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Non perdete l’aspirazione per lo scopo


Lo scopo spirituale è l’unità: l’unificazione di una persona che aspira al Creatore, la Luce della Correzione ed il Creatore in un insieme. Una persona deve restare all’interno di questo scopo in ogni stato ed in ogni momento. Allora avanzerà verso esso.

Ma come può avanzare se è già all’interno dello scopo? Fino a dove può continuare ad avanzare se ha già raggiunto lo scopo in questo stesso momento? La risposta è che nel momento seguente riceverà un desiderio più grande di provare piacere ed allora dovrà raggiungere lo scopo nuovamente. È in questo modo che avanziamo passo dopo passo.

Non pensare che la meta brilli da un luogo lontano e che un giorno la raggiungerai. Devi raggiungerla qui e adesso e non nel momento a venire.

Oggi siamo tutti noi. Canzone di Moti Mor

Dalla partecipazione al Congresso “Zohar 2010”


Rimpiazzare l’odio con l’amore

Domanda: C’è una persona nel nostro gruppo che è impantanata in uno stato di odio come una palla da biliardo nella buca già da diversi anni. Dopo tutto questo tempo è chiaro che non ne verrà fuori. Come possiamo aiutarla, che consiglio ci può dare? Cosa si può fare con quest’odio?

Risposta: Certe volte c’è bisogno di anni per accorgersi che è necessario rimpiazzare l’odio con l’amore ed altri anni affinché la Luce Superiore lo trasformi in realtà dentro di noi.

Il ciclo della nascita spirituale

Domanda: Una persona che completa la tappa anteriore dello sviluppo spirituale e ha acquisito la conoscenza della sua morte, si accorge che la tappa “morta” è diventata la sua “tomba” e che nascerà di nuovo?

Risposta: Una persona non si preoccuperà assolutamente di questo. Semplicemente non potrà continuare all’interno del suo vecchio desiderio. Lo percepirà con disgusto. Il suo vecchio desiderio è morto ed egli semplicemente non può continuare a vivere in questa fase. Questo perché diventa “ricevere” per se stesso, mentre egli si sforza per raggiungere la tappa della dazione. Non si preoccupa di ciò che lo aspetta; non può semplicemente rimanere dove si trova poiché significa la morte per lui.

La sensazione di morte che è associata al livello anteriore è ciò che porta la persona alla tappa successiva. La tomba si trasforma nell’utero della madre spirituale e tutto il processo si riapre … fino a quando l’utero diventa una tomba. In questa maniera il nostro livello inferiore si trasforma nel superiore nella misura in cui avanziamo.

Non otteniamo niente che sia già preparato per noi; dobbiamo realizzare sforzi per scoprire ed attrarre la Luce. In ogni tappa, lavoriamo con gli stessi desideri, investigandoli ogni volta ad un livello più profondo, perché la Luce che attraiamo ci riporta progressivamente alla Fonte. Riusciamo a capire che siamo incapaci di restare all’interno del nostro vecchio desiderio e che dobbiamo ritornare a nascere ad un nuovo livello è ciò che ci viene chiesto.

Questo passaggio è uguale all’esodo dall’Egitto. Scappiamo dall’oscurità. Non vediamo la Luce innanzi a noi. Come nell’esodo, ci preoccupiamo di scappare in fretta. La nostra situazione attuale diventa totalmente intollerabile, al punto che anche la morte ci sembra preferibile rispetto alla vita. In questo momento stiamo nascendo ad un nuovo livello spirituale.

Perché fanno la circoncisione agli uomini?

Domanda: Perché fanno la “circoncisione” (Brit Mila) agli uomini, a prescindere dal fatto che nella spiritualità essi rappresentino la qualità della dazione, e non alle donne che rappresentano la qualità della ricezione?

Risposta: Esatto, si tratta della correzione di Malchut ed è essa che è necessario correggere.

Allora, perché la correzione (la circoncisione dei tre desideri non puri, Klipot) si fa in Zeir Anpin, sul simbolo delle qualità maschili?

Prima della correzione totale, l’uomo può avere l’intenzione della dazione solo per i desideri che sono al di sopra del Tzimtzum Bet, cioè, solo per i desideri incorporati nella qualità di Binà. È impossibile correggere gli altri desideri, per questo li tagliano, non li usano e solo alla fine della correzione li utilizzano nuovamente.

L’intenzione della dazione dentro di noi si chiama “uomo” ed il desiderio si chiama “donna”. Questa intenzione di dazione si chiama Zeir Anpin, l’uomo, il superamento.

Una persona vede come deve organizzare e tagliare questa intenzione, quale forma di dazione deve darle affinché sia in accordo con il Creatore.

La parte ricettrice dentro di me, Malchut, non ha nessuna forma; ma alla “dazione” che si trova dentro di me devo dare una forma, nella misura di quanto – e cosa precisamente – sono preparato a dare.

