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Gli scienziati hanno scoperto una coscienza

Nelle notizie (Da The Independent): “Gli scienziati della Oxford University hanno fatto una scoperta sorprendente. Hanno trovato una regione nel cervello che ti fa chiedere se hai fatto qualcosa di sbagliato, e se sei stato ben consigliato di fare qualcosa di meglio.

“Ci sono alcune cose che si devono sapere di questa regione, che è dentro la tua testa[…] Uno, si chiama polo frontale laterale. Due, è unico per gli esseri umani – hanno fatto dei test sulle scimmie nel corso della ricerca alla Oxford ed esse, no, non ce l’hanno. Tre, ha la dimensione di un cavolino di Bruxelles. E quattro, è un salto al di là delle attuali conoscenze scientifiche in regni che possono essere definiti solo inquietanti. […]

“Per secoli abbiamo pensato che la coscienza era soltanto una qualche facoltà di intuizione morale nella mente umana, un senso innato che uno si stava comportando bene o male – benché il grande HL Mencken una volta l’abbia definita come: ‘la voce interiore che ci mette in guardia che qualcuno ci sta guardando.’ Veniva usata dalla religione come qualcosa di numinoso o altro, gentilmente donata da Dio, per darci una scelta fra peccato e Paradiso.”

Il mio commento: Il nostro mondo e il nostro corpo sono una copia dei mondi superiori. L’unica differenza è nel programma del loro lavoro: per il bene di me stesso nel nostro mondo e per gli altri, per il Creatore, nel mondo superiore. Però tutti i dettagli sono identici.
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“Un quasar lontano illumina un filamento della rete cosmica”

Nelle notizie (dalla University of California, Santa Cruz): “Gli astronomi hanno scoperto un quasar distante illuminare una vasta nebulosa di gas diffuso, rivelando per la prima volta parte della rete di filamenti pensati per collegare le galassie in una rete cosmica. […]

“Il modello cosmologico standard di formazione della struttura dell’universo prevede che le galassie siano incorporate in una rete cosmica di materia, la maggior parte di quale (circa il 84 %) è materia oscura invisibile. Questa rete è vista nei risultati di simulazioni al computer dell’evoluzione della struttura dell’universo, che mostrano la distribuzione della materia oscura su larga scala, compresi gli aloni di materia oscura in cui le galassie si formano e la rete cosmica di filamenti che li collegano. La gravità provoca la materia ordinaria a seguire la distribuzione della materia oscura, così si diffondono i filamenti, ionizzando il gas si prevede di poter tracciare un modello simile a quello visto nelle simulazioni di materia oscura.”

Il mio commento: Ogni giorno che passa diventiamo sempre più convinti che tutta la natura, il nostro universo, la Terra, e noi stessi sono elementi di un unico sistema che è permeato con tutti i tipi di connessioni in modo che non vi è allontanamento l’uno dall’altro, ma piuttosto si manifesta un interconnessione assoluta.

L’umanità, come parte della natura, è obbligata a portare se stessa in conformità a questa legge universale della natura, che è sempre più manifesta. In caso contrario, sperimenteremo costantemente e progressivamente tutte le conseguenze della nostra incongruenza con la natura.
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Giustificando il principio dell’approccio scientifico

Domanda: Com’è la richiesta di giustificare tutto ciò che succede riguardo all’approccio scientifico abituale della Kabbalah?

Risposta: Si riferisce a come dobbiamo vedere giustamente la realtà. Questo è ciò che ci viene insegnato. Uno scienziato potrebbe provare a cambiare i suoi attrezzi: i prodotti chimici, se si tratta di un esperimento di chimica, o microscopi o telescopi, ma in questo caso gli è detto che se vuole arrivare alla causa iniziale del fenomeno, lui può farlo soltanto tramite un’equivalenza di forma.

Questo modo è l’ unico per cominciare a lavorare con le due forze della natura: la forza di ricezione e la forza di dazione, l’universale più e meno. Queste due forze sono la base di tutta la creazione. E’ possibile scoprirle soltanto tramite l’equivalenza e l’equilibrio tra le due, il quale si raggiunge attraverso l’equivalenza graduale fra loro.

Scopriremo che queste due forze si incontrano e si contraddicono l’una l’altra dentro di noi. Qualsiasi cosa sentiamo ora, la nostra esistenza e l’esistenza del mondo intero, è il risultato di queste due forze che si uniscono e non possono raggiungere uno stato di equilibrio fra loro. Però questo squilibrio è rivelato in una gamma che possiamo scoprire. Se ora possiamo bilanciare queste due forze, diventiamo la linea di mezzo che le attraversa e le include dentro di noi. Poi possiamo vedere lo stato vero.

