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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.10.2015

Preparazione alla lezione
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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, l’articolo 12 (1986)
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Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6, parte 16, punto 193
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La Garanzia Mutua”, punto 25
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Quaranta anni di chiarimenti

Dr. Michael LaitmanDomanda: Hai la sensazione di aver fatto, nel cammino spirituale, qualcosa che non fosse necessario?

Risposta: Certo! Questo si trova in tutti. Per di più, ti svegli improvvisamente tutto sudato e cominci a fare ordine sul motivo per cui è andata in questo modo, perché l’ho fatto? Vedi gli “errori non intenzionali”, i tuoi fallimenti, e dai la colpa solo a te stesso. Tuttavia, è necessario riconoscere subito il fatto che tutto questo è stato organizzato dall’Alto e adesso ti viene mostrato che, dentro di te, non hai ancora corretto questi stati, non sei ancora dedicato al programma della creazione, hai bisogno di muoverti in questo senso, che tutto questo appartiene al Creatore, non a te. Quindi, tutti i tuoi errori e le tue trasgressioni sono solo involontarie; piuttosto, sono solo la scoperta del tuo egoismo.

Domanda: Che periodo di tempo deve passare tra queste sofferenze e la comprensione che tutto questo ci arriva dal sistema della creazione?

Risposta: Ci sono quaranta anni fino al completamento della correzione. Cosa vuol dire “quarant’anni”? E’ un giro durante il quale trasferisci completamente tutti gli sbagli e le trasgressioni alla caratteristica di Bina, la caratteristica della dazione completa, e di conseguenza comprendi che tutto questo non sei tu e non viene da te. E tutta la correzione si trova in questo.

Domanda: Insieme a questo, ci sono alcuni ricordi e dolori che rimangono?

Risposta: Questi ricordi ti perseguiteranno centinaia di volte e in tutti i tipi di combinazioni diverse. Ecco come succede in base all’intero sistema di gestione. Devi sentire profondamente come tutto questo sorga dentro di te. Ti rimproveri su quello che hai attraversato, sul danno che hai causato a qualcuno, alla cattiva visione degli altri e così via. E questo si ripete più e più volte, perché è necessario essere sradicati dalla fonte per marcire completamente.

Quaranta anni è la salita a Bina. Solo allora ti domina completamente la caratteristica di dazione e d’amore, la connessione al Creatore; sei incluso all’interno dell’origine di tutto quello che sta accadendo e non attribuisci più questo a te stesso. Cominci a capire che il Creatore ti insegna in questo modo.

E a questo punto non sono le stesse persone che hai offeso, di cui tu hai pensato male; questo è tutto un sistema e si trova interamente dentro di te. Così, perdi la sensazione di “io” e “loro”, il “Creatore”, e così via. Sei corretto quando tutto questo è collegato insieme nella caratteristica di Bina, ma non prima. Quindi, inciampi ed incontri costantemente queste cose e per tutto il tempo questo sarà un serio risveglio. Questo è il nostro lavoro, le fasi naturali dello sviluppo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 06/05/2015

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Quando apriamo il libro dello Zohar

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando iniziamo a leggere Il Libro dello Zohar perché lei spesso chiede: “Avete qualcosa da chiedere al Creatore?”

Risposta: Certo, altrimenti per quale motivo avete Il Libro dello Zohar? In fin dei conti, perché lo aprite? Per scoprire la verità. La verità viene rivelata solo se risvegliate la linea di destra, che è l’amore. Quando voi la risvegliate, dovete capire, percepire e scoprire che di fatto non vi è amore dentro di voi ma solo odio. E per di più si tratta di un odio tale che non siete in grado di sedere vicino ai vostri amici.

Per non rimanere indifferenti gli uni verso gli altri è necessario chiedere che il Creatore ci riveli tutto questo: l’amore, l’odio, la reciproca collaborazione ed i conflitti tra noi. Ci manca il terzo fattore, cioè rivolgerci (al Creatore ndt) e chiedere! Il Creatore è una forza, una condizione ed un sistema che richiede sempre di rivolgersi a Lui. Finché non si manifesta, dovete fare un gran lavoro. Non possiamo ovviare a questo, dato che è impossibile saltare i livelli.

