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Lezione quotidiana di Kabbalah -12.09.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 33
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 245, Lez. 16
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 85
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Lezione speciale dedicata alla Memoria di Rabash, Baal HaSulam lettera 38
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Cosa hai fatto tu per conto tuo?

Domanda: Perché il Creatore permette a certa gente di commettere crimini brutali?

Risposta: La scienza della Kabbalah illumina le domande della percezione della realtà, il libero arbitrio e la natura umana, mostrando che una persona che vive in questo mondo non possiede libertà di scelta. Per tanto, non commette nessun atto consciamente.

Una persona può raggiungere la libertà di scelta solo in un gruppo di Kabbalah, che è un gruppo di persone connesse per raggiungere la meta spirituale. In questo caso la persona riceve o ottiene un certo grado di libertà. Tuttavia, coloro che non hanno ottenuto il raggiungimento spirituale e non hanno riconciliato le due forze opposte, azione ed intenzione, non agiscono in assoluto!

Arrivano alla fine di questa vita come se non avessero mai vissuto. In altre parole, non hanno vissuto come “umani”. È solo il loro corpo biologico che ha vissuto, così come fa qualsiasi animale. È una vita diretta solo dall’istinto. Una persona può elevarsi solo al di sopra di esso attraverso la “fede al di sopra della ragione”, quando desidera raggiungere una natura diversa.

L’unità di queste due nature, quella Superiore e quella Inferiore, è considerata come l’essere umano in lui. Solo una persona che ottiene questo, può dirsi che è riuscita a realizzare azioni indipendenti che meritano castigo o ricompensa. In altre parole, solo un cabalista può essere giudicato per le proprie azioni. Una persona comune non può essere giudicata poiché agisce in accordo agli ordini della Natura. Segue una strada e non fa niente di sua propria volontà.

Tuttavia, nel nostro mondo, le misure di castigo sono necessarie; però non le amministriamo secondo la nostra volontà ma secondo gli ordini dall’Alto, anche se passa per la legislatura del governo, dei tribunali e dei dispositivi di applicazione della legge. Tutto questo esiste per accelerare il nostro sviluppo.

Questo è il Governo dell’Alto su tutte le persone che sono come burattini, il cui proposito è quello di avvicinarci al punto della libertà di scelta.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31 Agosto 2010, Quali sono le azioni durante il tempo della discesa?)

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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 2

Cari amici, per favore fate le vostre domande sui frammenti dei grandi kabbalisti. Prometto di rispondere. I commenti tra parentesi sono miei.

Chi è un kabbalista?

La scienza della verità è condizionata (per capirla) da altre scienze (per tanto la scienza della Kabbalah si rivela solo dopo che l’umanità ha rivelato tutti gli insegnamenti del nostro mondo in generale e testimonia i loro limiti), così come tutte le scienze sono condizionate da essa (l’umanità imparerà le origini di tutti gli insegnamenti proprio dalla scoperta e dal dominio della Kabbalah). È per questo che non troviamo un vero kabbalista che non abbia una conoscenza globale di tutte le scienze del mondo (non perché le abbia studiate ma) essendo acquisite attraverso la scienza della verità in sé, ed è per questo che è incluso in essa.

Baal HaSulam, L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza

Guida per Leggere Il Libro dello Zohar: Eravamo come in un Sogno

Estratti del mio futuro libro, Guida per leggere il Libro dello Zohar

Il fatto più complesso ed allo stesso tempo più affascinante in relazione al Libro dello Zohar ed alla vita in generale è la percezione della realtà. Esistono molte onde intorno a noi che in realtà non percepiamo, come le onde radiali. Esiste anche un campo di informazione che include tutto. Il campo di informazione elevato è chiamato la natura più elevata o il Creatore.

Questo campo contiene tutto lo spazio intorno a noi. Siamo capaci di stabilire un contatto con questo campo e di ricevere tutto da esso: sentimenti, comprensione, conoscenza, amore ed anche la sensazione di vita eterna e di totalità che le è inerente.

Tutto lo scopo della saggezza della Kabbalah è di insegnarci a sviluppare dentro di noi gli strumenti per percepire questo campo di informazione elevato. Ciò è possibile solo attraverso la trasformazione interiore e nella misura in cui la realizziamo, diventiamo simili a questo campo: al Creatore. Esistiamo in questo campo inclusivo adesso, ma siamo incapaci di percepirlo.

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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 1

Cari amici, per favore fate le vostre domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. Prometto di rispondervi. I commenti tra parentesi sono miei.

Chi è un kabbalista?