Tramite questa corretta connessione e l’integrazione fra le due, portandole all’equivalenza della forma, che serve da adattatore nel mezzo, noi stabiliamo il punto della nostra esistenza nella quale la realtà si apre a questo punto davanti a noi, a questo livello, su questa scala, nella linea mediana. Così scopriamo l’immagine della realtà vera. Questa è chiamata la saggezza della Kabbalah: l’equilibrio sulla linea di mezzo in ogni punto della nostra esistenza.

Questo tipo di scienziato si chiama Kabbalista. Colui che raggiunge l’equilibrio delle forze e che le controlla, verificandole e studiandole e lavorando con loro tramite la sua ricerca, il suo sforzo, il suo lavoro con gli strumenti più interni, con i suoi desideri, non con equipaggiamenti esterni, ma con i suoi vasi interiori.

Si scopre che non ha bisogno della fisica, della chimica, o di tutte le altre scienze esterne, poiché cambia la natura dalla sua base. Non ha bisogno di tutti i metodi superficiali allo scopo di gestire la sua vita e controllare qualche fenomeno. Questo è così goffo ed inutile rispetto al suo stato attuale.

Giustificare ogni stato significa raggiungere la radice della creazione in ogni stato, su ogni livello. Quando queste due forze sono in equilibrio, vedo come la forza di dazione si veste della forza di ricezione secondo la legge di equivalenza di forma fra loro. Poi vedo che succede nella forza di dazione, nell’ essere creato come egli si identifica ed è aderito alla forza superiore di dazione, al Creatore. Poi giustifico la creazione, come l’essere creato raggiunge il livello del Creatore, che significa lo stato di assoluta bontà e benevolenza.

Intanto, finché non ho raggiunto una correzione nella quale sento e scopro il Creatore come il buono e benevolente, i miei stati sono chiamati gli stati di lavoro. Devo anche giustificarli, significa provare e raggiungere la giustificazione. Non posso dire che il Creatore è buono e benevolo e allo stesso momento gridare di dolore. E soltanto “dalle Tue azioni Ti riconosceremo.” Non capisco qual è il buono e il benevolo se non l’ho raggiunto. Il buono e benevolo è diverso in ogni stato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  del 19.12.2013, Shamati #15 “Che cos’è Altre Dèi nel Lavoro”)

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“Le api lavorano assieme”

Nelle notizie (Tratto dalla Royal Society): “Una parte essenziale del comportamento delle api domestiche consiste nel formare degli sciami. Quando una regina fertilizzata abbandona l’alveare, porta uno sciame di api con lei per iniziare una nuova colonia. Fino a 20.000 api possono accompagnare una regina appena fertilizzata nella sua avventura. Queste api normalmente formano un gruppo e stanno assieme per diversi giorni mentre degli esploratori si allontanano in ricerca di una nuova casa per trasferirsi. Le api, esposte alla temperatura esterna, rischiano di aver troppo freddo ma dentro questi gruppi molto stretti possono anche soffrire il caldo.

I gruppi di api sembrano reagire a queste temperature variabili come un solo corpo. Mentre una singola ape ha solo informazioni sul suo proprio ambiente locale, il gruppo, nel suo insieme, risponde in modo cooperativo per mantenere una temperatura interna di 35°C. Alcuni ricercatori del MIT e di Harvard stanno progettando un modello matematico che spieghi come i gruppi di api possano reagire in modo cooperativo senza un controllo centrale.

Il loro modello suggerisce che le api rispondano alle loro condizioni locali e che si muovano di conseguenza e che questo a sua volta causi delle variazioni nel loro posizionamento che possono propagare le informazioni riguardo alla temperature dell’aria in tutto il gruppo.

Questi gruppi di api hanno due parti principali. Nella parte esteriore del gruppo le api sono raggruppate strettamente e formano un mantello mentre nel centro le api sono più disperse. Quando l’aria è fredda, il mantello diviene ancora più denso ed il gruppo si contrae, mantenendo il calore all’interno. Quando l’aria è più calda, il gruppo si espande ed il mantello si allarga per prevenire il surriscaldamento del nucleo. […]

Il modello creato da Samuel Ocko e L. Mahadevan si basa sull’idea che le api fredde preferiscano accalcarsi densamente e che le api calde vogliano star più distanziate. Le api fredde cercano di spingersi verso le temperature più alte il che crea quello che hanno chiamato “una pressione comportamentale”. Le api cercano di minimizzare questa pressione modificando il loro assieme. Usando una serie di equazioni i ricercatori hanno trovato che la minima pressione comportamentale si correla matematicamente sia con le temperature locali che con quella esterna. Il loro modello suggerisce che le api rispondano alla loro condizione locale e che si muovano di conseguenza, questo a sua volta causa delle variazioni nel raggruppamento che possono propagare informazioni riguardo alla temperatura ambientale dell’aria fuori dal gruppo.

