Pubblicato nella '' Categoria

Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
[63966]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il miracolo della Luce e della connessione
Laitman blog: La festa della prima vittoria su noi stessi

Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01.2012

Shamati Articolo 35 “Riguardo la Vitalità di Kedusha”
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 90, Articolo “Illuminazioni di Luce e Illuminazioni di Fuoco”, Punto 129, Lezione 34°
Video / Audio

Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 332, Punto 34, Lezione 20°
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, “Libertà dall’Angelo della Morte”, Pagina 396, Lezione 23°
Video / Audio

Dal naturalismo al politeismo

L’uomo non sa in che mondo vive, appartiene alla natura che lo porta da uno stato all’altro. Durante la sua breve vita che dura alcune decadi, non ha il tempo necessario per rendersi conto di quello che accade. Curiosamente circa 150 anni fa l’aspettativa di vita era di quarant’anni, mentre quella di oggi è di settanta.

Incuranti del quasi radoppiamento dell’aspettativa di vita, tuttavia non comprendiamo ancora l’essenza della vita. L’umanità non sa ancora cosa cercare e dove trovarlo e il significato della vita rimane ambiguo. Dove inizia la vita e dove ci porta? Vi è un qualche scopo? Che cosa ci succederà? Le risposte sono vaghe.

Le persone sono soggette al potere della natura, nessuno riceve dal’Alto un libro di rivelazioni. Noi tutti sveliamo poi tutto ciò che si trova nel nostro mondo. Le rivelazioni che facciamo costruiscono la nostra comprensione e attenzione sulla realtà.

Eccettuando la materia di cui siamo fatti e il fatto di possedere cinque sensi, l’essere umano possiede la capacità innata di scoprire qualcosa di più grande, ma tutto è potenziale, in realtà costruiamo la nostra attitudine alla vita e alla natura basandoci su quello che vediamo. Questo ha fatto nascere delle semplici teorie sulla creazione, basate sulla vita in questo mondo.

Prima l’uomo percepiva il mondo come la natura, la osservava come un insieme, come un disegno nel quale tutte le parti erano interconnesse e aveva un sentimento di vicinanza. Era un approccio antico e completamente chiaro poiché era tutto evidente e svelato.

In seguito le persone hanno iniziato a dividere i fenomeni naturali in “buoni” e “cattivi”, l’uomo divenne più egoista e smise di sentirsi parte integrante della natura. Immaginava che la natura avesse svariati limiti che sembravano positivi e negativi. Ha selezionato gli elementi che lo influenzavano in “benefici” o “dannosi”, e di conseguenza creò la nozione di forze buone e cattive.

All’inizio era un’opposizione generale tra bene e male, che più tardi si divise in diverse forze indipendenti fino alla creazione di assemblee e pantheon di deità. Per questo il nostro ego ci ha distanziato ancora di più dalla natura unificata.

[63337]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011, La Pace)

Materiale correato:

Laitman blog: Sfumature sulla teoria della dualità
Laitman blog: Non ci sono Idoli

L’origine dell’amore

Il Creatore ha creato il desiderio con l’aiuto della Luce, che colpisce il desiderio e gli trasmette le Sue qualità in modo tale che tutto ciò che è buono nella Luce, diviene negativo nel desiderio. Il bene si dipinge come una mancanza, un bisogno, una richiesta ed un vuoto, mentre nella Luce le stesse cose si manifestano come un desiderio di dare.

In altre parole, le cose che nella Luce sono così abbondanti ed importanti, nel desiderio diventano l’opposto, una concavità.

Entrambe le parti sono simili ed allo stesso tempo hanno una natura contraria: tutto quello che c’è nel desiderio di dare del Creatore, nella creazione esiste sotto forma di desiderio di ricevere.

Lo scopo della creazione è di trasformare la sensazione di vuoto (il desiderio di ricevere) nella somiglianza al Creatore.

