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Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.02.2011

Talmud Eser Sefirot, Parte 8
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Scritti di Rabash, Art: “Amore degli Amici”
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Il commento su tutta la Creazione

Il Libro dello Zohar include molte parti:

1. Introduzione del libro in sé, che anche è scritto da Rabbi Shimon.

2. I capitoli settimanali o commenti sulle porzioni settimanali della Torà.

3. Le parti commentate dai profeti (Nevi’im) e gli Scritti (Ketuvim).

Il libro dello Zohar è un commento completo delle Scritture Ebraiche (Tanach della Torà, Nevi’im, Ketuvim). Ci resta solo una parte di questo libro esaltato, e molto probabilmente una parte molto piccola, dato che ad eccezione dei commenti sulla Torà, sembra che non esista altro. D’altra parte, come Baal HaSulam enfatizza repentinamente, mancano anche molti dei commenti della Torà. Abbiamo visto come in alcune parti, il testo spesso termini improvvisamente.

Però sembra che dal punto di vista del governo superiore, abbiamo bisogno esattamente delle parti dello Zohar che abbiamo ricevuto. Pertanto, non c’ è bisogno di sentirsi male perché non è stato ritrovato tutto il Libro dello Zohar. Dobbiamo essere grati per quello che abbiamo ed utilizzarlo in accordo al suo scopo.

Adesso stiamo leggendo “L’ Introduzione del Libro dello Zohar”. Tutti gli articoli in questa introduzione sono molto utili e profondi; ma “Il conduttore dei Somari”, “La notte della sposa” e “Le lettere del Rav Hamnuna Saba” sono gli articoli fondamentali, nei quali gli autori del Libro dello Zohar spiegano l’ essenziale della Creazione.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.01.2011, “Introduzione del Libro dello Zohar”, articolo “Itrò”)

Costruire il Tempio in basso

Lo Zohar, capitolo BeShalach” (Quando il Faraone inviò), articolo 332: è una Mitzvà (comandamento) costruire il Tempo in basso come il Tempio in alto, come è scritto “Il luogo che Tu hai fatto per essere la Tua dimora, Oh Signore”. È così perché il Tempio deve essere costruito in basso, e recitare una preghiera all’interno di questo ogni giorno, per servire il Creatore, poiché la preghiera è chiamata “Lavoro” (servizio).

Il Tempio in basso rappresenta Malchut, nel quale dobbiamo creare un desiderio corretto (Kli, vaso). Una preghiera significa elevare una richiesta (MAN) per la correzione.

La connessione dell’ inferiore con il superiore è dovuta all’ ascesa di Malchut a Binà, ed allora Binà discende a Malchut. Come risultato, ci sono due Templi: Malchut a Binà del basso sono il Tempio in basso, mentre Malchut e Binà dell’ alto sono il Tempio in Alto.

“Il Tempio deve essere costruito in basso e recitare una preghiera all’ interno di questo ogni giorno” significa connettere Binà e Malchut quando cerchiamo di creare questo stato nel gruppo, nei nostri desideri. Dopotutto, dove altro posso esprimere la mia attitudine verso la dazione? È possibile solo nella connessione tra di noi.

Allora, quando mi rendo conto che sono incapace di fare qualcosa, elevo la mia preghiera e per questa ragione, il Tempio in Alto si sta costruendo. Abbiamo bisogno di fare questo “ogni giorno”, cioè negli stati di ascesa, quando abbiamo una certa forza, dobbiamo cercare di realizzare questo lavoro con tutta la nostra energia.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.11.2010, lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: Non c’è essere umano senza il Creatore e non c’è il Creatore senza l’essere umano
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 13, “Tu hai dato forza alle mani dei deboli”
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Il Libro dello Zohar: Punto 169, Art. “Chi è Questo”, Lezione 1
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 62, Lez. 38
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 18
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Il Libro dello Zohar: Punto 120, Art. “Due punti”, Lezione 1
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 62, Lez. 37
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 3
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 18
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Il Libro dello Zohar: Punto 117, Art. “Il conduttore dei somari”, Lezione 8
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 62, Lez. 36
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 17
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Il Libro dello Zohar: Punto 94, Art. “Il conduttore dei somari”, Lezione 7
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 60, Lez. 35
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Articolo: “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lezione 1
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Acceleratore spirituale di particelle

Domanda: Dove è la nostra libera scelta nel leggere lo Zohar?

Risposta: Leggiamo lo Zohar per realizzare la nostra libertà di scelta. Al contrario, non ci sarebbe bisogno dello Zohar o di tutta la saggezza della Kabbalah. Perché ne ho bisogno? È per conoscere il numero degli angeli nel cielo? Che differenza ci sarebbe se li contassi per nome? Ancora non sappiamo cosa sono “i cieli” o “gli angeli”, altrimenti li disegnerei con le ali.