Allora, capisco che non posso lavorare con le mie intenzioni, con il mio schermo per tutta la profondità di Malchut. Devo ridurre, tagliare le mie intenzioni fino ad un certo limite.

Questa parte dentro di noi che si chiama “uomo” è il desiderio della dazione all’interno della nostra anima.

Non si tratta di qualcosa di esteriore; è la mia “dazione” interiore, la cui forma deve corrispondere al Creatore.

Per questo una persona compie questa correzione su se stessa, “Brit Mila”, limitandosi all’uso di alcune parti di Malchut ed in questa maniera avanza nella spiritualità.

Perciò questo comandamento non esiste per le donne.

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Lo Zohar è il nostro salvagente


Domanda: Come possiamo unire gli articoli del libro dello Shamati che studiamo durante la preparazione alla lezione sullo Zohar con lo stesso libro dello Zohar?

Risposta: Tutto ciò che studiamo nella scienza della Kabbalah è destinato per l’unione costante con il Creatore.

Abbiamo bisogno della Luce che riporta alla Fonte per essere uniti con il Creatore, per afferrarci a Lui, per sapere come elaborare correttamente ed in maniera determinata tutti i nostri stati e situazioni e ricordare che tutto proviene da Lui.

Questa Luce deve mostrarmi in ogni momento che tutto proviene dal Creatore e mi è stato offerto per il mio avanzamento. Devo raggiungere la cima ed avanzare non per mezzo delle mie forze ma attraendo a me questa Luce.

Devo dipendere sempre dalla Luce che riporta alla Fonte. Essa compie con me tutte le azioni ed io la richiamo nuovamente. In questa maniera compio dei giri in questo cerchio per tutto il tempo.

Il Libro dello Zohar mi unisce alla Fonte della Luce e per questo è molto importante per me. Lo Zohar è la nostra difesa, il nostro salvagente.

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Perché Sodoma fu distrutta?

Domanda: Perché Sodoma fu distrutta se le sue leggi, a quanto pare, erano giuste? Ognuno riceveva ciò che meritava.

Risposta: A Sodoma ognuno esisteva per se stesso: “Lasciami in pace e non toccarmi! Non ti do niente e tu non mi dai niente, in questa maniera non avremo dispute”. Ognuno esisteva per se stesso.

Tutto in equità e verità. “Hai qualche problema? Dirigiti al Creatore, ma lascia in pace me!”

Gli abitanti di Sodoma fecero di tutto ciò una religione. Nelle loro leggi non c’è niente di male.

Al contrario! Oggi la situazione del mondo è peggiore che nell’antica Sodoma. Oggi ognuno desidera distruggere, derubare ed usare gli altri.

A Sodoma questo non esisteva. Le sue leggi dicevano: “Non fare del bene a nessuno, ma non fare neanche del male!” Ti è proibito desiderare, anche con il pensiero, il male di qualcuno!”

L’unico vizio di Sodoma era che le sue leggi non permettevano alle persone di unirsi: “Fate ciò che volete eccetto che relazionarvi con il prossimo!”

Ciò significa: non si unisce al prossimo ma nemmeno gli fa la guerra, perché anche la guerra è un tipo di unione, di interconnessione, come nella frammentazione.

La frammentazione non è più Sodoma, ma Gerusalemme. Quando le parti frammentate di Binà e Malchut si incorporano l’una nell’altra, esiste una possibilità di correggerle.

Però Sodoma è impossibile da correggere perché lì non c’è connessione reciproca e non può ricevere le qualità di Binà. Per questo deve essere distrutta.

È proibito toccare queste parti del desiderio di provare piacere, quelle che non possono mescolarsi ad altre parti.

Ma l’ideologia di Sodoma è molto forte. Oggi possiamo proporla ed applicarla alla gente ed essa la riceverà e la seguirà.

Essa è corrotta semplicemente perché non permette alle parti frammentate dell’anima, alle qualità di Binà e Malchut di unirsi tra loro e per tanto, passare alla prossima tappa della correzione.

L’Amore redimerà tutti i peccati


Mentre leggiamo il Libro dello Zohar dobbiamo interessarci soltanto di una cosa: il nostro desiderio di raggiungere il prossimo stato, che è l’unità e l’integrazione. Dappertutto in tutta la creazione l’unità appare come spaccata in tanti frammenti. La creazione ci appare gigantesca, e non sappiamo come cercarla all’interno di noi, come Lo Zohar ci dice di fare.

Comunque sia, dovremmo desiderare di vedere tutto questo all’interno di un sistema dove tutto sia collegato, dove tutti i desideri, i pensieri, qualità ed azioni lavorino in armonia all’interno di un’anima comune. In aggiunta, tutto questo è al mio interno. La funzione di quest’anima corretta è l’atto di dazione che io scopro dentro di me.

