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Raggiungiamo il mondo spirituale in modo naturale, come un bambino che scopre il mondo


La domanda che ho ricevuto: Quando leggiamo lo Zohar dobbiamo seguire il testo come se stessimo facendo un viaggio attraverso noi stessi. Ma non dobbiamo anche sforzarci per chiedere la nostra correzione?

La mia risposta: Lo Zohar stesso ti guida verso la correzione e i pensieri che ti servono. Ti dirà ciò che è bene e ciò che è male in base al tuo specifico stato e ti dirà su cosa tu in particolare devi fare chiarezza.

Il libro stesso di offrirà questo approccio. Da parte nostra, dobbiamo semplicemente essere in grado di aderire ad esso e alla sua corrente, per “navigarci” dentro diligentemente e per andare dove essa ci vuole portare. Dobbiamo lasciare che la nostra mente e il nostro cuore vengano trasportati dolcemente dalla corrente.

Tutto è pre-assegnato, incluso il mio desiderio, il Reshimot in esso, e la Luce che realizza il Reshimot. Comunque ogni cosa dipende dal mio sforzo e dalla mia di volontà di acconsentire che Luce abbia accesso al Reshimot.

Io permetto alla Luce di agire soltanto, ma a parte questo tutto accade senza che io me ne abbia alcuna conoscenza. Io sono solo il testimone di ciò che accade dentro di me. Il mio sforzo si chiama “Avodat HaShem” – il lavoro del Creatore; io sono solo uno che ne prende parte. Il Creatore ha detto a Mosé: “Andiamo dal Faraone ed Io farò tutto e tu vedrai come agisco contro di lui.” Ciò significa che il mio punto nel cuore, il primo Reshimot spirituale, mi porta all’ingresso di un nuovo mondo, di cui io non so nulla. Ed ora, attraverso questo punto nel cuore, sento la spiegazione di questo mondo nuovo. Nella misura in cui apprendo di questo mondo e mi connetto ad esso, nella stessa misura potrò viverci dentro.

Baal HaSulam scrive che proprio come è impossibile per i nostri corpi vivere in questo mondo se non si conoscono le sue leggi, così è impossibile per l’anima vivere nel mondo spirituale senza averne prima ricevuto la necessaria conoscenza. Dunque, adesso stiamo cercando di ricevere questa conoscenza che ci serve. Quando la riceveremo, sentiremo che già esistiamo nel mondo spirituale, perché nella spiritualità, la conoscenza e la percezione sono la stessa cosa.

In questo preciso momento io percepisco solo il mio corpo animato – una realtà illusoria; ma ho anche un punto nel cuore che può potenzialmente percepire il Mondo Superiore. Questo punto che mi è stato dato è una meravigliosa opportunità; ma è la sola cosa che mi è stata data. Io deve sviluppare tutto il resto da solo, questa è la ragione per cui mi è stato dato Il Libro dello Zohar, che mi offre la spiegazione necessaria.
Imparo il Mondo Superiore come un bambino impara a conoscere questo mondo senza sapere nulla. Un bambino non può comprendere il mondo con la sua mente, facendo delle analisi e delle sintesi. Ed io sono nella stessa posizione per ciò che riguarda il mondo spirituale. Imparo a conoscerlo solo aderendo al testo del libro e richiamando la Luce Circostante. Questo genere di studio è il più naturale.

Scopriamo un nuovo mondo nello stesso modo in cui abbiamo scoperto questo mondo quando eravamo dei bambini.

Il Livello Superiore non potrà mai essere raggiunto con la mente, poiché non Lo percepiamo, vediamo e comprendiamo. Quindi, dobbiamo cominciare a percepirlo.

Correggetevi e vedrete la verità


La domanda che ho ricevuto: Cosa dovrei fare praticamente durante il processo di correzione?

La mia risposta: Dobbiamo renderci conto che il nostro stato attuale è il risultato della distruzione della qualità della dazione dentro di noi con il conseguente esilio dalla percezione dello spazio spirituale (il Creatore).