Per questa ragione mi avvicino alla lettura dello Zohar, allo studio della saggezza della Kabbalah, al lavoro nel gruppo ed al lavoro spirituale per realizzare il mio libero arbitrio, al fine di ricevere il rimedio miracoloso, la Segulà, attraverso tutti questi mezzi.

Il libro davanti a me è un determinato dispositivo artificiale che mi connette al mondo spirituale, del quale non sono conscio e non ho neppure nessun’ idea delle sue proprietà. Tuttavia, i kabbalisti dicono che ho un certo “adattatore” che può connettermi con un mondo sconosciuto.

Diciamo che c’ è una nozione di un “micro mondo” nella fisica quantistica, un mondo di particelle elementari. A prescindere dal fatto che vivo tra loro, non le sento, ma i fisici dicono che è impossibile creare uno strumento che ti aiuterà a raggiungere questo mondo ed a cominciare a percepirlo. È per questo che stanno costruendo diversi dispositivi, come gli acceleratori di particelle (elementari).

In questo modo, esistono strumenti che ci aiutano a percepire il mondo interiore delle particelle che si occultano nel mondo che attualmente sentiamo. Possiamo raggiungere un mondo nel quale non siamo capaci di percepire niente, perché i nostri sensi non funzionano al suo livello.

La saggezza della Kabbalah mi da anche uno strumento, la lettura dello Zohar, che può aiutarmi a raggiungere il mondo spirituale nascosto, e funziona! Devi solo utilizzarlo.

Tuttavia, utilizzando lo strumento della Kabbalah, sei tu a cambiare e questo strumento si trasforma nel tuo strumento interiore. Al contrario, gli scienziati che studiano le scienze terrene non cambiano. Perfezionano soltanto i loro strumenti e li rendono più potenti. Per questa ragione, quello che stanno facendo si chiama il mondo esteriore, al di fuori dell’ uomo.

Nella Kabbalah lavoriamo con il mondo interiore perché così possiamo cambiare la nostra natura e al tempo stesso, cominciamo improvvisamente a percepire i fenomeni che prima erano completamente al di fuori delle nostre sensazioni.

Non miglioriamo la sensibilità che già abbiamo, come i musicisti che percepiscono i suoni molto meglio di noi, o gli artisti che percepiscono i colori molto meglio. La Kabbalah ci aiuta a raggiungere uno stato nel quale le proprietà che prima non avevamo, vengono sviluppate dentro di noi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Voi siete miei amici”)

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Laitman blog: La legge delle Radici e dei Rami – La legge più importante nella Kabbalah

L’ ingresso al Libro dello Zohar

Lo Zohar, introduzione, articolo:“Itro”, articolo 100: Il seme di Davide, la visione dei colori cambia in lui ed è per questo che Samuel commise un errore, come è scritto “Non guardare la sua apparenza”, posto che nell’ altro lato era in Eliav. Non fu così con Davide, poiché le forme di Davide erano coperte perché le forme dell’ altro lato furono incluse nelle sue forme e la forma dell’ altro lato apparve per prima in lui, passando al di sopra gli occhi durante un tempo ed il cuore si allarma e teme.

Sbagliamo sul fatto che lavoriamo molto duramente per capire di cosa parla lo Zohar, molto meno sull’ intenzione, sull’ idea che abbiamo di unirci e rivelare lo Zohar all’ interno della connessione tra di noi. Solo nella misura in cui ci uniamo, l’immagine del Creatore sarà rivelata all’ interno della nostra unità e non sarà niente di simile a ciò che siamo capaci di immaginare prima di unirci.

La nostra unità è il biglietto di ingresso che ci rende capaci di vedere e sentire le immagini spirituali e le qualità delle quali ci parla lo Zohar. La loro somma totale ci da l’ immagine del Creatore. Tuttavia, se vogliamo discernere quello che studiamo senza la necessità di cercare una connessione tra di noi, questo viene chiamato studio esterno, Klipà, veleno mortale.

Se durante lo studio provo a cercare l’ immagine che studio, è Klipà. Dall’ altro lato, se prima voglio rivelare questa immagine attraverso il prisma dell’ unione con il gruppo, l’ambiente e solo dopo l’ unione cerco di trovare questa immagine spirituale della quale parla lo Zohar, allora è santità, dazione, spiritualità. Alla fine del giorno cerco le forme dell’unità e della dazione e questa è la cosa più importante, mentre nel primo caso, cerco l’immagine o la forma della ricezione.

Pertanto dobbiamo in primo luogo preoccuparci della forma nella quale passiamo attraverso questo prisma, l’ intenzione, l’ unione con il gruppo, l’ ambiente. Questo è molto importante! Senza di questo non possiamo e nemmeno dobbiamo aprire il Libro dello Zohar, visto che può diventare un veleno mortale o l’ elisir della vita.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01.2011, Lo Zohar)

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Torah, Porzione Settimanale – 21.01.2011

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Yitro”, Brani selezionati
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