Sorge una domanda: Cosa significa “dazione”? E per caso quando il cuore da qualcosa al fegato, il fegato a sua volta qualcosa ai polmoni? Possiamo veramente chiamare questo “dazione”? Dopo tutto, com’é possibile la dazione all’interno di un corpo? Se gli organi non donano qualcosa uno all’altro, semplicemente muoiono. Allora, come possiamo chiamare queste qualità “dazione” se le vediamo come una parte di un’anima generale? Appena comincerai a percepirli come una singola unità e a sentirli come “i tuoi organi”, immediatamente smette di essere considerata dazione, dato che non puoi donare a te stesso.

La domanda a questo dilemma, é che tutti i “peccatori” e tutti i “peccati” che noi scopriamo rimangono intatti. “L’inclinazione al male” rimane sempre, perfino quando costruiamo collegamenti con le anime sopra di esso. Per cui, anche se le anime del sistema vengono rivelate dentro di me, allo stesso tempo, la mia precedente avversione verso gli altri continua ad esserci. Comunque, al di sopra di esso io scopro l’amore ed il collegamento da tutti quanti.

È per questo che non c’è contraddizione tra il capire che tutto ciò che esiste è un unico sistema, e allo stesso tempo che tutte le parti del sistema agiscono in dazione reciproca.

Il sentiero verso l’infinito è già pavimentato per noi


Perché è scritto che Il Libro dello Zohar emana Luce e contiene una forza speciale? Noi sappiamo che il libro in se non ha nessun potere speciale – è soltanto carta. Comunque, quando una persona raggiunge il Creatore attraverso il proprio desiderio, sta pavimentando il sentiero da questo mondo, attraverso tutti i mondi, e la sua anima sale questo sentiero verso il Mondo dell’Infinito.

Mentre una persona sale per questo sentiero, stabilisce un collegamento con tutte le anime, in modo simile a quello in cui in questo mondo ogni organo è collegato a tutti gli altri. Un grande Kabbalista è una grande anima che scrisse dei manoscritti che ci ha lasciato, e noi adesso li adoperiamo per ricevere la forza della vita e la Luce Superiore.

Ma perché riceviamo la Luce Superiore proprio attraverso questi libri? Questo è cosi perché i manoscritti dei Kabbalisti sono la loro espressione superiore in relazione a noi, la quale ci aiuta a collegarci a loro. È il mezzo per collegarci alle loro anime.

Avendo pavimentato il sentiero verso il mondo spirituale e stabilendo un collegamento con tutte le altre anime, il Kabbalista ci lascia tutto questo perché venga adoperato da tutto il mondo. Per cui, quando riceviamo un libro da un Kabbalista, ci colleghiamo alla sua anima ed alla rete che lui ha creato nel sistema generale delle anime. Questo, a sua volta, ci aiuta a collegarci con questo grande Kabbalista ed a intraprendere i nostri primi passi con lui al nostro fianco.

Il Libro dello Zohar è stato scritto da dieci grandi Kabbalisti che corrispondono alle dieci Sefirot fondamentali, le primordiali HaVaYaH. Perciò, loro non hanno pavimentato un sentiero stretto, ma un ampio, meraviglioso e corto sentiero che permette a tutti quanti di ricevere le stesse forze che loro avevano (per “ricaricarsi” per il sentiero) e salire.

È per questo che è cosi importante Il Libro dello Zohar. Non è un libro, ma un sistema spirituale che ci permette di stabilire un collegamento con il traguardo e ci fornisce di tutto quello di cui abbiamo bisogno per raggiungerlo. Mentre leggiamo Lo Zohar ci colleghiamo a questo sistema, lavoriamo con esso, ed esso lavora con noi. Dobbiamo soltanto desiderare collegarci ad esso, capirlo e appartenergli. Se abbiamo questo desiderio, le grandi anime dei Kabbalisti hanno già preparato tutto quello che ci serve. Loro possono sollevarci, aiutarci e permetterci di salire sempre più in alto.

Il tempo stretto in un punto


Ho ricevuto una domanda: Se la storia umana esiste solamente nella nostra percezione, allora perché è cosi lunga?

La mia risposta: Non è lunga, perché in realtà – non esiste il tempo. Il tempo è un reshimot che crea questo film dentro di te.

Una volta che ti colleghi a tutti gli altri, comprimerai cosi tanto il tempo, che le azioni succederanno molto veloci, una dopo l’altra. Tu puoi percepire il tempo come una stella che esiste per milioni di anni oppure come un insetto che vive soltanto alcune ore e dopo muore; tutto dipende dalla tua sensazione del tempo.

Noi sentiamo il tempo solamente perché il nostro egoismo si accende, stirando il tempo tra le azioni, tra i reshimot. Se non fosse per il nostro egoismo, le reshimot si manifesterebbero al istante, senza intervalli, e tutto sarebbe compresso in un punto.