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L’ultimo cancello

Noi vediamo che I Kabbalisti ritornano sempre agli stessi principi. Non ci sono molte regole nella spiritualità. Uno e lo stesso stato di ascese e discese, cosi come i loro motivi, ci ritorna in diverse maniere, ma essenzialmente è lo stesso principio tutto il tempo. Non riceviamo una nuova forza finché non arriviamo a una vera carenza.

Un servo del Creatore è una persona che cerca costantemente nuove forme di avvicinarsi a Lui. Quest’avvicinamento involve l’acquisizione di un nuovo vaso, il desiderio di donare, che va contro il nostro desiderio.

Una persona che inizia a studiare non comprende ancora che cosa significa “a favore” o “contro” il desiderio. Cosi continua finché scopre che acquisire la spiritualità è sia facile sia difficile. Passa molto tempo prima che inizi a sentire di che cosa si tratta.

È come un periodo interiore latente che traspira segretamente all’interno, a causa del quale una persona partecipa passivamente nel lavoro spirituale. Lui immagina ancora la spiritualità come a qualcosa di gradevole per il proprio egoismo, un’acquisizione che gli darà conoscenza, potere superiore sugli altri e riempirà tutti i suoi desideri. È questo il motivo per il quale arriva, avendo perso la fede di riempirsi in questo mondo. Per questo decide di ricevere riempimento spirituale.

Tutti pensano nella stessa maniera. Altrimenti, perché studiare? È cosi che tutto è organizzato dall’Alto, dalla natura, per attrarre una persona. E anche se tu dici un’altra cosa a una persona, non ti ascolta. Ma questa bugia benefica trattiene la persona durante questo periodo nel sentimento che sta per ricevere sempre di più nel suo desiderio di ricevere, nel proprio ego. Non ascolta veramente quello che gli viene detto, e anche se ripete spesso “il desiderio di dazione”, “fede sopra la ragione”, lui non sa veramente che cosa sia.

Lui attribuisce a queste nozioni la propria interpretazione interiore, ed è incapace di percepire altrimenti. Lui continua cosi, finché, grazie allo studio della saggezza della Kabbalah, e alcuni colpi di luci qua e là, lui inizia in qualche modo a comprendere il vero significato di certi concetti come il desiderio di donare, l’amore per gli altri, e innalzarsi oltre gli scopi egoisti.

Continua a sentire sempre di più ed è pronto per raggiungere la dazione. All’inizio è un consenso generale teoretico, qualcosa di astratto; dazione su tutto il mondo, umanità, il Creatore. Questi concetti sono piuttosto vaghi, sono distanti dalla persona stessa, dal suo cerchio, dalla sua realizzazione.

Per questo motivo è pronto a “Portare contentezza al suo Creatore”. Ma quando si arriva alle azioni pratiche, alla sua necessità di “amare il prossimo”, i suoi amici, non è pronto per questo. E a questo punto c’è ancora un grosso bisogno di lavoro necessario.

E ancora una volta, la Luce Superiore opera su di lui, cambiando i suoi vasi, finché inizia a sentire che la dazione si realizza all’interno del gruppo. Il Creatore chiede che realizziamo l’amore verso gli altri, il più possibile.

Questo è senz’altro una bugia, ma è un inizio. Ma quella persona diventa un servo del Creatore – se lui infatti esegue delle azioni che lo conducono finalmente al desiderio di donare. Senz’altro non è la persona che crea questo desiderio di donare, non è una conseguenza diretta delle sue azioni. E’ come se lui piantasse dei semi e vedesse che non spunta fuori niente. E continua a non avere dei risultati, il che gli causa dispiacere.

Allo stesso tempo lui vede un successo parziale, un poco più di comprensione e sentimento. Alla fine, comunque, lui arriva a “quelli che spargono lacrime” e vede che il proprio lavoro non lo porta a niente che all’appello, alla richiesta, alla preghiera per il Creatore. Quando arriva a questo stato, è chiamato “una preghiera di molti” e apre i cancelli del Cielo. Tutti i cancelli sono chiusi, tranne il cancello delle lacrime, che si apre. Questo è quanto scopre una persona.