Come si può ottenere? Se riempiamo semplicemente il desiderio non diventerà simile al Creatore (la Luce), piuttosto il riempimento abbasserà di rango il desiderio finché diventerà persino più opposto alla Luce perché riceve attivamente. La Luce è perfetta, da costantemente, quindi il pieno riempimento della creazione non risolverà il problema.

Come possiamo rendere il desiderio di ricevere simile al desiderio di dare, se non impieghiamo il modo di agire del Creatore, la dazione? Tutto quello che fa il Creatore è dare e riempire la creazione, la quale è incapace di interagire con la Luce in altro modo se non ricevendo da Lei.

Il problema è stabilire la giusta connessione tra loro, non tra le due azioni, piuttosto tra l’essenza del Creatore e l’essenza della creazione.

Ciò significa che dobbiamo compararle non dal punto di vista delle loro azioni, ma piuttosto dal punto di vista della loro attitudine reciproca; non importa che l’una riceva costantemente dall’altra, mentre l’altra dona costantemente; si completano a vicenda e come risultato di questo riempimento, sentono la connessione interna tra loro; è irrilevante chi dia la festa e chi sia sull’estremità ricevente. Ciò è simile ad una madre ed un figlio: lei gli da tutto quello che può, ma in cambio riceve anche di più, dato è connessa al figlio tramite l’amore.

È qui che avviene e deriva una sensazione d’amore. Se noi scegliamo di considerare indispensabili queste due irresistibili azioni che avvengono tra il Creatore e la creazione, dobbiamo costruirvi  sopra una super struttura.

Come facciamo a connetterli e farli diventare simili l’uno all’altra attraverso queste due azioni? Come possiamo unire lo scopo, l’essenza del Creatore, all’essenza della creazione?

Originalmente il Creatore desidera riempire la sua creazione e fornirla di tutto. Lui è pieno della proprietà dell’amore e questa è la ragione per la quale i cambiamenti non si applicano mai al Creatore.

Il Creatore ha dato origine alla creazione, all’universo, ai mondi e a tutte le condizioni per la nostra esistenza e le nostre attività. Da parte Sua c’è solo una cosa, la costante emanazione della Luce, l’energia positiva, l’amore e la bontà assoluta.

La creazione ha bisogno di cambiare la sua attitudine nei confronti del mondo, di se stessa ed infine del Creatore, perché tutto quello che c’è nel mondo, in me ed intorno a me proviene dal Creatore. Devo cambiarmi in modo tale da cominciare ad amare tutto quello che è stato fatto da Lui in questo mondo ed in tutta la natura. Se cambio la mia attitudine dall’odio, dall’avidità e dal trarre profitto dagli altri, a vantaggio della dazione e dell’amore, allora tramite la mia nuova attitudine nei confronti delle azioni del Creatore io Lo amerò.

A questo punto, per il Suo beneficio, sarò capace di ottenere tutto quello che Lui emana. Così, risulta che funziona in questo modo: Lui mi riempie e mi dà la possibilità di essere soddisfatto, ogni volta che ricevo da Lui e Gli do l’opportunità di deliziarsi perché “uso” il Suo amore.

Quando siamo vicini ai nostri cari riceviamo da loro ed allo stesso tempo facciamo loro un favore permettendo di amarci. Lo stesso modello si ripete: ricevendo dal Creatore, gli esprimiamo il nostro amore perché siamo così vicini. A questo punto non importa chi sia il datore e chi sia il ricevente, come nell’esempio della madre e del figlio.

La cosa principale è che con l’aiuto di queste azioni si completino a vicenda e si portino la gioia a vicenda.

(Dalla Lezione virtuale: Le nozioni di base della Kabbalah del 6.11.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La perfezione sta nell’unificazione della luce e del desiderio
Laitman blog: Il Creatore più delizioso

Nello studio l’età di un uomo non è un ostacolo

Domanda: Ci sono diverse fasi per l’insegnamento infantile a seconda dell’età dei bambini: sino a tre anni, da tre a sei, da sei a nove. Vi sono fasi simili anche per gli adulti?

