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Un momento per la riflessione

Oggi il mondo intero è in crisi e ci stiamo avvicinando lentamente a problemi ancora più grandi in tutti i luoghi e le aree della vita. Tutto quello che abbiamo fatto in questo mondo è stato fatto in maniera deficitaria, perché siamo cresciuti sotto il governo dell’egoismo. Non ci possiamo aspettare niente di buono da nessun posto, perché abbiamo lavorato sempre per il bene del nostro ego.

Adesso, il male viene rivelato gradualmente, goccia a goccia, in diversi posti ed in ogni opportunità per evitare di sprofondare nel nostro stesso dolore. Se il dolore diventa molto forte, non saremo capaci di pensare a nient’altro eccetto a come sbarazzarcene. Non saremo più interessati alla sua causa ed effetto, vorremo solo che questo cessi.

Tuttavia, se il dolore viene ad ondate e tutto il tempo diminuisce o diventa più severo, lasciandomi il tempo sufficiente per riflettere su di esso, allora comincio a cercare da dove, perché viene e come sbarazzarmene. Il Creatore fa questo gioco con noi e come risultato, troviamo una soluzione.

Prima di tutto, dobbiamo studiare la causa e questa si trova in opposizione alla nostra natura. Le nostre proprietà sono opposte a quelle del Creatore e pertanto, quando Lui si avvicina, ci sentiamo male! E quanto più si avvicina, peggio ci sentiamo! È come il caso del ladro che è meglio allontanare dal tesoro e non dargli l’opportunità di commettere un crimine. È la stessa cosa con noi.

Pertanto, specialmente adesso, ai giorni nostri, il Creatore viene rivelato molto lentamente e gradualmente, per darci il tempo di pensare. Viene leggermente rivelato e ci sentiamo male. Per esempio, un paio di anni fa irruppe una crisi e adesso le persone dicono che certamente è terminata; però non è rimasta indietro, ci è stato dato semplicemente il tempo di pensare e di esplorare! Presto, esploderà un nuovo colpo, in molti livelli e di vario genere e dopo, ci sarà un periodo di calma.

Così il Creatore ci insegna e ci da le opportunità di cercare le ragioni, affinché alla fine, lo riveliamo come la fonte di tutto quello che succede. In relazione al nostro egoismo, Lui appare come la fonte di tutti i mali. Allora capiremo perché ci sentiamo male: è per la nostra opposizione al Creatore.

Cosa possiamo fare per sentirci bene? Il Creatore è perfetto, dobbiamo solo cambiare noi stessi. Così, gradualmente, ci renderemo conto di cosa dobbiamo correggere. L’umanità arriverà certamente a questo sotto i colpi metodici e periodici che arriveranno in tutti i modi a qualsiasi nazione, a qualsiasi persona, imparando in questo modo.

Tuttavia, dobbiamo rivelare il metodo alle persone, affinché rivelino più in fretta da dove e perché arrivano i colpi. Mediante questo, faciliteremo lo sviluppo di tutta l’umanità. Questo è chiamato “portare la Luce alle nazioni”, cioè, alle persone che ancora non capiscono perché vengono colpite.

Per svilupparci consciamente, le persone devono scoprire la causa e lo scopo dei colpi. Come risultato, tutto il corso dello sviluppo cambia molto. Coloro che possiedono il metodo della correzione devono fare questo per tutto il mondo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.06.2011, Shamati N.241)

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Il collasso della globalizzazione

Opinione (Chris Hedges, “Il Collasso della Globalizzazione”): La crisi significa il collasso della globalizzazione: “Dobbiamo abbracciare, e dobbiamo farlo rapidamente, una nuova radicale etica della semplicità e della protezione rigorosa del nostro ecosistema – soprattutto del clima – o ci ritroveremo a reggere le nostre vite sulla punta delle dite. Dobbiamo ricostituire dei movimenti sociali radicali che domandino di usare le risorse di uno stato o di una nazione per il benessere di tutti i cittadini e che lo stato usi il pugno di ferro per impedire al potere corporativo delle elite di sfruttare queste risorse pensando soltanto ai propri interessi. Dobbiamo guardare alle corporazioni dei capitalisti, che hanno preso il controllo dei nostri soldi, cibo, energia, educazione, stampa, sistema di salute pubblica e del nostro governo, come a dei nemici mortali che devono essere eliminati”

