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Zigzag lungo il percorso spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 21:4-6): “Partirono dal Monte Hor per la via del Mar Rosso, per girare intorno alla terra di Edom, e il popolo divenne impaziente a causa del viaggio. Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, “Perché ci avete portato fuori dall’Egitto per morire in questo deserto? Poiché non c’è né pane né acqua e siamo stanchi del pane cattivo”. Il Signore mandò contro il popolo i serpenti velenosi, questi morsero la gente e molti del popolo d’Israele morirono”.

Anche in questo caso vediamo la correzione successiva dei desideri egoistici iniziali. Alcuni di essi sono già stati corretti, diciamo, ai livelli della fase radice e ai livelli uno e due, mentre i livelli egoistici più profondi vengono corretti ora.

Domanda: Perché abbiamo bisogno di questi punti di svolta? Sembra che tutto vada bene e all’improvviso la gente si lamenta di nuovo!

Risposta: La correzione viene realizzata seguendo le stesse regole dello slalom: segui un percorso fino alla fine ma sempre zigzagando, non puoi andare dritto. Quando un atleta scia giù per la montagna deve fare zigzag altrimenti volerebbe giù dalla montagna. La stessa cosa avviene se scala una montagna. Questo è il motivo per cui tutto ciò che abbiamo visto ora si ripete sempre ma ad un livello diverso. Inoltre, se prima sembrava che stessimo compiendo buone azioni e quindi avanzando, ora scopriamo di aver fatto delle azioni sbagliate e dobbiamo correggerle.

Prendiamo ad esempio un uomo che ha studiato la Kabbalah e ha scritto dei libri su questo, non ha importanza come lo si guardi, non è ancora corretto ed è il suo ego che sta parlando in lui. Ricordo le pene che ho sofferto quando ho scritto e riscritto più e più volte i miei primi libri. Non potete immaginare quanto sia gratificante per l’uomo, lo accende e lo fa sentire soddisfatto aspettando questa dazione e questa ricezione. Da una parte compie un lavoro, ma quando si eleva deve correggere tutto dopo. Questo significa che tu ascendi verso l’alto, cioè sali ma devi correggere questi zigzag!

Questa è la vita. Non si può dire all’uomo che sarebbe stato meglio se non avesse fatto nulla. Questo rende il percorso più lungo. Guardando la cosa dall’esterno, vedi che è il destino, non c’è nulla da fare a proposito: l’uomo percorre la sua strada prefissata che ha un inizio e una fine, non può evitare tali zigzag.

In questo ambito il nostro ego aumenta e poi dobbiamo correggerlo facendo grandi sforzi. Questo è un grande lavoro aggiuntivo che dura anni, ma nello stesso tempo stiamo ampliando la correzione dell’ego, incluso tutto ciò che facciamo nel nostro egoismo, che lo aumenta.
In realtà, è da questi zigzag che viene attuata la correzione.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 01/07/15

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Crescere fin quando sveleremo il segreto

Dr. Michael LaitmanCi troviamo ad un livello della nostra evoluzione in cui il vero significato della Torah ci è nascosto. Quando si parla dei segreti della Torah, non dobbiamo dimenticare che il vero segreto è che impossibile condividerlo con gli altri perché un’altra persona non può percepire ciò che voi scoprite.

È come, per esempio, spiegare ad un bambino piccolo un concetto molto complesso o un apparecchio segretissimo, mostrandogli disegni e tabelle, tuttavia, per lui resta sempre un mistero. Per la rivelazione di un segreto è necessario prepararsi.

Pertanto, possiamo solo sollevare leggermente il velo che nasconde il segreto, per mostrare che si trova lì per far capire all’uomo la Torah; essa non è una raccolta di storie. Da qui in avanti dipende tutto dall’uomo.

È come se aprissimo un po’ la porta dicendo: “Guardate, questo è il livello successivo, qui è dove si trova il prossimo mondo, l’ingresso della dimensione superiore. Potete anche salire lassù, guardare, ascoltare, capire, studiare ed esplorare, esistendo lì mentre vivete nel nostro mondo. Niente vi limita tranne voi stessi. Potete espandere la vostra realizzazione, la percezione, la conoscenza, le vostre impressioni e i vostri sensi al punto che essi includeranno tutto l’infinito. Ma spetta a voi! Fate degli sforzi e avrete successo”.