Questo è avvenuto a causa della perdita della qualità della dazione. A causa di questa perdita e dell’esilio, ci odiamo tra di noi, sebbene siamo dipendenti gli uni dagli altri. A causa di questa interdipendenza, io non posso chiedere la correzione per me stesso; posso solo chiederla per tutti. Devo desiderare di correggere le relazioni tra gli uomini.

Dobbiamo comprendere l’essenza della nostra reciproca inclusione gli uni negli altri. Nessuno è un individuo indipendente. Ma per vedere questa verità, dobbiamo correggere le nostre sensazioni. Dobbiamo chiederlo alla Luce Superiore; solo la Luce Superiore può aiutarci ad acquisire la giusta prospettiva per vedere il quadro reale del mondo.

A causa dei problemi che aumentano, oggi l’umanità deve rivelare di essere un vaso rotto che deve riunirsi. Questo processo comprende la scoperta degli elementi di questo stato: la montagna dell’odio (il Monte Sinai) da una parte, e l’importanza dello scopo (la connessione con il Creatore) dall’altra parte.

Lo schermo non è solo una parte, ma è l’intero sistema


Ogni uomo è un piccolo mondo, il che significa che tutto il mondo è dentro di me. Io sto davanti alla Luce Superiore e al Creatore con tutte le mie proprietà e le mie caratteristiche. Non sono in grado di immaginare nulla al di là di me stesso.

Abbiamo già raggiunto una sufficiente preparazione che ci permette di evitare di associare ciò che è scritto nello Zohar con le immagini di questo mondo, con la storia o la geografia. Adesso possiamo vedere il testo come qualcosa che parla di noi stessi, del Creatore e dello schermo che c’è tra noi e Lui. Adesso dobbiamo provare a vedere il sistema e la struttura della relazione che dobbiamo costruire tra noi e Lui.

Lo schermo non è solo una divisione tra il Creatore e me, ma è l’intero sistema.

Infatti, io sono solo un punto di desiderio creato “dal niente” e anche il Creatore è solo un punto, una scintilla di Luce che ha creato me, che sono un punto di desiderio.
Lo schermo si riferisce ad un immenso sistema che esiste tra i due punti:io ( il punto nero) e il Creatore ( il punto di Luce Bianca). Lo schermo non è posizionato al di sopra del desiderio di godere, ma è incluso in questo desiderio. Con l’aiuto dello schermo posso calcolare in che misura posso allineare il mio desiderio perché sia uguale alla Luce; questa è la ragione per cui lo schermo dovrebbe abbracciare completamente il mio desiderio.

Rosh ( la testa) di Partzuf è il luogo dove decido quale parte del mio desiderio dovrebbe unirsi alla Luce. La parte del mio desiderio che sono in grado di allineare alla Luce si chiama Toch (la parte interiore) di Partzuf. La parte che non sono ancora in grado di allineare alla Luce si chiama Sof (la fine) di Partzuf.

Lo schermo opera all’interno di queste parti, essendo un sistema che mi connette al Creatore. Il sistema è diviso in tre parti:

1.Rosh, la testa di Partzuf, che esegue una valutazione ed un calcolo
2.Toch, la parte interiore di Partzuf, che riceve la Luce e raggiunge la somiglianza con Essa nelle azioni
3.Sof, la fine di Partzuf, nella quale viene compiuto una valutazione separata a proposito della mia incapacità ad essere uguale alla Luce
Non basta che io decida semplicemente quale parte del mio desiderio posso rendere uguale al Creatore per poi gettare via tutto il resto. Devo anche controllare quali parti non sono in grado di allineare con il Creatore e perché. La fine di Partzuf deve essere chiara come la sua parte interiore.

Il Padrone di casa mi chiede di ogni piccolo dettaglio: “Perché non vuoi accettare la Luce che proviene da Me nel tuo desiderio?” Io devo allora controllare quei dettagli e spiegare a me stesso perché non posso ricevere la Luce. Perciò, lo schermo è il sistema completo della connessione tra me ed il Creatore; non è soltanto una particolarità che disegniamo nelle nostre illustrazioni.