Hedges critica i mezzi di informazione e le celebrità per aver dato risalto ad uno stile di vita egocentrico, chiamandolo “autopromozione” (“il culto di sè”). Egli sostiene che “ fino a quando non ci sveglieremo dalla collettiva delusione in cui ci troviamo, fino a quando non metteremo in pratica delle azioni di civile disobbedienza contro il corporativismo…continueremo ad essere spinti verso una catastrofe globale.”

Il mio commento: L’autore, a cui mancano gli spunti per vedere che la Natura ha le sue proprie leggi e che non ci sono movimenti all’indietro, ci spinge invece a muoverci proprio all’indietro – e questa è la morte. Al contrario, dobbiamo comprendere i principi della nostra evoluzione e chiarirci cosa possiamo cambiare in questo movimento. E questo è il punto verso il quale dovremmo dirigere tutti i nostri sforzi.
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L’umanità è a rischio di estinzione

Opinione: Nick Bostrom (Professore della Facoltà di Filosofia nell’Università di Oxford) Rischi esistenziali: A causa dell’accelerazione del progresso tecnologico, l’umanità potrebbe avvicinarsi sempre di più a una fase critica nel suo percorso.

Oggigiorno stiamo facendo qualcosa che non si era mai fatto prima d’ora sulla Terra. Se i fattori naturali non sono stati capaci di estinguere la razza umana in migliaia di anni, ci estingueranno nel prossimo secolo.

Il paradosso risiede nel fatto che senza la tecnologia le nostre opportunità di evitare i rischi globali sono uguale a zero, mentre il fatto di avere la tecnologia ci dà,  in proporzione,  una maggiore opportunità di scappare dall’estinzione, nonostante sia la tecnologia stessa che causa questi rischi. Il fattore dominante del perché di quest’aumento di rischi è la discrepanza tra la maturità dell’uomo in termini di etica e morale e la crescita del potere delle tecnologie create da lui stesso.

Per minimizzare i rischi di un disastro tecnologico, dobbiamo fare quanto segue:

  • Sollevare la questione dei rischi esistenziali
  • Creare una struttura di cooperazione di atti internazionali
  • Regolare il ritmo del progresso tecnologico
  • Creare dei programmi volti a ridurre drasticamente specifici rischi esistenziali

Il mio commentario: Le tecnologie che noi produciamo sono il risultato del nostro atteggiamento egoista verso la società che ci circonda e verso la natura. Soltanto l’equilibrio con la natura ci porterà a un uso intelligente delle tecnologie. Ma per poter ottenere questo è necessario in primo luogo trasformare la natura umana. È questo può essere fatto unicamente dalla forza che ci ha creato: “Io ho creato l’inclinazione al male e il metodo per la sua correzione”.
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Il mondo globale non è diviso in parti

Ci sono due forze che ci influenzano: Una ci giuda dal davanti, e l’altra i spinge da dietro. Di conseguenza, la Kabbalah sostiene che abbiamo due strade per raggiungere lo scopo.

1. Se rendiamo la forza che ci guida in avanti più grande della forza ci spinge, avanzeremo in un modo più veloce e piacevole capendo cosa ci succede e desiderando che avvenga. Allora, una strada veloce e molto piacevole, verso la correzione personale e la rivelazione del nostro stato perfetto, si aprirà davanti a noi. In questo caso, percepiremo lo stato attuale come un punto di svolta, un trampolino per un salto molto vantaggioso.

2. Se non puntiamo in avanti e non aiutiamo ogni altro uomo, vale a dire tutta l’umanità, la forza negative ci spingerà ad avanzare attraverso la sofferenza. Naturalmente, prendere in considerazione la nostra intera interconnessione globale con il mondo moderno, non è un’ impresa semplice.

Dunque, gli uomini che oggi hanno il desiderio e l’aspirazione devono anche comprendere la loro responsabilità verso il mondo intero. La loro ricompensa è anche in questo. Aspirare verso l’obbiettivo e guidare gli altri verso il suo raggiungimento sono grandissimi e nobili propositi.