“Cancelli” (“Shearim” in ebraico), viene dalla stessa radice della parola “dedotto” – (Meshuar) e indica il modo nel quale una persona immagina l’attesa ricompensa. Lui vuole ricevere qualche cosa in tutti questi cancelli, qualsiasi cosa diversa dalla dazione, e sulla dazione lui piange poiché si rende conto di non poter raggiungerla da solo. E inoltre non la vuole realmente ottenere finché non comprende la sua importanza.

Quindi una persona versa infatti molte lacrime finché costruisce il cancello delle lacrime, finché finalmente finisce di costruirlo desiderando la dazione e non riuscendo a raggiungerla. E per questo motivo è forzato a volgersi verso il Creatore. Fino a questo momento non aveva bisogno di Lui, ma adesso vede che il Creatore è necessario.

E come risultato, lui vuole la dazione e può riceverla unicamente dal Creatore. Arriva a tutto questo nel gruppo perché è impossibile altrimenti, e allora lui “raccoglie il frutto” . La Luce che Riforma viene e lo connette con gli amici e dentro di loro il Creatore è rivelato. Allora la persona si “rallegra” nel frutto del proprio lavoro spirituale. Questo è il percorso del servo del Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2012, Gli scritti di Rabash)

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L’arma più forte

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: Similmente, tutte le immagini fisse che conosciamo e usiamo per indicare materiali sono inconsistenti e non esistono nel loro proprio significato. Soprattutto, loro solo si vestono e si spogliano delle forme sotto l’influenza di condizioni come il caldo o il freddo.

Durante la lezione noi pensiamo riguardo alla forza che “dirige” il materiale che realmente non esiste. Se durante la lettura stiamo insieme, noi costantemente penseremo al gruppo unito e vorremmo scoprire la forza generale tra noi, allora scopriremo un mondo integrale e vivremo in esso più chiaramente, più emozionalmente e in una maniera più intensa che la nostra vita attuale.

Questa non è fantasia. Evoca queste forze. Ora stai guardando agli amici dormendo e loro ti guardano alla stessa maniera. Allora evoca queste forze insieme e comprenderai che esistono mondi tra voi e che tutto dipende dalla vicinanza e unità nella mente e nei sentimenti, nel vostro anelare e nell’inclinazione, nel desiderio di sentire l’essenza insieme. Improvvisamente vedrai come le forze astratte diventano qualcosa di reale e concreto.

Precedentemente avevi prestato attenzione a “sgrezzare” le forze corporali: caldo, freddo, pressione, ecc. Ma esistono forze più sottili e potenti in una persona persino quelle che operano nel micro-mondo a livello subatomico. Queste forze sottili ti rivelano la vera materialità. Quando entri in questo campo, scopri che è l’inizio e la fine di tutto, che tutta la creazione è qua nel suo piano. Qua, comunque, non c’è niente tranne che la falsa, artificiale, esterna immagine che è costruita per confonderti e farti focalizzare sulla correzione da falsi incentivi senza prendere il tuo libero arbitrio e quindi non trasformarti in un robot.

Questa realizzazione dovrebbe focalizzarci nello scopo principale, sullo sviluppo delle forze che esistono tra noi. Loro sono le nostre “armi” contro il male, contro tutti i problemi. Anche nel tuo mondo immaginario le forze subatomiche sono molto più forti delle forze ordinarie del macro-mondo. Molta energia è richiesta per causare una collisione tra particelle. Noi, comunque, entriamo nel campo delle nostre forze personali che operano tra gli amici. Questa è una tale grande intensità che non può essere misurata dai mezzi che deteniamo in questo mondo.

E’ una forza reale. Noi dobbiamo solo raggiungerla e apprendere come gestirla, giacché non sarà rivelata senza un’intenzione di dare, per il bene degli altri.

