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Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2011

Gli Scritti di Rabash, Articolo “Riguardo l’ Amore degli Amici”
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.25, Articolo “E la Terra era Caos”, Punto 18, Lezione 11°
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TES, Parte 2, “Igulim e Yosher”, Capitolo 1, Lezione 1°
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KFS, Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 375
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La soluzione consiste nel cambiare il gioco globale

Opinione (D. Selente, fondatore di Trends Research, analitico mondiale dei trend nel Summer Trends Journal): I giorni felici non torneranno tanto presto, nessun trucco dal Federal Reserve, non potranno ripristinare l’economia, costringere, fare sparire i deficit di mercato e quelli del bilancio, ripristinare al dollaro la gloria persa oppure ripristinare i posti di lavoro. La politica di salvataggio dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale), della BCE (Banca Centrale Europea) e dell’UE ha dimostrato la sua inefficacia come quella americana.

Ma in una prospettiva a lungo termine ci sono le basi per delle speranze. Il potenziale del “cambiamento del gioco” sta nel continuo riconoscere il fatto che il pensiero di una rivoluzione industriale e politica non può e non farà lavorare nel XXI secolo.

La questione non consiste solo nel rimodellamento del vecchio modello economico, ma anche nel nostro atteggiamento verso l’educazione, la salute, la politica e le forze militari. Il proverbio “l’ultima guerra la fanno i Generali” è vero. Anche se le tecnologie cambiano, il pensiero no. La convinzione del fatto che la forza brutale possa dominare in un paese occupato che è difeso dagli insorti, trilioni di dollari e perdite di decine di anni hanno dimostrato la sua instabilità. Nonostante ciò, non concludendo le vecchie guerre, iniziano le nuove.

Il mio commento: Victor Hugo una volta ha detto: “C’è qualcosa che è più forte di tutte le armi del mondo, e questo qualcosa è l’idea”. Per rivelare questa idea è necessaria l’educazione delle masse. Questa è la cosa più importante, come considera la Kabbalah. Come scrive Baal HaSulam, tutti noi abbiamo bisogno di sederci ai banchi di scuola per qualche mese e uscire dai concetti del nostro mondo e dai nostri stati ed anche con l’idea di unione per il raggiungimento dell’uguaglianza e dell’equilibrio, cioè uguaglianza tra di noi ed equilibrio con la natura. Con l’adempimento di queste due condizioni noi raggiungiamo la perfezione e l’eternità.
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011

KFS, Rav Baruch Ashlag “Lo Scopo della Società”
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La transizione psicologica verso un nuovo stato

Domanda: Qual è il cambiamento psicologico che dobbiamo attraversare?

Risposta: Il passaggio per sentire il mondo superiore è semplicemente un cambiamento psicologico che l’uomo attraversa, sente ancora il nostro mondo e continua a vivere come fa di solito. Non scompare niente e niente gli sfugge; resta un uomo ordinario, nella famiglia, a casa, al lavoro e dovunque altro, però riceve “un colpo interiore” in più, un cambiamento di fase che lo rende capace di cominciare a sentire un’altra qualità che esiste nel nostro mondo: la qualità della dazione.

Questo attributo è molto più elevato dell’attributo della ricezione sul quale si basa il nostro mondo, perché  è illimitato, infinito e perfetto. È libero! È onnipotente! Quindi è chiamato “il Creatore”.

L’attributo della dazione regge il nostro mondo e lo nutre come una madre, incluso il nostro egoismo, il nostro attributo della ricezione. Tutto nel nostro mondo, i livelli della natura inanimato, vegetale, animato e parlante, tutti questi, sono attributi della ricezione. Noi, essendo noi stessi attributi di ricezione, percepiamo solo questi tipi di esistenza egoistica.

Quando acquisiamo l’attributo della dazione, cominciamo a sentire delle forze completamente differenti, dei campi e degli attributi, che sono molto più vasti e più sublimi del nostro mondo.

Quando entriamo nel campo della dazione e cominciamo a sentirla, allora tutto il nostro mondo, il cosmo e l’intero universo si riducono immediatamente ad una dimensione minima. Tutto al di fuori del nostro mondo comincia ad essere sentito davvero infinito ed illimitato, come lo stesso attributo della dazione. Noi sentiamo che vi viviamo e ci sviluppiamo lungo i 125 gradi che studiamo nella saggezza della Kabbalah.

