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La geografia delle proteste anti-americane è in espansione

Nelle notizie (da Euronews): “Gli scontri antiamericani suscitati da un film made in USA che deride il Profeta Muhammad continuano in tutto il mondo musulmano.

“In Indonesia centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia fuori dall’ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta. La polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per cercare di controllarli. Diversi ufficiali sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati con pietre e bastoni di bambù.

“In Pakistan i manifestanti a Karachi hanno cercato di farsi strada verso il Consolato americano per il secondo giorno di seguito. […]

“Nel frattempo nella capitale afgana, centinaia di manifestanti sono stati bloccati dal personale di sicurezza durante la marcia verso l’ambasciata statunitense di Kabul.”

Il mio commento: Quindi, in tutto il mondo, c’è una conseguenza della politica di promuovere qualsiasi movimento che non pubblicizza l’unità, ma se stesso. Per salvare l’umanità da una guerra mondiale, è necessario mettere al bando tutte le pubblicità e propagande, fatta eccezione quella per l’unità, connessione e sostegno reciproco.
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“Perché Socialismo?”

Albert Einstein (Monthly Review, Maggio 1949)

“E’ consigliabile a chi non è un esperto di argomenti sociali e di economia esprimere le proprie opinioni riguardo il socialismo? Io credo che lo sia per un certo numero di ragioni.

Fateci considerare la questione da un punto di vista della conoscenza scientifica. Potrebbe apparire che non ci siano diverse metodologie essenziali tra l’astronomia e l’economia: gli scienziati in entrambi i campi cercano di scoprire leggi generalmente accettabili per un circoscritto gruppo di fenomeni al fine di creare l’interconnessione di quest’ultimi il più chiaramente possibile. Ma nella realtà queste differenze metodologiche non esistono. La scoperta di leggi generali nel campo dell’economia è resa difficile dal fatto che osservare fenomeni di natura economica è spesso affetto da molteplici fattori che sono diversi e da valutare separatamente. In più, l’esperienza che si è accumulata dall’inizio di quello che è chiamato il periodo di civilizzazione umana della storia è – come noto – largamente influenzata e limitata da cause che non sono affatto di natura esclusivamente economica. Per esempio, la maggior parte dei maggiori stati della storia devono la loro esistenza alla conquista. I conquistatori si imponevano, legalmente ed economicamente, come la classe privilegiata del paese conquistato. Loro detenevano il monopolio della proprietà terriera e si facevano nominare un sacerdozio tra i loro ranghi. I preti, in controllo dell’educazione, mantenevano la divisione delle classi sociali un’istituzione permanente, e creavano un sistema di valori affinché le persone, da allora in poi, per la maggior parte inconsciamente, fossero guidate nei loro comportamenti sociali.

Ma la tradizione storica, per così dire, di ieri; in nessuna parte del mondo abbiamo veramente superato quella che Thorstein Vebeln chiama “la fase predatoria” dello sviluppo umano. I fatti economici osservabili dipendono da questa fase e persino certe leggi che possiamo far derivare da quel momento non sono applicabili in altre fasi. Poiché lo scopo reale del socialismo è stato precisamente superare e anticipare la fase predatoria dello sviluppo umano, la scienza economica al suo stato presente può portare un pò di luce nella società socialista del futuro.

Secondo, il socialismo è diretto verso una fine etico-sociale. La scienza, comunque, non può portare conclusioni e, ancor meno, instillarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può provvedere ai significati attraverso i quali possiamo raggiungere certi traguardi. Ma le conclusioni in se stesse sono concepite da personalità con elevati ideali etici e – se questi compimenti non sono nati morti, ma vitali e vigorosi – sono adottati e condotti da quegli esseri umani che, per metà inconsciamente, determinano la lenta evoluzione della società.

Per queste ragioni, noi dovremmo essere in guardia non sovrastimando la scienza e il metodo scientifico quando c’é una questione di problemi umani; e noi non dovremmo assumere che gli esperti siano gli unici che abbiano un diritto di esprimere se stessi riguardo l’organizzazione della società.

Innumerevoli voci hanno asserito che, all’incirca in quest’epoca, la società umana sarebbe potuta passare attraverso una crisi, dove la sua stabilità sarebbe stata gravemente infranta. E’ caratteristico di tale situazione che gli individui sentano indifferenza o addirittura ostilità attraverso il gruppo, piccola o grande, al quale loro appartengono. Al fine di illustrare il significato, lasciatemi rimembrare un’esperienza personale. Io ho recentemente discusso con un uomo intelligente e ben disposto all’argomento riguardo un’altra guerra, che nella mia opinione metterebbe in serio pericolo l’esistenza dell’umanità, ed io ho rimarcato che solo un’organizzazione sovrannazionale potrebbe offrire protezione dal pericolo. Perciò il mio visitatore, in maniera molto calma e fredda, mi ha detto: ”Perché sei così profondamente opposto dalla scomparsa della razza umana?”

Sono sicuro che solamente un secolo fa nessuno vorrebbe aver fatto un’osservazione di questo tipo. E’ un commento di una persona che si è sforzata invano di raggiungere un equilibrio in se stessa e ha più o meno perso le speranze di successo. E’ l’espressione di una dolorosa solitudine e d’ isolamento della quale molte persone soffrono in questi giorni. Qual è la causa? C’è una via d’uscita?

E’ facile portare queste domande, ma è difficile rispondere con un certo grado di sicurezza. Io devo provarci, comunque, nella migliore maniera possibile, benché io sia veramente cosciente del fatto che i nostri sentimenti e gli sforzi sono spesso contraddittori e oscuri e che non possono essere espressi in una formula facile e semplice.

