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Il ritorno alla natura

Domanda: Chi dovrebbe insegnare ad un gruppo di donne, un uomo o una donna?

Risposta: Un uomo. Una donna non può essere un’insegnante; può essere la sua assistente e non sempre anche. In ogni caso, l’immagine dell’insegnante, l’immagine dell’istruttore, l’immagine del leader, è dell’uomo.

Domanda: Cosa dovrebbero includere le lezioni pratiche per le donne? Dovrebbero le donne discutere con gli uomini?

Risposta: Trascorrono molto poco tempo a discutere sia gli uomini che loro. Loro studiano questo oggettivamente.

Noi cerchiamo solo di organizzare le lezioni per loro, di limitare i giochi e di unirci agli eventi, per evitare di interferire con la loro parte interiore o di farle sentire forzate o obbligate. Dopotutto, tutto il nostro sistema è integrale, esso è costruito solo sulla consapevolezza. Senza la consapevolezza, una persona non avanza. L’avanzamento dell’uomo o della donna dipende solo dal grado della sua realizzazione del suo stesso desiderio per il movimento interiore ed il cambiamento personale.

Ecco perché le donne cominciano a lavorare dentro gradualmente, solo nella misura della loro comprensione del materiale e non basandosi sul contatto tra loro. Se sono in un gruppo, è solo per discutere il materiale studiato, ma mai da una prospettiva personale, come nel gruppo degli uomini.

Commento: Oggi noi osserviamo un misto di regole e quello di cui stiamo parlando adesso è un ben dimenticato passato.

Risposta: No, il misto moderno di regole è artificiale. Non è naturale, ma imposto e la gente può essere facilmente spogliata di cose fatte da loro oggi. Noi vediamo che tutto quello che si manifesta oggi è superficiale ed esterno. Il fatto che una donna stia diventando maschile nei suoi stati interiori ed esteriori è solo una manifestazione dell’egoismo mutevole.

Io non credo che noi dovremmo continuare a giocare con esso, piuttosto dovremmo invece ritornare alla natura. Se desideriamo avanzare verso l’armonia con la natura, in nessuna circostanza dovremmo andare nella direzione di quello che la nostra società ha fatto con noi.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale #10, del 16.12.2011)

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Che cos’è l’egoismo?

L’egoismo non è il comune desiderio della persona guidato dalla necessità di provvedere al suo fisico (cibo, sesso e famiglia) e ai suoi desideri sociali (denaro, potere e conoscenza), ma è la sua resistenza all’unità, dazione e amore per le persone. Questo rifiuto si manifesta solo durante la partecipazione nel gruppo dell’educazione integrale, nella misura in cui lui si sforza per unirsi con i membri del gruppo.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.02.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati 50
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi) Mosè “Hevel
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TES, Parte 7, item 6, Lezione 4
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KFS: Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot: pag.349, item:102, lezione 49
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La natura se la cava, datele la possibilità

Messaggio: All’Università dello stato dell’Ohio (USA) hanno fatto un esperimento molto curioso: nel 1994 hanno organizzato due paludi e le hanno lasciato allo stato naturale. In una delle paludi sono state piantate 13 piante più comuni, invece la seconda è stata lasciata a disposizione della madre natura.

Nelle riserve, continuamente veniva pompata l’acqua dal fiume limitrofo, tutto come nella vita normale. Oggi, in entrambe le paludi, è presente circa la stessa quantità di specie che sono circa 100 più di prima.

Il mio commento: Tutto questo parla del fatto che le condizioni iniziali non sono importanti: la cosa principale è permettere allo spazio impaludato di svilupparsi in maniera naturale. Noi abbiamo la possibilità di ritornare alla natura, di lasciarla in pace, ci limitiamo soltanto con lo stretto necessario per la vita e così noi tra qualche anno scopriremo noi stessi di nuovo in un mondo sano.
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Prontezza per amare

Comandamento” nel linguaggio della Kabbalah significa correzione del desiderio creato dal Creatore. Il desiderio si sviluppa con l’aiuto della Luce che lo influenza durante le quattro fasi di espansione della Luce. Alla fine, il desiderio si “gonfia” in misura enorme e ottiene tutto ciò che la Luce desidera dargli: amore, riempimento e abbondanza.

