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Umani selvaggi ed animali pacifici

Domanda: Perché è stato necessario il peccato di Adamo e la sua frammentazione? Cosa c’ era di speciale in questo che la Luce non ha potuto creare direttamente nella creatura?

Risposta: La Luce non ha potuto fornire alla creatura lo stato del Creatore o la coscienza di “chi sono”, dato che è impossibile passare questo dall’ uno all’ altro. Il peccato dell’ Albero della Conoscenza è una condizione unica, nella quale il piacere domina la vergogna. In ogni grado spirituale, stato e decisione, la dazione è posta prima della ricezione. Per questo, tutti questi mondi sono chiamati santi; ma in questo caso non è così, qui la ricezione viene per prima!

“Ho mangiato (dall’ albero della conoscenza) e mangerò ancora” implica che non sono capace di resistere a questo piacere. Riceverò il piacere per me, non mi importa di quello che succede dopo. Inoltre, mi importa poco di quello che succede con il Datore.

Non posso resistere. Il serpente, elevandosi all’ interno dell’ uomo, apre un abisso dal desiderio insoddisfatto che costituisce la differenza tra un animale ed un umano. Prima del peccato, Adamo ed Eva esistevano nel grado animale. Successivamente, diventarono “esseri umani selvaggi”. Anche quando peccarono erano esseri umani.

Senza di questo, tutta la creazione non ha senso, poiché il piano iniziale fu concepito per rendere l’ uomo equivalente al Creatore. La forza che porta in avanti la creazione si trova nella rivelazione di questa vergogna, nella differenza tra il Creatore e la creatura.

Nei gradi inanimato, vegetale ed animato, la creatura non è separata dal Creatore, ma segue tutti i suoi ordini e non si oppone a Lui con alcun desiderio. Tuttavia, in questo nuovo desiderio che si sviluppa oggi, in questo nuovo vuoto, la creatura sente che si oppone al Creatore e che colui che crea è l’ invitato e l’ ultimo è l’ Anfitrione.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.08.2010, “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot)

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Il mondo è in pericolo

Notizie: Il giornale britannico The Economist ha presentato un “Indice dei Paesi democratici nel mondo, anno 2010”. Nella relazione si sottolinea la tendenza ad un rallentamento dei processi democratici nel mondo, un rafforzamento dei regimi autoritari in tutto il mondo, un arresto della tendenza alla democratizzazione, ed è stata notata una recessione.

L’ autoritarismo sta mettendo radici nel Medio Oriente e nell’ ex Unione Sovietica. Da tutte le parti si osservano deludenti processi di democratizzazione. In Africa è cessata completamente e nell’ America Latina si stanno formando movimenti populistici.

Nei Paesi Occidentali è diminuita tra la gente la partecipazione alla vita politica. Il raddoppiarsi dell’ interesse per la politica estera e l’offensiva verso le libertà civili portano  una delusione nei riguardi del processo democratico,  e ad accusare di ipocrisia i propri governi.

Commento: Secondo la Kabbalah, se il mondo non si rende consapevole del piano naturale del proprio sviluppo e non si rivolge verso la propria conformità colla natura, col cambiamento delle attuali istituzioni pubbliche in tutti i paesi si formeranno dei regimi nazisti e fondamentalisti, e il mondo precipiterà verso la terza guerra mondiale, atomica.
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Torah, Porzione Settimanale – 06.01.2011

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I due principi per il successo

Domanda: L’ esperienza russa dimostra che l’ unione egoistica porta grandi problemi. D’altra parte, veniamo a studiare la Kabbalah come egoisti e ho molta paura che cercando di unirci, possiamo ripetere lo stesso errore.

Risposta: In primo luogo, ti incoraggio a non temere niente! C’ è una canzone: “Il mondo è un ponte molto stretto, però la chiave è non avere paura di niente”. Da un lato è un ponte stretto, ma dall’ altro, non preoccuparti, lo attraverserai.

Ci sono due principi che sono alla base del successo:

  • Principio 1: Consistenza nello studio, nella connessione con gli amici e nella divulgazione.
  • Principio 2: Connessione con il gruppo, in modo che la sua essenza interna diventi l’ ambiente che sostiene il tuo sviluppo spirituale.

Come risultato, saremo capaci di realizzare tutto quello che i kabbalisti hanno prescritto: “arrivare ad essere come un solo uomo con un solo cuore”, “amare gli altri come se stessi” e dall’ odio infondato arrivare all’ amore fraterno. Se aderisci a questi due principi: 1) Consistenza nello studio e sforzo destinato all’ unione e 2) Il gruppo come ambiente per il tuo avanzamento spirituale, allora non hai niente da temere e non ti accadrà niente di male.

