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Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.11.2011

Gli Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 69° “In primo luogo sarà la correzione del mondo”
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.9, Articolo “La Luminosità del Firmamento”, Punto 6, Lezione 4°
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TES, Volume 3°, Parte 8°, Seder Siba Umesuvav , Punto 1, Lezione 24°
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KFS, “L’Essenza della Religione e il Suo Scopo” (Rav Yehuda Ashlag), Pagina 52 “Il Bene Assoluto”, Lezione 2°
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Ubriachi di Luce

Tutto il nostro lavoro consiste nel raggiungere l’uguaglianza con le qualità della Luce. In rapporto a noi, la Luce si divide in 613 Luci (Taryag) e dentro di noi costruisce 613 desideri che però, alla fine, si tratta di un unico desiderio e della Luce.

Il nostro lavoro consiste nel conferire al desiderio di godere la stessa forma del desiderio di donare della Luce. Naturalmente, non possiamo trasformare il desiderio di ricevere piacere nel desiderio di donare. Prima di tutto il desiderio di ricevere piacere resta quello che è, ma noi ne riveliamo la forma: distinguiamo il desiderio di ricevere piacere dall’acqua, dal pane e così via. Tutte queste cose sono forme nelle quali il desiderio di ricevere piacere ottiene l’appagamento.

Per esempio l’appagamento che sperimentiamo in una certa forma di desiderio si chiama “pane”. L’appagamento che sperimentiamo in un’altra forma di desiderio si chiama “acqua”. L’appagamento che sperimentiamo in altre forme di desiderio si chiama “carne”, “pesce”, “dolce”, “aspro”, “amaro”, e così via. Tutto dipende dalle forme del desiderio di ricevere piacere, e lo stesso vale con ogni altra cosa, anche con la tecnologia, le onde magnetiche e gli spettri solari. Sono tutte forme di desiderio di ricevere piacere. La materia è desiderio, e tutto è determinato dalla forma che assume.

Al nostro desiderio di ricevere piacere dobbiamo dare la forma giusta, questo non significa che sarà più appropriato il desiderio di “carne” del desidero di “pane”. La forma giusta e appropriata è il modo in cui desiderio ricevere l’appagamento, che si chiama “pane, “carne” e così via. E’ il modo in cui faccio la distinzione che ancora mi proibisce di usare questi desideri a causa di una varietà di ragioni, poiché non sarei in grado donare in questa forma e di essere quindi uguale alla Luce.

Ci sono due elementi da considerare qui: il primo è il desiderio di ricevere piacere, che assume una certa forma perché altrimenti non sarebbe niente di più della materia senza forma, come è scritto: “Tutto viene dalla polvere”. Questa polvere deve assumere una certa forma perché non ha alcun valore di per se stessa. Ed io devo sentire il gusto nel desiderio di ricevere piacere. Il mio piacere dipende dalla grandezza del desiderio e dalla varietà di forme nelle quali può ricevere piacere, come il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, il rispetto, il potere, la conoscenza, in base alla scala di valori accettati nel mondo.

Inoltre c’è un’altra forma speciale che si riveste di questa materia: l’intenzione sia “per ricevere” che “per donare” alla quale di ci riferiamo come al lavoro del Creatore. In questa forma c’è la differenza tra la creatura ed il Creatore.

Non tutti gli uomini possono individuare questa differenza. Di regola gli uomini distinguono solamente la forma tipica che assume il loro desiderio di ricevere piacere: cosa e quanto vogliono rispetto agli altri. Tutta la loro analisi finisce qui, cioè non parlano della qualità del desiderio in relazione al Creatore.

Al fine di avere una vivida percezione spirituale rispetto al Creatore, l’uomo deve avere nel suo desiderio un altro elemento speciale, nel quale distinguerà se è prossimo alla dazione o ne è lontano, o più vicino alla verità che alla falsità. Questo elemento si risveglia in lui nella forma del cosiddetto punto nel cuore e non gli permette di sentirsi a posto con le forme che gli risultano comode rispetto al desiderio di ricevere piacere.

Egli deve sviluppare la sua strada verso la Luce che splende su di lui da lontano, in un modo che nemmeno lui sappia come e perché. Questa Luce risveglia nell’uomo il bisogno di conseguire l’uguaglianza delle sue qualità.

