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Lezione aperta a tutti a Toronto il 4 aprile dalle 19.30 alle 21.00

Lunedì 4 aprile 2011, terrò una lezione aperta a tutti a Toronto. La lezione inizierà alle 19.30 presso il Montecassino Hotel & Event Venue, 3710 Chesswood Drive, Downsview, Ontario, M3J 2W4.

Per tutti i dettagli chiamate i numeri 416-840-5487, 416-840-5487 o i numeri verdi 1-877-788-3913, 1-877-788-3913. Email: info@kabbalahcanada.ca
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La fine della generazione di schiavi

Oggi ci siamo scontrati con la nuova generazione, che può fare qualsiasi cosa solo se capisce, sente, decide e si accorda con ciò che deve essere fatto. Altrimenti non farà nulla. Lo vediamo anche dagli eventi che stanno ormai accadendo in tutto il mondo. Una nuova ondata si sta estendendo, o in altre parole, un nuovo livello di anima comune si sta risvegliando in tutta l’umanità.

La generazione moderna è contraria ad una educazione moralmente giusta che minaccia una persona e forze morali gli insegnano, gli dicono: “Guarda  noi come esempio per agire allo stesso modo”. Questo non è sufficiente per le giovani generazioni. Esse non prenderanno questa strada. Al contrario, esse copieranno gli esempi peggiori e non saranno in grado di avere presa su se stesse in modo da rispettare i propri meravigliosi modelli.

La nuova generazione non accetta niente solo perché è così che deve essere. Anche se un bambino assorbe molte cose automaticamente, e ancora, se cresciamo i ragazzi moderni nella ricompensa e nella punizione, non funzionerà. Questo perché l’egoismo cresce da un giorno all’altro e non si è in grado di resistergli. Pertanto, l’abitudine diventa per loro una seconda natura.

Proprio davanti ai nostri occhi un nuovo ambiente sta maturando dentro i bambini, ed esige che tu gli dia una mano nel metodo. Si vuole dare ad un figlio il già fatto che egli realizzerà come una macchina di piccole dimensioni che lavora quando lui ti guarda ripetendo tutto. Ma questo non funzionerà. I bambini vedono correttamente attraverso di voi. Sono costantemente impegnati a studiare e ad analizzare voi. Siete completamente trasparenti per loro.

Dobbiamo capire che questa generazione richiede un metodo molto razionale e logico che possa comprendere e quindi utilizzato in base a tale comprensione.

La generazione degli schiavi è finita, o la generazione di macchine che erano ritratte anche da Charlie Chaplin. Oggi dobbiamo pensare a come dare ai giovani una spiegazione del processo di sviluppo, la realtà e il loro posto in essa, la meta, il cammino della governanza e le opportunità che sono davanti ad ogni persona.

In breve, è necessario mostrare ad una persona i limiti entro i quali egli è, in realtà, una creatura libera. La nuova generazione è molto diversa da noi e quindi non dobbiamo sviluppare metodi per la loro formazione in modo che docilmente ci stiano vicino, ma un metodo di trasmissione di saggezza secondo l’età della persona. Poi i bambini utilizzeranno e realizzeranno questa saggezza attraverso il loro comportamento, e quindi tutto ciò che rimarrà a noi da fare sarà di verificare se abbiamo dato a loro in modo corretto. Vedremo tutto questo dai risultati.

In passato l’istruzione e l’educazione erano basate su premi e punizioni. I bambini sono stati infilati dentro  confini diversi e tenuti al guinzaglio corto. Fu detto loro: “Questo è come si deve agire.” Ma oggi questo non funzionerà perché il Creatore ci chiede di raggiungere la realizzazione del male, la comprensione di ciò che accade nella vita. Dobbiamo imparare a controllare noi stessi a seconda dell’importanza del traguardo . Questo è un lavoro indipendente per ogni persona.

L’anima non ha età. Non importa dove essa si risveglia, in un adulto o in un bambino. Dobbiamo capire che siamo obbligati a fornire un metodo di correzione per i giovani e gli anziani in modo che possano essere cresciuti solo da esso.

