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La forza che controlla tutto

Commento: L’evoluzione si verifica come l’intersezione dell’interazione di due forze: positiva e negativa. Gli scienziati affermano che l’esplosione di un piccolo ammasso di energia, che era più piccolo di un atomo, ha portato alla formazione di ciò che vediamo intorno a noi. Questo, secondo me, è più difficile da credere rispetto al fatto che Dio abbia creato tutto con un solo atto.

La mia risposta: Sì, davvero, sembra incredibile.

Mi ricordo il periodo che ha preceduto l’accettazione della teoria del Big Bang. La gente credeva che l’universo esistesse indefinitamente e che fosse di dimensioni illimitate. Questo è quello che ci avevano detto a scuola. Perché? Perché veniva considerato semplicemente in questo modo, senza alcuna connessione con le persone.

Gli umani erano considerati una formazione accidentale di vita sulla Terra a causa della coincidenza di alcune proprietà. Questo è il modo in cui ci sviluppiamo, questo è il modo in cui viviamo, questa è la vita. Cioè, venne riconosciuta una teoria puramente meccanica.

Parallelamente, c’era ovviamente la cosiddetta teoria divina (il creazionismo), che affermava che una certa forza superiore aveva creato tutto questo perché lo voleva.

Domanda: Cosa dice la Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah afferma che non sono sbagliate né l’una né l’altra teoria. Dobbiamo semplicemente capire cosa sta succedendo nel nostro mondo in base a ciò che viene rivelato alla persona che studia la saggezza della Kabbalah.

La persona rivela che esiste un programma della creazione basato su una forza superiore positiva che sviluppa tutto e governa questo programma. Possiamo chiamare questa forza “il nostro Creatore”, “il Creatore ” o “Dio”, questo non ha importanza.

Questa forza controlla tutto. Ha un programma, un obiettivo prestabilito e noi ci sviluppiamo lungo questo percorso, che lo vogliamo oppure no. Nessuno ce lo chiede.

Ci vengono dati sia il punto di partenza del nostro sviluppo che la sua fine, in modo da poter attraversare tutto questo percorso, svilupparci e comprendere noi stessi. Basandoci su questo, comprenderemo la nostra fonte, il Creatore, la forza superiore della natura…a tal punto da identificarci, connetterci e fonderci in modo assoluto e completo con questa forza.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 11/03/2019

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Creature sensibili

Domanda: Qual è la “misericordia del Creatore” nella Kabbalah?

Risposta: Lascia tutti i luoghi comuni quali “Il Creatore è buono”, “Colui che fa del bene”, “Misericordia”, “Amore”, “Odio” e così via per i romanzi, anche se sono usati nei libri kabbalistici.

Dobbiamo solo capire che non possiamo esprimere le nostre impressioni in nessun altro modo. Dicendo che questo è umido, caldo, freddo, piacevole, spiacevole e così via, ci esprimiamo in questo modo.

In linea di principio, siamo tutti creature emotive. Anche se ci sembra che agiamo con la ragione, in realtà, non è mai così. Sentiamo e misuriamo sempre le nostre sensazioni. Anche quando io dico “cinque metri” o “500 mila chilometri”, continuo a misurare emotivamente queste distanze. Dove non abbiamo sentimenti, non ci sono dimensioni, nessuna scienza e nessun concetto.

Non possiamo agire in modo assolutamente rigido, senza sentimenti, in un sistema di misurazione. È così che siamo strutturati perché la nostra essenza è il desiderio di godere. Possiamo persino misurarci in relazione a questo desiderio, sia che proviamo un piacere più grande o un piacere più piccolo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 22/12/2019

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Elevarsi al di sopra dei sensi corporei

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: Tuttavia, è abbastanza sufficiente, poiché questa è la regola: “Tutto ciò che viene misurato ed estratto dalla Sua Provvidenza per essere realizzato nella natura della Creazione, è completamente soddisfacente.”

Allo stesso modo, non si può desiderare un sesto dito nella mano, perché le cinque dita sono già sufficienti.