L’uomo è, allo stesso tempo, un essere solitario e sociale. Come essere solitario, lui cerca di proteggere la propria esistenza e quella di coloro che gli stanno vicino, per soddisfare i propri desideri personali, e per sviluppare le proprie abilità innate. Come essere sociale, lui cerca di raggiungere il riconoscimento e l’affetto dei suoi simili, condividere i piaceri degli altri, confortarli nei loro problemi, e a migliorare la loro condizione di vita. Solo l’esistenza di questi vari, spesso conflittuali, impegnati accadimenti per il carattere speciale di un uomo, e le loro specifiche combinazioni determina l’estensione alla quale un uomo può raggiungere un equilibrio interno e contribuire al benessere della società. E’ abbastanza possibile che la forza relativa di queste due vie sia, principalmente, determinata dall’eredità.

Ma la personalità che emerge alla fine è in gran parte formata dall’ambiente in cui un uomo cerca di trovare se stesso durante il suo sviluppo, dalla struttura della società in cui è cresciuto, dalla tradizione di quella società, dalla sua valutazione preliminare di particolari tipologie di credenze. Il concetto astratto di “società” significa per l’essere umano individuale il sunto totale delle sue relazioni dirette e indirette verso i suoi contemporanei e le persone delle generazioni passate. L’individuale è capace di pensare, sentire, sforzarsi, e lavorare per se stesso; ma lui dipende molto dalla società – nella sua esistenza fisica, intellettuale ed emozionale – che è impossibile che pensi a lui, o a capirlo, al di fuori del contesto della società. E’ la “società” che provvede per l’uomo il cibo, vestiario, una casa, gli attrezzi da lavoro, il linguaggio, le forme di pensiero, e la maggior parte dei contenuti del pensiero; la sua vita è resa possibile attraverso il lavoro e i compiti di milioni di persone passate e presenti che sono celate dalla parola “società”.

E’ evidente, di conseguenza, che la dipendenza dell’individuo dalla società è un fatto naturale il quale non può essere abolito – come nel caso delle formiche e delle api. Comunque, l’intero processo vitale delle formiche e delle api è determinato nel più piccolo dettaglio da istinti rigidi ed ereditari, lo schema sociale e le interrelazioni tra gli esseri umani sono molto variabili e suscettibili al cambiamento. La memoria, la capacità di creare nuove combinazioni, il dono della comunicazione orale hanno reso possibile sviluppi dell’essere umano che non sono dettate da necessità biologiche. Questi sviluppi si manifestano nelle tradizioni, nelle istituzioni e nelle organizzazioni; nella letteratura; nei successi scientifici e ingegneristici; nei lavori artistici. Questo spiega come accada che, in un certo senso, l’uomo può influenzare la propria vita mediante la propria condotta, e in questo processo conscio il pensare e il volere giocano la propria parte.

“L’uomo acquisisce alla nascita, attraverso l’eredità, una costituzione biologica che dobbiamo considerare determinata ed inalterabile, includendo gli stimoli che sono caratteristici della specie umana. In più, durante la sua vita, lui acquisisce una costituzione culturale che adotta dalla società mediante la comunicazione e differenti altre tipologie d’influenze. E’ la costituzione culturale che, col passare del tempo, è soggetta al cambiamento e che determina principalmente la relazione tra l’individuo e la società. Gli antropologi moderni ci hanno insegnato, attraverso un’investigazione comparativa tra quelle che vengono chiamate culture primitive, che il comportamento sociale dell’essere umano potrebbe differire maggiormente, dipendendo dagli schemi culturali predominanti e dalle tipologie di organizzazione che prevalgono nella società. E’ su questo che coloro che si stanno sforzando per migliorare le sorti dell’uomo potrebbero far crescere le proprie speranze: gli esseri umani non sono condannati, dalla loro costituzione biologica, a distruggersi a vicenda o ad essere in balia di un crudele, auto-inflitto destino.

Se noi chiedessimo a noi stessi come la struttura della società e l’attitudine culturale dell’uomo dovesse essere cambiata al fine di portare la vita umana alla soddisfazione maggiore possibile, noi dovremmo costantemente essere consci del fatto che ci sono certe condizioni che non siamo in grado di modificare. Come già menzionato, la natura biologica dell’uomo è, per ogni scopo pratico, non soggetta a cambiamento. In aggiunta, lo sviluppo demografico e tecnologico degli ultimi secoli ha creato condizioni che ci permettono di rimanere in una relativamente densa e ben insediata popolazione, con tutti i beni che sono indispensabili per la loro esistenza, un’estrema divisione di lavoro e di un apparato produttivo marcatamente centralizzato sono assolutamente necessari. Il tempo – che, guardandoci indietro, sembra idilliaco – è passato da quando gli individui o i relativamente piccoli gruppi avrebbero potuto essere auto-sufficienti. E’ solo un’accennata esagerazione dire che l’umanità costituisce ancora oggi una comunità planetaria di produzione e consumo.

Io ora ho raggiunto il punto dove potrei indicare brevemente cosa per me costituisce l’essenza della crisi nel nostro tempo. Concerne la relazione dell’individuo alla società. L’individuo è diventato più conscio che mai della sua dipendenza dalla società. Ma lui non vive questa dipendenza come una risorsa positiva, un legame organico, una forza protettiva, ma principalmente come una minaccia ai propri diritti naturali, o anche alla propria sussistenza economica. Inoltre, la sua posizione nella società è tale che le pulsioni egoistiche della sua composizione siano costantemente accentuate, mentre le pulsioni sociali, che sono per natura più deboli, progressivamente si deteriorano. Tutti gli esseri umani, qualunque sia la loro posizione nella società, stanno soffrendo da questo processo di deterioramento. Prigionieri inconsapevoli del loro stesso egoismo, si sentono insicuri, soli, privati dell’ingenuo, semplice e non sofisticato piacere di vivere. L’uomo può trovare significato nella vita, breve e pericoloso com’è, solo attraverso il dedicare se stesso alla società.