Quando si studia Lo Zohar, impariamo questo sistema – la connessione tra noi ed il Creatore. Io mi trovo al di sotto ed il Creatore è al di sopra, e tra noi c’è un sistema intero che chiamiamo “lo schermo”, che è composto da tre parti principali. Questo sistema racchiude tutti i mondi.

Il Linguaggio della Santità


Lo Zohar , capitolo “I Segreti della Torah”: I fondatori della città e della torre (di Babele) parlavano il linguaggio della santità, che conoscono gli angeli, e non parlavano nessun’ altra lingua.
“Il linguaggio della santità” rappresenta il metro che misura la santità nella scala dei linguaggi – la combinazione corretta e bilanciata della linea di destra e di quella di sinistra. La linea di destra è la dazione, la forza che arriva dall’Alto, e la linea di sinistra è la ricezione, la nostra materia, il desiderio di ricevere piacere.

C’era una sola lingua il tutto il mondo. “Una sola lingua” significa il linguaggio della santità, e poiché essi parlavano la lingua della santità, essi ricevettero l’aiuto degli Angeli per completare la loro costruzione.

Per questo nulla era loro impossibile ed avevano la capacità di compiere ogni cosa volevano fare. Tuttavia, se non avessero parlato il linguaggio della santità, non avrebbero ricevuto l’aiuto degli angeli, e i loro semi (le loro azioni) sarebbero stati impuri – cioè sarebbero durati un istante per annullarsi immediatamente.

Quando troviamo il giusto equilibrio tra queste due linee, raggiungiamo il linguaggio della santità. Quando succede, il nostro linguaggio mostra che tutti i nostri desideri sono per il bene della dazione, e che la linea di destra e quella di sinistra sono in equilibrio. Possiamo allora usare la materia del desiderio di ricevere piacere per costruire la nostra anima, perché adesso possiamo darle la giusta struttura – per il bene della dazione.

Questo è il significato di “costruire la città” – si ha quando la Forza Superiore, gli angeli, sono d’accordo con le nostre azioni e le comprendono. Detta in modo diverso, significa che abbiamo costruito la giusta connessione con il Creatore, la forza della dazione.

In ogni singolo passaggio, usiamo la parte di desiderio che siamo in grado di utilizzare, usando “il linguaggio della santità”- la via di mezzo. Questo è il modo in cui continuiamo ad unirci con il Creatore e raggiungiamo una sempre maggiore somiglianza con Lui.

Siamo noi a creare ogni “mattone” ed “il cemento” che serve per la costruzione, e li usiamo per costruire la via di mezzo, utilizzando il linguaggio della santità. In altre parole, si innalza sempre la costruzione dal basso verso l’alto, per il bene della dazione. Quest’azione si chiama costruire “con l’aiuto degli Angeli Superiori”, le forze della dazione.

Lezione quotidiana di kabbalah – 08.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Quando tu Prendi,” Articolo 16
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 150, Lezione 62
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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 29, Lezione 14
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Lo Zohar vi accoglie nel mondo dei desideri


Quando si legge Lo Zohar, dobbiamo provare ad impegnarci al massimo per allontanare tutte le immagini fisiche che ci possono venire suggerite dalla nostra immaginazione. Dobbiamo combattere la tentazione di materializzare i concetti, e dobbiamo pensare solo alla cosa che è stata creata – il desiderio, dentro il quale ci sono all’opera due forze soltanto: la ricezione e la dazione, che si presentano in molteplici forme.

Questo desiderio generale è diviso in molti singoli desideri perché viene influenzato dalla Luce, e questa influenza provoca la manifestazione di diverse qualità e di diverse inclinazioni verso la dazione o verso la ricezione. Diversi desideri stabiliscono delle diverse connessioni tra di loro, come l’opposizione, l’adesione, o il reciproco conflitto.

Stiamo comunque parlando sempre del nostro unico desiderio – la sola materia della creazione, la sola cosa che il Creatore ha creato. La Luce influenza il desiderio, e in base al forza (volume ) del desiderio, esso include l’influenza della Luce in modo differente e si regola in corrispondenza della Luce.

