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Sto bene, sto male. Canzone di Arcadii Duchin

La nuova canzone di Arcadii Duchin ,sul tema della lezione del 16.12.2009:

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Sto bene sto male

C’è la forza difensiva, che protegge l’uomo, che lui non soffra.
Le situazioni più difficili – l’uomo se la cava con tutto.
L’occultamento del Buono, Creatore di Bene, nascondere il vero scopo,
Se la dazione è sotto lucchetto, non c’è scoperta e non c’è l’eliberazione.

Ritornello:
La luce illumina di più – mi sento bene,
La luce illumina di meno – mi sento male
L’occultamento – è l’uomo stesso, che si nasconde.
Il buio – è l’angoscia per il cambiamento.
Sentire il buio – questo è uno stato buono, un passo dalla scoperta.
E il Creatore fa girare l’uomo, per farlo scegliere correttamente,

Il giusto occultamento, il senso dell’opposto tra te e il Supremo.

Ritornello.
La forza, l’ossigeno, tutto questo non è dentro di te – dipende dall’ambiente.
La luce ti vede gradualmente là
Con la condizione , che tu cammini sempre, cammini sempre.
Se tu senti già il buio, questo significa , che tu hai scoperto la luce.
E’ strano dire “bene” , quando va male.
Che bello che tutto è nero , tutto è nero.
Ritornello.

Il mio “telefono”

michael-laitman_19Domanda:Come fai a sapere tutte le risposte alle domande?

Risposta: Ho un cellulare “, che io chiamo di sopra e ottengo risposte. Questo telefono “collega il basso con il più alto, il piccolo con il grande. Nel nostro mondo, non so qualcosa, vado da mia madre, o da mio padre, da un maestro – da chi ha la risposta. Nel mondo spirituale le risposte alle domande si devono cercare solo in alto – non le troverai neanche nel libro. Dobbiamo cercare di sentire dentro di sé: dove è questo collegamento con il Supremo, che ha tutte le risposte.

Ogni domanda appare dentro di noi come un senso di vuoto. Se in me c’è il vuoto, significa che ho una domanda. E se viene colmato questo vuoto, vuol dire che ricevo una risposta.

Se la domanda riguarda oltre il nostro mondo, allora la risposta si percepisce sotto forma di “luce superiore”.

Io “Chiamo lassù” – alzo la domanda al Supremo. La mia domanda a lui si chiama “preghiera”. Chiedo una risposta, e se proprio lo voglio sapere, allora ricevo la risposta, e mi riempie, la sento in me stesso.

Come faccio a chiedere la risposta con il mio “telefono” alla tua domanda? Ad esempio, tu chiedi: “Mamma, voglio il gelato”. Mamma non vuole il gelato per se stessa, ma lei prende il tuo desiderio, e con questo desiderio va al negozio, compra un gelato e ti lo porta. Si scopre che lei porta il tuo desiderio al negozio.

Cosi faccio anch’io: ascolto la tua domanda, la prendo dentro di me come se fosse mia. La elevo al di sopra – cosi come la mamma fa per i gelati – ricevo la risposta e la porto a te.

Risulta che se io voglio sentire la domanda dell’uomo io lo devo amare – allora prenderò i suoi desideri come fossero miei , li elevo al di sopra , ricevo la risposta e la ridò a colui che ha domandato.

Se l’uomo sa fare questo, riceve le risposte a tutte le domande.

Lezione quotidiana di kabbalah – 04.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 74
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 104, Lezione 42
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Prefazione al Libro dello Zohar,” Articolo 31, Lezione 9
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Unità di potenza invincibile


Lo schermo (Masach) è una forza anti-egoistico, che blocca il cammino della luce e permette ad una parte di andare dentro Partzufim spirituale (anima) e diventa la “luce interiore”, e un’altra parte della luce che non può essere ottenuto per dare, lasciandola all’esterno, che diventa “luce circostante”.