Il punto principale è che l’uomo deve vedere il mistero non come qualcosa che gli è nascosto, ma che lui non è cresciuto abbastanza per raggiungerlo. Se compie degli sforzi, il segreto diventa realtà. Questo non è protetto in nessun modo se non dalla mente limitata dell’uomo e dalla sua sensazione interiore.
Quando la nebbia svanisce, l’uomo scopre un enorme campo di attività, l’infinito.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 29/06/2015

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Il serpente di ottone: simbolo di idolatria

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 21: 7-9): “E il popolo venne a Mosè e disse: ‘Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti’.

E Mosè pregò per il popolo.

E il Signore disse a Mosè: ‘Fatti un serpente ardente e mettilo su un’asta; e avverrà, che chiunque sarà morso, quando lo vedrà, vivrà’.

Mosè allora fece un serpente di ottone e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di ottone, viveva”.

Il serpente di ottone è il simbolo di ciò che è raffigurato all’uomo dal suo idolo egoista. La Torah sembra dirci di renderci conto “guarda, è semplicemente fatto in ottone, perché ti inchini a lui?”. Perciò, se tu adesso “vedi il serpente”, significa che lo senti dentro di te a quel livello, ti guarisce.

Dalla sua altezza, dall’altezza di Bina, Mosè fa un serpente nel livello della natura inanimata in quanto realmente è così, e non come viene raffigurato all’uomo. Noi pensiamo che questo serpente rappresenti l’infinito piacere che si può sentire sulla terra, nel nostro mondo e nel mondo spirituale, ovunque. Questo significa che, al posto del Creatore, vediamo un serpente.

Il serpente di Mosè sembra dire che l’ego è solo un idolo. E così, chiunque lo vede in quanto natura inanimata che si trova su un palo, guarisce immediatamente, dal momento che si rende conto che non vi è alcuna ragione di pregare un idolo.

Domanda: Cosa significa “mettilo su un’asta”?

Risposta: Significa che anche in forma di natura inanimata, il serpente è sostenuto solo grazie al palo che simboleggia la fede. Il serpente è fondamentalmente la forza di movimento dell’uomo. Avanziamo con essa poiché, se l’ego sparisse, rimarremmo al livello zero.

Commento: Ma fino ad ora Mosè è andato avanti con un bastone, senza il serpente …

Risposta: È così perché il bastone al livello di Mosè è Bina. Se il serpente si siede sopra Bina, vediamo che si trasforma in un pezzo di ottone con cui l’uomo può fare un idolo, ovvero, il nulla! In altre parole, se guardiamo al nostro ego attraverso il punto nel cuore, cominciamo a renderci conto che non vale la pena spendere tutta la nostra vita per questo.

Si possono scrivere romanzi interi riguardo al serpente, poiché è il nostro sofisticato ego, una bestia astuta vicina all’uomo. In tutti i racconti popolari appare sempre come il male, una figura astuta e causa di allarme. L’uomo ha una paura istintiva dei serpenti e, nello stesso modo, non ha paura di nulla che nasca dalle radici spirituali dell’ego.

Possiamo usare l’ego in due modi: da un lato, il veleno del serpente è un medicinale da cui dipende la salute dell’uomo e dall’altra parte è la morte. Non tutti i veleni sono una medicina.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 01.07.2015

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La Torah per tutti i tempi

Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torah fu scritta per il suo tempo. La gente che la lesse in quel periodo capì di cosa parla?

Risposta: La Torah  fu scritta per tutti i tempi, ma quando fu scritta, le persone erano al suo livello e quindi le istruzioni della Torah furono attuate senza alcun problema. Pertanto, ascesero da un livello all’altro.

In altre parole, ciò che riteniamo essere stato un viaggio di 40 anni nel deserto è un’ascesa da Malchut a Bina, un test importante per il popolo, che riuscì a superare. Pertanto, Mosè scrisse tutto per loro e loro lo elaborarono. Scrisse e compilò la Torah secondo il conseguimento dei livelli che avevano attraversato.
Pertanto, tutti gli eventi descritti nella Torah fino all’entrata nella Terra di Israele, sono i livelli del conseguimento.

