
Ognuno di noi è un piccolo egoista. Individualmente non siamo opposti alla Natura unica. Sviluppando i nostri desideri egoistici, la Natura ci forza a svilupparci per riempire questi desideri.
Tuttavia, adesso siamo già arrivati al massimo sviluppo egoistico individuale. Ciò è evidente attraverso la sensazione di vuoto dell’esistenza e delle crisi che si presentano in tutti gli ambiti delle nostre attività, in ogni persona ed in ciò che la circonda.
Oltre all’egoismo totale (e vuoto) abbiamo accertato che siamo connessi come un unico meccanismo egoistico e questo meccanismo è in contraddizione alla Natura unica. Due sistemi opposti si sono formati, il sistema di Controllo (il Creatore) ed il sistema che è controllato (una società umana globalmente connessa). Per tanto, dovremo inevitabilmente percepire questa contraddizione, il livello di opposizione alla Natura altruistica da parte dell’umanità egoista, come problemi in ogni persona e nella società (epidemie, crisi all’interno della società ed altre catastrofi naturali ecc …).
Stiamo entrando in un periodo nel quale l’egoismo globale si rivela “da zero”.
In generale, la sua crescita si manifesterà come sofferenza, il cui obbiettivo è portarci tutti a renderci conto che l’egoismo globale è la ragione di tutti i nostri mali ed angosce. La sofferenza continuerà fino a che il desiderio di correggerla ad un livello di dazione ed amore globale, porterà il sistema delle nostre relazioni ad essere equivalente con la Natura (il Creatore).
La saggezza della Kabbalah spiega come compiere questo cambiamento in ogni persona e nella società, e senza questa conoscenza non saremo capaci di correggerci. L’unica domanda è la quantità di sofferenza che dovremo patire per attivare la saggezza della Kabbalah per la nostra correzione.
I profeti descrivono queste possibili sofferenze come quelle immagini della “fine del mondo”. La divulgazione della Kabbalah spiega la causa della sofferenza e ci mostra come la correzione della società trasformerà tutto in bontà.
Di conseguenza, la divulgazione della Kabbalah nel mondo, in primo luogo, significa divulgare la conoscenza ed il proposito a cui essa aspira, piuttosto che la divulgazione della saggezza stessa. Nella misura in cui ci accorgeremo di questa necessità, soltanto allora divulgheremo il metodo stesso della correzione. In questa maniera costruiremo i nostri studi.

Ho ricevuto due domande, sui matrimoni misti ebrei e sugli antenati ebrei:
Domanda: Se si presentano problemi nelle famiglie miste (ebrei e non ebrei) allora i rappresentanti religiosi del giudaismo dicono che questi matrimoni sono stati proibiti dal Creatore. Allora perché l’Onnipotente ha creato tante famiglie miste?
La mia risposta: Io non vedo problemi nelle famiglie miste. Quasi tutte le famiglie oggi giorno, negli Stati Uniti ed in Russia, sono miste. Se qualcuno degli sposi non è religioso allora i conflitti non esistono. La Kabbalah è al di sopra delle religioni e parla dell’unificazione di tutti con il Creatore. Le religioni furono inventate dalle persone e di conseguenza le separano.
Domanda: ultimamente ho scoperto che sono ebreo da parte di mio padre, i cui antenati vivevano in Portogallo nel periodo medievale e furono forzati dall’inquisizione a convertirsi alla religione Cristiana o ad abbandonare il paese. Come devo prenderla?
La mia risposta: non cambi nulla e continui a vivere come prima. Ci sono milioni di persone nella sua situazione nel mondo intero. Tutti raggiungeranno l’adesione e l’equivalenza della forma con il Creatore e tra loro stessi.
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Il Creatore è la qualità corretta della persona. Il Creatore si rivela all’interno dell’essere creato ed è per questo che in ebraico Lo si chiama Bo-re (Vieni e vedi).
La persona deve raggiungere il suo stato corretto, il suo io corretto, ed allora vedrà le sue qualità corrette e le chiamerà “Creatore”. La persona rivela il Creatore soltanto all’interno dei suoi vasi di percezione corretti. Non sente niente al di fuori di sé stesso.
Percepiamo tutta la realtà, tutto ciò che esiste dentro di noi, nelle nostre sensazioni. Per questo il libro dello Zohar dichiara che tutti i mondi e tutto quello che li riempie, incluso il Creatore, esistono all’interno della persona. Si deve al fatto che la persona li sente soltanto nel suo interiore. Tutto sembra esistere soltanto all’esterno, al di fuori di noi.
Questa illusione ci viene data intenzionalmente, affinché, contrastando la percezione di “fuori” e “dentro”, acquisiamo la capacità di vedere il mondo, noi stessi ed il Creatore da un lato come pure da dentro. Allora potremo sentire la creazione come Lui: prima della creazione, nel processo della sua creazione e nei futuri “stati più elevati”.
La percezione spirituale si costruisce sul sentire i desideri “degli altri”, che l’uomo annette a sé stesso per mezzo del desiderio di dare loro ed amarli. In questo modo, il desiderio della persona cresce e, nella misura in cui si unisce agli altri desideri, continua a rivelare una realtà più grande e più ampia.
Nel nostro mondo riveliamo il Mondo di Assiyà, nel quale ogni persona è imprigionata in sé stessa, all’interno del suo desiderio egoistico. Però, quando comincia ad unirsi al gruppo, che è simile al suo desiderio per il Creatore, allora nella misura in cui si unisce con i suoi desideri, rivela il Mondo di Yetzirà.
Unendosi con l’ambiente in un unico e totale desiderio, la persona rivela la qualità della dazione che ha acquisito e che si chiama “Creatore”. Il fenomeno che rivela nel suo desiderio corretto si chiama Luce e la sua fonte più profonda si chiama Creatore.
Ma allora, un desiderio ancora più egoista si rivela all’interno della persona. Questo è il suo “io” e, cercando di unirsi al gruppo al di sopra del desiderio egoistico, raggiunge il Mondo di Berià.
In questo modo riveliamo i cinque mondi. Baal HaSulam scrive nell’Introduzione alla Saggezza della Kabbalah che tutti i mondi esistono all’interno della persona. La saggezza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore agli esseri creati, all’interno dell’essere creato, cioè, all’interno dei suoi desideri corretti (i sensi). Rivelando l’attributo della dazione, raggiungeremo anche la sua Fonte, il suo Fondatore. Questo capacità profonda si chiama Creatore.

