Pubblicato nella 'Scienza' Categoria

I figli dell’universo, Parte 5

Dr. Michael LaitmanIncontriamo molte sorprese quando studiamo gli attributi fisici dell’universo. Se prima supponevamo che radiazione e particelle non potevano penetrare i solidi, sappiamo ora che non è così.

Il microcosmo ha aperto un’immagine veramente sorprendente davanti a noi. Molto è cambiato nella nostra comprensione dell’universo e del posto dell’uomo in esso.

Per di più, tutto perché abbiamo rifiutato di seguire un approccio ideologico completo, concordando sul fatto che non capiamo, sentiamo, o non conosciamo affatto la creazione e che dobbiamo studiarla dall’inizio. Così la scienza si è allontanata dalla religione e ha lasciato le sue limitazioni, che erano molto utili.

Questa lotta è durata per secoli e fino ad oggi gli echi della chiesa e le obiezioni delle altre istituzioni religiose a una vasta gamma di approcci scientifici vengono ancora sentite. Nonostante questo studio non faceva parte della loro fede, le credenze base erano accettate dato che hanno aiutato a controllare la gente e le cose. La nostra conoscenza dell’universo è molto limitata, e da poco siamo arrivati alla conclusione che la nostra visione della realtà è parziale e frammentaria. Anche se fossimo in grado di coglierla nel suo insieme, i dati di ricerca indicano che forse ci sono universi paralleli. Semplicemente vediamo che senza presupposti, le nostre formule non sono d’accordo, e così dobbiamo prendere in considerazione questa possibilità.

Poi ci sono domande circa il collegamento tra gli universi, e del passaggio da uno all’altro su un livello superiore che ci circonda che però non è accessibile alla nostra percezione. In caso contrario i nostri dati attuali non sono allineati.

Certo, stiamo cercando vita intelligente su altri pianeti. La mia opinione, non c’è, e il nostro povero pianeta è l’unico, dove vivono gli esseri intelligenti, inquinando e rovinando la natura, l’inanimato, vegetale, e animato.

Che meraviglioso pianeta potrebbe essere se fosse semplicemente coperto da piante. Si potrebbero aggiungere anche un po’ di animali, ma poche persone sono già troppe.

Parlando seriamente e in generale, la vita su questo pianeta è, infatti, un fenomeno raro. Per l’apparizione della vita ci dovevano essere combinazioni molto particolari di parametri diversi e forze di natura che hanno permesso alle particelle di collegarsi in nuove forme e di acquisire nuove caratteristiche uniche di procreazione nel processo dell’evoluzione biologica. Questo livello è totalmente nuovo paragonato al resto dell’universo.
[146850]

Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

Materiale correlato:

I figli dell’universo, Parte 4
I figli dell’universo, Parte 3
I figli dell’universo, Parte 2

I figli dell’universo, Parte 4

Dr. Michael LaitmanLa gente che studia la legge dell’universo sente che l’universo intero è un programma, un pensiero. La caratteristica più indicativa è che questo sistema è unificato. Tutte le sue parti sono interconnesse. Questo è vero anche nel quadro delle nostre menti razionali attuali.

Ciascuna parte del sistema si è originata dal Big Bang e continua a svilupparsi in varie direzioni, dando vita così a una molteplicità di fenomeni. Tuttavia, tutti i suoi elementi si agitano in conformità con le leggi del sistema.

Non esiste qualcosa come una coincidenza. La mancanza di legge, che è così tipica nella società umana, non è possibile nella struttura dell’universo. Tutto ciò che esiste ha cause e conseguenze. Significa che secondo la legge dell’interazione fra gli elementi e le numerose forze, i postumi del Big Bang costituiscono un sistema unificato, chiuso.

Non è un caso che nei tempi antichi, la gente sapeva come prevedere il proprio destino, ha previsto eventi di magnitudine grande che si sono verificati sulla faccia della Terra, ha previsto il tempo e altri fenomeni che si sono svolti sotto terra e nell’aria solo vedendo le stelle. Significa che l’esperienza nel corso di migliaia di anni esplorando il cielo, la natura, il clima, e gli esseri umani ha permesso loro di tracciare la connessione che esisteva tra tutti gli elementi. Erano capaci di creare tavole varie che riflettevano i numerosi campi di sapienza come l’astrologia, l’astronomia, e tante altre scienze.

