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Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
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Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

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Lo stipendio Spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando sei malato, continui a fare lezioni per tre ore. Come fai? Io quando ho la febbre sto a casa e non vado a lezione.

Risposta: E vai a lavorare?

Commento: Quando ho la febbre alta non posso muovermi.

Risposta: E nel caso in cui potresti essere licenziato dal lavoro e la tua famiglia rimarrebbe senza mezzi di sussistenza? Prova a vedere questo nella tua domanda: come potresti stare a casa?

Io chiedo la stessa cosa. Vado al lavoro e ricevo uno stipendio, però è spirituale. Sono pagato con la possibilità di dare e quindi mi alzo per la lezione. Dopo tutto, l’uomo calcola semplicemente ciò che è più importante per lui e agisce di conseguenza.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 20/02/2014, Baal HaSulam, “Introduzione a Il Libro dello Zohar”

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La cosa essenziale è attendere la Rivelazione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho una domanda e vorrei capirla espressamente col mio intelletto e non attraverso emozioni, sentimenti, ma proprio col mio intelletto. Lei ha detto che mentre leggiamo Il Libro de Lo Zohar dobbiamo prenderlo come una cura, un infuso, una medicina, senza collegamento al fatto che vogliamo o no comprendere Il Libro.

Tuttavia, ne provo il desiderio. Avverto sempre una qualche mancanza se non leggo questo libro almeno una volta al giorno. Qualcosa mi spinge verso il testo. Vorrei capire intellettualmente che tipo di attrazione è questa.

Come si riflette sull’intenzione se i testi semplicemente mi interessano? Talvolta mi proibisco perfino di ascoltare la lettura de Lo Zohar e, di proposito, ascolto un’altra parte della lezione. È corretto farlo?

Risposta: Ascolta quello che vuoi e non limitarti. La cosa essenziale non è fare un errore ma attendere in modo che la Luce Superiore, la Luce Circostante, completi la sua azione, la sua dazione e in seguito scoprire i suoi risultati: il tuo chiarimento della rivelazione del mondo superiore e del Creatore.
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Quando apriamo il libro dello Zohar

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando iniziamo a leggere Il Libro dello Zohar perché lei spesso chiede: “Avete qualcosa da chiedere al Creatore?”

Risposta: Certo, altrimenti per quale motivo avete Il Libro dello Zohar? In fin dei conti, perché lo aprite? Per scoprire la verità. La verità viene rivelata solo se risvegliate la linea di destra, che è l’amore. Quando voi la risvegliate, dovete capire, percepire e scoprire che di fatto non vi è amore dentro di voi ma solo odio. E per di più si tratta di un odio tale che non siete in grado di sedere vicino ai vostri amici.

Per non rimanere indifferenti gli uni verso gli altri è necessario chiedere che il Creatore ci riveli tutto questo: l’amore, l’odio, la reciproca collaborazione ed i conflitti tra noi. Ci manca il terzo fattore, cioè rivolgerci (al Creatore ndt) e chiedere! Il Creatore è una forza, una condizione ed un sistema che richiede sempre di rivolgersi a Lui. Finché non si manifesta, dovete fare un gran lavoro. Non possiamo ovviare a questo, dato che è impossibile saltare i livelli.

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Tratto dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno”, 06/05/2015

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La Saggezza della Kabbalah non è una religione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sta ricevendo un sacco di critiche sulla sua posizione per cui la Kabbalah non è una religione e non ha alcun collegamento al giudaismo. La prego di spiegarci perché i grandi Kabbalisti che sono vissuti nei nostri tempi come Baal HaSulam e Rabash che erano ebrei ortodossi, non abbiano mai detto che Dio è solo natura e non una personalità.

Risposta: Baal HaSulam lo ha spiegato nel modo migliore nel suo articolo L’Essenza della religione ed il suo scopo“. Ne sappiamo ancora di più da Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto) riguardo alla Saggezza della Kabbalah per le persone che non sono ebree. Tutta la Saggezza della Kabbalah parla dello sviluppo dell’amore per gli altri, e la religione parla della realizzazione delle Mitzvot (Precetti) materiali.

La definizione di Saggezza della Kabbalah è: il sistema per rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. La religione non aspira a raggiungere lo stesso obiettivo della Kabbalah (la rivelazione del Creatore attraverso l’amore degli altri). Quindi non è la stessa cosa.