Tuttavia, non dovete pensare che chi entrò nella Terra d’Israele si trovasse in un livello superiore rispetto a Mosè, anche se sembra così, era semplicemente un certo livello.

È proprio come nel nostro mondo in cui gli esperti sono divisi in base alla propria professione e a quanto conoscono, in base al proprio conseguimento, nonché il proprio posto, come lo studente di dottorato, il medico, il docente universitario e il professore. Qui è la stessa cosa.

Non c’è un profeta più grande di Mosè, e nessuno ha parlato con il Creatore faccia a faccia come fece lui.

Commento: Però Mosè non ha partecipato alla costruzione del Tempio.

Risposta: Non importa. Tutto ciò che è descritto nella Torah dopo, è compiuto come correzione del livello successivo che non è ancora perfetto. Esso subisce lo stato di ascesa al mondo di Atzilut e solo nel nostro tempo nel quale iniziamo a prendere confidenza e a percepire i livelli di ascesa, ha luogo l’ascesa al mondo di Atzilut per discendere in seguito.

Questo significa che la nostra ascesa è il giusto proseguimento del percorso di Mosè nel deserto (nell’ascesa a Bina). Quando ora noi saliamo a Bina, dobbiamo subire gli stessi stati incluso l’esilio d’Egitto e Babilonia. Quindi, c’è ancora un sacco di lavoro duro davanti a noi, ma lo subiremo già per la terza volta.
Dopo la prima salita c’è stata la distruzione del primo Tempio, dei primi quattro livelli chiamati i re di HGT (Daat, Hesed, Ghevura e Tifferet).

In seguito fu costruito il secondo Tempio, il che significa la salita dalla distruzione, i re della TNHY (la parte inferiore di Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut). Adesso c’è la salita per la costruzione del terzo Tempio e la discesa dal livello di Atzilut al livello del nostro mondo.

Perciò si dice che il terzo Tempio comprenda i due Templi precedenti. Questo significa che tutto ciò che ascese e fu distrutto a causa sua viene preso in considerazione durante la correzione del terzo Tempio, il che significa nei nostri desideri, caratteristiche ed intenzioni. Furono distrutti a questo scopo e quindi noi abbiamo potuto creare il giusto collegamento dai loro frammenti.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 29/06/2015

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Allontanatevi dalla dimora di Korach

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 16:23-25): Il Signore parlò a Mosè e disse “Parla alla moltitudine e dille ‘Allontanatevi dalla dimora di Korach, Dathan e Abiram’”. Mosè si alzò e andò presso Dathan e Abiram e gli anziani di Israele lo seguirono.

Il Creatore apparentemente richiama la moltitudine e dice: Lasciate stare Korach e Abiram! Ora siete voi coloro che possono partecipare alla correzione del nuovo livello e non loro! Loro devono morire in questo livello, cioè devono astenersi dall’usarlo e dal portarlo a compimento, mentre noi procederemo.

Questo fenomeno si verifica molte volte nel corso della vita, specialmente tra le persone quando il momento della misericordia non ha efficacia se esse agiscono contro i principi più importanti. Ma Korach non ha scelta. È un desiderio egoistico che vuole essere corretto, mentre Mosè è separato da lui perché è un livello di assoluta purezza.

In questo modo ci viene mostrato che ci sono livelli nei quali far morire i desideri equivale alla loro totale correzione. Solo allora essi nascono e possono ascendere, poiché il loro Masach (Schermo) appartiene alla Bina pura. La correzione di Korach è già il livello successivo: Bina più Malchut che agiscono con l’intenzione per la dazione. Quindi, quando Korach inizia a correggersi, si innalza ad un livello più elevato di Mosè. Mosè agisce solo fino ai confini della Terra di Israele e dopo c’è già il livello successivo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 20.05.2015

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Una lotta ideologica

Dr. Michael LaitmanSe guardiamo la narrazione della Torah da una prospettiva storica, ci rivela un’immagine molto interessante.Il campo delle persone sparse nel deserto era di per sé una grande città con diversi milioni di persone. Vi lavoravano artigiani, fabbri e orafi.

Gli uomini avevano piantato davvero le radici visto che il passaggio da un posto all’altro era durato molti anni. Il campo delle persone non si mosse dal suo posto finché non si mosse la nuvola. Solo allora si spostarono di 10-20 km in avanti e si fermavano di nuovo a tempo indeterminato. Pertanto, la Torah descrive allegoricamente una società in movimento in cui gli uomini stabilivano e avanzavano verso un obiettivo.