Con questo metodo le api possono condividere informazioni attraverso il gruppo e lavorano assieme per mantenere la temperatura costante nello sciame. Il modello mostra l’abilità straordinaria delle api di agire come un sistema collettivo. Il Team di ricercatori suggerisce che gli individui nel gruppo possono lavorare così a stretto contatto perché “la differenza tra l’individuo e la collettività è praticamente inesistente.”

Il mio commento: Le api e gli altri animali interagiscono istintivamente, diretti e spinti dalla forza della natura. Gli uomini sono stati dotati di una mente per imparare dalla natura e per raggiungere la somiglianza con essa attraverso i loro sforzi. Come risultato di questo lavoro su noi stessi, noi riveliamo la forza superiore nascosta della natura: Il Creatore.
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Le stampanti 3D “Stampano” L’Industria Aerospaziale del 21° secolo

Notizia (dal Financial Times): “Finora le aziende si sono avvalse della stampa tridimensionale, definita anche produzione supplementare, per fare prototipi di parti o prodotti da testare. Ma molti tra i maggiori produttori, tipo General Electric, EADS e Siemens, stanno ora iniziando a trasferire questo tipo di tecnologia dal campo della progettazione a quello della produzione.

Da Gennaio la Siemens, il gruppo tedesco attivo nei settori di elettronica ed ingegneria, utilizzerà il sistema di stampa 3D per produrre pezzi di ricambio ed altri componenti di turbine a gas all’interno della propria divisione per la produzione di energia e manutenzione. Tramite questo mezzo potrà produrre oltre 100 tipi diversi di componenti. Il risultato è che alcune riparazioni potranno essere effettuate in un decimo del tempo solitamente necessario.

La Siemens sostiene che questo potrà rivoluzionare il processo di fornitura dei pezzi di ricambio. Attualmente i pezzi di ricambio vengono prodotti in grosse quantità, immagazzinati e spediti singolarmente su richiesta. Presto sarà possibile stamparli esattamente dove saranno necessari, vicino al cliente. […]

Per l’industria aerospaziale il metodo di stampa 3D è particolarmente interessante, dato che può produrre pezzi più leggeri. Inoltre questa tecnologia può contribuire a ridurre lo spreco di materiale, cosa importante per un’industria che utilizza materiali costosi come il titanio. Di conseguenza i prodotti che hanno uno scarso rapporto tra utilizzo di materiale e risultato finale saranno in cima alla lista delle aziende per la produzione con stampa 3D.

‘Per la produzione di alcuni dei nostri componenti si può sprecare anche il 90% del materiale acquistato’ dice Rich Oldfield, direttore tecnico della GKN Aerospace ‘Se esaminiamo i costi dei materiali per la produzione di un velivolo, qualsiasi elemento che abbia un rapporto tra utilizzo di materiale e risultato finale tra il 70% ed il 90% è un probabile candidato. E’ un’enorme opportunità.’

Il mio commento: Tutto questo non ha lo scopo di aumentare i profitti ma di dare più tempo libero alla gente per l’educazione. La Natura ha indicato l’obiettivo ed i mezzi per trarre a sé l’essere umano attraverso il riconoscimento del male, partendo da una posizione opposta a questo obiettivo.
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Il progresso tecnologico conduce ad una trappola

Nelle notizie (da Nauka (Scienza): “Qubit (Q – bit) è un bit quantistico, un unità informativa, 0 o 1. Ricevendo informazioni in un bit, riduciamo la nostra ignoranza dal nulla (incertezza) a metà.
“Le dimensioni del cervello di un computer hanno raggiunto i confini del mondo quantistico, dove non governano le leggi di probabilità classiche, ma quelle quantistiche.

“A differenza dei classici bit che possono assumere solo i valori di 0 o 1, un qubit prende un numero infinito di stati, una combinazione (sovrapposizione) dei due fondamentali 0 e 1. La sovrapposizione caratterizza la probabilità di trovare un qubit in uno dei due stati principali.

“Ogni numero come questo è costituito da un numero reale e da un numero immaginario, che indica la rotazione nello spazio quantico. I numeri immaginari aiutano a determinare la probabilità di trovare un qubit in uno o in un altro angolo del mondo quantistico.