(Dalla conferenza sull’educazione il 19.02.2011)

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Aiutami a risvegliarmi da questo sogno

Nello stato finale dobbiamo ritornare al luogo dal quale veniamo, al principio, dove eravamo insieme uniti, come un solo uomo con un solo cuore. Il Creatore ha creato solo una creatura, un desiderio.

Quando questo desiderio si divise in parti, la separazione avvenne solo in relazione a noi, è così che lo abbiamo sentito; però, ritornando allo stato di unità, sentiamo come se fossimo stati in un sogno. Abbiamo percepito questa separazione, tutto il mondo, tutta la realtà, eccetto il mondo dell’infinito, come un sogno.

Discendendo dal mondo dell’Infinito fino a questo mondo, attraverso i cinque mondi o occultamenti (“mondo” o “Olam” viene dalla parola “Alamà” o “occultamento”), abbiamo perso gradualmente la sensazione della realtà, come quando una persona si addentra gradualmente in un sogno, fin quando si addormenta completamente. Adesso, nella stessa maniera graduale, dobbiamo risvegliarci da questo sogno.

Tuttavia, l’unico stato perfetto esiste anche adesso e noi viviamo in esso. Abbiamo solo bisogno di chiarire che la nostra separazione è solo un sogno ed abbiamo bisogno di liberarcene. Ci sembra solo che cercando di dare allegria e ispirazione a tutti, ci preoccupiamo degli altri; in verità, questa è un’opportunità di lavorare su me stesso. Però è molto difficile che una persona si svegli da sé , ed inoltre , in quel caso sarebbe guidata da uno scopo egoistico di questo mondo e niente di più .

Per questo essenzialmente, donare agli amici, elevando il loro animo, mi riporta a quello stesso stato di unità. Io mi preoccupo della mia anima, aspirando ad unirla al resto delle parti, a tutte le altre anime. Questa è in particolare la missione di ogni persona, che riempiendosi realizza la sua anima.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

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Gli amici del mio punto nel cuore

Domanda: Una parte di me desidera davvero andare al Congresso, ma un’altra parte di me si oppone con tanta forza che non voglio vedere nessuno. Che devo fare?

Risposta: Devi fare la tua libera scelta. Devi capire che le tue due parti, come tutti i pensieri e i desideri che si risvegliano in noi in ogni momento, ci arrivano dal Creatore. Queste sono le condizioni stabilite per noi, non è l’io reale.

Quello che prende la decisione non è il mio corpo che si ammala e non vuole andare al Congresso e non è neanche il mio stato d’animo. Agiamo come un meccanismo nel quale tutti i segnali elettrici interni sono controllati dalla forza superiore in accordo al programma che ci conduce ad un determinato stato.

La vita, la morte e tutti gli stati tra di esse, sono determinati dall’alto e non c’è niente di accidentale in questo. Pertanto, in tutti gli stati, devo separarmi e guardare questo “meccanismo”, cioè il mio corpo, il suo stato d’animo e tutto in esso, da un lato. Lo scopo di questo è vedere che si tratta dell’opera del Creatore, capire quello che Lui vuole darmi in questo momento e verso quale stato Lui vuole portare il mio “asino” (“Chamor”, “asino” significa “Chomer”, “materia”). Allora capirò come lavorare con esso e non mi identificherò più con questo “asino”.

Quante più volte al giorno una persona sarà capace di distaccarsi da se stessa in questa maniera e guardarsi da fuori , come a un corpo nel quale stanno per essere risvegliate certi tipi di forze , senza identificarsi con esso , ma piuttosto utilizzandolo come mezzo per raggiungere lo scopo , tanto più rapidamente avrà successo .

. Questo è anche il modo in cui dobbiamo trattare gli amici in tutti gli aspetti. Non guardare le loro facce, né le loro personalità, ma il loro desiderio interiore nella forma pura, che non dipende da niente di esterno. Questo è l’amico del mio punto nel cuore.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

Quello che hai dentro è ciò che ottieni dall’esterno

Domanda: Come possiamo trasmettere l’idea del mondo globale ad un bambino?

Risposta: E’ possibile dare un chiaro esempio ai bambini più grandi, trasferendolo quindi ai bambini più piccoli. Per esempio, portando un gruppo di bambini di 10 anni ad un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, vedrete che i bambini più piccoli capiscono il mondo ad un livello completamente diverso, completamente diverso.