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Tratto dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno”, 06/05/2015

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Un contrasto drammatico

Dr. Michael LaitmanLa Parshat Shalach dice che quando le spie raggiunsero la Terra di Israele, videro quanto fosse meravigliosa. Tuttavia, allo stesso tempo, compresero che fosse impossibile entrarvi a causa dei terribili giganti che ci vivevano e, quando il popolo ne fu informato, cominciò a provare risentimento.

Di solito, quando comincio ad essere risentito? Quando mi dicono: “Devi fare questo”.

Ovvero, se sto andando verso il livello successivo da raggiungere, non posso sfuggirlo perché le circostanze mi spingono. Tuttavia, sento di non avere più alcuna forza. Questo drammatico contrasto per cui devo fare qualcosa ma non ne ho le forze, genera in me del risentimento.

Anche se la Terra di Israele è così attraente e vi scorre latte e miele, io non riesco ancora ad entrarci. Tutto quello che mi resta è solo essere invidioso da lontano e rinunciare. Com’è detto che l’uomo non desidera la figlia del re perché, anche solo sognarla, porta sofferenza.

Quindi, io non soffro. So che lei non è per me, è un sogno che non diverrà realtà. In questo modo, la rimuovo automaticamente dai miei desideri e vivo in pace, godendo di ciò che posso raggiungere.

A questo punto, il problema è che mi viene chiesto di conquistare la figlia del re: “Tu devi”, e io non vedo alcuna possibilità di farcela. Ma le circostanze mi forzano: “Non ha importanza, resisti, sali. Scalerai questa montagna e farai tutto”.

Ma lì ci sono giganti enormi e io devo combattere contro di loro? Devo superare ostacoli come fiumi con forti correnti e alte montagne? Non sono pronto! Così, sono risentito e borbotto.

Il risentimento appare a seconda di quanto posso comprendere, al momento, le possibilità che ho di fronte, e gli ostacoli che mi vengono posti davanti. Anche se in seguito posso aspettarmi una ricompensa, fiumi di latte e miele, questo non è per me. Lasciatemi vivere in pace. Ho vissuto per quarant’anni nel deserto e potrei viverci per altri quarant’anni, non è poi così male. In sostanza, l’essere umano è costruito in questo modo.

Il problema è che tengo conto delle mie caratteristiche e possibilità attuali. Tuttavia, il Creatore dice: “Io ti metterò in circostanze tali che non avrai scelta e ti rivolgerai a Me. Allora io ti aiuterò, ti sosterrò e tu salirai fino a questo livello”.

Però, nel frattempo, la gente è risentita: “Sceglieremo altri capi che ci riporteranno in Egitto”. Questo perché è impossibile rimanere in mezzo al deserto, bisogna andare avanti o indietro. Così, è preferibile tornare indietro, cosa c’era lì di male?

All’uomo nella situazione attuale, sembra sempre questo: “Come odio lo stato in cui mi trovo adesso, me ne vado”. Quello da cui fugge gli sembra positivo, così torna indietro.

Tutto questo è del tutto naturale, eccetto per una cosa: chiedere, domandare la forza per padroneggiare il livello successivo. Solo allora la persona ottiene le forze. Fino a quel momento si dimentica sempre che è possibile ricevere dal Creatore le forze che gli mancano, con l’aiuto delle domande e delle richieste.

Domanda: Com’è possibile spiegare questa colossale dimenticanza, il costante alternarsi in noi della sensazione del Creatore e della discesa, di nuovo la sensazione e la discesa, e che è così fino a quando il Creatore viene cancellato completamente dai nostri ricordi e pensieri?

