Pubblicato nella 'Nazioni del Mondo' Categoria

La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
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Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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Il terzo tempio e una soluzione al problema globale

Dr. Michael LaitmanVagare nel deserto è uno stato interno molto difficile attraverso il quale una persona cresce gradualmente.

Il deserto cambia una perosna da essere schiavo del desiderio egoistico ad essere il maestro dell’ego. Questo accade durante i 40 anni di pellegrinaggio nel deserto. Una persona sale gradualmente al di sopra del suo ego, passo dopo passo e lo cambia nell’attributo di dazione.

Non è facile attraversare il deserto; questo è un problema dell’ uomo, e deve essere superato. Questo è il motivo per cui la Torà finisce con la traversata del deserto e l’entrata nella terra d’Israele. Questo è tutto! Questo è tutto quello che ci serve. Otteniamo la forza con la quale possiamo avanzare correttamente.

Però, perché la Torà non ci dice come lottare e conquistare la terra di Israele. Dopo tutto, le spie hanno detto che sette nazioni vivono lì. È perché è inutile combattere contro di loro. Oggi viviamo nello stesso modo.

Ci è stato dato un metodo che ci dice come assorbire la luce della correzione, ma nulla di più. Si scopre che se si mette se stessi nel paese d’Israele, sembra che dopo si viene lasciati soli, perché a questo punto si passa direttamente verso la conquista della terra di Israele, che significa il superamento del proprio desiderio egoistico vero. Prima di questo era solo preparazione. Adesso vi inserite nel vostro cuore egoistico e cominciate a conquistarlo, a digerire, per elaborare l’attributo dell’amore e della dazione.

In passato abbiamo costruito il Primo e il Secondo Tempio, che sono stati distrutti. Adesso dopo queste due distruzioni, dobbiamo costruire il Terzo Tempio sulle fondamenta dei primi due. Però non possiamo costruirlo da soli, non la nazione di Israele da sola. Deve essere costruito dal mondo intero. Questo è il motivo per cui è così potente ed eterno. Il Terzo Tempio è la correzione del desiderio globale egoistico creato dal Creatore. Il mondo intero deve prenderne parte. Come ha detto il profeta Ezechiele: “Le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele a Gerusalemme” significa che li porteranno alla necessità di costruire il Terzo Tempio.

Domanda: Questo significa che il Terzo Tempio non sarà più ebraico ma internazionale?

Risposta: Sì. Oggi il mondo comincia già a sentire che tutti i problemi si riducono a una rete intricata, a qualcosa che tutti condividono: se si tira lo spago, tutto cade in pezzi proprio come un castello di carte. Se c’è un piccolo problema in qualche parte del globo, si espande immediatamente come un eco in tutto il mondo.

Il mondo diventa reciprocamente più connesso ogni giorno in modo che cominciamo a comprendere che dobbiamo trovare una soluzione globale al problema e non siamo preparati per questo. Il nostro ruolo è quello di portare l’ umanità alla comprensione di come essere pronti ad affrontare questa nuova situazione.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 28.01.2015

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Solo un giorno di unità, Parte 2 — Non ci sono opzioni senza unità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente Israele ha celebrato la Giornata dell’Unità. Il governo lo ha annunciato e quindi la gente è uscita nelle strade, si sono seduti in cerchio e hanno discusso lo stato attuale della nazione. Queste discussioni circolari si sono svolte nelle università, in varie organizzazioni e nelle piazze delle città. Sembra che stiamo lavorando nella giusta direzione, quindi qual è il problema?

Risposta: Il problema è che l’unità non dovrebbe durare solo un giorno. L’unità deve essere il nostro stato costante. Abbiamo bisogno di una vera unità interna quando le persone si sentono vicine l’una all’altra e calorosamente connesse. Dovremo lavorare molto sul nostro egoismo, perché senza questo non saremo in grado di vivere come una nazione, anche senza il boicottaggio internazionale. Possiamo vivere su questa terra solo se realizziamo la nostra vera essenza, come nazione di Israele.

Se cediamo alla pressione esterna e accettiamo le richieste imposte su di noi, il risultato è predeterminato. Dopo tutto, tutti coloro che le hanno avviate, fondamentalmente vogliono distruggere lo stato e la nazione e mandarci via in qualsiasi modo per prendere in consegna lo spazio che sarà lasciato libero qui. Tenendo conto di ciò, la Giornata dell’Unità è certamente meglio di niente, ma può anche avere implicazioni negative se si confonde la gente e li si porta a credere che hanno già fatto tutto e che non vi è alcuna necessità di unirci ulteriormente, dopo tutto, hanno trascorso un giorno intero in questo.