Tutti questi pensieri nasceranno come ostacoli affinché ti attacchi alla meta sempre di più.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La Pace”)

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Chi sei tu, Adamo?

Adamo è l’ anima collettiva, creata dal Creatore nella parte interna dalla parte esterna: il mondo spirituale. La rivelazione dell’AHP, i desideri egoisti, ha portato alla caduta dello stato iniziale dell’anima, GE, poiché ha ricevuto per l’ auto-gratificazione.

Il risultato è stato la frammentazione dell’ anima, dopo la quale ognuno di noi porta la sua parte, che ha bisogno di essere connessa con tutti gli altri nel forte desiderio di “amare gli altri come amo me stesso”. Questo si fa nel gruppo, l’ attributo comune della dazione.

Adamo fu il nome del primo uomo che circa 5770 anni fa raggiunse il Creatore, la proprietà collettiva della dazione (questa è stata la ragione della nascita annuale del calendario ebraico). Dopo di lui, anche tutti noi dobbiamo raggiungere il Creatore in un limite di 6000 anni.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.08.2010, “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 10
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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 115, Lezione 6
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 48, Lez. 28
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 9
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Là, Dove i peccatori desistono

Noi lavoriamo sul nostro materiale: il desiderio di provar piacere. Esso deve aumentare continuamente, in modo che cresciamo anche noi, sovrapponendogli la forma del “dare” e la somiglianza col Creatore.

Per questo motivo percepiamo la crescita del desiderio come una calamità. Essa arriva quando l’uomo è pronto. E’ detto: “Le calamità che arrivano ai peccatori, hanno origine dai giusti”. In altre parole, le situazioni negative si fanno sentire a quelli che prima erano giusti, che hanno fatto un passo avanti e si sono preparati.

I principianti, che ancora non hanno capito il sistema, arrivano a questo con grande turbamento: “Perché, dopo aver fatto tanti sforzi, ci capitano queste brutte cose? Improvvisamente se ne va l’ entusiasmo e tutto ci diventa indifferente.” Ma con l’ esperienza arriva la saggezza, e ci si rende conto che il cammino è fatto di cadute e di lotte all’ egoismo iniziale.

L’ obiettivo spirituale sarà sempre presente dietro la domanda: “Per quale motivo proseguo? Vale la pena di combattere il proprio egoismo, la propria natura? E’ normale continuare a lavorare nonostante simili cadute, senza alcuna aspirazione e alcuna motivazione”?

L’ uomo si sente abbandonato e indifeso, e la sua situazione indegna e immeritata. Questo stato è quello a proposito del quale si dice: “I giusti passano e i peccatori desistono.”

Il fatto è che dobbiamo uscire dalla nostra natura. Non nutrirla e curarla. Dobbiamo crescere in modo di superarla. Ogni volta che l’ uomo si accinge a tale passo, gli vengono mandati simili “disturbi al cuore” per farlo salire ancora più in alto. E così progredisce lungo il cammino spirituale.
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(Da una lezione su di uno scritto del Rabash. 5.1.2011)

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Che cos’ è il Denaro ?

Domanda: Che cos’è il denaro? E perché siamo così interessati ad esso?

Risposta: Per denaro (Kesef) si intende uno schermo, che deriva dalla parola “copertura” (Kisufa). Questa è la Luce di Hassadim che copre o nasconde il desiderio egoistico, consentendo di ricevere tutta la luce di Hochma .

Per questo motivo nel mondo materiale il denaro è di così grande valore e può comprare qualsiasi cosa. Ogni oggetto ha un equivalente in denaro e tutto è misurato dal denaro.

Nella spiritualità tutto è misurato dagli schermi anti egoistici, dal genere di copertura che si ha dalla Luce di Hassadim. Determina la dimensione di una persona, dalla statura e dalla forza, perché in base a questa veste, è in grado di accogliere la luce della Hochma .

Quindi, vi è l’uso egoistico del concetto di “moneta”, così come il suo uso “per il bene della dazione.” Di conseguenza, i vasi rituali nel Tempio si dividono in quelli che sono “d’argento” (argento, Kesef, proviene dalla parola copertura, Kisufa), e quelli che sono “d’oro” (oro, Zahav, deriva dalle parole “dare a questo”, Ze Av).

Vi è anche una nozione di “paghetta” che a volte danno ad un bambino. Si tratta di denaro di cui una persona ha bisogno per sentirsi protetti contro la “povertà”, cioè di avere la copertura necessaria per la sua voglia di godere.