Risposta: Ci sono vari step, ma non sono legati all’età. Lo sviluppo dell’uomo diventa indipendente dall’età da quando raggiunge la maturità intorno ai 18-20 anni; questo dipenderà solo sull’interiorizzazione del materiale, sia nella teoria che nella pratica.

Lo osserviamo nei nostri corsi in cui partecipano uomini e donne di 20-25 anni assieme ad altri più anziani, al punto che potrebbero essere non solo i loro genitori ma anche i loro nonni. Si confrontano in discussioni vivaci al punto che la distanza di età tra di loro diventa assolutamente irrilevante, questo perché parlano di argomenti completamente nuovi ed addirittura improvvisi per le loro relazioni personali, familiari e sociali.

E’ molto interessante osservare quanto siano indipendenti dall’età le domande poste durante le lezioni o le conferenze, lo stesso vale per il modo in cui ciascuno partecipa alla discussione. Ma l’anzianità ha un’importanza per via del fatto che l’esperienza è stata ottenuta gradualmente negli anni.

Durante quel periodo l’uomo dovrebbe essere guidato. Sempre più persone arrivano ai gruppi, che poi si collegano. Anche i gruppi separati degli uomini e delle donne si collegheranno, e a guisa di un unico gruppo si collegheranno al gruppo dei bambini per poi dividersi ancora.

Dobbiamo “miscelare” la società degli studenti così da essere poi pronti a capire correttamente i diversi stadi nella vita e che imparino a gestirli: le reazioni reciproche al lavoro, con i superiori, con i sottoposti, con i vicini, con le persone che potrebbero dimostrarsi fastidiose o al contrario piacevoli, come con i parenti verso i quali ci si sente obbligati. Perciò, tra le persone inizierà una certa trasformazione  nelle relazioni.

Dobbiamo parlare di tutto questo e discutere questi argomenti, l’uomo dovrebbe sperimentarli e viverli come se si “vestisse” della vita delle altre persone, confrontandosi con loro e, di conseguenza, connettendosi in un’unico insieme.

Perciò dentro l’uomo saranno vissute molte scene, e in questo processo sono molto d’aiuto i video film e le discussioni.

[64113]

(Discorso sull’Educazione Integrale del 12.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Alcune domande dei principianti sullo studio
Laitman blog: La scienza che studia l’io

Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.01.2012

Gli Scritti di Rabash, Shamati Articolo 25 “Le cose che vengono dal cuore
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 88, Articolo “Le Due Grandi Luci”, Punto 127, Lezione 33°
Video / Audio

Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 330, Punto 31, Lezione 19°
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, “Due Creazioni: A) Uomo – B) Anima Vivente”, Pagina 396, Lezione 22°
Video / Audio

L’Europa può anche non aspettarsi l’aiuto dei paesi BRICS

Opinione (Panorama, Italia): Dopo gli incontri dei G20 a Cannes non è cambiato niente. BRICS ha dimenticato gli obblighi che sono stati presi a Cannes. Oggi, dietro ai paesi sviluppati, c’è la Cina che è risultato l’unico paese ad aver avuto il coraggio di una conversazione diretta. L’occidente ha preferito non commentare questo passo indietro.

L’Europa non deve aspettare che Pechino dia una parte consistente delle riserve di valuta per la salvezza dei paesi indebitati. Il vecchio mondo può rimanere il mercato di vendita dell’esportazione cinese. Ma se la Cina non intende investire in Europa, allora sarà difficile presupporre che lo farà l’India, la Russia, il Brasile oppure il Sudafrica.

Questi paesi oggi sono molto più interessati a sostenere la crescita e lo sviluppo all’interno dei propri confini nazionali e sono convinti che l’importo europeo non si rinnoverà a breve tempo, nonostante il loro aiuto.