Siamo tutti egoisti ed anche se cresciamo e diventiamo più intelligenti, siamo ancora in un sistema egoista, che è la lente attraverso la quale guardiamo il mondo. Un bambino di 5 anni vede il mondo in accordo alla sua età. Allo stesso modo, in accordo al nostro egoismo, non vediamo il vero mondo, ma quello egoista.

Pertanto, quando chiamiamo il mondo globale ed integrale, diamo a queste parole un senso egoista. Se “tutto il mondo è interconnesso”, questo significa che dobbiamo utilizzare questa sensazione per il nostro beneficio.

Non capiamo che dobbiamo cambiare e creare lo stesso sistema globale e integrale dentro di noi. Questo significa che, da tutte le persone, le anime e tutte le interconnessioni tra di loro, io costruisco il modello di tutto il mondo dentro di me. Devo riflettere il mondo esterno dentro di me con il fine di mantenere la sua connessione corretta.

Se tutto il mondo che è al di fuori di me, vive secondo la legge altruistica, se tutte le sue parti sono unite per il bene di uno scopo, per il bene dell’armonia comune, allora dentro di me devo sempre essere disposto ad includere tutti i desideri e le anime, tutto quello di cui sono capace, in accordo alla legge dell’altruismo. Attraverso questo sistema, che è la mia anima, devo cambiare il mondo.

È possibile fare contatto con il mondo per mezzo di uno strumento disfunzionale, non per mezzo della legge dell’equivalenza della forma? In questo caso, non capisco il mondo e questo non può essere conseguito attraverso di me.

Attraverso questi esempi, possiamo mostrare ai bambini questo principio: in tutte le epoche, abbiamo visto il mondo in maniera differente, ed inoltre, col fine di vedere un mondo globale ed integrale, devo anche essere globale ed integrale dentro di me.

La scienza della Kabbalah ci porta a questa correzione, per questo si rivela ai giorni nostri e di fronte ad essa, anche il mondo globale si sta rivelando. È necessario diffondere questo metodo che ci permette di raggiungere l’armonia con il mondo moderno. Al contrario, soffriremo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011)

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Rendere chiari a tutti i principi dell’educazione globale

L’intera saggezza della Kabbalah non è altro che un metodo di educazione. Infatti un uomo ha bisogno di cambiare, di passare dallo stato di “piccolo selvaggio” che vive in questo mondo all’essere umano che è uguale al Creatore. Noi non possiamo nemmeno percepire cosa voglia dire: il traguardo è così elevato ed opposto rispetto a noi che ci sfugge.

Affrontiamo dei cambiamenti lungo il cammino al fine di diventare sempre più simili al Creatore. Trasformando noi stessi, riveliamo i nostri nuovi stati nel mondo spirituale, lungo i livelli spirituali. Tutti questi stati sono essenzialmente i passaggi dell’educazione. Noi siamo allevati dalla Luce Superiore che ci circonda; cambiamo e perciò attraversiamo il processo dell’educazione.

Dunque, la Kabbalah è il metodo che permette all’uomo di educare se stesso per giungere all’uguaglianza con il Creatore. Lo possiamo fare con l’aiuto di un maestro, delle fonti, e di un gruppo o ambiente circostante. Questa educazione richiede di stabilire delle differenziazioni tra bambini ed adulti, tra uomini e donne, e tra i vari generi di persone. Abbiamo bisogno di cercare un modo di aiutare chiunque a ricevere la corretta educazione.

Ogni uomo che riceve il risveglio spirituale deve correggersi e facilitare la correzione generale di tutti. In sostanza, “tutti” significa lui stesso. Se egli si relaziona agli altri in questo modo, egli li deve correggere. Invece, se egli si separa dal resto degli uomini, egli diventa un “rinnovatore” che rovina soltanto se stesso e gli altri.

Dovremo chiarire questi argomenti e formularli in una forma che sia comprensibile a tutti. In questa fase, tutta l’umanità sta incominciando lentamente ad avvicinarsi alla comprensione della saggezza della Kabbalah; incomincia a sentire il bisogno di educarsi al livello di corrispondenza con il Creatore. Altrimenti, gli uomini incominceranno a sentire quante sciagure giungeranno loro dall’essere nello stato di opposizione al Creatore.