Questa è la ragione per cui oggi stiamo creando un sito internet e stiamo raccogliendo un enorme quantitativo di materiale. Siamo in contatto con molti sociologi, analisti politici, e scienziati che studiano gli stati attuali del mondo e della società in diverse zone. E questo ci permette di vedere quanto siano preoccupati da tutto quello che sta accadendo.

Gli scienziati stanno esaminando lo stato attuale delle risorse che sono rimaste a nostra disposizione come il gas, il petrolio, l’acqua, il carbone, i metalli, e il suolo, tutto ciò che la Terra ci ha dato. Questi scienziati sono impressionati negativamente, perché ci troviamo ad un passo dal limite dell’esaurimento delle nostre risorse. A questo proposito sono già stati scritti molti articoli, molti altri continuano ad essere pubblicati, e noi li stiamo raccogliendo. C’è una quantità enorme di materiale.

C’è anche un’enorme quantità di materiale sull’educazione. Abbiamo raggiunto un punto in cui non siamo più in grado di far crescere degli esseri umani. Siamo capaci di fornire loro ogni genere di educazione, sebbene questo non garantisca loro di trovare un lavoro in seguito. Tuttavia, non sappiamo come allevare un uomo-essere umano, allevare un bambino, “un cucciolo”, per farlo diventare un essere umano che viva in armonia, in una buona connessione con gli altri, proprio come chiede oggi il mondo globale. Dobbiamo spiegare accuratamente agli uomini cosa significa essere “globali”, in altre parole, essere completamente interconnessi.

Io ho iniziato i miei studi ed il mio lavoro nella biocibernetica, sui sistemi dell’organismo, che si occupa di come un organismo si mantiene in vita, e come si auto-organizza e mantiene in equilibrio sia dentro di sé che con il suo ambiente circostante attraverso dei sistemi di auto-regolamentazione. E’ un sistema incredibile.

La medicina si basa su questo materiale di conoscenza. I dottori usano le analisi e gli esami per controllare i diversi parametri dell’organismo, che possono essere a posto tra di loro oppure no. Ci sono dei grafici precisi che mostrano la presenza e lo stato in cui si trovano i nostri sistemi interiori: pressione e livello della temperatura, equilibrio degli elettroliti, degli acidi e così via. Tutto questo si riferisce ad un enorme insieme di informazioni interconnesse.

Oggi, la nostra società nel mondo è esattamente così. Il mondo non può più essere diviso in paesi separati come si faceva prima. Però, noi non siamo ancora psicologicamente pronti per questa nuova situazione. Non la comprendiamo. Dobbiamo sviluppare e capire il sistema globale e la connessione equilibrata che questo sistema deve assicurare. Questo equilibrio ci dà la perfezione di una vita normale.

Non appena una parte dell’organismo umano comune esce fuori da questa giusta interconnessione, si presentano immediatamente delle malattie. Inoltre, delle malattie si possono presentare in diversi sistemi e in diverse forme. Noi ancora non lo comprendiamo. Gli scienziati sono ancora all’inizio dell’esame di questi meccanismi globali.

La tecnologia ci insegna il comportamento dei sistemi analogici, dei sistemi globali, e dei sistemi a circuito chiuso. Non appena iniziamo ad immaginare tutto questo rispetto alla società umana, notiamo che oggi esistono delle terribili discrepanze nello la stato dei fatti. Ma la natura ci sta spingendo piano piano verso una visione del mondo globale.
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(Dalla 1.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Una domanda retorica: “di chi è la colpa”?

Domanda: Cosa deve succedere perché tutta l’umanità abbracci il metodo di correzione della Kabbalah?

Risposta: La maggior parte degli uomini ancora non capisce da dove arrivano tutti i problemi. Non hanno a che fare con i governi, la disoccupazione, i giochi politici o economici, o con i complotti “segreti”. Lo stress dell’America e il lavoro sottopagato della Cina sono semplicemente la parti del gioco che si vedono, e così gli uomini pensano che ci sia qualcuno nel mondo che abbia ancora un potere su di loro, che potrebbero essere, per esempio, i capi politici come Ahmadinejad, Obama, o la Merkel i quali possono, di fatto, decidere su tutto.