Domanda: Questo significa che ci sono forze in me che mi consentono di scoprire una nuova realtà? Come posso trovarle?

Risposta: Comincia ad agire, esercitati, ripara le connessioni con gli amici e attraverso questo consentigli di connetterli a te. Comincia ad evocarli allorché loro ti imprimeranno l’importanza dello scopo. Noi dovremmo fare questo sforzo tutti i giorni, ogni momento, perché il desiderio di ricevere si rinnova continuamente e ci chiede di rinnovare le nostre relazioni, per intero Ha-Va-Ya-H. Questo è tutto il nostro lavoro.

Se evochi e sistemi le forze che ti connettono con gli amici il più correttamente possibile, la forza della dazione e la forza della ricezione, scoprirai che le relazioni tra voi sono molto più importanti che il mondo corporale.

Arriverà, giacché studi e ti aspetti la Luce che Riforma ed essa t’influenzerà. Improvvisamente scoprirai che le relazioni tra voi sono la cosa più importante e allora comincerai a scoprire una nuova materia spirituale, che è molto più reale e concreta che quello che ti circonda oggigiorno. Sarà così potente, pesante e reale che la figura temporanea e immaginaria di questo mondo si dissolverà sul suo sfondo.
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(Dalla 4° Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012, “La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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In attesa di una risposta da parte del Creatore

Domanda: Che cosa dovrebbe fare una persona se è in uno stato di troppa gioia?

Risposta: Non ci può essere “troppo” dal momento che dobbiamo essere in Ein Sof (Infinito) in questo stato. Non può essere una questione di tempo perché tutto scompare, sia il tempo che la distanza.

Domanda: Che cosa possiamo fare per non rimanere semplicemente in questo stato, ma per fare il miglior uso di esso? Capisco che devo rivolgermi al Creatore, ma ci vuole così tanto tempo per ricevere una risposta.

Risposta: Il fatto è che molti hanno disturbi simili: “Non c’è una risposta”!

Il mondo spirituale è, da un lato, integrale, analogico, e, dall’altro, è impulso. Ciò significa che vi è una sorta di dualismo. L’elettrone è una particella o un’onda? La Luce è una particella, un’onda o entrambe le cose? Al momento non lo sappiamo. I fisici affermano questo, ma non lo sentono, questo deriva solo da studi sperimentali.

Da un lato, i nostri sensi sono apparentemente costanti, scorrono in una corrente, e non in impulsi. D’altra parte, pulsano, cioè, in dieci Sefirot o cinque fasi. Se giungeste ad un millimetro prima della prima fase, sentireste di non aver ancora iniziato il lavoro e di non avere ancora alcun contatto con esso.

Se devono esserci un migliaio di volt, allora devono esserci un migliaio di volt. Supponi di avere un migliaio di rubli. Paghi, e attraversi la frontiera, come quando ti trovi a bordo di un aereo. Tuttavia, se vi è un centesimo mancante, non importa quello che dici, non ti sarà consentito passare.

Questi sono gli attributi del mondo superiore. È necessario disporre di un certo potenziale di desiderio nella tua domanda per essere premiati con una risposta. Tuttavia, nel frattempo, non lo rivelani. Sei in un mare di Luce, ma, se il tuo vaso non può contenere la Luce (il che significa che non è raggiungibile con le vostre sofferenze, sia in qualità e in quantità, a seconda dell’intensità della domanda fino a raggiungere un certo volume), allora sentirai la risposta. Ciò avviene perché la tua domanda non è ancora matura, e questo lo vedi dal tuo stato acerbo.

Tu dici: “Io sono già da qualche parte in questa Luce, cosa c’è dopo? ” Se sei arrivato nel pieno sentimento del tuo stato attuale, quindi, dopo ciò, sentirai il livello successivo sotto forma di un nuovo desiderio.