All’inizio il desiderio era piccolo quanto una goccia di seme. Dopo, con l’aiuto dell’amore si “gonfia” in una grossa palla. Poi, a un certo punto, quando il desiderio sente l’amore, all’improvviso inizia a realizzare che la propria natura è opposta a esso. E allora immediatamente si “sgonfia” e torna al punto d’inizio.

Che cosa succede con l’amore sentito dal desiderio? Diventa trepidazione e paura, cioè, dentro il proprio mondo limitato. Il desiderio non può far fronte a quello che ha ricevuto dalla radice attraverso le quattro fasi di espansione della Luce e quindi restringe se stesso.

Fa uno sforzo per controllare la situazione, ottenendo similitudine, e si fonde con la precedente sensazione. Dopo tutto, questa sensazione è il raggiungimento e la rivelazione del Creatore e la Sua essenza. E allora, il desiderio cerca di “gonfiarsi” ancora e diventa similare a Lui, sempre di più. All’inizio esegue la correzione nei cinque Partzufim nel mondo di Adam Kadmon (AK); più tardi procede con NHY di AK per poter ottenere la Luce di Hassadim (Misericordia) nel mondo di Nekudim, il posto del mondo di Azilut.

E allora diventa incapace di procedere in questo processo, e accade la frammentazione: Il desiderio inizia a realizzare che le proprie proprietà non gli permettono di raggiungere l’amore perfetto. Tuttavia, dall’altra parte, il desiderio acquista una certa sensazione e comprensione e costruisce i mondi di Azilut e BYA.

Quindi raggiungiamo la relazione che avevamo nel mondo dell’Infinito, in altre parole, raggiungiamo l’amore. È per questo che lottiamo, controllando e misurando costantemente il livello di amore che siamo riusciti a raggiungere.

È per questo che il Creatore ha creato il gruppo: io ho degli amici; ho qualcuno da amare. “Pratica con i tuoi amici e controlla i risultati che hai ricevuto”, Lui dice “Quando ottenete la giusta interconnessione tra di voi, Io mi rivelerò dentro di voi”.

Il Creatore ha rotto il vaso collettivo, e adesso siamo un gruppo rotto. Facendolo, Lui ci da l’opportunità di sentire e rivelare Lui attraverso la correzione che effettuiamo tra di noi. Da parte nostra, la nostra prontezza per l’amore è chiamata il “vaso”, e da parte Sua, la Sua prontezza per l’amore è chiamata “la Luce”. Alla fine s’incontrano: Il nostro vaso corretto è la “ divina Shechinà”, “l’assemblea d’Israele”, e il Creatore vi si stabilisce.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.02.2012, “Introduzione a TES“)

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E’ il tempo di stringersi!

Opinione (Y. Israel, accademico, direttore dell’istituto del clima globale e dell’ecologia): Noi viviamo in un tempo in cui grandi periodi geologici, collegati con il cambiamento dell’ambiente naturale, si possono restringere fino a decine di anni, anche se prima cambiamenti del genere impiegavano tante migliaia di anni. Proprio per questo, adesso ci minaccia un pericolo e, se noi vogliamo vivere, dobbiamo interrompere ragionamenti vuoti e concentrare l’attenzione sull’elaborazione di mezzi scientificamente fondati sulla salvaguardia della biosfera e del sistema climatico.

Il mio commento: I cambiamenti avvengono inizialmente nel processo dell’accumulo continuo della forza critica e poi improvvisamente, per l’osservatore, in un’esplosione avviene un rapido cambiamento dello stato. Specialmente con il passaggio dal livello materiale, dove si trova adesso l’umanità, al livello “dell’uomo” e cioè la rivelazione del mondo superiore.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.03.2012

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 99
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 50, Punto 280, Lezione 79
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TES, Parte 7, Punto 4, Lezione 3
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KFS, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 349, Punto 101, Lezione 48
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Particolari caratteristiche della Natura di una Donna

Domanda: Siccome ci sono gruppi di uomini e donne nei corsi dell’educazione integrale, mi piacerebbe chiarire la natura dei gruppi delle donne.