Alla lunga, stiamo tutti cercando la connessione poiché, consapevolmente o inconsapevolmente, riconosciamo che tutto ciò che esiste costituisce un sistema unificato, globale.

Ammettiamo che il progresso dell’universo non è solo il parto o la diffusione di particelle di materia che esistono ancora oggi. A essere sincero, è la nostra percezione soggettiva, mentre la domanda più importante viene completamente trascurata: è davvero così o è qualcosa che immaginiamo nei nostri organi di percezione?

Uno deve giudicare secondo quanto gli occhi vedono. Allora, le particelle diffondendosi hanno iniziato a riunirsi in grappoli. Con il tempo, l’energia iniziale ha generato tipi vari di coaguli e oggetti. Non importa se c’erano nuvole di gas, stelle, o materia planetaria, ecc. Tutte queste particelle erano tirate insieme da una forza di concentrazione e attrazione fra le sostanze. In altre parole, da un lato, il processo di diffusione di elementi continua, però dall’altro, si raccolgono e si legano insieme.

La tendenza della diffusione è destinata a riempire l’universo. Il Big Bang ha creato il luogo, cioè, lo spazio che consideriamo senza fine (anche se non vi è alcuna giustificazione di questo fatto). È come se guardiamo in un buco buio e diciamo che è senza fondo. La domanda rimane: il nostro universo si espande veramente o il modello di inflazione riflette solo la nostra percezione di esso? Dobbiamo tenere sempre a mente questa sfumatura.

Il problema è che quando prendiamo le misure dell’universo, non aggiungiamo l’avvertimento che lo facciamo solo in conformità con la nostra percezione umana.

Allora, vi è una tendenza a riempire lo spazio nel quale le particelle furono create dall’energia esplodendo secondo il programma universale di base. Come vediamo, il processo di creazione di materia è di particelle, pezzi di materia, raccogliendosi in blocchi più grandi e prendendo diverse forme (sia positive che negative) avvicinandosi o scollegandosi e spostandosi lontano l’una dall’altra.

Va da sé che stiamo semplicemente usando il termine che è parte del nostro lessico attuale. Ormai, questo processo dimostra una dinamica rapida che continua ad una velocità che è ben al di là dalla nostra comprensione.
[146846]

Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

Materiale correlato:

I figli dell’universo, Parte 3
I figli dell’universo, Parte 2
I figli dell’universo, Parte 1

I figli dell’universo, Parte 3

Dr. Michael LaitmanOggi dobbiamo schiudere un pò il velo sulla materia oscura e su altri fenomeni, che noi non sentiamo, li calcoliamo solo come un risultato dei dati ottenuti, postulando ciò che in essi manca.

Non conosciamo le fonti delle forze che agiscono nella natura, l’essenza della loro azione, il rapporto tra di loro. Noi comprendiamo il fatto stesso della loro esistenza come conseguenza, ma non come un dato.

La cosa principale è che tutto ciò che siamo in grado imparare e comprendere, si delinea nei nostri cinque sensi. E come alla fine di ogni catena di esperimenti e ricerche si trova una persona con i suoi sensi, con la sua mente e la sua sensazione, con la sua fantasia, con la sua capacità di creare alcuni modelli e costruire da essi il modello generale dell’Universo, fino ad ora, naturalmente, tutte le sue costruzioni, tutti i risultati delle sue ricerche sono molto limitati.

In realtà, non sappiamo nulla, come la tartaruga, che esce dal suo manicomio e compie alcuni piccoli passi per diverse decine o centinaia di migliaia di anni. In realtà, essa è ancora vicino al cespuglio, dove sedeva, ritirando la testa nel suo guscio. E lei ancora non può sapere niente.

Inoltre, proseguendo avanti a poco a poco, non scopre niente. Non importa quanto ci siamo evoluti nello stato attuale, non impariamo niente di qualitativamente nuovo. Si possono raccogliere un gran numero di fatti e di dati, ma non siamo in grado di elaborarli, assimilarli, così che essi possano delineare per noi il quadro generale.