Risposta: Il fatto è che l’uomo è sempre nuovo, in lui non viene immagazzinata la memoria. Tutto scompare come se non ne avesse mai fatto esperienza e non avesse vissuto simili circostanze. Dopo tutto, quello che si trovava nello stadio precedente viene perso, come in un razzo. Lo stadio precedente si stacca e tutto viene cancellato completamente. Non viene lasciato nulla perché, per il nuovo livello, tutte le dieci Sefirot sono nuove.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.05.2015

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I quaranta anni di preparazione prima di entrare nella Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:26-31): “Il Signore parlò a Mosè e Aronne dicendo: ‘Per quanto tempo esisterà ancora questa malvagia assemblea che mormora contro di me? Io ho udito le lamentele dei figli di Israele contro di me. Dì loro: ‘Come io sono vivo’ dice il Signore ‘Così come voi avete parlato nelle mie orecchie, così Io farò a voi. I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; tutti i recensiti, dall’età di vent’anni in su, che sono stati contati, che hanno mormorato contro di Me.

Voi non entrerete nella Terra in cui ho giurato di farvi abitare, eccetto Caleb, figlio di Iefunne, e Giosuè, figlio di Nun. Per quanto riguarda i vostri bambini, dei quali avete detto che saranno danneggiati, Io li farò entrare e conosceranno la Terra che voi avete disprezzato’”.

La Torah ci parla dei livelli attuali che l’uomo sale internamente ma non comprende che è tutto fatto dalla Luce e non da solo, e continua a dimenticarselo, e quindi non può essere aiutato a non sbagliare.

Quando cercheremo di andare indietro faremo molti errori. Non c’è un’altra via! Dobbiamo riconoscere pienamente il nostro ego e vedere quanto è grande. Non possiamo fare nulla con questo ciclope gigante.

Ci siamo educati gradualmente su ogni livello, ad ogni passo durante i quaranta anni di peregrinazioni nel deserto, in modo che quando staremo per entrare nella Terra di Israele, saremo assolutamente sicuri di essere totalmente impotenti e di non poter fare nulla da soli.

Non possono aiutarci in alcun modo né la nostra mente, né il nostro cuore. Ci troviamo di fronte ad un ciclope gigante, un esercito forte, alle nazioni che ci odiano pronte a fare qualsiasi cosa per non farci attraversare i loro confini. La nuova generazione riconosce anche questo, e le cose stanno diventando ancora più chiare.

Tuttavia, allo stesso tempo, durante i quaranta anni, abbiamo sviluppato gradualmente la caratteristica dell’amore e della dazione tra noi, e abbiamo iniziato a scoprirvi il Creatore come fonte di questa caratteristica. Ne deriva che possiamo entrare nella Terra d’Israele solo con la fede al di sopra della ragione, il che significa con la caratteristica di dazione, la quale è esterna a noi.

Qual è allora il problema? Abbiamo dovuto sbagliare per scoprire e spiegare a noi stessi e alla nazione che cosa sta succedendo nella Terra di Israele, quali grandi forze ci sono, perché non possiamo superarli e perché siamo così distanti uno dall’altro e dal Creatore.

Pertanto, il peccato delle spie è necessario per capire fino a quanto non siamo parte di questo. L’uomo non può saltare da un livello a quello successivo senza la preparazione dei quaranta anni, prima di entrare nel modo corretto nella Terra di Israele. Tutti i problemi sono stati chiariti dalle spie e la rivelazione dell’atteggiamento negativo della nazione è naturale e non può essere altrimenti.

Lungo il cammino spirituale non ci sono errori. Il calcolo è realistico: quale Masach (Schermo) avete contro il vostro ego e se l’uno copre l’altro.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 06/05/2015

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Ai confini della Terra Promessa

Dr. Michael LaitmanLa Parshat Shelach parla di quello che accade all’uomo prima del suo ingresso nella Terra d’Israele, ovvero, prima della sua ascesa al successivo livello spirituale. A questo punto ci viene dato chiaramente l’esempio di quanto sia necessario proseguire con la fede al di sopra della ragione.

Il livello spirituale successivo che si rivela davanti all’uomo, è un mondo meraviglioso in una terra dove scorre latte e miele, nella quale è impossibile entrare.