L’anarchia economica della società capitalista come oggi esiste, è, in mia opinione, la reale origine del male.Vediamo prima di noi una grande comunità di produttori i quali membri incessantemente si sforzano di privare l’un l’altro dei frutti del lavoro collettivo – non con la forza, ma nel complesso in accordo con regole legalmente stabilite. A questo proposito, è importante comprendere che i mezzi di produzione – vale a dire, l’intera capacità produttiva che è necessaria per produrre beni di consumo al pari di beni strumentali aggiuntivi – potrebbe essere legalmente, e per la maggior parte lo sono, la proprietà privata degli individui.

Per rendere chiare le cose, nella discussione che segue dovrei chiamare “lavoratori” tutti coloro che non condividono la proprietà dei mezzi di produzione – benché questo non corrisponda abbastanza al loro uso consuetudinario. Il proprietario dei mezzi di produzione è in una posizione di acquisire la forza lavoro dell’operaio. Usando i mezzi di produzione, il lavoratore produce nuovi beni che diventano di proprietà del capitalista. Il punto essenziale riguardo questo processo è la relazione tra cosa il lavoratore produce e quanto è pagato, entrambi misurati in termini di valore reale. Fin quando il contratto di lavoro è “libero”, cosa riceva il lavoratore è determinato non dal valore reale dei beni che produce, ma dai suoi bisogni minimi e dalle richieste del capitalista per la forza lavoro in relazione al numero dei lavoratori che competono all’impiego. E’ importante capire che nemmeno nella teoria il pagamento del lavoratore è determinato dal valore del suo prodotto.

Il capitale privato tende a diventare accentrato in poche mani parzialmente dovuto alla competizione tra i capitalisti e in parte allo sviluppo tecnologico, e la crescente divisone del lavoro incoraggia la formazione di unità maggiori di produzione alle spese di quelle minori. Il risultato di questi sviluppi è un’oligarchia di capitale privato d’enorme potere che non può effettivamente essere controllato nemmeno da una società con una politica democraticamente organizzata. Questo è vero dal momento in cui i membri dei corpi legislativi sono selezionati dai partiti politici, largamente finanziati o altrimenti influenzati dai capitalisti che, per ogni scopo pratico, separano l’elettorato della legislatura. La conseguenza è che i rappresentanti delle persone non proteggono a sufficienza gli interessi delle classi poco privilegiate della popolazione. In aggiunta, sotto le condizioni esistenti, i capitalisti inevitabilmente controllano, direttamente o indirettamente, le fonti d’informazione più importanti (la stampa, la radio e l’educazione). E’ così estremamente difficile, e infatti nella maggior parte dei casi abbastanza impossibile, per il cittadino individuale arrivare a conclusioni oggettive e fare un uso intelligente dei suoi diritti politici.

La situazione prevalente in un’economia basata sulla proprietà privata del capitale è così caratterizzata da due principi prevalenti: primo, i mezzi di produzione (capitale) sono proprietà privata e i proprietari ne dispongono come meglio credono; secondo, il contratto di lavoro è libero. Ovviamente, non c’è nulla che sia una pura società capitalista in questo senso. In particolare, dovrebbe notarsi che i lavoratori, attraverso lunghe e amare lotte politiche, hanno avuto successo nell’assicurarsi un qualcosa di forma evoluta del “contratto di lavoro libero” per certe categorie di lavoratori. Ma preso nell’insieme, l’attuale economia non differisce molto dal capitalismo “puro”.

La produzione è tenuta in piedi per il profitto, non per l’uso. Non c’è alcuna disposizione che tutti coloro che saranno capaci e vorranno trovarsi un lavoro saranno sempre in grado di trovarlo; un’”arma del disoccupato” c’è sempre. Il lavoratore ha sempre paura di perdere il lavoro. Dal momento in cui disoccupati e lavoratori sottopagati non provvedono in maniera proficua al mercato, la produzione di beni di consumo si restringe, e un gran disagio ne è la conseguenza. Il progresso tecnologico spesso risulta in una maggiore disoccupazione più che in un alleggerimento del carico di lavoro per tutti. Il motivo del profitto, insieme alla competizione tra capitalisti, è responsabile di un’instabilità nell’accumulo e nell’utilizzo di capitale che porta all’aumento di una crescente severa depressione. La competizione illimitata conduce a un grande spreco di lavoro, e alla paralisi della consapevolezza sociale degli individui che ho menzionato precedentemente.

Questa paralisi d’individui la considero il peggior male del capitalismo. Il nostro intero sistema educativo soffre di questo male. Un’esagerata attitudine alla competizione è inculcata agli studenti che sono allenati ad inseguire un avido successo come preparazione per la futura carriera.

Io sono convinto che ci sia solo una via per eliminare questi gravi mali, esplicitamente attraverso lo stabilire di un’economia socialista, accompagnata da un sistema educativo orientato verso scopi sociali. In tale economia, i mezzi di produzione sono posseduti dalla società e sono usati con una consuetudine pianificata. Un’economia pianificata, che detta la produzione ai bisogni della comunità, distribuirebbe il lavoro da fare tra la forza-lavoro e garantirebbe un’occupazione ad ogni uomo, donna e bambino. L’educazione dell’individuo, in aggiunta alla promozione delle sue proprietà innate, tenterebbe di sviluppare in sé un senso di responsabilità per i suoi compagni invece di glorificare il potere e il successo nella sua società presente.