Per ascendere spiritualmente abbiamo bisogno dell’egoismo, al di sopra del quale abbiamo bisogno di elevarci. Non è necessario eliminare gli ostacoli, ma elevarci al di sopra di essi.
È la differenza fondamentale tra la Kabbalah e tutti gli altri metodi spirituali, le religioni e le credenze. Queste ci insegnano ad eliminare i problemi e a tranquillizzarci, affinché tutti ci sentiamo comodi.
Questo è il principio sul quale si regge tutto il mondo. Tutti si calmano quanto più possibile, andando dallo psichiatra, prendendo medicine, lottando, cercando di trovare conforto nel sonno, nell’alcool, nella religione e nei riconoscimenti di questo mondo.
Tutto ciò che una persona fa, lo fa per cancellare i sentimenti sgradevoli.
A causa di questo principio, le religioni attraggono le persone, addolcendo il loro egoismo. Nella Kabbalah avviene il contrario; si deve utilizzare tutto l’egoismo, incrementarlo ed elevarsi al di sopra di esso.
Di conseguenza, una persona che vuole correggere il suo egoismo e trasformarlo in dazione, ha bisogno della Luce che riforma questo egoismo, ha bisogno proprio della Forza che ha creato il suo ego, poiché questa Forza la aiuterà ad elevarsi al di sopra di esso.
Se una persona sopprime soltanto il suo egoismo, allora non ha bisogno della Luce che riforma o Creatore. Si inventa qualche religione o metodo per sentirsi comodo.
La differenza tra tutti gli altri metodi e la Kabbalah è che questa non appaga l’egoismo, ma anzi, gli da vita.
Di conseguenza, soltanto il metodo cabalistico, che opera con l’egoismo (non lo sopprime ma lo valorizza e lo utilizza) conduce la persona alla Luce Superiore.
In realtà, una persona ha bisogno della Luce per soggiogare il suo egoismo e questa Luce deve elevarla al di sopra di tutti gli ostacoli. Questo è il lavoro spirituale pratico.
Se una persona non ha bisogno dell’aiuto della Luce, il Creatore, per elevarsi al di sopra degli ostacoli e del suo egoismo, allora non raggiungerà mai la dazione.

Ho ricevuto una domanda: quando lei fa le sue lezioni, io non le capisco. Come le posso sentirle nel cuore?
La mia risposta: ti dirò un segreto, nessuno le capisce e comunque le ascoltano. Le ascoltano e non le capiscono, le riascoltano e comunque non le capiscono, una volta e poi un’altra. Tuttavia, gradualmente, la mente si sviluppa e nasce nella persona un senso che le permette di cominciare a riconoscere e sentire.
Anche i bebè, all’inizio non capiscono niente, però ogni giorno, crescendo, cominciano a camminare, a parlare e alla lunga, saranno come te.
La gente non capisce oggi ciò che domani saprà. La persona vive, cresce, ascolta e si rivela lentamente nel suo cuore la possibilità che possa sentire e capire un po’ di più. Nel cuore si rivela tutta una gamma di sensazioni ed appaiono molte idee nella mente. In questo modo il mondo diventa sempre più ampio.
Però il nostro mondo ha un limite e noi vogliamo andare al di là di questo limite. Stiamo in piedi sulla linea di frontiera e desideriamo uscire dalla nostra “bolla”. Per essere liberi dobbiamo ascoltare molte volte e cercare di sentire; dobbiamo creare una pressione interna diretta verso questa divisione invisibile. Spingere più volte fino a che riusciamo a fare un’apertura e possiamo finalmente uscire all’enorme mondo esterno.
Un commento per gli adulti: la nostra vita in questo mondo comincia con la penetrazione del seme maschile nell’ovulo femminile, il che rappresenta la penetrazione di una piccola quantità di dazione nella sfera o attributo di ricezione. In questo modo una nuova vita comincia a svilupparsi nel suo interno.
Oggi, comunque, dobbiamo abbandonare questa “bolla” che è cresciuta durante il nostro sviluppo. È giunta l’ora di ritornare fuori.

