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Lasciate che i libro dello Zohar vi porti dentro ciò che non conoscete


Stiamo incominciando ora a studiare il Libro dello Zohar, quindi parliamo di come lo si deve fare. Non dovete leggere il testo. E’ sufficiente ascoltare la lettura e lasciare che ogni cosa detta si infonda dentro di voi. Lasciate che questo accada dentro di voi intanto che aspirate a percepire il quadro che lo Zohar sta disegnando per voi.

Forse non comprenderete nulla di ciò che lo Zohar vi sta dicendo, come se vi stesse parlando in una lingua straniera. Tuttavia, il vostro desiderio più grande dovrebbe essere di sapere di cosa vi sta parlando. In verità, vi sta raccontando di voi e della vostra vita là, nel Mondo Superiore! Aspirando ad immaginare la vostra esistenza in questo altro mondo con l’aiuto di questo testo incomprensibile, succederà da sé. Dal niente, dal vuoto totale e dallo stordimento, cominceranno a risvegliarsi delle nuove sensazioni dentro di voi. Questa sarà la vostra reazione alle parole di questo libro.

Lo Zohar è scritto su due livelli o in due linguaggi. Un linguaggio descrive degli eventi usando le immagini di questo mondo, il mondo cioè che vi è familiare. Simultaneamente, l’altro linguaggio parallelo a questo vi guida dentro i concetti spirituali. Vi vengono mostrati due mondi che sono paralleli tra loro. Tuttavia, questi sono solo due livelli di percezione che esistono in relazione a voi. Nella realtà, c’è appena una sola percezione ed un solo quadro, che per adesso voi dividete in due.

Per entrare nel nuovo mondo, dovete immaginare e sentire questo livello spirituale di percezione in più che viene descritto. Questi due livelli devono esistere dentro di voi l’uno parallelo all’altro. Nel frattempo, dovete aspirare ad elevarvi dalla descrizione materiale a quella spirituale.

Il maestro non deve spiegare nulla. Lo studente deve consumare il testo e spalancare tutte le “entrate” per lasciare che il testo lo inondi liberamente, come una corrente d’acqua ampia e tranquilla. Dovreste aspettarvi e sperare che delle nuove sensazioni ed un nuovo quadro si formino nella vostra percezione.

Non dovreste raffigurarvi alcuna immagine o azione fisica. Il testo del Libro dello Zohar è un viaggio nel profondo della vostra anima, e le sue parole devono rappresentare ciò che sta succedendo dentro di voi, dentro le vostre qualità e le vostre forze e, alla fine, anche la vostra relazione con il Creatore. Questo deve avvenire nelle intime profondità che esistono dentro di voi.

Congresso Mondiale di Kabbalah

La scienza classica non scoprirà mai il mondo spirituale


La domanda che ho ricevuto: Gli Scienziati dicono che noi percepiamo solo una piccola porzione di tutto ciò esiste nell’universo. Come sono le parti della realtà che non percepiamo diverse dalla dimensione spirituale?

La mia risposta: Gli scienziati possono creare degli strumenti per riconoscere ogni cosa che non percepiamo con i sensi del nostro corpo. Con l’aiuto di questi strumenti, noi allarghiamo i nostri sensi. Tuttavia, tutte le informazioni che scopriamo con questi strumenti devono passare il vaglio dei nostri sensi ed essere trasformate in segnali che possiamo percepire dentro di noi.

Noi percepiamo tutto all’interno del desiderio di ricevere, in una forma egoistica, perché dentro noi siamo degli egoisti. Perciò, non importa quanti nuovi fenomeni riveliamo in natura, perché continueremo a non rivelare il mondo spirituale. Riveleremo soltanto qualcosa di più del mondo materiale.

Il mondo spirituale può essere rivelato soltanto cambiando il modo in cui percepiamo ciò che ci circonda (la natura). Dobbiamo cambiare la nostra percezione dalla ricezione alla dazione, rendendo altruistica la nostra percezione.

Ma per avere una tale percezione, abbiamo bisogno di un nuovo metodo per metterci in relazione con il mondo. Dobbiamo sentire il mondo “fuori di noi” piuttosto che “dentro di noi”.