C’è stato un tempo in cui gli abitanti dell’Unione Sovietica sognavano sul comunismo “Questo ci darà una buona vita! Saremo in grado di soddisfare tutti i nostri desideri e necessità, darà sfogo a tutte le nostre speranze, sogni e desideri!”. Tuttavia, hanno perso immediatamente l’interesse quando hanno capito che, con questo, sarebbe giunta l’uguaglianza, la preoccupazione per gli altri, la necessità di lavorare per tutti e di sentirsi felici per questo. È questa la felicità comunista? Riprendetevela!

Quando si parla di una terra nella quale scorre latte e miele, è quindi necessario comprendere che non si parla del latte e del miele di oggi, ma di valori completamente diversi per i quali devo creare un desiderio e una bramosia dentro di me.

Devono diventare particolarmente importanti per me, e allora entrerò veramente nello stato che mi soddisferà come il latte e il miele.

Questi valori mi sembrano adesso davvero terribili: lavorare per gli altri, essere preoccupato degli altri, pensare a loro ed essere preoccupato per tutti quanti. Dovrei riempire la mia vita con questo?

Oggi questo mi sembra l’inferno! Quindi, ho bisogno di cambiare me stesso in modo che i nuovi valori mi sembreranno il Giardino dell’Eden, e allora questa terra diventerà per me la Terra Promessa.

Domanda: Perché le persone sono contrarie a questo? Cosa c’è di male nel vivere per gli altri, pensare a loro e ad amarli?

Risposta: Non c’è niente di male in questo. In teoria, è fondamentalmente un sistema meraviglioso, uno stato meraviglioso, ma quando si tratta di metterlo in pratica, come è successo nel regime sovietico, nei Kibbutzim e in altre comunità simili, nulla è diventato concreto poiché il nostro ego è contrario a questo.

Non si può nemmeno pensare di lavorare per il bene degli altri. Per noi esiste solo la percezione di soddisfarci, e se pensiamo agli altri è solo riguardo al modo in cui possiamo soddisfarci attraverso loro.

Nel momento in cui l’uomo comincia a lavorare su questo, termina immediatamente l’aspetto romantico. La rivoluzione divora i suoi figli.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

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Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:36-38): “Ora gli uomini che Mosè aveva mandato a esplorare la Terra e che, tornati, hanno causato a tutta l’Assembla di mormorare contro di lui attraverso la diffusione di un [calunnioso] resoconto riguardo a questa Terra. Gli uomini che hanno diffuso il resoconto calunnioso sulla Terra, morirono colpiti da una piaga, davanti al Signore. Ma Giosuè figlio di Nun e Caleb figlio di Jefunneh, rimasero vivi tra gli uomini che erano andati ad esplorare la Terra”.

Giosuè e Caleb sono i desideri dentro di noi che possono ancora salire al di sopra della ragione, e che sono necessari per la connessione con la Terra d’Israele.

Dal momento che sono giusti, rimangono nella generazione come dei ricordi spirituali (Reshimo) di ciò che hanno visto nella terra promessa. Questo è il motivo per cui muore l’intera generazione del deserto, ad eccezione di quei due.

Come tutti gli altri, vagano nel deserto per quaranta anni. Ad ogni livello, è necessario attraversare una quarantina di gradini per salire alla caratteristica di Bina da Malchut, i quali hanno appena rivelato di essere incapaci di lavorare con l’egoismo. Dopo tutto, non possono attraversare i confini della Terra di Israele senza guadagnare la caratteristica di Bina.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.05.2015

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Il cammino verso lo stato di Yom Kippur

Dr. Michael LaitmanM. Weisman “Midrash Sefer”, “Acharei Mot”, “Il lavoro Santo durante Yom Kippur”: Che sia la Tua volontà, oh Signore, che questo anno sarà Benedetto con tanta pioggia, sole, ombra e rugiada; che questo sarà un anno di abbondanza, successo in quello che faccio, un anno in cui la Tua gente, la nazione di Israele non sarà dipendente da un’altra e non dominerà un’altra.