Una “tasca” è un vaso ricevente, e soldi in tasca sono una copertura che corrisponde esattamente ai miei desideri di ricevere o vasi, che mi permettono di rimanere sul livello minimo di dazione, Nefesh , come Hafetz Hesed, uno che non ha bisogno di maggiore soddisfazione.

Ogni persona determina il grado di occultamento necessario per lui secondo il suo scopo. Tuttavia, se un bambino fa una domanda su come dovrebbe spendere i soldi che riceve, questo non è più chiamato “paghetta” perché va oltre i confini del fornire le necessità vitali (acquisto la prima colazione per la scuola o anche caramelle o gelato di crema, che sono anche considerati in certa misura necessari per un bambino).
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2011, “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia )

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 9
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Il Libro dello Zohar: “Yitro”, Punto 88, Lezione 5
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 46, Lez. 27
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez. 8
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Il primordiale punto dell’ amore

E’ per noi assolutamente necessario conoscere la propria natura, tutti i nostri reati, i nostri errori involontari, altrimenti non riusciremo a sollevarci e riconoscere il Faraone in noi, e a sapere quanto egli ci disturbi. Proprio suo tramite vogliamo arrivare al servizio del Creatore.

Cosa significa: “Lascia andare il mio popolo”? Dicono che il Faraone addirittura accompagni il popolo d’ Israele all’uscita dall’ Egitto. Bisogna proprio che ci si chiarisca tutto, per renderci pronti all’ uscita, e poi uscire! Il Faraone ci trattiene fino a quando non saremo forti abbastanza e non saremo pronti.

Quando noi attraversiamo il confine col mondo spirituale ed entriamo nel Machsom, significa che abbiamo il desiderio e la forza sufficienti, altrimenti non ne saremo capaci. Perciò il Faraone, con la sua resistenza, ci sta solamente aiutando!

In tal modo noi superiamo tutti gli ostacoli, e grazie a ciò, conseguiamo la virtù del donare, della resistenza all’ egoismo, la robustezza dello schermo, e il desiderio. Aumentiamo la forza del desiderio e dell’ aspirazione verso lo spirito. Tutte le “anti-forze”, tutte le interferenze e le sofferenze ci vengono date solamente per rinforzarci ed istruirci.

Così dobbiamo guardare ad ogni nostra situazione, ad ogni nostro pensiero o sensazione che ci venga naturalmente, e sapere che proprio è lì dove dobbiamo lavorare. Non c’è assolutamente niente che possiamo lasciare così com’è, non corretto.

Per prima cosa scopriamo il livello del “hafetz-hesed” (solamente desiderio di dazione), al di sopra di ogni nostro pensiero o desiderio egoistico, e riconoscendo ogni loro crimine ed errore. Ci rendiamo coscienti che tutto ci viene da una superiore forza di donazione. Troviamo inoltre i vincoli dell’ amore, realizzando l’ azione di ricevere allo scopo di dare, e tramite essi, incominciando a comprendere cosa significhi l’ amore. Come risultato, ci innalziamo ad un tale stato che si chiama Keter.

Keter non ha niente a che fare con la fisicità e con qualsiasi cosa si svolga al di sotto di lei. In lei c’ è solamente la causa di tutto ciò che avviene di sotto.

E tutto ciò che avviene al di sotto di Keter, fino alla stessa Malchut, è solamente per dare alla stessa Malchut la possibilità di risollevarsi e assimilarsi a Keter.

Perciò, alla fine, noi instauriamo lo stesso rapporto col Creatore, come Egli con noi, al di sopra di tutto il nostro mondo materiale e di tutto ciò che ci succede. E allora non rimane alcun legame con tutto ciò che è passato, vissuto, deciso, fatto, rivelato, né da parte Sua, né da parte nostra.

Tutto questo risulta evidentemente e assolutamente essere il primo e il fondamentale rapporto di Lui con noi e di noi con Lui.

Questo significa che noi scopriamo tutto solamente in Keter, nella luce dell’ Amore, quando non sarà più importante per noi alcuna azione o regalo accettato per poter dare o dare per dare. Tutte le differenze vengono a cadere e tutto si fonde nella comprensione dell’ unità.

Il materiale e la forma di ciò che si ottiene è come se non esistessero più, perché sono stati fatti dal Creatore, fin dall’ inizio, solamente per aiutarci a raggiungere quel primordiale punto dal quale il Creatore ha incominciato la creazione.
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(Da una lezione sullo scritto “Kabbalah e Filosofia” 03.01.2011)

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