Pertanto, la sua proposta che Dio è semplicemente una personalità mi fa domandare se forse non siate solo un adoratore di idoli.
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La saggezza dell’essenza della vita

Dr. Michael LaitmanLa saggezza della Kabbalah è stata celata per duemila anni dal momento della stesura del Libro dello Zohar. Il popolo di Israele è andato in esilio, poi è caduto dall’altezza spirituale dell’amore per gli altri all’odio infondato che si chiama la distruzione del Beit HaMikdash (il Primo Tempio).

Così, la saggezza della Kabbalah fu celata e rimase solo il giudaismo tradizionale, conosciuto da tutti fino ad oggi.

La saggezza della Kabbalah doveva essere nascosta dal quel momento fino al nostro tempo. E nel ventesimo secolo arrivò il gigante Kabbalista Rav Yehudah Ashlag che scrisse i libri Kabbalistici attraverso i quali possiamo risvegliare noi stessi per imparare, cominciare a studiare, per sapere, per capire, per sentire e per scoprire il vero mondo in cui viviamo. In principio, il nostro mondo e’ solo una sfera minuta all’interno di un vasto mondo che non sentiamo. La fisica moderna spiega che c’è una realtà al di là del nostro mondo, ma è incapace di trovarla.

Dopo tutto, allo scopo di rivelare il mondo spirituale che gestisce il nostro mondo, abbiamo bisogno di strumenti diversi che otteniamo solo attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah.

Rav Yehudah Ashlag ha scritto libri con il cui aiuto possiamo cominciare a imparare e scoprire in quale mondo siamo, per che cosa stiamo vivendo, e qual è lo scopo della nostra vita. Lui ha scritto un commentario sul Libro dello Zohar, grazie al quale possiamo comprendere questo libro; lui ha scritto tanti articoli e sei volumi dello Studio delle dieci Sefirot, il più grande libro di testo sulla saggezza della Kabbalah che esiste oggi.

Studiando le fonti di questi libri, possiamo capire qual è il significato delle nostre vite, in quale tipo di realtà viviamo, in quale tipo di processo di sviluppo ci troviamo, chi ci gestisce, e come possiamo diventare persone libere in modo da poter ottenere la libertà di scelta. La saggezza della Kabbalah permette di elevarsi oltre la morte e oltre questo mondo terreno. Tutto questo è nelle nostre mani.

Rabbi Yehudah Ashlag ha definito la saggezza della Kabbalah nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza” in questo modo: Cos’ è la saggezza della Kabbalah? Nel complesso, la saggezza della Kabbalah concerne la rivelazione della Divinità, disposta nel suo percorso in tutti i suoi aspetti–quelli che sono emersi nel mondo e quelli che sono destinati ad essere rivelati, e in tutte le maniere che può sempre apparire nei mondi, fino alla fine del tempo.”

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Dal programma radiofonico Israeliano 103FM, 07.06.2015

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Non si può prendere una vacanza da se stessi

Dr. Michael LaitmanIl metodo della Kabbalah ci permette davvero di realizzare uno sviluppo armonioso, uno stato di equilibrio. Con il suo aiuto, troviamo felicità, non abbassando noi stessi dal livello umano al livello animale come durante una vacanza.

Abitualmente una persona va in vacanza per non pensare a nulla, per staccarsi dalla routine quotidiana, cioè, separarsi dalla società umana con i suoi problemi.

Egli non si preoccupa di cibo o cose della famiglia – solo di quello che porta piacere al suo corpo fisico: prendere il sole sulla spiaggia, va a nuotare nel mare, poi fa una bella cena, dopo cena un pisolino, in serata va in qualche locale a bere un caffè a parlare, bere birra o vino, ballare – tutto è tranquillo, sereno. Il giorno successivo è la stessa cosa; una persona si abbassa al livello di un animale.

In questo modo non avanza da nessuna parte, ma agisce solo per beneficiare il suo corpo con comode sensazioni corporee. Nient’altro che questo lo riguarda. Questo è lo stesso livello di quello di un gatto che si crogiola al sole e si comporta nello stesso modo.

Questo è buono per rilassarsi, se una persona è in grado di farlo. Però ci stiamo avvicinando a tali forme di sviluppo del mondo dove una persona non può più essere soddisfatta con questo.

D’altra parte, la vita diventerà così difficile che non saremo in grado di permetterci di andare in vacanza. La crisi si intensificherà. I tempi in cui le persone hanno preso del tempo libero e girato il mondo finirà. Tutti gli alberghi intorno al mondo saranno vuoti.

Il processo di evoluzione, che è controllato da una forza egoistica, ci porterà alla piena realizzazione del male. Vedremo che siamo in balia delle forze del male e che non possiamo fare nulla. Abbiamo tutto il potenziale per cambiare questo mondo in un paradiso, ma c’è un sovrano malvagio che non ci fa vivere felicemente.