Non di meno, è necessario ricordare che un’economia pianificata non è ancora socialismo. Un’economia pianificata in quanto tale può essere accompagnata dalla completa schiavizzazione dell’individuo. Il raggiungimento del socialismo richiede la soluzione di alcuni problemi socio-politici estremamente difficili: come sia possibile, in visione del lontano raggiungimento della centralizzazione del potere economico e politico, prevenire che la burocrazia diventi onnipotente e arrogante? Come potrebbero essere difesi i diritti dell’individuo e con esso avere un contrappeso democratico al fine di garantire il potere alla burocrazia?

La chiarezza riguardo le ambizioni e i problemi del socialismo sono di grande significato nella nostra era di transizione. Dal momento in cui, sotto certe condizioni, la discussione libera e senza ostacoli di questi problemi è stata oggetto di un tabù potente, io considero la fondazione di questa rivista un importante servizio pubblico.”
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Guardare il futuro insieme ad un Kabbalista

Pochi anni fa abbiamo pubblicato un libro meraviglioso chiamato La generazione futura. Questo libro si basa su tre articoli di Baal HaSulam che riguardano direttamente i nostri tempi, e specialmente “Gli scritti della generazione futura”. Io suppongo che il tempo in cui questo libro diverrà la base per stabilire una nuova società sia molto vicino.

Gli scritti di Baal HaSulam sono nel nostro archivio, “Gli scritti della generazione futura” è stato scritto come un abbozzo grezzo, e nel libro sono presentati in una forma organizzata. Dobbiamo vederlo come una guida per la nuova era.

Io raccomando vivamente di leggerlo, inoltre è stato caldamente acclamato dai leader dell’Israeli Academy, che hanno detto che Baal HaSulam ha preceduto i tempi e parla non solo dei suoi tempi ma anche dei nostri. Il professor Eliezer Shveid dell’Università Ebraica, ha scritto “Molto di quello che lui ha previsto sta accadendo nei nostri tempi e le sue spiegazioni sono valide, come uno strumento che ci permette di superare i problemi futuri dell’umanità”.

Troveremo gran parte delle sue innovazioni qui e per ciò io penso che questo sia un libro essenziale per tutti. Perfino chi è lontano dai nostri studi può vedere il futuro del mondo attraverso questo libro come lo fa un Kabbalista. Questo è così perché la sua prospettiva è molto più profonda della nostra. Anche se lui scrive su questo in maniera succinta e laconica, tuttavia è interessante conoscere le sue opinioni.

Tra le altre cose parla di quello che accadrà tra un paio di anni. Non è interessante sapere dove si dirige il mondo senza usare gli oroscopi, gli indovini, ecc.? Dopo tutto, tutto ciò che è scritto nelle fonti Kabbalistiche si è compiuto fino ad oggi, perciò anche questo è parte del piano. Non è fantasia né fantascienza nello stile di Jules Verne, che in effetti ha previsto molte cose. Un Kabbalista vede un futuro che già esiste e s’irradia nei nostri tempi in modo che noi sapremo come si compirà.

Inoltre, dalla nostra inclinazione di quello che avverrà noi convochiamo le Luci Circostanti da lì, che ci correggono. È molto utile leggere sul futuro. Non è per caso che i ragazzi amano leggere libri di avventure e vedere film sul futuro. Deriva dal loro desiderio di sviluppo. Perciò, leggendo sul futuro noi attiriamo la Luce Circostante dallo stesso modello che apparirà e che Baal HaSulam descrive. È molto utile per il nostro avanzamento.

Il libro “La generazione futura” è stato scritto in un linguaggio semplice. Io suppongo che Baal HaSulam abbia inteso questo libro per il pubblico in generale. Menziona scarsamente la saggezza della Kabbalah, ma non parla dei principi della giusta distribuzione, sull’organizzazione delle relazioni reciproche tra le persone e tocca tali cose, che grazie a queste il lettore vede immediatamente fino a che punto lui è d’accordo o in disaccordo con lo scrittore. Allo stesso tempo, dalle prime parole che la persona legge, inizia già il lavoro spirituale.

Un’altra cosa è che questo libro aiuterà anche chi non trova facile legare la saggezza della Kabbalah con il nostro messaggio di garanzia mutua, chi afferma che sia inutile portare questo messaggio di unione alle masse. Qui vediamo che il Kabbalista ci spinge di fatto a farlo, e prima sarà fatto, più successo avremo.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.08.2012, Gli scritti di Baal HaSulam)

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I batteri hanno ruoli sociali

Nelle notizie (da MIT News): “Molti organismi – mammiferi, uccelli e insetti, per esempio — formano cooperative sociali strutturate che concedono risorse per la difesa che sono suddivise all’interno della popolazione.

«Ma, sorprendentemente, anche i microbi, che si pensava prosperassero solo quando erano in grado di vincere la battaglia per le risorse contro quelli più vicini a loro, hanno una struttura sociale piuttosto sofisticata che si basa sulla cooperazione, secondo gli scienziati del MIT. Questi ricercatori hanno recentemente trovato prove che alcuni microbi oceanici usano armi chimiche che sono innocue per i stretti familiari all’interno della propria popolazione, ma mortali per gli estranei.

“Le armi sono antibiotici naturali prodotti da pochi individui di cui i parenti più stretti portano i geni che li rendono resistenti. I ricercatori ritengono che i pochi produttori di antibiotici agiscono come protettori dei molti, usando gli antibiotici per difendere la popolazione dai concorrenti o attaccare delle popolazioni confinanti. […]

“Questo rende la cooperazione, coinvolgendo gli antibiotici, doppiamente sorprendenti, perché la capacità di produrre antibiotici è un classico esempio di un gene ‘egoistico’ che dovrebbe aumentare la forma — o il tasso riproduttivo — dell’individuo portatore del gene. In un ambiente strettamente competitivo, il microbo utilizzerebbe questo vantaggio contro i suoi parenti più stretti. Ma attualmente sembra che questo concorso sia modulato da interazioni sociali dove gli antibiotici prodotti da pochi individui agiscono come ‘beni pubblici’: elementi a beneficio del gruppo, piuttosto che dei soli individui.