Che senso ha riversarsi nelle strade per urlare il proprio dissenso, se poi non si ottengono dei risultati? Quanti governi devono cambiare per farci capire come si fa? Noi dobbiamo capire una volta per tutte che tutti i cambiamenti possono avvenire solamente dall’Alto, per mezzo del potere della natura, e non per volere di qualche governante. Si tratta di persone uguali alle altre. Cosa sanno questi governanti? Cosa potrebbero fare, concretamente, nel mondo globale, dove il benessere di ogni paese dipende da tutti gli altri?

C’è una semplice logica in tutto questo. Ci sono più di 250 paesi nel mondo. Cosa può fare un primo ministro di un dato paese sotto le condizioni della totale interdipendenza? Quali scelte si hanno in un mercato comune? L’economia globale è governata da leggi crudeli, ed è impossibile fare un passo a destra o a sinistra perché ognuno è legato alla propria zona di influenza. Il capo di un paese ha forse a disposizione una bacchetta magica compresa nel suo ufficio?

Gli uomini sperano in un cambiamento del potere quando, di fatto, la situazione non fa che peggiorare, e non per colpa dei governanti, ma soltanto perché guardano nella direzione sbagliata. Gli uomini devono ancora capire chi è che comanda veramente la situazione. Se non diffondiamo la saggezza della Kabbalah nel mondo, non lo sapranno mai, mentre penseranno che sia tutta colpa loro. Essi non hanno la consapevolezza della Kabbalah che noi teniamo nelle nostre mani, e questi uomini non potranno fare altro che puntare il dito contro di noi.

Allora, essendo la nostra epoca descritta come l’era di Gog e Magog (cioè un’epoca sanguinaria e violenta), il mondo intero rivolgerà la sua protesta contro di noi. Per prima cosa, ci saranno delle guerre tra le nazioni, seguite poi dalle rivolte delle stesse nazioni contro Israele. E’ del tutto naturale che avvenga così, perché esse sono in conflitto e non hanno la minima idea di cosa fare a questo riguardo.

Questi uomini, di queste nazioni, rimprovereranno gli altri uomini fino a quando non capiranno che tutti sono in pericolo, tutti sono disperati, e che non c’è salvezza in niente. Da dove arrivano queste sciagure? Di chi è la colpa? No, non è di Obama, di Ahmadinejad, della Merkel o di Sarcozy. Non sono loro da rimproverare; riguarda solo gli ebrei. Come mai è così? Perché è così che si sentono loro.

E’ una naturale reazione dell’anti-semitismo: “E’ tutta colpa vostra!”. Francamente, hanno davvero tutta questa colpa? No, non ce l’hanno. Ma è così che sarà se non diffonderemo il metodo della correzione al momento giusto e ci mostreremo disponibili a condividerlo con il resto del mondo.

Noi dobbiamo agire sulla spinta di tutte le proteste di questi uomoni e dobbiamo essere pronti a rispondere al desiderio del mondo. Dobbiamo ricorrere alle medicine prima che la malattia diventi troppo grave. Attenzione, non lo dobbiamo fare perché abbiamo paura di loro, ma perché questa è la volontà del Creatore, che non vuole vedere soffrire nessun uomo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011 “La Pace”)

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Al notiziario in diretta: Tredici minuti sulla cosa più importante

La crisi che ha coinvolto il mondo era molto evidente nei congressi che abbiamo tenuto recentemente, compreso quello italiano di tre settimane fa e specialmente in quello di Madrid, Spagna, di una settimana fa. Le popolazioni sono nella confusione, ed il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. E le cose peggiorano tutti i giorni. Ci sono dimostrazioni e proteste che tengono occupate le strade delle città, e altro ancora.

Io sono andato di proposito a camminare per le strade di queste città per parlare con la gente. Nessuna delle persone con cui ho parlato sa che cosa fare e così le proteste continuano davanti ai palazzi del governo. Ma anche i governi non sanno che cosa fare. Tutti sono nella confusione e nessuno ha colpa di niente. Ma bisognerebbe capire che tutto succede perché ci troviamo ad affrontare la sfida della natura.