D’altra parte, abbiamo semplicemente lucidato il nostro orgoglio per il momento, dimostrando una nobile iniziativa. Purtroppo, io non sento alcuna unità e non sento che la nostra nazione è salda come un tutto unico. Al contrario, le persone sono sommerse nell’alienazione, allontanandosi l’una dall’altra, odiandosi a vicenda. Non abbiamo bisogno di un giorno in un anno, ma di un intero sistema educativo che si occupi di questo. Dobbiamo considerare il nostro stato diviso come un problema nazionale. Dobbiamo utilizzare tutti i canali mediatici per guidare la nazione nella giusta direzione e per mostrare alla gente come realmente unirsi.

Anche se non abbiamo aspirazioni spirituali, stiamo cercando di assomigliare al mondo spirituale attraverso la nostra unità. Ma prima di tutto, la gente deve capire che noi non sopravvivremo se non siamo uniti.
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Da Kab.TV “A proposito sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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Solo un giorno di unità, Parte 1 – Perché non ci piacciono?

Dr. Michael LaitmanGli Israeliani non hanno idea che la nazione ebraica ha una missione e un debito verso il mondo. Di conseguenza, si tende a spiegare l’ostilità generale verso la nostra nazione come una elementare invidia.

Non capiscono ciò che sta succedendo; credono che uno stato sviluppato che è cresciuto letteralmente dal nulla, può essere la causa dell’odio da parte di altre nazioni. Un’altra spiegazione sono i conflitti religiosi, ma questo tentativo è insufficiente.

In realtà il mondo non ha tantissimi motivi per odiare qualcuno. Ognuno di noi è abituato già all’idea che gli ebrei sono un tipo diverso e che è del tutto legittimo odiarli.

Oggi, Israele si trova ad affrontare la minaccia di un boicottaggio. I membri della mappa politica di destra e di sinistra si incolpano l’un l’altro per questa situazione, ma i motivi veri sono molto più profondi di questo. Domani troveranno nuovi pretesti per questa persecuzione, quasi di successo, ma non ha senso approfondire queste sciocchezze.

L’odio che la gente sente verso di noi non è cominciato oggi o ieri. Non fa nessuna differenza quali scuse ci sono per questo; c’è un solo vero motivo per questo odio, è che non portiamo il bene al mondo.

Così, invece di discutere le nostre relazioni con i palestinesi, suggerisco una soluzione semplice descritta nella Torà e nella saggezza della Kabbalah: Dobbiamo diventare come un uomo in un cuore secondo il principio che tutti [in] Israele sono responsabili a vicenda. Ora dobbiamo smettere con questo odio reciproco tra noi. Uniamoci più da vicino in modo che le accuse contro di noi scompariranno. La gente smetterà di accusare e i nostri vicini addirittura cesseranno di fare la guerra contro di noi…

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Antisemitismo ebreo, Parte 2: Fuggire da noi stessi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se c’è una richiesta subconscia, inerente le nazioni del mondo a cui gli ebrei dovrebbero fornire un buon futuro, perché il popolo ebraico stesso non capisce il proprio problema intrinseco?

Risposta: Le lamentele sono radicate nelle nazioni del mondo perché senza di noi non possono ottenere la felicità. Sentono che il popolo ebreo gli causa male perché ciò che meritano, non sta passando a loro. Questa sensazione esiste anche fra coloro che non sono mai venuti in contatto con gli ebrei. Per esempio i Coreani odiano Israele, anche se non vi è alcuna spiegazione logica per questo.

D’altra parte, gli ebrei non conoscono la loro missione. Non è stato insegnato loro: non è spiegato a loro. Stanno provano solo di evitare guai, e nel frattempo stanno scappando dalla loro missione, dal loro obbligo verso il mondo intero, una fuga con la quale non si può essere d’accordo.

I Kabbalisti hanno trasmesso segretamente la saggezza sul ruolo della gente per centinaia di anni, ora è giunto il momento di parlarne tra noi e il mondo intero.

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Da Kab.TV “A proposito del boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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Antisemitismo ebreo, Parte 1: I nostri propri carnefici

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché così tanti ebrei supportano l’organizzazione del boicottaggio contro Israele, tra cui gli israeliani?

