Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.11.2010

Scritti di Rabash: Dargot HaSulam, Art. 303
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Scritti di Rabash: Dargot HaSulam, Art. 55
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 48, Lezione 4
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”, Lez. 4
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “La Libertà”, Lez. 6
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Torah, Porzione Settimanale – 18.11.2010

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Vayeshlah”, Brani selezionati
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Lo Zohar in merito all’ Arvut

Domanda: Dove e come l’Arvut (mutua responsabilità o garanzia) è descritto nello Zohar?

Risposta: Il libro dello Zohar lo descrive come segue:
שהשפעת ו״ק דחכמה, הנוהגת בקו האמצעי, מכונה עדות, che si traduce come: l’espansione della piccola illuminazione della luce di Hochma che si verifica nella linea centrale è chiamata testamento. In altre parole, quando una persona sviluppa la capacità di organizzare le tre linee, la luce dentro di lui lo mantiene nella spiritualità, dazione assoluta, e questa è ciò che garantisce che una persona non cadrà in egoismo continuamente di nuovo.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Lez. 5
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 28, Lezione 3
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 45 , Lez. 20
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 5
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Come inizia lo Zohar

Il Libro dello Zohar richiede una preparazione speciale da parte nostra. E ‘la fonte più potente della luce e la forza che cambierà la nostra natura, se correttamente ci prepariamo per lavorare con esso.

Prima di tutto, nel nostro stato attuale dobbiamo collegarci al massimo alla Luce Superiore che lo Zohar ci porta. Per questo motivo, per quanto possibile, stiamo cercando di diventare simili agli autori dello Zohar, Rabbi Shimon ed i suoi nove studenti. Essi spiegano che all’inizio del lavoro spirituale, la rivelazione de Lo Zohar, la Luce della Hochma del Mondo di Atzilut, sono inaspettatamente superati dall’odio reciproco. La luce che brilla attira in loro desideri, e nonostante il loro desiderio di unità, ciò che nasce tra loro è la repulsione. In piedi, davanti all’illuminazione de lo Zohar, vedono che sono opposti ad esso.

Il percorso inizia con la rivelazione del male, una persona deve sentire questo ogni volta. In caso contrario, il suo primo passo non sarà corretto. È scritto: “Ho creato l’inclinazione al male e ho creato la Torah come una spezia, perché la luce nascosta in essa ci riporta alla Fonte.” Questo è ciò che si dice delle tre linee.

L’inclinazione al male è la linea di sinistra, la Torah o spezia è la linea giusta (la Luce che riforma), e la linea mediana è la nostra anima corretta, il desiderio della linea di sinistra che è stato corretto con l’intento della linea giusta.

L’inclinazione al male, l’egoismo, non arriva da solo, ma sotto l’influenza della Luce. Poi si gira a destra della linea, la Torah, e la luce che viene dall’Alto ci restituisce alla Fonte, il Creatore, la linea mediana. La rivelazione del male è l’inizio di ogni fase del percorso di avvicinamento al Creatore da zero fino alla fine della correzione. Anche il gruppo di Rabbi Shimon, che è stato su livelli molto elevati, è passato attraverso le stesse fasi.

Senza rivelare il nostro nemico, non si può studiare la Kabbalah e attirare la Luce. Stiamo facendo del nostro meglio per unirci, ma poi sentiamo che il nostro cuore è sordo e che un sapore stantio indugia nella nostra bocca.

Eppure la meta è così grande che evoca la necessità della Luce, il Creatore che verrà a correggerci. Noi non lo lasciano in pace fino a quando Egli non appare e stabilisce una connessione tra gli amici in modo che diventi un comune Kli in mutua garanzia, come un uomo con un cuore in un unico desiderio. Questo è quello che chiede. Anche se non so esattamente cosa questo significa, anche se non ho la più piccola inclinazione all’unione, io sto ancora gridando insieme agli altri.

È così che ci stiamo avvicinando alla lettura de Lo Zohar, al desiderio di unione. L’unità ci permetterà di attrarre la Luce Superiore. In un primo momento ogni persona è con se stesso, e poi attraverso la Luce circostante (Ohr Makif), verrà all’unità.

In questa unità si acquisisce il Mondo Superiore. Le superfici del grado spirituale all’interno della nostra interconnessione. In un primo momento noi riveliamo l’inclinazione al male tra di noi e quindi chiediamo alla Luce che ci unisca. Poi la luce fa il suo lavoro e ci unisce nella linea mediana, nel desiderio comune.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 11/14/10, Lo Zohar )

Segula è l’accesso al sistema spirituale

Introduzione al libro dello Zohar, “La notte della Sposa”: c’è un libro del ricordo davanti al Creatore che parla dei peccati e le trasgressioni che si svolgono in tutto il mondo. E lui ha bisogno di loro per il giorno in cui egli esibirà un miracolo (Segula).

