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Il Consiglio per l’uomo che desidera correggere la propria anima

Domanda: Come può l’uomo usare il concetto di “l’amore per gli amici” per poter vi avanzare, anche se non sente quest’amore e questa connessione?

Risposta: Sai esattamente quello che devi fare se senti di dover avanzare verso l’amore per gli amici perché facendolo  correggi la tua anima.

Tuttavia, se ti trovi nello stato nel quale non senti il bisogno di ottenere quest’amore, allora devi cercare un consiglio che ti aiuterà a rivelare la necessità e l’importanza di raggiungere l’amore degli amici. Questa è l’unica cosa che esiste. Se “Ama il tuo prossimo come te stesso” è la legge principale della Torah, allora, oltre questo, non c’è nient’altro che tu possa realizzare. Tutte le tue azioni, nella mente e nel cuore devono essere indirizzate ad ottenere maggiore amore e connessione.

Sembra una cosa semplice, non abbiamo voglia di questo compito, e non comprendiamo per quale motivo sia così importante. Vogliamo occuparci di attività più serie, e non prendiamo il principio dell’amore degli amici.

Tuttavia, se realizzo che l’argomento della creazione è l’egoismo, e che l’unico modo per lavorare su questo è lavorando sulla connessione tra me ei miei amici, allora la nostra connessione diventa un campo. Se io lo uso correttamente, diventa un campo benedetto dal Creatore, e se non lo faccio, diventa un campo in agguato di ladri e predatori.

Possiamo sentire che non sia molto serio e importante e che nel mondo ci siano dei traguardi più esaltanti. Ci viene chiesto di amarci l’uno con l’altro come se ci chiedessero di essere dei bravi bambini. Comunque sia, non c’è niente oltre questo.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.01.2012

Gli Scritti di Rabash, Lettera 24
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.72, Articolo “Luci siano”, Punto 105, Lezione 26
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 323, Punto 18, Lezione 13
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Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 391, “Prendendo dopo il collettivo”, Lezione 16
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L’anno del caos strisciante

Opinione: La crisi attuale è un passaggio verso una nuova formazione. Gli eventi greci hanno mostrato lo sbaglio dell’uguaglianza dello sviluppo economico dei paesi con diversi livelli di mentalità della popolazione, perché si sono abituati subito al livello “europeo” di consumo, ma nessuno gli ha instillato le abitudini dell’alta prestazione lavorativa europea, e questo ha fatto crollare l’UE.

Le conclusioni di questa situazione sono due: ritornare alle economie e valute nazionali, unirsi assolutamente su una nuova base federale trasformandosi in Stati Uniti europei.

È difficile che qualche leader europeo rischi di fare il primo passo verso l’esterno, però l’insoddisfazione della popolazione lavora sulla rottura delle connessioni artificiali.

Un altro colpo sui sistemi tradizionali capitalistici sono state le manifestazioni di protesta di massa negli USA, che erano indirizzate contro lo stile di vita del “miliardo d’orato”. Movimenti dello stesso tipo sono fenomeni esclusivamente distruttivi. Dato che non guardano all’apparente inefficacia e al nonsense, mettono le fondamenta del sistema che, con tutta l’ingiustizia sociale nell’arco di decine di anni, ha assicurato lo sviluppo dell’economia americana e il raggiungimento di un livello molto alto di vita della popolazione.

Saranno tristi per tutti le conseguenze possibili della distruzione senza alternative visibili, in primo luogo per quelli che sono usciti a protestare. Indebolendosi le basi del capitalismo sullo sfondo di una completa mancanza di un sistema alternativo, nel 2011 sono nati continuamente dei rischi crescenti riguardanti la maturazione di una crisi globale fino ad un caos globale.

Risposta: In tutti e due i casi, sia nella UE che negli USA manca l’istruzione e l’educazione della popolazione sul nuovo mondo, in cui siamo capitati. Nel caso della Grecia questo era chiaro fin dall’inizio a tutti i politici e finanzieri, invece negli USA la mancanza di un lavoro di chiarimento  si manifesterà ancora come una miopia basilare politico sociale.

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La gioia della nascita

Io sono ottimista. Penso che stiamo avanzando magnificamente. Sto spingendo sempre di più, ma certamente sono felice ogni momento che tutto venga rivelato così velocemente.