L’uomo gradualmente si eleva al di sopra del suo desiderio di ricevere piacere in tutte le sue forme diverse ed incomincia a prendersi cura dell’intenzione nella quale si ritrova, sia che si tratti dell’intenzione per il bene della ricezione o della dazione, e si mette alla prova rispetto a questa forma. La Luce continua a risvegliarlo e lo porta in un gruppo, attraverso il quale lo influenza, cioè la Luce lo influenza attraverso i desideri (Kelim).

L”uomo alla fine si trova in una condizione così negativa e scomoda che o prova a scappare dall’influenza della Luce che Riforma, la Luce Circostante, rifiutando di accettare le nuove forme, poiché succede sempre con una forte pressione, come se venissimo modellati come dell’argilla; oppure capisce e riconosce dalla disperazione di dover accettare la nuova forma, come conseguenza degli studi e dell’influenza del gruppo.

Egli allora comincia a lavorare nel gruppo, chiedendo alla Luce delle nuove forme per il suo desiderio. In principio si aspetta di ricevere dalla Luce delle cose belle, sperando di ricavare dalle nuove forme della Luce qualche vantaggio per il suo benessere, cioè per il suo desiderio di ricevere piacere, che è ciò che si chiama “la dazione per il bene della ricezione”.

Gradualmente e attraverso un disperato desiderio di conseguire quello che vuole e attraverso l’influenza della Luce Circostante che lo influenza per mezzo del gruppo, l’uomo raggiunge uno stato in cui non gli interessa più di nessuna condizione. Questo è ciò che viene chiamato “lavorare senza condizioni”, quando l’unica cosa che conta per lui è accettare la forma della Luce, le forme della dazione.

Egli non è in grado di comprendere precisamente cosa gli sta succedendo e perché sta vivendo questi stati, ma la natura delle forme che attraversa fanno sì che sia d’accordo ed accetti che tutto questo accada e comincia a ricevere potere al di sopra della sua ragione, come se fosse ubriaco di Luce. Desidera veramente accettare delle nuove forme e, cosa più importante, desidera sapere che gli viene garantito l’avanzamento verso la Luce, e se lo assicura partecipando al gruppo.

Quando l’uomo si prepara correttamente, facendo parte del gruppo, tentando di annullarsi davanti a lui e con l’accettazione della Luce che Riforma attraverso questo vaso comune e senza alcuna condizione, ma solo desiderando di annullarsi in modo che la Luce lo influenzi, allora questi due sforzi che compie durante lo studio ed il lavoro nel gruppo lo porteranno al successo.

Altrimenti si ritroverà in uno stato del quale è scritto: “Un pazzo seduto con le mani incrociate che mangia la sua stessa carne”, e può “divorarsi” per anni senza avanzare.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.11.2011,Lo Zohar)

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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag. 6, Articolo “La Luminosità del Firmamento”, Punto 3, Lezione 3°
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KFS, Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Libro dello Zohar, Pagina 415, Punto 19, Lezione 8°
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Preparazione alla Lezione
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Gli Scritti di Baal HaSulam, Articolo 19°
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Gli Scritti di Baal HaSulam, Articolo 8° “Qual è la differenza tra l’Ombra di Kedusha e l’Ombra di Sitra Achra”
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Gli Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 217°
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Un’illusione ottica

Domanda: Se non ci sono delle parti separate, allora cosa descrive Il Libro dello Zohar? Il modo in cui  l’anima corregge se stessa?

Risposta: Il Libro dello Zohar descrive solo come connetterci in un’unica anima, non c’è altro di cui parlare. Esiste uno stato perfetto cioè un’anima, ed esiste uno imperfetto cioè quando l’anima è frammentata. Dobbiamo ritornare allo stato perfetto.

La frammentazione esiste essenzialmente ed unicamente nella nostra coscienza, e vedremo che tutto è corretto quando scopriremo cos’è corrotto. Io devo correggere solo la mia percezione, la mia visione, per questo motivo questa saggezza è chiamata “La Saggezza della Kabbalah” (in ebraico la parola Kabbalah significa “ricezione”), è la saggezza su come ricevere, come percepire la realtà. È tutto! La realtà è perfetta e non c’è stata frammentazione, è rivolta a quelli che ricevono,all’uomo che raggiunge la meta.