Siamo stati creati in modo tale da avere cinque dita su ciascuna mano. Ci preoccuperemmo se avessimo un sesto dito? Ad esempio, una scimmia ha un dito speciale per afferrare i rami. Sarebbe bello anche per noi averlo. Eppure non ne abbiamo bisogno! Non sentiamo alcun bisogno di un altro dito. È lo stesso ovunque, in tutti i sensi, non sentiamo che ci manca nulla.

Telescopi e microscopi sono solo ingrandimenti quantitativi degli organi sensoriali, la loro espansione. Ma se usiamo tutti i nostri sensi, non sentiamo che ci manca un organo sensoriale aggiuntivo. Possiamo dire che vorremmo sentire le onde ultra e infrarosse come i delfini. Ma tutto questo è stato dato loro dalla natura, si tratta solo di un’espansione e non di nuovi organi sensoriali.

Pertanto, tutto ciò che abbiamo in noi non ci provoca alcuna sensazione di mancanza, è abbastanza per noi e quindi non ci stiamo sviluppando ulteriormente. L’unico modo per svilupparsi è elevarci al di sopra dei nostri cinque sensi: non quanto riceveremmo nei nostri organi sensoriali, ma quanto possiamo lavorare con loro nella direzione della dazione.

Qui, in particolare, inizio a sentire non me stesso, ma il mondo intorno a me, mi elevo al di sopra di me stesso. Ecco una scienza completamente diversa riguardo al mondo: la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Cosa succede se cinque dita sono sufficienti per me? Vivo così…

Risposta: Quando vivo in ciò che è abbastanza per me, mi trovo nel livello animato. Se voglio capire la fonte di tutto ciò che sta accadendo, niente altro che la Kabbalah mi aiuterà.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

 

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Cambiare il proprio atteggiamento verso il mondo

Domanda: Alcune persone, sentendo la mancanza di qualcosa, si sentono automaticamente infelici. Esiste un modello diffuso nella società secondo cui la felicità è gioia e piacere continui. Non ci devono essere sofferenze nella vita. Da dove viene un modello del genere?

Risposta: Questa è la formulazione sbagliata della felicità, la formulazione sbagliata della domanda e l’educazione sbagliata. Non conosciamo la nostra natura e quindi, sfortunatamente, siamo infelici.

Se capissimo chi siamo e cosa siamo, saremmo in grado di formarci in modo che la nostra struttura e attitudine a qualsiasi stato siano perfetti.

Questo è ciò che fa la Kabbalah. Non cambia il mondo, non dice che devi cambiare qualcosa intorno a te. Devi cambiare il tuo atteggiamento verso il mondo. Allora sarai felice. E lo sarai in uno stato assoluto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/12/2019

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Guardare il mondo con occhi altruistici

Considerazione: Esistono due tipi di percezione del mondo. La prima si concretizza attraverso la sensazione personale e il cervello dell’individuo che percepisce il nostro mondo per mezzo dei propri cinque organi sensoriali. La seconda avviene tramite l’ambiente, quando l’individuo vede il mondo attraverso la gente intorno a sé.

Lo scopo di ognuno di noi, in questo mondo, è rivelare il Creatore. Secondo la saggezza della Kabbalah nessuno può esplorare il Creatore attraverso i tradizionali cinque sensi ma solo attraverso la società, nel senso che essa rappresenta la mia vista, i miei occhi, l’intenzione attraverso la quale io guardo il Creatore. Io non posso vedere direttamente Lui ma, se imparo a guardare attraverso la società, poi, io posso determinare chiaramente chi è il Creatore.

Mio commento: La questione è che abbiamo bisogno di distogliere la sguardo dalla nostra visione o, piuttosto, dalle nostre sensazioni. Adesso le abbiamo imprigionate a causa dei nostri riempimenti egoistici e, quindi, non sentiamo il Creatore.