Risposta: All’interno del popolo ebraico, a seconda del suo ego che sale sopra gli altri, c’è l’impulso di essere staccato dalla propria identità ebraica. Il risultato di questo è gente nella quale esiste questa spinta particolarmente forte che vuole dimostrare a tutti che sono l’opposto, che sono preoccupati per “il bene di tutti i popoli,” che non sono Israeliani.

C’erano esempi simili nella Germania di Hitler e nella leadership americana. È ben noto che una nave di rifugiati ebrei provenienti dall’ Europa ha provato a scappare dalla morte nei campi di concentramento raggiungendo gli Stati Uniti. Nello stesso momento, un ebreo che era vicino al presidente americano l’ ha consigliato di non accettarli. Il risultato, la nave è stata inviata indietro, e le persone sono morte nelle camere a gas. Questo è successo più di una volta. E qui abbiamo bisogno di capire che è naturale che sono specificamente gli ebrei che fomentano l’antisemitismo in tutto il mondo.

Domanda: Che cosa c’è di naturale riguardo a questo?

Risposta: Se non riceviamo l’educazione giusta, la mancanza di orientamento interno conduce alcuni alla fine dello spettro egoistico opposto. Non è per caso che tanti ebrei americani sono diretti contro Israele e vogliono recidere tutti i legami con la nostra nazione. Preferiscono assimilarsi al popolo locale e diventare esclusivamente americani. Ho visto questo di recente ad un simposio di organizzazioni ebraiche americane a Washington.

Questa è la nostra natura. Questa è la radice interiore del nostro popolo che vuole scappare dal suo destino, e il suo destino è di dimostrare al mondo intero un esempio di buona connessione e di unità che risolve tutti i problemi. Finché non facciamo questo, le nazioni vengono a noi con lamentele senza la comprensione che la radice della causa sono loro stessi.

Durante l’intero esilio, l’odio verso gli ebrei e l’antisemitismo ha contrastato la tendenza nel nostro popolo alla divisione. Allora, se la pressione delle forze esteriori si indebolisce, avremmo dovuto ritirarci dal fardello degli “Ebrei,” e nulla sarebbe rimasto di noi. “Veramente, perché devo essere un ebreo? Perché devo soffrire” Qual è il vantaggio se tutti mi odiano? E’ meglio sparire e dimenticare tutto.

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La rivoluzione del 21° secolo: Ricchi e poveri

Dr. Michael LaitmanIn Israele il divario economico tra le classi sociali è sempre stato un grosso problema. Tuttavia, negli ultimi dieci anni questo divario è cresciuto. Non c’è da meravigliarsi che l’aggravarsi di tale disuguaglianza sfoci in un nuovo fenomeno: l’odio verso i ricchi.

In generale, la ricchezza e la povertà sono sempre state il leitmotiv della società umana. Oggi però la questione assume aspetti più emotivi.

Fino a poco tempo fa l’élite finanziaria era seguita e ammirata, sia che si trattasse di imprenditori di successo sia che fossero eredi di immense fortune, e molto è stato scritto su di loro.

Tuttavia, recentemente si è formato un nuovo atteggiamento nei loro confronti, accompagnato da severe critiche e talvolta anche da odio e antagonismo. In poche parole, i ricchi oggi sono percepiti come nemici.

Ricordiamo il detto diventato famoso durante la Rivoluzione Francese “Se non hanno più pane, che mangino brioche!” Questa era la frase simbolo dell’alienazione, l’isolamento dell’élite dal popolo.

Oggi, questo divario è diventato molto grande, tale da trasformarsi in ostilità, dello stesso genere che un tempo condusse il popolo alla rivoluzione.

In sostanza, ciò che sta avvenendo, non solo dal punto di vista economico, sta portando Israele ad adottare abitudini sempre più occidentali.

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Da Kab.TV “Una Vita Nuova” 14.05.2015

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La verità sul boicottaggio di Israele, Parte 7

Dr. Michael LaitmanNon bisogna che aprire il rubinetto: questa è la ragione dell’antisemitismo, la ragione per la quale tutti i popoli del mondo sentono istintivamente un’ostilità nei nostri confronti. Tuttavia, similmente, se cambieremo, allora l’ostilità cambierà istintivamente in simpatia.