A prima vista questa preghiera sembra una preghiera normale: Dammi ciò di cui ho bisogno, di cui necessita il mio corpo materiale, di cui ha bisogno la nazione; fa che ci sia pace e abbondanza. Tuttavia, le preghiere che si fanno affinché il nostro ego stia comodo, non raggiungono il Creatore. Salgono a Lui solo le preghiere nelle quali innalziamo la nostra richiesta di correzione, e a questo ci riferiamo col ricevere tutti i benefici specificati in questa preghiera. Dopo tutto, la Luce si espande su di noi ed è pronta a riempirci completamente. La mucca vuole allattare ed ha abbondanza di latte, più che il vitello voglia succhiare.

Tuttavia, il punto è che noi non siamo pronti a ricevere la Luce abbondante. Quindi, quando chiediamo una cosa o un’altra nel mondo spirituale, nella qualità interiore, alludiamo alla correzione: “Dacci l’opportunità di costruire il Masach (Schermo) in modo da essere capaci di ricevere il riempimento che giunge attraverso la Luce Superiore per il Tuo bene”.

Yom Kippur non è la rivelazione del dare con l’intenzione di dare, ma del ricevere con l’intenzione di dare. Il riempimento del dare con l’intenzione di dare è rappresentato da Chanukah, e il ricevere con l’intenzione di dare è rappresentato da Purim. Per avvicinare lo stato di Yom Kippur dobbiamo mantenere tutte le condizioni che ci sono state date durante il dono della Torah, che vuol dire chiarire tutti i nostri 613 desideri e salire al livello del grande sacerdote.

Questo significa rivelare dentro di noi i desideri più bassi e ricevere su loro la Luce suprema e alzarli al livello del grande sacerdote, quando Malchut di Atzilut alza i suoi desideri a GAR di Atzilut a Arich Anpin. Questo stato è chiamato Yom Kippur e rappresenta la rivelazione di tutti i desideri che saranno rivelati in seguito e riceveranno il loro riempimento a Purim (Kippurim equivale a Purim).

Questo è un livello straordinario; la grande Luce Superiore comincia ad illuminare tutti i nostri desideri e splende nell’anima di tutti. Noi iniziamo a comprendere cosa dobbiamo farci.

Un tale lavoro serio è fatto sotto l’influenza della Luce Superiore nel gruppo, durante lo studio messo a fuoco dall’insegnante. Questa è la preparazione per il livello spirituale.

Nel complesso, non dobbiamo immaginare un certo giorno, un Tempio, una montagna o Gerusalemme. Queste sono tutte caratteristiche interiori dell’uomo, che lui dovrebbe raggiungere interiormente in questo modo, rivelarli e dominarli, e salire al livello del grande sacerdote.

La cosa principale è che tutte queste correzioni portano al punto di unione. Perciò è detto: “…un anno in cui la Tua gente, la nazione di Israele non sarà dipendente da un’altra e non dominerà un’altra”. È in questo punto di unione che si sente la connessione al Creatore. Solo con il conseguimento dell’unione cominciamo a sentire che “l’uno rivela l’Uno”.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 12.03.2014

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La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:13-16): “Mosè disse al Signore: Ma gli Egiziani hanno sentito che Tu hai portato questa nazione fuori dal loro seno con grande potenza. Diranno agli abitanti di questa terra che avevano sentito che Tu, oh Signore, sei in mezzo a questo popolo; che Tu, Signore, sei apparso a loro faccia a faccia e hai appoggiato una nuvola su di loro. E che Tu andavi davanti a loro con una colonna di nubi di giorno e con una colonna di fuoco di notte, e se Tu uccidi questa nazione come un sol uomo, le nazioni che hanno sentito parlare della Tua reputazione diranno quanto segue: ‘Dal momento che il Signore non ha avuto la capacità di portare questa nazione verso la Terra che Lui giurò loro, li ha massacrati nel deserto'”.

Mosè sembra dire al Creatore: “Potevi educare i tuoi figli in modo appropriato, se non con incentivi allora almeno con le punizioni. Che tipo di educatore sei se Tu punisci semplicemente i tuoi figli e li uccidi?”.