“Questa differenziazione delle popolazioni in individui che producono antibiotici e quelli che sono resistenti è una delle prime dimostrazioni che le popolazioni microbiche sono impegnate in una divisione del lavoro in ruoli sociali. Questa osservazione fornisce anche una spiegazione sul perché molti geni sono distribuiti irregolarmente tra genomi di microbi strettamente correlati. Almeno alcuni di questi geni possono essere responsabili per la creazione di fortissime unità sociali di batteri nel selvaggio.

‘È facile immaginare i batteri nell’ambiente come creature egoistiche capaci solo di riprodursi tanto velocemente quanto le condizioni gli permettono, senza alcuna organizzazione sociale,’ dice Otto Cordero, un post-dottorato CEE che è il primo autore della carta sulla Scienza. ‘Ma questa è la parte mentalmente -spinta: le guerre batteriche sono organizzate lungo le linee delle popolazioni, che sono gruppi di individui strettamente connessi con le attività ecologiche simili.'”

Il mio commento: Questo non sorprende, perché lo sviluppo dell’egoismo rende necessario unirsi per motivi di difesa. Così, a seguito della crisi, troviamo che per sopravvivere abbiamo bisogno di unirci al di sopra e contrariamente al nostro individualistico egoismo.
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La mente non da’ istruzioni all’ego

Dobbiamo portare il mondo al momento della verità, alla comprensione del fatto che solo l’uomo stesso richiede la correzione. Dobbiamo cambiare la nostra natura per bilanciare il male dentro di noi. Altrimenti continueremo a distruggere l’ambiente. Oggi questa inclinazione sta diventando illogica: stiamo seminando la morte nelle nostre case. Questa è una conoscenza comune, ormai si scrive continuamente a riguardo di questo, e lo vediamo con i nostri occhi, lo sperimentiamo come colpi di freddo e di caldo, Tsunami e tempeste. E c’è ancora molto in serbo per noi nel futuro.

Ed ancora, come se fossimo in uno stato di incoscienza, continuiamo di volta in volta ad essere sempre indulgenti con il nostro ego. L’ego è capace di sopprimere l’istinto naturale nella voce della ragione dell’uomo. Tanto è vero che l’uomo è bloccato sempre nello stesso vicolo cieco, vincolato continuamente dallo sbarramento dei colpi. Vedendo la situazione da fuori è impossibile comprendere come questa possa esistere.

Eppure, questo è quanto il Creatore ha preparato per noi, una serie di sciagure, sino a che non arriveremo a riconoscere il male, sino a che alla fine inizieremo a porci la domanda: da dove viene tutto questo e perché succede?

Il problema con i leader di oggi consiste nella loro sordità al suono della ragione. Desiderano solo una cosa: continuare la caccia alla ricchezza ed al controllo. E, cosa ancora più importante, non vedono una soluzione possibile. Molti già capiscono che tutto riguarda la natura umana, ma tutti si arrendono disperati quando si confrontano con questo problema. Conoscono solamente due mezzi: la potenza dell’esercito ed i soldi, che gli permettono di mantenersi al potere. Non ci sono altre opzioni percorribili che vengono prese in considerazione.

Io voglio dir loro che è possibile cambiare le persone attraverso l’educazione integrale: entro pochi anni vedrebbero miglioramenti e prosperità. Essi sentono ma non ascoltano. Non possono sentire per via di tutta la loro intelligenza.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.08.2012, Articolo “Esilio e redenzione”)

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Un momento decisivo nella storia

I tempi stanno cambiando sempre più velocemente e ogni giorno sempre più dritti verso la meta. Il mondo sta iniziando a comprendere la situazione imminente, che noi consideriamo una transizione da un livello ad un altro, da un gradino della scala ad un altro nel nostro sviluppo.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “La Pace” che ogni volta che si presenta l’ascesa ad il prossimo livello, l’umanità deve scoprire la vanità e la pericolosità dello stato presente, l’impossibilità di muoversi avanti o di rimanere fermi. Quando l’intero mondo, proprio come un uomo, un gruppo, o una nazione, soffre delle circostanze presenti, riceve il combustibile, la motivazione, per il passaggio al prossimo livello. Le persone sono pronte a lasciare lo stato presente, che prima sembrava buono, mentre ora vedono il male che c’è in esso. Inoltre sono pronti ad accettare il prossimo livello, che prima sembrava irreale e cattivo, come quello buono.

Ecco come viene portato avanti lo sviluppo. L’uomo cambia. I suoi desideri cambiano e poi, mettendo a nudo il passato, il presente ed il futuro per poterlo ri-valutare, egli passa al prossimo stadio. Forzando il proprio sviluppo. Valutando via via più correttamente i suoi stadi, l’uomo risparmia tempo e così si identifica internamente con questa tendenza, grazie a questo il processo si muove su di lui più facilmente, gentilmente ed in modo positivo. Questo avviene in quanto egli comprende le ragioni per cui sta succedendo ed agisce consapevolmente, pianificando sulla base di quello che vede dinnanzi a se.

Ecco come l’uomo aiuta le forze della natura che lo influenzano. Esse sono evocate dalla negatività per spingerlo lungo il cammino, ma egli sta cercando di passare al prossimo livello da solo, usando l’attrazione da davanti e non la spinta da dietro.