Il lavoro non può essere creato dal niente, da uno spazio vuoto. E a che scopo? In questo mondo esauriremmo le risorse naturali che ci sono rimaste ancora più velocemente, distruggeremmo la terra, e inquineremmo l’ambiente ancora un po’. Le nostre risorse di acqua e di aria diminuirebbero ancor più velocemente. Allora, perché dovremmo stimolare questa economia in deterioramento? Solo per dare un lavoro agli uomini? Con questo genere di conseguenze, è meglio non dare loro niente!

In Spagna, sono apparso sul più popolare canale televisivo nell’ora di massimo ascolto. Invece di parlare solamente per pochi minuti, che mi erano stati accordati in base alla programmazione, l’intervista è durata tredici minuti. Ve lo immaginate – tredici minuti durante le notizie del mattino, tra i servizi che riguardavano i fatti più importanti del giorno! Il fatto è che non riuscivano a smettere di intervistarmi.

Il mio suggerimento è stato semplice e si è tradotto in un consiglio pratico: dobbiamo mettere gli uomini seduti a studiare: gli uomini dovrebbero ricevere dei sussidi di disoccupazione (che rappresentano anche la più efficace strategia di risparmio) e si dovrebbe insegnare loro in quale genere di mondo stiamo vivendo, cosa c’è davanti a noi, e che genere di sfide la natura ci sta lanciando.

Non si tratta dei capricci di qualcuno o degli interessi di una certa parte di coloro che governano. Non si tratta di altro che della natura, che ci sta sfidando. E per noi la sfida sta nel cambiare. Non dobbiamo cambiare altro che noi stessi.

Dobbiamo diventare un apparato globale ed integrato, in risposta alla crisi attuale. Infatti, la crisi è la sensazione della mancanza di una propria conformità alla natura circostante. Perciò, se ci correggeremo in questo modo, ogni cosa si porrà in equilibrio e raggiungeremo uno stato di armonia. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato agli uomini.

L’intervista è stata apprezzata positivamente in tutta la Spagna, e anche in America Latina e nel Nord America, e questo perché con essa ho esposto il solo modo ragionevole per uscire dalla situazione che si è formata. E non si tratta solamente della Spagna. Grecia, Islanda, Italia ed altri paesi sono in una situazione identica, e ce ne sono molti altri che piano piano entreranno nella crisi. Ed in altri luoghi la crisi si sta presentando con sfumature differenti.

In questo modo la natura ci mette sotto il naso un chiaro compito da eseguire: dobbiamo cambiare. Dobbiamo integrarci con la Natura proprio come tutti gli altri elementi che si trovano in essa – i livelli inanimato, vegetativo ed animato. L’uomo non dovrebbe pensare di essere al di sopra della natura e che può fare tutto quello che desidera. Il suo compito più importante è di diventare consapevolmente una parte integrante di tutto l’insieme della natura.

Diventando una parte integrante della natura, l’uomo incomincia a capire di cosa si tratta e, improvvisamente, scopre in essa delle nuove altezze: i mondi di Assiya, Beria, Yetzira, Atzilut, Adam Kadmon, ed il mondo dell’infinito. Egli non permetterà più al suo egoismo di porsi come ostacolo tra lui e la natura, ed incomincerà a percepire la natura come qualcosa di trasparente.Alla fine egli comprenderà e diventerà consapevole delle forze che controllano ogni cosa, compreso lui stesso.

Questo è il compito che abbiamo di fronte oggi. Perciò, se lo desideriamo e se da qui in avanti useremo la forza dell’aspirazione che già esiste in molti uomini nel mondo, allora aspireremo veramente all’auto-correzione, alla rivelazione del mondo, ad uscire da questo stato di sogno e d’incoscienza. Allora conseguiremo l’uguaglianza con la natura, arrivando al livello del Creatore.

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Il gioco è finito

Domanda: Noi suggeriamo che gli uomini dovrebbero essere mandati a scuola per studiare le leggi del sistema completo ed interconnesso del mondo. Chi influenzerà questo genere di educazione e allo stesso tempo darà alle masse le necessità basilari?