Quindi, continua a sentire, ma cerca di capire di più per cosa e per come. Il chiarimento di questo stato è carente.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 08.12.2012, Lezione 3)

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Un giusto volontario

Se a noi venisse rivelata la Provvidenza Superiore, allora tutte le persone del mondo diventerebbero dei giusti assoluti. Sarebbero costretti ad obbedire alla legge della dazione, il che significa che sarebbero dei giusti perché costretti e non grazie al loro libero arbitrio.

Questo è ciò che accadrebbe se il Creatore si rivelasse a noi. Siamo tutti in attesa che Si riveli, ma perderemmo immediatamente il nostro libero arbitrio. Diventeremmo come gli animali che eseguono ciecamente tutti gli ordini della natura, così come ora siamo costretti ad ubbidire alla nostra natura egoistica. Ubbidiremmo allo stesso modo agli ordini della natura della dazione. Se esiste una legge della natura, obbedisco come una macchina.

Quindi non dovremmo sperare che il Creatore si riveli a noi prima che diventiamo indipendenti e prima di ottenere la forza del Masach (schermo). Allora saremo in grado di ricevere la sua rivelazione attraverso la Luce Circostante, respingendo il piacere. Fino ad allora, naturalmente, la rivelazione non sarà a nostro favore, dal momento che ci costringerebbe a diventare animali sacri. Dobbiamo elevarci al di sopra di questo livello, al fine di diventare esseri umani.

Il Creatore, dunque, si rivela solo nella misura in cui una persona rimane indipendente. Ora siamo gestiti dalla volontà egoistica e obbediamo al nostro ego. Poi si risveglia in noi il punto nel cuore, e noi cominciamo a lottare contro quel dominio, organizzando un gruppo che sarà dalla parte di questa nuova forza, il punto nel cuore.

La lotta avrà successo se riesco a sminuire la società esterna, in modo che io possa lasciare il suo dominio. Dietro il mio ego vi è tutta la società, e dietro la scintilla della dazione, il punto nel cuore, c’è il gruppo kabbalistico. Io devo elevarmi e aumentare il più possibile l’importanza della scintilla e del gruppo, e dall’altra parte, abbassare e ridurre il più possibile l’influenza dell’ego e della società esterna.

Nella misura in cui lo faccio, nei miei occhi l’importanza della dazione aumenta, e la Luce mi influenza secondo i miei sforzi. Questo sforzo funziona come la mia preghiera (MAN), e la Luce che Riforma arriva in risposta ad essa e mi cambia.

Alla fine si forma la mia nuova struttura: dall’Alto ricevo un Masach e Luce Circostante che serve al mio nuovo vaso in cui io do al Creatore. Dal basso, sotto il Masach, c’è il mio desiderio limitato di ricevere, il mio ego.

Nella misura in cui eseguo tale restrizione, il Creatore può già essere rivelato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.11.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot).

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E non abbiamo altre preoccupazioni…

Domanda: Che tipo di cambiamenti dovrebbero avvenire in me al fine di attirare la Luca che Riforma? Cosa posso fare al fine di attirare questa Luce?

Risposta: Questo è esattamente quello che devo trovare, questo è l’intero punto. Da ora fino alla fine della correzione io ho solo bisogno della Luce che Riforma. Questa è la Luce che riempie la mia anima, che è incorporata in tutte le altre anime, come tutte le differenze tra le anime scompaiono e la Luce di Ein Sof (Infinito) riempie 620 volte più dello stato iniziale. Questo è da dove proviene la Luce che Riforma, esattamente come ogni MAN (preghiera) si innalza a Ein Sof e in risposta MAD (un risposta) viene giù da lì.

Quindi lungo tutta la via, da ora fino alla fine della correzione, io devo preoccuparmi solo di una cosa, la massima Luce che Riforma che posso attirare. E’ come se stessi prendendo il sole e calcolando: In che posizione mi devo girare, quanto dovrei rimanere sdraiato in una certa posizione, a che ora, ecc.? Questo è come io dovrei chiarificare i miei movimenti interni: Come dovrei operare nei miei desideri nel lavoro col gruppo, con gli amici individuali, con l’insegnante, con lo studio, a casa, dappertutto.