Mosè è il punto più interno del cuore dell’uomo, il posto in cui può essere in contatto con il Creatore. Quando ascende al livello successivo, dal livello di Bina al livello di Chochma, per esempio, subisce un cambiamento interiore. Egli deve dirlo! Non è che Mosè inizia a lamentarsi così improvvisamente: “Come osi comportarti in quel modo?!”. Nel complesso, le persone religiose temono tali pensieri: “E’ possibile pensare in questo modo del Creatore? Dio non voglia! Che ne sarà di me se penso in questo modo?”. D’altra parte, qui la situazione è opposta, dal momento che, dopo tutto, è la natura stessa ad essere stata creata dal Creatore, e ora si ribella contro di Lui dentro di noi, in modo da poter realmente capire che la nostra situazione attuale è opposta alla natura.

Questo significa che quando l’uomo ascende e si avvicina al Creatore, non ha paura di non essere d’accordo con Lui e di maledirLo, anche dal profondo della suo cuore. Lui è contento di questi cambiamenti perché, in realtà, indicano il suo vero stato superiore.

Quello che Mosè dice, quindi, indica che sta per completare il livello con cui ha guidato il popolo nel deserto per 40 anni. Lui ha cambiato l’attributo di ricezione in attributo di dazione, ed ora consegue le ultime correzioni del suo ego. Questo livello è come un missile che ha adempiuto alla sua funzione, si stacca e brucia nell’atmosfera.

Le lamentele di Mosè derivano dallo stato di fine della correzione, dopo aver completato il suo lavoro sul livello attuale. Il livello successivo è totalmente diverso e in questo livello esiste l’adempimento di ricevere con l’intenzione di dare.

È impossibile compiere la missione che il Creatore dà ora alle persone che hanno appena attraversato il deserto e Lo hanno raggiunto. Questa missione non può essere conseguita in questo modo poiché la fase successiva è quella di ricevere con l’intenzione di dare. Nella fase successiva, detta il passaggio della frontiera della Terra di Israele, i cambiamenti nella persona dall’esterno verso l’interno avvengono nei vasi completamente nuovi apparsi in lui, questo è un nuovo metodo di lavoro su se stessi ed è una nuova percezione del mondo. Questa non è solo la sensazione del mondo, ma l’inizio della realizzazione di come lui deve correggere il mondo. Fino ad allora, si è solo preparato ad entrare nella Terra di Israele e a conquistarla, il che significa sconfiggere tutte le nazioni dei giganti che ci vivono e raggiungere un livello tale per cui i frutti giganti che lui ha trasportato dovrebbero diventare luce, poiché può ricevere con l’intenzione di dare.

Pertanto, le lamentele di Mosè avvengono solo perché chiede al Creatore nuove competenze e nuove conoscenze. Egli vuole imparare una nuova correzione e vuole ricevere l’istruzione su come entrare in questa terra e conquistarla. All’interno dell’uomo deve esserci uno sconvolgimento estremo e deve trasformarsi in un uomo diverso.

Domanda: Questo significa che Mosè può lamentarsi con il Creatore?

Risposta: Il discorso tra Mosè e il Creatore è il riconoscimento completo di ciò che dovrebbe succedergli ora: “Ho bisogno di una trasformazione interiore e Tu devi farlo per me”. Se non si lamenta col Creatore per questo, significa che non è ancora pronto alla transizione. Pertanto, tutto ciò che Mosè dice, può sembrare un grave attacco al Creatore, ma in realtà Lui lo desidera. Questo significa che l’uomo comprende la grave trasformazione interiore che deve subire per poter iniziare a lavorare con il suo ego con l’intenzione di dare. Nessuno può immaginarselo.

Commento: Invece di non dire il nome di Dio invano e di non essere arrabbiati con Lui, ecc., tutto avviene esattamente al contrario.

Risposta: Non dobbiamo avere paura di nulla. Il Creatore è la caratteristica della bontà assoluta. Lui è inanimato e senza vita fino a quando tu Lo porti alla vita attraverso i tuoi sentimenti. Proprio come puoi essere arrabbiato come un vulcano che distrugge una determinata regione o puoi temere il sole, la luna o i terremoti quando attribuisci i tuoi sentimenti ad oggetti inanimati, puoi anche relazionarti al Creatore nella stessa maniera, alla caratteristica di dazione e amore assoluti. Non puoi dare in un modo o nell’altro, ma devi semplicemente cambiare te stesso.