Tra l’altro, durante il comunismo, vollero creare l’immagine illusoria di un futuro luminoso; era chiaro che gli uomini si stessero muovendo in questo senso. Ma com’era possibile raggiungerlo? Vediamo quindi diverse forze in conflitto. La lotta comunque, non era per il potere ma per l’ideologia: attraverso quali mezzi si può camminare verso la meta nel modo più efficace?

Domanda: Korach non era in lotta per il potere?

Risposta: No, tutto questo parla del popolo santo legato solo alla dazione e all’amore, altrimenti non sarebbe stato scritto nella Torah.

Tutti i personaggi ai quali si riferisce la Torah danno forma al desiderio che anela una sola cosa: essere nello stato di movimento verso la dazione e l’amore, verso la connessione completa e reciproca. Dunque, Korach sosteneva francamente che fosse possibile saltare oltre il livello successivo e aderire al Creatore più rapidamente con una perdita e con degli investimenti minimi.

Tutto ciò che accadde in quei quarant’anni, avvenne per il desiderio di fare il bene, per aumentare l’amore. Alla fine, però, tutti gli sforzi furono diretti contro Mosè, indipendentemente dal fatto che volessero aiutarlo o meno. Ma non fu una lotta di potere come siamo abituati nella nostra vita, e quindi percepiamo la storia in questo modo.

La Torah descrive tutto solo con il linguaggio fisico, ma è necessario capire che gli uomini che si muovono attraverso il Sinai significa che stavano scoprendo il Creatore e stavano cominciando a ricevere la Luce Superiore della correzione, l’Ohr Makif (Luce Circostante); loro non si riferivano più all’egoismo perché ne erano al di sopra, come su un hovercraft, per cui i loro calcoli non erano affatto egoistici.

Cosa significa che “la terra li inghiottì”, “furono bruciati” e tutto il resto? Queste furono le operazioni effettuate sull’egoismo che si era rivelato improvvisamente in loro e che aveva bisogno di correzione. “Coperto dalla terra” è già la sua correzione.

Pertanto, la morte, la lebbra e altre cose del genere non erano vari tipi di processi fisici ma il lavoro sull’ego. Cominciamo a lavorare con le nuove condizioni esterne quando si rivelano. Non può essere altrimenti.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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L’ampio spazio aperto ove esiste l’anima

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa trasferire i vestiti di padre in figlio?

Risposta: Vestire (Levush) si riferisce alla correzione del corpo, e il corpo è l’egoismo.

Gli animali non hanno bisogno di correzione e sono chiamati angeli, il che significa che sono stati creati al solo scopo di compiere la loro missione. L’uomo è diverso dagli animali e non può vivere senza vestiti.

I vestiti del grande sacerdote includono la cintura, la camicia, i pantaloni, il cappello, l’abito, il gilet, la corazza ed il copricapo. Il resto indossava abiti simili ma meno decorati.

L’uomo viveva in una tenda fatta di pelli di animali. La tenda è l’ambiente migliore per l’uomo. Adiacente alla tenda c’era una sezione del cortile che era stata misurata fuori da una certa fascia, recintata dal cortile.

I cortili erano connessi a formare una città e la città era circondata dalle mura. Venivano misurati settanta cubiti dalle mura, la zona che circondava la città, e poi erano misurati altri 2.000 cubiti. Tutto questo simboleggia gli ampi spazi aperti ove esiste l’anima.

La stessa cosa la vediamo anche per quanto riguarda i vestiti del corpo. Vediamo quanti capi possono esserci sopra la nostra anima, che è parallela al nostro modo di vestire e gestire la nostra vita in questo mondo. Anche se non abbiamo niente, esistiamo istintivamente in questo spazio complesso.

Abbiamo bisogno di questo spazio poiché lo spazio interno dell’uomo richiede che tutto sia organizzato appositamente in questo modo: una casa, un giardino o un cortile che circondi la casa, una strada, un quartiere, una città, ecc. L’uomo ha bisogno di tutto, e anche se costruisse qualcosa di totalmente diverso da questi contesti, apporterebbe le modifiche in un secondo momento.