Spero che raggiungeremo questo stato nel prossimo congresso. Dipende tutto solo dalla preparazione delle persone che si riuniranno lì. Anche se delle persone a caso con un piccolo desiderio egoistico o dei principianti che non capiscono davvero per cosa sono venuti, partecipano a questo incontro, loro non ci disturberanno.

Il punto principale è che se noi, tutti i membri attivi del movimento Bnei Baruch e gli amici d’oltremare, ci riuniremo e tutti quelli che non potranno venire si connetteranno a noi virtualmente, allora saremo facilmente capaci di incorporare in noi tutti i nuovi visitatori e coloro ai quali è giusto capitato di essere qui, e loro parteciperanno a questa connessione involontariamente. Noi siamo la chiave, il cuore, e la parte principale di questa grande connessione per il raggiungimento del superiore.
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(Dalle serie di lezioni virtuali della Domenica del 20.11.2011)

Il nostro rogo comune

Congresso mondiale “Arvut”. Lezione n.8

Baal Ha Sulam, lettera n.13: Voi dovevate sapere che tantissime scintille di dazione ci sono in ogni gruppo. Se voi aveste raccolto tutte queste scintille in un posto, in unione fraterna, in amore e amicizia, allora certamente voi avreste avuto a quest’ora un livello spirituale di luce della vita molto importante.

A noi manca solo una cosa, infittire ancora di più tra di noi le nostre scintille. Non ci sono ostacoli, non ci sono barriere, incollarci soltanto un po’ di più in una cosa unica, per ardere insieme.

Dal libro “Lo stendardo di Efraim”: Coloro che hanno tendenza verso il Creatore fanno sempre bene ad unirsi insieme in un gruppo. Unendosi in basso loro richiamano l’unione della loro radice in alto.

Allora questa radice farà la sua influenza su di noi e concluderà ciò che ha iniziato, come è detto: “Colui che organizza il mondo nelle Sue altezze, allora costui organizza il mondo su di noi”. Noi innalziamo la preghiera della correzione (MAN), svegliamo in basso i propri desideri e allora dall’alto vengono verso di noi le forze dell’unione che concludono le azioni.

In questo modo da noi si chiede soltanto “mezza moneta”, mezzo lavoro e desiderare l’unione, ma la sua realizzazione sarà dall’alto quando la nostra richiesta diventerà giusta.

Rabash “La necessità dell’’’amore verso gli amici”: C’è una qualità speciale nell’unione degli amici. Perché con l’unione i loro pareri e i pensieri passano dall’uno all’altro per questo ciascuno penetra con le forze dell’altro. Grazie a questo ognuno ha la forza del suo gruppo e anche se ciascuno è da solo, nonostante ciò, lui possiede tutte le forze del gruppo.

Mentre ciascuno è uno, tuttavia, ciascuno è diverso dagli altri, ma l’unione gli dà la forza di tutti i suoi compagni. Immaginatevi com’è questo quando ognuno acquisisce le forze di tutti. In realtà questa è già la forza dell’infinito. Noi ci uniamo ad un grande gruppo, agli amici di tutto il mondo, e non abbiamo bisogno di altro.

Nessuno da solo ha le forze per passare nemmeno sul primo, il più piccolo, gradino spirituale. Soltanto unendoci qualitativamente acquisiamo le luci di NARANHAI, attraversiamo i mondi ABYA e A’’K sul cammino nel mondo dell’infinito.

Tutti i 125 gradini dell’ascesa spirituale si raggiungono con il cammino della crescita dell’unione. Io trovo ogni volta in questo un vaso speciale capace di una dazione ancora più grande ed in corrispondenza rivelo ancora più luce.
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca, dal 6 all’8 Dicembre 2011

Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 1
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 2
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 3
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 4
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 5
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 6
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 7
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Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca – Lezione 8
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Yeshivat Haverim Mondiale dell’11.12.2011

Yeshivat Haverim Mondiale
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La forza della Garanzia Mutua per il Congresso!

Proprio adesso siamo alla soglia di una grande unione: il congresso di Dicembre. Per prepararci dobbiamo costantemente preoccuparci della nostra connessione, della rivelazione di un desiderio comune tra noi. Nella misura in cui questo desiderio sarà davvero comune, saremo capaci di sentirvi la forza spirituale.

Dopotutto l’unanimità dei desideri crea la condizione, quella che viene chiamata “vaso”, la Luce Riflessa, lo schermo, perché ci connettiamo insieme contro il nostro ego.