Oggi siamo entrati nell’ultimo stadio dell’attuale periodo di sviluppo. I Kabbalisti cominciano il conto alla rovescia dal quindicesimo secolo dai tempi dell’ Ari. Noi capiamo che quel processo fluisce lentamente, stadio dopo stadio, passando i cinque livelli di HaVaYaH, dallo stadio radice al quarto stadio. Baal HaSulam, l’ultimo grande Kabbalista, ha preparato la metodologia della correzione per noi. Egli ha anche voluto accelerare i tempi ed ha avuto anche un successo relativo. Chissà come ci saremmo mossi in avanti senza le sue rivelazioni.

A proposito della situazione corrente, è speciale nel senso che il mondo stesso, anche senza le varie esperienze, inizia a comprendere che ora siamo al punto di un’importante transizione. Certamente, non tutti lo capiscono. Ci sono sempre persone che non comprendono il punto principale, oppure che fanno orecchio da mercante alla chiamata del tempo.

Ci sono delle ragioni per questo, visto che essenzialmente quelli che hanno causato la corrente crisi finanziaria ed economica stanno ancora nascondendo la vera situazione, preferendo vivere nell’euforia, nelle loro fantasie. Comunque, ogni giorno che passa, capiscono sempre più chiaramente che la situazione è critica e che non c’è nulla che si può fare. Indipendentemente dalle somme gigantesche di dollari ed euro buttate nell’economia, non ci sono soldi per pagare i conti e non c’è mezzo che potrebbe permettere di risarcire in qualche modo il debito.

Oggi, tornando al registro di cassa, capiscono non che è semplicemente vuoto, ma che è ormai in un negativo senza speranza. Ecco perché tutto quello che viene fatto oggi non ha lo scopo di correggere la situazione, ma di ritardare l’inevitabile fine solo di qualche mese. Finalmente, diviene chiaro che c’è uno tsunami gigantesco che ci attende, un colpo che il mondo non sarà in grado di sopportare. La società non è ancora a conoscenza di quello che sta succendendo, ma è solo questione di tempo.

Di conseguenza, l’elite sta pianificando diversi passi e stanno pianificando diversi scenari per lo sviluppo di eventi dal globale al locale. Che scelta hanno? Ovviamente, sarebbe meglio per loro buttare tutto all’aria e iniziare il gioco da capo. Ma come posso fare? Visto che lo standard di vita delle persone sarà diminuito del 50% e anche di più. Il meccanismo sociale precedente smetterà di funzionare. Quelli che erano seduti in cima cadranno giù. Non rimarrà nulla delle banche che erano solite star dietro a questo gioco. Alla fine una insicurezza mortale si dispieghera’ di fronte a noi.

Di norma, in queste situazioni, sotto la spinta delle circostanze, non vedendo alcuna altra via, l’umanità inizia guerre e ribellioni, così forse, ci sono tempi particolarmente duri che ci stanno aspettando.

Questo è vero in modo particolare per gli Ebrei visto che, come scrive Baal HaSulam alla fine dell’ “Introduzione al libro dello Zohar” ed in altri passaggi che l’intera correzione è posta sopra Israele. Gli eventi che stanno succedendo alle banche Europee ed in altre organizzazioni economiche sono sicuramente diretti dal Creatore, che attraverso questi mezzi ci sta portando verso la realizzazione del male che è presente nel mondo egoista e sta obbligandoci duramente a sbarazzarci dell’approccio corrente che è solo volto ad ottenere un beneficio materiale. Egli ci sta portando verso la realizzazione che è necessario cambiare i valori. D’ ora in poi, lo spirituale deve diventare il nostro scopo mentre  il materiale deve diventare il mezzo.

Non è possibile immaginare quali sofferenze sono necessarie per poter cambiare i valori di tutti, sia considerandoci separati dagli altri sia per l’umanità nella sua interezza. Questo perché l’uomo non è pronto, non capisce e non sente che cosa deve fare. Quanto deve salire la pressione? Ed in tutta questa pazzia, come si può comprendere che solo una cosa è necessaria: dare solo quel poco che è necessario al corpo e dare il resto all’anima?

Quanto stiamo dicendo qui riguarda un cambiamento dei grandi valori egoistici dell’intera umanità per poterli innalzare dallo stato corrente a quello in cui si desidera soltanto una cosa, vivere nella dazione. Comunque l’uomo non lo desidererà da solo con la forza, ma per proprio contro, comprendendo, capendo e sentendo che è questa, la grande meta, voluta da tutti, che si innalza sopra la vita e la morte, sopra tutto.

Allora come può l’uomo arrivare alla dazione ed all’unione? Come può uscire dal proprio egoismo, dal proprio corpo ed unirsi agli altri? Come può unirsi agli altri completamente per sentire l’intero mondo come se fosse se stesso e desiderare di occuparsi di ciascuno, di sentire tutto questo invece delle relazioni e valori correnti? Stiamo parlando di una trasformazione radicale da un piatto della bilancia all’altro. Non capiamo come possa accadere una cosa simile. L’umanità piuttosto finirebbe la sua vita suicidandosi.

Questo è esattamente il punto in cui si rivela la forza superiore, La Luce che Riforma, che rende effettive le sue azioni nel bene o nel male. Comunque è necessaria una grande sofferenza per questo, per arrivare al punto in cui la gente veramente, e non solo a parole, sente che è meglio la morte di questa vita. Solo quando l’uomo si innalza sopra il limite della vita e della morte, la forza superiore si rivela e controlla l’azione. Un breve shock non sarà abbastanza in questo caso, questi stati devono essere sentiti sino ad una profondità mortale, che non è la vita stessa, ma la sua base corrente, il desiderio egoistico.

Ora ci sono degli stadi critici di fronte a noi che si svilupperanno esattamente in questo modo a meno di addolcirli con la metodologia della correzione, la scienza della Kabbalah. Oggi, per la prima volta nella storia, si rivela davanti a tutti per poter mostrare all’umanità, ed in particolare ad Israele, la possibilità di passare dal sentiero della sofferenza a quello della Torah.