Domanda: Che cos’è Segula?

Risposta: La luce, la forza superiore o il Creatore è all’interno del gruppo. Possiamo ricevere le correzioni solo se studiamo le fonti primarie, insieme al gruppo.

Questa è la Segula – i mezzi speciali, le opere dei Kabbalisti, che rendono possibile unire una persona, il gruppo e il Creatore in un insieme. La loro unità è possibile solo a condizione che il sistema nel quale si trovano viene utilizzato correttamente.

Anche adesso siamo parte di esso. I mondi e Partzufim sono tutti qui, ma per rivelarli dobbiamo evocare l’influenza delle forze spirituali su di noi. IL desiderio da solo non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un mezzo che imposterà il sistema in movimento, in modo che inizierà a lavorare su di me attraverso il gruppo.

Il sistema è impostato in movimento con l’aiuto delle fonti primarie. Ecco perché dobbiamo studiare le opere di Baal HaSulam, Rabash, Ari e Rashbi. Senza questo è impossibile stabilire una connessione con il sistema spirituale e fissare il movimento.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Lez.4
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 18, Lezione 2
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 45, Lez.19
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Lez.3
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 1, Lezione 1
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 39, Lez.18
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 3
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Due finestre della nostra realtà

Domanda: Come raggiungiamo la connessione appropriata affinché la Luce sia rivelata tra di noi?

Risposta: Immagina di avere due finestre davanti a noi, come lo schermo del computer. In una di esse, noi vediamo un sistema nel quale siamo perfettamente connessi gli uni con gli altri. Questo viene chiamato “Il Mondo dell’Infinito”. Nell’altra finestra, vediamo il sistema che è adesso davanti a noi, nel quale l’odio governa invece dell’amore; questo sistema è chiamato “questo mondo”.

Sono due sistemi differenti. Il Mondo dell’Infinito vive ed esiste, è chiamato il primo (Alef) ed il terzo (Gimel) stato della realtà. È l’unico stato creato dal Creatore, nel quale Egli vive.

Tutti gli altri stati, dal Mondo dell’Infinito fino a questo mondo, i 125 gradi della connessione tra di noi (125 stati), esistono affinché noi ascendiamo gradualmente. Tutti gli stati, eccetto quello dell’Infinito, sono chiamati “mondi”, cioè occulti, nascosti. Lo stesso Mondo dell’Infinito, ma più nascosto, vago e non completamente riconoscibile è chiamato Mondo di Atzilut. Uno, più indefinito è il Mondo di Berià e così via.

Ogni mondo è simile al mondo superiore e a quello inferiore, in ogni dettaglio e componente. L’unica differenza è nel grado della rivelazione della Luce in esso. Quanta meno Luce c’è, tanto più oscuro è. È come quando noi vediamo durante il giorno e tutto è chiaro e di notte, tutto è oscuro, comunque, c’è poca differenza tra la Luce e l’oscurità.

In altre parole, esistiamo nello stesso stato conosciuto come “Mondo dell’Infinito”; solo 125 gradi di occultamento lo bloccano da noi; e posto che l’occultamento è così grande fino all’ultimo grado, nel quale noi esistiamo nel nostro mondo, siamo considerati come separati completamente dalla spiritualità. Noi non abbiamo neanche la più piccola sensazione degli stati e dei gradi tra di noi e del Mondo dell’Infinito, come se esistessimo qui e non esistesse nient’altro.

Esistiamo in questo mondo, nella nostra “finestra” del nostro “schermo”, ma c’è un’altra “finestra” nello stesso “schermo”, il Mondo dell’Infinito, come se già fossimo lì (a prescindere dal fatto che non siamo ancora capaci), provandoci diventiamo simili al Mondo dell’Infinito, come se volessimo raggiungerlo.

Lo stesso principio funziona in tutte le parti: quando io desidero ottenere la fonte dell’energia evoco una grande influenza attraverso l’ispirazione di avvicinarmi ad essa. Queste sono leggi precise della fisica che operano qui, non c’è niente che sia immaginario o mistico.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29 Ottobre 2010, “Lo Zohar”)

Lezione quotidiana di Kabbalah -15.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Lez.2
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “BeShalach” (Quando Faraone mandò), Punto 463, Lez. 18
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 38, Lez.17
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 2
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