Risposta: Una donna è una creatura molto riservata che percepisce se stessa ed il mondo dentro di sé. Mentre tra gli uomini c’è l’interazione, il supporto, un ambiente amichevole e la buona volontà di sacrificarsi per gli altri, questo, per natura, inizialmente non esiste tra le donne. Ogni femmina, ogni donna, qualsiasi cosa di femminile è progettato per esistere per conto suo, per proteggere i suoi confini, i bambini, la casa, la tana e così via.

Questo è instillato in loro dalla natura ed ecco perché non dobbiamo deformarlo. Noi non abbiamo il diritto di violare la natura della donna; al contrario, dobbiamo svilupparla armoniosamente ed allo stesso tempo integrale le donne le une con le altre. Come puoi realizzare questo?

Può essere fatto creando un gruppo maschile forte che serva da esempio alle donne e le stimoli a supportare il gruppo degli uomini. Il gruppo degli uomini realizza l’importanza dell’influenza del gruppo delle donne e senza l’unione delle donne, esse non saranno capaci di supportare il gruppo degli uomini. La sola volta che le donne si possono identificare e connettere con il gruppo degli uomini è quando esse sono connesse tra loro in un certo grado.

Quando le donne hanno uno scopo comune esterno, possono organizzarsi ed esistere in questo modo come differenti organizzazioni di donne. Invece di integrarsi, ogni donna dovrebbe capire ed affiliarsi allo scopo esterno: “Voi dovete ‘stringervi’ agli uomini, esistere in loro, supportarli, facendolo tra noi”. Il gruppo delle donne può unirsi in questo modo.

Così, le donne esistono intorno al gruppo degli uomini alla maniera di un supporto molto forte, come una parte essenziale dell’esistenza del gruppo degli uomini. Questo tipo di ambiente unito delle donne, che rappresenta un cerchio esterno in relazione al gruppo interno degli uomini, è un’unione molto potente dell’origine maschile e femminile nella natura.

In questo modo queste due comunità integrali interagiscono a vicenda. Gli uomini l’influenzano le donne con la loro unità e queste all’improvviso cominciano a sentirlo; questo comincia ad attrarli e cominciano gradualmente ad interagire ed unirsi per questo fine. Esse perdono la loro naturale individualità tra loro.

Le donne possono unirsi tra loro allo scopo di aiutare gli uomini ad unirsi (in cambio esse riceveranno il potere dell’unità, questo è il loro solo modo di “alimentarsi”). In altre parole, esse perdono completamente la loro individualità naturale e sono capaci di elevarsi al di sopra di se stesse.

Domanda: Come lo realizzi in modo pratico?

Risposta: La realizzazione pratica avviene nei gruppi separati, che noi prepariamo e guidiamo verso lo scopo, studiando materiali corrispondenti ed il metodo dell’educazione integrale. Naturalmente, quando studiano nel gruppo delle donne, queste non si prestano reciproca attenzione, tutte arrivano e partono individualmente. Ci possono essere delle amiche tra loro, ma anche questo alla fine finisce. Questa è la natura delle donne.

Questa è effettivamente un’individualità molto interessante e complicata, un vero egoismo individuale naturale nella sua forma pura ed è bene osservarlo. In altre parole, il mio “Ego” è sempre dentro di me e mai vicino a qualcun altro. E quando succede di essere vicini a qualcun altro, è solo quando siamo capaci di aiutarci a vicenda per qualcosa in una determinata situazione o per sollevare un po’ il nostro stato e non più di questo. Noi capiamo questo come gli psicologi che trattano con la gente.