Quando cambi te stesso, cambi la tua personale ricezione e quindi il Creatore ti sembra diverso. Ma in realtà, quello che sta cambiando sei tu! Tutta la Torah si basa sulla preghiera, che in ebraico deriva dalla parola radice che significa giudicare se stesso.

Preghiera significa auto-giudizio e chiedere che cosa ho bisogno di cambiare dentro di me per rivelare il Creatore come bene assoluto. Ovviamente, questo è il punto in cui finisce qui il lavoro di Mosè, tuttavia è la preparazione alla fase successiva.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

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Come possiamo superare L’Ego?

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14: 4-7): “E loro dissero l’uno all’altro: ‘Facciamoci un comandante, e torniamo in Egitto’. Allora Mosè e Aronne si prostrarono davanti a tutta l’Assemblea della comunità dei figli d’Israele. E Giosuè, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Jefunne, che erano andati a esplorare il paese, si stracciarono le loro vesti. E parlarono a tutta la comunità dei figli d’Israele, dicendo: ‘Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo’”.

Le spie che furono mandate a spiare la Terra di Israele, la attraversarono in lungo e in largo. Esplorarono il terreno su tutti i livelli, ovvero, tutti i vasi, tutti i cinque livelli di NRNHY, e scoprirono che è bene.

Dalla Torah (Numeri 14: 8-9): “Se il Signore trova delizia in noi, allora Egli ci condurrà in questo paese, e ce lo darà, un paese dove scorre latte e miele. Solo se non vi ribellate al Signore, non abbiate paura del popolo di quel paese; perché loro sono il pane per noi; la loro difesa è stata rimossa e il Signore è con noi; non temeteli”.

Le nazioni che vissero nella Terra di Israele sono i nostri desideri egoistici giganti. Quando l’uomo capisce di non poter superare i suoi impulsi e vede dentro di sé il suo rivale egoistico, si arrende semplicemente e lascia all’ego fare tutto ciò che vuole con lui; oppure può provare a fare qualcosa, ma non può superare l’ego e non ha il potere di farlo. Solo se si connette ad un gruppo, ad un ambiente, può ricevere forza da loro, e allora sarà in grado di superare questo ostacolo, esattamente come, per esempio, venti piccoli uomini possono superare un gigante.

Pertanto, quando Caleb e Giosuè dicono che il tempo dei desideri egoistici è finito e che se la nazione di Israele va di pari passo con il Creatore, intendendo con il Suo potere saranno in grado di asservire l’ego per distruggerlo e sottometterlo. In seguito, tutti gli ostacoli egoistici che loro vedono sotto forma di giganti lavoreranno correttamente.

Domanda: Cosa significa che “stracciarono le loro vesti?”

Risposta: Questo significa che tutti i precedenti Masachim (Schermi) esterni, la Luce che ritorna, tutti i vestiti che avevano, non sono adatti al nuovo livello. Adesso hanno bisogno di essere vestiti con una Luce di ritorno completamente diversa. Questo significa che devono cambiare i loro vestiti. Nel nostro mondo esiste l’usanza che quando muore qualcuno, i suoi parenti si strappano i vestiti al suo funerale. Vuol dire che sono in procinto di raggiungere un nuovo livello. Non è la persona a morire, ma il suo ego, e quindi lo seppelliamo. Questa è la ragione per cui piangiamo il morto per sette giorni lasciandolo a poco a poco, e una volta essere totalmente liberi del livello precedente, cambiamo i vestiti e iniziamo una nuova vita. I giorni del lutto, i sette giorni, i trenta giorni e l’anno simboleggiano le reincarnazioni, quando le stesse Reshimot (Geni Spirituali) ritornano e gradualmente li innalziamo fino alla fine della correzione.
[164.990]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 15.04.2015

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