Perché la vera ricerca di se stessi va trasferita ad un livello superiore, ad un senso e una mente superiore. In altre parole, non dipende dai tre assi, dal tempo e dallo spazio, sentimento e mente, che abbiamo oggi, dobbiamo elevarci al di sopra di tutto ciò e vedere tutto in una luce diversa, come se non fossimo di questa Terra. E solo in questo caso capiamo chi sono le persone.

Per questo abbiamo bisogno di una nuova scienza. Non è per puro caso che gli scienziati oggi stiano iniziando a riconoscere che la scienza tradizionale è in crisi. Perché? dopo tutto, abbiamo molte risorse, sapiamo come costruire strutture complesse e gigantesche, inviamo i telescopi nell’orbita terrestre, ed i nostri microscopi penetrano nel mondo delle particelle.

Si investono miliardi nelle ricerche scentifiche, però, alla fine, il loro beneficio sembra illusorio, a tal punto che ridiamo di scienziati che sembra soddisfino solo la loro naturale curiosità con soldi dei contribuenti.

Non diamo alla scienza il giusto peso, soprattutto perché la nostra natura, il nostro egoismo rovina qualsiasi beneficio di essa. Dopo tutto, la usufriamo per dominare e guadagnare su ogni altro, e buoni frutti su questo albero non si trovano quasi mai.
[146842]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 02.03.2014

Materiale correlato:

I figli dell’universo, Parte 2
I figli dell’universo, Parte 1

I figli dell’universo, Parte 2

Dr. Michael LaitmanNon possiamo dire che una persona conosce se stesso, per non parlare dell’umanità in genere. Il risultato è che non possiamo conoscere questo mondo, che è l’insieme di tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato, e umano.

Non possiamo, in primo luogo perché non conosciamo noi stessi. Dobbiamo ammettere che anche la psicologia non è una scienza nel vero senso. A noi l’essenza di una persona rimane sempre un enigma. Vediamo i risultati e le conseguenze di diversi processi su di noi, delle nostre reazioni a qualcosa e li studiamo in maniera molto limitata poiché siamo dipendenti e di parte nelle nostre valutazioni.

Inoltre, siamo impotenti quando vogliamo salire ad un livello più alto–quello che ci ha creato–e anche più alto del piano della creazione. Giudicando dagli eventi diversi e dalla nostra esperienza personale mentre avanziamo, vediamo che tutte le forze della natura sono in un sistema, cioè intero e integrale. Queste forze operano secondo alcuni processi e sono gestite secondo un certo piano generale del quale non sappiamo nulla, ma ne siamo inclusi.

Però la natura dell’inanimato, vegetale, e animato realizza il piano istintivamente, dal comando dell’ordine della natura, mentre per noi, insieme alla sensazione di essere coinvolti in esso, c’è un senso di possedere le nostre azioni.

Se potessimo avvicinarci allo studio della natura basato su questi due sentimenti, potremmo forse raggiungere qualcosa. Però la scienza nel complesso non è impegnata nella ricerca del livello umano perché non abbiamo i veri mezzi per misuralo.

Di conseguenza, osserviamo solo quello che sta succedendo, e questa è l’essenza dei nostri studi. Osserviamo, raccogliamo dati, e stabiliamo un sistema di sapienza scientifica. Inoltre, usiamo le nostre possibilità modeste di influenzare i fenomeni vari e gli stati della natura immobile, vegetale, e animata, nonché l’uomo, e osserviamo la reazione che ci permette di capire qualcosa.

Anche se ignoriamo che tutte le nostre osservazioni e gli studi sono basati sulla nostra percezione soggettiva, i risultati sono ancora una sintesi che, in sostanza, ci da poco. Dopo tutto, derivano dai nostri cinque sensi limitati.

Studiando la flora e la fauna, possiamo vedere la gamma della nostra percezione, però questi risultati sono incerti, li confrontiamo con noi stessi e non con la norma corrente. La nostra visione tridimensionale, il battito del nostro polso, il movimento del sole e della luna che misurano una giornata, i periodi geologici e l’età dell’universo, sono tutte misure soggettive.

Così, i nostri desideri di conoscere l’universo in realtà non sono troppo seri. Una persona è come un bambino che attribuisce abilità non realistiche a se stesso. Eventualmente usiamo solo le forze di natura che possiamo raggiungere. Le raccogliamo e le presentiamo in disegni semplici e li usiamo secondo le nostre abilità.

