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La crisi si diffonde in America Latina

Nelle Notizie (da La Commissione Economica per l’America Latina): “La debole economia globale, dovuta principalmente a causa delle difficoltà incontrate da Europa, Stati Uniti e Cina, ha colpito la crescita in America Latina e nei Caraibi. Secondo le stime presentate oggi dalla CEPAL, nel 2012, la crescita della regione sarà più lenta rispetto agli anni precedenti.

“Nell’Indagine Economica dell’America Latina e dei Caraibi 2012, lanciata a Santiago del Cile, l’agenzia delle Nazioni Unite afferma che il rallentamento sperimentato dalle economie nel 2011 è stata riportata anche nella prima metà del 2012, e questo ha portato giù la proiezione di crescita per l’ intero anno dal 3,7% annunciato a giugno, al 3,2%.

“Secondo il documento, il consumo privato è stato il principale motore della crescita regionale, grazie alla crescita dei mercati del lavoro, l’aumento del credito e – in alcuni casi – le rimesse. Tuttavia, il rallentamento repentino della domanda estera e la tendenza al ribasso dei prezzi delle merci di esportazione hanno fatto del commercio estero, il modo principale in cui le crisi internazionali sono passate alle economie della regione. “

Il mio commento: Fino a poco tempo, Russia, Cina, Brasile e altri paesi gongolavano per la crisi dei “capitalisti”, ma il mondo è globale e integrale ed è per questo che siamo insieme sulla stessa barca che affonda, e noi dobbiamo essere salvati insieme. La nostra salvezza dipende dal nostro aiuto reciproco. In tal modo, infatti, la Natura ci costringe ad unirci prima che sia troppo tardi, perché in caso contrario ci troveremo di fronte ad un conflitto mondiale.
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Lezione virtuale – Fondamenti della Società Integrale – 21.10.2012

Fondamenti della Società Integrale
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Seminario di Unità

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Una scintilla del desiderio del Creatore

Domanda: Perché ad una persona sembra di poter avanzare da sola senza l’aiuto dell’ambiente?

Risposta: Le persone preferiscono fare affidamento su sé stesse, in quanto sono solite attuare i loro metodi egoistici abituali. A causa del desiderio egoistico, non si fa appello alla Luce superiore che riforma, ma si crede di poter guadagnare tutto utilizzando le proprie conoscenze e i propri sforzi. Tendiamo a pensare di essere intelligenti e forti abbastanza da superare tutti gli impedimenti e da ottenere una ricompensa senza un aiuto esterno.

Crediamo di non aver bisogno della forza superiore, il Creatore. Quando ci sentiamo potenti, trascuriamo il fatto di mantenere la connessione con la forza superiore, anche quando presumiamo che essa esista. Si comincia a immaginare la propria associazione con la forza superiore soltanto di fronte alle minacce di questo mondo o temendo una punizione dopo la morte in un mondo futuro, ovvero, solo quando non ce la si può fare da soli.

Se una persona è sicura che avrà successo e soddisfa i suoi desideri egoistici per conto proprio, non si sforzerà di raggiungere la forza superiore. Tuttavia, quando la scintilla che è parte della Luce superiore si risveglia in una persona, essa sente che non può essere soddisfatta fintantoché non si connetterà alla forza superiore, la quale gli conferisce un ulteriore appagamento.

La scintilla non è soltanto una particella di Luce dall’alto che è stata tagliata via e piazzata dentro di me. Questa scintilla è l’illuminazione più debole della Luce, del Creatore che è disceso dentro la persona: l’inizio della rivelazione del Creatore in me. Questo è l’incipit dell’uomo (Adam) dentro di noi, simile a (Domeh) al Creatore.

La scintilla ha bisogno di essere collegata al desiderio di godere, in modo che questi siano portati all’armonia, stabilendo la corretta connessione fra di essi. Questo è ciò su cui dobbiamo lavorare finché il Creatore non rivelerà completamente Sé Stesso a noi e non solo una tenue scintilla; in altre parole, anziché di un piccolo desiderio del quale essere contenti, noi dovremmo sia trovare una grande ambizione sia raggiungere l’adesione completa.

Una piccola parte del Creatore è rivelata in noi: ciò è chiamato un risveglio spirituale, una scintilla. Una piccola parte del grande desiderio di godere risveglia tutte le mie passioni terrene per il cibo, il sesso, la famiglia, la ricchezza, il potere, e la conoscenza.