Questo riflette la necessità interiore dell’anima di organizzare il mondo materiale secondo lo stesso sistema.

Domanda: Che cosa significa tutto questo per il mio modo di ottenere la caratteristica della dazione?

Risposta: Io avanzo grazie al fatto di organizzare i miei desideri correttamente (internamente, esteriormente, e più esteriormente), e che li correggo secondo queste misurazioni (requisiti).

Domanda: Cos’è più facile da correggere, i vestiti che sono più vicini al corpo (i desideri interiori) o quelli che ne sono più lontani (i desideri esteriori)?

Risposta: Sia questi desideri che gli altri vengono corretti contemporaneamente, perché più si esce da se stessi, più si deve penetrare profondamente in se stesso. Nel nostro mondo avviene anche la stessa cosa, più l’uomo è interiore, più deve vedere e uscire da se stesso, nel senso che deve pensare sempre di più al mondo.

È impossibile solo scavare dentro se stessi e dimenticare completamente l’ambiente. Al contrario, se tu desideri uscire nel mondo, allo stesso modo devi innalzare te stesso.

Domanda: Che cosa significa trasferire i tuoi vestiti?

Risposta: I vestiti simboleggiano la correzione dell’anima, e così il padre passa le sue correzioni al figlio, dal momento che il figlio è il suo seguito, il livello successivo. Nel mondo corporeo pertanto, è consuetudine passare i vestiti di padre in figlio.

L’unica limitazione sono le scarpe, perché le scarpe sono l’ultimo livello, la partizione tra il cielo e la terra.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 29/06/2015

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Le leggi che si originano dalla Torah

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 19: 4-5): “Eleazar il Cohen prenda del suo sangue col dito e spruzzi del sangue sette volte in direzione della facciata anteriore della tenda di convegno. Si abbruci la vacca davanti ai suoi occhi; la pelle, la carne, il sangue, oltre alle feci”.

Tutto ciò che la Torah ci racconta sembra uno spettacolo barbaro che ha luogo sui gradini del mondo spirituale, non nel mondo materiale. La Torah ci dice, in termini materiali, ciò che accade nelle nostre caratteristiche, dentro di noi e tra di noi.

È molto difficile esprimere i sentimenti utilizzando il linguaggio del nostro mondo poiché ci sono molte interpretazioni della Torah. Dopo tutto, loro non ci danno la giusta immagine. Queste interpretazioni hanno ancora bisogno di interpretazioni, in quanto i grandi Kabbalisti che hanno raggiunto i mondi spirituali hanno descritto le azioni spirituali come se si svolgessero nel nostro mondo.

Nel complesso, si tratta del fatto che ogni uomo deve trovare il punto del sacerdote (Cohen) dentro lui e determinare in che modo possa aiutarlo a correggere la combinazione di Bina (la caratteristica della dazione) e Malchut (la caratteristica della ricezione).

La Torah è scritta per ciascuno di noi. Il sacerdote, i Leviti e Israele sono in un solo uomo ed egli deve eseguire queste azioni su diversi livelli dell’ascesa spirituale.

Ne risulta che io trovo il sacerdote, la caratteristica direttamente collegata alla forza dell’amore e della dazione. Estraggo la “vacca rossa” dai miei desideri interiori, ed ho bisogno di macellarla e scuoiarla, ovvero, prendere da lei i desideri non corretti chiamati sangue, per poi spargerli sul tabernacolo, che è il vaso in cui io ricevo la rivelazione del Creatore.

La vacca simboleggia la connessione tra Bina e Malchut.

Domanda: Perché devo spargere il sangue sul tabernacolo per sette volte?

Risposta: Perché queste sono le sette Sefirot: Hesed, Gevura, Tiferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut. Quindi, tutto nel mondo fisico è diviso in sette, come i 7 giorni della settimana, per esempio.

Esiste anche la divisione in sessanta, come 60 minuti o secondi che si originano anch’essi dalla Torah, dal momento che Zeir Anpin comprende sei Sefirot (Hesed, Gevura, Tiferet, Netzhach, Hod, Yesod), e ciascuna di esse è costituita da 10 livelli. Sei volte 10 è 60, e così 60 azioni in Zeir Anpin equivalgono ad una dazione fino a Malchut.