Affinché questo possa accadere, stiamo spiegando alle persone l’evoluzione mossa dall’egoismo, il movimento tra i livelli, il libero arbitrio che ci è già accessibile e che ci aiuta a misurare il carattere della trasformazione da uno stadio all’altro. Sta arrivando un punto decisivo nella storia. L’eogismo ci ha sviluppato per centinaia di anni ma oggi siamo arrivati allo stadio del male comune e dobbiamo realizzare so stadio del bene comune. Questo è già un nuovo stadio di umanità, vivere nella dazione invece che nella ricezione.

Se non addolciamo gli stadi di transizione attraverso la scienza della Kabbalah con le spiegazioni che ci aiuteranno a capire ed a comprendere lo sviluppo e a cooperare con esso, se non attiriamo la Luce che Riforma e la passiamo all’umanità, diventando la “Luce per le nazioni”, allora la transizione al prossimo livello sarà molto difficile.

Già vediamo il declino economico e la minaccia di una guerra. Molte altre cose ci devono essere ancora rivelate nel futuro. E tutto questo non accadrà prima o poi nel futuro, non è qualcosa al di là dell’orizzonte, è qui ed adesso giusto avanti a noi nel programma. Ovviamente i problemi non faranno che aumentare e l’intero mondo produrrà conflitti e guerra. E’ volontà del Creatore portare il mondo al fallimento economico, eppure semplicemente le varie organizzazioni non vedono altra via d’uscita. Non è possibile sistemare i debiti correnti. Ecco perché vengono adottati tutti i mezzi conosciuti come: guerra, protezionismo e fascismo, che sembrano la soluzione ai problemi.

In queste circostanze è richiesta una campagna di disseminazione da parte nostra e non una fiammata a breve termine, ma un’onda senza fine che si muova come un muro crollando sull’intero mondo. Questo è il nostro compito: organizzare una pressione grazie alla spiegazione e addirittura tramite la propaganda riguardo a quello che offre la metodologia della correzione.

I tempi sono maturi per quest’inizio. Dobbiamo preparare noi stessi il prima possibile per creare vari tipi di copertura estesa, intensa, decisiva e che non nasconde nulla per attivarli prima in Israele nel posto più importante al mondo, da cui le novità scorreranno al resto dell’umanità attraverso tutti i canali. Oltre a questo dobbiamo disseminare attraverso i nostri gruppi sparsi in tutto il mondo.
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(Dalla quarta parte Della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.08.2012, Scritti di Baal HaSulam “La Nazione”)

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La trappola del progresso

Opinione (Ronald Wright, da About.com): “Il film, basato sul libro di saggistica intuitiva di Ronald Wright, A Short History of Progress, presenta argomenti convincenti sul fatto che se la tecnologia non viene utilizzata in modo appropriato e con moderazione può portare a condizioni avverse e al collasso della civiltà – se non alla effettiva scomparsa del genere umano.

“Wright, che è stato intervistato nel film, sottolinea riguardo alle ‘trappole del progresso’ o istanti in cui il sapere degli esseri umani, sistemi di credenze o di tecnologie che hanno dato soluzioni a breve termine nel bisogno, hanno realmente avuto effetti negativi.

“Un esempio, presentato come una rievocazione drammatica del film, è la caccia preistorica dei mammut lanosi – è stato un progresso quando i nostri antenati hanno capito come andare a caccia in modo efficiente, uccidendo due bestie nello stesso momento invece di una, ma quando hanno capito come uccidere l’intera mandria facendoli cadere nella rupe, hanno distrutto la loro intera alimentazione futura mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Questa è una trappola del progresso che chiunque può capire. E questo stesso tipo di comportamento pericoloso persiste oggi ed è sollevato da Jane Goodall, che sottolinea come l’umanità continua lo sfruttamento delle risorse della terra e del consumo dispendioso, aggravato dal sempre crescente utilizzo di tecnologie che sono ritenute come progresso, ma che semplicemente non vanno bene per la futura evoluzione — o sopravvivenza — della specie.

Lo sviluppo del progresso è pieno di informazioni e presenta una vasta gamma di argomenti che richiedono una riconsiderazione del concetto di progresso. Il film copre una gamma di preoccupazioni che sono presentati come una nutriente insalata mista di rievocazioni grafiche e interviste filmate. Il film è intellettualmente stimolante e provocatorio che solleva più domande che risposte. La questione essenziale è una, valida e stimolante: l’umanità è sufficientemente evoluta per essere in grado di gestire il sapere e non permettere l’uso improprio della tecnologia al fine di distruggere la civiltà? Questa è una domanda che deve essere considerata da tutti”.

Il mio commento: Oggi, stiamo superando questi errori a causa dell’attuale crisi. Sperando che si sia capito che l’economia egoistica è giunta alla fine, e che dovrebbe cambiare nell’economia della felicità in uguale abbondanza per i nostri corpi e illimitata nello sviluppo delle nostre anime.
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Il capitalismo vuole che divorziamo

Nelle Notizie: (Da The Guardian): “Ci piace pensare di essere liberi nel mercato libero, che siamo di là dalle forze della pubblicità e dalle manipolazioni sociali delle forze di mercato. Ma c’è una nuova tendenza, la comparsa della “persona singola” come consumatore modello – che ci presenta un paradosso. Una volta lo pensavamo come radicale – l’essere singolo – adesso può essere reazionario.”

“Le relazioni a lungo termine, come il lavoro per tutta la vita, adesso è deregolamentato a breve termine, gli arrangiamenti temporanei senza promessa d’impegno, come la sociologa Zygmunt Bauman ci ha avvertito da una decade. È molto duro per due persone essere lavoratori autonomi, insieme, senza la promessa di un futuro stabile. Il capitalismo ci vuole singoli.”