Lo Zohar ci parla specificamente dell’influenza della Luce sul desiderio, sebbene di solito non menzioni la Luce come la causa originale e parli invece di ciò che succede nel desiderio. E lo stesso avviene nel nostro mondo, nel quale vediamo le azioni e le conseguenze dell’influenza della Luce, e trattiamo tutto come “quella cosa che è accaduta” senza collegarla alla causa originale delle azioni.

Molte azioni sono compiute sotto l’influenza della Luce dentro il desiderio. Tuttavia, c’è una piccola parte di azioni che originano dal desiderio stesso: questa parte si chiama libero arbitrio. Noi siamo in grado di distinguere questo desiderio libero ( libero arbitrio) dall’insieme di tutte le azioni, e se lo direzioniamo nel modo adeguato, sarà chiamato “essere umano”.

Perciò, stiamo parlando solo delle sfumature delle qualità dentro il desiderio. Non ci sono figure immaginarie.

La Lezione Virtuale – 07.02.10

“Iniziare lo Studio dello Zohar,” Lezione 14
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Lezione quotidiana di kabbalah – 07.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Il Lebbroso,” Articolo 20
Il mondo è una tavolozza di colori dei desideri delle anime, da cui io creo la mia immagine
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 147, Lezione 61
Non c’è differenza tra i Kelim di ricezione e quelli di dare. Quando correggo i Kelim di ricezione, li uso per dare.
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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 28, Lezione 13
Mai andare in battaglia contro se stessi. Solo la Luce, la Forza della Correzione può cambiare la natura umana dalla ricezione al dare.
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Su cosa riflettere prima di leggere lo Zohar


Quando una persona comincia a leggere Il Libro dello Zohar, spesso si trova in uno stato di “sonno” e da qui deve incominciare ad accordarsi con ciò che legge per penetrarne il significato. In base a quanto è corretta l’intenzione della persona, a come si posiziona, a come mette di impegno e a come si spinge verso una particolare direzione, allora questa persona si muoverà in avanti verso la giusta direzione mentre legge il libro. Perciò, è importante separare le proprie sensazioni e i propri pensieri da tutte le faccende terrene e ri-orientarli nel modo in cui è scritto nello Zohar.

Ci sono molti modi per “organizzarsi” e per prepararsi a leggere il testo dello Zohar. Eccone uno:
Solo una cosa è stata creata: il desiderio di essere colmati dalla Luce (Il Creatore). Questo desiderio, dentro l’uomo, può essere colmato rendendosi più grandi, più elevati, più forti, e più potenti degli altri uomini. In un altro modo, lo stesso desiderio può essere colmato anche al di fuori di noi stessi, colmando gli altri. In questo caso, più colmiamo gli altri, e più siamo colmanti con la sensazione dell’appagamento degli altri. Misurando questo appagamento dentro di noi, noi stessi ne siamo appagati.

In entrambi i casi si usa l’intensità (il volume) del desiderio, tutti e cinque i suoi livelli (o strati), ma lo si usa o per il proprio tornaconto o per il bene degli altri. Lo Zohar ci parla delle sensazioni che si provano nel desiderio di dare, nella dazione. Lo Zohar dice che il desiderio di appagare se stessi è innaturale, perché ciò che è naturale è il Creatore. Il Creatore, la qualità della dazione, è opposto al modo in cui siamo abituati a sentire perché siamo nati con questa percezione.

Arriva dal 55 AC l’opportuna saggezza di Cicerone

“Il bilancio nazionale deve essere portato in pareggio. Il debito pubblico deve essere ridotto; l’arroganza delle autorità deve essere moderata e controllata. Le sovvenzioni in denaro ai paesi stranieri devono essere ridotte, se la nazione non vuole andare in bancarotta. Gli uomini devono imparare di nuovo a lavorare, invece che vivere di pubblica assistenza.”

Marco Tullio Cicerone, 55 AC – autore, oratore e politico romano.

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