“Se i gadget elettronici funzionano su chip quantistici, essi diventeranno invisibili e sfuggenti. Non ci saranno segreti per i computer quantistici, essi potranno facilmente decifrare qualsiasi codice, qualsiasi hacker competente sarà in grado di comandare missili nucleari a decollare o causare un reattore nucleare ad esplodere.

“Nessuno sarà in grado di fermare la ricerca in questo settore. La stessa situazione si è verificata durante la corsa atomica. E’ iniziata un altra corsa agli armamenti, questa volta sono i quantum”.

Il mio commento: L’evoluzione dell’egoismo ci porta alla necessità di essere rieducati con il metodo dell’educazione integrale, dai desideri egoistici a quelli altruistici, con la forza – attraverso la sofferenza oppure consapevolmente – in anticipo, prima che la sofferenza ci costringerà.
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L’equilibrio dell’universo

Opinione (Erik Ramberg, Generale Detector R & S Coordinatore Tecnico, Fermilab): “Sulla base delle probabilità, davvero non dovremmo più essere qui. Le Galassie, le stelle, i pianeti e le persone sono possibili solo in un universo che si espande a giusta velocità durante i suoi primi giorni. Questa espansione è stata governata dalla spinta verso l’esterno dell’energia oscura in conflitto con l’attrazione gravitazionale verso l’interno della massa dell’universo, che è dominata dal genere invisibile chiamato materia oscura. Se queste quantità erano diverse, se l’energia oscura fosse stata solo un po’ più forte dopo la nascita dell’universo, ad esempio, lo spazio si sarebbe espanso troppo velocemente per formare le galassie e le stelle. Ma un frammento in meno di energia oscura avrebbe causato all’universo di collassare su se stesso. Allora perché, chiede Erik Ramberg del Fermilab di Batavia, Illinois, loro sono così perfettamente bilanciati per consentire l’esistenza dell’universo in cui viviamo?’ Noi non conosciamo la ragione fondamentale per cui questo equilibrio dovrebbe esistere’, dice Ramberg.’ Non c’è dubbio che la quantità di energia oscura nell’universo è il numero più preciso messo a punto nella storia della fisica.’ “

Il mio commento: Il rapporto delle forze è la legge fondamentale dell’universo. L’universo è integrale, cioè, completamente interconnesso. E’ stato creato e si è evoluto in questo modo. E sarà così fino alla fine. Solo l’essere umano è sbilanciato in esso: e deve arrivare a questo con la propria decisione, e le forze dell’universo lo aiuteranno in questo. Questo è il piano della creazione dell’universo.
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Spendere la nostra vita preparandoci per la guerra

La scienza del nostro mondo è in continua evoluzione, dobbiamo continuare a correggerla e migliorarla senza interrompere la ricerca.

Qualunque cosa sembri assolutamente ovvia oggi, finisce per essere discutibile domani, ed è anche possibile che tutto ciò che oggi viene considerato benefico, domani possa essere considerato nocivo. Il nostro desiderio si mantiene in costante evoluzione e noi scopriamo una nuova scienza in essa.

E poiché il desiderio di ricevere piacere può cambiare quotidianamente nel suo opposto, quindi tutte le cose utili possono diventare dannose.

Inoltre, operando solo attraverso il nostro desiderio egoistico, usiamo tutte le scoperte che sono state fatte in natura per il bene dell’auto-beneficio, e di conseguenza i risultati dell’evoluzione della scienza può farci del male.

In altre parole, la utilizziamo sempre per il male. E vediamo che la scienza si sviluppa principalmente perché abbiamo bisogno di guerre e distruzione reciproca. Se non fosse per questo, non ci evolveremmo affatto.

Tutte le meravigliose scoperte scientifiche vengono utilizzate per servire il nostro egoismo.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2010, La Saggezza di Israele in confronto alla Scienza)

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L’Universo è come una cellula biologica

Nelle notizie (da LiveScience): “L’universo può crescere come un cervello gigante, secondo una nuova simulazione al computer.

“I risultati, pubblicati il 16 Novembre sulla rivista Rapporti Scientifici della Natura, suggeriscono che alcune leggi fondamentali ancora da scoprire, possono governare la crescita dei sistemi grandi e piccoli, dai collegamenti elettrici tra le cellule del cervello e la crescita delle reti sociali per l’espansione delle galassie.

“‘Le dinamiche di crescita naturali sono le stesse per diverse reti reali, come l’internet o del cervello o le reti sociali,’ ha detto il co-autore Dmitri Krioukov, fisico presso l’Università della California di San Diego.