La luce interna e la luce circostante – sono inverse l’un l’altra, anche se questa è la stessa luce, perché è solo lo schermo che le separa , dando a ciascuna il suo atteggiamento. È come quando da me vengono due amici e vogliono entrare, e io dico a uno di loro: “Entra!” , invece all’altro: “Vattene, non ti voglio!” Come si rivolgeranno l’uno all’altro adesso questi due amici? In quanto io ho messo tra di loro una differenza!

E qui è la stessa cosa. Lo schermo divide la luce in due parti, che viene come una singola unità, e ora queste parti differiscono l’una dall’ altra.

Si differenziano solo per il rapporto dello schermo per ciascuna di esse. Perché questi tendono ad annullare lo schermo per unirsi di nuovo.

Esse ritengono che lo schermo impedisce loro. La luce interna vuole cancellare lo schermo perché sia accolto anche il suo compagno . E la luce circostante, ha dichiarato: “Se non noi insieme, allora che nessuno!”

E quindi lo schermo non ha altra scelta, annulla tutte le soluzioni, si alza e manda via tutta la luce. Qual è la soluzione che ho annullato? La mia decisione di dividere la luce in due parti. Devo togliere la barriera, che viene fatta tra di loro. Questo è chiamato attenuazione (assottigliamento) dello schermo. L’unità della luce è più forte della frontiera che vuole creare lo schermo e la luce con la forza di unità vince lo schermo!

Come i pesci. Canzone di Arcadii Duchin

La nuova canzone di Arcadii Duchin, sul tema della lezione 15.12.2009:

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Come i pesci

Parole di Amita Shaleva  & Musica di Arcadii Duchin

Il grande desiderio mangia il piccolo,
Questo è semplice , questo è come ai pesci.
I tuoi desideri comandano con te
Assolutamente come con una marionetta.

Se si guarda alla vita da una parte,
Non sembra che questo è logico,

Anche se si è animali sviluppati,

Ma comunque si è ancora schiavi del desiderio.

Ritornello:
Pensiero –
Questo è la forza del movimento
Tra i vari stati.
L’amore –
Soltanto questo è l’uscita
Da se stessi negli altri.

Tu ti muovi in un campo di forze,
Che disegnano il dipinto dei tuoi organi sensoriali:
Questo è inanimato, questo è vegetale, e questo – parlante,
Questo è il tuo desiderio, fatto a pezzi
Questo devia dal senso e non è semplice capire,
Che tutto, che c’è intorno a noi – non esiste,
C’è un punto, dal quale tu puoi vedere,
Che soltanto tu – questo è tutto il mondo.
Ritornello.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 61
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 102, Lezione 41
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“Prefazione al libro dello Zohar,” Articolo 27, Lezione 8
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Dove ci porta l’oceano tempestoso?

laitman_2008-11-14_7051Domanda: Che cosa succederà nella società umana, quando le persone raggiungeranno un livello minimo di esistenza spirituale – dare con lo scopo di dare? Come si comincia a pensare l’uno dell’altro, sentirsi a vicenda? Cosa cambia in un mondo così?

Risposta: Credo che già da ora possiamo vedere i cambiamenti nel mondo. La crisi mondiale comincia a costringerci ad abbandonare gli eccessi e ci mostra che è molto più facile accontentarsi di uno standard di vita medio.
Scompare il desiderio di lusso eccessivo – è visto nei giovani da diversi decenni.

L’umanità sta cominciando a rivelare i requisiti di qualità più alta. Al posto dell’oro serve l’onore, al posto dell’onore – il potere, invece del potere – il significato della vita, la realizzazione che posso trovare soddisfazione solo in un altro, che gli eccessi non portano. La vita stessa insegna ad arrivare alla delusione del potere economico. La gente vede che tutto viene e va.

Dopo tutto, il nostro sviluppo in tutta la storia è come nuotare in un oceano in tempesta, dove le onde enormi fanno salire alcuni paesi, e gettato nel baratro gli altri, tutto cambia rapidamente – l’America cade, la Cina è in aumento.