Non siamo molto diversi dall’uomo preistorico che ha usato un bastone allo scopo di costruire o distruggere. I nostri bastoni sono un po’ diversi: acceleratori di particelle, osservatori, ecc., però il principio è lo stesso. Siamo come bambini che vogliano toccare tutto e metterlo in bocca, però siamo solo su un altro livello.

Non siamo nemmeno consapevoli di quanto siamo limitati. Qui e là scopriamo che la natura è molto più ampia e più profonda, però non sappiamo dove e come si espande. Non possiamo penetrare nella dimensione più alta o uscire dalla nostra struttura tridimensionale: le coordinate di tempo, movimento e spazio.
[146838]

Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

Materiale correlato:

Il sapore di nuove sensazioni
La Kabbalah è un sistema di leggi della Natura

I figli dell’universo, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Usciamo nello spazio aperto, nell’universo che, effettivamente, ci ha dato la vita. L’universo è il sistema di creazione composto di materia ed energia. Esso comprende il mondo che conosciamo incluso lo spazio e il tempo.

L’universo è dinamico e secondo la teoria del Big Bang, si sta sviluppando da un punto d’inizio e sta gradualmente espandendosi. Nel complesso, cosa possiamo estrarre da ciò che sappiamo dell’universo?

Risposta: Primo, studiando qualcosa dobbiamo determinare l’essenza delle ricerche. Il ricercatore è una persona che è anche parte della natura, dell’universo, del sistema globale.

Dobbiamo capire gli attrezzi della ricerca che abbiamo; si manifesta il nostro primo errore: diamo per scontato che siamo in grado di studiare la natura oggettivamente.

Però nel frattempo, come abbiamo già detto, siamo parte di essa, e siamo una parte abbastanza difettosa e molto personale. Apprezziamo e lodiamo ciò che ci fa bene, e, dall’altro lato, sottovalutiamo e sminuiamo ciò che ci fa male. Il tutto si svolge nel nostro subconscio.

Inoltre, siamo molto limitati nelle nostre sensazioni, nei nostri sentimenti, e nei nostri sensi; non sappiamo dove loro ci fanno fallire e ci ingannano. Non possiamo percepire l’errore che facciamo nei nostri attributi analitici e nella nostra abilità a chiarire e paragonare le cose. Non è in nostro potere perché manchiamo dei criteri per esaminare le cose e semplicemente non abbiamo nulla con cui confrontare la nostra mente e i sentimenti.

Se siamo pronti almeno a riconoscere i nostri limiti, è una buona cosa. Allora ci rendiamo conto che non c’è nulla di assoluto nella nostra percezione e che non sapremo mai ottenere l’Assoluto. Anche se possiamo investigare qualcosa, sono solo i livelli sotto di noi: l’immobile, il vegetale, e l’animato. Essi non sono così sviluppati come siamo noi e in qualche misura possiamo studiarli.

D’altra parte, non possiamo studiare noi stessi. È perché tutto è raggiunto solo da un livello superiore. Questo l’unico modo in cui possiamo ottenere la radice, e di conseguenza non conosciamo noi stessi perché la nostra radice, la potenza, il piano, è su un livello superiore rispetto a noi. I motivi sottostanti la nostra essenza rimangono irraggiungibili.
[146761]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

Materiale correlato:

L’Universo è come una cellula biologica
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 36

Il declino di Babilonia, Parte 6

Dr. Michael LaitmanCommento: Siamo tornati ad un “Impiccio Babilonese” come conseguenza di una spirale globale della storia. Infatti è successo che gli Ebrei abbiano portato l’intero mondo a questa condizione visto il ruolo rilevante che hanno giocato nel progresso scientifico e tecnologico. E quindi hanno facilitato il processo.

Risposta: Il gruppo di Abramo ha mantenuto un contatto diretto con la forza superiore, la forza positiva della natura, e l’equilibrio con la natura comprende due forze di base binarie (più-meno, assorbimento-separazione, etc.). Senza questo contatto, la filosofia, le varie scienze ed altre tendenze verso lo sviluppo che sono state portate in questo mondo dagli Ebrei non sarebbero mai comparse.

Se non fosse per il gruppo che era connesso alla spiritualità a quel tempo, l’umanità si sarebbe espansa in quantità ma non in qualità. Il suo progresso non sarebbe stato fondato sulla realizzazione spirituale. Soggetti come la geografia, storia, biologia, zoologia o qualsiasi altra branca della scienza che esplora questo mondo materiale non sarebbe emersa.