Alberghi e spiagge diventeranno vuoti. Tutto sembra essere organizzato per il nostro piacere, ma non saremo in grado di godere di questo. Così, diventeremo consapevoli della necessità di rivelare la forza positiva, che possa equilibrare il male.

In tutto il mondo ci saranno tensioni crescenti, conflitti fra paesi, scontri, rivoluzioni, omicidi, la violenza e il terrore. Il globo si scuoterà così tanto quasi come impazzito. Perché abbiamo bisogno di tutto questo, per che cosa? Nessuno avrà una risposta. La forza del male regnerà su di noi in ogni cosa.

Gradualmente, ci renderemo conto che dobbiamo rivelare la forza positiva. Per questo, avremo bisogno della saggezza della Kabbalah che permette al Creatore di essere rivelato dagli esseri creati di questo mondo. Non saremo in grado di ottenere questo risultato senza di essa.

Nel frattempo, la gestione superiore ci nasconde la forza del bene e rivela maggiormente la forza del male, egoistica. Questo continuerà fino a quando domanderemo di rivelare la forza del bene. Poi la gente sarà attirata verso la Kabbalah e ne sentirà il bisogno. la pazienza e la voglia di cogliere questa scienza perché senza di essa la nostra vita diventa peggiore della morte.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 18.12.2014

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Che cosa c’è oltre le stelle?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Hai mai pensato che ti saresti impegnato nella saggezza della Kabbalah? Quando hai cominciato a pensare a questo?

Risposta: Io penso che sapevo di aver bisogno di conoscere che cosa c’era oltre le stelle già da quando avevo sette o otto anni. Gli immensi cieli di notte mi hanno sempre affascinato. Quando ero bambino, andavo spesso fuori e guardavo il cielo di notte. Non capivo dove mi trovavo, quello che ero, che cos’era tutto questo, e perché le stelle brillavano così misteriosamente.

A quel tempo, ho pensato che avesse a che fare con l’astronomia. Sono stato attratto da essa fino a quando mi sono reso conto che l’astronomia non è altro che una serie di calcoli meccanici, e quindi ho perso l’interesse.

A quel tempo non sapevo che cos’era la saggezza della Kabbalah e non immaginavo che avrei trovato la soluzione e il senso della vita in essa. Ma questo era sempre stato il mio desiderio. Più tardi, quando ho studiato la saggezza della Kabbalah, mi sono reso conto che era la Reshimo (Reminiscenza), che già si era espressa in me, la necessità interiore, il desiderio che non si riempie fino alla fine della creazione. Sapevo che non sarei stato in grado di fuggire da essa.

Domanda: La saggezza della Kabbalah ha un significato per tutti o solo per quelli in cui la Reshimo è rivelata e che si fanno la domanda: “Che cosa c’è oltre le stelle?”

Risposta: Io credo che, grazie ai nostri sforzi (mio e dei miei studenti), noi riveleremo la saggezza della Kabbalah a tutti, perché questa saggezza è in realtà molto vicina alla gente.

Noi scorriamo con la corrente nella barca della nostra vita che ci porta gradualmente da qualche parte. La saggezza della Kabbalah ci aiuta a partecipare a questo processo e aggiungere i nostri sforzi per lo sviluppo naturale del nostro desiderio, perché il desiderio è l’unica materia che è stata creata.

Nella misura in cui una persona partecipa all’evoluzione del suo desiderio, lui comincia ad esplorare le cause, le origini, la portata effettiva della vita, il suo scopo, e come può incidere su di esso, dove sono i limiti del suo libero arbitrio. Inoltre, egli raggiunge la sua radice, il suo punto in questo processo e il suo stato finale.

Siamo in grado di scoprire tutto ciò da noi stessi, il che significa salire al di sopra del naturale, involontario sviluppo del nostro enorme desiderio, al di sopra di tutta la materia dell’universo, raggiungendo questo enorme meccanismo. Solo coloro che sentono il bisogno e la necessità di scoprire e raggiungere l’obiettivo della loro esistenza sono autorizzati a rivelare questo. Ma se una persona non ha bisogno di questo, tu non sarai in grado di costringerlo a impegnarsi, e non c’è bisogno di farlo. Egli scorrerà con la corrente, naturalmente, in accordo alla velocità determinata dal meccanismo generale dell’universo.
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Da Kab.TV, “Conversazioni con Michael Laitman” 01.06.2015

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Come possiamo dirigere le persone ad affrontare i fatti?