Abbiamo quindi bisogno di guardare al mondo con occhi altruistici, cioè, attraverso la qualità della dazione. Diciamo che l’intero mondo è nostro figlio del quale siamo perdutamente innamorati. A questo punto come dovremmo guardare al mondo, se non con amore?

Tuttavia questo è insufficiente perché noi vorremo ancora guardarlo egoisticamente. Abbiamo bisogno di guardarlo con amore altruistico, cioè come se fosse assolutamente indipendente da noi stessi. Adesso immagina invece il tuo bambino, che è il mondo intero per te, come fosse uno sconosciuto, e ancora meglio, come qualcuno che odi più di ogni altra cosa al mondo. Tu devi distogliere lo sguardo da te stesso, mettere da parte la tua visione egoistica del mondo, attraverso il prisma che ti porta completamente fuori da te stesso, verso fuori e, poi, attraverso esso, tu vedrai il Creatore.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 4/02/2019

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Aderire al linguaggio dei kabbalisti

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: ‘Ogni persona ragionevole capirà che quando si tratta di questioni spirituali, tanto meno di pietà, non abbiamo parole o lettere con cui contemplare. Questo perché tutto il nostro vocabolario non è altro che combinazioni delle lettere dei nostri sensi e della nostra immaginazione. …

È particolarmente così dove si deve trovare una logica in queste parole per aiutare uno nei negoziati abituali nella ricerca della saggezza. Qui il saggio deve usare definizioni rigorosamente accurate per gli occhi degli osservatori.’

Se esprimessimo con parole tutto ciò che sentiamo, ognuno di noi creerà la propria lingua, la propria enciclopedia, ecc. E non saremmo in grado di comunicare fra noi. Pertanto, ciò che possiamo e dobbiamo fare è prendere le parole, le espressioni e le definizioni basate sulla nostra essenza.

Questo è esattamente ciò che fa la Kabbalah. Dice che una persona consiste nel desiderio che è diviso in cinque tipi: zero, uno, due, tre e quattro. In questi cinque tipi di desideri, sentiamo vari riempimenti positivi e negativi e tutti li hanno. Quindi, tutto consiste solo nel desiderio.

Pertanto, se aderiamo ad un chiaro linguaggio kabbalistico, non andremo fuori strada. Parleremo la stessa lingua. Era così prima della frammentazione nell’antica Babilonia quando tutte le persone parlavano una lingua, l’aramaico, con la quale è stato scritto Il Libro dello Zohar.

La lingua aramaica è buona perché deriva dall’essenza della natura stessa. I cinque livelli del desiderio, dei quali ognuno di noi consiste, generano cinque definizioni. Questa lingua si basa su di loro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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Il linguaggio è il senso per la corretta comunicazione

Baal HaSulam scrive che un kabbalista deve usare definizioni molto accurate. Dove possiamo trovarle?

Qui…la legge delle radici e dei rami sorge in tutti i mondi, in tutti gli stati, in ognuno di noi. È da lì che io posso avere delle definizioni chiare e accurate dal punto di vista della natura. Da qui prenderai anche tu le tue definizioni e noi le confronteremo fra loro. Da questo confronto, possiamo comprenderci correttamente fra noi, anziché parlare con le stesse parole, ma con un significato diverso.

Nel nostro mondo, ognuno attribuisce significati diversi alle stesse parole perché ognuno di noi differisce dagli altri. Come possiamo connettere i complessi stati interiori di ognuno di noi per iniziare a capirci e a sovrapporci, in modo che questi concetti si combinino e ci diano un’idea chiara a proposito di che cosa stiamo parlando, per poter poi sentire nella stessa maniera? Questo è un problema di linguaggio.

Il linguaggio è il senso della comunicazione reciproca, quando io e te proviamo la stessa cosa. In caso contrario, avvertiremmo chiaramente la differenza nelle nostre sensazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 15/09/2019

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Una corsa contro la crescita dell’egoismo

Domanda: La realizzazione dello stato futuro è possibile, nel presente, perché il futuro esiste già nella spiritualità e sono io a rivelarlo?