Non è qualcosa che riguarda gli ebrei di per se stessi ma piuttosto riguarda la loro connessione con la forza positiva che gli permette di collegare i più ed i meno e di vedere la Natura come un sistema.

La scienza è uno studio sistematico della natura al livello inanimato attraverso discipline quali la fisica, la chimica la cosmologia e l’astronomia. I livelli vegetale ed animale sono studiati attraverso la biologia, zoologia, botanica ed altro. La scienza studia la natura inanimata, vegetale ed animale, mentre la psicologia esplora il comportamento umano.

Allora se scaviamo abbastanza a fondo, troveremo che gli Ebrei hanno dato il via a tutte le scienze. Tra le altre cose, i filosofi religiosi del medioevo che hanno studiato questi argomenti hanno scritto che gli antichi Greci avevano imparato le basi della loro filosofia dalla Kabbalah e, come sappiamo bene, tutte le altre discipline sono originate dalla filosofia.

Domanda: Allora l’intero potenziale scientifico e tecnologico riguarda la connessione di due forze maggiori, quella positiva e quella negativa. E’ stato trasmesso all’umanità attraverso il gruppo di Abramo, è giusto?

Risposta: Si. E’ così per via del fatto che la conoscenza dell’umanità deriva da uno stato di equilibrio con la Natura. La condizione affinchè questo equilibrio sussista è la nozione “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Succede sotto la condizione che entrambe le forze negativa e positiva siano in equilibrio, che così lasciano che la terza, la forza superiore della Natura chiamata il Creatore emerga tra di loro.

Comunque, solo i cabalisti sono capaci di percepire questa forza. L’Equilibrio può essere capito attraverso la metodologia che gli Ebrei, il popolo di Israele, hanno rivelato al resto del mondo.

Allora dopo tutto è abbastanza naturale che siamo noi quelli che vengono incolpati per tutto quello che succede nel mondo. Comunque abbiamo sempre bisogno di scienze per via del fatto che questo hanno la loro propria funzione. Ma in nessun modo queste ci portano al mondo superiore, la sorgente di tutti i mezzi di governo di questo regno materiale. Esse esplorano solo questa realtà fisica. Comunque le scienze accelerano la nostra crescita e ci fanno sentire a disagio per la nostra incapacità di ottenere la spiritualità rimanendo al livello materiale.

Oggi la scienza ha imboccato un vicolo cieco e non c’è più spazio per un ulteriore progresso scientifico. La penetrazione della scienza nella materia è puramente meccanica. Inoltre non c’è un vero motivo per un ulteriore sviluppo delle scienze. I nostri passi in avanti sono egoisti e questo è la base di tutto quello che facciamo, il nostro desiderio di sentirci il meglio possibile. Vediamo che la scienza non è adatta in modo immediato al compito di migliorare la vita, il mondo e la società. Al contrario ci fa persino sentire peggio. Ed allora perché ne abbiamo bisogno? Meno sappiamo meglio dormiamo.
[143153]

Da Kab.TV “Babilonia ieri ed Oggi” 27.08.2014

Materiale correlato:

Il declino di Babilonia, Parte 4
Il declino di Babilonia, Parte 3

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 47

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein:

Cellule – Comuniste

La materia vivente, anche se materialmente insignificante nella biosfera, in primo luogo agisce energicamente. (Vladimir Vernadsky, Scientific Thought as a Planetary Phenomenon [Il pensiero scientifico come fenomeno planetario])

Il film insignificante della vita vivente fondamentalmente ha ridotto in schiavitù tutta la Terra. Com’è potuto accadere? Potrebbe essere che i singoli elementi della materia vivente non sono solo uniti, ma anche interagiscono attivamente tra di loro?

Ogni singolo membro ha un proprio interesse personale. L’essenza dell’evoluzione è che i singoli elementi che hanno interessi personali diventano uniti in un unico corpo, e cominciano ad agire nell’interesse pubblico. (Elisabet Sahtouris, “The Biology of Globalization” [“La biologia della globalizzazione”])

Perciò, l’evoluzione si sta dirigendo verso l’unificazione. La domanda è, quando questo processo “sociale” è cominciato.