Con questo obbiettivo in testa, dobbiamo preparare una lista di principi relativi all’educazione globale. La chiave è che dovrebbero essere comprensibili per tutti. Noi abbiamo un’idea relativamente buona su dove recuperarli. Non è difficile per noi parlare di questi principi nel linguaggio della Kabbalah e nel linguaggio con il quale Baal HaSulam li presenta, principalmente nei suoi articoli. Ma come possiamo applicarli ad ogni uomo del mondo? Questo è il problema che stiamo affrontando oggi. Proveremo a risolverlo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011 su I principi dell’educazione globale)

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I contorni della bellezza interiore

Domanda: Michelangelo diceva di non scolpire, ma di estrarre semplicemente l’immagine nascosta nella pietra. Quale immagine devo rivelare nella roccia dell’ “ambiente” così da far emergere il legame che c’è in essa?

Risposta: La pura dazione. Domanda alla forza superiore di tratteggiarti i contorni della dazione pura poiché è solamente la forza superiore che ci fissa i limiti. Come Michelangelo, che poteva percepire i lineamenti della bellezza dentro una pietra, io devo sapere dove sono i miei contorni, i miei confini: in quale misura posso usare la materia del desiderio per donare e fino a che punto, va oltre quello che sono in grado di fare.

Tutto quello che è adatto per la dazione diventa un capolavoro della creazione, e ciò che non lo è, per il momento non lo considero. In questo modo, genero l’immagine del vero mondo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011 sul Mondo integrale)

Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Una formula molto semplice

Domanda: Se leggiamo Lo Zohar con la giusta intenzione e predisposizione per il doppio del tempo – per un’ora e mezza al giorno invece di 45 minuti- conseguiremo la piena correzione in metà tempo? O in questo caso funziona un’altra formula?

Risposta: La formula è molto semplice. Era abitudine del mio maestro di leggere insieme Lo Zohar per mezz’ora al giorno. Il Rabash non spiegava nulla e non aggiungeva una parola. Leggevamo soltanto il testo, tutto di seguito senza fargli delle domande per una mezz’ora prima di dormire. Questa è la ragione per cui seguo lo stesso ordine.

Vuoi studiare il doppio del tempo? Ecco perché ho aggiunto un altro quarto d’ora alle lezioni.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2011)

Il Gruppo è l’Arca di Noè della salvezza

La difficoltà radica nel capire che il gruppo, l’ambiente, non è una sistemazione temporanea che dopo un po’ di tempo non sarà più necessario. Il gruppo non sparirà mai ed è impossibile ottenere il riempimento spirituale con qualsiasi altro mezzo. Da questi estranei, dalla gente della quale una volta ero risentito, dal loro mondo interno, devo costruire la mia anima.

Invece di vedere i loro volti, le personalità ed il loro comportamento, devo vedere solo i loro desideri interni, in modo tale da costruire un “corpo spirituale” partendo da loro, al quale io possa donare e dal quale possa essere ispirato. Se facciamo il nostro lavoro mutuo in questa maniera, costruiremo la garanzia, una sensazione di appoggio, le forze per lo sviluppo e la dazione per tutti.

Allora tu sentirai quanto sei protetto dal male in questo gruppo, come se fossi “nell’Arca di Noè”. Spesso troviamo, lungo il nostro cammino, come dei “santuari”. È come l’utero della madre, nel quale ci sviluppiamo per tappe: quella embrionale, l’allattamento e la maturità (Ibur, Ienikà, Mochin), fin quando nasciamo in un grado spirituale nuovo, nel nuovo mondo.

In questo modo, vediamo il gruppo, fin quando la nostra relazione con esso è così forte che cominciamo a ricevere la Luce attraverso di esso, le proprietà del nostro nuovo sviluppo, come nell’Arca di Noè, nel ventre della madre. Più tardi, nasciamo e cominciamo a sviluppare una connessione con questo ambiente come con la Madre Superiore (Ima IIaà): riceviamo attraverso di essa l’influenza di Aba ve Ima ed anche di più.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011, sulla preparazione per il Congresso WE!)

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