Tuttavia, i kabbalisti che raggiungono (nelle loro sensazioni e nella mente) i gradi superiori (più elevati dei raggiungimenti all’interno dei cinque sensi fisici), raggiungono tutto (tutto l’universo) in una misura completa (inclusa la parte nascosta per le persone) e sono meritevoli del raggiungimento di questi livelli nel loro interiore, che (e specificamente questo raggiungimento) si chiama “un’anima”.

Baal HaSulam, Il segreto del concepimento è la nascita

Colui che riceve abbondanza dal Creatore si inorgoglisce delle ghirlande del Creatore (frutto della creazione). E colui che è stato meritevole nell’ora dell’azione (la correzione di se stesso) sente che anche il Creatore si sente orgoglioso di lui, nel trovarlo disposto (nella sua somiglianza con il Creatore) a ricevere l’abbondanza (la Luce dell’amore e della dazione), si chiama un kabbalista (colui che riceve il benessere preparato dal Creatore).

Baal HaSulam, Pri Hacham, Igrot (Lettere), Lettera 46

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Cerca di realizzare il lavoro per conto tuo

Domanda: E’ possibile procedere sempre mediante “la fede al di sopra della ragione”?

Risposta: Chiaro che no. Tuttavia, i kabbalisti non discutono se possono o meno procedere in questa maniera; dobbiamo semplicemente farlo! Quando non possiamo, chiediamo aiuto ed il Creatore fa questo lavoro per noi. Tutto il lavoro è fatto dal Creatore, non dalla persona. Ma abbiamo bisogno di chiedergli di compierlo.

Una persona deve arrivare fino alla fine cercando di realizzare il lavoro per conto proprio. Anche se sa dal principio che è condannata a fallire cercando di ottenere la meta usando la sua forza, anche così deve farlo. Mediante ciò, scopre che il lavoro sarà fatto dal Creatore e saprà come chiederglielo.

Esisto sempre in un processo nel quale mi muovo lungo una linea retta dal punto iniziale (attuale) verso la meta finale, alla quale devo arrivare con qualsiasi mezzo. Il punto finale è la dazione, l’amore per il Creatore e per gli esseri creati, la fede al di sopra della ragione e la dazione al di sopra della ricezione. Ho bisogno di lasciare il punto iniziale ed arrivare al punto finale e nel cammino ho quanto segue:

La prima parte: fa tutto quello che è in tuo potere! Questa è la prima e più importante cosa.
La seconda parte: una completa delusione della mia forza.
La terza parte: capire che solo il Creatore può salvarmi.
La quarta parte: quando comincio a lavorare insieme a Lui in dazione (Chafetz Chesed) ed amore.

Ma quando sono ancora solo al principio, devo confidare nella mia forza e sapere che senza dubbio, arriverò alla fine. Non posso incrociare le braccia ed aspettare l’azione dall’Alto. Se non mi sforzo nella misura in cui posso durante la prima tappa, se non faccio tutto il possibile, allora non arriverò mai alla disperazione ed a capire la mia mancanza di potere. Ciò significa che non mi renderò mai conto che richiedo l’aiuto del Creatore. Se è così, come posso risvegliare la Luce che Riforma?

Le tappe si mostrano una dietro l’altra e lo stato attuale determina e costruisce la prossima. Una persona non sa esattamente dove si trova e cosa la aspetta nella tappa successiva, nel prossimo momento. Tuttavia, tutto l’avanzamento è compiuto a causa della pressione che esercita.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30 Agosto 2010 sull’articolo, Quando una persona conosce cosa è il timore di Dio)

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Uno spirito di ambulanza

Domanda: Gli uomini contano su un gruppo che li appoggia in qualunque stato; ma cosa deve fare una donna quando sperimenta una discesa? Dove può ottenere l’energia per vincere la crescita dell’egoismo che ha provocato la discesa spirituale, facendo in modo che essa si senta indifferente, triste e carente della grandezza dello scopo o della dazione?

Risposta: Le persone mi hanno esposto questa domanda per molti anni ed in ogni lezione per le donne. Adesso esiste una risposta pratica ed effettiva: il nostro simulatore spirituale che stiamo costruendo insieme.

Le donne devono partecipare allo stesso modo degli uomini, perché tutti i nostri desideri si riuniscano dentro un Kli o desiderio in comune. La sua grandezza determinerà il nostro diritto a rivelare la Luce del Creatore.

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Il ballo è il lavoro interno più serio

Esistono azioni durante le nostre riunioni nelle quali dobbiamo rinunciare alla nostra critica ed unirci semplicemente con tutti. Come posso farlo? Posso farlo proprio saltando e cantando insieme a tutti come un bambino, annullandomi.