Il mio commento: Avverrà soltanto con una decisione comune della crisi globale, ciòè verso l’integrazione al di sopra delle contraddizioni, in nome della salvezza che sarà solo nella garanzia reciproca di tutti gli abitanti della terra.
[65979]

Materiale correlato:

Laitman blog: Chi vuole cosa dal G20?
Laitman blog: Esigere pane ed educazione

Il corso per essere Uomo: “Il Nuovo Mondo” del 10.01.2012

Kabbalah per il Popolo, Il corso per essere Uomo: “Il Nuovo Mondo”
Video / Audio

Imparare a capire il linguaggio della Natura

Domanda: Non c’è punizione nel sistema dell’educazione integrale dei bambini. Noi ci uniamo al bambino e parliamo alla sua parte “umana”: “Guardiamo cosa ha fatto l’egoismo con voi, con noi”. In altre parole accentuiamo la divisione tra l’uomo e l’egoismo. Si può fare questo con gli adulti?

Risposta: io vorrei dire che c’è bisogno che si faccia in una maniera più intensa. La parola chiave qui è intensa, cioè che metti in rilievo la sua importanza.

Noi giochiamo con un bambino perché abbiamo bisogno di essere gentili con lui, poiché non è ancora sviluppato e non è capace di vedere se stesso dall’esterno. Per ora percepisce solo il suo “Io” e nient’altro, non nota il resto.

Ad una certa età diventa capace di distinguere le categorie “dell’Io interno” e “dell’Io esterno”, le altre persone e le nostre relazioni. Ci sono cambiamenti repentini, periodi di transizione, come a due anni, tre anni, dai cinque ai sei anni, a dodici anni e così via. I processi si accumulano nell’uomo e nella fase successiva cambia la sua visione del mondo, comincia a vedere e a capire il mondo in una maniera un po’ diversa.

Con gli adulti accade perché si adattano alla percezione del nuovo sistema. Questo include la conoscenza integrale, la comprensione che tutto intorno a loro è interconnesso, e l’inclusione in questo sistema, il gruppo, in cui devi cominciare gradualmente a percepire te stesso e gli altri come un insieme comune, un team dal quale non puoi scappare. È come se ti trovassi in una piccola barca in un mare grosso e la tua salvezza dipendesse dalla tua interazione: se ti preoccupi, il mare si agiterà, se resti calmo, il mare sarà calmo.

Ne risulta che la natura gioca con noi in questo modo, quando desidera spostarci verso lo stato successivo, e causa una tempesta. Poi noi cambiamo gradualmente contro il nostro volere, ma  non ci salveremo in altro modo.

Abbiamo bisogno di imparare a capire questo linguaggio della natura, di cominciare a percepirlo e  a parlarci, in altre parole, di vederla, e poi saremo davvero capaci di controllarla.

Una volta che saremo capaci di controllare il grado della connessione integrale tra noi, vedremo come influenza la natura: il numero di uragani, i terremoti, gli tsunami, le differenti condizioni naturali, le rivoluzioni e le insurrezioni e tutto quello che potrebbe mai succedere tra noi e nelle nostre vite private. Ci sarà una diretta ed immediata interazione tra tutto questo, una connessione diretta con la qualità delle nostre relazioni. È molto importante per l’uomo trovare e sentire quest’interazione perché poi comincerà a vedere come parla con la natura e come la influenza.

Oggi ne abbiamo già un’idea perché ci sono molte teorie (e solo teorie) sull’interconnessione, sull’influenza della natura sull’uomo, e in misura minore sull’influenza dell’uomo sulla natura.

Il risultato del nostro sistema integrale educativo deve consistere di gruppi di persone che sentono davvero la reazione corrispondente della natura come una conseguenza del loro più o meno  comportamento corretto. Questo corteggiamento bilaterale con la natura, “tu per me, io per te” quando tu sei “noi” in relazione con lei, eleva l’uomo al prossimo livello di percezione del mondo, nel quale l’uomo esiste davvero e comincia a percepire le forze interne della natura, il motore dell’evoluzione, dove ci porta e cosa vuole la natura.