Risposta: Misurate il livello della produzione raggiunto dall’industria moderna. In sostanza, quello che produciamo non è molto utile e non fa altro che rovinare il mondo. Continuiamo a sprecare le risorse, e intanto non produciamo nulla di buono e che sia veramente utile. Gli uomini si scambiano delle cose che non hanno senso, niente di più.

Un tempo l’industria si basava sulla regola “denaro- merci- denaro”, ma oggi questo modello ha perso l’elemento della merce: vendiamo soldi per soldi. Questo è ciò di cui è fatto il nostro “commercio”: ci passiamo le carte.

La sola merce che ancora conta è legata alla sfera delle necessità basilari. Un uomo ha bisogno di una casa e di qualcosa per vivere, come della certezza che queste cose non spariranno oggi o domani. La sola cosa che l’uomo deve capire è che il lusso è cancellato. Invece, quello che riceveremo è un appagamento ideale, ma non del genere che ci immaginiamo. E noi vi insegneremo come fare per ottenerlo.

Noi aiutiamo l’uomo a capire che in una società completa ed interconnessa, si potrà trovare l’appagamento perfetto in tutto ciò che va oltre le necessità basilari solamente nell’unione con gli altri. Infatti, gli uomini non potranno più essere appagati da ogni genere di cose inutili che si trovano in questo mondo.

Domanda: Quale sarà il modello economico che sosterrà una società come questa?

Risposta: Un modello molto semplice, poiché tutta l’industria moderna, gli apparati legislativi e le istituzioni finanziarie sono guidati da un’illusione e non commerciano altro che delle inutili carte. Nel frattempo, questo sistema è sostenuto dalle risorse naturali che vengono allegramente prosciugate.

Cancelliamo questo sistema di fare affari e daremo agli uomini del cibo che sarà di certo meno costoso perché, in realtà, oggi si produce niente invece che qualcosa, aria invece di merce. Lo scambio di cose inutili porta solamente allo spreco. Tranne che per alcuni elementi fondamentali di cui abbiamo bisogno, tutto il resto è solamente un passatempo fatto di giocattoli per i quali siamo disposti a distruggere la Terra.

La società consumistica è un gioco che giochiamo:

“La TV ha detto: compralo.”
“Allora, compralo.”

Con gli occhi fuori dalle orbite, corriamo al negozio e diamo il via ad una catena che ci intrappola. Così accatastiamo un mucchio di cose che alla fine ci seppelliranno.

Per migliaia di anni l’umanità si è sviluppata basandosi sulle necessità basilari. La maggioranza degli uomini ha vissuto senza il lusso; anche i vestiti venivano passati da una generazione all’altra. Tuttavia, un secolo di piaceri smodati dell’era moderna ha rovinato il pianeta. Che ci piaccia oppure no, dobbiamo mettere la parola fine a tutto questo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2011 “Prefazione alla saggezza della Kabbalah”)

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Come possiamo essere uguali se siamo così diversi?

L’umanità sta affrontando un grosso problema sociale di natura strutturale. La costituzione di una società corretta si riferisce ad una società di uguali. Tuttavia, la difficoltà sta nel fatto che la natura ci ha fatto tutti diversi. Perciò, non ha senso metterci tutti nelle stesse condizioni: otto ore di lavoro al giorno, uguali stipendi, e così via. Le nostre differenze naturali si manifestano in quelle situazioni in cui per una persona questo è troppo mentre per un’altra è troppo poco. Se sono pigro, sarà molto difficile per me lavorare otto ore al giorno, ma per una persona intraprendente non sarà affatto un problema.

In che modo, allora, dovremmo misurare l’eguaglianza? Come si costruisce una società di eguali? Gli uomini hanno cercato di farlo da sempre e così, quando si è presentata un’opportunità, si è cercato di creare una buona struttura sociale. Ma non sembra che ci siamo riusciti. La natura non ci permette di essere uguali.