Risposta: Nella spiritualità non esistono presente, passato o futuro. Tutto è determinato nel nostro egoismo. Quindi percepiamo questi parametri in noi, nelle nostre qualità e nei nostri desideri.

Nella misura in cui i nostri desideri vengono corretti, noi cominceremo a percepire il mondo corretto, come se lo stessimo scalando. Altrimenti, lo vedremo sprofondare sempre più perché il nostro egoismo è in costante crescita.

Tutto dipende dalla misura in cui corriamo contro il crescente egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/07/2019

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La vita secondo una nuova sceneggiatura – 2′ Parte

La vita è una sceneggiatura che posso riscrivere di nuovo e iniziare così a controllare la mia vita. Alla fine, una persona si stanca del film di cui qualcuno l’ha costretta a diventare il personaggio principale. Questa è la vita di qualcun altro e voglio vivere la mia vita.

Mi rendo quindi conto che tutto ciò che mi circonda non è mio, che sono sotto l’influenza di migliaia di forze provenienti da diverse fonti, ed esse giocano con me come con una palla, calciandomi e lanciandomi da un posto all’altro.

La domanda è: Come posso interrompere questo film? Ho bisogno di una forza che sia al di sopra degli attori che giocano con me nella mia vita. Voglio elevarmi al di sopra della mia esistenza, al di sopra del lavoro, della famiglia, della casa e pianificare la mia vita da solo. Dopotutto, non sappiamo come la sceneggiatura proseguirà nell’attimo successivo e quali nuovi personaggi appariranno in essa.

Non conosco la sceneggiatura della mia vita. Per conoscerla, ho bisogno di salire al di sopra di me stesso e conoscere il piano superiore. Quindi capirò come giocarci, a cosa serve e qual è lo scopo di questo film.

Tutti vogliono ricevere buone sensazioni dalla vita; altrimenti, perché ne abbiamo bisogno, la sua fine è chiara… Eppure, mentre la vita non è ancora finita, voglio viverla in base ad una buona sceneggiatura. Per fare questo, ho bisogno di connettermi con le forze che controllano la mia vita e la saggezza della Kabbalah mi insegnerà come farlo.

Non importa quante volte riscrivo la sceneggiatura secondo la mia volontà perché scoprirò che mi fa male. Se voglio davvero scrivere un programma per il mio futuro, devo studiare e imparare ciò che è meglio per me e come cambiare la sceneggiatura cattiva in una buona. Quando capirò davvero ciò che è buono, scoprirò che ho l’opportunità di girare questo film e di esserne il personaggio principale e il regista.

Dopotutto, una persona di solito non capisce cosa è buono per lei. Vediamo che le forze che controllano la nostra vita ci coinvolgono in film così terribili che non vogliamo guardare. Ma possiamo cambiare questo film in un altro se sappiamo cosa vogliamo veramente. Ricevendo questa conoscenza, avremo la possibilità di apportare modifiche.

L’intero sviluppo di una persona in questa vita è progettato per guidarci alla comprensione di ciò che è veramente buono per noi. Non appena capiamo questo, possiamo immediatamente iniziare a viverci. Questo perché il buon film è già pronto! Semplicemente non lo vogliamo, lo rifiutiamo a causa della nostra miopia.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1167”, 22/10/2019

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La natura ci dà la possibilità di uscire da noi stessi e di immedesimarci nella trama di un libro o di un film. Le serie TV senza fine e le maratone dei film sono la dipendenza principale dei nostri tempi, e coinvolgono sia le generazioni più anziane che quelle più giovani.

Il sogno di noi tutti è quello di tornare a casa, sederci in poltrona, abbassare le luci, accendere la TV e perderci in una nuova serie televisiva.

Netflix, che consente di guardare film su qualsiasi dispositivo dotato di schermo (TV, telefono e computer), ha 140 milioni di abbonati. Le persone trascorrono ore ed ore sedute davanti a uno schermo a guardare una serie dopo l’altra.