La capacità delle cellule di muoversi attivamente e interagire reciprocamente secondo regole determinate permettono oggi agli scienziati di parlare del ”comportamento sociale” delle cellule. Probabilmente, qualcosa come la cooperazione descritta di cellule simili è accaduta sul nostro pianeta circa 4 miliardi di anni fa, sulla soglia della comparsa della vita. (Eugene N. Panov, Escape From Loneliness [Fuga dalla solitudine])

Sembra che quest’abilita di interagire o più precisamente di cooperare, che è apparsa da qualche parte, esprime l’essenza della differenza fra i viventi e l’immobile.

Finalmente, a nostro avviso, la cosa più importante è che le cellule non solo interagiscono. Insieme, si prendono cura del corpo intero e lavorano per il bene comune, lasciando a se stesse solo quello di cui necessitano per la vita. Infatti, il loro lavoro illustra un principio comunista noto – “Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni.” (Karl Marx, The Critique of the Gotha Program [La Critica del Programma di Gotha])

Anche il sacrificio di sé, non è estraneo a loro.

I ricercatori dell’Università della California a San Francisco (Stati Uniti) hanno trovato il sacrificio di sé a livello cellulare.

Si scopre che le cellule madri di lievito danno i loro mitocondri alla prole e fanno questo così disinteressatamente che alla fine esse stesse muoiono.

Noi possiamo riassumere. Le cellule tendono non solo a unire – cercano cooperazione. Come risultato di quest’attività, le cellule salgono al livello successivo della scala sociale – il livello degli organismi.
[143095]

Materiale correlato:

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 46
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 45
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 44

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 41

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein,

Perché quattro?

E’ molto probabile che l’unificazione non sia soltanto un’azione ma qualcosa di più.
Per spiegarlo meglio, consideriamo un concetto come gli “stati di aggregazione”. Qualcosa che è proprio vicino a noi! La stessa precisa sostanza può variare nella sua manifestazione al di là di ogni riconoscimento. Dietro alla formula H2O potrebbe esserci nascosta della normale acqua, un pezzo di ghiaccio, delle nuvole, e anche delle fiamme.

Lo stato di aggregazione della materia è lo stato della stessa sostanza a diversi livelli di temperatura e pressione. Tradizionalmente, gli stati di aggregazione sono considerati gassoso, liquido e solido.
“Quando la temperatura aumenta, il gas viene ionizzato. Il che viene talvolta chiamato il quarto stato di aggregazione.” (Dizionario Accademico)

Il che suggerisce un’interessante conclusione. Le cose, che in apparenza sono assolutamente diverse, alla fine possono rivelarsi come la stessa cosa. Questo argomento è molto intrigante, e magari ci ritorneremo. E adesso parliamo di una strana coincidenza.

Il fatto che i quattro stati di aggregazione coincidano quantitativamente con gli altri quattro livelli della natura: inanimato, vegetativo, animato ed umano.

Perché prestiamo attenzione a questa somiglianza? Perché si è deciso di comparare questi quattro stati e non gli altri? Perché entrambi questi gruppi sono proprio classificati sulla scala dell’universo e si tratta di una cosa seria.

C’è una chiara somiglianza tra i quattro.

Ogni singolo elemento in essi si presenta in una rigida sequenza, uno dopo l’altro. Per esempio, quando il vapore è raffreddato, prima diventa acqua e poi ghiaccio. Questo ordine non cambia.

Nel secondo gruppo, il principio della sequenza si presenta nel modo seguente.

Prima è apparsa la natura inanimata, poi la vegetativa, e solo dopo di essa, è apparsa la natura animata seguita dall’umana.

In aggiunta alle somiglianze, c’è una fondamentale differenza tra i quattro. Nei primi quattro, i processi di transizione sono reversibili. Per esempio, l’acqua può diventare ghiaccio, ed il ghiaccio può di nuovo ritornare acqua.

Nel secondo gruppo (almeno nella sua parte “viva”) questo non viene rilevato. Un coniglio non può diventare un cavolo, ed un essere umano non può diventare un coniglio, sebbene un coniglio sia apparso dopo il cavolo, e l’essere umano dopo il coniglio.

A proposito, questo processo si chiama evoluzione.