In tutto quello che io sono, io devo chiarificare come posso fare la maggior parte delle mie differenti azioni 24 ore al giorno, così ogni volta la Luce opererà in me più efficacemente. Non ci sono altre preoccupazioni eccetto questa. Cos’altro c’è nella vita? Dopo tutto, tutto dipende dalla Luce, inclusa la mia vita corporale.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 14.11.2012, Lo Zohar)

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La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
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Un biglietto per il Mondo dei desideri

Domanda: Nel libro Shamati, nell’articolo “L’essenziale è desiderare solo il dare in assoluto; è scritto: “La forza della fede è sufficiente affinché una persona    possa lavorare nella forma della dazione“. Che cos’è la fede?

Risposta: Noi non conosciamo cosa sia la fede. E’ una specie di forza che non esiste nel nostro mondo. Nel nostro mondo, in tutte le scienze naturali, in fisica, chimica, biologia, e altre scienze, scopriamo le forze dell’inanimato, del vegetativo e della natura animata che operano come forze di attrazione e repulsione.

Nel mondo spirituale scopriamo prontamente forze che operano in maniera opposta a quest’ultime. Supponiamo, ci sia una forza naturale di repulsione che noi vediamo in questo mondo, ma nella spiritualità è l’opposto, tra questi oggetti si forma la forza di attrazione reciproca, com’è detto: ”L’amore copre tutti i peccati.”

Noi cominciamo a scoprire questo in una certa misura nella fisica quantistica: se noi piazziamo delle particelle elementari che sono caricate equamente (gli elettroni per esempio) nello stesso posto, loro cominceranno a repellersi, non solo perché possiedono la stessa carica, ma anche per ragioni quantiche (la forza anti-simmetrica); nessuno di loro vorrebbe essere dov’è l’altro.

Allora cos’è la forza della dazione? E’ una forza che si rivela al di sopra della nostra natura in una forma che è opposta ad essa, com’è detto: ”Io ho visto il mondo opposto.” Noi possiamo solo dire che il mondo spirituale opera in accordo alle intenzioni e non alle azioni. Non ci sono azioni qua; si tiene conto solo di cosa avviene nelle intenzioni, giacché i nostri corpi non esistono nel mondo spirituale, ma solo i desideri e le intenzioni.

Immagina che i tuoi desideri agiscano. Che cose terribili accadrebbero nel mondo! In una frazione di secondo il mondo cesserebbe di esistere, le persone si brucerebbero a vicenda.

Allora al fine di non trovarci in questo tipo di mondo, noi siamo tutti in un mondo immaginario nel quale noi possiamo compiere azioni fisiche quante ci è permesso di farne. Nella misura in cui una persona può operare per il bene altrui, essa ascende al di sopra del proprio corpo ed entra nel dominio spirituale dove agisce in accordo al suo desiderio e alla sua intenzione.

Altrimenti, come potrebbe essere possibile portare una persona nella realtà che è totalmente sotto la dominazione del suo desiderio? Dopo tutto, essa non ha controllo sopra il proprio desiderio e la propria intenzione.

Solo nella misura in cui una persona riesce a tenere i suoi desideri e lavorare correttamente con il suo desiderio e la sua intenzione, allora le è permesso di entrare nel mondo spirituale. E’ chiamato “entrare nel palazzo del Re dopo aver scalato una montagna,” è là che comincia a correggere il mondo, nella misura in cui essa può controllare se stessa.
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(Dalla Prima parte Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.11.2012, Shamati #30)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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Uno stimolo dalla Luce

Siamo all’interno di una forza chiamata il Creatore (Boreh). Dal momento che non lo abbiamo ancora raggiunto secondo il principio di “vieni e vedi” (Bo-reh), gli diamo nomi diversi secondo la misura attuale della sua rivelazione verso una persona.