“Il nuovo studio suggerisce che una sola legge fondamentale della natura può governare queste reti, ha detto il fisico Kevin Bassler dell’Università di Houston, che non era coinvolto nello studio.”

“Questa recensione comparativa, che è la prima del suo genere, descrive l’universo dal punto di vista della biologia cellulare, focalizzandosi sulle concettualizzazioni teoriche e sperimentali della storia cosmica. Questa strategia olografica ci presenta un naturale, comprensibile, e ragionevolmente universo in espansione, infatti, quasi tutto ciò che esiste nel macrouniverso si rispecchia in una cellula biologica come un micro universo. In poche parole, l’universo può essere rappresentato come una cellula. […]

“Per più di 35 anni, la fisica dei buchi neri è stato uno dei campi più attivi della ricerca sulla gravità classica e quantistica. Il modello cellulare dell’universo presuppone un buco nero centrato nell’universo che è, grosso modo, simile ad una cellula biologica in molti aspetti sorprendenti. Dal momento che un buco nero è sferico, assomiglia al nucleo della cellula nella sua forma. Inoltre, analogamente alla membrana nucleare a due strati delle cellule eucariotiche, qualsiasi buco nero ha due orizzonti degli eventi, l’orizzonte esterno e l’orizzonte interiore. L’orizzonte è una superficie sferica che segna il confine del buco nero. Le leggi della relatività impediscono a tutto ciò che va in un buco nero di uscire di nuovo, almeno nella fisica classica. Noi ipotizziamo che è analoga alla membrana nucleare, che impedisce la miscelazione del nucleoplasma e citoplasma. Inoltre, il traffico di proteine e acidi nucleici dentro o fuori dal nucleo cellulare è limitata dalla membrana nucleare. Nel 1974 il fisico teorico britannico, Stephen Hawking, ha dimostrato che un buco nero emette spontaneamente radiazioni elettromagnetiche, ora note come radiazioni di Hawking, attraverso un processo quantistico. Nel 1920, l’embriologo russo, Alexander Gurwitsch, ha anche dimostrato che il nucleo di ogni cellula vivente emette piccole sacche di radiazioni elettromagnetiche. “Fonte: International Journal delle scienze fisiche

Il mio commento: Tutto è creato ed ha la struttura di HaVaYaH (i quattro stadi dello sviluppo del desiderio o il nome del Creatore), dalle più piccole manifestazioni di un oggetto esistente ad un fenomeno di tutta la creazione nel suo insieme. Si osserva qui la legge della similitudine tra il particolare ed il generale, così come negli altri.
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Un ottimo calcolo della Natura

Nelle notizie (da ScienceBlog): “Con la simulazione di 25.000 generazioni di evoluzione sui computer, i ricercatori della Cornell University per ingegneria e robotica hanno scoperto perché le reti biologiche tendono ad essere organizzate come moduli – una scoperta che porterà a una più profonda comprensione della evoluzione della complessità . […]

“Il team ha scoperto che l’evoluzione produce moduli non perché producono disegni più adattabili, ma perché i disegni modulari hanno un minor numero e più brevi connessioni di rete, che sono costosi da costruire e mantenere. Come dalla scoperta, è stato sufficiente includere un ‘costo di cablaggio’ per rendere l’evoluzione favorevole alle architetture modulari. […]

“Per verificare la teoria, i ricercatori hanno simulato l’evoluzione delle reti con e senza un costo per le connessioni di rete.

“‘Una volta aggiunto un costo per le connessioni di rete, appaiono immediatamente i moduli. Senza un costo, i moduli non si formano. L’effetto è abbastanza drammatico ‘, dice Clune.

“I risultati possono aiutarci a spiegare la presenza pressoché universale della modularità nelle reti biologiche che sono diverse dalle reti neurali – come ad esempio il cervello degli animali – e le reti vascolari, reti di regolazione genica, reti di interazione proteina-proteina, reti metaboliche ed anche le reti umane costruite come l’internet.

“‘Essere in grado di evolvere la modularità ci permetterà di creare di più complessi, dei cervelli sofisticati computazionali’, dice Clune.

“Lipson ha detto: ‘Abbiamo fatto vari tentativi per cercare di decifrare la questione della modularità in un sacco di modi diversi. Questo è di gran lunga il più semplice ed elegante. ‘”

Il mio commento: La natura tiene conto assolutamente di ogni condizione e parametro noto o ancora sconosciuto e costruisce la soluzione ottimale. Dobbiamo accettare la sua soluzione come ideale e obbligatoria da seguire. In questo risiede l’imitazione della natura ed è la chiave del nostro sviluppo adeguato.
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