La gente vede che il potere va e viene, grande civiltà collassano – quella babilonese fu sostituita dall’impero romano, poi quello greco, l’ascesa del paese e la caduta.
In sé, questo non si impara, perché la gente non impara dal passato. Ma i desideri (reshimot) si aggiornano, siamo in via di sviluppo – e arriviamo alla domanda di nuovi riempimenti di qualità, si arriva alle nuove esigenze , sopra il nostro mondo.

Lezione Serale sullo Zohar – 02.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 37

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Il piacere sotto una lente di ingrandimento


Il nostro scopo è discernere ciò che siamo, ciò che è la nostra realtà, ciò che è il Creatore e gli attributi necessari per raggiungerlo. Per aiutarci a riuscirci, ci vengono rivelate durante la vita una moltitudine di opportunità, però quanto più proveremo a comprenderle tutte simultaneamente, maggiore sarà la nostra sofferenza. Se d’altro canto, le discerniamo, le condensiamo, focalizzandoci in una sola aspirazione, allora sentiremo piacere.

Proviamo piacere solo quando riduciamo il campo di ricerca e dopo molti discernimenti, ci concentriamo su di un unico punto. Quando trattiamo con tutti gli altri piaceri e le opportunità, dobbiamo discernerle, una dietro l’altra e così costruire uno strumento speciale come un’enorme lente di vetro capace di concentrare tutta la luce che arriva in un solo raggio. Quanto più grande è la lente, maggiore la sua capacità di concentrare la luce, più luce può assorbire. Alla fine, può riuscire a comprimere la luce in un punto molto ridotto, la cui concentrazione e potere è così potente che qualunque cosa è possibile all’interno del punto di Luce e del desiderio.

Ciò è ovvio nel campo dell’ottica, esaminando il modo in cui funziona il raggio laser. La stessa cosa possiamo fare con la nostra interiorità, focalizzando una moltitudine di desideri differenti dentro di noi. Questa è la maniera esatta per ottenere una maggiore forza spirituale. Tutto si costruisce con ciò che abbiamo dentro di noi. Quanto più cresce il nostro desiderio egoista, più cerchiamo di comprenderlo simultaneamente; desideriamo ciò che esiste nel mondo. Se fosse possibile, riceveremmo tutto: denaro, potere, conoscenza e ciò che ne consegue.

Ma perché abbiamo innanzi a noi tanti piaceri differenti? Perché così si manifesta la pienezza nel nostro desiderio. Tutta la discesa dai mondi superiori dal Mondo dell’Infinito fino al nostro mondo, consiste nella moltiplicazione del numero di diverse Luci, desideri e piaceri. È una divisione graduale della Luce Diretta del Mondo dell’Infinito in molte Luci.

Questo distanziamento dall’Infinito e la perfezione viene ad essere uguale alla moltiplicazione delle qualità che provengono da un punto che immaginiamo. Se impariamo ad unire tutte queste qualità multiple in un Uno, Unico e Indivisibile, allora raggiungeremo la correzione e l’unità. Questa è l’unica maniera in cui elimineremo la sofferenza: scegliendo la forza unica della dazione, preferendola a tutti i piaceri egoistici. È così che ci eleveremo.

Il desiderio di una matita di legno

laitman_2009-11_8713Domanda: esistono diversi materiali in natura: metallo, legno, pietra ed altri e sono totalmente passivi. Secondo la mia percezione, sono inanimati. Tuttavia, il desiderio è qualcosa di più attivo. Perché allora lei li chiama desideri?

Risposta: una matita è fatta di legno e desidera mantenere la sua forma o struttura: la connessione tra gli atomi. Se vuoi modificarla, vedrai che non desidera cedere al tuo intento di cambiarla, cerca di preservare la sua forma e resiste. Hai bisogno di fare uno sforzo per romperla, cioè, per rompere il suo desiderio di difesa e di conservazione.

Questo materiale è una forza. Valutando certi parametri di questo materiale, valuti la sua forza e la sua resistenza ad un’influenza esterna. Dovrai fare un grande sforzo per cambiare le sue qualità ed il suo stato. Questo lo chiamiamo desiderio o materia.

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