Domanda: perché esiste il punto nel cuore?
La mia risposta: ci è stato dato il punto nel cuore affinché restassimo in questo mondo così piccolo, malato, povero e mortale. Se ci aggrappiamo a questo punto, possiamo ascendere da questo mondo al Mondo Superiore che è giusto e buono.
Il punto nel cuore è l’estremità di una corda per quelli che sentono che soffocano in questo mondo e desiderano salvarsi. Utilizzate questa corda per uscire da questo mondo verso il Mondo Superiore che è eterno. Potete riuscirci!
Non importa che tu sia grande o piccolo, il punto nel cuore è la tua opportunità di sentire che vivi in un mondo grande e giusto, qui e adesso. Per questo dobbiamo sentirci felici quando il punto nel cuore appare in noi, perché è il segnale dell’inizio di una meravigliosa avventura, un viaggio in una terra straordinaria.
(Estratto della lezione per bambini del 17 Ottobre 2009 durante il Congresso di Buffalo).
Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
Video / Audio
Gli scritti di Baal HaSulam, lettera 44, 1927, pag. 130
Video / Audio
“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 30, lezione 12
Video (inglese) / Audio (inglese)
“La Saggezza della Kabbalah e la sua Essenza,” lezione 12
Video / Audio

I bambini sono un oceano di desideri, fanno domande con semplicità, ma c’è una certa profondità in questa semplicità, che ti scombussola.
Questo perché in realtà non c’è una risposta alle loro domande. Tutte le risposte si trovano al di là dell’altro lato del Machsom, dove la gente vede e sente per conto proprio.
Ecco perché ai bambini vengono raccontate storie di fate e favole, le cose più profonde possono essere presentate in questo modo.
Gli adulti non hanno bisogno di questa moltitudine di strati. Essi sono più confusi e le loro anime sono sprofondate sotto il velo oscuro del nostro mondo, mentre tutto ciò non è ancora accaduto ad un bambino.
Domanda: perché abbiamo bisogno di unirci?
La mia risposta: ho soltanto un nemico, il mio egoismo e non sono in grado di combatterlo da solo.
Il mio egoismo è come un ragazzo della scuola grande e forte, dal quale ho costantemente bisogno di sfuggire, in modo che non potrà picchiarmi.
Cerco aiuto per sconfiggere il mio egoismo, e lo trovo tra i miei amici. Loro hanno lo stesso problema, il principio del male, l’egoismo, non li lascerà stare.
Così insieme, decidiamo di dargli una sonora bastonata in modo da tenerlo lontano da noi. Abbiamo bisogno di diventare amici per prendere a calci questo “ragazzo cattivo”e fare in modo che non voglia più avere a che fare con noi.
Ecco perché ci uniamo, col fine di sconfiggere un nemico comune. La vita diventerà semplicemente magnifica se saremo capaci di sbarazzarci di lui.
(Dalla lezione dei bambini del 17/10/2009 del Congresso Nordamericano).

Domanda: qual è lo scopo della vita e perché ci troviamo qui?
La mia risposta: immagina che tutto quello che sta succedendo ora non è più di un sogno, che tu stai sognando tutto, che sei in un congresso e sto parlando con te, ma all’improvviso, ti sveglierai e ti accorgerai che sei in casa.
Così è tutta la nostra esistenza, un lungo sogno seguito dal risveglio, però mentre siamo addormentati, sentiamo come se il nostro sogno fosse realtà.
Lo scopo della nostra vita è di accorgerci che tutto è un sogno e vogliamo risvegliarci il prima possibile. Se aspettiamo che il sogno termini da solo, non ci risveglieremo mai. Abbiamo bisogno del risveglio e ci possiamo riuscire se i nostri amici ed un raggio di Luce dentro di noi, ci risvegliano dal sogno.
Una volta svegli, ci troveremo in un mondo meraviglioso senza frontiere che sarà una grande e straordinaria avventura. Lo scopo della nostra vita è di risvegliare questo nuovo mondo.
(Estratto della lezione per bambini del 17 Ottobre 2009 durante il Congresso di Buffalo)