Questo le proietta in una realtà diversa, perché esse desiderano prendere le distanze dalla vita di tutti i giorni per iniziare a vivere in un film. Vogliono cambiare il film in cui la vita le costringe a diventare “il protagonista”, con un altro nel quale possono solo essere figuranti, seduti tranquillamente su comode sedie. Come sarebbe bello vivere la vita come in un film.

Un giorno, a qualcuno verrà l’idea di sbarazzarsi completamente degli schermi attaccando un filo direttamente alle nostre teste, trasmettendoci poi il film delle nostre vite. In quel caso potremmo persino diventare il personaggio principale del film, perché lì potremmo immaginarci in diverse situazioni. Ma noi ora siamo in un film, senza saperlo. E come possiamo sapere che questo è un film o no? In realtà, questo non ha importanza per noi; l’importante è sentirci bene, o almeno non soffrire.

La natura ha sviluppato in noi la capacità di uscire dalla nostra vita e di entrare in empatia con la trama di un film o di un libro, con i suoi personaggi, in modo da sapere che viviamo in un film. Tutta la nostra vita viene interpretata come un film, che possiamo cambiare.

Possiamo elevarci al di sopra della persona fisica che sta guardando il film, sino al livello delle forze che lo proiettano; possiamo intervenire in loro e cambiare il nostro film, cioè la nostra vita. Possiamo diventare il protagonista di qualsiasi film vogliamo, cambiando i nostri stati, inclusi la vita e la morte.

La capacità di entrare in empatia con i film ci è data in modo che possiamo creare un nuovo film per noi stessi dove noi saremo “il regista”. Dopotutto, quanto rimpiangiamo i film in cui abbiamo vissuto in passato, quanto vorremmo cambiarlo ma pensiamo che sia impossibile. Ma è possibile cambiare il passato, mettere in pausa questo film, riavvolgerlo nel momento giusto e ricominciare in modo diverso.

Diverremo di nuovo bambini spensierati che hanno appena iniziato a vivere la propria vita. Ma cosa ci piacerebbe cambiare nella nostra vita? Questa è la domanda. Non ci sarà permesso di cambiare nulla fino a quando non saremo in grado di scrivere una nuova sceneggiatura più corretta di quella precedente. Quindi saremo anche in grado di migliorarla.

Dopo aver vissuto il film con l’esperienza accumulata, vedremo di nuovo il modo in cui possiamo migliorarlo e ricominceremo a un livello più maturo e serio, cercando di realizzare noi stessi in modo da non avere rimpianti alla fine del film, prima di morire. Quindi capiremo che il film non finisce e anche come potremmo farlo continuare per sempre.

La saggezza della Kabbalah consente ad ognuno di noi di sviluppare la capacità di trasmettere la sceneggiatura della propria vita, tenendo tutto sotto controllo. Impareremo ad accettare la nostra vita nella forma corretta, non ci pentiremo di nessun momento e non vorremo tornare e correggerlo.

La vita che vivremo sarà corretta, cordiale, piena di significato e non ne rimpiangeremo un solo momento. Quindi, dopo tutti questi calcoli, scopriremo che non siamo stati noi a fare tutto questo, ma la forza che proietta questo film, e tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare erano destinati a portarci in uno stato perfetto. Non c’era altro modo! Pertanto, siamo d’accordo, il film finisce e inizia la vita reale.

Poi vedremo che tutta la nostra vita precedente era solo un sogno dal quale ci stiamo risvegliando ora a una nuova vita e iniziamo un nuovo giorno. Questa vita è eterna e perfetta. Sono nella relazione corretta con colui che stava trasmettendo questo film e solo insieme stiamo costruendo il nostro ulteriore progresso creando un nuovo film.

Conosciamo e comprendiamo come tutto è organizzato e come si sviluppa diventando noi stessi gli sceneggiatori, i cameraman e i registi, cioè i produttori di un film con migliaia di attori. Noi stessi, invece della forza superiore, organizziamo la nostra vita, perché ogni persona ha la propria vita e il proprio mondo con tutti gli attori.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1167”, 22/10/2019

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