Io sono in questo campo di Forze insieme a tutti gli altri. La domanda è: come posso indurre la sua influenza? In effetti, questo è l’intero lavoro dell’uomo: come è possibile risvegliare questa forza in modo che possa elevarmi?

Siamo scesi di proposito dall’altezza spirituale al “livello zero”, e ora spetta a me ascendere alla stessa altezza. Per fare questo, devo risvegliare su di me la Luce che Riforma. Non c’è altra forza che mi possa elevare verso la spiritualità. Ho solo i mezzi che esistono al mio livello. Il Creatore mi sveglia dal sogno attraverso il primo “stimolo”, e poi devo elaborare, attraverso mezzi speciali come: il gruppo, lo studio e l’insegnante, ciò che mi ha risvegliato interiormente.

Quindi mi rivolgo alla Luce che, inizialmente, mi ha risvegliato. Chiedo che mi influenzi, e lo faccio coscientemente e consapevolmente. La Luce mi stimola di volta in volta affinché io instauri il mio atteggiamento verso di essa: che cosa le chiedo, che tipo di influenza mi aspetto, che cosa voglio raggiungere, e così via. Nel complesso immagino di essere in conformità con Colui che mi “stimola”. Devo osservare la sua forma, la sua immagine e chiederGli:

– “Voglio dare!”
– “Come vuoi diventare uno che dona? È davvero colui che da’? Come sarà il tuo dare?”
– “Non lo vedi? Io studio, lavoro in un gruppo e nella divulgazione, compio tutti i tipi di azioni, e chiedo in base a questo”.

Se una persona non esegue azioni indirizzate verso l’unione, non vi è alcuna base per la sua richiesta. Queste azioni costituiscono l’infrastruttura che egli può utilizzare per elevare MAN, una preghiera. Costruisco questa infrastruttura tra me e gli amici da cui sorge MAN, “la preghiera dei molti“. Non sarò mai in grado da solo di chiedere la connessione. Una preghiera per la connessione può essere solamente collettiva, o almeno tra due persone.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Solo la Luce sconfigge l’avido peccatore

Domanda: Da dove dovrebbe iniziare la vera domanda per la dazione? Come posso sconfiggere l’avido peccatore che si trova dentro di me?

Risposta: Non abbiamo una domanda vera per la dazione, e non ne possiamo avere una fino a che la Luce non ci influenza. Quando la luce arriverà, sarai sorpreso e ti chiederai: è questa la qualità della dazione? E sarà in contrasto con tutto quello che hai pensato.

È una cosa completamente nuova e una persona che vive nella nostra realtà non ha alcuna preparazione ne premonizione di come sia. Quando una persona ha questo sentimento delicato, comincia ad agire, anche inconsapevolmente, al fine di avvicinarsi ad essa. Comincia a collegare tutta la sua vita, tutto quello che ha passato, a questo unico obiettivo, al raggiungimento di una goccia di adesione con il superiore.

Per la prima volta ha un’inclinazione interiore per qualcosa che è lontano e da quel momento in poi inizia a svilupparsi.

È impossibile esprimere questo sentimento a parole, ma una persona non può svegliarsi se non è la luce superiore a farlo. Una persona che lo ha già assaggiato, sa di cosa si tratta, ma finché non lo si è sperimentato da soli, non lo si capisce.

Quindi è impossibile chiedere per la vera dazione, fino a che non raggiungi questa qualità. Ma grazie a questo gioco, avanziamo fino a riempirci di tutti i requisiti necessari. Non sapendo in anticipo come fare, avviene un risveglio interiore, ed è come se si accendesse una scintilla di luce e una persona cominciasse a sentire che c’è qualcosa di diverso da questo mondo, che è la dazione.

Non ci resta che giocare nel miglior modo in cui possiamo, fare tutto ciò che è in nostro potere. Sono certo che ci stiamo avvicinando a questa rivelazione, ma tutti dovrebbero chiedersi a quale velocità.
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(Da una conversazione sul lavoro interno 30.09.2012)

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