Noi all’improvviso vi riveliamo delle cose che non avremmo mai immaginato. Non è un’espressione di capacità speciali come quelle di Wolf Messing, Baba Vanga o altri profeti. Questo è davvero un livello di contemplazione interiore, quando l’uomo comincia a raggiungere il piano della natura e a capire che niente è stato creato e si evolve senza una ragione. Tutto ha un programma specifico e molto preciso e noi ci sviluppiamo in base a questo programma e siamo capaci di parteciparvi attivamente.

Questo ci eleva al livello successivo dell’esistenza, nel quale non siamo più delle parti cieche ed impotenti della natura che realizzano i loro istinti interiori, ma diventiamo esseri razionali ed onnipotenti.

Se riusciamo ad influenzare la natura in diversi modi con la nostra interazione reciproca attraverso una maggiore o minore connessione tra noi, saremo capaci di fare tutto! Con una più grande interazione tra noi, possiamo elevarci più in alto della velocità della luce. Non ci sono limiti e  possiamo andare praticamente al di là delle barriere delle leggi della natura che adesso osserviamo, ed elevarci allo stesso livello della natura.
[64239]

(Discorso sull’Educazione Integrale del 12 dicembre 2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La Kabbalah dà all’umanità l’opportunità di vivere in totale armonia
Laitman blog: Lo Scopo Dell’Universo

Tutto il mondo è sulle mie spalle

Domanda: Come posso sentire che tutto tutto il mondo è sulle mie spalle?

Risposta: Non possiamo ottenere quello che sogniamo senza un vaso o un desiderio. Nel nostro mondo possiamo ricevere delle cose persino senza avere un desiderio molto grande, ovvero in virtù delle azioni che possiamo fare anche senza avere un desiderio.

Ma nella spiritualità non ci sono mezzi come nel nostro mondo, perché lì il desiderio in sé è l’azione, quindi possiamo spostarci verso la spiritualità solo a condizione che le nostre azioni diventino avanzino costantemente ed evochino una crescita dei nostri desideri.

È un fatto conosciuto che se un uomo deve investire degli sforzi in qualcosa, come la cura del proprio figlio o di un animale, o fare qualcosa solo per guadagnare dei soldi, allora comincia gradualmente a valutare in cosa si sta investendo. Allora i suoi pensieri e desideri saranno focalizzati su questo, e in questo modo, possiamo elevare i nostri desideri e pensieri in virtù di azioni che all’inizio non hanno neppure la giusta intenzione, ed allenarci ad avere dei nuovi pensieri e desideri.

Queste speciali opportunità vengono fornite dal nostro mondo, dal nostro stato, nel quale al di là del desiderio e del pensiero ci sono anche delle azioni materiali che possiamo fare a causa di reazioni indirette materiali: per il gusto dei soldi, del rispetto, della conoscenza e del potere, e quindi possiamo sviluppare dei nuovi desideri attraverso di essi.

In questo modo, le azioni influenzano i pensieri in misura tale che posso sentire come se tutto il mondo sia davvero sulle mie spalle!

Se devo raggiungere un desiderio perfetto, allora devo sperimentare la paura e preoccuparmi di tutto il mondo. Questa è già chiamata elevazione nella dazione. Questo perché non sono preoccupato di questo mondo a causa del fatto che il mio benessere dipende da esso, ma voglio raggiungere la qualità della dazione e con essa dare al Creatore.

Noi dobbiamo realizzare questo in virtù delle azioni, spendendo continuamente i nostri sforzi attraverso i nostri amici ed insieme a loro nel grande mondo. Questo lavoro apre il nostro desiderio ad essere connesso al mondo perché investiamo noi stessi in esso. Comincio a capire meglio ed a sentire questi desideri esterni e questo mi da nuove forze ed ispirazioni. È così che l’azione governa il desiderio.

Quando ricevo dei nuovi desideri, devo solo incrementarli e questo è già facile. Posso farlo con l’aiuto degli amici, dell’ambiente.
[64674]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2011, Shamati 189)

Materiale correlato:

Laitman blog: L’essere umano che si prende la responsabilità della Terra
Laitman blog: Il mondo intero? Che cosa di poco conto!