La differenza tra il mio desiderio naturale e la scintilla è che il desiderio per essere soddisfatto richiede di riempire noi stessi per il nostro bene, mentre la scintilla richiede di riempire gli altri, dazione. Essi si contraddicono a vicenda, e così una persona perde la propria testa quando per la prima volta percepisce la scintilla.

La persona avverte la discrepanza poiché il desiderio di essere soddisfatto la trascina in questo mondo con tutti i suoi piaceri egoistici, mentre la scintilla della dazione ci porta in una dimensione del tutto diversa, nonostante non sappiamo dove o cosa sia. A questo punto, smettiamo di preoccuparci di questo mondo e diveniamo totalmente attratti da un qualcosa di più nobile e celestiale.

Alla fine, la scintilla ci conduce ad un luogo speciale dove abbiamo modo di realizzarla, cioè, nel posto dove il desiderio del Creatore si rivela con maggiore forza. Il luogo si chiama un gruppo Kabbalistico.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 6.06.2012, Shamati #21)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.10.2012

Preparazione alla Lezione
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Rabash, Scritti Sociali, Pagina 14, “L’Amore degli Amici”
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Il Libro dello Zohar, Aharei Mot (Dopo la Morte), Lezione 27
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TES, Volume 3, Parte 8, “Ohr Pnimi”, Punto 31, Lezione 19
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Matan Torà (Il Dono della Torà)
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Tornare indietro dal punto di non ritorno

Domanda: Una persona può tollerare e regolarsi alle crisi e tensioni fino a quando perde tutte le sue energie e vede chiaramente che è passato a un punto di non ritorno. Può succedere che in tutta l’umanità si verifichi questo problema e raggiunga il punto di non ritorno?

Risposta: Un punto di non ritorno è uno stato molto buono. A cosa si desidera ritornare? Quando comincio a capire che la mia mente, il mio intelletto, è inutile, provo a cercare un modo di uscirne. Così giungo alla conclusione che sono io colui che deve cambiare.

Domanda: Come possiamo rendere una persona consapevole del fatto che l’intero bacino di risorse e di energia sono quasi esaurite e quindi se continuiamo a usarli ancora un po’, sarà impossibile cambiare le cose?

Risposta: Per questo, dobbiamo “accendere” il sistema di educazione, istruzione, diffusione, pubblicità, ecc. Dobbiamo renderci conto in anticipo che è nostro dovere di causare i cambiamenti nella società, per portala al prossimo grado, uno stato migliore, considerando che un avanzamento passivo sotto la pressione interna dell’egoismo ci porterà solo afflizioni.

Il problema è che siamo attualmente in uno stato in cui non troviamo soluzioni. Sto parlando dal punto di vista della gente normale, così come dagli scienziati, per non parlare di coloro che hanno l’autorità e che definiscono, per così dire, il nostro sviluppo sociale. Essi non considerano il cambiamento della persona come una soluzione, ed ecco perché tutto rimane in stallo.
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(Da un programma di televisione: “Un Mondo Integrale”: La formula di una società integrale, 03.07.2012)

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Quattro passi verso Keter

Quando si rivelano in noi delle intuizioni spirituali, di fatto cominciamo a vedere e a capire gradualmente e in modo sempre più chiaro che ogni cosa dipende dal “luogo” (il Creatore), il che significa dal numero e dall’intensità dei miei discernimenti che rivelano la realtà spirituale e che mi mostrano fino a che punto sono connesso a tutti gli altri. Tutto dipende dal numero dei discernimenti e principalmente dalla loro intensità e dall’intensità della connessione.

Ognuno di noi scopre improvvisamente diversi discernimenti della propria percezione egoistica, ma rinuncia al proprio ego al fine di connettersi con gli altri. Si scopre che una “ammaccatura” appare nel mio desiderio di fronte ad un “rigonfiamento” nel desiderio dell’amico, ed un “rigonfiamento” del mio desiderio appare opposto alla sua “ammaccatura.” Quindi ci connettiamo, poiché ognuno si arrende all’altro.

Si scopre che ho rinunciato ai miei interessi al fine di connettermi all’amico, ma lui, nella sua percezione, scoprirà questi “rigonfiamenti” del mio ego e annullerà sé stesso per connettersi con me. Dunque, noi non annulliamo il nostro ego, ma lo utilizziamo costantemente attraverso più “rigonfiamenti” e “ammaccature.” La nostra percezione sensibile e raffinata e la sua intensità dipendono dalla quantità di tali connessioni, nelle quali scopriamo sempre più discernimenti.