Questa attitudine mi connette allo stato generale, dandomi la capacità di uscire dalla mie limitazioni e sentire un “vento spirituale”! Può sembrare come se questo tipo di comportamento fosse imprudente, ma ci sembra così solo perché non riconosciamo la spiritualità in esso. Perché è la Luce dell’Infinito! Non siamo capaci di vedere in esso con i nostri strumenti di percezione. Per questo ci sembra senza vita ed inanimato (Nefesh). Tuttavia, se siamo capaci o meno di vedere tutta la Luce spirituale di NaRaNChaY in esso, dipende del tutto dal nostro Kli.

Tutto ciò che viene dall’unità, anche il più piccolo gesto, è perfezione. Per tanto, è proprio in questa maniera, attraverso il ballo mutuo, quando salti insieme agli altri, che abbiamo l’opportunità di percepire una sensazione spirituale. Queste danze sono arrivate a noi dai grandi kabbalisti, specialmente il Baal Shem Tov. Anche il Rabash faceva ballare noi, i suoi studenti, in questa maniera. Non è solo imprudenza; dentro il ballo c’è un pensiero serio e un lavoro tremendo. All’inizio non lo vuoi e si alternano in te, con molta frequenza, pensieri “a favore” oppure “contrari”, evocando dubbi orribili. Intanto, continui a saltare.

Non è neanche meditazione perché non ti disconnetti dalla realtà. Sei sempre davanti alla domanda: cosa sto facendo e perché? Cosa mi da questo, chi mi fare questo e con chi sto saltando, perché ci connette? Attraversi tutto il lavoro interno dal principio alla fine, mentre stai ballando.

La danza ti forza ad andare attraverso tutti i differenti pensieri che le sono contrari! Questi pensieri sono contrari all’unità, che non vuoi. La tua mente combatte sempre contro questo e ti vedi forzato a fare discernimenti.

Per questo la danza diventa un arduo lavoro interiore. Ne esci semplicemente esausto, vuoto di energia; e non perché hai saltato, ma perché hai attraversato tanti discernimenti interiori. Stai ballando dentro di te, nelle tue ascese e discese interiori. Il fatto che stai saltando esternamente, è lì allo stesso tempo solo per risvegliare questi stati interiori in te.

Stai saltando esternamente, elevandoti e cadendo, mentre in te c’è un gran quantità di altre ascese e discese che si susseguono simultaneamente. Questa è la cosa più importante! Senza le azioni esterne non saresti capace di fare le azioni interne. Una cosa non succede senza l’altra. Per questo la danza diventa un mezzo unico per lavorare. Per questo il Baal Shem Tov ed i primi Ebrei Chassidici, che erano kabbalisti, insegnarono queste tradizioni.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12 Agosto 2010, sulla lezione, Il ruolo della nazione.

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Conferenza riguardo “L’ atteggiamento verso il Creatore in tutti gli stati”

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Lo Zohar è rivelato nell’unità

Lo Zohar, capitolo “Va Yetze (E Giacobbe usci), punto 51: …risulta che lei è come uno specchio lucidato, riguardando il non far vedere la sua propria forma, ma solo con la forma degli altri, quelli che l’hanno vista o quelli che stanno davanti a lei”. Somiglia a uno specchio anche perché tutta la caratteristica del vetro dello specchio si trova nel colore scuro della sua parte posteriore. Riflette i raggi del sole, dato che se fosse trasparente non si potrebbero vedere delle forme in esso. Cosi è Nukva – tutta la sua forza è nel suo Masach che trattiene la luce da splendere da lei verso il basso. Senza il Masach non ci sarebbe stata per niente la luce in lei.

Noi leggiamo Lo Zohar ma non lo comprendiamo; lo leggiamo ma non sentiamo niente. Finalmente dobbiamo arrivare allo stato nel quale la domanda “A cosa serve tutto questo?” ci porterà alla disperazione, disillusione, ad una esplosione interiore, alla comprensione del fatto che non abbiamo che la scelta di unirci, ed in questa unità interiore rivelare quello di cui parla Lo Zohar.

Non esiste un altro metodo, un altro percorso. Dobbiamo superare questa barriera. Ci sono molti ostacoli nel nostro cammino: pigrizia, mancanza di comprensione, e la mente protesta per questa sua impossibilità di comprendere. Tuttavia, non importa. Abbiamo solamente bisogno della persistenza che ci porterà ad uno stato di disperazione e comprensione di non avere altra scelta. Dobbiamo rivelare che Lo Zohar parla precisamente della nostra unità. Che quello che descrive Lo Zohar si rivela unicamente nell’unità tra di noi.

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