Più egoisti siamo nelle relazioni tra noi, più ognuno mette pressione su se stesso a dispetto del suo ego e richiede la Luce che lo influenza e lo aiuta a connettersi con gli altri, più forte è lo schermo e più grande è la forza del superamento che noi attiviamo per elevarci al di sopra dell’ego che ci separa e ci spinge lontano dagli altri.

Questa forza comune del superamento, riferita alla forza della garanzia mutua, diventa la nostra forza comune. Il Creatore ha creato appositamente le forze del rifiuto tra noi, come è scritto: “Ho creato l’inclinazione al male” e noi sentiamo come se ci respingessimo vicenda; ma noi cerchiamo di vincere queste forze del rifiuto attraverso le nostre azioni comuni ed il nostro studio in modo da attrarre la Luce che Riforma, siccome desideriamo connetterci a dispetto delle forze che ci spingono costantemente via gli uni dagli altri, come piccoli demoni tra noi. Dobbiamo prevalere su queste forze del male e connetterci.

Nella misura in cui cerchiamo di stare insieme il più intensamente possibile per eliminare tutte le differenze tra i nostri desideri, i nostri pensieri e le nostre azioni ed essere davvero come un solo uomo con un solo cuore, in quella misura riveliamo che solo noi possiamo aiutarci a vicenda ad acquisire questa comune aspirazione per la connessione, come è scritto: “L’uomo aiuterà il suo prossimo”.

Quindi in questa aspirazione comune scopriamo che non siamo capaci di connetterci, ma scopriamo già il nostro desiderio comune per l’unione, invece di separati desideri individuali di connetterci con gli altri. Questo desiderio comune è chiamato la preghiera dei molti, una preghiera comune e poi la nostra preghiera per la Luce, il Creatore, si eleva specificamente da questa preghiera comune. L’aiuto dall’Alto viene solo in risposta a questi sforzi comuni, il che significa che viene da dentro, dall’unità al di sopra del nostro grado. Questa è chiamata MAD, la Luce che Riforma che crea una connessione tra noi a dispetto delle forze della repulsione.

Queste forze della repulsione sono chiamate “Aviut” (lo spessore del desiderio) e le forze della connessione sono chiamate “schermo”. Queste due forze insieme, che noi formiamo per dare ad un grado più elevato, il Creatore, sono chiamate “Luce che Riflette”, siccome noi vogliamo essere esattamente come la Luce che ci ha corretti, cioè desideriamo dare e poi realizziamo la condizione in base alla quale il Creatore, il Datore, si rivela in noi.

Noi completiamo tutte queste fasi solo con l’aiuto della Luce che Riforma. Questa Luce può brillare su di noi persino quando noi non chiediamo niente di questo, come un bambino che non sa perché piange, ma ci si prende cura di lui. In alternativa, possiamo cominciare a distinguere cosa è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno e poi la nostra preghiera diventa più diretta e pensata. Oppure eleviamo davvero consciamente la nostra preghiera nella giusta direzione, sapendo chiaramente che richiediamo l’abilità di dare ad un grado più elevato.

Ma tutto è fatto dalla Luce che Riforma. Per dirvi la verità, cosa potrebbe essere meglio che leggere costantemente lo Zohar e fare tutte quelle azioni … Questo è lo stato ideale, ma la realtà è tale che l’uomo deve andare al lavoro, in giro per i suoi affari quotidiani e poi ritornare per poche ore ed elevare la sua preghiera. All’inizio egli raccoglie dentro di sé differenti problemi, desideri, aspirazioni e speranze e poi arriva allo Zohar. Allora ci connettiamo ed eleviamo la nostra preghiera comune studiando insieme.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011, lo Zohar)

Lezione virtuale “Le Nozioni di base della Kabbalah” dell’11.12.2011

Lezione virtuale “Le Nozioni di base della Kabbalah”
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I Kabbalisti sull’amore per gli altri e sull’amore per il Creatore, parte 8°

Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La preghiera dei molti

È come i nostri saggi (un saggio è chi ha realizzato il Creatore) dissero: “Chiunque si rattristi per il pubblico (come per se stesso e prima di se stesso, proprio per questa ragione) è ricompensato e vede il conforto del pubblico”. Il pubblico è chiamato la “Santa Shechinà (Divinità)”, visto che pubblico significa collettivo, cioè, la congregazione d’Israele, perché Malchut è la raccolta di tutte le anime (cioè, chi si sforza per la correzione dell’anima collettiva, merita il conforto di vederla).

– Baal HaSulam Shamati (Ho Udito), articolo n° 35, “Sulla vitalità della Kedushà”

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