Dobbiamo conservare l’ammirazione e la gioia, senza lasciare posto alla tristezza. Persino la mancanza di soddisfazione può apparire solo dalla gioia e dal desiderio di qualcosa di più grande. In altre parole, abbiamo bisogno di essere felici per il desiderio che brucia in noi ed anche se non abbiamo un desiderio, dovremmo essere felici di sentire e capire questo. Se l’uomo si connette alla spiritualità, anche un po’, è già sul suo cammino, può criticare ed essere triste solo per un momento, per ritornare immediatamente alla felicità ed alla determinazione.

In base a tutti i calcoli (a dispetto del fatto che sia impossibile farli), siamo sull’orlo della salvezza. Anche il Baal HaSulam ha scritto riguardo a questo, e oggi è ancora più giusto, dopo un tempo così lungo, dopo che sono stati investiti tanti sforzi.

Sono sicuro che adesso attraverseremo un magnifico periodo di preparazione, prima della svolta che può avvenire in qualsiasi momento. Non dipende molto dagli eventi che pianifichiamo in futuro.

Noi conserviamo una  connessione magnifica e forte, il congresso unisce nuove stringhe di questa connessione tra tutti i gruppi e a dispetto delle distanze fisiche, si sta già diffondendo il calore tra noi. C’è già un punto di unione che ci connette, il quale non esisteva precedentemente. Questo è già l’inizio del Kli spirituale (il vaso o il desiderio) che ci conserverà e ci salverà.

Noi supereremo gli ostacoli e facendolo aggiungiamo nuovi sforzi a questo punto e nascerà.
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(Dal discorso durante il pasto del 17.12.2011)

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L’ideale più elevato è “Noi”

Domanda: Che cosa significa unirsi? Accade nei nostri pensieri oppure nel coccolarci? Qual è il significato del concetto “unità”?

Risposta: Se parliamo del novantanove per cento della popolazione mondiale, loro hanno bisogno di comprendere di doversi unire in termini di uguaglianza e concessione reciproca. Devono capire di trovarsi tutti nella stessa barca in questo piccolo pianeta, che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

Il concetto di “unità” si riferisce all’unificazione di tutti i nostri sforzi per raggiungere un accordo al di sopra di tutte le differenze che ci allontanano. Accade quando mettiamo gli interessi collettivi al di sopra di quelli personali.

L’ideale più elevato è ”Noi”, tutto il resto non ha importanza. Non ha importanza chi è nel giusto e chi sbaglia. Pima, e principalmente, è “Noi”! Questa dovrebbe essere la base sulla quale prendere delle decisioni, organizzare azioni e creare piani e programmi. Tutto dovrebbe essere fatto nei termini di “Noi”!

Gradualmente stiamo iniziando a comprendere che il fatto di essere così diversi è solamente perché questo “Noi” è ricco e vario. Ognuno di noi sarà in grado di esistere con il proprio individualismo.

Prendete un sistema elettronico e vedrete che ci sono tante parti separate, ma lavorano tutte insieme. L’idea collettiva esiste sopra tutti gli elementi opposti.
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(Dalla serie di lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2012

Preparazione alla Lezione
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Gli Scritti del Baal HaSulam, Igrot, Lettera 19
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I Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.73, Articolo “Luci siano”, Punto 98, Lezione 25°
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L’Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 323, Punto 18, Lezione 12°
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Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 391, “Seguire la maggioranza”, Lezione 11°
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Il clima fa la storia mondiale

Opinione: (V.Climenco, climatologo, geofisico, professore delle università di Oxford, Reihn e Milano): Il cambiamento del clima sul pianeta influenza i processi storici. Il secolo d’oro dell’umanità è iniziato 12.000 anni fa con la fine dell’era glaciale e dell’attenuazione del clima.

Poi, nel IV secolo prima della nostra era, è iniziato il raffreddamento che ha portato all’”Esplosione” della civilizzazione in varie parti del mondo, quindi la nascita della scrittura, l’utilizzo della ceramica e del bronzo, la cultura cittadina, la letteratura e la cultura.

Dai quindici casi di spostamento delle nazioni, tredici di questi spostamenti corrispondono agli episodi del raffreddamento e del riscaldamento globale. Tutti gli strumenti di difesa dell’antichità sono indirizzati alla respinta degli attacchi nordici, in quanto proprio i popoli nordici per primi si misero in moto, salvandosi dalla fame nell’epoca dei piccoli e grandi raffreddamenti.

La grande muraglia cinese è stata costruita nel periodo tra il IV e il I secolo prima della nostra era e cioè nel tempo del forte raffreddamento degli ultimi millenni. Il riscaldamento porta ad un benessere materiale, però viene accompagnato da una degradazione spirituale.

Risulta che l’uomo non sia capace di imparare in nessun altro modo, se non attraverso le sofferenze, la Bibbia sostiene proprio così.