Tutto dipende dalla connessione tra di noi, in quanto questo è ciò che trasmette specificamente l’abbondanza attraverso di noi verso il mondo. Noi siamo un canale – un passaggio di transizione. Attraverso la qualità della nostra connessione reciproca, è come se aprissimo o chiudessimo il rubinetto a metà del tubo che passa dall’alto verso il basso.

E così, non abbiamo bisogno di trattare i problemi delle persone. è sufficiente aprire il rubinetto tra di noi, unirci, e poi tutto il bene e l’abbondanza inizierà a scorrere in giù nel tubo. E’ impossibile cambiare questa struttura in alcun modo, perché questo è il nostro destino da migliaia di anni.
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Da Kab. TV “Sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

La verità sul boicottaggio di Israele, Parte 6

Dr. Michael LaitmanDomanda: Le contromisure ci aiuteranno nella lotta contro il boicottaggio?

Risposta: Cosa possiamo dire? Siamo dei bravi figlioli; non meritiamo di essere trattati così? Le persone sentono istintivamente dentro di loro che noi siamo la fonte di tutti i guai. Un qualche studente Britannico, che non sa la ragione per cui non gli piacciamo, ci odia. Il fatto è che gli sembra che il male arrivi da noi.

Domanda: In che modo esattamente la nostra unione cambierà la situazione?

Risposta: Baal HaSulam ne ha scritto alla fine dell’ “Introduzione al Libro dello Zohar“. Tutto quello che sta succedendo al popolo di Israele si estende alle nazioni del mondo. In quanto, sia che lo vogliamo oppure no, noi siamo in contatto con la fonte della forza superiore. Quindi, se ci allineeremo a questa forza, allora l’abbondanza ci raggiungerà dall’Alto e da noi passerà agli altri popoli. Il che cambierà il loro atteggiamento nell’essere amichevoli, più o meno. Se daremo forma a delle buone relazioni reciproche tra di noi, creando una certa coesione con la fonte della Luce, con la forza superiore, allora riusciremo veramente a “riversare” la forza buona e positiva sull’umanità, e poi è sicuro che le persone ci ameranno.

Deve ancora arrivare.

Dall’altra parte, se non ci uniremo nel modo appropriato, ci allontaneremo dalla connessione con la forza superiore e allora trasmetteremo l’atteggiamento negativo ai popoli invece che l’atteggiamento positivo. Da noi sgorgherà il vuoto e niente di più. In questo caso, le persone sentiranno nel subconscio che non abbiamo risposto alle loro aspettative interiori.

Continua….
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Da Kab.TV “Sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

La verità sul boicottaggio di Israele, Parte 5

Dr. Michael LaitmanQui, ne consegue che il boicottaggio è per il nostro bene. Ci porta più vicini all’unità perché, altrimenti, senza unità, il popolo di Israele semplicemente non ci sarebbe. Non esisterebbe.

Il boicottaggio è un chiaro esempio di ciò che dobbiamo ricostruire, il popolo e la nazione, qualcosa che ci renda compatibili con il nome di “Israele“, che significa Yashar El (Diritto al Creatore). Non sto giustificando coloro che hanno organizzato il boicottaggio. Sto guardando al processo generale attraverso il quale dobbiamo passare. Il nostro popolo avrebbe potuto iniziare l’unificazione anche prima del boicottaggio.

Ne parliamo da anni, ma non siamo stati ascoltati. Potrebbe essere che adesso, sotto le nuove condizioni, ci ascolteranno, e se non lo faranno, allora, senza dubbio, il boicottaggio si inasprirà, e noi avremo bisogno di stabilire delle connessioni reciproche in condizioni molto più difficili, perché è del tutto possibile chiuderci dentro i confini della nazione e impedirci ogni aiuto esterno. E’ sufficiente rendere il boicottaggio legittimo, e così sarà impossibile ignorarlo. Per esempio, se l’Unione Europea, ai piani alti, prendesse la decisione appropriata, allora tutte le nazioni Europee dovrebbero obbedire.

La stessa cosa succederebbe anche alle Nazioni Unite, all’UNESCO, e al resto delle organizzazioni internazionali. In questo modo, tutti coloro che oggi aiutano Israele e mantengono un contatto con Israele le volterebbero le spalle sotto la pressione degli altri, e allora non ci rimarrebbe niente, niente con cui combattere, e niente da mangiare. Qui ci sentiremmo qui sotto assedio.

Continua…
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Da Kab.TV “Sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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