Perché allora all’inizio siamo così tanto diversi tra di noi, opposti gli uni agli altri, e non riusciamo ad andare d’accordo? Ognuno di noi, a livello personale, ha la propria forza, i propri gusti, regole, capacità, caratteristiche innate ed un approccio alla vita che è diverso da quello degli altri e questa è la ragione per cui non ci capiamo a vicenda.

Ed è per questo che non saremo in grado di costruire l’eguaglianza. Sembra che una società egualitaria sia la risposta che ci potrebbe salvare dalle guerre e dai problemi, ma non è questo che la natura ha programmato. Il suo programma è di farci rendere conto che non troveremo l’uguaglianza in nessun posto, ed in niente. Non avremo mai la possibilità di dividere qualcosa equamente tra tutti. Se lo facessimo oggi, domani dichiareremmo una guerra.

Una distribuzione egualitaria è stata tentata in Russia, nei Kibbutz (comunità) di Israele, ma tutti questi tentativi sono falliti. La Natura desidera che noi usiamo tutto il nostro potere egoistico per correggerci in modo da eguagliarci alla natura stessa: totale dazione. Allora, non mi importerà di chi prende e quanto prende. La mia sola preoccupazione sarà di dare il massimo di me stesso, al 100%. Questo non significa una distribuzione “equa e giusta”, ma una distribuzione senza alcun controllo.

In questo caso, ognuno prende in base al livello del proprio sviluppo, quel tanto che gli serve. E, di conseguenza, l’uomo si svilupperà fino al livello in cui riceverà solamente quel tanto che gli serve per la sua esistenza, mentre il resto verrà usato per servire gli altri, senza valutare a chi e quanto dare.

Questa è la ragione per cui gli uomini non capiscono quando spieghiamo loro ciò che la Kabbalah dice circa il futuro del genere umano. Sembrano dei concetti troppo fanatici, troppo utopistici. In caso contrario, però, l’umanità non sopravviverà perché ogni altra distribuzione è ingiusta. Io non posso misurare gli sforzi individuali di un altro uomo in modo da stabilire quanto dovrebbe guadagnare. La natura non permetterà mai all’uomo di mettere d’accordo le due forze, positiva e negativa, in questo modo.

Perciò, quando incominciamo a mettere in pratica questa idea, dovremmo divulgare la saggezza della Kabbalah usando un sistema totalmente diverso. Per adesso, dobbiamo unirci nei gruppi che sono fatti di uomini che hanno già ricevuto questo desiderio e questo bisogno e che capiscono che non c’è una via d’uscita, perché questo è ciò che la Natura richiede. Questi uomini hanno due forze: il potere del loro personale egoismo ed il potere del Creatore, la scintilla che li spinge verso lo sviluppo positivo. Quando queste due forze si incontrano in una persona, questa persona incomincia a sentire e attuare ciò che la saggezza della Kabbalah spiega.

Il processo è graduale e combacia con lo sviluppo interiore di un individuo. Noi attraversiamo i livelli inanimato, vegetativo, animato, ed umano di questo processo, e mentre ci sviluppiamo, le due forze si scontrano dentro di noi con intensità sempre crescente, mentre noi creiamo una resistenza tra di esse, un strumento di “resistenza”. Mettendo il nostro cuore e la nostra mente tra queste forze, le manteniamo in posizione opposta: da una parte, domiamo la nostra forza egoistica, mentre dall’altra, mettiamo in moto la forza della dazione. Impiegando queste due forze insieme, lavoriamo nell’ambiente che abbiamo intorno, e allora ci sentiamo come se fossimo “le resistenze di un circuito”, una forza di resistenza che funziona in tutto il sistema nel suo insieme, come una parte di questo sistema che lo fa sviluppare.
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(Dalla 2.a parte della lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)

Preghiera per la Società

Tu ed io non siamo stati creati per caso. Il Creatore ha voluto che la creazione diventasse come Lui e tutto quello che ci succede ci porta verso questa meta. Pertanto, lungo questo cammino, dobbiamo renderci conto che siamo divisi, separati e che ci odiamo reciprocamente. Tuttavia, riceviamo la forza per unirci al di sopra di quest’odio, il quale si incrementa gradualmente sempre di più. È così perché non possiamo imporci ed elevarci al di sopra di tutto l’odio che regna in tutti noi in un sol colpo; però se possiamo superarlo poco a poco, passo dopo passo, allora acquisiremo la qualità della dazione, l’attenzione reciproca, la cura, la qualità di Binà che non ci permettono di fare agli altri ciò che noi odiamo. Dopo di che raggiungiamo l’amore per il prossimo “come per noi stessi”.