VIII secolo: riscaldamento, occupazione degli arabi della Samarcanda, Spagna.

IX-X secolo: raffreddamento il secolo d’oro della poesia cinese, la nascita culturale del Giappone, gli arabi sviluppano l’algebra e la trigonometria.

X-XI secolo: riscaldamento, la conquista dell’Egitto da parte dei Fatimidi, la colonizzazione della Groenlandia da parte dei vichinghi.

XI-XII secolo: raffreddamento, l’invenzione della stampa.

XIII secolo: durante i cento anni di riscaldamento due volte avviene il cambiamento attraverso il raffreddamento e cioè la sconfitta del regno dei crociati, l’inizio della conquista dell’Asia da parte dei mongoli di Gengis Khan, invasione dei mongoli sulla Russia.

XIV e XV secolo: raffreddamento – la costruzione del Cremlino a Mosca, il Rinascimento in Italia, l’elevazione degli Aztechi, l’inizio del Rinascimento in Francia, primo libro stampato in Europa, il rovesciamento del giogo tartaro mongolico, la fine di Bisanzio, Colombo scopre il nuovo mondo.

Si parla di una grande quantità di eventi diversi, che spiega il fenomeno dell’influenza del clima.

Risposta: Tutto nel mondo è interconnesso, il clima non è la causa, ma una conseguenza di processi ancora più profondi e cioè la realizzazione dello sviluppo dei geni (Reshimot), dove sono registrate le tappe del nostro sviluppo.

Però, iniziando dai nostri tempi, questi geni si realizzano soltanto nella misura della nostra consapevolezza e della partecipazione attiva nel proprio sviluppo, perché lo scopo del processo è quello di elevarci al livello dello sviluppo della natura stessa, inclusione cosciente nei suoi processi.

Quindi, se non guardiamo al fatto che c’è una totale interconnessione dei fenomeni osservati, sì parla soltanto dell’integrazione della natura. La causa della storia mondiale è la realizzazione dei dati informativi (Reshimot) che vi sono stati introdotti inizialmente.
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Yeshivat Haverim Mondiale del 01.01.2012

Yeshivat Haverim Mondiale
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Le parole che vengono dal cuore

Domanda: E’ scritto che Israele affretti i tempi. Come possiamo farlo nella maniera più efficace e produttiva? Con l’aiuto della divulgazione? Dell’intenzione? Dell’analisi interiore?

Risposta: Lavorando su te stesso e sulla divulgazione esterna. Il lavoro interiore è l’unità tra di noi e nella divulgazione abbiamo bisogno di rendere il nostro messaggio sempre più comprensivo, per noi stessi e per gli altri.

Se l’uomo non sa di cosa parla, è meglio che se ne stia tranquillo, perché certamente non apporterà beneficio agli altri. In questo caso è vero che le nostre parole entreranno da un orecchio ed usciranno dall’altro. Il fatto è che non sono connessi con il cuore. Stiamo ancora “chiacchierando” e non ci siamo immersi in loro con i nostri desideri e sentimenti, diciamo semplicemente che non abbiamo ascoltato o letto.

Se metti te stesso, il tuo sacro desiderio, nelle tue parole, se fluiscono dal tuo desiderio per poi rivestirsi in esposizioni e giungono alle orecchie di un altro essere, allora questa catena si allunga dal tuo desiderio ad un altro, dopotutto il desiderio è il fondamento della creatura. Se le tue parole sono iniziate più in alto e le loro radici non raggiungono la cosa più importante, allora dall’altro lato non raggiungeranno lo scopo e svaniranno senza lasciare traccia nell’uomo. Ecco perché la nostra divulgazione è così debole.

Domanda: Allora cosa possiamo fare perché le nostre parole fluiscano direttamente dal desiderio, dal cuore?

Risposta: Tu hai appena risposto a te stesso. Esse devono venire dal cuore, dal cuore al cuore.

Se non senti cosa stai per dire, non dire niente e se lo senti, persino un linguaggio incomprensibile funzionerà. Questo perché c’è sentimento ed ispirazione in questo linguaggio incomprensibile ed il tuo compagno sentirà questo calore. “Questa persona non sa come esprimere se stessa”, penserà “ma io posso dire che tutta la sua vita è in questo”. I veri sentimenti vengono valorizzati e le parole vuote lasciano la gente indifferente non importa la tensione della voce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2011, Gli Scritti del Rabash, “La Libertà”)

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Lezione virtuale “Le Nozioni di base della Kabbalah”
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