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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.11.2011, Lo Zohar)

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Gli Scritti di Rabash, Articolo 3°
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag. 3, Articolo “Eseguì una scultura nella Luce Superiore”, Punto 2, Lezione 2°
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TES, Parte 8°, Histaklut Pnimit, Punto 15, Lezione 23°
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KFS, Pagina 51, “L’Essenza della Religione e il Suo Scopo”, Lezione 1°
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Il cielo di oggi è l’inferno di domani

Il Libro dello Zohar, capitolo “Pekudei (Quantità) ” Articolo 839: Cosi come ci sono gradi e palazzi nella parte di Kedusha, ci sono anche nella parte di Tuma’a, e sono tutti presenti a regolare nel mondo nella parte di Tuma’a. È per questo che ci sono sette palazzi opposti ai sette nomi dell’Inferno, che sono chiamati con quei nomi dei sette dipartimenti dell’Inferno, e sono tutti fermi per giudicare e procedere, per i cattivi del mondo ai quali loro hanno aderito, e che non hanno vigilato le loro vie quando si trovavano in questo mondo.

Inferno è il mio desiderio di ricevere. Può essere piccolo e debole e può sembrami non molto cattivo per me in questo momento. È contro la connessione, o non tanto per la connessione quando penso a me. Come posso trarne vantaggio, che cosa mi succederà, ecc.

In base al mio livello, il desiderio sembra ragionevole al momento, e può essere chiamato Cielo, perché grazie a esso io traggo vantaggio, io raggiungo, e mi sento bene. Ma più capirò il sistema superiore, più inizierò a vedere questo desiderio come Inferno. Perché in esso, io penso a me, “io mi brucio”, io mio separo, e sono opposto alla Luce, al Creatore.

Tutto dipende da come ogni persona vede i propri desideri. Questa è tutta la differenza tra Cielo e Inferno.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.11.2011, Lo Zohar)

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Scritti di Rabash, Articolo nr. 21, Lezione 2
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Libro dello Zohar, Beresheet (Genesi), Pag. 1, Articolo “Eseguì una scultura lignea nella Luce Superiore”, Punto 1, Lezione 1
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TES, Parte 8, Histaklut Pnimit, Punto 13, Lezione 22
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KFS, Pagina 251, “Arvut” (La Garanzia Mutua), Lezione 9
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.11.2011

Gli Scritti di Rabash, Articolo nr. 21
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 147, Articolo “Il Settimo Palazzo della Sitra Achra, Il Lievito di Vino”, Punto 925, Lezione 37°
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TES, Parte 8°, Histaklut Pnimit, Punto 11, Lezione 21°
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KFS, Pagina 251, “Arvut” (La Garanzia Mutua), Lezione 8°
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.11.2011

Gli Scritti di Rabash “Chi testimonia ad una persona”
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 144, Articolo “Il Sesto Palazzo, la Malvagità, il Corrispondente al nome, L’Ombra della Morte”, Punto 908, Lezione 36°
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TES, Parte 8°, Histaklut Pnimit, Punto 8, Lezione 20°
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KFS, Pagina 251, “Arvut” (La Garanzia Mutua), Lezione 7°
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L’indice di disoccupazione della Spagna sale al 21,5%

Nelle Notizie: (da expert.ru): “In Spagna la percentuale di disoccupazione è la più alta tra i paesi sviluppati, più del doppio della media europea del 9,3 %. Persino in Grecia è il 17,6 %. La disoccupazione tra i giovani spagnoli è il 45,8 % e non si prevede che si riduca; molte persone stanno finendo il periodo di tre anni di indennità di disoccupazione.

“Si sta dileguando il fondo per la disoccupazione a lungo termine; una famiglia con due figli riceve 1400 euro al mese. La tensione sociale sta crescendo perché sta salendo la disoccupazione e questo ha dato vita al movimento di protesta della Spagna ‘los indignados’ (gli indignati).”

Il mio commento: Non c’è altra scelta che organizzare l’istruzione e l’educazione per preparare le masse a interagire nel nuovo mondo, con cooperazione ed equilibrio nella società e con la natura. Questo produrrà forze positive, che gradualmente porteranno equilibrio nella società, se non lo facciamo la crescente tensione sociale condurrà di nuovo ad una guerra civile . . .

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