“L’evoluzione è un processo irreversibile di sviluppo nella storia della natura vivente che è accompagnato in una certa misura anche da cambiamenti della struttura genetica della popolazione, dalla formazioni di fattori di adattamento, dalla formazione ed estinzione di specie, dalla trasformazione degli ecosistemi, dei maggiori ecosistemi e della biosfera nel suo insieme.” (Dizionario Accademico)

Un’infinità di domande si presentano rispetto all’evoluzione. Per esempio, se continua, allora non è finita?Se non è finita, ci dobbiamo aspettare qualcosa di nuovo? Forse i quattro livelli della natura: inanimato, vegetativo, animato ed umano, alla lunga diventeranno una cosa sola, nel senso che diventeranno ciò che lo studioso Vladimir Vernadsky ha chiamato la noosfera?
[142499]

Materiale correlato:

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 40
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 39
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 38

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 39

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein.

“I Principi Fondamentali della Teoria Integrale”

Come La Terra Si E’ Raffreddata

Come possiamo vedere, la caratteristica della materia è di unirsi. Si lega alla primissima occasione e anche in caso di minime possibilità. Per esempio, contrariamente al fisico Ludwig Boltzmann. (Ludwig Boltzmann (1844-1906), un fisico austriaco, uno dei fondatori della teoria melocolare-cinetica e della fisica statistica):

“Tutti i processi naturali sono portati ad una crescita nel disordine, o entropia.” (“Sinergetika: Conferenze per Biologi.“)

Come sappiamo, in conseguenza ai processi che sono iniziati dopo il Big Bang, è emersa tutta una varietà di oggetti diversi, compresa la terra dove siamo nati noi. E’ interessante, come è avvenuto questo processo planetario.

“Le principali ipotesi sull’origine della Terra si possono ridurre all’ipotesi della formazione a “caldo” che suggerisce una relazione tra la materia del pianeta ed il sole ed una somiglianza del loro sviluppo (Laplace, Fesenko, Hoyle) e dell’origine a “freddo” con l’accumulazione di particelle catturate dal campo gravitazionale del sole (Schmidt).” (Dizionario Accademico).

Apparentemente, il tema dell’origine della Terra è ancora in via di sviluppo. In ogni caso, è difficile immaginare che qualcuno potrà mai dire con certezza come è successo, poiché stiamo parlando di eventi che sono avvenuti miliardi di anni fa.

Nel frattempo, i Kabbalisti, sebbene su basi non chiare, credono che il tempo non sia un ostacolo e descrivono in dettaglio i tempi primordiali:
“Prendiamo ad esempio il pianeta Terra: primo, non era altro che una palla di gas nebuloso. Attraverso la gravità interna, ha concentrato per un certo periodo di tempo gli atomi presenti in essa in forma di un cerchio più ristretto. Di conseguenza, la palla di gas si è trasformata in una palla liquida di fuoco.

“Nel corso di lunghissimi periodi di tempo di guerre tra le due forze della Terra, il positivo ed il negativo, la forza frenante presente ebbe finalmente la meglio sulla forza del fuoco liquido, e raffreddò una sottile crosta intorno alla Terra che si indurì.

“Tuttavia, il pianeta non era ancora emerso dalla guerra tra le due forze, e dopo un po’ di tempo la forza liquida del fuoco vinse ed eruttò in un grande fracasso dalle viscere della Terra, innalzando e facendo a pezzi la fredda e dura crosta, trasformando di nuovo il pianeta in una palla liquida di fuoco. Allora iniziò un’era di nuove guerre fino a quando la forza fredda non vinse ancora una volta la forza del fuoco, ed una nuova crosta fu ghiacciata intorno alla palla, più dura, più spessa e più resistente contro l’attacco dei fluidi che arrivavano da dentro la palla.

“Questo periodo è durato di più, ma alla fine, le forze liquidi ebbero la meglio ancora una volta ed esplosero dalle viscere della Terra, facendo a pezzi la crosta. Ancora una volta, tutto fu distrutto ed diventò una palla liquida.

“In questo modo, i periodi si sono inter-cambiati, ed ogni volta che la forza di raffreddamento ha vinto, la crosta che aveva creato si è fatta più spessa. Finalmente, le forze positive hanno vinto le forze negative e sono arrivate ad una completa armonia: i liquidi hanno preso il loro posto nell’addome della Terra, e la crosta raffreddata è diventata abbastanza dura intorno a questi liquidi per permettere la creazione della vita organica come la vediamo oggi.