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (psyfactor): “All’alba dell’età dei lumi, trecento anni fa, i filosofi europei credevano che l’intelletto umano avrebbe presto dissipato il ”buio del pregiudizio’’ da tutte le false opinioni, affidandosi alla capicità libertrice della ragione, determinando tanto le proprie possibilità che dei propri limiti, indipendentemente da ogni verità che si presenti come rivelata o innata. Utilizzando la ragione ci sarebbe stato un progresso della conoscenza, della tecnologia e della morale.

“Questo sarebbe bastato per riportare l’uomo al suo iniziale stato di natura trasformandone la spontanea bontà, della condizione naturale, in una conquista consapevole e definitiva della sua razionalità. Ciò che è naturale è anche razionale ed è comune a tutti gli uomini, una buona educazione che assecondi le inclinazioni naturali avviandole alle necessità sociali produrrà uomini buoni.

Questo ottimismo, però, è crollato all’inizio del 20° secolo. Sappiamo che lo sviluppo della scienza non spinge la società umana ad essere più razionale, e in parallelo con la crescita della conoscenza, aumentano anche la pretesa per cui ogni fatto scientifico deve diventare teoria universale.

“L’uomo moderno non accetta i fatti se sono diversi dalla sua opinione personale, rifiuta la discussione e diventa ostile nei confronti di chi la pensa diversamente da lui. I tentativi di cambiare queste false opinioni portano però all’effetto opposto, rafforzano i pregiudizi. Solo esaltaltando la ragione finita e orgogliosa di essere tale, fondata sull’esperienza si arriverà a conoscere la verità fino in fondo, e di conseguenza cambiare opinione.”

Il mio commento: l’uomo ha un solo desiderio: ricevere piacere. Quando giochiamo con questo desiderio, dobbiamo solo dirigere l’uomo verso l’espansione del suo ego, elevando la sua autostima, in modo tale che cambierà le sue opinioni e il suo obiettivo, scoprirà la sua vera natura, e il suo desiderio di ricevere sarà tanto grande da voler diventare come il Creatore: un completo altruista.
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Le piramidi di Maslow e Baal HaSulam

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (postnauka.ru): “…L’unicità della teoria di Maslow è che egli considera ogni persona in termini di una gerarchia (strutture sovra-ordinate) dei bisogni, il cui vertice è il bisogno di auto-realizzazione. Definisce auto-realizzazione, come il desiderio di un uomo di realizzare il suo potenziale. Questo è il desiderio di essere ciò che la persona dovrebbe essere.

“Inoltre, come ha notato Maslow, l’autorealizzazione non è determinata dai ruoli sociali, status, posizione. Per esempio, una persona si sente realizzata come genitore perfetto, un’altra come atleta, e la terza come artista, e così via. Sebbene il ruolo significativo nello sviluppo di una personalità Maslow lo assegna all’ambiente sociale.

“La base della piramide dei bisogni sono i bisogni fisiologici: il bisogno per cibo, sonno, ecc. Sopra tutti questi viene costruito il bisogno di sicurezza, stabilità, libertà dalla paura, dall’ ansia e dal caos, un bisogno per la struttura sociale e l’ordine. Sopra il bisogno di sicurezza, Maslow mette il bisogno di appartenenza e amore, e sopra di esso – il bisogno per il rispetto e il riconoscimento. In cima alla piramide, come detto, c’è il bisogno di autorealizzazione..

“Una delle domande più frequenti: perché è una piramide? Maslow credeva che solo gli individui raggiungessero la cima della piramide e diventassero autorealizzati, per esempio, raggiungendo la loro identità o “sé”. La maggior parte delle persone opera sul piano di soddisfare le sue necessità fisiologiche. Parte dell’umanità soddisfa i bisogni fisiologici e di sicurezza, cioè, sentirsi ben nutrito, vestito e al riparo, l’altra parte, oltre questi bisogni, soddisfa il bisogno di amore e senso di appartenenza. Poi c’è questo gruppo di persone, che raggiunge il livello del grado di accettazione, la fiducia, il senso dell’importanza dell’utilità privata.”

Il mio commento: La piramide di Baal HaSulam è una piramide di desiderio corporale – cibo, sesso, famiglia – esigenze di ricchezza, onore, sapienza, – desideri sociali – poi, sopra questi desideri ci sono il desiderio di raggiungere il senso della vita, la fonte della vita, che appare in una persona dall’Alto in forma di Reshimo, un gene informativo del suo stato spirituale precedente. La Reshimo porta una persona al maestro, un Kabbalista, e sotto la sua guida e un’istruzione scopre i 125 livelli della realizzazione spirituale, fino a raggiungere la cima della scala, lo stato di correzione completa dell’ego e la somiglianza con la forza superiore.
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