
Nelle News (da The University of British Columbia) “Un impulso tattile influenza ciò che sentiamo: uno studio della University of British Columbia” Gli esseri umani usano tutto il loro corpo, non solo le orecchie, per comprendere un discorso; questo è quanto sostiene il centro di ricerca linguistica della University of British Columbia. E’ ben risaputo il processo naturale dell’espressione facciale di una persona rispetto a quello che le viene detto per comprenderne a pieno il significato. Lo studio della University of British Columbia è il primo a mostrare che utilizziamo anche delle informazioni tattili per percepire il suono di un discorso.
Nelle News (da Scientific American):“Assaggiare la Luce: un congegno permette ai ciechi di “vedere” con le loro lingue” Un paio di occhiali da sole collegati ad un “ghiacciolo” elettrico aiutano, attraverso un percorso alternativo, il riacquisto delle sensazioni visive per coloro che hanno una capacità visiva danneggiata. Questo nuovo congegno, scaturito da questa idea e che ha come obbiettivo di ristabilire parzialmente la possibilità di vedere per i ciechi o per coloro che hanno una capacità visiva danneggiata, sfrutta i nervi che ci sono sulla superficie della lingua per mandare dei segnali di luce al cervello.
Il mio commento: Quanto detto sopra conferma ciò che la Kabbalah insegna sulla percezione della realtà – e cioè che l’intero mondo esiste dentro di noi; i nostri sensi non sono altro che la rappresentazione dei cinque limiti delle nostre sensazioni interiori.

Studiando il Libro dello Zohar, ogni uomo distingue esattamente cosa serve alla sua anima. Quando si legge Lo Zohar, ognuno di noi riceve le sue impressioni, che sono diverse per ognuno di noi.
Tutto il contenuto del Libro dello Zohar deve attraversarci. Tuttavia, lo sviluppo di un uomo non avviene per mezzo dell’influenza della narrazione in se stessa, ma per mezzo della Luce che Corregge. La Luce illumina il desiderio dell’uomo, la sua materia, che contiene degli elementi informativi, Reshimot. E’ un lavoro simile a quello delle cellule staminali – la base fondamentale di tutte le cellule del corpo umano.
Mentre la Luce influenza la nostra materia, risveglia i Reshimot che sono dentro la materia e che sono unici e specifici per l’anima di ogni persona. Con l’aiuto della Luce, questi Reshimot costruiscono dalla materia una certa struttura, una parte dell’anima. Ne consegue che ogni persona ha la propria costruzione della propria anima.