Questa è la ragione per cui una nuova scienza sul mondo –la Kabbalah- sta comparendo per sostituire le scienze che esaminano la natura attraverso l’egoismo. Non importa quanto esaminiamo la natura attraverso i nostri desideri egoistici, noi non riveleremo il mondo spirituale. Ecco perché la scienza di oggi è in crisi; essa non ci può dare nulla che sia qualitativamente nuovo.

Gli uomini si sentono soffocare dalle cose materiali che non danno loro alcun appagamento. Questa è la ragione perché cominciano a farsi la domanda: In che direzione proseguiamo? La sola risposta è di dirigersi verso un nuovo modo di usare i nostri desideri.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.12.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, articolo 49, lezione 20
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Articolo “Il Corpo e l’Anima”, lezione 7
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La Kabbalah è il programma operativo della Creazione


La scienza della Kabbalah non è soltanto la descrizione di tutta la realtà ma anzi, è il programma operativo di tutta la creazione, le istruzioni per le creature su come usare tutta questa realtà. Il programma è scritto in maniera tale da costituire in sé un’intera realtà. Quando leggiamo i testi cabalistici o quando parliamo di essi, quando pensiamo ad essi o li sentiamo, involontariamente assorbiamo la Luce nel nostro desiderio ancora non formato. La Luce modella questo desiderio, portandoci ad una nuova realtà.

Dobbiamo capire che la scienza della Kabbalah include tutto all’interno di se stessa, il materiale (il desiderio, la creazione) e la Luce (il Creatore). Di fatti, il Creatore in ebraico si scrive “Bo-Re”, che vuol dire “Vieni e Vedi” cosa è rivelato nei vasi di percezione della creatura.

È un programma della creazione che include tutta la creazione dall’inizio alla fine e comprende tutto ciò che possiamo percepire, insieme alla Forza che ci ha creati e che governa tutto. Non c’è niente che non sia coperto da questa scienza. Erroneamente, pensiamo che questa scienza sia la descrizione di qualche sfera della creazione e delle sue proprietà.

Però, la Kabbalah non è una descrizione. Le lettere stesse sono i vasi di percezione. Le azioni di cui parla la scienza della Kabbalah sono azioni reali e se potessimo leggere queste righe come furono scritte, realizzeremmo queste azioni durante la lettura. In realtà, stiamo leggendo all’interno del nostro desiderio ed esso avrebbe effettuato l’azione immediatamente e simultaneamente durante la lettura del testo.

La scienza della Kabbalah è la realizzazione reale di tutto il materiale della realtà e non una descrizione della struttura della creazione e della forma in cui opera.  La stessa scienza della Kabbalah mette in movimento tutta la realtà.  I cabalisti scrivono i loro libri per quelli che già possiedono uno schermo antiegoismo nei loro desideri di ricevere piacere e possono immediatamente completare tutte le azioni.

Lezione quotidiana di Kabbalah– 30.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Noah”, articolo 174
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Articolo “Il Corpo e l’Anima”, lezione 6
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Gli insegnamenti della Lingua dei Rami e delle Radici

Domanda: Durante lo svolgimento dello studio, l’uomo acquisisce la conoscenza sulle radici spirituali?

Risposta: L’uomo acquisisce molte conoscenze intellettuali mediante lo studio della Kabbalah, però questo non ha niente a che vedere con il raggiungimento delle radici spirituali. Raggiungere le radici spirituali significa raggiungere la qualità della dazione. Non è una conoscenza, ma la ricezione di nuovi e corretti attributi.

Adesso ho 613 desideri materiali e quando li trasformo in desideri spirituali, 613 desideri di dazione, ciò vuol dire che raggiungo le mie radici spirituali. Raggiungo “l’io che da” anziché “dell’io che riceve”.

Il Mondo Superiore viene rivelato in me, nelle mie qualità corrette. Le radici spirituali sono le mie qualità, e proprio adesso, vedendo questo mondo, percepisco il mio sé che è l’immagine che esiste dentro di me. La combinazione di tutte le mie qualità e la connessione tra di loro è ciò che chiamo questo mondo.