Questo è come il vaso generale costruito per l’interesse generale. Più scopro mancanze comuni, più posso annullare me stesso e connettermi con gli altri. Ma poi devo pensare al motivo per cui lo sto facendo —per la rivelazione della Shechina (Divinità). Qui devo raggiungere un’ulteriore connessione che è più interiore e per uno scopo più alto, scoprendo che è il Creatore.

Il Creatore non è una qualche personalità, ma un discernimento che ho rivelato come conseguenza della mia chiarificazione. È la Sefira superiore di Keter, che scopro dopo aver chiarito tutte le Sefirot che la precedono. Proprio come il comandamento dell’amore, che dobbiamo raggiungere, ma che in realtà non siamo in grado di raggiungere. Esso si rivela a noi da sé se attuiamo tutti i comandamenti che lo precedono.

Avviene lo stesso quando si tratta di connessione. Se io lavoro con il mio punto nel cuore nel gruppo e mi connetto con gli amici, allora all’interno di questa connessione, in tutte le quattro fasi, scopro la loro radice interiore chiamata Shechina. La Shechina simboleggia la rivelazione del Creatore.

Non posso costruire da solo quest’ultima fase, Keter, colui che dona. Si rivela poiché salgo i quattro gradini verso di essa.

Ho fatto tutto quello che era in mio potere, ho rivelato da solo le quattro fasi e le forme di connessione, e poi scopro la fase Keter sulla quale però non posso lavorare da solo. Questa è la Shechina. Da parte mia, posso completare il lavoro e così vi sarà una scoperta che mi attende, come è detto “ho faticato e ho trovato.”
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la mutua garanzia)”)

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La vita insegna

Dalla stampa (The Guardian): “Carote bitorzolute, patate strambe, zucchine storte e cavolfiori scoloriti si vedranno sugli scaffali dei supermercati dopo la peggiore stagione di raccolti che gli agricoltori hanno avuto da decenni.[…]

“Di giovedì, Sainsbury ha ammorbidito le sue regole circa la presentazione dei prodotti freschi e lascia che la frutta e la verdura, che di regola sarebbe gettata sotto i trattori, venga venduta nei suoi 1,102 negozi.

“Un’indagine dello scorso anno condotta dall’ufficio governativo per la riduzione degli sprechi, Wrap, ha dimostrato che la recessione ha spinto i supermercati e le famiglie a gettare meno cibo. Secondo Wrap, le famiglie Britanniche buttano nello sporco quasi 7,2 milioni di tonnellate di cibo per anno – con una riduzione del 13% o 1,1 milioni di tonnellate dal 2007″.

Il mio commento: Vuol dire che piano piano potremmo diventare dei consumatori assennati!
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.10.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 13
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Il Libro dello Zohar, Aharei Mot (Dopo la Morte), Punto 357, Lezione 26
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KFS, Arvut (Mutua Garanzia), Pagina 258, Punto 27
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Preparazione alla Lezione 2
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Scritti di Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot, Punto 11
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Scritti di Rabash, Articolo 18
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KFS, Rav Yehuda Ashlag “La Pace”, Pagina 261
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Seminario di Unità, Lezione 6
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Seminario di Unità – Il Dono della Torà
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Tutti girano indipendentemente

Domanda: Che cosa dobbiamo fare affinché il cuore si decida a connettersi? Abbiamo deciso tante volte di connetterci, ma non sappiamo come cominciare.

Risposta: Dobbiamo costruire sistemi che non ci lascino scampo. Immaginate di dover custodire un gregge molto grande in cui ci sono molti animali, tra cui: mucche, cervi, tori, pecore, ecc. Dobbiamo saper trattare ogni tipo di animale: alcuni hanno bisogno di cani da guardia, altri hanno bisogno di pastori, e un altro tipo ha bisogno di un recinto in modo che non scappino.

Dobbiamo fornire ad ogni tipo di animale, il giusto tipo di cibo: alcuni hanno bisogno di cereali, e altri di erba, e tutti hanno bisogno di acqua. Devo prendermi cura di tutte queste cose. Anche del gruppo devo prendermi cura nello stesso modo e fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno per non scappare, ma raggiungere il nostro obiettivo con successo e in modo sicuro.

Dobbiamo pensare a tutto ciò, e questo è tutto il nostro lavoro. Dobbiamo raggiungere le prime dieci Sefirot, il che significa la minima connessione tra noi. Anche se è egoista e opposta alla spiritualità e alla santità, è già una connessione. Ora stiamo semplicemente disgiunti, e nessuno vuole connettersi in nessun modo agli altri. Siamo come ingranaggi che non si connettono per girare in modo indipendente.
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(Dalla quata parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.10.2012, Prefazione al Libro dello Zohar)

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