L’ebraico è una lingua speciale, creata dall’unione delle Luci con il Kelim. Malchut si unisce con Bina, e questo provoca la manifestazione del bordo inclinato (Parsa) nella lettera Alef.
La Luce di Hochma scende su Malchut dalla Sefira Hochma che è in alto, ed è raffigurata dalla lettera Yud. La parte che si allarga al di sotto forma la Yud minore. E se non c’è nessuna Luce di sotto, il posto di Yud sarà occupato da Dalet. Questo è il modo in cui si forma la lettera Alef.
La lettera Dalet è la combinazione di due aste ( Delet significa “porta”) – le porte che chiudono e aprono il Rechem (ventre del Partzuf Spirituale). L’asta orizzontale è l’espansione della Luce di Hassadim, e quella verticale è la Luce di Hochma.
La lettera Shin riflette le tre linee. L’Ari spiega i numeri e le forme delle corone che occorrono sopra ogni lettera. Il TANTA completo (Taamim, Nekudot, Tagin, Otiyot) – Luci, lettere, punti, e corone sopra le lettere – sono il riflesso della diretta connessione tra le Luci e il Kelim.
Questa è la ragione per cui è così importante sapere come viene espressa questa connessione. Non si tratta di una questione di semplice linguaggio, ma della connessione tra la Luce ed il Kli sulla quale poggia tutto l’universo. Perciò, queste lettere e il linguaggio stesso sono chiamati sacri, perché mostrano come il Kli vuole diventare uguale alla Luce.
Quando Malchut ascende verso Zeir Anpin e Bina, essa si unisce con loro e perciò le 22 lettere sono formate, riflettendo la somiglianza di Malchut con le Sefirot Superiori, fino a ZAT de-Bina dove Malchut riceve le qualità di Bina.
Salendo da Malchut de-Malchut (il punto nero), essa comincia a deviare, creando così una linea verso destra o verso sinistra, in lungo e in largo, e poi creando ancora ogni tipo di forma e di circonferenza quando raggiunge la perfezione.
Lungo ogni grado dell’ascesa, Malchut si connette con Bina e disegna le forme di questa unione. Questo è il modo in cui le lettere vengono formate.
Un cinescopio funziona secondo lo stesso principio. Dentro troviamo infatti un sistema di deviazione: un più e un meno (un polo positivo ed uno negativo) lungo un’asse verticale, un più e un meno lungo un’asse orizzontale, e nel mezzo una specie di lancetta che si muove nelle direzioni in cui viene attirata da questi meno e da questi più. Mentre si muove, essa disegna ogni specie di figura. E queste figure si sovrappongono in sequenza una sull’altra.
Allo stesso modo, attraverso il lavoro combinato di due coppie di forze (potenziali), Hassadim (sinistra e destra) e Hochma ( sopra e sotto), il punto è attirato da sinistra verso destra e da sopra verso sotto, formando così tutte le diverse lettere. Queste forme si uniscono poi l’una con l’altra, e le lettere formano una sequenza che chiamiamo alfabeto.
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Si può sapere di stare studiando per bene lo Zohar , quando si continua a leggerlo e a rileggerlo, sebbene non si capisca niente. Non ci si dovrebbe spaventare di questa cosa e non si dovrebbe provare a nascondersela. Al contrario, si deve accettare il fatto che siamo come un bambino che non alcuna conoscenza, e allora ogni cosa comincerà a diventare assolutamente più chiara.
Studiare lo Zohar comporta una sensazione di déjà vu, come se qualcosa che è già stato letto all’improvviso si affacciasse alla nostra memoria mentre leggiamo un’altra parte del testo. Quando lo si legge per la prima volta, non si capisce niente, ma adesso tutto si compone all’improvviso, come quando una cosa si rivela ad un bambino in questo mondo.
Quando diciamo che il materiale contenuto nel testo ci sembra chiaro, in realtà stiamo commettendo un pericoloso errore che ostacola il nostro avanzamento. Si dovrebbe comprendere con chiarezza che si sta leggendo di fenomeni che al momento non esistono dentro di noi.
Se la nostra anima si corregge, allora percepiremo questi fenomeni nel modo corretto. Ma per ora si stanno ascoltando semplicemente delle parole senza conoscerne il significato. Per esempio, si legge la parola “oscurità” e si pensa di capirne il significato, ma di fatto significa tutt’altro; si riferisce alla incapacità di percepire qualcosa. Infatti, il libro parla di dazione, mentre noi sappiamo solo ricevere.
La nostra opposizione alla Luce, a questo stato di meravigliosa dazione, si chiama oscurità. Allo stesso modo, la nostra somiglianza con la Luce e la nostra abilità a connetterci ad un desiderio più progredito si chiama Luce. A questo proposito, non importa se non si capiscono e se non si possono immaginare queste nozioni. Quello che conta è il nostro desiderio. Questo è ciò che attira la Luce – la forza che ci sviluppa.

Nelle News ( tradotte da YoRead): Alcuni scienziati occidentali hanno effettuato delle ricerche sul fenomeno della vera amicizia, ed hanno concluso che “l’amicizia disinteressata” è un mito. Ogni persona cerca degli amici solo per scopi egoistici. Aiutando un amico, una persona spera inconsciamente che l’amico gli ritornerà il favore.
Il mio commento: Fin dai tempi antichi la Kabbalah ha insegnato che la natura umana è fatta di assoluto egoismo. Quindi, ciò su cui dobbiamo veramente fare delle ricerche è il modo per cambiare la nostra natura nella dazione. Questo concetto viene inoltre descritto nella scienza della Kabbalah.
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Non si può calcolare come avanzare verso lo stato successivo. E’ una valutazione sempre incomprensibile e nascosta nell’oscurità e nell’incertezza, poiché nello stato successivo tutti i desideri sono nuovi. Infatti, ogni cosa ricomincia daccapo.
Non c’è modo di farsene un’idea. Può infatti essere rivelato solo dalla Luce Superiore; perciò, questa rivelazione non dipende da noi. Si fanno degli sforzi, ma non si conosce quale meccanismo si mette in moto per fare il lavoro. Si è come un bambino piccolino che gioca e che schiaccia per caso dei pulsanti, rovesciando tutto il sistema e provocando delle grosse conseguenze.
E come un bambino, non dovremmo essere preoccupati a proposito di come sarà lo stato successivo, poiché questa è una prerogativa che spetta solo al Creatore. Ogni cosa si muove secondo il Suo piano, e nessuno sa esattamente come funziona.
Si sta per rivelare un livello completamente nuovo, in cui tutte le anime cominciano ad essere corrette insieme, secondo la struttura generale dell’anima comune. E’ come un embrione nel quale tutti gli organi crescono gradualmente, oggi il fegato, domani i polmoni, e poi le gambe. Ogni giorno un organo cresce di più, mentre un altro cresce di meno, e viceversa. Proprio nello stesso modo, l’anima comune sta crescendo adesso perché ha iniziato il processo di correzione. Nessuno conosce esattamente come crescerà e a che ritmo.
Tutto ciò che spetta a noi è di fare ogni possibile sforzo, concentrandoci su quello che possiamo fare in questo momento, invece di provare ad indovinare cosa succederà domani. E non dovremmo dimenticare che il nostro impegno di oggi è di rivelare Il Libro dello Zohar a tutta l’umanità.