ed esigere al tempo stesso è il lavoro di una donna su due linee. Dobbiamo usarlo. Gli uomini che non lo percepiscono si priveranno dei più forti mezzi per avanzare! Loro devono rifiutare questo. In caso contrario non avranno alcun incentivo.

È la natura femminile che può obbligare un uomo ad agire. Anche gli psicologi e gli storici parlano del fatto che un uomo può fare qualsiasi cosa per una donna. Una cooperazione reciproca tale fa parte della nostra natura.

Dovete perciò agire insieme e impressionare insieme il gruppo degli uomini e pretendere realmente che essi prestino attenzione e prendano sul serio il vostro desiderio. Si tratta di un lavoro serio. Vedo ovunque che dove esiste un gruppo forte di donne, anche gli uomini riescono.
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(Dal Congresso di Karasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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