Nel mio piano interiore, ci sono molte connessioni, segnali ed impressioni, l’insieme delle quali le chiamo il mio mondo. Quando questo piano comincia a lavorare in accordo al principio della dazione, raggiungendo appena il primo grado in tutti i suoi elementi, vorrà dire che ho raggiunto le mie radici spirituali.

La connessione tra il mio precedente stato, quando sentivo il mondo nel mio piano materiale, che era connesso per amore della ricezione, ed il piano che è connesso in accordo al programma della dazione, è chiamato linguaggio dei rami. Grazie a questo linguaggio comincio a capire come il Creatore ha creato i livelli spirituali e tutti i gradi dell’ascesa.

Piuttosto che agire su un livello superficiale, solo in un singolo livello, capisco cosa sta succedendo tra i differenti livelli e come stanno avvenendo le discese o le ascese. Se studio solo un livello, posso essere solo inanimato, vegetale o animato all’interno di quel livello.

Comunque, se studio la differenza tra questi livelli o piani, scoprirò cosa posso usare per cambiare ancora me stesso. In altre parole, il linguaggio dei rami è un mezzo per elevarsi sempre più in alto.

Non ci parla su un piano superficiale, come fanno i linguaggi di questo mondo, al contrario spiega le differenze tra questo mondo e quello spirituale, la connessione tra le radici ed i rami. Non sto studiando solo il mondo spirituale, sto studiando entrambi i mondi insieme, l’uno contro l’altro.

In questa maniera, riesco a conoscere le azioni del Creatore. Dopotutto, la cosa più importante non è il livello in sé, ma cosa c’è tra essi. Ciò mi aiuta a capire come posso cambiare me stesso, elevandomi ogni volta sempre più in alto. Questo è ciò che abbiamo bisogno di imparare dal Maestro.

(Dalla lezione dell’articolo “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah” 29.10.2009)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Gli scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, “L’Importanza degli Amici”
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, articolo 13, lezione 20
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Articolo “Il Corpo e l’Anima”, lezione 5
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Il livello di un kabbalista rispecchia l’egoismo dell’umanità

Ho ricevuto una domanda: Qual è la differenza tra i libri scritti dai kabbalisti del passato, e quelli che hanno scritto i kabbalisti moderni?

La mia risposta: Baal HaSulam dice che il Rabbi Akiva sapeva veramente di più di Rabbi Shimon, poiché lo aveva preceduto, fu il suo maestro. Comunque, il livello dei kabbalisti anteriori a Rabbi Akiva era molto più elevato.

Va da sé che Baal HaSulam sapesse meno di Rabbi Shimon e di tutti i kabbalisti precedenti. Tuttavia, con lo scopo di occuparsi di noi, gli fu concessa l’opportunità di imparare ad esprimere i suoi gradi. Questo è ciò che scrive di sé stesso.

Valutiamo un kabbalista per i suoi libri, “Questo è un libro magnifico! Capisco tutto ciò che dice. Si tratta di un grande kabbalista”. Però, se capisco i suoi libri, forse, dopo tutto non è così grande.

In altre parole, qualifichiamo una persona, basandoci su quanto sia vicina a noi e nella misura in cui possa discendere al nostro livello, non secondo la sua elevazione, ma secondo la sua abilità di essere un maestro e per essere nostro maestro, non è necessario che sia grande.

Congiuntamente allo sviluppo storico dell’egoismo in ogni persona e nella società come tale, il livello dei cabalisti sta diminuendo.

Durante “l’epoca del Tempio” (il Tempio è l’anima di ogni persona nello stato di dazione ed amore, e la caduta del Tempio è la discesa nelle relazioni di odio), le persone percepivano chiaramente la spiritualità, cioè sentivano amore e solidarietà, vivevano come un solo uomo, ed erano simili al Creatore. Comprendevano e sentivano queste cose per conto proprio.

Non possiamo immaginare cosa significhi ciò. È scritto che paragonati a loro, noi siamo come asini accanto a persone. Questa non è una esagerazione o una bella espressione, loro avevano una mentalità, una visione  ed un senso totalmente differenti.

(Dalla lezione dell’articolo “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah” 28.10.09)