Ma qui l’influenza del gruppo gioca un grande ruolo. Unendosi e mostrando un esempio, il gruppo degli uomini evoca nelle donne il bisogno di influenzarlo insieme ed allora le donne si uniscono in questa misura. Inoltre, questo avviene contro la loro volontà. Noi vediamo che questa è una legge della natura. In altre parole, un gruppo maschile forte mostra alle donne che l’unità è potere ed essa permette loro di elevarsi al di sopra del loro “Ego” individuale.

Domanda: Come si manifesta questo nella pratica?

Risposta: Esse si possono sentire come un solo insieme femminile unificato. Esse possono cominciare ad abbracciarsi come gli uomini, il che è completamente innaturale per loro. Le donne possono sentire il loro bisogno di essere insieme per evocare l’unità negli uomini, attraverso la quale anche loro raggiungeranno lo stato interiore dell’unità, che non possono ricevere per conto loro. Esse non possono né conquistarla, né ottenerla o comprarla, non c’è altro modo di acquisirla.

Domanda: Le donne e gli uomini hanno dei ruoli leggermente differenti nell’unità integrale?

Risposta: E’ giusto! Questi sono dei ruoli assolutamente differenti!

Noi non facciamo pressione né sulla natura degli uomini, né su quella delle donne. È la loro interazione che gradualmente li porta a differenti forme di integrazione.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale”#10, del 16.12.2011)

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Yeshivat Haverim Mondiale – 11.03.2012

Yeshivat Haverim Mondiale
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Un Knockout egoista

Domanda: Quando le persone si uniscono per un obiettivo comune in un certo gruppo e qualcuno si rifiuta di giocare il gioco comune, egli deve essere rimosso o costretto a lavorare insieme alla squadra.

Stiamo creando gruppi di educazione integrale, dove la gente fa cose molto importanti: studiano l’integrazione e la mettono in pratica. Ma in alcuni gruppi, ci potrebbe essere una persona che non solo si rifiuta di giocare a questo gioco, ma per alcuni motivi disturba o addirittura distrugge il processo.

Risposta: Riuniamo persone in gruppi di un certo tipo. Ci sono persone per le quali è difficile accettare il metodo integrale e l’unificazione e di capire che la Comunità è il luogo dove noi riveliamo il prossimo livello della nostra esistenza sopra il corpo materiale: un desiderio comune, pensieri comuni.

Dobbiamo mettere queste persone in gruppi distinti, dove dobbiamo “pompare” tutta questa conoscenza in loro in mesi o forse anche anni. Con molta attenzione, noi applichiamo i metodi di istruzione, mostrando la necessità di unione utilizzando esempi di animali, persone, strutture sociali, società e così via, fino a che essi iniziano a sentire che ciò si applica a loro.

Queste persone hanno bisogno di tempo. Essi non devono essere pressati o espulsi dal gioco perché tutta l’umanità deve svilupparsi fino a questo punto. Se hanno un desiderio per qualcosa (queste persone solitamente gravitano verso la comprensione verso la sistematizzazione delle conoscenze), hanno bisogno di avere la possibilità di “cucinarlo”, fino a che molto gradualmente la società intorno a loro, e col tempo anche il materiale, li influenzerà. Non c’è nient’altro che si possa fare. La pratica dimostra che a volte il risultato può venire solo dopo diversi anni.

Queste persone studiano, scrivono, parlano di integrazione, fanno lezioni e organizzano gruppi, ma la loro natura è in un profondo stato di knockout egoista ed essi non capiscono che sono in questo.

Domanda: Come si può proporre a una tale persona di trasferirsi in un gruppo diverso? E chi lo farà?

Risposta: Dobbiamo ordinare all’inizio le persone così come riteniamo necessario. Penso anche che potete mettere insieme i vostri gruppi psicologici secondo determinati criteri. Non può essere fatto in altro modo, altrimenti i partecipanti possono disturbare l’uno all’altro. E noi vogliamo che tutti abbiano successo. I gruppi vengono ordinati secondo una certa somiglianza tra di loro. Noi usiamo qui lo stesso criterio di somiglianza.
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(Dal discorso sull’educazione integrale N. 11, 16.12.2012)

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