Inoltre, nel mondo materiale vi è anche la divisione in 12, che deriva dal concetto delle 12 tribù. Si tratta di quattro livelli (Chochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut) in ognuna delle quali ci sono tre linee. Pertanto, tutte le principali divisioni nel nostro mondo si sono originate dalla Torah.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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La caratteristica della dazione: la Forza che ravviva tutto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20: 2-6): “E non c’era acqua per la comunità; e si radunarono insieme contro Mosè e contro Aronne. E il popolo si arrabbiò con Mosè, e parlavano dicendo: ‘Fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore!

E perché avete portato l’assemblea del Signore in questo deserto, per morire qui, noi e il nostro bestiame? E perché ci avete fatto uscire fuori dall’Egitto per condurci in questo luogo malvagio? Non è un posto per seminare fichi o vigne o melograni; né vi è acqua da bere’. E Mosè e Aronne andarono via dalla presenza dell’assemblea fino alla porta della tenda di convegno, e caddero con la faccia a terra; e la gloria del Signore apparve in loro”.

La terra simboleggia la nazione e l’acqua è la caratteristica di Bina, la forza ravvivante senza la quale la terra è polvere e cenere.

Il popolo cominciò a lamentarsi e a brontolare ancora una volta di non avere la caratteristica della dazione e la fonte da cui poter ricevere la forza che ridia loro la vita.

Il popolo chiede acqua (dazione), ma da dove arriverà se non la ottengono da soli? Il risveglio spirituale avviene solo sotto l’influenza della caratteristica di Bina.

Questa è la ragione per cui i figli di Israele ricordano l’Egitto, perché lì avrebbero potuto almeno lavorare con l’intenzione di ricevere per loro stessi. Qui, invece, hanno bisogno di ricevere l’intenzione di dare, il che significa che non è rimasto loro nulla. Ed è una morte secca.
[170.238]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Attraversare Edom

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20:14, 20:17 – 20:18, 20:21): “Mosè mandò gli ambasciatori da Kadesh al re di Edom a dirgli:

“Così dice tuo fratello Israele, Tu conosci tutti i travagli che ci hanno colpito”.

“’Ti preghiamo di farci passare per il tuo paese; noi non passeremo per i campi o i vigneti, né berremo l’acqua dei pozzi. Cammineremo lungo la strada maestra e non volteremo né a destra né a sinistra fin quando non avremo oltrepassato il tuo confine’”.

“Edom gli rispose: ‘Non passerai il mio paese, altrimenti uscirò contro di te con la spada!’.

“Edom si rifiutò di permettere ad Israele di attraversare il suo territorio; così Israele si allontanò da lui”.

Edom è la caratteristica dell’egoismo inflessibile. “Israele che attraversa” sta per la connessione ad esso.

Le Colline di Edom si trovano nel territorio della moderna Giordania e si possono vedere facilmente da Israele. Esse rappresentano il passaggio alla Terra di Israele che non si può raggiungere in altro modo.

Il popolo d’Israele fu per quarant’anni nel deserto ad acquisire le caratteristiche di Bina. Il loro infinito vagare nel deserto rappresenta le combinazioni spirituali di Malchut e Bina che mostrano come prepararsi ad entrare nella Terra di Israele (Malchut) e come prenderne possesso con la nuova acquisizione della caratteristica di dazione.

Gli Ebrei possono entrare nella terra promessa solo dopo che questo accade. Tuttavia, non è ancora la Terra d’Israele poiché è sotto il dominio di sette nazioni. Questo è il momento in cui inizia la conquista vera e propria, trasformando la terra con le caratteristiche di Bina.

Questo spiega perché l’attraversamento di Edom sia in realtà la transizione da Malchut a Bina. Tuttavia, non è permesso loro di farlo perché è l’ultima caratteristica egoistica prima di entrare nella Terra di Israele, la quale deve essere superata con forza. Sette nazioni egoistiche aspettano gli Ebrei nella terra di Israele, sette enormi forze impure: Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut. Anche loro devono essere conquistate e corrette.

Questo è il motivo per cui il re di Edom li respinge, in modo che si preparino all’ultimo viaggio, si uniscano e riconoscano che senza il Creatore non possono sopravvivere. Il passaggio è la conquista di noi stessi, la nostra vittoria sull’egoismo.
[170316]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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