È per questo che tutta la scienza della Kabbalah, che è chiamata la scienza della verità, parla solo dell’unità. Questo perché nell’unità, noi, la gente, raggiungiamo la qualità del Creatore.

Se le persone si riuniscono e si uniscono in un desiderio di moltiplicare le forze di ognuna e danno alle altre la garanzia che attraverso i loro sforzi comuni possono arrivare alla meta desiderata ed ottenere una maggiore sicurezza, questa viene chiamata “una società di pagliacci e bugiardi”. È così perché pensano che attraverso la loro unità saranno capaci di ottenere un maggiore beneficio egoista. Pertanto, la preghiera comune agisce in maniera distruttiva e le separa dalla meta.

La persona deve capire che si unisce agli altri solo per discernere il modo di ascendere al di sopra della sua natura. Non per ricevere una forza maggiore dalla società o per soddisfare le esigenze del suo egoismo, ma per entrare all’interno di questa società e cominciare a darle. Questa è l’unica forza che dobbiamo cercare.

La forza della dazione alla società proviene dalla Luce, dal Creatore, da ciò che è nascosto all’interno delle relazioni della persona con la società, con il gruppo; vale a dire che il gruppo deve essere composto da persone che si uniscono proprio per raggiungere il Creatore, la qualità comune della dazione.

Il Creatore non esiste separato dalla sua creazione. L’attributo della dazione comune non esiste, a meno che non ci sia una persona che lo riveli. Pertanto, se una persona si include nel gruppo che aspira alla qualità della dazione e lì desidera trovare questa forza, raggiungere questa qualità, comincia a capire, partendo dalla sua unità con gli altri, che questo impegno per la società, all’interno del quale esiste l’attributo della dazione, o l’impegno per il Creatore, che è la stessa cosa, è la preghiera della società.

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“Vestirsi” In qualcun’altro

Domanda: Perché il cammino verso l’amore è così difficile e confuso?

Risposta: Siamo noi ad essere confusi.

Io sono diretto dal desiderio egoista e tutto quello che sento e penso dentro è per il mio beneficio. Allora, come posso fare un calcolo diverso, non per il mio bene?

Immagina di “vestirti” in qualcun’altro e comincia a fare un calcolo dalla sua prospettiva. Solo 100 anni fa la gente cominciò ad afferrare questi concetti. Non a caso questo periodo fu riassunto da Freud e Einstein, i quali non solo fecero delle scoperte di grande influenza, ma ebbero anche connessioni amichevoli tra loro.

Dopo centinaia di migliaia di anni di sviluppo, fu solo un secolo fa che le grandi menti dell’umanità inventarono finalmente la psicoanalisi, o in altre parole, cominciarono ad analizzare l’uomo internamente, nel livello materiale. Solo allora cominciarono ad investigare la percezione umana, “Il mondo che mi circonda e me, il prossimo e me”.

Questo non è semplice. Ci è voluto un lungo periodo di tempo per avvicinarsi all’anima animata dell’uomo e questo non si avvicina neppure alla spiritualità. Tutto il problema è che non possiamo e non vogliamo vestirci negli altri. La società deve assicurarsi che ogni persona lo faccia, che ogni persona provi a farlo e cominci a riconoscere come lei appaia agli occhi del prossimo e cosa vuole il prossimo.

Questo è molto difficile anche se implica solo degli esercizi psicologici sul piano del nostro mondo, il quale non si relaziona ancora con la spiritualità. Vuoi di più? Avanti, organizza un ambiente che cominci finalmente ad influenzarti.

Il cammino è lungo proprio perché nessuno ti influenza. Non c’è progresso senza l’influenza della società. Una persona dove può ottenere i dettagli spirituali della percezione? Solo dall’ambiente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.04.2011, Shamati)

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