“Tutti i corpi organici si sviluppano con lo stesso ordine. Dal momento in cui sono piantati fino al momento della maturazione, affrontano centinaia di situazioni grazie alle due forze, la forza positiva e quella negativa, e affrontano la loro guerra l’uno contro l’altra, come abbiamo descritto a proposito della Terra. Queste guerre producono la maturazione del frutto.” (Baal HaSulam “La Soluzione”).

In che rapporto ci possiamo mettere con questa descrizione? Fate come preferite. Secondo me, la descrizione è assolutamente interessante e fantasiosa. E chi lo sa se è andata così oppure no.
[142389]

Materiale correlato:

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 38
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 37
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 36

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 37

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

Un atomo – È un prodotto dell’unificazione

“Circa cento secondi dopo il big bang, la temperatura sarebbe caduta a mille milioni di gradi, le temperature dentro le stelle più calde. A questa temperatura i protoni e i neutroni non avrebbero più energia sufficiente per sfuggire all’energia di attrazione della forza forte nucleare, e avrebbero cominciato a combinarsi insieme e a produrre i nuclei degli atomi di deuterio… .” (Stephen Hawking e Leonard Mlodinow, Una più breve storia del tempo)

E’ interessante notare, ci sono voluti solo un minuto e mezzo dopo l’esplosione universale, e il processo era stato invertito. Parlando metaforicamente, la materia, fatta a pezzi, ha cominciato a recuperare.

Una domanda sorge spontanea. Stiamo andando allo stato originale o, forse, verso qualcos’altro?

Questa domanda richiede un’indagine speciale che è il motivo per cui lasceremo a tempi migliori per passare a cose più urgenti. Per esempio, agli atomi – i risultati concreti della politica di unificazione.

“L’atomo (dal Greco, ‘atomos’ – indivisibile) è la più piccola particella di un elemento chimico che conserva le sue proprietà. Un nucleo con la carica positiva è al centro dell’atomo, il quale concentra quasi tutta la massa dell’atomo; elettroni, formando i gusci di elettroni, i quali graduano determinare la dimensione dell’atomo. Il nucleo atomico consiste di nucleoni– protoni e neutroni.” (Dizionario Accademico).

Sembra che il processo di unificazione ha cominciato a prendere lo slancio. Separati, distinti nelle loro proprietà, gli elementi stanno diventando uniti in un intero sistema.

Interessante notare, qual è il comportamento del quanto – la più piccola quantità di qualsiasi proprietà fisica, della sostanza o radiazioni – che un sistema può avere? (Dizionario Accademico) Che dire della sua unificazione? Risulta molto bene. Alcuni ricercatori hanno anche applicato il termine “sociale” al quanto.

“I quanti sono altamente socievoli: una volta condiviso lo stesso stato identico, rimangono connessi non importa quanto lontano viaggiano uno dall’altro.” (Ervin Laszlo, L’universo interconnesso)

La dichiarazione di cui sopra è confermata, per esempio, nell’esperimento condotto in Svizzera.

I ricercatori dell’Università di Ginevra hanno tentato di rilevare la coordinazione di fotoni “impigliati/entagled”. Si è scoperto che i fotoni “impigliati/entangled”, posizionati a distanza l’uno dall’altro, sono “riusciti” a cambiare il loro stato in modo assolutamente sincrono. La velocità della reazione coordinata dei fotoni ha superato la velocità della luce mille volte!

Siamo parlando di un fenomeno anche chiamato “intreccio quantistico/Entanglement quantistico.”

Riferimento:
“l’intreccio quantistico è un fenomeno fisico che si verifica quando coppie o gruppi di particelle sono generate o interagiscono in modo tale che lo stato quantistico di ogni particella non può essere descritto in maniera indipendente – invece, un stato quantistico può essere dato per il sistema nel suo complesso.

“Le misure delle proprietà fisiche come posizione, rotazione, polarizzazione, ecc. compiute su particelle impigliate si trovano ad essere adeguatamente correlate.” Wikipedia, “Entanglement quantistico
[142260]

Materiale correlato:

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 36
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 35
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 34