“Essere singolo, è visto, dagli anni sessanta, come una scelta radicale, una forma di ribellione contro il conformismo capitalista borghese. Come afferma il sociologo Jean Claude Kaufman, lo spostamento dalla vita familiare a uno stile di vita da singoli è stato un “irresistibile momento d’individualismo” nel ventesimo secolo. Ma questa “libertà” sembra molto meno attraente se vista attraverso la prospettiva di cambiamenti pianificati di consumo.”

“Adesso ha un senso economico convincere la popolazione a vivere da soli. I singoli consumano il 38% in più di prodotto, 42% in più d’imballaggio, il 55% in più di elettricità e il 61% di benzina per capite di quattro abitanti di una casa, in base allo studio di Jianguo Liu dell’Università Statale del Michigan. Negli Stati Uniti, i singoli mai sposati nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, adesso superano le persone sposate del 46%, secondo il Bureau di Referenze della Popolazione. E il divorzio è un mercato in crescita: una famiglia distrutta significa che due unità familiari dovranno comprare due macchine, due lavatrici, due TV. I giorni di una famiglia unita come modello di consumo sono finiti. […]

“Il consumismo adesso ti vuole singolo, e per questo te lo vende come sexy. L’ironia è che adesso è molto più radicale cercare di essere in una relazione a lungo termine e avere un lavoro a lungo termine, pensare al futuro, forse anche cercare di avere dei figli, che essere singoli. Vita di coppia e connessioni a lungo termine con altre persone in una comunità, adesso sembrano l’unica alternativa radicale alle forze che ci ridurranno a nomadi isolati e alienati, alla ricerca di connessioni temporanee da “aggiustare velocemente” con corpi che portano incorporata in sé la propria obsolescenza percepita.”

Il mio commento: É cosi che il capitalismo vede la società, solo come un consumatore dei suoi prodotti. È un’attitudine di egoismo verso l’umanità e verso la natura che ci conduce verso un confronto con la natura, alla crisi, e adesso vediamo l’inutilità dell’egoismo per la nostra esistenza. Per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di correggere la nostra natura egoista.

Il desiderio di rendere tutti e tutto il mondo schiavi è il desiderio naturale dell’egoismo in noi. Ma la natura ha il suo piano: portarci tutti in equilibrio, in uguaglianza e in unità. Se non riconosciamo questa esigenza, allora questo piano sarà implementato attraverso la crisi. È un vero peccato per le vittime.
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La forza dell’unione uguaglia la forza della vita

Domanda: Lei ha detto che l’unione tra di noi risveglierà una forza speciale che si trova sopra le nostre vite. Che cos’è questa forza e come può servirci come scudo o arma?

Risposta: È la stessa forza di vita che esiste nei nostri corpi quando tutti gli organi lavorano reciprocamente in armonia generale. È questo che viene chiamato vita, e se gli organi smettono di lavorare in equilibrio e armonia uno con l’altro, questo crea diversi problemi di salute dall’assenza di garanzia reciproca nel corpo.

Quando manca la forza che collega gli organi a lavorare insieme, il corpo inizia a perdere la sua forza di vita, fino alla completa morte. Morte è quando la persona smette di comprendere gli altri. Questo significa che un organo non lavora in armonia con un altro organo, e perciò il corpo collassa.

Ed è esattamente in questo punto critico che si trova la società d’Israele: Uno non capisce l’altro e non è nemmeno interessato a capirlo. Ogni persona pensa di essere nel giusto su tutto. L’anno scorso la separazione ha raggiunto l’apice, ma quando una minaccia appare all’orizzonte, aiuta la nazione a connettersi. Perciò io adesso faccio appello a questa chiamata.

Benché la forza dell’unione sia essenziale nelle nostre vite in tutti gli eventi, e non unicamente sotto la minaccia della sicurezza, ci aiuta anche a correggere la situazione economica e la salute, ed eliminerà la separazione nella società. La forza della connessione, l’Arvut (Garanzia mutua) equilibra e sistema tutto in maniera perfetta e ti porta alla sensazione di essere in una famiglia.

Perciò, se ricevi più o meno, non sarà importante poiché sarà sotto un accordo generale dato che nella presente situazione, è meglio per tutti. Capirai che è la soluzione ottimale per il momento presente.
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“Gli americani buttano via più del 40% del loro cibo”

Nelle Notizie (da Los Angeles Times): “Gli americani gettano via quasi uno ogni due bocconi di cibo, perdendo ogni anno fino al 40% dell’approvvigionamento del paese – una massa di provviste non consumate stimate a circa 165 miliardi di dollari, secondo il nuovo rapporto del Consiglio della difesa delle risorse naturali. […]

“I rifiuti alimentari sono la maggior parte dei rifiuti solidi che ingozzano le discariche americane. Sin dal 1970, l’importo della tariffa sul cibo non consumato che è oggetto di dumping è saltato al 50%. L’americano medio cestina 10 volte tanto di cibo rispetto a un consumatore del sud-est asiatico, secondo il Consiglio della difesa delle risorse naturali.”

Il mio commento: Se ci sentissimo “come” una famiglia, come spiega l’attuale crisi globale, la fame sarebbe eliminata senza aumentare la produzione di alimenti; scomparirebbero merci assolutamente inutili (il 70% della produzione), la spesa militare, i farmaci dannosi, ecc. Se gli americani avessero lanciato una campagna di aiuto reciproco all’interno del paese, avrebbero mostrato un esempio per tutti i paesi di come, senza spendere un centesimo del Ministero del tesoro nazionale, si possono rendere tutti ben nutriti e dopo “affini” e così via.
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